IL TEMPO (G. TURCHETTI) – A Torino ha vinto tutto, a Roma ha lasciato il cuore. Negli anni Ottanta le sfide tra la Juventus e la Roma hanno rappresentato un grande classico del nostro campionato e Zbigniew Boniek ha avuto la possibilità di esserne protagonista indossando le maglie di entrambe le squadre. Il doppio ex ha raccontato a Il Tempo le proprie sensazioni sulla gara di stasera.
La prima immagine che le viene in mente pensando a Juventus-Roma?
«La rovesciata di Pruzzo. È un gesto emblematico per questa partita. Penso pure alla sfida qui all’Olimpico dove Falcao segnò il gol del vantaggio e Platini e Brio rimontarono. Poi, ricordo benissimo anche quando arrivai alla Roma e vincemmo 3-0 contro la Juventus giocando un calcio veramente bellissimo».
Gasperini sta andando oltre le aspettative?
«Finora sì e mi fa molto piacere. Gasperini è un allenatore serio, bravo e concreto, che parla chiaro ai giocatori. Se mai dovesse avere dei problemi, la colpa non sarà sua, ma nostra. Ha tutte le qualità per lavorare in una grande squadra, per allenare la Roma. Secondo me sta facendo dei miracoli perché questa squadra oggi è in piena corsa per le prime quattro posizioni nonostante abbia un attaccante e mezzo. L’Inter, ad esempio, ha quattro attaccanti che sono uno più bravo dell’altro. Quando uno tra Dovbyk e Ferguson è stato male, abbiamo giocato qualche partita con Baldanzi o Dybala come numero nove e loro due non sono dei numeri nove. Mi sembra, poi, che Gasperini sia riuscito ad instaurare un ottimo rapporto con i giocatori, che credono nelle idee dell’allenatore e si vede in campo. Ha dato l’impostazione giusta ed ha migliorato quasi tutti i calciatori».
Che partita si aspetta tra Gasperini e Spalletti? Vede una squadra favorita?
«Entrambi arrivano bene a questa partita, vengono da due vittorie importanti. Penso che sarà una sfida equilibrata. Forse la Juventus è leggermente favorita giocando in casa, anche se oggi il fattore campo non incide più di tanto, se non nella testa dei
giocatori».
Chi può fare la differenza?
«Per la Juventus dico Yildiz perché è giovane, bravo e può colpire in qualsiasi momento. Nella Roma non mi viene in mente un singolo giocatore, perché la forza di questa squadra sta sicuramente nel gruppo. Se Dybala sta bene fisicamente e gioca, è uno che ha dei numeri importanti. Però è un punto interrogativo. Se Paulo fosse fisicamente al 100% non giocherebbe qua, ma sarebbe al Barcellona o al Real Madrid».
È più determinante Soulé per la Roma o Yildiz per la Juventus?
«Secondo me tutti e due hanno prodotto delle cose molto importanti in questa stagione. Non spetta a me dire chi è più o meno bravo. Soulé ha fatto dei progressi veramente molto significativi da un anno a questa parte. Era migliorato molto già con Ranieri e, adesso, sta completando la sua crescita. Poi, anche lui ha ancora diversi margini di miglioramento».
Quanto è importante il recupero di Bremer e quanto pesera l’assenza di N’Dicka?
«Bremer è uno tenace, tosto, difficile da superare per gli avversari. È un leader e penso che la sua mancanza si sia fatta sentire. Se è già in forma, rappresenterà un punto di forza in più per Spalletti. L’assenza di N’Dicka è molto pesante perché la Roma ha un reparto ben registrato con lui, Hermoso e Mancini, ma questo non significa che non si possa comunque far bene».
Ziolkowski che impressione le ha fatto? È pronto per giocare una gara così delicata?
«Lui è sicuramente pronto, può giocare qualsiasi partita. Ha solo vent’anni ed è normale che i giovani ogni tanto possano commettere qualche errore. L’altro giorno ho visto anche un portiere maturo, esperto e bravo come Maignan fare degli errori in Supercoppa contro il Napoli. Ziolkowski ha tanto futuro davanti a sé. È un giocatore agile, veloce e molto forte in marcatura. Deve ancora migliorare in fase di impostazione e imparare a controllare la sua aggressività, perché ogni tanto esagera. Ma è uno che non si tira mai indietro».
Con Raspadori e Zirkzee la Ruma può ambire seriamente allo scudetto?
