Nainggolan senza filtri: “Nessun rimpianto, senza la mia vita non avrei reso così. Spalletti il più forte, Monchi un finto amico” (VIDEO)

Radja Nainggolan è tornato a parlare della sua carriera e, soprattutto, della sua esperienza con la maglia della Roma. Ospite del podcast SportiumFUN, il “Ninja” ha ripercorso con la sua consueta schiettezza i momenti chiave del suo percorso, dal rapporto viscerale con la piazza giallorossa agli allenatori che lo hanno segnato, non risparmiando aneddoti e retroscena inediti. Di seguito, le sue dichiarazioni.

Molti dicono che con una vita più da ‘calciatore ideale’ avresti potuto raggiungere traguardi ancora più alti. Hai qualche rimpianto?
“Sono discussioni che ho avuto tante volte con tanta gente. Mi hanno detto: ‘Se tu vivevi un pochino più con la testa verso il calciatore ideale, non bevendo, non fumando, potresti aver giocato nel Real Madrid, Barcellona’. Ma io dico sempre la stessa risposta: senza la mia vita non avrei avuto la mia felicità e non avrei reso come ho reso. Sono stato infortunato mai, ho avuto lesioni muscolari che sono normali. Ho giocato la semifinale di Champions League con uno strappo di un centimetro nel polpaccio, ma l’ho fatto. Quello che faccio fuori dal campo sono ca**i miei”.

Circola un aneddoto su Spalletti che ti avrebbe ‘chiuso’ a Trigoria per tenerti sotto controllo. Puoi raccontarlo?
“Sì, mi aveva tenuto là, non mi ricordo esattamente il motivo, ma mi diceva: ‘Adesso tu ‘sta settimana dormi con me perché non voglio che esci’. Magari c’era una partita importante o era una punizione. E lui dormiva nella camera a fianco e ogni sera, fino alle 22:30, veniva in camera da me perché aveva paura che scappassi”.

Perché hai lasciato Roma per andare all’Inter? È stata una tua scelta?
“Ho lasciato Roma perché purtroppo io come uomo devo stare bene con me stesso tutti i giorni. Sono uno con molta personalità, che non ha mai avuto problemi a dire le cose che penso. È arrivato il direttore Monchi che voleva fare la sua squadra, perché il genio di Siviglia pensava di poter costruire in Italia una squadra come voleva lui. Voleva vendere tutti i giocatori di Sabatini. Quando ho saputo che mi ha voluto vendere ho detto: ‘Guarda, decido io dove andare, ma con una persona come te che prima fa il finto amico in faccia e poi mi vuole vendere dietro le spalle, non ci sto’. Questa è stata la mia decisione per andare via, con tanto male al cuore, perché a Roma sono stato da Dio. Sento ancora tanto affetto dai tifosi della Roma”.

Che rapporto avevi con Luciano Spalletti?
“Bellissimo. Io lo continuo a dire, per me è stato l’allenatore più forte che ho avuto in carriera. La sua visione di calcio era scritta sulla mia pelle. Come persona è molto particolare, ma quando ti vuole bene, ti vuole bene. Quando senti la sua fiducia, capisci che persona è, però non è uno che accetta facilmente tutti quanti. Costruisce certi tipi di rapporti con un paio di giocatori e quando fai parte di questi senti cosa ti può dare. Io con lui ho avuto questo rapporto”.

E con Daniele De Rossi? Che rapporto vi legava?
“De Rossi è stato importante. Con lui formavamo un centrocampo completo, è stato uno dei giocatori più forti con cui abbia mai giocato. È una persona che mi ha dato tanto e quindi, quando ho potuto dargli qualcosa, l’ho fatto: fa parte di me. La gente che mi dà tanto cercherò di ricambiare sempre. Ho avuto la possibilità di andare alla Spal per lui, non perché volessi scendere di categoria”.

Sei famoso per la frase “meglio uno scudetto alla Roma che dieci alla Juventus”. Da dove nasceva quella rivalità?
“Io sono andato in una società come la Roma, che per me è stata l’episodio più bello della mia storia. Volevo battermi contro la Juve e comunque, nei cinque anni che ci sono stato, ce la siamo giocata. Mancava sempre qualcosina perché la Juve era troppo superiore. Il mio detto nasce perché quando una società come la Roma vince uno scudetto sarà festa per vent’anni, la Juve lo vinci e lo devi rivincere. È diverso come sentimento. E poi la cosa dei favori arbitrali: a Cagliari presi un rigore inesistente contro, pensai fossimo una squadra piccola. Poi arrivo alla Roma e alla prima partita allo Stadium perdiamo 3-2 con due rigori fuori area. E da lì mi nasce questa sensazione. Era la realtà, l’hanno visto tutti, solo che io riesco a dirlo, gli altri hanno paura”.

