Cassano: “Dybala è inguardabile, ha 32 anni e non ha più forza e freschezza. A Gasperini devono prendere 3/4 giocatori” (VIDEO)

VIVA EL FUTBOL – Antonio Cassano, ex calciatore della Roma tra le altre squadre in cui ha militato, ha parlato della rosa giallorossa durante la trasmissione. Giudizi netti su tutto il reparto offensivo e anche sul centrocampo, da Dybala fino a Koné. Le sue parole: “Adesso Gasperini è quarto, a +1 sulla Juve e neanche tanto lontano dall’Inter. In questo momento devono comprare 3/4 giocatori davanti per aiutare Gasperini. Dybala è inguardabile, Dovbyk viene dall’infortunio. Gasperini ha messo fuori Ferguson anche dopo la partita con la Cremonese: non capisco se è questione di atteggiamento o se non è pronto. Ma è impensabile far giocare Dybala: ha 32 anni, non ce la fa più ed è già da un paio di anni che non ha più la forza, non ha più la freschezza, appena può tira”.

Su Pellegrini.
«Pellegrini è un giocatore da zero a zero. È vero che poi ha fatto un gol importante nel derby, ha segnato su punizione, ha fatto gol, ma non è un giocatore adatto per Gasperini. Sempre mono passo non mi dà niente».

Su Soulé.
«Soulé è un altro giocatore che si deve svegliare, a me piace tanto, però nell’ultimo mese e mezzo non sta facendo buone prestazioni, può fare qualche gol, ma non sta giocando bene».

Su Koné.
«Koné è un buon giocatore, ma se vuole andare all’Inter lo venderei e prenderei Ederson e Lookman. Gasperini vuole un De Roon che lo fa Cristante e un Ederson che fa le due fasi, fa la giocata decisiva, calcia in porta, segna, è il giocatore più tecnico, mentre Koné porta la palla talmente tanto che per me non lo vedo nell’idea di Gasperini. Non è quello che serve».

Okaka: “Il gol di tacco al Siena? Il contesto lo ha reso storico, con De Rossi che esulta rincorrendomi. Raramente ho visto l’Olimpico in quel modo”

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Stefano Okaka, ex attaccante della Roma, si è raccontato in una lunga intervista. Dal periodo in giallorosso fino al all’attuale esperienza con Ravenna, dove ha segnato 5 gol in 15 partite. 2 di questi li ha fatti col tacco. Questo uno stralcio delle sue parole: «Un gol promozione di tacco? Li ho già fatti, sono finiti i bonus. Ma andrebbe bene anche un calci di rigore».

Su quel gol di tacco in Roma-Siena…

 «Istinto puro, nient’altro. Il contesto ha reso storico quel gol: io che sono cresciuto a Roma, De Rossi che esulta rincorrendomi e urlandomi ‘Ma che hai fatto?’… e poi l’Olimpico: raramente l’ho visto così. A distanza di 16 anni la gente ancora me lo fa rivedere».

Il ricordo di quella stagione..

 «Il giorno dopo sono partito per il Fulham. Era tutto fatto già prima della partita, ma il mister una volta rientrati nello spogliatoio mi disse: ‘Ora faccio qualsiasi cosa per non farti andare’. I documenti però erano già partiti. Era l’anno in cui abbiamo perso lo Scudetto contro la Sampdoria di Cassano. Ad Antonio lo dico sempre: ‘Tutta colpa tua’. Con lui ho un rapporto special. Avevo discusso con la società ed ero finito fuori rosa. Ricordo che Cassano una sera mi chiamò per sapere qualcosa di più e il giorno dopo andò a parlarci. Gli sarò riconoscente per tutta la vita: il giorno dopo mi reintegrarono in squadra».

Sui più forti con cui ha giocato

 «Antonio è stato un genio del calcio mondiale. Dovevate vederlo in allenamento. È nato per il calcio: uno dei migliori di sempre».

Sull’inizio dell’avventura alla Roma..

