Roma, il regalo di Natale è lo stadio: progetto entro martedì in comune

L’attesa è finita. La mail con il progetto definitivo del futuro stadio della Roma a Pietralata è attesa in Campidoglio all’inizio della prossima settimana, al più
tardi per martedì, il 23 dicembre. […] La società di Dan e Ryan Friedkin è pronta a consegnare in Campidoglio i faldoni del progetto definitivo. Un passaggio che apre la strada alla conferenza dei servizi decisoria, attesa nei primi mesi del 2026, con l’obiettivo di arrivare alla stipula della convenzione urbanistica dopo l’estate e all’avvio della gara entro fine anno. […] Lo stadio da circa 62 mila posti progettato dallo studio di architettura Populous, inserito in un grande parco urbano e servito da metro, ferrovia e tram, entra così nella fase decisiva del suo iter.

(la Repubblica)

JUVENTUS-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Ferguson favorito su Dybala

Alle 20:45 la Roma scenderà in campo in casa della Juventus per guadagnare altri punti importanti per balzare momentaneamente in vetta alla classifica della Serie A e allontanare la Juventus. I giallorossi possono fare il salto, ma servirà una vittoria contro i bianconeri. Secondo i quotidiani, il tecnico di Grugliasco ha unico, ma importante, dubbio: il centravanti. Per i quotidiani Ferguson è favorito su Dybala.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI

CORRIERE DELLO SPORT: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Cristante, Koné, Rensch: Soulé, Pellegrini; Dybala.

GAZZETTA DELLO SPORT: Svilar; Rensch, Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley: Soulé, Pellegrini; Ferguson.

IL MESSAGGERO: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Rensch, Cristante, Koné, Wesley: Soulé, Pellegrini; Ferguson.

IL TEMPO: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Cristante, Koné, Rensch: Soulé, Pellegrini; Ferguson.

LA REPUBBLICA: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Rensch, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pellegrini; Ferguson.

CORRIERE DELLA SERA: Svilar; Rensch, Mancini, Hermoso; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Pellegrini; Ferguson.

IL ROMANISTA: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Cristante, Koné, Rensch: Soulé, Pellegrini; Ferguson.

Ferguson in vantaggio su Dybala. Celik dietro

[…] In casa della Juventus di Spalletti, la Roma giocherà l’ultima partita pre-natalizia in un sedicesimo turno spezzettato che, complice la Supercoppa, le permetterebbe, in caso di vittoria, di passare le feste al primo posto con l’Inter. Tornando dai sogni alla realtà, squadra che vince non si cambia. Almeno che tu non sia costretto a farlo. E, infatti, l’unica modifica rispetto agli undici scelti da Gasp per Roma-Como di lunedì dovrebbe riguardare l’assenza di Ndicka che, come El Aynaoui, ha raggiunto la sua nazionale per la Coppa d’Africa. Al suo posto, Gian Piero è pronto a schierare Celik (che torna dopo aver scontato la squalifica) arretrato come braccetto destro, con Mancini spostato al centro del reparto e Hermoso a sinistra. […] In attacco, ballottaggio ancora aperto tra Ferguson e Dybala, col primo in vantaggio. L’ex Soulé Pellegrini sulla trequarti, mentre le corsie esterne saranno composte da Wesley Rensch. Al centro, infine, Cristante e Koné. Squadra che vince non si cambia, sperando vinca ancora.

(Il Romanista)