Hai parlato del tuo sogno di rendere tua madre orgogliosa, scomparsa prematuramente.
“Quando feci il mio primo gol in Serie A, due settimane dopo la sua morte, mi sono commosso in campo. L’unico mio sogno era vedere mia madre benestante, soddisfatta di tutti gli sforzi che ha fatto per farmi arrivare così lontano e non l’ha mai potuto vivere. Penso che sia stata orgogliosa di me, ma più per quello che ho fatto per la mia famiglia che per il campo”.

Europa League, Roma-Bologna: al via la vendita libera dei biglietti

La Roma ha comunicato, attraverso i propri canali social, l’inizio della fase di vendita libera per i biglietti del match di ritorno di Europa League contro il Bologna. La gara è in programma allo Stadio Olimpico il prossimo 19 marzo, con calcio d’inizio alle ore 21:00. Questa nuova fase di vendita segue quella terminata nei giorni scorsi, che era riservata in via prioritaria agli abbonati Coppe. Da questo momento, quindi, tutti i tifosi, anche quelli non in possesso di abbonamenti, possono acquistare i tagliandi per i posti rimasti disponibili.

L’acquisto è possibile, come di consueto, tramite la sezione biglietteria del sito ufficiale del club.

Femminile, Oladipo si racconta: “I tifosi della Roma? Mi hanno fatto piangere, sentire il mio nome è stato incredibile” (VIDEO)

Shukurat Oladipo, difensore della Roma Femminile e della nazionale nigeriana, si è raccontata in una lunga intervista pubblicata sui canali ufficiali del club. La calciatrice ha ripercorso le tappe della sua carriera, dagli inizi in Nigeria fino all’arrivo nella Capitale, soffermandosi in particolare sul legame speciale e inaspettato che ha instaurato con i tifosi giallorossi.

Il momento più emozionante, ha confessato Oladipo, è stato sentire per la prima volta il suo nome cantato dai tifosi. “Non mi aspettavo una cosa del genere. Il primo giorno, ero scioccata. Durante la partita in casa contro il Como, dalla tribuna hanno iniziato a cantare ‘Oladipo, olé olé olé’. Sono rimasta sbalordita, non mi era mai capitato che i tifosi cantassero il mio nome”. L’affetto del pubblico l’ha travolta: “Dopo la partita hanno continuato a cantare, alcuni mi hanno inviato messaggi con il coro. Mi sono sentita così emozionata che ho pianto, perché non mi sarei mai aspettata una cosa del genere da parte dei tifosi. È una cosa che non potrò mai dare per scontata, li ringrazio per il loro amore e il loro sostegno”.

L’adattamento iniziale nella Capitale ha presentato alcune sfide: “All’inizio ho avuto qualche difficoltà con il cibo, il clima, l’ambiente e lo stile di gioco. Ma devo fare i complimenti alle mie compagne, mi hanno sostenuto, mi sono sempre state vicine, mi hanno insegnato tante cose e incoraggiata”.

Oladipo ha ricordato i suoi primi calci a un pallone, a 10 anni, a piedi nudi per le strade di Lagos. Un ruolo fondamentale nel suo percorso lo ha avuto la stella del calcio nigeriano Asisat Oshoala: “È il mio idolo, fa parte del mio viaggio. Giocava nella mia stessa squadra, la FC Robo, e quando tornava si allenava con noi. Mi parlava, mi diceva che con le mie qualità avrei potuto giocare in Europa. Quando è arrivata la chiamata della Roma, ho parlato con lei e mi ha dato consigli. Mi ha motivata tantissimo”.

Infine, una riflessione sull’emozione di vestire la maglia della Nigeria: “Per me è un onore e un grande privilegio indossare la maglia della Nigeria. La prima volta che mi hanno chiamata è stato un sogno diventato realtà. Ero scioccata, non me lo aspettavo. Il calcio femminile in Nigeria sta crescendo passo dopo passo”.

