IL PUNTO DEL LUNEDÌ – LICARI: “Corsa Champions? Chi sta peggio è la Roma” – CARMELLINI: “Ora ci si gioca tutto, ma i segnali sono tutt’altro che positivi”

La Roma perde 2-1 in casa del Genoa di De Rossi e complica la corsa per un posto in Champions League. In seguito a questo ko i giallorossi sono stati agganciati dal Como in quarta posizione in classifica a quota 51 punti e domenica ci sarà lo scontro diretto. Adesso, per l’Europa che conta, il percorso si fa complicato, come riucorda anche Fabio Licari della Gazzetta dello Sport “Como, Roma e Juve in un punto. Chi sembra messa peggio è la Roma: Gasp dovrà lavorare di psicologia“. Insomma, sensazioni tutt’altro che positive in vista del prossimo match, come afferma anche Tiziano Carmelli de Il Tempo “È tutto da giocare a partire dal delicatissimo scontro diretto in programma domenica prossima contro il Como di Fabregas con il quale la Roma in questo momento condivide il quarto posto. E i segnali sono tutt’altro che positivi


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


F. LICARI – LA GAZZETTA DELLO SPORT
Da ieri sera il Milan è fuori dalla lotta per la Champions perché può virtualmente considerarsi in Champions. (…) Ora sembra una lotta a tre che coinvolge Como, Roma e Juve, a meno che l’Atalanta non riparta alla grande. Tre per un posto, visto che il Napoli non dovrebbe fallire l’obiettivo grazie al recupero dei big mancanti e al calendario favorevole. Como, Roma e Juve in un punto. Chi sembra messa peggio è la Roma: (…) Gasp dovrà lavorare di psicologia. la Roma è quella con più alti e bassi, momenti entusiasmanti e cadute, e anche Malen sembra aver perso la magia delle prime partite. Il calendario disegnato dal famoso sceneggiatore perfido regala ora Como-Roma: presto per parlare di spareggio, con altri nove turni da giocare, ma giorno perfetto per una svolta in classifica. (…) Il Como non ha niente da perdere e gioca con una leggerezza sconosciuta a Roma e Juve oltretutto nel mirino dell’Uefa per il fairplay finanziario.


M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT
Ciò che resta della Roma. (…) Potrebbe essere il titolo di un romanzo horror, invece è semplicemente la fotografia della complicata, non bella situazione nel gruppo di Gian Piero Gasperini, sconfitto in casa del Genoa, nono ko in campionato, (…) fa finta di niente, cerca sistematicamente di glissare sulla faccenda ma come fa a non essere un “tantino preoccupato” (cit Gigi Proietti)? Ha già battezzato Dovbyk e Ferguson fuori da ogni discorso stagionale, Dybala è stato appena operato e Soulé combatte con la pubalgia. Non ci sono (e forse non ci saranno fino alla fine…) altre punte centrali, tolto l’acerbo Vaz (conferme negative da Genova…) e il più ancora sbarbato Arena. Riuscire con questo potenziale a ottenere a fine stagione quanto sperato da Gasperini, leggi Zona Champions, per la Roma equivarrebbe a centrare qualcosa di clamoroso. (…) Con il Genoa soluzioni più obbligate che studiate, anche dietro. Partita per un tempo di scarsa qualità, manovra a intermittenza, poco gioco corale, qualche raro spunto personale. Venturino forse bloccato dall’emozione, Pellegrini alla perenne ricerca di un pezzo di campo a lui congeniale, Malen abbandonato a se stesso o quasi. (…) Un punticino in piena emergenza, con tanti rimpianti per un possibile/probabile rigore non dato per un abbraccio in area di Ellertsson a N’Dicka? Macche. Gol di Vitinha, con una serie di errori difensivi della Roma. E un altro pesantissimo ko. (…) Al di là delle assenze, come detto, la Roma ha giocato una partita molle, senza anima contro un avversario disposto a lasciare tutto sul campo pur di prendersi la vittoria.


