Como-Roma, Diego Carlos: “È un gruppo che ha grande ambizione, l’ho scelto per questo. Oggi tre punti importantissimi”

Parla l’autore del gol Diego Carlos, il difensore del Como, si è fatto perdonare, dopo aver causato il rigore su El Shaarawy (realizzato poi da Malen) segnando il gol vittoria. Il brasiliano ha fatto un bel regalo a Fabregas, i tifosi del Como e, soprattutto, anche a sé stesso, siglando la rete decisiva proprio nel giorno del suo compleanno. Ecco le sue parole:

DIEGO CARLOS A DAZN
Quali sono le tue sensazioni dopo una partita come questa?

È stata una serata incredibile. Era importante riuscire a rimanere dentro la partita perché in un match succedono cose positive e negative. Siamo stati bravi a farlo. Abbiamo preso tre punti importanti”.

Quando hai firmato per il Como pensavi alla Champions League?
Sono arrivato in un gruppo molto positivo fatto da giocatori giovani ed esperti. È un gruppo che ha grande ambizione e sono arrivato anche per questo, perché sapevo che la squadra avrebbe potuto ambire anche a traguardi importanti”.

Como-Roma, Marelli sull’espulsione di Wesley: “Non c’è contatto con Diao, il fallo lo fa Rensch. Il VAR in caso di scambio di persona poteva intervenire”

La Roma perde contro il Como, ma, fanno da padrone le polemiche arbitrali legate all’arbitraggio di Davide Massa. In particolare sull’episodio dell’espulsione di Wesley al minuto 64. Il brasiliano, già ammonito, secondo il direttore di gara commette fallo su Diao. Dai replay, però, si vede chiaramente come è il senegalese a buttarsi a terra appena si avvicina la pressione dell’ex Flamengo. Della situazione ne ha parlato anche Luca Marelli su DAZN. Ecco le sue parole.

“In caso di fallo l’ammonizione è automatica, il problema rimane il fallo in sé. Non c’è un contatto basso nemmeno con Rensch. Diao va verso Rensch, forse c’è un contatto con la mano sulla schiena. Difficile vedere un fallo in questa circostanza. II VAR può intervenire in caso di uno scambio di persona, ci poteva essere un’eventuale on-field review per valutare chi dei due dovesse essere ammonito. In sala VAR hanno deciso di non intervenire probabilmente perché Wesley tocca Diao con la mano sulla schiena”.

Como-Roma, GHILARDI: “Momento complicato, dovevamo fare meglio sui gol. Cerco di dare il massimo per ritagliarmi uno spazio”

La Roma cade 2-1 in casa del Como e abbandona la zona Champions League, scivolando addirittura al sesto posto in classifica e a -3 proprio dai lariani quarti. Al termine della partita Daniele Ghilardi ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di cronisti. Ecco le parole del difensore giallorosso.

GHILARDI A DAZN

Com’è il clima nello spogliatoio?
“Come ha detto il mister le cose non ci stanno andando bene ultimamente. Noi abbiamo due obiettivi: uno è l’Europa League e l’altro è arrivare in Champions tramite il campionato. Sappiamo cosa dobbiamo fare. Resettiamo dopo questa brutta sconfitta perché era un scontro diretto, però continuiamo a dare il massimo. Resettiamo e continuiamo a lavorare”.

Avete preso gol nelle situazioni più semplici?
“Abbiamo preso gol a difesa schierata e dovevamo fare meglio, ci lavoreremo. Ce lo aspettavamo che girassero molto e cercassero di toglierci riferimenti. Ci siamo anche riusciti in parte, però non è andata come volevamo, ma ci rialzeremo”.

Come sono stati i mesi iniziali in cui sei stato molto fuori? Come stai ora?
“Mi sento bene. Arrivo in partita tranquillo e per me è importante. All’inizio non trovavo spazio ma lo sapevo quando ho firmato che non sarei partito tra i titolari. Ho aspettato il mio momento e cerco di dare sempre il massimo per ottenere il posto”.

GHILARDI IN CONFERENZA STAMPA

Che momento state vivendo?
“Guardando i risultati si può dire che sia un momento complicato. Noi siamo metallizzati, bisogna resettare ora e giovedì c’è una partita importante in Europa League”.