Fiocco rosa per Dybala e Oriana Sabatini: è nata Gia, la loro prima figlia. L’argentino su Instagram: “Un applauso a mamma e papà” (FOTO)

Fiocco rosa per Paulo Dybala e Oriana Sabatini. Questa mattina, infatti, è nata la primo figlia della Joya presso l’Ospedale Gemelli di Roma. Per la bambina la coppia ha scelto il nome Gia, in omaggio al personaggio interpretato da Angelina Jolie nel film “Una donna oltre ogni limite”. Dybala si era rivisto ieri in panchina per la sfida contro la Juventus; il suo rientro ora è atteso contro il Genoa.

L’argentino ha pubblicato un post su Instagram con il primo scatto della figlia, con il commento: “Un applauso a mamma e papà“.

Settore giovanile: Under 14, 15 e Primavera vincono 1-0. L’U16 pareggia 3-3 contro la Fiorentina, manita dell’U18 a Cesena

LAROMA24.IT – La Roma di Gian Piero Gasperini sfiora il grande colpo, ma la rete realizzata da Gatti al 93′ fissa sul definitivo 3-3 il delicatissimo scontro diretto con la Juventus. La distanza in classifica tra i capitolini quarti (51 punti) e i bianconeri sesti (47) resta quindi di quattro lunghezze. Inoltre sono scese in campo anche le formazioni del settore giovanile giallorosso e si sono registrate quattro vittorie e un pareggio in cinque partite.

L’Under 14 di Valerio D’Andrea si rialza dopo la dolorosa sconfitta in casa del Perugia e batte 1-0 il Pescara al ‘Campo Agostino Di Bartolomei’ nel delicatissimo scontro diretto valido per la penultima giornata del Gruppo 6. A decidere è la rete di Eleuteri, il quale sfrutta l’assist di Bianchi e trafigge il portiere avversario in seguito a un bello slalom in area. La Roma aggancia proprio il Pescara al secondo posto in classifica a 37 punti, ma la distanza con la Lazio capolista (già sicura della prima posizione e prossima avversaria dei giallorossi) resta di cinque lunghezze a una giornata dal termine della Regular Season. Il Derby della Capitale deciderà il destino dei ragazzi di D’Andrea: le prime due classificate accederanno alla fase interregionale e la squadra biancoceleste ha già strappato il pass con una giornata d’anticipo grazie alla vittoria contro la Vis Pesaro, motivo per cui il secondo posto sarà di una tra Roma e Pescara.

L’Under 15 di Mirko Trombetti non sbaglia e vince 1-0 il delicatissimo scontro diretto con la Fiorentina in occasione della ventesima giornata di campionato. Il match winner è il solito Diofebo, il quale risponde alla convocazione in Nazionale con un gol importantissimo nel finale di gara. Grazie a questo successo la Roma blinda la vetta della classifica e sale a 45 punti, seguita dalla Lazio seconda a quota 42 e proprio dalla Viola a 39.

L’Under 16 di Marco Ciaralli sfiora il colpaccio, ma il big match con la Fiorentina andato in scena al ‘Campo Agostino Di Bartolomei’ termina con un rocambolesco 3-3. La partita si sblocca al 30′ con il colpo di testa di Giannelli, ma nove minuti più tardi gli ospiti rispondono con Croci. La Roma rientra male in campo e viene immediatamente punita a inizio ripresa da Gobbo, ma la reazione dei padroni di casa non si fa attendere e Sperlonga e Giannelli (splendida mezza rovesciata al volo e doppietta personale) firmano la rimonta tra il 50′ e il 61′. La gara si avvia verso la conclusione e la vittoria sembra ormai in tasca, ma Gobbo trascina ancora la Viola e segna la rete che vale il definitivo 3-3. I due migliori attacchi del campionato confermano il grande feeling sotto porta (62 gol per i giallorossi e 60 per i toscani) e in seguito a questo pareggio entrambe le squadre restano appaiate in vetta alla classifica a quota 46 punti (+6 sulla Lazio terza).