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO
Ormai sono insostenibilmente troppe, le cadute della Roma di Gasperini, anche se proprio lui due anni fa portò l’Atalanta a quarto posto nonostante 11 sconfitte. (…) La Roma non è più nemmeno la migliore difesa d’Italia: ora il primato spetta al Milan. (…) Basti pensare che al 78′ di Roma-Juventus Gasperini era sul 3-1 e poteva vantare l’enormità di 7 punti di vantaggio sui bianconeri, che poi erano 8 per gli scontri diretti a favore. (…) Con Spalletti a Roma e De Rossi a Genova, che invece i cambi nella ripresa l’azzeccano in pieno, la Roma si ritrova con la Juve a -1, ma coi bianconeri in vantaggio negli scontri diretti, e in parità col Como, prossimo avversario. (…) Qualche appannamento, oltre che nei giocatori, lo ravvisiamo anche in Gasperini (…) che ha finito col cannare di brutto la formazione contro il Genoa: il campo ha detto che non era certo la partita di Venturino (chi era costui?) e invece, vista la fisicità estrema, era pane per Cristante; forse il tenue Pellegrini, colpevole sul rigore genoano, poteva però essere utile sui calci piazzati nel finale; e Vaz serviva prima, e Zaragoza in panchina è parso un errore.


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
(…) Il Milan ha blindato il secondo dei quattro posti disponibili. Il Napoli mantiene un buon margine per agguantare il terzo, mentre la sconfitta della Roma è molto significativa nella corsa al quarto. Il ritmo forsennato della gara di Marassi ha livellato il gap tecnico, e in quella terra di nessuno in cui si corre con la vista annebbiata dalla fatica sono arrivati gli errori che hanno spostato il match verso il Genoa: un rigore ingenuo e un’azione da rimessa laterale. Nessuna crisi per Gasperini — la squadra è viva e Malen resta un temporale – semmai la conferma che quest’anno le trasferte non sono il suo pane (sesto k.o., tutti con un gol di scarto): un dettaglio sul quale meditare in vista di Como domenica, imprevedibile scontro diretto tra le squadre affiancate al quarto posto. Il Como è la rivelazione di questa stagione per come gioca e perché non trema davanti a obiettivi che sono sì programmati, ma certo non facili. Fabregas non sarà Guardiola ma l’ha frequentato e si vede, perché il suo Como riecheggia il sogno catalano della squadra tutta di centrocampisti, quando proprio lui in assenza di Messi giocava falso 9 e Mascherano faceva il difensore centrale. (…)


T. CARMELLINI – IL TEMPO
Non è finita finché non è finita. La Roma a Genova si complica la vita nella corsa alla Champions perché trova un De Rossi tutt’altro che remissivo: e perché mai avrebbe dovuto regalare qualcosa alla sua ex squadra. Lo sport è così e in questa ottica il calcio è una scienza esatta, nella quale se sbagli paghi: a prescindere dalle storie e dal passato degli attori protagonisti. Onore a DDR che la gioca, la vince e mette tre punti pesantissimi nella cascina di un Genoa che, per quanto visto ieri al Ferraris, merita di poter restare in serie A. Insomma nelle ultime due giornate la stagione giallorossa e stata “devastata” da due ex. Dopo il pari strappato in quel modo da Spalletti (passato dal +7 al -1), ieri la legnata a Genova. Detto questo dalla Roma ti aspetti qualcosa di più. Poi è vero che ai giallorossi manca un rigore, ma se vuoi andare in Champions quando ti affacci a casa di squadre come il Genoa devi avere la certezza di portar via tre punti. È tutto da giocare a partire dal delicatissimo scontro diretto in programma domenica prossima contro il Como di Fabregas con il quale la Roma in questo momento condivide il quarto posto. E i segnali sono tutt’altro che positivi o comunque gli andamenti sembrano all’opposto: da una parte il Como che continua a macinare chilometri, dall’altra una Roma che fa i conti con assenze pesanti (soprattutto per quanto riguarda la fantasia). Con Dybala operata l’assenza di Soulé sta diventando centrale e le alternative sono quello che sono: ieri la fascia sinistra era composta da Venturino, Tsimikas e Celik… tanto per dirne una. Ma prima c’è la doppia sfida di Europa League, altro fronte che La Roma non deve sottovalutare, perché giovedì a Bologna sarà tutt’altro che una passeggiata… perché non è finita finché non è finita: mai!


