Il calcio italiano all’età della pietra, la serie A riparte nella depressione

Passata l’ultima pausa stagionale, la serie A è ripartita ieri con le prime gare della 31esima giornata, che tra oggi e domani vivrà i suoi match più importanti. […] È il milione di anni che ci separa psicologicamente dalle gare precedenti a dare il senso di questa delicatezza: nei 14 giorni reali che sono passati il calcio italiano è tornato all’età della pietra – per citare una delle tante immagini pacate di quest’orrido periodo storico – e a parte il nucleo di tifosi hardcore (beati loro) che trarranno ristoro dalla vittoria nei tornei residui, ovvero campionato e Coppa Italia, ai quali aggiungiamo le speranze europee per Bologna e Fiorentina, il clima di depressione
generale durerà fino alla fine del Mondiale. […] Il sentiment, come si dice in Borsa, sarà questo fino all’avvio della prossima stagione. E facile immaginare come il lavoro di Chivu delle ultime 72 ore sia stato molto più mentale che tattico, perché il gruppo interista reduce da Zenica è oberato da fardelli pesantissimi (Bastoni), gravosi (Esposito, Dimarco, Barella), fastidiosi (Frattesi). […] Anche nella Roma i depressi non mancano, da Cristante a Mancini, ma quel che Gasperini sta pagando in termini di classifica (4 punti nelle ultime 4 gare) si deve alla perdita della qualità di Soulè e Dybala, che la squadra ha cercato di compensare alzandosi, il che ha aperto varchi nefasti in difesa. Una squadra è un ecosistema equilibrato. Se salta un pezzo, specie se importante, ne risente in blocco. Inter-Roma dunque è il confronto fra due debolezze, e se indirizzerà la lotta per lo scudetto in senso nerazzurro la farà pagare ai giallorossi, perché il Como (5 vittorie di fila) a Udine e la Juve in casa col Genoa andranno in campo domani. […] Curioso, infine, che Conte-Allegri sia anche il confronto fra due candidati in pectore per il ruolo di c.t. della rinascita. Chi arriva secondo (o primo, a maggior ragione) verrà trattenuto a forza dal suo club. Il terzo chissà.

(P. Condò – Corriere della Sera)

I dubbi di Gasp: “Resto? Me lo auguro, non so…”

Marzo è finito, per fortuna di Gasperini e della Roma. Il mese per lui storicamente più difficile (all’Atalanta, il secondo peggiore per media punti), quello in cui molto in
casa giallorossa si è complicato: niente più 4º posto, addio all’Europa League e rapporti interni ridotti ai minimi termini con Ranieri e Massara, tanto è che per tutti è stato necessario il richiamo all’ordine dei Friedkin, adesso basta, testa bassa e pedalare, dei guai si parla a fine stagione. [… Obiettivo che resta la qualificazione Champions e che «condiziona moltissimo la prossima stagione. Ma la società sta già ragionando con quello che può e deve fare e prenderà decisioni importanti». La sensazione è di un caos (momentaneamente) calmo. Lo stesso Gasperini non ha regalato certezze sul suo futuro, nonostante un contratto che recita 2028. […] Quando gli viene chiesto del rapporto con la società, lui risponde parlando di proprietà: «Io con la proprietà ho un rapporto sincero, di condivisione. Qui cerco di portare le mie idee per soddisfare quel che mi ha chiesto la proprietà quando sono venuto a Roma. L’esperienza è comunque fantastica, ma in mezzo alle difficoltà perché non tutti vedono calcio allo stesso modo. Questa è una buona squadra. Non va smantellata, va migliorata. Forse avremmo potuto farlo un po’ di più quest’anno». Meglio, forse, pensare al campo. In attacco oggi torna Soulé: lui, nel marzo terribile, non c’era mica.

