Zbigniew Boniek, intervenuto ai microfoni di Radio Radio non ha espresso dubbi sulla Roma del futuro e, soprattutto, sul ruolo che dovrebbe avere Totti in vista del centenario. Secondo l’ex attaccante giallorosso, infatti, immaginare le celebrazioni per i cento anni senza la presenza dell’ex capitano sarebbe qualcosa di incomprensibile per tifosi e per l’ambiente: “Totti è il simbolo della Roma, il centenario senza di lui non esiste“. L’ex presidente della Federcalcio polacca ha poi aggiunto: “Non so cosa gli sta proponendo la società ma se fossi stato in lui avrei accettato qualsiasi ruolo“. Un’apertura totale, dunque, indipendentemente dal ruolo, perché ciò che conta è ricucire il legame tra il club e il suo capitano più rappresentativo.
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Piccareta (ex all. giovanili Roma): “Pisilli ha grande progressione palla al piede, si adatta bene a Gasperini. Ha sempre avuto capacità realizzativa”
Fabrizio Piccareta, che è stato un allenatore delle giovanili della Roma dal 2017 al 2020 e attuale vice di Di Biagio nell’Under 23 dell’Arabia Saudita, è stato intervistato dall’emittente radiofonica. Il tecnico, durante la sua esperienza in giallorosso, ha avuto modo di incrociare un giovane Niccolò Pisilli, di cui ha commentato lo stato di forma e le potenzialità. Queste le sue parole.
Com’era la situazione a Riad?
Peccato dover iniziare da qui… Fino a sabato non c’era nulla che facesse presagire degli sviluppi di questo tipo. Quando è scoppiato il primo focolaio inizialmente eravamo tranquilli poi abbiamo capito quali sarebbero stati gli sviluppi e c’è stato consigliato di rientrare in Italia. Teoricamente tra 7-10 giorni dovremmo rientrare a Riad perché dovremmo fare il ritiro con la squadra ma si si guarda quotidianamente lo svolgimento di ciò che sta succedendo. Noi lavoriamo sotto data Fifa e il 23 marzo c’è il raduno con l’Under 23 che avremmo dovuta fare in Qatar ma sicuramente dovremo andare altrove.
Pisilli?
Mi aspettavo la sua crescita, lo dissi anche qualche anno fa. Lui è il classico centrocampista che sia adatta al calcio attuale: grande corsa, spirito di sacrificio e intelligenza cose che ha sempre dimostrato di avere e che sta confermando anche ai livelli attuali. Può migliorare sul piano fisico, si sta evolvendo. Se non sei pronto contro avversari come la Juventus rischi di sparire, Niccolò invece è stato uno dei trascinatori. La sua capacità sotto il punto di vista difensivo non è sulla forza fisica ma nell’anticipare e toccare per primo la palla rispetto agli altri. Pisilli ha grande progressione palla al piede, le qualità in fase realizzativa se le porta dietro da quando era nelle giovanili.
La sua duttilità paradossalmente può diventare un limite?
Non lo so, spesso dovrebbe essere un plus mentre per alcuni diventa un limite perché quando si viene schierati in tanti ruoli non si riesce a trovare il proprio percorso. Immagino che Pisilli possa fare l’interno di centrocampo o il sotto punta per efficace in fase realizzativa. Gasperini lo sta impiegando nella maniera migliore e lui si adatta bene al gioco del mister perché è adeguato alle tante transizioni che lo contraddistinguono.
Koné-Pisilli possono essere una coppia?
Il francese a livello di struttura può dare più equilibrio mentre Niccolò potrebbe essere colui che va all’assalto dell’area avversaria. In un centrocampo a 3 sarebbe ideale con Cristante vertice basso e loro due mezzali. Gasperini ha una grande qualità cioè creare squadre che sono efficaci in difesa e in attacco con un potenziale offensivo importante. Il tecnico se ha deciso di tenere Pisilli è perché aveva capito di aver trovato un calciatore ideale per il suo gioco.
