Soulé torna in gruppo e punta l’Inter

La pubalgia non è del tutto alle spalle, ma Matias
Soulé
ieri ha ripreso ad allenarsi in gruppo. E questa la notizia più bella della settimana per Gian Piero Gasperini, che avrà a disposizione l’argentino a partire dalla sfida di San Siro contro l’Inter il 5 aprile. In questi giorni di sosta, infatti, il tecnico svolgerà una mini preparazione propedeutica proprio al pieno recupero dell’attaccante. (…) Soulé già lo scorso anno fece male all’Inter siglando il gol vittoria e ostacolando non poco la corsa scudetto dei nerazzurri. Ci riproverà alla ripresa l’argentino che è assente dalla gara col Napoli del 15 febbraio, quando ha alzato bandiera bianca dopo settimane di sofferenza causata dalla pubalgia. Soulé – che (…) in questi 40 giorni è stato sottoposto a un rigido programma tra fisioterapia, massaggi, esercizi in palestra e riposo a intermittenza. Le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno, ma Matias (capocannoniere nel girone d’andata per la Roma) è pronto a tornare e a supportare Malen nella rincorsa Champions. Non lo è ancora Paulo Dybala, reduce dall’intervento al menisco. La Joya ne avrà ancora per un mese e spera di giocare le ultime 5-6 partite di campionato. (…) Sul tavolo, oltre all’offerta del Boca Juniors, anche la proposta di un triennale da un club turco. Il rinnovo con la Roma, invece, sembra ormai un’utopia.

(gasport)

Le big su Santi, Ma il Bologna alza le barricate

Ha segnato 7 gol in campionato. Non è ancora continuo in termini realizzativi, ma per il secondo anno consecutivo è già in doppia cifra. Un anno fa Santiago Castro fa toccò quota 10 tra campionato (8) e Coppa Italia (2), aggiungendo 5 assist, a dimostrazione che oltre al gol fa tanto altro. E l’argentino continua a crescere. In campionato è a 7 reti, a un gol di distanza dallo scorsa stagione. Ma ha trovato la via del gol pure in Coppa Italia con Parma e Lazio e si è sbloccato in Europa, segnando due reti con Brann e Roma, quando la competizione è entrata nel vivo nelle sfide dirette Anche per questo si sono sguinzagliati gli scout delle big. […]

Il futuro si chiama Santi Castro. Ci pensa l’Inter, che potrebbe cedere Thuram a fine stagione. Ma pure il Milan, alla ricerca di un nove, per non parlare della Roma, dove però ci sarà da capire il futuro in panchina, senza dimenticare una Juve dove Spalletti non crede né in David né in Openda. […]

Il Cies osservatorio calcistico, già un anno fa, dopo la prima convocazione in nazionale, fece uno studio sull’argentino stabilendo una quotazione tra i 40 e i 50 milioni di euro, con potenziale arrivo a quota 70. Tutto realistico. Ma c’è di mezzo il Bologna, che in tutti questi rumors fa notare come abbia appena rinnovato il contratto al proprio attaccante: come a dire, intenzione di metterlo sul mercato, a meno di offerte clamorose, non ce n’è. […]

(Il Resto del Carlino)