Il cambio modulo del Como vi ha fatto male nella ripresa?
“Facciamo quello che ci chiede il mister e l’obiettivo è marcare l’avversario uomo contro uomo. Abbiamo interpretato bene la gara in fase difensiva e offensiva”.

Como-Roma, Fabregas: “Gasperini? Serve rispetto anche quando si perde si dà la mano”

Nel post partita del match tra Como e Roma, valido per la 29a giornata di Serie A e, soprattutto, per ottenere un posto in Champions nella prossima stagione (ancora nulla di deciso, ma la partita di oggi rappresentava una sfida cruciale per ottenere l’accesso nell’Europa che conta) l’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha risposto alle domande relative all’analisi della gara e alle conseguenze di questa importante vittoria dei lariani. Le risposte dell’allenatore spagnolo:

FABREGAS A SKY
Tanti temi da analizzare, colpisce quanto siate una squadra di altissimo livello anche con la rosa
Si, abbiamo qualità e varietà ed é importante. Ci sono tante partite all’interno di una partita. Puó cambiare in 5 minuti come oggi dopo il rigore. Contento della voglia e della prestazione della squadra. Era molto difficile oggi dopo il rigore continuare a giocare come ha fatto la squadra. Non possiamo perdere la nostra identità e dobbiamo alzare il livello”.

Tensione con la panchina
Non lo so, magari è una cosa abituale. Io ogni volta che perdo non sono mai non andato a dare la mano, quando si perde si va a dare la mano all’avversario anche se ti hanno massacrato o se credono che l’arbitro abbia sbagliato. È una questione di rispetto, mi sono arrabbiato ma va bene così”.

Bella partita, ormai ci siete per il quarto posto
Sono d’accordo che è stata una partita bella, io me la sono goduta, non solo per la vittoria. Partita molto intensa tra due squadre forti. Quando facciamo le scelte di portare alcuni giocatori con alcune caratteristiche è per questo. Quando conosci bene il giocatore sai cosa ti può portare e ti può far arrivare a risultati con personalità e coraggio. Poi bisogna anche allenarlo, alla fine diventa tutto più fluido e si giocano partite del genere in cui il piano gara cambia ogni 5 minuti e senza che io possa fare nulla perché sono fuori e ho anche l’emozione della partita. I ragazzi capiscono e gestiscono i momenti in cui cambia il piano gara. Li invito a continuare a giocare così perché siamo molto giovani ma dobbiamo mantenere umiltà anche dopo questa vittoria. Andiamo piano piano

FABREGAS A DAZN
È stata una partita molto bella per ritmo e idee, “da Champions” è stato detto in telecronaca. È d’accordo? È riuscito a salutare Gasperini alla fine?
Inizio dal calcio che è la cosa più importante. Da Champions assolutamente no, perché non stiamo in Champions. Il ritmo è stato alto, quando giochi contro le squadra di Gasperini sono sempre battaglie. Puoi andare 4-5 volte contro il portiere se hai un buon gioco o loro ti possono mettere in difficoltà se non sei sveglio. Sono contento della reazione della squadra perché non era facile continuare con il nostro piano dopo lo 0-1 del primo tempo. Penso che abbiamo continuato a giocare bene in un altro modo. Sul saluto a Gasperini? Sono abituato che dopo la guerra dei 90 minuti c’è il rispetto e si deve dare la mano. Anche io ho fatto cose recentemente di cui non sono orgoglioso, ma noi allenatori dobbiamo crescere su questo. Anche se non sei contento del risultato, dobbiamo migliorare, darci rispetto e la mano. Noi che siamo personaggi pubblici dobbiamo dare l’esempio”.

Oggi il centravanti era un difensore. Come l’avevi preparata?
Non mi piace parlare di calcio italiano o di un’altra parte. Da quando sono qua ho visto tante squadre che giocano uomo contro uomo e mi ha fatto crescere tanto come allenatore. Andavo a letto negli ultimi tre anni pensando a come trovare soluzioni contro squadra che vanno contro l’uomo. Se sei una squadra che vuole giocare devi trovare soluzioni. Abbiamo trovato questa soluzione oggi ed è andata benissimo. Sapevamo che contro Ramon doveva andarci El Shaarawy. Abbiamo potuto giocare a calcio in una zona più alta del campo. Gli abbiamo dato solo un’opportunità in quel modo che ha causato il rigore quando abbiamo sbagliato. Nel secondo tempo abbiamo attaccato molto più la profondità. Oggi è andata bene, un altro giorno se non andrà bene potremo dire che l’allenatore non ha preparato un buon piano, ma i protagonisti sono i giocatori”.