Piccareta conclude su Pisilli.
De Rossi lo voleva al Genoa, non per caso. Tutti si stanno rendendo conto che non è più un ragazzino che si approccia alla prima squadra, si sta imponendo come un calciatore importante. La mia speranza è che anche a lui non succeda quello che accade ai ragazzi romani i quali, inizialmente, vengono celebrati però poi sono i primi a essere criticati. L’esempio sono Zalewski, Bove… È una caratteristica che ha un po’ limitato alcuni ragazzi di di Roma ma è proprio da qui che deve ripartire il calcio, ossia, da chi esce dal settore giovanile.
Gattuso può convocare Pisilli in Nazionale?
Credo di sì. Ha entusiasmo, è un trascinatore e porta gol. In un torneo importante e breve come un Mondiale, avere un giocatore che a gara in corso entra e può essere pericoloso e importante. Spero continui così e che l’Italia di Gattuso vada ai Mondiali.
Al-Arabi, il racconto di Veretout sull’attacco dell’Iran: “Impressionante vedere i missili intercettati. Noi ci sentiamo al sicuro”
L’attacco dell’Iran di pochi giorni fa, che ha avuto ripercussioni anche in Qatar, ha avuto effetti anche sullo sport e in particolare sul campionato di calcio. A raccontare i momenti spaventosi è Jordan Veretout, calciatore che ha vestito la maglia della Roma dal 2019 al 2022, e che da poco si è trasferito all’Al-Arabi, club qatariota di massima serie. Ecco le sue parole.
“Vedere i missili che vengono intercettati è impressionante, fa molto rumore, tremano le finestre. La situazione è stressante. Mia figlia maggiore ci fa domande, ma noi ci sentiamo al sicuro e da qualche giorno anche lei è più tranquilla”, ha raccontato Veretout. “Abbiamo avuto una videoconferenza con la Lega che ci ha comunicato la sospensione del campionato. Mi sembra di essere tornati al periodo del Covid con gli allenamenti in chiamata, ma presto dovremmo tornare a quelli normali”.
(lequipe.fr)
Stadio Roma: convocata per il 5 marzo la commissione Patrimonio
Si va definendo il calendario della varie commissioni consiliari per quanto riguarda il nuovo stadio della Roma a Pietralata. È stata convocata per il 5 marzo alle ore 9 la commissione Patrimonio, Come scrive il giornalista Alessio Di Francesco, c’è la possibilità che possa essere congiunta con quella dei Lavori Pubblici.
#StadiodellaRoma convocata la commissione Patrimonio per giovedì 5 marzo alle 9:00, c'è la possibilità che possa essere congiunta con quella Lavori Pubblici pic.twitter.com/e2cKuSv6h3
— ALESSIO DI FRANCESCO (@DiFrancescoAle) March 3, 2026
La cena diventa realtà: Totti e Gasperini visti insieme da Rinaldi Al Quirinale
Dopo le tante suggestioni, è finalmente accaduto. Gian Piero Gasperini e Francesco Totti sono stati visti a cena insieme. Come svelato da Il Romanista, i due si sono incontrati in un ristorante di Roma, ovvero da Rinaldi Al Quirinale. Il locale, è situato in pieno centro della Capitale.
(ilromanista.eu)
Roma, tensioni all’interno del club con Massara: potrebbe dire addio già al termine della stagione
Nonostante un contratto fino al 2028, la posizione di Frederic Massara come direttore sportivo della Roma non è così sicura come sembra. Secondo quanto riportato da calciomercato.it, ci sarebbero state delle tensioni all’interno del club giallorosso con lo stesso dirigente. Questo potrebbe addirittura portare ad una separazione anticipata al termine della stagione in corso.