Non solo Malen, ora il club vuole gli assist di Brandt

Certe luci non puoi spegnerle. E riaccenderle all’Olimpico ora è più di un’idea. Donyell Malen e Julian Brandt hanno illuminato insieme il Westfalendstadion di Dortmund: l’olandese della Roma con i gol, il trequartista con i suoi assist. Quattro stagioni insieme ad alti livelli e adesso la possibilità concreta di ritrovarsi l’uno accanto all’altro sotto il cielo della Capitale: la Roma ci pensa sul serio. Egli ultimi sviluppi in casa giallonera non fanno che spingere il biondo tedesco in scadenza di contratto verso Trigoria in attesa dei verdetti Champions. (…) Il punto fermo per la prossima stagione è di certo lui, Malen. L’olandese (in prestito) sarà riscattato dalla Roma anche se non dovessero realizzarsi le due condizioni per l’obbligo: ovvero il piazzamento almeno in Europa League e il 50 per cento di presenze possibili da almeno 45 minuti. (…) Per questo si è pensato a Brandt. Trequartista che ha scritto la storia recente della trequarti del Borussia: tra i nomi al vaglio del ds Ricky Massara l’assistman ex Bayer Leverkusen è considerato più di altri un elemento di alto livello e d’esperienza per quella che si profila come un’operazione fattibile anche in tempi rapidi. A scadenza L’agente per l’Italia di Brandt, Francesco Randazzo, ha già esplicitato a Massara la situazione in più di un incontro e contatto telefonico. Il trequartista ha deciso di non rinnovare col Borussia, vorrebbe l’Italia e gradirebbe la destinazione giallorossa. (…) Piace anche alla Juve e al tecnico del Como Cesc Fabregas, che però il quel ruolo ha già Paz, mentre la Roma si appresta a ridisegnare la trequarti per la prossima stagione in ragione dell’addio probabile di Dybala, del difficile rinnovo di Pellegrini e El Shaarawy e della partenza ormai certa di Zaragoza.
Il trequartista percepisce peraltro 3,5 milioni a stagione e coi bonus raggiungerebbe il tetto del club giallorosso fissato a 4. Un investimento quindi sostenibile nel rispetto del fair play finanziario.
(…) I tifosi del Dortmund hanno contestato il club. Che, vista l’importanza del giocatore, ha pure deciso nel frattempo di licenziare il dirigente Sebastian
Kehl
, colpevole di non aver saputo convincere Julian a prolungare nei tempi giusti. La curva del Dortmund, nell’ultima gara di Bundesliga, ha così salutato a malincuore Julian per le sue 300 gare (56 gol e 69 assist). (…) E con Malen, d’altronde, si ricomporrebbe una coppia gol di valore indiscutibile. Con Julian sulla trequarti il 9 giallorosso (non sempre in quegli anni titolare) ha segnato in 4 annate 39 gol mentre Brandt ne ha portati a referto altri 34 prima della partenza a gennaio di Donyell verso la Premier. E i due
“ragazzi terribili” di nuovo insieme farebbero felice anche l’ex Mats Hummels, colonna per anni del Borussia che di attaccanti, trequartisti e progetti ambizioni in giallorosso sa molto: anche lui ha acceso, con Brandt e Malen, le luci di Dortmund.

(gasport)

La Triade da ricucire e le richieste di mister Dan

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Chissà se Dan Friedkin ha mai avuto modo di leggere “Il Gattopardo”, ma la citazione può essere applicata alla voce del texano, che poi è pure quella del padrone, risuonata a distanza nelle ultime ore nelle sale di Trigoria. Già, perchè mister Dan, da remoto, ha voluto parlare e catechizzare in prima persona Gasperini, Ranieri e Massara, durante la riunione andata in scena venerdì scorso – presente anche Ryan Friedkin – il giorno dopo l’eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna. Cambiamo tutto, per non cambiare nulla, appunto. L’idea della proprietà, nonostante le frizioni evidenti tra gli elementi della Triade romani-sta, è rimasta invariata rispetto all’estate scorsa: le posizioni di tecnico e dirigenti non sono in discussione. Tutti e tre, però, devono sforzarsi di fare meglio, e soprattutto lavorare con unità ritrovata – o da ritrovare, forse – per il bene comune della Roma.

I Friedkin apprezzano il Gasperini tecnico, riconoscendo a Gian Piero un grande lavoro in questa sua prima esperienza a Roma, meno però il Gasp fuori dal campo. […]

A Gasp, quindi, è stato chiesto di abbassare i toni – consiglio seguito alla lettera, volendo fare una battuta, visto il silenzio post Roma-Lecce.

Passando a Ranieri, la società crede che sia proprio lui a dover emergere in questo momento e appianare le discrepanze interne. Magari con una maggiore presenza quotidiana a Trigoria o al seguito della squadra in trasferta, punti – è bene ricordarlo non necessari visto l’accordo da consigliere esterno che lega Sir Claudio direttamente ai Friedkin. Serve però la sua figura di “garante“, a difesa della Roma – quando le capita di essere danneggiata dagli arbitri – e del progetto tecnico iniziato lo scorso luglio in base alle sue indicazioni. Perché, ricordiamolo, è stato Ranieri a scegliere Gasp prima e Massara poi. A proposito del ds, anche lui gode dell’apprezzamento del club, ma dovrà cooperare di più con il tecnico nonostante evidenti distanze caratteriali.