Lei non piace agli allenatori più esperti della Serie A?
Sembra di no, non lo so. Anzi non voglio dire di no perché non mi sembra rispettoso. Quando abbiamo perso contro l’Inter o la Lazio sono andato da Chivu e da Baroni anche se ero arrabbiato e ho dato la mano. Ma non voglio fare casino oggi. La cosa più importante è che il Como oggi ha vinto e spero che si parli al 99% di questo e all’1% di altro”.

CONFERENZA FABREGAS
Ho visto una squadra che in un modo o nell’altro abbiamo sempre trovato le giocate, ho visto una squadra consapevole e preparata. Anche dopo il rigore è facile perdere la testa, invece aveva tantissima fame. Questo è il grande merito di oggi. Continuità, mentalità, il percorso che cerchiamo qui a Como. Però umiltà e tranquillità, c’è la partita di domenica

Identità e coraggio oggi.
Alla fine è la cosa più importante. I ragazzi hanno tanta responsabilità a livello di gioco, soprattutto oggi dopo lo 0-1 possiamo dire che abbiamo sbagliato in un piccolo passaggio, bravi loro invece in pressione, ma sono stati bravi i ragazzi. Gliel’ho detto a metà primo tempo, dovevamo continuare con 2-3 cambi e dovevamo continuare a spingere

Gasperini non ha insistito sull’episodio dell’espulsione.
Se non ha voluto fare polemica lui, non la farò io.
Per me le caratteristiche dei giocatori hanno fatto la differenza nel secondo tempo, la partita


Quello che ha impressionato oggi è come i cambi abbiano cambiato la partita. Quello che ha fatto la differenza oggi sono stati i duelli vinti e le intuizioni sul gioco in profondita? E Da Cunha ha fatto una partita totale…
Non è una novità che Da Cunha faccia una grande partita oggi. Giocatore fondamentale per noi, da un anno solo gioca lì a 24 anni, ha una crescita importantissima. Non mi sorprende per niente. Ma lui sa che deve continuare a migliorare, c’è un margine di crescita importante per lui. È un capitano, ha una grandissima voglia, fame e rispetto per quello che fa. Poi la gente che non ha fame non può essere qui con noi. Lui dice a tutti quello che siamo noi. Poi sì, ci sono episodi che ti possono influenzare, ci sono certi casi che si studiano però ed è da gestire. Siamo giovani ma stiamo crescendo e stiamo maturando“.

L’anno prossimo si vede da un’altra parte?
Anche con la Champions League?

Ti risponderò. Non parliamo di Champions
League qui, siamo molto umili e stiamo crescendo, abbiamo una determinata filosofia, siamo molto giovani e non è qualcosa per oggi. Non oggi.
Quando arriverà, se arriverà, sarà una cosa alla quale dare il benvenuto. Per me da allenatore mi da orgoglio, non so cosa tara in futuro, tra uno o 20 anni, ma sono orgoglioso di questo gruppo oggi perché è molto importante per me
“.

Como-Roma, problema al polpaccio per Celik. Gasperini: “Spero solo un principio di crampi. Mi auguro che possa recuperare per giovedì”

Brutte notizie per Gian Piero Gasperini durante la ripresa di Como-Roma. Al minuto 70, Zeki Celik è stato costretto ad alzare bandiera bianca per un problema fisico. Il terzino turco si è accasciato a terra accusando un forte dolore al polpaccio destro, lasciando intendere fin da subito di non poter proseguire il match.

Il tecnico giallorosso, che aveva appena effettuato due sostituzioni, è stato così obbligato a giocarsi immediatamente il terzo slot per inserire Kostas Tsimikas al posto dell’ex Lille. Le condizioni del difensore verranno valutate nelle prossime ore dallo staff medico a Trigoria per scongiurare una lesione muscolare in vista dei prossimi impegni ravvicinati.