«Io ero praticamente del Milan. Non avevamo stampato il cartellino perché mancavano le fototessere, ma mi avevano detto: ‘Quando torni la prossima settimana completiamo tutto. Non sono più tornato. Il primo giorno alla Roma ci accolse Bruno Conti. Ci mostrò tutto il centro sportivo: una volta visti bar e ristorante ho capito fosse il posto giusto per me. E poi avrebbero permesso alla mia famiglia di vivere lì dentro: cosa che oggi sarebbe impossibile. Mio padre ogni giorno si fermava a fare colazione con Totti, De Rossi, Cassano e Montella. Era la normalità per tutti. E poi spesso incontrava Spalletti: ‘Mister, come si comporta Stefano? È bravo’. Per me è come se fosse stato un secondo padre».

Sul rapporto con Spalletti…

«A 18 anni arrivai a Trigoria con un’auto molto costosa. Parcheggiai davanti all’ufficio di Spalletti. Mi vide: ‘Se ti presenti un’altra volta con questa, non giochi più’». Una volta contro l’Atalanta mi mise in campo a pochi minuti dalla fine. Diciamo che non entrai col piglio giusto… ma il controllo antidoping e Vito Scala mi salvarono. Mi disse: ‘Non uscire da questa porta, se ti prende ti stritola’. Ancora oggi ci scherziamo. «Nessuno lo dice, ma ha creato un modulo che è passato alla storia. Ha reinventato Totti centravanti facendogli vincere la Scarpa d’Oro».

Il peso del passaggio in prima squadra e la prima convocazione..

«Ho segnato 20 gol e giocavo sotto età di 3 anni. Lì ho capito che avrei potuto fare qualcosa nella mia carriera. Contro l’Udinese la prima convocazione. Fossi entrato sarei diventato il più giovane di sempre nella storia del calcio italiano. A 15, 16 anni ero visto come uno dei migliori al mondo. Convivere con quell’etichetta è stato molto complicato. Dovevo sempre dimostrare di essere il migliore. Ho sentito il peso a una certa».

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Rizzitelli: “L’addio alla Roma? Fu come morire calcisticamente, avrei giocato anche gratis”

RADIO ROMANISTA – Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante della Roma, è l’ospite del terzo episodio di “S.R.Q.R – Sono Romanisti E Quasi Romani” il podcast dell’emittente radiofonica a tinte giallorosse. Tra i vari temi trattati si è soffermato anche sulla stagione 1989/90: “Lo stadio Flaminio era il nostro catino perché senza la pista d’atletica il nostro pubblico è devastante. Avvertivamo la presenza dei tifosi già dal riscaldamento ecco perché non vedo l’ora che la Roma abbia il suo stadio. Ricordo la paura degli avversari che venivano a giocare in un ambiente così caldo. Quando giocavamo in casa, noi non sentivamo la fatica. Auguro a qualsiasi calciatore di scendere in campo con la maglia della Roma in un impianto così”.

Radice?
“Tutti sapevamo che Bianchi sarebbe arrivato nella stagione successiva, compreso Radice. Ma il mister si era talmente innamorato della Roma che a fine campionato non voleva firmare per nessun’altra società. Infatti, mentre ero in vacanza, mi chiamò il suo vice pregandomi di convincere Gigi a rassegnarsi all’idea”.

Il gol nel derby della stagione 1991/92?
“Arrivai su quel pallone pensando a tutti i romanisti che non avrebbero meritato lo sfottò dei laziali e così riuscii a staccare di testa e a pareggiare. Le partite con la Lazio le giocavo anche durante il sonno, visto che nel letto mi capitava di dare gomitate o simulare le mezze rovesciate per la disperazione di mia moglie che andava a dormire in un’altra stanza”.

L’addio alla Roma?
“Ebbi dei grandi problemi con Mazzone che su di me si era fatto un’idea sbagliata. Nel tempo ci siamo chiariti ma in quella stagione non c’era verso di avere un rapporto. Negli ultimi mesi, grazie all’intervento di Sensi, fui reintegrato in rosa e sfiorammo l’Uefa ma poi era impossibile proseguire insieme. Per me è stato come morire calcisticamente, ancora oggi mi fa male parlarne perché io avrei giocato per la Roma anche senza prendere una lira”.

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Friedkin sorride, il bilancio del 2025 della Roma chiude con un rosso di 54 milioni: è la perdita più bassa dal 2018/19

Grande notizia in casa Roma. Come rivelato dal portale, diminuisce la perdita della società giallorossa: il club ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2025 con un rosso a livello consolidato pari a 53.9 milioni di euro, in miglioramento di circa 27.5 milioni rispetto agli 81.4 milioni dell’anno precedente e si tratta della perdita più bassa dal 2018/19. I Friedkin prevedono un rosso anche in vista del prossima stagione, ma è atteso comunque un miglioramento. In totale, sotto la guida di Dan, la Roma ha accumulato perdite per 642.7 milioni.