(calciomercato.it)
Nainggolan senza filtri: “Nessun rimpianto, senza la mia vita non avrei reso così. Spalletti il più forte, Monchi un finto amico” (VIDEO)
Radja Nainggolan è tornato a parlare della sua carriera e, soprattutto, della sua esperienza con la maglia della Roma. Ospite del podcast SportiumFUN, il “Ninja” ha ripercorso con la sua consueta schiettezza i momenti chiave del suo percorso, dal rapporto viscerale con la piazza giallorossa agli allenatori che lo hanno segnato, non risparmiando aneddoti e retroscena inediti. Di seguito, le sue dichiarazioni.
Molti dicono che con una vita più da ‘calciatore ideale’ avresti potuto raggiungere traguardi ancora più alti. Hai qualche rimpianto?
“Sono discussioni che ho avuto tante volte con tanta gente. Mi hanno detto: ‘Se tu vivevi un pochino più con la testa verso il calciatore ideale, non bevendo, non fumando, potresti aver giocato nel Real Madrid, Barcellona’. Ma io dico sempre la stessa risposta: senza la mia vita non avrei avuto la mia felicità e non avrei reso come ho reso. Sono stato infortunato mai, ho avuto lesioni muscolari che sono normali. Ho giocato la semifinale di Champions League con uno strappo di un centimetro nel polpaccio, ma l’ho fatto. Quello che faccio fuori dal campo sono ca**i miei”.
Circola un aneddoto su Spalletti che ti avrebbe ‘chiuso’ a Trigoria per tenerti sotto controllo. Puoi raccontarlo?
“Sì, mi aveva tenuto là, non mi ricordo esattamente il motivo, ma mi diceva: ‘Adesso tu ‘sta settimana dormi con me perché non voglio che esci’. Magari c’era una partita importante o era una punizione. E lui dormiva nella camera a fianco e ogni sera, fino alle 22:30, veniva in camera da me perché aveva paura che scappassi”.
Perché hai lasciato Roma per andare all’Inter? È stata una tua scelta?
“Ho lasciato Roma perché purtroppo io come uomo devo stare bene con me stesso tutti i giorni. Sono uno con molta personalità, che non ha mai avuto problemi a dire le cose che penso. È arrivato il direttore Monchi che voleva fare la sua squadra, perché il genio di Siviglia pensava di poter costruire in Italia una squadra come voleva lui. Voleva vendere tutti i giocatori di Sabatini. Quando ho saputo che mi ha voluto vendere ho detto: ‘Guarda, decido io dove andare, ma con una persona come te che prima fa il finto amico in faccia e poi mi vuole vendere dietro le spalle, non ci sto’. Questa è stata la mia decisione per andare via, con tanto male al cuore, perché a Roma sono stato da Dio. Sento ancora tanto affetto dai tifosi della Roma”.
Che rapporto avevi con Luciano Spalletti?
“Bellissimo. Io lo continuo a dire, per me è stato l’allenatore più forte che ho avuto in carriera. La sua visione di calcio era scritta sulla mia pelle. Come persona è molto particolare, ma quando ti vuole bene, ti vuole bene. Quando senti la sua fiducia, capisci che persona è, però non è uno che accetta facilmente tutti quanti. Costruisce certi tipi di rapporti con un paio di giocatori e quando fai parte di questi senti cosa ti può dare. Io con lui ho avuto questo rapporto”.
E con Daniele De Rossi? Che rapporto vi legava?
“De Rossi è stato importante. Con lui formavamo un centrocampo completo, è stato uno dei giocatori più forti con cui abbia mai giocato. È una persona che mi ha dato tanto e quindi, quando ho potuto dargli qualcosa, l’ho fatto: fa parte di me. La gente che mi dà tanto cercherò di ricambiare sempre. Ho avuto la possibilità di andare alla Spal per lui, non perché volessi scendere di categoria”.
Sei famoso per la frase “meglio uno scudetto alla Roma che dieci alla Juventus”. Da dove nasceva quella rivalità?