Al termine della partita Gian Piero Gasperini ha fatto il punto sulle condizioni di Zeki Celik: “È un problema al polpaccio. Speriamo fosse solo un principio di crampi perché per noi è un giocatore che può fare più ruoli. L’avrei spostato in difesa, però non è stato possibile. Speriamo che possa recuperare per giovedì”.

Como-Roma, scintille Fabregas e Gasperini. Lo spagnolo: “Anche quando si perde bisogna dare la mano”. Il romanista: “Non stimo i loro comportamenti”

Momenti di tensione al termine della sfida tra Como e Roma. Al fischio finale si è infatti acceso un piccolo parapiglia nella zona delle panchine che ha coinvolto i due allenatori. Secondo quanto riportato daPaolo Assogna a Sky Sport, Cesc Fabregas avrebbe puntato il dito controGian Piero Gasperini, reo, a suo dire, di non aver salutato l’avversario al termine della partita. Il tecnico dei giallorossi, infatti, avrebbe lasciato immediatamente il campo dirigendosi negli spogliatoi senza passare dalla panchina del Como. Già all’andata i due si erano scontrati verbalmente sulle diversità legate alla proposta di gioco dell’uno e dell’altro, ma alla fine non ci sono state ulteriori conseguenze.


Nel post partita Cesc Fabregas ha fatto chiarezza su quanto accaduto: “Io ogni volta che perdo sono sempre andato a dare la mano, anche se ti hanno massacrato o se credono che l’arbitro abbia sbagliato. È una questione di rispetto, mi sono arrabbiato ma va bene così“.


Gian Piero Gasperini ha risposto alle parole di Fabregas ai microfoni dell’ANSA: “Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina“.

(ansa.it)

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Como-Roma, GASPERINI: “Il rosso di Wesley ha cambiato la gara, ma non è la prima volta che i lariani cercano queste situazioni. Celik? Spero solo crampi”

La Roma cade 2-1 in casa del Como e abbandona la zona Champions League, scivolando addirittura al sesto posto in classifica e a -3 proprio dai lariani quarti. Al termine della partita Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di cronisti. Ecco le parole dell’allenatore giallorosso.

GASPERINI A SKY SPORT

C’è una partita fino al 59′, poi i problemi…
“Si sono verificate tre situazioni importanti, nelle prime due non siamo riusciti a difendere. Stiamo recuperando dei giocatori, ma hanno tutti avuto degli acciacchi. Subiamo la velocità dei giocatori che entrano dalla panchina. La situazione di Malen è veramente un peccato. Su quella di Wesley vorrei sorvolare…”.

Vuole rivedere le immagini dell’espulsione?
“Fatele vedere… Questo non è niente perché ci sono anche altre immagini in cui si vede che si sposta. Sicuramente cambia la partita, non è la prima volta che il Como usufruisce queste situazioni. Sicuramente lo fa un po’ troppo, ma questo è il calcio. Oggi non entro nel merito, ho parlato in altri momenti”.

L’avevi preparata bene nonostante i pochi giorni a disposizione…
“Questi ragazzi stanno dando il massimo anche in situazioni di difficoltà. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni, Hermoso idem. Non posso rimproverare nulla. Non ci sta girando bene, a Genova c’era un rigore clamoroso per noi per poter vincere la partita. Giovedì sappiamo di avere una partita importantissima, poi il Lecce e la sosta. Speriamo di raccogliere quello che non siamo riusciti a raccogliere nelle ultime giornate”.

Si è dovuto adattare molto a Roma: è questo il rammarico principale?
“Stavano entrando Venturino e Vaz e avrei fatto questi cambi. A Roma ho dovuto adattarmi molto di più, non sempre ho potuto fare questo anche da altre parti. C’è stata difficoltà a reperire i giocatori ma ci siamo adattati bene nelle altre partite. Siamo ancora dentro ai nostri obiettivi, dobbiamo pensare a giovedì. Questi ragazzi sono straordinari per attaccamento. Abbiamo anche tanti giovani e in queste situazioni peccano un po’ ma adesso pensiamo a giovedì che sarà un’altra partita importante”.