Non soltanto il Toro: Martin piace anche alla Roma

Sul giornale di ieri si narrava dell’interesse del Torino per Aaron Martin, 28enne terzino sinistro di spinta del Genoa, produttore di sgroppate, azioni e assist dalla corsia mancina (13 gol originati nell’ultimo anno e mezzo), già sondato da Gianluca Petrachi durante l’ultima finestra di mercato: a gennaio, quando però il Genoa chiedeva non meno di 5 milioni per cederlo: e il dt decise a quel punto di cambiare obiettivo, per ragioni economiche, prendendo Obrador in prestito dal Benfica. […]

E in scadenza, a Genova ha chiesto un aumento di stipendio, ma il club rossoblù finora non lo ha mai accontentato. Il Genoa vanta un diritto unilaterale di rinnovo sino al 2027, ma applicarlo contro la volontà del giocatore non sarebbe ovviamente la soluzione migliore. A meno di non cederlo in estate, evitando cioè che vada via a parametro zero. E a quel punto si parla di possibili offerte tra 2 e 3 milioni, sul mercato. Inoltre Martin gode e continuerà a godere del decreto crescita: tassazione ridotta, il suo milione netto di ingaggio attuale pesa sul Genoa “solo” 1,4 milioni lordi, non 2 come sarebbe senza l’agevolazione fiscale.

Resta da vedere, in tale scenario, se il club rossoblù riuscirà ancora a trovare un accordo con lo spagnolo per il rinnovo. E, il tale ottica, adesso si scopre un ulteriore aspetto che potrebbe condizionare il suo futuro: a gennaio non solo il Torino, ma anche la Roma aveva effettuato dei sondaggi per Martin. E allora non ci stupiremmo se Petrachi, nel prossimo futuro, dovesse studiare da lontano anche le mosse del club giallorosso.

(Tuttosport)

Un’altra Roma

C”è una Roma con Soulè e una Roma senza Soulè. Il rendimento della squadra di Gasperini è fortemente legato alla presenza del giovane talento argentino. Da quando si è dovuto fermare per la pubalgia è cominciato il periodo più buio della stagione. I problemi per Soulè sono cominciati a dicembre, ha cercato di stringere i denti, hanno provato a gestirlo. L’ultima presenza il 15 febbraio contro il Napoli, un solo tempo al posto di Zaragoza (che già aveva fatto vedere di non essere un fenomeno), per provare a vincere al Maradona. […]

Da ieri è tornato in gruppo, dovrebbe rientrare la sera di Pasqua, contro l’Inter. Soulè guiderà la Roma nelle otto finali che restano per cercare di andare in Champions, diventata ormai un’impresa difficile. […]

Senza di lui sono arrivate due vittorie, un pareggio e due sconfitte, oltre all’eliminazione dall Europa League. Dietro a Malen in questo periodo è mancata tanta qualità, è mancato un giocatore che potesse saltare l’uomo. Matias nella prima parte della stagione ha trascinato la Roma, con sei gol (l’ultimo contro il Sassuolo) e quattro assist in campionato e un gol e tre assist in Europa League. Nonostante la lunga assenza, con sette reti è il miglior realizzatore giallorosso dopo Malen. Ha inciso più del suo amico Dybala, alle prese con il recupero dopo l’intervento al ginocchio. Giocatori con caratteristiche simili, mancini, che prediligono partire da destra. Quando Gasperini ha provato a farli giocare insieme ha spostato Paulo a fare il centravanti, per non perdere l’estro di Soulè nell’attaccare la porta sfruttando il piede sinistro.

Spesso Matias ha trascinato la squadra con le sue giocate, è stato fondamentale per Gasperini. Gli restano otto partite, chissà se basteranno per centrare la Champions.