«Sono due calciatori affermati, concreti, che ti offrono un certo rendimento. Poi, spetterà a Gasperini gestirli al meglio. Per lo scudetto ci sono tanti fattori, tra cui il cammino nelle coppe europee. I campionati si vincono ad aprile o maggio, non in questo momento. Per fare una previsione adesso bisognerebbe essere Copperfield,
ma io non lo sono (ride, ndr)».
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Hermoso in dubbio. Torna Celik
IL TEMPO (L. PES) – … Pochi dubbi ma importanti. Gasperini prepara la sfida Champions contro la Juve con l’interrogativo Hermoso. Lo spagnolo ieri ha svolto un lavoro differenziato a causa di un affaticamento al flessore della coscia sinistra ma è comunque stato inserito nella lista dei convocati. Stamattina il test decisivo per capire se potrà essere della partita, altrimenti il tecnico dovrà rivedere i suoi piani difensivi. Davanti a Svilar dovrebbe tornare Celik sul centrodestra con Mancini in mezzo e proprio Hermoso sul lato mancino. Qualora lo spagnolo non dovesse farcela aperto il ballottaggio tra Ghilardi, Ziolkowski e Rensch, come ultima soluzione. Anche perché l’olandese è favorito per tornare a formare la coppia di esterni con Wesley nel centrocampo a quattro completato dalla coppia mediana Cristante-Koné. Soulé sarà la guida dell’attacco con Pellegrini ad agire insieme all’argentino sulla trequarti. L’altro ballottagglo è per il ruolo di centravanti. Ferguson mantiene il vantaggio su Dybala e Baldanzi (quest’ultimo con meno chance della Joya). Ma occhio al grande ex della serata: se Gasp lo vede in forma potrebbe essere la sua partita.
L’ora della svolta
IL TEMPO (L. PES) – Lo Stadium a Natale è una di quelle tradizioni scomode che si presenta (quasi) ogni anno come quello spiacevole incontro che alla fine lascia solo un grande amaro in bocca. Ma stasera la Roma vuole fare qualcosa di diverso. Gasperini, che alla Signora la scorsa estate ha preferito la Lupa, vuole cambiare la
storia e muovere un passo importante per la Champions. I giallorossi tornano a Torino per sfidare la Juve all’Allianz (fischio d’inizio ore 20.45, diretta Sky e Dazn)
e trovare una vittoria che dal 2011 in poi è arrivata solo una volta in quindici prece-
denti. Quando, purtroppo, non contava niente. Di fronte c’è quel Luciano Spalletti amato e odiato come pochi nella storia della Roma ma che, la storia, con i colori giallorossi l’ha segnata eccome vincendo tre trofei e firmando il record di punti (87 nella staglone 2016-17) ma, soprattutto, regalando sprazzi di calcio sublime con Totti prima eroe poi simbolo accantonato in una storia d’amore passionale e tormentata.
Un calcio spettacolare che ora sta provando a proporre Gasperini. A tratti molto bello ed efficace altre volte meno, ma con le big finora zero punti e zero gol. Per questo stasera il tecnico di Grugliasco, che in bianconero ha cominciato la sua carriera di allenatore nelle giovanili e dove poteva tornare in estate, cerca risposte importanti. «Ho scelto la Roma Perché era la più difficile. Sono contento di com’è andata. Ci troviamo a giocare una partita importantissima contro una squadra che è sicuramente forte e che ha sempre la possibilità di continuare a rinforzarsi. Nel suo DNA c’è l’intenzione di giocare ai massimi livelli, sempre per vincere. Per noi rappresenta un parametro importante, un’occasione per misurarci e capire, contro di loro, quanto possiamo essere forti e competitivi». L’importanza di una gara così, oltre la classifica, il tecnico giallorosso la conosce bene. «Nella mia carriera la Juventus è sempre stata un riferimento. Batterla non è successo molte volte, anzi, più spesso ho perso, soprattutto negli anni dei nove scudetti consecutivi, quando era davvero difficilissimo affrontarla. Però, quando riuscivi a vincere contro la Juventus, significava che eri competitivo e a un livello molto alto, perché anche nelle stagioni meno brillanti resta sempre una squadra tra le migliori, di altissimo livello».
C’è spazio anche per il mercato, ovviamente, a una decina di giorni dall’apertura, ma Gasperini preferisce glissare anche se a margine della conferenza c’è tempo per un siparietto con il ds Massara sui regali di Natale. Sotto l’albero della sala stampa di Trigoria non ci sono, nota sorridente Gasp. Ma Massara sta lavorando eccome per portare rinforzi, soprattutto in attacco con i nomi di Zirkzee e Raspadori che restano in pole (l’olandese soprattutto). Intanto, però, una vittoria a Torino significherebbe primato in classifica con l’Inter (se più con una gara in più) e il quarto posto blindato in attesa dell’ultima dell’anno contro l’altro grande ex De Rossi.