GASPERINI A DAZN

La partita è cambiata intorno al 60’. Dalla panchina ha segnalato ai difensori i tagli. Vuole commentare l’espulsione?
“Ho già commentato, è inutile continuare a commentare questo andamento del calcio, soprattutto sulle simulazioni. Questo è un episodio pesante, come è stato quello del pareggio. Loro fanno bene questi tagli. Nel primo tempo sui lanci lunghi abbiamo difeso bene. Qui forse c’è stata un po’ di fatica e velocità loro. Poi c’è stato l’episodio di Malen sull’1-1 che poteva riportarci in vantaggio… Sicuramente ci mettiamo del nostro, un po’ non è un gran momento. Sono episodi troppo eclatanti per passare così inosservati”.

Non la preoccupa il fatto che tranne Malen non riuscite a essere pericolosi?
“Difendiamo anche bene. Se lui ha sempre queste situazioni limpide vuol dire che la squadra lavora bene per costruirle. La squadra ha fatto bene la sua partita. Nel primo tempo dovevamo fare attenzione a questi lanci del portiere, ma scaliamo bene. Nel secondo tempo stavamo facendo anche meglio, c’erano tutte le condizioni. È anche vero che il Como ha inserito calciatori importanti. La vera difficoltà è stata l’inferiorità numerica, prima non c’è mai stata difficoltà”.

Quanto conta la testa ora che arriva un’altra gara importantissima?
“Questi sono ragazzi straordinari, alcuni giovanissimi, altri hanno un grande attaccamento. Dobbiamo solo cercare di stare bene e recuperare al meglio alcuni giocatori che stanno uscendo da degli acciacchi. Però c’è sempre una squalifica o qualcosa che ci toglie un po’ di continuità. Se riusciamo ad avere il nostro blocco solito torniamo a fare risultati. Giovedì abbiamo una partita importante e non abbiamo tempo per piangerci addosso”.

Complimenti perché, al di là del punteggio, noi ci siamo divertiti tanto.
“Questo è importante”.

Come sta Celik?
“È un problema al polpaccio. Speriamo fosse solo un principio di crampi perché per noi è un giocatore che può fare più ruoli. L’avrei spostato in difesa, però non è stato possibile. Speriamo che possa recuperare per giovedì”.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Nelle ultime giornate gli episodi stanno incidendo…
“Sono abbastanza evidenti, non sono io a dover entrare in merito ad altri discorsi. Mi dispiace perché usciamo da due partite dove il limite tra la vittoria e la sconfitta era molto sottile, però chiaramente poi il risultato finale è questo, dobbiamo guardare avanti”.

Malen resterà o tornerà all’Aston Villa?
“Non lo so, chiedetelo alla società a maggio o giugno. Deciderà la società cosa fare con Malen. La Roma ha un riscatto, quando lo eserciterà vedremo”.

Come si riparte ora?
“Questi ragazzi reagiscono sempre. Lo hanno fatto dopo Genova e dopo Bologna. In questo momento dobbiamo recuperare la condizione, El Shaarawy ed Hermoso erano fuori da tanto, poi abbiamo delle squalifiche che a turno pesano. Ma finché siamo stati in undici la partita è stata equilibrata e abbiamo avuto occasioni”.

Roma molto passiva…
“Il Como è una squadra forte. Non so cosa vi aspettavate, ma il primo gol è frutto dell’aggressività e le occasioni di Malen e Pellegrini erano clamorose. Partita non facile, il Como è indubbiamente una squadra di valore. Rispetto l’analisi ma avevamo un avversario forte di fronte. Noi avevamo tanti giocatori in difficoltà, nella ripresa sono entrati dei giocatori del Como che hanno dato una accelerata. Noi non siamo nelle migliori condizioni, dobbiamo riprenderci”.

Il Como vi ha sorpreso?
“Il Como aveva già fatto questa difesa a tre, ma ha più alternative nel modo di giocare. Ramon si inseriva per i lanci lunghi del portiere, ma siamo riusciti a gestirla bene. Non siamo stati bravi tecnicamente a creare di più, però abbiamo gestito bene il vantaggio e nel secondo tempo potevamo fare un po’ meglio. Ha cambiato tutto l’espulsione. In 10 e con giocatori così bravi e veloci è stata una sofferenza”.