(Corsera)

Pellegrini, ora conta solo il campo

Si accendono i riflettori di San Siro. Per alcuni sarà la prima volta, per altri forse l’ultima. E tra quelli in bilico c’è anche Pellegrini. Gasperini ancora una volta gli affiderà le chiavi della trequarti: nelle ultime otto in Serie A è sempre partito titolare e col Bologna in Europa League ha trovato il gol andata e ritorno. […] In stagione Pellegrini è il secondo giocatore ad aver contribuito a più gol tra campionato e coppa (10), davanti a lui solamente Soulé con 13. E questa sera dovrebbe ricomporsi la coppia alle spalle di Malen. […] Gran parte dell’attacco sarà smantellato e tra i tanti giocatori in scadenza Pellegrini è forse l’unico che può ancora sperare nel rinnovo. Il rapporto con Gasperini è ottimo e non si opporrebbe all’eventuale prolungamento, anzi. Il discorso è stato già affrontato dai due in un colloquio privato ma tutto dipende anche dal futuro dello stesso tecnico. In caso di permanenza le percentuali si alzerebbero mentre se dovesse andare via sarebbe più complicato perché a decidere sarà la società che ha come obiettivo quello di abbattere il monte ingaggi. […] Il concetto è chiaro: servono acquisti per migliorare ma la base è solida. […] Poi c’è la volontà di Lorenzo che è legato alla Roma da sempre e non vorrebbe lasciarla. Alcuni club italiani e di Premier hanno provato a chiedere informazioni, ma preferisce attendere una chiamata da Trigoria. Ad oggi, però, Massara non si è ancora messo a tavolino né col giocatore né con il suo procuratore. […] A tenere banco è l’ingaggio da 4 milioni più 2 di bonus che andrà sicuramente ritoccato in basso. Ma fino a questo momento non ci sono stati contatti né tantomeno proposte. […] Il quarto posto rischia di essere l’ago della bilancia sia per lui che per Gasperini che vorrebbero proseguire insieme nella Capitale. Ma i matrimoni si fanno in due, in questo caso in tre.

(Il Messaggero)

La Champions e il futuro: i giorni di Gasperini

Gira che ti rigira, alla fine di mezzo c’è sempre la Champions. […] Perché in fondo c’è un filo sottile che unisce tutto. Gasperini ne è consapevole e ritrovando la parola (c’eravamo lasciati infatti con il silenzio polemico post-Lecce) non fa nulla per nasconderlo: «Sicuramente la posizione di classifica condizionerà molto la prossima stagione. Tutti ci auguriamo di arrivare in Champions per un motivo soprattutto economico. La società sta ragionando su quello che può e deve fare la prossima stagione, il lavoro delle precedenti gestioni ora pesa e porterà il club a prendere decisioni importanti per affrontare il futuro». […] Abile in campo, ancora di più con la lingua. Con poche parole, il tecnico rimanda il pallone dall’altra parte della barricata, quella societaria, che qualche dubbio – al di là delle dichiarazioni buoniste di facciata – sull’operato e soprattutto sul carattere difficile del tecnico lo ha palesato. Che i rapporti non siano idilliaci lo si intuisce anche quando gli viene chiesto se pensa di aver gettato delle basi solide per il futuro: «Sono contento per la fiducia che sono riuscito a conquistare con gran parte della tifoseria e soprattutto per il rapporto con la squadra». Tifosi, squadra, nessun accenno al club. Non serve quindi affondare ulteriormente il colpo. Per questo motivo quando gli viene chiesto di confronti tra lui da un lato e il tandem Massara-Ranieri dall’altro, dribbla la questione: «In questo momento siamo concentrati sul campionato. Ci sono otto partite decisive, noi stiamo lì. Il mio impegno è in modo totale su questo». […] Il rapporto tra i tre infatti è il grande punto interrogativo della Roma che verrà. I Friedkin per ora sono in una posizione defilata, si fidano ciecamente dei giudizi di Ranieri ma hanno già dimostrato in passato di non aver paura a prendere decisioni antipopolari. Mourinho e De Rossi insegnano. […] Ritrovare Soulé è una bella boccata d’ossigeno: «Matias si è allenato con noi, sta molto meglio anche se chiaramente è stato fuori tanto tempo. Questa settimana era di nuovo lui». […]

(Il Messaggero)