(corsport)

La Roma non si ferma, brilla super Wesley tra i tanti colpi

La Champions? A tutti costi, sarebbe il caso di dire. Un’ossessione. Perché il piano del presidente Dan Friedkin per la Roma, pur stretto nel perimetro del Fair play finanziario, non ha concesso nulla all’improvvisazione o a prospettive al ribasso nelle ultime due sessioni di mercato. Dai 30 milioni di euro spesi per il brasiliano Wesley, l’acquisto più azzeccato insieme a quello di Donyell Malen, per il cui riscatto il club ne spenderà a giugno altri 25 (oltre ai 2 per il prestito), il proprietario americano ha chiarito una volta di più le sue intenzioni: punta dritto al bersaglio grosso, cioè a quell’Europa dei Vip che manca da sette anni e che in questa stagione sembra ancora alla portata nonostante le ultime settimane difficili culminate con l’eliminazione in Europa League. Ma proprio in questa fase critica della stagione – un mese senza vittoria in campionato fino al successo col Lecce di domenica scorsa -, il proprietario americano ha ordinato ai suoi di abbassare i toni, spegnere le tensioni interne. (…) Dal tecnico Gian Piero Gasperini all’ultimo degli acquisti. Dall’estate scorsa “Mister miliardo” (quanto ha investito finora dal 2020) ne ha portati a Roma dodici di volti nuovi, spendendo oltre 105,6 milioni con un ammontare di stipendi che supera quota 21,3 per un totale (compresi gli altri giocatori in organico già presenti) di quasi 61 milioni a stagione. (…) Di sicuro l’aver puntato anche su elementi con prospettiva e margini di miglioramento dalla scorsa estate (lo stesso Wesley, Ghilardi, Ziolkowski e Vaz) assicura alla Roma una continuità e un percorso migliorativo, comunque vada. E non a caso è stato scelto l’anno scorso Gasperini, che con il suo metodo e il gioco propositivo potrà produrre anche notevoli plusvalenze per rendere più sostenibile la rosa. Caso emblematico Wesley (sulle cui tracce c’è da tempo il Manchester City), ma adesso anche il 19enne Vaz. (…)
La Roma, è vero, continua ad essere una promessa di felicità piena per Dan Friedkin e il figlio Ryan, vicepresidente. In cinque stagioni la squadra si è piazzata settima, tre volte sesta e quinta in campiona-to, vincendo la Conference nel 2022 e arrivando in finale in Europa League nel 2023. Ora serve il salto di qualità. Agganciare i ricchi proventi della Champions sarebbe un aiuto di enorme valore, superfluo dirlo, in attesa che prenda forma d’altraparte il nuovo stadio di Pietralata (capienza di 62mila posti, investimento superiore al miliardo, comprese le opere accessorie), per il quale la prima pietra verrà posata nel 2027, l’anno del centenario giallorosso. (…)

(gasport)

Pisilli corona il sogno azzurro «Mondiale e Champions? Firmo subito»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – È cambiato tutto nel giro di novanta giorni. A gennaio, complice il poco minutaggio, sembrava destinato a lasciare la sua Roma. Tre mesi più tardi, Pisilli è diventato uno dei punti fermi della squadra di Gasperini. Lavoro quotidiano e sacrificio che hanno permesso al centrocampista classe 2004 di ritrovare anche la Nazionale.

Era il 10 ottobre 2024 quando l’ex commissario tecnico Spalletti lo fece esordire – prima e unica presenza in azzurro – con il Belgio, nella sfida di Nations League, all’Olimpico. Le prestazioni degli ultimi mesi hanno convinto Gattuso a puntare su di lui in un momento delicato per l’Italia, che per l’ennesima volta si gioca il tutto per tutto. E pensare che Pisilli non aveva compiuto neanche dieci anni l’ultima volta che la nazionale italiana partecipò ai Mondiali (2014). «È una grande emozione e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale – ha affermato il centrocampista giallorosso ai microfoni di RAI Sport – Siamo un gruppo molto forte e nel mio ruolo ci sono tutti giocatori veramente forti. Ho sempre guardato Barella o Tonali, quando è esploso al Milan, e ora ho una grande occasione per poter imparare da loro».