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
(…) Daniele De Rossi non si è fatto prendere dalla nostalgia, ha fermato la marcia della “sua” Roma verso la Champions League, la vittoria del Genoa significa la nona sconfitta della squadra di Gasperini, una macchia pesante per chi ha pretese europee ma questo è il livello della nostra serie A, c’è poco e non sempre bello, a parte la freschezza del Como che prosegue la sua marcia divertente e, proprio domenica prossima, aspetta sul lago la Roma, allora si capirà chi davvero meriti il teatro della coppa più importante, stando ai numeri e alla realtà del campo la risposta è immediata, Fabregas su Gasperini mentre la Juventus sabato affronterà la tostissima trasferta di Udine. La partita di Genova ha confermato la fragilità difensiva romanista già evidenziatasi contro gli juventini. (…)

I VOTI DEGLI ALTRI – Ndicka “segna ma si perde Vitinha”, Pellegrini “ingenuità colossale”. Malen “da solo contro tutti”, Gasperini “punti che pesano”

La Roma rallenta ancora e, dopo il pareggio per 3-3 contro la Juventus, perde 2-1 in casa del Genoa di De Rossi in occasione della ventottesima giornata di Serie A. Ko difficile da digerire per i giallorossi, che vengono agganciati dal Como al quarto posto in classifica a quota 51 punti. Il più positivo tra i capitolini è Evan Ndicka (6.14), a segno per la terza partita consecutiva e primo difensore romanista a riuscirci nell’era dei tre punti: “Pronti e via si becca il giallo (salterà il Como), che in parte lo condiziona in una partita ruvida e di duelli individuali. Trova ancora una volta la rete, però nella sua area perde di vista Vitinha nell’azione decisiva” (Il Tempo). Bocciatura pesante per Lorenzo Pellegrini (4.50), reo di aver commesso il rigore che ha portato in vantaggio il Grifone: “Dovrebbe fare lui il Dybala e disegnare gioco, ma non ci riesce. Il peggio però è l’ingenuità colossale sul rigore. Lì cambia la partita” (La Gazzetta dello Sport). Si salva Donyell Malen (6.00), il quale strappa una sufficienza: “Da solo contro tutti. Nella ripresa al primo pallone giocabile va subito in rete, annullata per fuorigioco. Si tratta di un calciatore di categoria superiore che purtroppo la Roma, almeno a Marassi, fatica a innescare” (Il Messaggero). Male Gian Piero Gasperini (5.28): “Subisce la fisicità del Genoa, ponendo rimedio in parte nella ripresa. Le attenuanti delle assenze ci sono eccome, ma questi sono punti che pesano” (Il Romanista).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 5.85
Mancini 5.42
Ndicka 6.14
Celik 5.42
Rensch 5.64
Koné 5.35
Pisilli 5.85
Tsimikas 5.21
Venturino 5.07
Pellegrini 4.50
Malen 6.00

Cristante 5.50
El Aynaoui 5.85
Ghilardi 5.83
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.28


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 5.5
Mancini 5.5
Ndicka 6.5
Celik 5
Rensch 5.5
Koné 5.5
Pisilli 5.5
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi 5.5
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5


IL MESSAGGERO

Svilar 5.5
Mancini 5.5
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 5
Koné 5
Pisilli 6
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi ng
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 5.5
Celik 5.5
Rensch 5.5
Koné 5.5
Pisilli 5.5
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 6
El Aynaoui 5.5
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 6.5
Celik 5
Rensch 6
Koné 5.5
Pisilli 5.5
Tsimikas 4.5
Venturino 5
Pellegrini 4
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 5.5
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 6
Rensch 6
Koné 5.5
Pisilli 6
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5