Vaz corre e sorprende a Trigoria

C’è un’energia nuova che soffia forte sul nome di Robinio Vaz. […] Due settimane di lavoro intenso, quasi feroce, sotto lo sguardo esigente di Gasperini durante la sosta: benzina pura per un ragazzo che adesso sembra aver cambiato marcia. […] Vaz sta entrando, giorno dopo giorno, nei meccanismi tattici della squadra, assorbendo concetti, tempi e movimenti con una naturalezza che non passa inosservata. […] L’idea di lanciarlo titolare a San Siro ha preso forma nei suoi pensieri, segno di una fiducia che cresce. Ma il tecnico sa anche che le partite si decidono nei dettagli, negli equilibri sottili, e Vaz oggi può essere quell’arma imprevedibile capace di spaccare gli incontri a gara in corso.

(Corsport)

Dumfries più Dimarco: la chiave

Gli esterni sono sempre stati una delle armi in più dell’Inter e Chivu ha preparato la sfida contro la Roma anche in questa chiave. I riferimenti sono Dimarco sulla sinistra e Dumfries sulla destra, che tra l’altro ai giallorossi in carriera hanno segnato rispettivamente due gol a testa. […] Un altro osservato speciale a San Siro sarà il francese Bonny, che all’andata aveva risolto il match con la rete decisiva e potrà essere una carta utile a gara in corso. Tra l’altro in campionato l’ex Parma non segna da due mesi e mezzo, avendo patito l’ultimo periodo anche in termini di prestazioni in chiave offensiva.

(Corsport)

Finalmente Soulé

L’ultima volta risale al 15 febbraio scorso, quando Gasperini lo buttò dentro a Napoli nel secondo tempo, al posto di Bryan Zaragoza. […] Matias Soulé in quella partita fu così deludente che subito dopo – d’accordo con lo staff medico e l’allenatore – ha deciso di fermarsi. Esattamente 49 giorni dopo Mati ora è pronto a tornare e proprio come a Napoli lo farà in un palcoscenico d’autore, il Meazza di Milano, la Scala del calcio. Dove, tra l’altro, è stato già protagonista lo scorso anno, segnando il 27 aprile il gol che regalò la vittoria che diede speranze-Champions ai giallorossi e – di fatto – costò il titolo ai nerazzurri. L’argentino ora sta molto meglio, anche grazie al lavoro personalizzato svolto con il suo preparatore, Claudio Viggiano. […] Perché se Soulé è tornato ad essere Soulé, allora la Roma ha molte più possibilità di poter uscire con un risultato positivo da San Siro. Con Matias in campo, infatti, i giallorossi hanno una media di 1,88 a partita (47 punti in 25 partite), senza una media di 1,40 (7 punti in 5 gare). Ecco perché riaverlo a disposizione aumenta la pericolosità offensiva della Roma, soprattutto in un momento in cui Gasperini deve fare ancora a meno di Dybala. Ed allora stasera si tratta solo di capire se Gasperini deciderà di lanciarlo dal via – come è probabile – per poi toglierlo magari all’inizio della ripresa o inserirlo a partita in corsa, nell’ultima mezzora, quando può sbaragliare il campo con la sua fantasia. […] Poi, è chiaro, stasera Matias avrà soprattutto un compito, cercare di far sentire Malen il meno solo possibile. Perché l’olandese aveva stabilito un’ottima intesa proprio con Dybala, ma anche con Soulé c’è sostanzialmente una comunanza di linguaggio calcistico. Soulé ballerà un po’ tra due ruoli, quello di trequartista e quello di seconda punta. […] E se tutto andrà come può andare, allora la Roma avrà davvero ritrovato un giocatore fondamentale per la corsa-Champions.