Gasp contro Spalletti: “Il test con la Juventus ci dirà chi siamo”
«Quindici partite sono una striscia significativa». Gasperini frena, misura, ma non nasconde il peso della sfida. Non è più settembre, quando disse che la Roma era prima «un po’ per caso». A Torino, questa sera (ore 20.45) la Roma gioca per il primo posto, complice la Supercoppa che congela la classifica delle rivali, e per spezzare un tabù che dura da cinque anni. […] La Roma arriva allo Stadium nel suo momento migliore, reduce dalle vittorie con Como e Celtic: «Siamo in un buon momento, ma lo è anche la Juventus. È una partita molto attesa». E soprattutto è un banco di prova: «Giocare contro la Juve è sempre un parametro. Quando riesci a batterla significa che sei competitivo a un livello molto alto». La formazione è quasi fatta. In difesa spazio a Celik, Mancini e Hermoso, che dovrebbe recuperare, con Rensch favorito a destra. A sinistra agirà Wesley, mentre in mezzo toccherà a Cristante e Koné. Davanti Ferguson sarà il riferimento offensivo, con Pellegrini e Soulé alle spalle. Dybala, invece, va verso la panchina. «Fisicamente ha superato i problemi – spiega Gasperini – ma per giocare deve stare bene davvero: sprintare, calciare, farlo ai livelli che tutti si aspettano». […] I quattro punti di vantaggio sulla Juventus contano: «Per loro è una partita fondamentale per riagganciarsi. Per noi lo è per tenerli distanti, possibilmente aumentare il vantaggio». […] Il mercato resta fuori dai pensieri almeno per una sera, nonostante le trattative avviate per Raspadori e Zirkzee: «Non è il momento». […]
(la Repubblica)
Hermoso recuperato. Wesley va a sinistra. E Dybala ci crede
Gasperini ha preparato le mosse con cui proverà, stasera contro la Juve, a complicare la vita a Spalletti. La Roma si presenta a Torino sempre con l’interrogativo nel ruolo più scoperto della rosa, problema da risolvere a gennaio con l’arrivo di Raspadori e Zirkzee: c’è – anche in questo match – da scegliere il centravanti. E il ballottaggio torna ad essere tra Ferguson e Dybala, con l’argentino in rimonta sull’irlandese.
Sembra invece evaporato il dubbio sulla presenza di Hermoso. […] Nella difesa senza Ndicka, Hermoso è diffidato come Mancini. A rischio giallo pure Wesley. Che contro la Juve tornerà a sinistra per attaccare in tandem con Pellegrini. A destra Rensch e Celik si divideranno i compiti contro Yldiz e Cambiaso. […] Spazio ai giovani nella lista dei 25 convocati. A cominciare da Mirra, difensore centrale diciannovenne e capitano della Primavera (da 11 stagioni a Trigoria): debuttò proprio al posto di Ndicka con De Rossi il 31 maggio del 2024 nell’amichevole di Perth contro il Milan. Prima chiamata con Gian Piero, che ha convocato pure il terzino Sangaré e il mediano Bah.
(Corsera)
L’intoccabile Soulé si è preso la Roma e…la fiducia di Gasp
C’è un numero che tanto racconta, a proposito di Matias Soule. È 67: sono i tocchi
di palla in area dell’argentino, appena dentro il vertice dalla parte destra. In quella cifra c’è tutta la trasformazione di un giocatore che con la porta avversaria aveva un rapporto episodico, casuale, non certo strutturale: se arriva, il tiro in porta, tanto meglio, sennò va bene lo stesso. E invece no. E invece Gasperini ha trasformato questa possibilità in necessità. […] Matias è il quarto giocatore di movimento più impiegato della rosa, ha giocato da titolare 20 volte su 21 tra campionato ed Europa, è il post Dybala che è diventato presente: Paulo ha perso la Roma e stasera rischia la quinta panchina consecutiva (è in ballottaggio con Ferguson), Soule se l’è presa tutta. Dentro un reparto offensivo che, fosse per Gasperini, a gennaio cambierebbe totalmente (e infatti il club vuole accontentarlo regalandogli sia Zirkzee sia Raspadori), Soulé è l’intoccabile: «Sono molto soddisfatto di lui, è tra quelli che si distinguono e ha caratteristiche particolari». […] Stasera affronta la Juve con 4 punti di vantaggio in classifica: una vittoria vorrebbe dire prendersi un vantaggio grande così in ottica Champions e chissà, forse tornare a ragionare di traguardi più alti. Per riuscirci, il tecnico non può che chiedere aiuto a Soulé. […] Ecco: la sfida è decidere un big match, completare la trasformazione da talento in campione. E magari far rimpiangere alla Juventus quei 30 milioni (bonus compresi) incassati un anno e mezzo fa. Già oggi vale di più, Matias. Chissà domani mattina.