Altro stop per l’Under 17 di Alessandro Toti, che dopo la sosta per le nazionali è rimasta nuovamente ai box. La Roma sta vivendo un momento particolarmente negativo e nelle ultime tre giornate ha collezionato due sconfitte (7-0 contro l’Empoli e 1-2 contro il Palermo) e un pareggio (1-1 contro il Bari). I giallorossi torneranno in campo il prossimo weekend nella sfida casalinga contro il Catanzaro ottavo in classifica. La formazione capitolina è scivolata in quarta posizione con 38 punti dopo le tre partite consecutive senza vittoria ed è stata scavalcata dal Palermo (a quota 39). L’Empoli capolista, che però ha una partita in più, è volato a +9 dai giallorossi.

Calcio spettacolo dell’Under 18 di Mattia Scala, che domina in casa del Cesena e trionfa con una splendida manita. La partita si sblocca intorno alla mezz’ora grazie a Camara, il quale sfrutta un rimpallo e trafigge il portiere. A inizio ripresa la Roma si scatena e chiude i conti con due gol in rapida successione: al 55’ Piermattei fa 2-0 con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione e al 59’ Camara controlla un cross da calcio d’angolo e firma la doppietta personale. Il poker arriva all’81’ con Dal Bon bravo a sfruttare il cross del compagno e nel finale Raimondi segna lo 0-5 da solo davanti all’estremo difensore. In attesa del derby tra Milan e Inter, la Roma aggancia i nerazzurri al primo posto in classifica con 49 punti.

La Primavera di Federico Guidi dimentica il pareggio beffa contro il Cesena e batte 1-0 il Milan allo Stadio Tre Fontane nell’importantissima sfida valida per la ventisettesima giornata di campionato. A fare la differenza è la rete realizzata da Morucci (che alcuni minuti prima aveva sciupato clamorosamente la chance del vantaggio a tu per tu con il portiere) al 38’: tiro potentissimo di Almaviva, il difensore salva sulla linea ma l’attaccante giallorosso approfitta della respinta corta e appoggia in porta il gol che regala la vittoria. Da segnalare anche l’esordio in Primavera del portiere classe 2009 Kilvinger. Successo pesantissimo per i capitolini, che salgono a 48 punti e si riprendono la vetta della classifica in seguito alla sconfitta della Fiorentina (seconda a quota 46 come il Parma) contro il Cesena. “Il Milan ha tirato solo una volta in porta e abbiamo costruito diverse occasioni per chiudere il match – l’analisi di Guidi ai canali ufficiali del club -. C’è stata tanta attenzione nel finale e, nonostante la pressione dei rossoneri, non abbiamo concesso nulla. L’esordio di Kilvinger? Devo fargli i complimenti, ha dimostrato di avere delle grosse potenzialità”. Esulta anche il match winner Morucci: “È stata una partita un po’ complicata, ma abbiamo portato a casa i tre punti. Queste sono le sfide che ci fanno crescere anche nei momenti difficili”. Infine il commento di Jacopo Mirra: “Il nostro obiettivo è arrivare primi nella Regular Season e vincere lo scudetto. Dobbiamo continuare a giocare con coraggio, essere lucidi sotto porta e non concedere nulla”.

I calciatori della Roma in Nazionale

L’Italia Under 15 del commissario tecnico Enrico Battisti affronterà la Spagna in una doppia amichevole e le partite andranno in scena domani alle ore 15 e giovedì alle ore 10.30 al Riano Athletic Center. Tra i 22 convocati spiccano due calciatori della Roma: si tratta di Niccolò Chieffallo (difensore) ed Enzo Diofebo (attaccante).

I risultati delle partite della Roma

  • Under 14, 17a giornata di campionato: Roma-Pescara 1-0 (Eleuteri)
  • Under 15, 20a giornata di campionato: Roma-Fiorentina 1-0 (Diofebo)
  • Under 16, 20a giornata di campionato: Roma-Fiorentina 3-3 (2 Giannelli, Croci, 2 Gobbo, Sperlonga)
  • Under 17: nessun impegno causa turno di riposo
  • Under 18, 25a giornata di campionato: Cesena-Roma 0-5 (2 Camara, Piermattei, Dal Bon, Raimondi)
  • Primavera, 27a giornata di campionato: Roma-Milan 1-0 (Morucci)

Arsenal, Calafiori: “Alla Roma non c’era più spazio per me. In futuro mi piacerebbe tornare perché l’ho lasciata a metà” (VIDEO)

SUPERNOVA – Riccardo Calafiori, ex difensore della Roma e ora in forza all’Arsenal, è stato invitato come ospite al podcast di Alessandro Cattelan e tra i vari temi trattati ha svelato il sogno di voler tornare a vestire la maglia giallorossa in futuro. Ecco le sue dichiarazioni.