“Io sono andato in una società come la Roma, che per me è stata l’episodio più bello della mia storia. Volevo battermi contro la Juve e comunque, nei cinque anni che ci sono stato, ce la siamo giocata. Mancava sempre qualcosina perché la Juve era troppo superiore. Il mio detto nasce perché quando una società come la Roma vince uno scudetto sarà festa per vent’anni, la Juve lo vinci e lo devi rivincere. È diverso come sentimento. E poi la cosa dei favori arbitrali: a Cagliari presi un rigore inesistente contro, pensai fossimo una squadra piccola. Poi arrivo alla Roma e alla prima partita allo Stadium perdiamo 3-2 con due rigori fuori area. E da lì mi nasce questa sensazione. Era la realtà, l’hanno visto tutti, solo che io riesco a dirlo, gli altri hanno paura”.
Hai parlato del tuo sogno di rendere tua madre orgogliosa, scomparsa prematuramente.
“Quando feci il mio primo gol in Serie A, due settimane dopo la sua morte, mi sono commosso in campo. L’unico mio sogno era vedere mia madre benestante, soddisfatta di tutti gli sforzi che ha fatto per farmi arrivare così lontano e non l’ha mai potuto vivere. Penso che sia stata orgogliosa di me, ma più per quello che ho fatto per la mia famiglia che per il campo”.
Fiocco rosa per Dybala e Oriana Sabatini: è nata Gia, la loro prima figlia. L’argentino su Instagram: “Un applauso a mamma e papà” (FOTO)
Fiocco rosa per Paulo Dybala e Oriana Sabatini. Questa mattina, infatti, è nata la primo figlia della Joya presso l’Ospedale Gemelli di Roma. Per la bambina la coppia ha scelto il nome Gia, in omaggio al personaggio interpretato da Angelina Jolie nel film “Una donna oltre ogni limite”. Dybala si era rivisto ieri in panchina per la sfida contro la Juventus; il suo rientro ora è atteso contro il Genoa.
L’argentino ha pubblicato un post su Instagram con il primo scatto della figlia, con il commento: “Un applauso a mamma e papà“.
Arsenal, Calafiori: “Alla Roma non c’era più spazio per me. In futuro mi piacerebbe tornare perché l’ho lasciata a metà” (VIDEO)
SUPERNOVA – Riccardo Calafiori, ex difensore della Roma e ora in forza all’Arsenal, è stato invitato come ospite al podcast di Alessandro Cattelan e tra i vari temi trattati ha svelato il sogno di voler tornare a vestire la maglia giallorossa in futuro. Ecco le sue dichiarazioni.
Volevi fare il difensore fin da bambino?
“No, ero attaccante. Nelle giovanili della Roma eravamo 20 bambini e 17 erano attaccanti, quindi qualcuno doveva essere spostato dietro. C’erano molti più bravi di me dal punto di vista tecnico, io ero già strutturato e mi hanno messo in difesa“.
Quanti anni avevi quando hai segnato in Europa League? Cosa vuol dire segnare in Europa a quell’età?
“18 anni e lo feci con la Roma. Ti sembra di sognare. Sono ancora tifoso della Roma, prima ero sfegatato. L’unica pecca è che era durante il Covid, quindi non c’erano tifosi allo stadio altrimenti sarei andato immediatamente sotto la Sud. Emozione indescrivibile, la realizzi più avanti negli anni. Il passaggio tra Primavera e prima squadra è velocissimo, non te ne rendi nemmeno conto”.
Ti piacerebbe tornare alla Roma?
“Sì, mi piacerebbe tornare alla Roma prima o poi. Ovviamente non posso pianificare adesso tutta la mia carriera, ma vorrei tornare perché l’ho lasciata a metà. Come hai detto tu, è iniziato tutto benissimo: il gol (contro lo Young Boys, ndr) e la possibilità di giocare di più. Poi per vari motivi prima sono stato in prestito e infine venduto. Sicuramente non ho fatto come speravo per diversi motivi. Vorrei tornare per esultare sotto la Curva Sud davanti ai tifosi”.