IL TEMPO

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 5.5
Koné 5
Pisilli 6
Tsimikas 5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5


IL ROMANISTA

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 6
Koné 5.5
Pisilli 6.5
Tsimikas 5
Venturino 5.5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5
El Aynaoui 6
Ghilardi 5.5
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5

Genoa-Roma: la moviola dei quotidiani. Manca un rigore ai giallorossi per il braccio largo di Malinovskyi, Colombo sbaglia anche sul fallo laterale da cui nasce il 2-1

La Roma non riesce a ripartire e, dopo il pareggio beffa contro la Juventus, perde 2-1 in casa del Genoa di De Rossi a causa del rigore di Messias e della rete realizzata da Vitinha al minuto 80. Prestazione insufficiente per l’arbitro Andrea Colombo (5.30), il quale nega un calcio di rigore ai giallorossi: Koné calcia, Malinovskyi si immola e il pallone colpisce il braccio largo, ma per il direttore di gara e il VAR è tutto regolare. Inoltre il fischietto sbaglia in occasione del fallo laterale da cui nasce la rete del 2-1, dato che l’ultimo tocco è in realtà di Vitinha. Corretto, invece, il penalty assegnato al Grifone per un’ingenuità di Pellegrini su Ellertsson.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5.5

Al 5′ della ripresa è netto il rigore su Ellertsson: Pellegrini gli pesta il piede destro, Colombo lo fischia in diretta. […] Al 29′ c’è un cross di Tsimikas, la palla arriva al limite dell’area a Koné che tira di destro e trova lo schermo di Malinovskly: il pallone pare toccare anche il braccio destro; ci sono molti dubbi sulla non punibilità e anche sulla posizione. […]


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5

Partita sporca per Andrea Colombo, non precisissimo sia dal punto di vista tecnico (fischiati falli risibili, non fischiati falli chiari) sia dal punto di vista disciplinare. […] In area del Genoa, in attesa di un angolo, Ellertsson abbraccia N’Dicka che aveva fatto il “ricciolo” e lo aveva lasciato sul posto, lo trattiene e poi lo lascia prima della caduta, sicuramente un rigore più da campo che da VAR. […] Tiro di Koné, Malinovskyi in opposizione e tocca il pallone prima con coscia sinistra e stomaco (cosa che ne può depotenziare la punibilità) e braccio destro che è largo. Chiaro il rigore al Genoa: Pellegrini sul piede destro di Ellertsson, stile step on foot, in maniera netta così come è netto il penalty fischiato da Colombo in campo. […]


IL TEMPO – VOTO 6

Un rigore assegnato dal campo e un altro mancante, non visto né da arbitro e VAR. È questo il bilancio della direzione di Colombo a Marassi. Giusto infatti il penalty concesso per il fallo di Pellegrini su Ellertsson: il giallorosso scivola e pesta nettamente il piede dell’islandese. Manca invece un rigore per un fallo di mano di Malinovskyi sul tiro di Koné. È vero che il pallone sfiora prima il petto, ma la traiettoria cambia di pochissimo, e il braccio destro, indirizzato verso la porta, è assolutamente largo ed è in area: vuole farsi più grande e questo è sempre punibile. Se dal campo è possibile perderlo, il VAR sarebbe potuto – e dovuto – intervenire.


IL MESSAGGERO – VOTO 5

La gara gli scappa via subito nella gestione dei cartellini. […] Ed è da rivedere (anche se il Var resta silente) la decisione sul tiro di Koné ribattuto da Malinovskyi.