Volevi fare il difensore fin da bambino?
“No, ero attaccante. Nelle giovanili della Roma eravamo 20 bambini e 17 erano attaccanti, quindi qualcuno doveva essere spostato dietro. C’erano molti più bravi di me dal punto di vista tecnico, io ero già strutturato e mi hanno messo in difesa“.

Quanti anni avevi quando hai segnato in Europa League? Cosa vuol dire segnare in Europa a quell’età?
“18 anni e lo feci con la Roma. Ti sembra di sognare. Sono ancora tifoso della Roma, prima ero sfegatato. L’unica pecca è che era durante il Covid, quindi non c’erano tifosi allo stadio altrimenti sarei andato immediatamente sotto la Sud. Emozione indescrivibile, la realizzi più avanti negli anni. Il passaggio tra Primavera e prima squadra è velocissimo, non te ne rendi nemmeno conto”.

Ti piacerebbe tornare alla Roma?
“Sì, mi piacerebbe tornare alla Roma prima o poi. Ovviamente non posso pianificare adesso tutta la mia carriera, ma vorrei tornare perché l’ho lasciata a metà. Come hai detto tu, è iniziato tutto benissimo: il gol (contro lo Young Boys, ndr) e la possibilità di giocare di più. Poi per vari motivi prima sono stato in prestito e infine venduto. Sicuramente non ho fatto come speravo per diversi motivi. Vorrei tornare per esultare sotto la Curva Sud davanti ai tifosi”.

Quest’anno con la maglia della Roma ha segnato il sedicenne Arena: mi ha colpito la sua esultanza…
“Pacata. Io feci un casino. Magari c’entra il ruolo, lui essendo attaccante è ‘abituato’ a segnare. Lui è molto consapevole dei suoi mezzi”.

Il prestito al Genoa?
“Inizio i primi sei mesi con Mourinho, all’inizio va anche benino e gioco titolare fornendo qualche assist. Dopo il 6-1 contro il Bodo/Glimt non ho più giocato e io volevo avere più spazio. Vado al Genoa, la situazione era complicata e ho fatto soltanto 3 presenze, di cui una da titolare. Ho fatto peggio di prima…”.

Hai avuto un momento in cui pensavi che non saresti diventato un campione?
“Sì. Dentro di me non mi sono mai rassegnato, ma l’idea era rimasta nella testa. In quel momento ero davvero giù. La Roma vinse la Conference League e i ragazzi che giocarono al posto mio fecero molto bene, quindi non c’era più spazio per me. Poi la Roma mi ha venduto al Basilea e all’inizio non ero contento, ma quando ho accettato il fatto di dover fare un passo indietro ho capito che sarebbe stato il posto giusto per me. Per un giovane era perfetto trovare continuità lì”.

Si parla tanto della comunicazione di De Rossi: che rapporto hai con lui?
“Sbagliane una Danié (ride, ndr). Con lui ho un rapporto fantastico. Quando avevo 16 anni molti calciatori mi aiutarono ma lui più di tutti. Vivevamo vicino e lui da un giorno all’altro mi disse: ‘Se ti serve un passaggio ti vengo a prendere io e ti riporto a casa… E così fece per 3/4 mesi. La prima volta avevo un’ansia incredibile, ma lui ti mette talmente a tuo agio che non ti fa pesare il fatto che lui sia De Rossi. A lui chiedevo tutti gli aneddoti sul passato, anche perché ero tifoso della Roma. Al semaforo la gente scendeva dalla macchina e si faceva le foto con lui. Lui ha un’umiltà incredibile, ancora devo conoscere una persona come lui nel calcio”.

Con chi ti sei appassionato al calcio?
“Io da bambino guardavo solo la Roma. Prima ero attaccante e per me Vucinic era… A lui non piacevano le cose facili, magari sbagliava i gol davanti alla porta. Prima di entrare alla Roma ero ancora attaccante e cercavo di imitarlo, mi sentivo come lui. Mi ricordo quando segnò all’ultimo minuto contro il Cagliari e si tolse i pantaloncini e io la domenica dopo lo imitai”.