(calcioefinanza.it)

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Genoa: trasferta vietata ai tifosi rossoblù con Roma, Milan e Parma

Lunedì prossimo all’Olimpico contro la Roma non ci saranno tifosi del Genoa al seguito della squadra. E sarà così anche per le successive sfide lontano dal Ferraris contro il Milan dell’8 gennaio e con il Parma del 18 gennaio 2026. La decisione, in parte attesa, è arrivata ufficialmente oggi ed è la conseguenza dei gravi incidenti avvenuti prima della sfida con l’Inter che ha portato all’arresto di cinque ultrà del Genoa e al ferimento di 15 operatori delle forze dell’ordine. L’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive si è così pronunciato con la determina numero 52 emessa nel pomeriggio. Per tornare a seguire la propria squadra i tifosi rossoblù dovranno attendere dunque la sfida con la Lazio fissata per ora il primo febbraio prossimo.

Stadio Roma, Gualtieri: “Progetto atteso da decenni. Ringrazio la famiglia Friedkin”

Dopo il comunicato della Roma in cui si annuncia che il club giallorosso ha consegnato il PFTE (progetto di fattibilità tecnico-economica) del nuovo stadio a Pietralata, arrivano anche le parole del sindaco di Roma Roberto Gualtieri: “La consegna del Progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) da parte dell’As Roma rappresenta un passaggio decisivo nel percorso verso la realizzazione del nuovo stadio, un progetto atteso da decenni. È un atto formale e sostanziale che consente di avviare i passaggi successivi, nel rispetto delle procedure previste. Roma Capitale ha sempre considerato questo intervento non solo come un’infrastruttura sportiva, ma come una grande occasione di rigenerazione urbana, capace di riqualificare un intero quadrante della città, migliorando la mobilità, i servizi e la qualità dello spazio pubblico. L’obiettivo condiviso è dotare Roma di un impianto moderno e sostenibile, all’altezza della sua storia e della sua bellezza, che rappresenti un valore aggiunto per la squadra, per i tifosi e per l’intera città. Desidero ringraziare la famiglia Friedkin per questo investimento straordinario, uno dei più importanti mai realizzati nel settore sportivo in Italia, che consentirà all’AS Roma di compiere un definitivo salto di qualità e di consolidare la propria presenza nell’élite del calcio mondiale. Continueremo a lavorare con serietà e spirito di collaborazione istituzionale affinché il progetto possa proseguire il suo iter in modo trasparente, efficace e nell’interesse generale”.

Stadio della Roma, questione di ore per il progetto definitivo in Campidoglio. Veloccia: “Appena avremo notizie lo comunicheremo”

Questione di ore e poi il progetto definitivo per il nuovo stadio della Roma a Pietralata sarà consegnato in Campidoglio. Come riportato dall’AGI, erano previste per oggi delle novità importanti riguardo al progetto dell’impianto dei giallorossi. Se il sindaco Roberto Gualtieri si è limitato a rispondere: “Stiamo aspettando” alla domanda su dei nuovi aggiornamenti, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, contattato dall’agenzia italiana, è così intervenuto riguardo alla possibilità di avere entro oggi il progetto definitivo: “Speriamo di sì. Appena avremo notizie ve le comunicheremo”.

Turchia, Celik: “L’unica cosa a cui penso è la qualificazione al Mondiale”

Quest’estate si disputeranno i Mondiali di calcio e così come la nostra Italia, anche la Turchia di Zeki Celik dovrà affrontare il playoff per strappare un posto nelle 48 nazionali qualificate. Il difensore della Roma è uno degli ospiti del progetto “National Pride on the road 2026 World Cup” del quotidiano AA Spor e domani uscirà in esclusiva una sua intervista. Di seguito un primo stralcio delle sue dichiarazioni.

“In questo momento, l’unica cosa a cui penso è qualificarmi per la Coppa del Mondo”.