Derby del cuore infranto: Gasperini cerca rivincite

IL ROMANISTA (D. LO MONACO) – Raccontano che Gasperini attenda questo confronto con impazienza. […] Gasperini invece la divisa della Juventus l’ha indossata nel settore giovanile, mostrando già i prodromi del calcio che entusiasmerà il mondo con l’Atalanta. Ma la Juventus non l’ha mai chiamato a guidare la prima squadra, nonostante i buoni rapporti intrattenuti con quasi tutti i reggenti del club (non con Moggi, ad esempio, e gli fa onore). O meglio, una chiamata c’è stata, ed è recentissima ma è arrivata fuori tempo massimo. […] Perché Gasperini per una notte ha realmente vacillato, nonostante l’accordo già raggiunto con la Roma. La telefonata di Comolli gli arrivò infatti dopo l’incontro di Firenze, immortalato da un improvvisato fotografo (che – si dice – l’abbia pagata cara) che con il suo scoop rischiò di far saltare tutto. Quel giorno a Firenze (era il 29 maggio 2025) Gasperini era pronto a firmare il contratto, ma per una questione burocratica Ghisolfi non glielo presentò. I Friedkin avevano salutato poco prima Gasperini come il loro nuovo allenatore, non sapendo che i moduli per vincolarlo definitivamente il ds non li avrebbe presentati quel giorno. Sulla via del ritorno verso casa, mentre già cominciava a fare i conti con la rosa, l’ambiente e con un mercato tutto da decifrare, forte comunque dell’accordo verbale raggiunto, gli arrivò la telefonata del nuovo direttore generale della Juve, che lo sorprese nei modi (ma non nei tempi, vista l’eco della notizia della trattativa con la Roma, resa pubblica da quella foto galeotta). Poi quella domanda inusuale (“mi spieghi il motivo per cui lei dovrebbe allenare la Juventus”), insieme con tante altre, relative non solo ai metodi di allenamenti, ma anche alle sue abitudini quotidiane. […] Quanto a quella notte, il fatto di non aver firmato per un po’ lo indusse in tentazione. C’è chi dice addirittura che quell’errore di sottovalutazione di Ghisolfi fu alla base del suo allontanamento. Per fortuna poi Gasperini valutò con freddezza la situazione: alla Juventus aveva già detto di no Conte, e c’era ancora Tudor vincolato, alla Roma invece era da tutti considerato l’obiettivo numero uno. Questo fattore più di altri lo inorgoglì. […]

Boniek: “Gasperini sta facendo miracoli con un attaccante e mezzo. Dybala punto interrogativo”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – A Torino ha vinto tutto, a Roma ha lasciato il cuore. Negli anni Ottanta le sfide tra la Juventus e la Roma hanno rappresentato un grande classico del nostro campionato e Zbigniew Boniek ha avuto la possibilità di esserne protagonista indossando le maglie di entrambe le squadre. Il doppio ex ha raccontato a Il Tempo le proprie sensazioni sulla gara di stasera.

La prima immagine che le viene in mente pensando a Juventus-Roma?
«La rovesciata di Pruzzo. È un gesto emblematico per questa partita. Penso pure alla sfida qui all’Olimpico dove Falcao segnò il gol del vantaggio e Platini e Brio rimontarono. Poi, ricordo benissimo anche quando arrivai alla Roma e vincemmo 3-0 contro la Juventus giocando un calcio veramente bellissimo».

Gasperini sta andando oltre le aspettative?
«Finora sì e mi fa molto piacere. Gasperini è un allenatore serio, bravo e concreto, che parla chiaro ai giocatori. Se mai dovesse avere dei problemi, la colpa non sarà sua, ma nostra. Ha tutte le qualità per lavorare in una grande squadra, per allenare la Roma. Secondo me sta facendo dei miracoli perché questa squadra oggi è in piena corsa per le prime quattro posizioni nonostante abbia un attaccante e mezzo. L’Inter, ad esempio, ha quattro attaccanti che sono uno più bravo dell’altro. Quando uno tra Dovbyk e Ferguson è stato male, abbiamo giocato qualche partita con Baldanzi o Dybala come numero nove e loro due non sono dei numeri nove. Mi sembra, poi, che Gasperini sia riuscito ad instaurare un ottimo rapporto con i giocatori, che credono nelle idee dell’allenatore e si vede in campo. Ha dato l’impostazione giusta ed ha migliorato quasi tutti i calciatori».

Che partita si aspetta tra Gasperini e Spalletti? Vede una squadra favorita?
«Entrambi arrivano bene a questa partita, vengono da due vittorie importanti. Penso che sarà una sfida equilibrata. Forse la Juventus è leggermente favorita giocando in casa, anche se oggi il fattore campo non incide più di tanto, se non nella testa dei
giocatori
».