IL ROMANISTA – VOTO 5

[…] Serata da dimenticare: parte subito male il direttore di gara di Como che ammonisce Ndicka e lo costringe a saltare, ironia della sorte, proprio la partita di domenica prossima contro il Como, per una trattenuta su Ekhator: i due si tengono a vicenda (di solito non si fischia neanche), ma il centrale della Roma lo fa in maniera più vistosa. Il giallo sembra davvero esagerato, con Ekator che va verso l’esterno. […] Nella ripresa dopo 7’ è ingenuo a dir poco Pellegrini su Ellertsson in area di rigore in posizione quasi innocua, lo tocca e procura la massima punizione per i padroni di casa. Colombo avrebbe anche potuto ammonire, ma il pestone è lieve. Al 13’ Malen trova il gol da posizione centrale ma sull’imbucata di El Aynaoui è in fuorigioco, gol annullato per la disperazione di Gasperini. L’episodio più grave è al 17’: tiro di Koné dal limite, Malinovskyi  – piazzato sulla linea  dell’area – respinge prima sfiorando con l’addome e poi con il braccio largo («da pallavolo», dice Gasp), praticamente una parata. Colombo è a pochi metri e non vede il fallo (già è grave), Mazzoleni e Manganiello (Avar anche all’andata, quando non fu concesso un rigore a Ostigard) sorvolano anche qui. Combo nefasta. L’arbitro lariano sbaglia anche sul fallo laterale da cui nasce il gol del 2-1 rossoblù: Mancini protesta, l’ultimo tocco è di Vitinha. […]

Daniele si gode la rivincita più attesa: “Speravo finisse così, qui sono a casa”

La gara d’andata l’aveva definita la “peggiore della stagione“, ieri De Rossi si è preso la sua rivincita. (…) Un po’ di rabbia gli è ancora rimasta dentro, ma non ce l’ha fatta ad esultare ai due gol del Genoa. Né al primo di Messias né al secondo di Vitinha che gli ha regalato il primo successo contro una big: “Io non credo agli ex che non sono felici di battere le proprie squadre. Ma non esultare è il minimo che io devo ai tifosi, è il minimo che dovevo ai giocatori perché è grazie loro che sono qui ad allenare una squadra di alto livello in Serie A. Meritavano del contegno. Non faccio finta di essere dispiaciuto, l’ipocrisia non mi appartiene. Ci servivano come il pane questi punti, poi si torna amici come prima. Questo sarà il mio destino finché farò questo lavoro, magari fino al giorno in cui tornerò a sperare che la Roma vinca trentotto partite all’anno“. La fede resta così come la speranza di poter tornare in futuro a Trigoria, ma Daniele è un professionista e non può far altro che applaudire i suoi per la prestazione: “Speravo che finisse così perché, al di là di quello che è stato il mio passato sono qui per fare il mio lavoro. Sono felice perché abbiamo fatto una partita di grande intensità. I ragazzi sono stati veramente bravi. Se loro danno tutto quello che hanno dato io non posso dare un centimetro o un millimetro in meno. Se devo pensare a una squadra che mi taccia sentire un po’ a casa, con una tifoseria simile per pregi e difetti a quella della Roma, il posto dove sono adesso mi ricorda molto quelle sensazioni e mi piace davvero tanto“. A proposito di Roma. De Rossi non si dimentica di dare una carezza a Pellegrini, finito ancora una volta nell’occhio del ciclone per una brutta partita giocata e per il fallo da rigore su Ellertsson: “Non so quanto sia corretto parlare dei giocatori degli altri. Ho visto i suoi numeri e ha superato me negli assist. Come tutti i romani vengono criticati ma fra un po’ ci diremo ‘Hai visto quando c’era Pellegrini?’. Siamo un po’ borbottoni, loro non sono più miei calciatori ma sono amici. Posso dire che sta facendo la storia di questo club“. Scacco matto a Gasperini per il quale ha speso nuovamente parole al miele:
I più grandi li spio e li seguo. Mi piace molto il calcio che fa e per giocare contro le sue squadre o sei coraggioso o ti mangiano“. (…) Lui che ha come obiettivo quello di regalare a Genova la salvezza. E il cambio di marcia è ormai evidente. Ha ereditato un gruppo con zero vittorie in campionato e lo ha portato a +6 dalla zona calda. Il Ferraris è tornato a ruggire come un tempo, quando in panchina c’era Gasperini: “Vivere questo stadio è un privilegio. Mi sta piacendo molto quello che sto vedendo. È bello cercare la carica, mi spiace non ci fossero i tifosi giallorossi perché avrei voluto salutarli come ho fatto all’andata con l’amore di sempre”. Nelle prossime due si gioca una fetta di stagione contro Hellas e Udinese: “Abbiamo una sfida difficile contro un avversario battezzato da tutti come retrocessa ma che ha messo in difficoltà il Napoli. Questa squadra dà tutto. Se non faremo una partita seria a Verona è perché sarò stato un pessimo allenatore in settimana“. E dall’altra parte avrà sicuramente una tifoseria che nonostante il risultato di ieri farà il tifo per lui.