(Corsera)
Dybala-Ferguson, sfida per una maglia. Torna Celik, Rensch verso la conferma
È l’ora – molto probabilmente – dell’ultimo tango all’Allianz Stadium per Dybala. In quella che è stata casa sua per sette anni. Nel 2015 l’arrivo quando ancora era ‘u picciriddu’, nel 2022 l’addio tra le lacrime. Poi il sorriso ritrovato alla Roma ma anche questo è un altro capitolo che – probabilmente – sta per chiudersi. I dialoghi per il rinnovo si sono arenati ancor prima di partire e l’addio a giugno si avvicina. Questa sera per lui non sarà una partita come un’altra, ma rischia di partire nuovamente fuori dall’undici per la quinta volta consecutiva e non a causa di un infortunio. […] Potrebbe essere l’occasione per ritrovare la Joya perduta: solamente un gol in campionato dopo 15 giornate, mai in carriera aveva iniziato così male. L’altro dubbio, invece, riguarda la difesa. Hermoso stringerà i denti nonostante l’affaticamento muscolare accusato nei giorni scorsi. Al suo flanco Mancini e Celik. […] A destra Rensch va verso la conferma, ma potrebbe anche giocare nella linea dei difensori. In quel caso sulla fascia ci sarà il turco. Dall’altra parte Wesley. In mezzo al campo spazio alla solita coppia Cristante-Koné. Dietro ad uno tra Ferguson e Dybala ci saranno Soulé (altro grande ex della sfida) e Pellegrini. […] Ieri dopo la conferenza stampa il ds ha partecipato al classico brindisi di Natale con i cronisti presenti ed è stato protagonista di un siparietto con il tecnico: «Sotto l’albero ci sono i regali». E Gasp risponde sorridente: «Ancora non vedo nulla». Interviene anche Ranieri che ricorda la sua intervista di settembre nella quale aveva parlato delle difficoltà per il mercato di gennaio: «Già vi siete dimenticati tutto?». I principali indiziati sono Zirkzee e Raspadori. Massara prepara il doppio colpo a patto che il Manchester United abbassi la richiesta di 50 milioni e l’Atletico accetti il prestito con diritto di riscatto. […]
(Il Messaggero)
Gasp ci crede
E’ tempo di brindisi, vicino all’albero di Natale posizionato sul lato sinistro rispetto all’entrata della sala stampa di Trigoria. Ci sono tutti, un sorridente Gasp, il solito volpone Claudio Ranieri, orgogliosissimo per la scelta del tecnico piemontese («che vi avevo detto?», che scherza con e sul ruolo dei giornalisti («dei leoni, buoni quando dormono»), c’è il timidissimo Ricki Massara, a cui tocca l’onere l’onore di rendere ancora più forte la Roma nel prossimo gennaio. Quell’albero brilla di luci e attende i regali, fa notare Gasp a Ricki, che controlla e sorride: messaggio ricevuto da tempo, però. Servono due pacchi con un bel fiocco. Due, almeno. Se li merita l’allenatore, se li meritano i tifosi sognatori, stregati da questa Roma da combattimento, che stasera a Torino va a difendere – per il momento – il quarto posto contro la rivale storica e magari, con una vittoria, godersi di nuovo il primato, anche se lordo (in attesa che Inter, Milan e Napoli recuperino le loro partite). […] Non è certo la prima volta che Gasp si confronta con in bianconeri e con quell’ambiente dorato, che in passato è stata la sua casa. Ma per Roma e la Roma, la Juve è sempre più di una semplice rivale, dentro la sfida contro quei colori bianconeri c’è una storia lunga di liti, calci, polemiche a distanza (e non), forse Gasp tutto questo lo ha respirato in questi mesi, negli ultimi giorni. […] E Gasp, dopo l’addio all’Atalanta, non si è fatto ingolosire dal tornare a Torino ed entrare dalla porta principale, ha scelto la Roma. Strano, no? «Perché qui era più difficile. Sono contento di come è andata. Ora ci troviamo a giocare una partita importante. La Juve rimane forte e ha sempre la possibilità di rafforzarsi. Noi arriviamo da due belle prestazioni, vogliamo misurarci senza timori. Io sono soddisfatto di quanto stiamo facendo: solo in poche partite siamo stati deludenti. Il gruppo ha motivazioni forti, è cresciuto a livello tecnico e come compattezza. La nostra forza sono i pochi gol presi, ma la squadra ha sempre cercato anche di costruire opportunità e gol. Giocare con la Juve sarà un bel parametro per noi per misurarci e capire quanto possiamo essere forti. Spalletti? Ci siamo visti spesso, ora un po’ meno, ma sarà un piacere incontrarlo. Con lui ho un buon rapporto». […]