Chi può fare la differenza?
«Per la Juventus dico Yildiz perché è giovane, bravo e può colpire in qualsiasi momento. Nella Roma non mi viene in mente un singolo giocatore, perché la forza di questa squadra sta sicuramente nel gruppo. Se Dybala sta bene fisicamente e gioca, è uno che ha dei numeri importanti. Però è un punto interrogativo. Se Paulo fosse fisicamente al 100% non giocherebbe qua, ma sarebbe al Barcellona o al Real Madrid».

È più determinante Soulé per la Roma o Yildiz per la Juventus?
«Secondo me tutti e due hanno prodotto delle cose molto importanti in questa stagione. Non spetta a me dire chi è più o meno bravo. Soulé ha fatto dei progressi veramente molto significativi da un anno a questa parte. Era migliorato molto già con Ranieri e, adesso, sta completando la sua crescita. Poi, anche lui ha ancora diversi margini di miglioramento».

Quanto è importante il recupero di Bremer e quanto pesera l’assenza di N’Dicka?

«Bremer è uno tenace, tosto, difficile da superare per gli avversari. È un leader e penso che la sua mancanza si sia fatta sentire. Se è già in forma, rappresenterà un punto di forza in più per Spalletti. L’assenza di N’Dicka è molto pesante perché la Roma ha un reparto ben registrato con lui, Hermoso e Mancini, ma questo non significa che non si possa comunque far bene».

Ziolkowski che impressione le ha fatto? È pronto per giocare una gara così delicata?
«Lui è sicuramente pronto, può giocare qualsiasi partita. Ha solo vent’anni ed è normale che i giovani ogni tanto possano commettere qualche errore. L’altro giorno ho visto anche un portiere maturo, esperto e bravo come Maignan fare degli errori in Supercoppa contro il Napoli. Ziolkowski ha tanto futuro davanti a sé. È un giocatore agile, veloce e molto forte in marcatura. Deve ancora migliorare in fase di impostazione e imparare a controllare la sua aggressività, perché ogni tanto esagera. Ma è uno che non si tira mai indietro».

Con Raspadori e Zirkzee la Ruma può ambire seriamente allo scudetto?
«Sono due calciatori affermati, concreti, che ti offrono un certo rendimento. Poi, spetterà a Gasperini gestirli al meglio. Per lo scudetto ci sono tanti fattori, tra cui il cammino nelle coppe europee. I campionati si vincono ad aprile o maggio, non in questo momento. Per fare una previsione adesso bisognerebbe essere Copperfield,
ma io non lo sono (ride, ndr)
».

Hermoso in dubbio. Torna Celik

IL TEMPO (L. PES) – … Pochi dubbi ma importanti. Gasperini prepara la sfida Champions contro la Juve con l’interrogativo Hermoso. Lo spagnolo ieri ha svolto un lavoro differenziato a causa di un affaticamento al flessore della coscia sinistra ma è comunque stato inserito nella lista dei convocati. Stamattina il test decisivo per capire se potrà essere della partita, altrimenti il tecnico dovrà rivedere i suoi piani difensivi. Davanti a Svilar dovrebbe tornare Celik sul centrodestra con Mancini in mezzo e proprio Hermoso sul lato mancino. Qualora lo spagnolo non dovesse farcela aperto il ballottaggio tra Ghilardi, Ziolkowski e Rensch, come ultima soluzione. Anche perché l’olandese è favorito per tornare a formare la coppia di esterni con Wesley nel centrocampo a quattro completato dalla coppia mediana Cristante-Koné. Soulé sarà la guida dell’attacco con Pellegrini ad agire insieme all’argentino sulla trequarti. L’altro ballottagglo è per il ruolo di centravanti. Ferguson mantiene il vantaggio su Dybala e Baldanzi (quest’ultimo con meno chance della Joya). Ma occhio al grande ex della serata: se Gasp lo vede in forma potrebbe essere la sua partita.