(Il Messaggero)

Frenata tra i veleni

Caduta, veleni e pochi alibi. C’è davvero poca Roma a Genova. La squadra di Gasp non è nemmeno lontana parente di quella ammirata una settimana fa contro la Juve. Non lo è per il risultato, (…) non lo è per la prestazione. (…) Lo spirito non è mancato, è vero, ma siamo davvero al vedere per forza il bicchiere mezzo pieno. E i veleni? Li lasciamo a Gasp, che ne ha per tutti, arbitro e Var. Il Genoa ha fatto qualcosa di più, (…) mentre la Roma – dopo questo stop – il piazzamento Champions se lo dovrà sudare fino alla fine. L’emergenza con cui i giallorossi convivono poteva essere un alibi, termine che non piace a Gasp, ma in verità nemmeno basterebbe per spiegare questo scivolone. (…) Le avversarie ora sono coinquiline scomode e agguerrite: il Como è quarto con gli stessi punti (51), la Juve che a due minuti dalla fine del match con la Roma (che da ieri non ha più la miglior difesa del torneo) era data per finita, è appena a meno uno. E domenica – ma prima c’è la Coppa con il Bologna. La squadra di Gasp viaggerà verso il Sinigaglia, a trovare la banda di Fabregas. Tanti impegni, rosa corta. E l’ansia da prestazione aumenta. La Roma, si sa, non ha mezze misure: pareggia pochissimo (solo tre volte), vince tanto (sedici gare) ma le sconfitte cominciano ad essere troppe, con questa con il Genoa sono nove. E’ stata una partita simile a quella di Udine, con una squadra incapace di essere pericolosa contro una formazione con blocco basso, brava nelle aggressioni, nell’aspettare e colpire. De Rossi (…) ha giocato le sue carte migliori nella ripresa, dopo un primo tempo a buttare in aria il pallone e senza particolari guizzi da parte di nessuno. Questo non è il calcio di Gasp, serviva un piano B e soprattutto i calciatori che non c’erano. Serviva un’altra Roma, insomma. E Gasp non ci sta, e sputa veleno, per certi versi ha ragione. Se la prende con l’arbitro Colombo (e Var), reo di non aver visto un fallo di mano (sull’1-1) di Malinowskyi in area su tiro di Koné e magari c’era pure una trattenuta di Ellertsson su Ndicka nel primo tempo. (…) Al rigore di Messias risponde dopo solo tre minuti con il colpo di testa di Ndicka, alla sua terza rete di fila, per poi crollare sul tap-in di Vitinha, lasciato solo davanti a Svilar, con dormita generale del blocco difensivo, da Pisilli a Ghilardi. De Rossi tiene fuori inizialmente cinque titolari (Malinovskyi, Amorim, Vitinha, Colombo, più Norton-Cuffie, non è al meglio); Gasperini, i suoi uomini veri, non ce li ha, lascia l’insostituibile Cristante fuori dall’undici e punta sul piccolo Venturino, che annega subito, non era proprio la sua partita, come non lo era per Zaragoza, che non gioca proprio. (…) Pellegrini, deputato a inventare, viene anticipato e nella ripresa commetterà pure un fallo decisivo in area su Ellertsson. A Lorenzo mancano testa e forza nelle gambe ma Gasp è costretto a farlo giocare sempre (anche sul lato destro, dove non è abituato), non ha più nessuno che possa affiancare Malen, non è ancora attrezzato per i miracoli. Non che il Genoa abbia fatto di meglio, ma è stato un po’ più arrogante sulle seconde palle. (…) Svilar da una parte e Bijlow dall’altra non devono quasi mai intervenire, si scalderanno nella ripresa, decisamente più viva. Malen si vede con un tiro da fuori area, deviato in angolo, e per un tentativo di rovesciata, con cui non prende il pallone ma la testa di Ostigard. Il Genoa ci prova con un paio di conclusioni dimenticabili. (…) Gli attaccanti scelti da De Rossi tengono in apprensione Mancini e Ndicka, qust’ultimo costretto al fallo tattico, con giallo annesso, che gli impedirà di essere presente a Como.
Cristante finisce il suo breve periodo di riposo e viene chiamato in causa a inizio ripresa, rileva Venturino anche nel ruolo, aumenta la fisicità non la pericolosità. La partita si accende. Il fallo di Pellegrini in area, su Ellertsson è un’ingenuità colossale, il rigore e il vantaggio del Genoa è una conseguenza. Come lo è la sostituzione di Lorenzo (entra El Aynaoui), che fa almeno in tempo a calciare l’angolo del gol – tre minuti dopo – del pareggio di Ndicka. Gli ingressi di Malinovskyi, Colombo e poi quello di Vitinha saranno decisivi. (…) Gasp risponde nel finale con Vaz, ancora molto acerbo. E con Ndicka centravanti aggiunto. Capito?