Supercoppa, trionfa il Napoli in finale: 2-0 al Bologna, decide un super Neres

Il primo trofeo della stagione è del Napoli. Gli azzurri di Antonio Conte hanno conquistato la Supercoppa Italiana 2025 battendo 2-0 il Bologna nella finale disputata all’Al-Awwal Park di Riad, in Arabia Saudita.

Mattatore assoluto della serata è stato David Neres, autore di una doppietta che ha deciso la sfida. Il brasiliano ha prima sbloccato il risultato al 39′ con una magia di sinistro da fuori area che si è insaccata all’incrocio dei pali. Poi, al 57′, ha approfittato di un grave errore della difesa rossoblù per battere Ravaglia con un delizioso scavetto, chiudendo di fatto la partita.

Per il Napoli si tratta della terza Supercoppa Italiana della sua storia. In semifinale, i campioni d’Italia in carica avevano superato 2-0 il Milan, mentre il Bologna, detentore della Coppa Italia, aveva eliminato l’Inter ai calci di rigore.

Banfi: “Con Gasperini abbiamo fatto una scenetta ai giocatori. I Friedkin sanno fare il loro lavoro, ma devono prendere due attaccanti”

Lino Banfi, attore e tifoso romanista, ha raccontato la sua recente visita a Trigoria e ha commentato il mondo Roma, tra passato, presente e futuro, in un’intervista esclusiva a Soccermagazine.

Negli ultimi giorni la Roma ha accolto la Sua richiesta di conoscere la squadra attuale: cosa L’ha colpita di più durante la visita a Trigoria?
“Mourinho aveva espresso il desiderio di conoscermi e quindi mi aveva invitato ad andare lì, ma io ero impegnato (…). Poi si cambiò tutto, Mourinho non c’era più e io non andai, ma desideravo andarci. Mi hanno colpito lo stupore e la devozione di tutti i giocatori nei miei riguardi. Non solo gli italiani, anche gli stranieri. Dybala poi è stato carinissimo, perché mi aveva già mandato una maglietta sua. D’accordo con Gasperini abbiamo preparato una scenetta. Lui mi ha detto: ‘Mentre io sto dicendo delle cose ai giocatori, tu vieni dietro di me all’improvviso e inc**zati pure con me, così questi ridono’. E allora mi sono messo a gridare: ‘Ma che c**zo state facendo, porca p**tena!’. Ci sono rimasti un attimo, poi si sono messi a ridere (…). Devo dire che nell’organizzazione delle pubbliche relazioni sono bravissimi tutti”.
(…)

In passato ha detto che Spalletti ricorda Oronzo Canà per i suoi voli pindarici. È l’uomo che teme di più tra i bianconeri?
“A me lui non piaceva per il comportamento di quando c’era Totti, perché non lo faceva giocare e tutte quelle storie là… Devo dire che è un grande allenatore, è uno che sa fare il suo lavoro, ma forse non ha il titolo di presentarsi con le simpatie che deve avere invece un allenatore della Roma. Ognuno ha un carattere diverso, però io preferisco quelli che hanno il sorriso subito, che fanno molto spogliatoio”.

Da tifoso d’annata, cosa pensa delle proprietà straniere nel calcio di oggi?
“Io avevo detto in molte occasioni che i presidenti stranieri non mi piacevano perché non sono né romanisti né romani. Invece mi devo ricredere su questi americani (…). Sanno fare bene il loro lavoro. Però adesso devono accontentare il nostro mister e me (…) e trovare due attaccanti con i controc**zi, come si dice!”.
(…)

Nella corsa per lo Scudetto, invece, quale squadra la preoccupa maggiormente?
“A me ha sempre preoccupato l’Inter. La Juve sta attraversando un brutto periodo (…), ma non di alti e bassi come la Roma che comunque ha vinto molte partite di seguito. (…) Per ora però è il Napoli ad essere sempre più organizzato”.

Il 29 dicembre la Roma si ritroverà per la prima volta come avversario Daniele De Rossi. Possiamo affermare che nemmeno nei Suoi film si sarebbe pensato di proporre uno scenario simile?
“Sì, è vero. Forse a quella partita andremo anche io e mio figlio, perché è così curiosa questa cosa! Poi De Rossi è amato molto dai tifosi della Roma, quindi fa felici anche noi se sta facendo carriera come mister”.

(soccermagazine.it)

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