L’ora della svolta

IL TEMPO (L. PES) – Lo Stadium a Natale è una di quelle tradizioni scomode che si presenta (quasi) ogni anno come quello spiacevole incontro che alla fine lascia solo un grande amaro in bocca. Ma stasera la Roma vuole fare qualcosa di diverso. Gasperini, che alla Signora la scorsa estate ha preferito la Lupa, vuole cambiare la
storia e muovere un passo importante per la Champions. I giallorossi tornano a Torino per sfidare la Juve all’Allianz (fischio d’inizio ore 20.45, diretta Sky e Dazn)
e trovare una vittoria che dal 2011 in poi è arrivata solo una volta in quindici prece-
denti. Quando, purtroppo, non contava niente. Di fronte c’è quel Luciano Spalletti amato e odiato come pochi nella storia della Roma ma che, la storia, con i colori giallorossi l’ha segnata eccome vincendo tre trofei e firmando il record di punti (87 nella staglone 2016-17) ma, soprattutto, regalando sprazzi di calcio sublime con Totti prima eroe poi simbolo accantonato in una storia d’amore passionale e tormentata.

Un calcio spettacolare che ora sta provando a proporre Gasperini. A tratti molto bello ed efficace altre volte meno, ma con le big finora zero punti e zero gol. Per questo stasera il tecnico di Grugliasco, che in bianconero ha cominciato la sua carriera di allenatore nelle giovanili e dove poteva tornare in estate, cerca risposte importanti. «Ho scelto la Roma Perché era la più difficile. Sono contento di com’è andata. Ci troviamo a giocare una partita importantissima contro una squadra che è sicuramente forte e che ha sempre la possibilità di continuare a rinforzarsi. Nel suo DNA c’è l’intenzione di giocare ai massimi livelli, sempre per vincere. Per noi rappresenta un parametro importante, un’occasione per misurarci e capire, contro di loro, quanto possiamo essere forti e competitivi». L’importanza di una gara così, oltre la classifica, il tecnico giallorosso la conosce bene. «Nella mia carriera la Juventus è sempre stata un riferimento. Batterla non è successo molte volte, anzi, più spesso ho perso, soprattutto negli anni dei nove scudetti consecutivi, quando era davvero difficilissimo affrontarla. Però, quando riuscivi a vincere contro la Juventus, significava che eri competitivo e a un livello molto alto, perché anche nelle stagioni meno brillanti resta sempre una squadra tra le migliori, di altissimo livello».

C’è spazio anche per il mercato, ovviamente, a una decina di giorni dall’apertura, ma Gasperini preferisce glissare anche se a margine della conferenza c’è tempo per un siparietto con il ds Massara sui regali di Natale. Sotto l’albero della sala stampa di Trigoria non ci sono, nota sorridente Gasp. Ma Massara sta lavorando eccome per portare rinforzi, soprattutto in attacco con i nomi di Zirkzee e Raspadori che restano in pole (l’olandese soprattutto). Intanto, però, una vittoria a Torino significherebbe primato in classifica con l’Inter (se più con una gara in più) e il quarto posto blindato in attesa dell’ultima dell’anno contro l’altro grande ex De Rossi.

Gasp contro Spalletti: “Il test con la Juventus ci dirà chi siamo”