Come hai vissuto l’arrivo di Bove in Inghilterra?
“Edo è uno dei miei migliori amici nel mondo del calcio. Ci conosciamo da piccoli, io sono entrato nel settore giovanile della Roma a 9 anni e lui a 10. Abbiamo fatto tutto il percorso insieme. Io non stavo guardando la partita (Fiorentina-Inter, ndr), ma mia madre mi chiamò in lacrime. Accesi la tv e vidi la partita sospesa: ‘Mi sa che è Edo’, disse mia mamma. Non era molto lucida. Momento bruttissimo, soprattutto per i familiari. Io ora però l’ho visto benissimo. Era la prima volta in cui stava facendo davvero bene e si stava sentendo giocatore anche fuori da Roma… Noi viviamo per il calcio, quindi perché non giocare? L’ho visto molto sicuro di sé, ovviamente la vita gli è cambiata ma se può continuare il suo sogno…”.

Instagram, Ndicka dopo il 3-3 con la Juventus: “Peccato per la mancata vittoria, ma ottima prestazione”. Wesley: “Grazie per il supporto” (FOTO)

Il big match tra Roma e Juventus termina con un rocambolesco 3-3 e a mantenere l’equilibrio nel delicatissimo scontro diretto in chiave Champions è la rete di Federico Gatti al 93′. I giallorossi accarezzano il sogno di andare a +7 dai bianconeri, ma in seguito al pareggio realizzato dal difensore la distanza con la Vecchia Signora resta di quattro punti. Al termine della partita Evan Ndicka, autore del gol del momentaneo 2-1, ha espresso le sue sensazioni su Instagram: “Peccato per la mancata vittoria, ma ottima prestazione della squadra. Forza Roma Sempre”.

Arriva anche il messaggio di Wesley, il quale aveva sbloccato la partita con una magnifica pennellata sotto l’incrocio dei pali: “Grazie a tutti i tifosi per il supporto di oggi, forza Roma!”.

Instagram, l’amarezza di Malen: “Frustrato e deluso. Grazie per il supporto”. Koné: “Deluso dal risultato, ma guardiamo avanti” (FOTO)

Nonostante la firma sul tabellino dei marcatori, resta l’amarezza in casa giallorossa per i tre punti sfumati all’ultimo. Donyell Malen, autore della rete del momentaneo 3-1, ha affidato ai social il proprio sfogo a distanza da poco dal fischio finale. L’attaccante olandese ha pubblicato un post dal tono deciso: “Frustrato e deluso. Grazie per il supporto di stasera”, accompagnato da due cuori giallo e rosso.

Anche Manu Koné ha voluto condividere un messaggio sui social dopo il match. Il centrocampista francese ha condiviso la delusione per il pareggio subito all’ultimo istante, ma si dimostra già carico per le prossime sfide: “Ovviamente deluso dal risultato ma guardiamo avanti, le cose migliori stanno arrivando. In missione.”

Ovviamente deluso dal risultato ma guardiamo avanti, le cose migliori stanno arrivando En mission ♨️♨️

Roma-Juventus, Spalletti: “Non sono felice delle occasioni create. Vivo per il quarto posto. Il carattere è la luce”

Al termine del pirotecnico 3-3 tra Roma e Juventus, Luciano Spalletti ha analizzato la prestazione dei suoi. Il tecnico giallorosso ha offerto la sua lettura del match in due momenti distinti: prima a caldo, subito dopo il fischio finale, ai microfoni di DAZN, e successivamente in maniera più approfondita nella consueta conferenza stampa post-partita.

SPALLETTI A DAZN

È felice della reazione?
“Se si parla di reazione sì, ma se si vanno a vedere le ipotetiche situazioni create dalla squadra nel primo tempo non sono molto felice. Va fatta una valutazione obiettiva: avevamo il fardello della Champions, c’era dispiacere e dolore e rimettere a posto le cose quando vai sotto di due gol contro la Roma diventa una montagna difficilmente scalabile. Invece i giocatori ci hanno creduto, hanno avuto una grandissima reazione. Ma siamo stati leggeri sul secondo e sul terzo gol”.

Credeva al pareggio?
“Credi sempre di poterla recuperare, questo va trasmesso alla squadra. Questo calcio è un po’ così, si va a vampate di entusiasmo e depressione. Poi ci sono le giocate dei vari Yildiz, Zhegrova e Boga e per questo si è sempre fiduciosi”.