(Il Messaggero)

Primavera: giallorossi ko col Parma ma rimangono in testa

IL TEMPO (EDO. INN.) – In una stagione piena di soddisfazioni la Roma di Guidi incappa in un incidente di percorso: al Tre Fontane passa il Parma 1-0 suscitando tutto il rammarico del tecnico. In una partita equilibrata e povera di emozioni, ma in cui i crociati dimostrano maggiore attenzione tattica e mentale, la Roma si fa infilare all’83’ da Plicco.

Il primo posto è sempre nelle mani dei capitolini a 51 punti, ma ora il Parma è ad una sola lunghezza. Il modo in cui è maturata la sconfitta non convince il tecnico Guidi che intervistato dal club dopo il fischio finale ha chiesto ai suoi di migliorare un aspetto in particolare: «Noi continuiamo a fare buone prestazioni e partite equilibrate, ma dobbiamo aumentare il nostro livello di maturità e gestire ogni situazione con maggiore attenzione».

Guidi, espulso ieri, ci ha tenuto ha concludere chiarendo l’episodio legato ad una rimessa dal fondo pur rispettando la decisone arbitrale. Lunedì prossimo è in programma un altro big match con Fiorentina-Roma alle 18.

Gasp non ci sta e se la prende col VAR: “Non so perché non sia intervenuto”

Ci sono due episodi che fanno imbestialire Gasperini. Il primo: un tiro di Koné stoppato con la mano da Malinovskyi. Il secondo: il fallo laterale da cui nasce l’azione della rete di Vitinha, per Gasp era a favore della Roma, invece è stato consegnato al Genoa. […]

«Lì per lì sembrava fuori area, invece…». Invece ci voleva l’intervento del VAR, che non c’è stato, forse non aveva certezze. «Se non ne aveva, allora faccia un altro mestiere. Non è possibile questo. Magari non l’ha giudicato da rigore per altri motivi, ma non potete tenere una tesi del genere. Si può dire che non ha visto, ma la realtà è abbastanza evidente. […] Non so perché non è intervenuto, è abbastanza netta l’immagine. Si capisce molto bene. Non è intervenuto il VAR, si vede che non l’ha ritenuto da rigore. Anche il fallo laterale si capisce benissimo. Più chiaro di così. Non è che poi ti attacchi a un fallo laterale. Diverso è l’episodio da rigore, ognuno lo può interpretare come vuole, però le immagini sono chiarissime». […]