Ha saputo aspettare il suo momento. Mai una parola fuori posto nella prima parte di stagione in cui ha visto poco il campo: «Quando si cambia un allenatore ci sta che ci si metta un po’ di più a recepire le idee che porta. Nel corso della stagione è importante farsi trovare pronto quando vieni chiamato in causa. Sono contento di avere più minuti e mi auguro di continuare così». Gasperini, comunque, ha sempre riconosciuto il potenziale del ragazzo e prima della gara con lo Stoccarda è arriva anche un’importante investitura: «Pisilli è il prototipo perfetto. Arriva dal settore giovanile e la sua esperienza deve farla qui. Deve diventare forte qui».

E mentre con la Roma trovava poco spazio, Pisilli ha avuto modo di mostrare quel potenziale con l’Under 21, segnando diverse reti e costituendo uno dei pilastri della nazionale guidata da Baldini. Una crescita esponenziale che, adesso, gli permette di ricoprire più ruoli: «Giocare più avanti o più indietro cambia poco per me. Ogni volta che scendo in campo cerco di dare il massimo ed eseguire le richieste del mister». Duttilità, impegno, gol e recuperi. Un mix che ha portato il giovane centrocampista ad essere inamovibile nella Roma di Gasp. E si esprime anche come un veterano: «Dobbiamo avere la serenità di chi sa che con il 100% dell’impegno può raggiungere l’obiettivo, ma anche la consapevolezza che ci stiamo giocando qualcosa di importante». Gli obiettivi di fine stagione sono chiari:

«Firmerei per l’Italia al Mondiale e la Roma in Champions». Avrà tempo per decidere se fare il giornalista dopo il calcio. Quel che è certo, invece, è che il meglio sul campo deve ancora venire.

Un tesoro per Koné: pronto l’assalto al francese, l’Inter supera i 40 milioni

All’inizio del viaggio 2025-26, anzi già dalla coda avvelenata della scorsa stagione, quando tra le macerie ci si arrangiava al Mondiale per club negli Stati Uniti, la dirigenza nerazzurra ha sempre vissuto in simbiosi con l’allenatore: da quando Cristian Chivu siede lì, l’Inter è sempre stata un corpaccione unico. Una cosa soltanto. Le riunioni incrociate staff-manager ad Appiano Gentile sono continue, (…) sempre con la supervisione dall’alto di Oaktree. il fondo proprietario è l’ispiratore di un mercato nuovo, in cui verrà piazzato un colpo grosso (e costoso). E l’Inter, sotto sotto, non ha mai smesso di credere che quel qualcuno possa essere ancora Manu Koné, centurione romanista corteggiato a lungo appena qualche mese fa. (…) Di certo la sessione estiva segnerà uno stacco rispetto al passato. Saprà di rivoluzione, anche solo per il numero di elementi da sostituire: in tanti lasceranno per fine contratto. (…) Ci saranno innesti più giovani, come da linea di condotta della nuova era, ma pure più possenti e rapidi. (…) Esattamente a questo punto della discussione, rientra dalla porta ciò che era uscito dalla finestra mesi fa: il centrocampista “totale”, Koné, per cui i nerazzurri sono pronti a investire per davvero. Si potrebbe sfondare quota 40 milioni e tendere verso i 50 per completare l’operazione che la scorsa estate è stata sfiorata. (…) Il club nerazzurro, infatti, non investe più di 40 milioni, 43 per la precisione, dal lontano 2020, quando ancora il Covid non aveva indebolito l’espansione della proprietà cinese e Achraf Hakimi arrivava per fare sconquassi. I prossimi due mesi per Chivu saranno, comunque, un
inno vitale. Cristian si attacca alla sopravvivenza (sportiva): in ballo c’è l’oggi, lo scudetto da non farsi scivolare dalle tasche come il predecessore, e il domani, la costruzione della squadra che dovrà guidare. (…) Su queste basi, nessuno sarebbe più adeguato di Koné, che sa essere diga e assaltatore insieme ed è diverso da tutti i nerazzurri in rosa. Del resto, l’Inter lo aveva bloccato ad agosto dello scorso anno per cifre