Reazione incredibile: è un segnale che vale tantissimo…
“Abbiamo giocato 5 partite in due settimane di cui 3 in inferiorità numerica. In più non avevamo portato a casa il risultato né con l’Inter né con il Galatasaray. In questo momento ci hanno aiutato i tifosi, che anche oggi ci sono stati vicini. Quando loro indossano la maglia insieme a noi il peso si sente di meno”.

Come sta? Ha smaltito le scorie post Galatasaray? Crede al quarto posto?
“Vivo per il quarto posto, per quella posizione. Diamole una forma e io vivo per quella”.

Il suo gruppo potrà gestire meglio depressione ed entusiasmo?
“Abbiamo avuto un momento in cui ci sono venute troppo cose addosso e non siamo stati fortunati. La squadra è cresciuta sotto tutti gli aspetti, secondo me faremo un grande finale di campionato”.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Luci e ombre questa sera: più soddisfatto per le luci o preoccupato per le ombre?
“Il carattere è la luce, ma un paio di luce sono rimaste spente. Una sono i palloni sbagliati ad inferiorità numerica al limite dell’area, l’altra è quando Thuram gliela da in porta per Yildiz ma troppo lunga. Poi la reazione è una bella luce, è una reazione che viene da loro, sono d’accordo e io vado a rafforzare l’idea che hanno avuto una reazione importantissima. Il risultato avrebbe stroncato qualsiasi testa sana e invece loro ci hanno creduto ugualmente, e vengono da una partita giocata per 120 minuti in inferiorità numerica e sono usciti da una competizione che ti lascia scorie. Io prendo tutto: una partita giocata bene nel primo tempo, una partita giocata bene da entrambe le squadre. Noi abbiamo giocato qualche scelta nel primo tempo, poi abbiamo avuto difficoltà su quella esecuzione che devi avere su una marcatura o su una presa di posizione in anticipo senza aspettare che poi arrivi in ritardo e prendi quella pallata dietro la linea difensiva. Ma io mi porto a casa la grande reazione e la buona partita.”

Cosa le sta dando la Juventus che le era mancato in nazionale?
“È un po’ un lavoro diverso. In nazionale c’è stato un periodo dove ce ne sono successe troppe, e probabilmente anche il momento in cui siamo andati a giocare partite importanti. Come quella con la Norvegia dove ci siamo arrivati con il fiato tirato, perchè era finito il campionato, perchè il gruppo più importante tutto della stessa squadra aveva perso la finale di champions in quella maniera. Ci sono state cose che ci hanno penalizzato, per cui ci rimango male ma prendo atto di quanto fatto. Con la squadra invece è un lavoro differente, ci sono più possibilità di conoscersi in maniera più approfondita. Poi la società è di livello top e lo sanno tutti. La squadra ha fatto molti passi in avanti, ad un certo punto pensavo anche di poter fare un calcio bello, importante, divertente e appassionante e che facesse risultati. Invece così non è stato, siamo tornati un po’ indietro, ci sono capitate cose che non siamo stati fortunati e ci hanno messo in difficoltà. In questo periodo, che era il più importante, non si è avuto possibilità di fare un risultato, abbiamo giocato tre partite in 10 tutte vicine e la fatica un po’ si fa sentire se non recuperi. Ci siamo allenati il giorno dopo il Gala ma venerdì gliel’ho dato libero. Con tutte queste partite bisogna farli recuperare, il farli allenare un po’ ma riportarli a fare fatica poi non avendo fatto risultato nella partita precedente poi diventa pesante. Stasera abbiamo recuperato un po’, ed essere dentro la reazione di stasera dopo quello che ci è successo nell’ultimo periodo è sintomo di ragazzi forti, fortissimi. Poi c’è il mio dispiacere, del tutto personale, di essere stato convinto di poter fare qualcosa di bello e importante ma non ci siamo riusciti.”

Senza le partite a metà settimana si può riprendere il discorso interrotto?
“Io penso sempre la stessa cosa della mia squadra, l’ho fatto vedere anche a voi quando all’inizio i risultati non venivano ed eravate perplessi. Se sentite i calciatori vi diranno altrettanto, io ho chiaro l’idea delle potenzialità di questa squadra. Poi naturalmente ci sono delle cose che dobbiamo essere bravissimi a metterle apposto, altre in cui si può essere normalmente bravi. Qualcosina bisogna diventare bravissimi e lo abbiamo nelle potenzialità, perchè ho una squadra molto vicina al far divertire e al portare a casa i risultati.”