«Quando abbiamo raddrizzato la partita sembrava potessimo vincere, poi è andata così. Non è un momento fortunato, ma non dobbiamo attaccarci a questo, non ne usciamo ridimensionati. Bisogna rendere onore allo spirito dei ragazzi, si sono adattati a una partita che il Genoa ha reso così. Dispiace perché Svilar ha fatto la prima parata su Malinovskyi a tempo scaduto. Recuperiamo tutto: giovedì giochiamo a Bologna, domenica a Como e poi di nuovo Bologna. […] Non mi preoccupa perché l’atteggiamento di questi ragazzi è straordinario. Ho veramente poco da rimproverare se non qualche episodio».

(Il Messaggero)

La delusione di Tsimikas: “Non ce lo aspettavamo”

Che senza Wesley sarebbe stata dura se lo aspettavano un po’ tutti. Gasperini dopo una settimana di esperimenti in allenamento alla fine ha scelto Tsimikas che come troppe volte è successo in stagione ha disputato una prova anonima. È deluso anche lo stesso greco che a fine partita ha provato a suonare la carica: «Vogliamo andare avanti, eravamo arrivati qui con l’idea di fare risultato però dobbiamo metterci questa gara alle spalle e provare a capire cosa non è andato per il verso giusto, non ce lo aspettavamo».

La rincorsa alla Champions League si complica inevitabilmente e ora il calendario inizia a mettere paura. Giovedì l’impegno in Europa League contro il Bologna, poi il big match con il Como che ora condivide il quarto posto con la Roma. […]

La sua avventura nella Capitale sta per volgere al termine. Non verrà riscattato e a giugno saluterà, ma prima di pensare al suo addio ha ancora voglia di provare a dare il suo contributo: «Vorrei giocare sempre di più. Voglio farmi trovare pronto. Mi sono sempre dimostrato disponibile e darò il massimo fino all’ultimo». […]

(Il Messaggero)

Ndicka salta il Como. In Coppa out Mancini

[…] Ieri a Genova era assente Wesley, domenica a Como mancherà Ndicka che, da diffidato, nel primo tempo ieri si è fatto ammonire. L’ivoriano si ferma nel momento migliore: per lui terza rete consecutiva. […] A Bologna giovedì sarà fuori causa Mancini squalificato. La speranza dell’allenatore è quella di recuperare Hermoso.

(corsera)

Daniele e la difesa dell’amico Lorenzo: “Sta facendo la storia del club”

IL CORRIERE DELLA SERA – Il ritorno all’Olimpico era stato traumatico e pure complicato da gestire. De Rossi ieri non ha fatto giustamente sconti alla sua Roma e s’è preso i tre punti: “Se decidi di fare questo mestiere devi mettere in preventivo che prima o dopo giocherai contro la Roma. Non voglio minimizzare quello che è stata per me la Roma, ma non voglio stare a giustificarmi perché sarei ipocrita e farei finta di essere dispiaciuto per una cosa che mi rende felice, cioè aver vinto“. Il tecnico del Genoa ha poi difeso Pellegrini, autore del fallo da rigore dell’1-O: “Come tutti i romani, a Roma vengono criticati ma fra un po’ ci diremo: ‘Hai visto quando c’era
Pellegrini?
Siamo un po’ borbottoni… io
dico solo che Pellegrini sta facendo la storia della Roma”.

L’ivoriano salta il Como In Coppa out Mancini

Una squalifica chiama l’altra. Ieri a Genoa era assente Wesley, domenica a Como mancherà Ndicka
che, da diffidato, nel primo tempo ieri si è fatto ammonire. L’ivoriano si ferma nel momento migliore: per lui terza rete consecutiva. Gasperini dovrà ruotare i difensori, in questa settimana: a Bologna
giovedì sarà fuori causa Mancini squalificato. La speranza dell’allenatore è quella di recuperare Hermoso.