simili (più o meno le stesse appaltate in precedenza per Lookman), ma poi la retromarcia giallorossa, sull’onda della rivolta di piazza, fece esplodere la trattativa come un ordigno. (…) Tradotto, riproveranno ad arruolarlo, puntando anche sulle necessità della squadra di Gasperini, costretta a far cassa entro il 30 giugno, indipendentemente dalla qualificazione
Champions. Non è detto che il piano d’assalto interista vada in porto, anche perché sono troppe le variabili in campo: la possibilità che i giallorossi continuino a fare muro o facciano una salvifica plusvalenza con altri giocatori, eventuali offerte superiori (attenzione al Psg), senza sottovalutare l’effetto Mondiale che, già all’inizio, potrebbe far schizzare il prezzo oltre il consentito. Almeno in teoria e almeno adesso, però, i nerazzurri vogliono finalmente mettere un carico, il più pesante possibile.

(gasport)

Finalmente Soulé. Ora punta l’Inter

IL TEMPO (L. PES) – La speranza più grande per la Champions si chiama Soulé. Ieri l’argentino è tornato ad allenarsi con il gruppo dopo oltre un mese di stop a causa della pubalgia, e ora Gasperini spera di averlo a disposizione nel big match di Pasqua, in programma alla ripresa, in casa dell’Inter. Molto dipenderà dai primi giorni di lavoro dopo la lunga pausa e dalle risposte fisiche ai carichi di lavoro, ma l’obiettivo è la convocazione per San Siro.

L’ultima apparizione in campo risale al secondo tempo di Napoli-Roma dello scorso 15 febbraio, poi la decisione di fermarsi. Troppo dolore e prestazioni in calo, insieme allo staff medico si è preferito seguire la strada del riposo e del lavoro specifico in attesa di miglioramenti. Il calo dell’attaccante classe 2003 sbarcato ormai quasi due anni fa nella Capitale si era iniziato a vedere gia nelle prime gare del 2026. L’ultimo gol, infatti, è datato 10 gennaio nel match dell’Olimpico col Sassuolo, poi i problemi. Difficolta nella progressione ed errori non da lui. Fino a quei quarantacinque minuti del Maradona, dove sembrava non dovesse neanche essere tra i convocati visti i giorni precedenti ma per aiutare la squadra parti lo stesso, senza successo. Da li in poi un periodo di stop per cercare di ridurre il dolore, poi i primi approcci sul campo fino al ritorno di ieri, alla ripresa degli allenamenti a Trigoria post Lecce.

Mati ha svolto quasi l’intera seduta a buon ritmo, ma ora arrivano i giorni della verità. Gasperini, che lavora senza i dodici nazionali e i tanti infortunati, ora deve verificare insieme allo staff medico come proseguirà il lavoro dell’argentino. Decisivi saranno, soprattutto, i primi giorni della prossima settimana quando man mano a Trigoria torneranno tutti i nazionali e si comincerà a preparare sul serio la trasferta di Milano, ma anche questi primi allenamenti saranno importanti per capire prime sensazioni ed eventuali miglioramenti che comunque ci sono stati rispetto a un paio di mesi fa. Troppo importante l’assenza dell’ex Juve, che fino all’arrivo di Malen era stato il giocatore più prolifico e vero e proprio trascinatore dell’attacco giallorosso con grande continuità.

Tutto il 2025 di Soulé è stato in crescendo, ma con l’arrivo di Gasperini e il cambiamento del ruolo, più centrale e nel vivo della fase offensiva, ma poi un problema fastidioso come quello della pubalgia lo ha costretto a fermarsi sul più bello, lasciando la Roma nei guai. Anche perché insieme a lui, sono arrivati gli ennesimi problemi di Dybala (fermo per l’intervento al menisco dello scorso 6 marzo) e quelli dei due centravanti Ferguson e Dovbyk per i quali la stagione è di fatto terminata.

Il tecnico ha da poco ritrovato El Shaarawy che per più di un mese era stato ai box per un’infiammazione al tendine d’Achille ma il ritorno del talento di Mar del Plata potrebbe davvero cambiare le sorti in zona gol per i giallorossi in questa fase finale del campionato. Ovviamente la brillantezza non potrà essere inizialmente dalla parte del numero diciotto, ma la sua qualità può risolvere tanti dei problemi che hanno fatto calare il rendimento della Roma negli ultimi due mesi.