«Quindici partite sono una striscia significativa». Gasperini frena, misura, ma non nasconde il peso della sfida. Non è più settembre, quando disse che la Roma era prima «un po’ per caso». A Torino, questa sera (ore 20.45) la Roma gioca per il primo posto, complice la Supercoppa che congela la classifica delle rivali, e per spezzare un tabù che dura da cinque anni. […] La Roma arriva allo Stadium nel suo momento migliore, reduce dalle vittorie con Como e Celtic: «Siamo in un buon momento, ma lo è anche la Juventus. È una partita molto attesa». E soprattutto è un banco di prova: «Giocare contro la Juve è sempre un parametro. Quando riesci a batterla significa che sei competitivo a un livello molto alto». La formazione è quasi fatta. In difesa spazio a Celik, Mancini e Hermoso, che dovrebbe recuperare, con Rensch favorito a destra. A sinistra agirà Wesley, mentre in mezzo toccherà a Cristante e Koné. Davanti Ferguson sarà il riferimento offensivo, con Pellegrini e Soulé alle spalle. Dybala, invece, va verso la panchina. «Fisicamente ha superato i problemi – spiega Gasperini ma per giocare deve stare bene davvero: sprintare, calciare, farlo ai livelli che tutti si aspettano». […] I quattro punti di vantaggio sulla Juventus contano: «Per loro è una partita fondamentale per riagganciarsi. Per noi lo è per tenerli distanti, possibilmente aumentare il vantaggio». […] Il mercato resta fuori dai pensieri almeno per una sera, nonostante le trattative avviate per Raspadori e Zirkzee: «Non è il momento». […]

(la Repubblica)

Hermoso recuperato. Wesley va a sinistra. E Dybala ci crede

Gasperini ha preparato le mosse con cui proverà, stasera contro la Juve, a complicare la vita a Spalletti. La Roma si presenta a Torino sempre con l’interrogativo nel ruolo più scoperto della rosa, problema da risolvere a gennaio con l’arrivo di Raspadori e Zirkzee: c’è – anche in questo match – da scegliere il centravanti. E il ballottaggio torna ad essere tra Ferguson e Dybala, con l’argentino in rimonta sull’irlandese.
Sembra invece evaporato il dubbio sulla presenza di Hermoso. […] Nella difesa senza Ndicka, Hermoso è diffidato come Mancini. A rischio giallo pure Wesley. Che contro la Juve tornerà a sinistra per attaccare in tandem con Pellegrini. A destra Rensch e Celik si divideranno i compiti contro Yldiz e Cambiaso. […] Spazio ai giovani nella lista dei 25 convocati. A cominciare da Mirra, difensore centrale diciannovenne e capitano della Primavera (da 11 stagioni a Trigoria): debuttò proprio al posto di Ndicka con De Rossi il 31 maggio del 2024 nell’amichevole di Perth contro il Milan. Prima chiamata con Gian Piero, che ha convocato pure il terzino Sangaré e il mediano Bah.

(Corsera)

L’intoccabile Soulé si è preso la Roma e…la fiducia di Gasp

C’è un numero che tanto racconta, a proposito di Matias Soule. È 67: sono i tocchi
di palla in area dell’argentino
, appena dentro il vertice dalla parte destra. In quella cifra c’è tutta la trasformazione di un giocatore che con la porta avversaria aveva un rapporto episodico, casuale, non certo strutturale: se arriva, il tiro in porta, tanto meglio, sennò va bene lo stesso. E invece no. E invece Gasperini ha trasformato questa possibilità in necessità. […] Matias è il quarto giocatore di movimento più impiegato della rosa, ha giocato da titolare 20 volte su 21 tra campionato ed Europa, è il post Dybala che è diventato presente: Paulo ha perso la Roma e stasera rischia la quinta panchina consecutiva (è in ballottaggio con Ferguson), Soule se l’è presa tutta. Dentro un reparto offensivo che, fosse per Gasperini, a gennaio cambierebbe totalmente (e infatti il club vuole accontentarlo regalandogli sia Zirkzee sia Raspadori), Soulé è l’intoccabile: «Sono molto soddisfatto di lui, è tra quelli che si distinguono e ha caratteristiche particolari». […] Stasera affronta la Juve con 4 punti di vantaggio in classifica: una vittoria vorrebbe dire prendersi un vantaggio grande così in ottica Champions e chissà, forse tornare a ragionare di traguardi più alti. Per riuscirci, il tecnico non può che chiedere aiuto a Soulé. […] Ecco: la sfida è decidere un big match, completare la trasformazione da talento in campione. E magari far rimpiangere alla Juventus quei 30 milioni (bonus compresi) incassati un anno e mezzo fa. Già oggi vale di più, Matias. Chissà domani mattina.

(Corsera)