Quest’anno con la maglia della Roma ha segnato il sedicenne Arena: mi ha colpito la sua esultanza…
“Pacata. Io feci un casino. Magari c’entra il ruolo, lui essendo attaccante è ‘abituato’ a segnare. Lui è molto consapevole dei suoi mezzi”.
Il prestito al Genoa?
“Inizio i primi sei mesi con Mourinho, all’inizio va anche benino e gioco titolare fornendo qualche assist. Dopo il 6-1 contro il Bodo/Glimt non ho più giocato e io volevo avere più spazio. Vado al Genoa, la situazione era complicata e ho fatto soltanto 3 presenze, di cui una da titolare. Ho fatto peggio di prima…”.
Hai avuto un momento in cui pensavi che non saresti diventato un campione?
“Sì. Dentro di me non mi sono mai rassegnato, ma l’idea era rimasta nella testa. In quel momento ero davvero giù. La Roma vinse la Conference League e i ragazzi che giocarono al posto mio fecero molto bene, quindi non c’era più spazio per me. Poi la Roma mi ha venduto al Basilea e all’inizio non ero contento, ma quando ho accettato il fatto di dover fare un passo indietro ho capito che sarebbe stato il posto giusto per me. Per un giovane era perfetto trovare continuità lì”.
Si parla tanto della comunicazione di De Rossi: che rapporto hai con lui?
“Sbagliane una Danié (ride, ndr). Con lui ho un rapporto fantastico. Quando avevo 16 anni molti calciatori mi aiutarono ma lui più di tutti. Vivevamo vicino e lui da un giorno all’altro mi disse: ‘Se ti serve un passaggio ti vengo a prendere io e ti riporto a casa… E così fece per 3/4 mesi. La prima volta avevo un’ansia incredibile, ma lui ti mette talmente a tuo agio che non ti fa pesare il fatto che lui sia De Rossi. A lui chiedevo tutti gli aneddoti sul passato, anche perché ero tifoso della Roma. Al semaforo la gente scendeva dalla macchina e si faceva le foto con lui. Lui ha un’umiltà incredibile, ancora devo conoscere una persona come lui nel calcio”.
Con chi ti sei appassionato al calcio?
“Io da bambino guardavo solo la Roma. Prima ero attaccante e per me Vucinic era… A lui non piacevano le cose facili, magari sbagliava i gol davanti alla porta. Prima di entrare alla Roma ero ancora attaccante e cercavo di imitarlo, mi sentivo come lui. Mi ricordo quando segnò all’ultimo minuto contro il Cagliari e si tolse i pantaloncini e io la domenica dopo lo imitai”.
Come hai vissuto l’arrivo di Bove in Inghilterra?
“Edo è uno dei miei migliori amici nel mondo del calcio. Ci conosciamo da piccoli, io sono entrato nel settore giovanile della Roma a 9 anni e lui a 10. Abbiamo fatto tutto il percorso insieme. Io non stavo guardando la partita (Fiorentina-Inter, ndr), ma mia madre mi chiamò in lacrime. Accesi la tv e vidi la partita sospesa: ‘Mi sa che è Edo’, disse mia mamma. Non era molto lucida. Momento bruttissimo, soprattutto per i familiari. Io ora però l’ho visto benissimo. Era la prima volta in cui stava facendo davvero bene e si stava sentendo giocatore anche fuori da Roma… Noi viviamo per il calcio, quindi perché non giocare? L’ho visto molto sicuro di sé, ovviamente la vita gli è cambiata ma se può continuare il suo sogno…”.
Trigoria: martedì pomeriggio la ripresa
Dopo il pareggio per 3-3 contro la Juventus, Gian Piero Gasperini concederà ai suoi un giorno di riposo. La risorsa infatti è fissata per mercoledì pomeriggio, quando la Roma
inizierà a preparare la sfida contro il Genoa.