(Gasport)

Pellegrini e non solo: intoccabili anche per Gasp

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – «Questa è una buona squadra che non va smantellata, ma va migliorata». Le intenzioni di Gasperini sono piuttosto chiare. Aumentare il livello della rosa, senza perdere coloro che fanno già parte di quel nucleo solido che il piemontese vorrebbe allargare. Non a caso, l’ex Atalanta confermerebbe Pellegrini, Celik e anche Dybala – nonostante la fragilità fisica – tutti in scadenza al termine della stagione, mentre l’esperienza giallorossa di El Shaarawy è destinata ad esaurirsi tra tre mesi. In questa direzione vanno anche i rinnovi di Mancini e Cristante – scadenza nel 2027 – vicini alla nuova firma. «A volte si pensa che con questo gruppo si possa arrivare solo fino a un certo livello – sostiene il tecnico di Grugliasco – ma attenzione che senza questo gruppo si rischierebbe anche di arrivare dodicesimi o tredicesimi. È un gruppo forte, compatto e professionale. Va completato e migliorato, come sempre, per rendere ancora più competitivo, ancora più forte». Un gruppo con Pellegrini, Mancini e Cristante tra i suoi leader. Tre giocatori che dividono la tifoseria. Da alcuni etichettati come «la banda del sesto posto», la costante delle mancate qualificazioni della Roma in Champions. A fare da contraltare, chi ricorda come siano stati tra i protagonisti delle cavalcate in Europa. Gasp si è esposto chiaramente, ai microfoni di Dazn, su Pellegrini: «Ha fatto bene tutto l’anno, come tantissimi altri giocatori. Il gruppo di questi giocatori è stato molto trainante e utile per me». L’intenzione del club è quella di offrire un nuovo contratto sui 2 milioni all’anno rispetto ai 4,5 fissi più 2 di bonus fedeltà – oltre ai bonus legati al rendimento personale e di squadra – percepiti nelle ultime due stagioni.

Bologna, Castro: “In Europa League abbiamo superato un ostacolo durissimo come la Roma. Aston Villa vera favorita”

GASPORT – Santiago Castro, attaccante del Bologna, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattai è tornato a parlare dell’incredibile vittoria contro la Roma negli ottavi di finale di Europa League. Ecco le sue parole.

Coppa Italia e magari Europa League? 
“Corretto. Ho letto che prima della doppia sfida contro la Roma, Fede (Bernardeschi, ndr) ha detto: “Vogliamo arrivare in finale”. Sembrava un eccesso, ma poi l’ostacolo, durissimo, l’abbiamo superato. Mi trovo spesso d’accordo con Berna. Il verbo “voglio” è un chiodo fisso, poi è chiaro che lo devi accompagnare con il lavoro costante, duro. La sola parola non porta a niente. A livello di obiettivi devi sempre cercare tutto, pure la finale e il massimo di Europa League”.

Più forte l’Aston Villa o la Roma? 
“La Roma ti fa più giocare e palleggiare; l’altra va diretta, ti colpisce al cuore, è forte, ha giocatori veloci ed è forse la vera favorita per la vittoria finale. Noi sfavoriti? Beh: ci siamo, poi si vedrà”. 

Santiago, il suo cammino parla di 21 gol. Il top?
“Faccio il podio: quello alla Roma in Europa League, quello di tacco a Genova e poi insieme quelli a Fiorentina e Toro”.

L’ultimo pensiero degli Azzurri: un premio per la qualificazione

Un premio dalla Figc per la qualificazione ai Mondiali. È stato questo uno dei temi nello spogliatoio della Nazionale prima della partita che valeva il pass per l’America, la finale play-off con la Bosnia. A Zenica si respirava un’aria pesante. Più che adrenalina e tensione, nervosismo.

Un gruppo di giocatori azzurri ha iniziato a informarsi sulla presenza o meno di una ricompensa in caso di successo al Bilino Polje. Si discuteva di una cifra intorno ai 300mila euro, ovviamente da dividere per tutti e 28 i convocati. Insomma, poco più di 10mila euro a testa. I calciatori ne hanno parlato con alcuni elementi dello staff tecnico, le figure a loro più vicine. Una mossa evidentemente inopportuna e intempestiva.

E’ servito l’intervento di Gattuso per dissuaderli: l’ex ct gli ha fatto capire quanto fosse fuori tempo quella richiesta. Il senso delle sue parole: meritiamoci la qualificazione sul campo, poi vedremo. Il triste epilogo della storia ha dato ragione a Rino, ma sintetizza l’animo con cui alcuni calciatori sono arrivati alla sfida che poteva riportare la Nazionale ai Mondiali. […]

(La Repubblica)