(Il Messaggero)
Verona su Baldanzi: si riprova l’assalto al pupillo di Zanetti
Nel mercato di gennaio il Verona tenta ancora la via Tommaso Baldanzi per rinforzare la trequarti. Già nella finestra estiva il talento di Poggibonsi era stato a
un passo dal vestire la maglia dell’Hellas, ritrovando Paolo Zanetti, allenatore che l’ha lanciato ai tempi dell’Empoli, facendolo esordire in Serie A nell’agosto del 2022. Il giocatore e il suo entourage avevano già dato l’ok al trasferimento in riva all’Adige, solo che proprio sul filo del gong la Roma si era opposta all’operazione in quanto impossibilitata a prendere Pessina dal Monza. […] La Roma, che sta lavorando in attacco sull’asse Zirkzee-Raspadori, questa volta potrebbe aprire al trasferimento sulla base di un prestito con diritto di riscatto. Anche per i trascorsi con Zanetti, il Verona rimane la prima scelta del giocatore, in netto vantaggio rispetto al Pisa, altro club che ha mostrato interesse per il trequartista toscano. […] La sua principale caratteristica è infatti l’adattabilità: oltre che dietro le punte, il toscano può agire come esterno offensivo, a destra o sinistra, o anche più vicino alla porta come seconda punta o addirittura falso nove come ha fatto (senza grande profitto) nelle ultime partite alla Roma.
(Gasport)
Fonseca: “Con tre punti a Torino e un bel regalo la Roma può lottare fino alla fine per lo Scudetto”
GASPORT – Daniel Fonseca, doppio ex di Roma e Juventus, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo in vista della sfida di questa sera fra giallorossi e bianconeri. Ecco le dichiarazioni dell’ex attaccante alla Gazzetta:
Capello ha detto che si aspetta un Juventus-Roma rock: lei?
«Condivido, sarà una sfida a tutto gas vista l’intensità dimostrata da Juve e Roma nell’ultimo turno. Partita bella e…pesante».
Per chi conta di più?
«Per la Juventus. I bianconeri giocano in casa hanno bisogno di un successo per accorciare sulla Roma e sulle rivali. Stiamo assistendo a un campionato equilibrato, senza cannibali, e non siamo nemmeno a metà: la squadra di Spalletti vincendo potrebbe ambire a rientrare nel giro scudetto».
E se invece dovesse vincere la Roma?
«Gasperini si meriterebbe un bel colpo in attacco a gennaio, sento parlare di Zirkzee del Manchester United: andrebbe benissimo. Con tre punti a Torino e un bel regalo di Natale la Roma può lottare fino alla fine per il titolo».
[…]
Avrebbe più bisogno di lei Spalletti o Gasperini per la sfida dell’Allianz Stadium?
«Gasp, anche se forse gli servirebbe più Batistuta. Spalletti ha David e Openda: il canadese ha sempre avuto numeri importanti in Francia, si ripeterà anche in Italia».
Chi decide il big match?
«Queste sono partite da colpi di genio alla Yildiz. L’ho detto e lo ripeto: in Kenan rivedo l’eleganza di Francescoli, il mito mio e di Zidane. Il turco è magico e può spostare gli equilibri. L’altro giocatore velenoso è Conceiçao: con un dribbling o una sgasata delle sue può mandare in tilt la Roma. Ma anche Gasperini ha le sue frecce,
a partire da Wesley. Io non sono sorpreso, al Flamengo l’ho visto giocare tante volte dal vivo: è una forza della natura come Cafu. E occhio a Mancini, sembra uruguaiano per la garra che mostra in campo: può essere decisivo di testa sulle palle inattive».
[…]
Gasperini chi le ricorda?
«È un martello, unico. E penso che avere Ranieri come dirigente sia un bell’aiuto anche per lui. Claudio è stato come un papà per me e a Roma è come il Papa, chi lo tocca?».
[…]