Como-Roma, Da Cunha: “Quando vinci partite così significa che il lavoro fatto è buono. Sempre creduto in questo progetto”

Lucas Da Cunha, uno dei grandi protagonisti del Como di quest’anno, nonché unico giocatore rimasto dai tempi del Fabregas calciatore, ha risposto, dopo un’altra grande prestazione, alle domande sull’importanza della partita di oggi, valida per la 29a giornata di Serie A (anche e soprattutto per il discorso Champions) e su quello che potrà significare in ottica campionato. Le sue dichiarazioni:

DA CUNHA A DAZN
Che significa questo risultato?
Significa che il lavoro che facciamo è buono e si vede sul campo, perché vinciamo e facciamo punti. Quando vinci partite così significa che il lavoro è buono”.

Sei l’unico rimasto dalla Serie B. Se te l’avessero detto cosa avresti pensato?
Non pensavo a questo. Avevo creduto a questo progetto, sapevo che era buono per me anche in Serie B, ma non pensavo così”.

DA CUNHA A SKY
Siete una squadra che fa sempre bene, qual’è il segreto?
Non c’é un segreto, questo è il lavoro che facciamo ogni giorno. Proviamo sempre a fare male alle squadre, non sempre ci riusciamo”.

Como-Roma, Diao: “So di poter fare la differenza in queste partite. Vogliamo vincere e giocare bene”

Dopo la vittoria per 2-1 è stato intervistato uno dei protagonisti della partita odierna: Assane Diao (subentrato al 46′ al posto di Sergi Roberto), il calciatore senegalese, rientrato da poco da un brutto infortunio, ha deciso la partita con le sue accelerazioni e la sua fisicità, determinando l’espulsione dubbia di Wesley al 64′, episodio chiave della partita. Ecco le sue parole:

DIAO A DAZN
Sei rientrato oggi, come stai fisicamente?
Bene. È una stagione difficile, ma sapevo che adesso posso fare la differenza in queste partite. Cerco di aiutare la squadra”.


Sembra che abbiate leggerezza mentale.
Penso che abbiamo una mentalità vincente, vogliamo vincere e giocare bene. Uno parte all’inizio e uno dopo ma tutti sappiamo cosa dobbiamo fare”.

DIAO A SKY
Siete una squadra che fa sempre bene, qual’è il segreto?
Lavoriamo tanto con lo staff, loro sono fortissimi. Tutti noi sappiamo cosa fare per mettere in difficoltà le squadre che affrontiamo”.

Como-Roma: la moviola. Clamorosa svista di Massa sul secondo giallo a Wesley

La sfida del Sinigaglia si apre con un episodio chiave dopo soli sei minuti. Massa assegna correttamente un calcio di rigore alla Roma per un fallo di Diego Carlos su Stephan El Shaarawy: l’esterno giallorosso è veloce nello scippare il pallone al difensore, che nel tentativo di rimediare lo stende nettamente. Decisione ineccepibile per quanto riguarda il penalty, ma resta un grande dubbio disciplinare: Diego Carlos non viene ammonito nonostante l’intervento abbia interrotto un’azione potenzialmente pericolosissima a pochi passi dalla porta.

Sembra segnato da una clamorosa svista arbitrale l’episodio dell’espulsione di Wesley. Il secondo cartellino giallo sventolato al terzino brasiliano appare inspiegabile dalle immagini televisive. A sottolineare le perplessità è intervenuto anche l’esperto arbitrale di DAZN, Luca Marelli, secondo cui dai replay non sembra emergere un contatto che giustifichi la sanzione. Marelli ha poi evidenziato come, nello sviluppo dell’azione, potesse essere riscontrata una lieve trattenuta di Rensch ai danni di Diao, episodio che però non è stato sanzionato dal direttore di gara. Marelli ha inoltre specificato che il Var sarebbe potuto intervenire a correggere il fischio segnalando uno scambio di giocatore.

Il paradosso si completa nel finale e vede ancora protagonista Diego Carlos. Al 73′, il difensore del Como atterra platealmente Vaz lanciato a rete: in questo caso Massa estrae il giallo, che sarebbe stato il secondo (e quindi rosso) se fosse stato sanzionato correttamente nell’episodio del rigore. Invece, restando in campo, proprio Diego Carlos al 79′ firma il gol del definitivo 2-1. Una gestione dei cartellini che ha finito per pesare enormemente sul risultato finale.