VIDEO – Gasperini all’Università Cattolica del Sacro Cuore: “Voglio trasmettere tre parole: fiducia, coraggio e…daje!”

Nel corso dell’intervento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini si è lasciato andare a un simpatico momento di leggerezza. Ecco l’elenco delle tre parole che vuole trasmettere: “La fiducia, sicuramente, il coraggio, che è fondamentale. E poi l’altra parola, me la concedete, è daje! Daje!“, mandando tutti in visibilio.

Serie B, Carrarese-Catanzaro: Rocchi aggredito verbalmente dai tifosi e scortato fuori dallo stadio. Il club toscano: “Nessun episodio di violenza o aggressione” (COMUNICATO e VIDEO)

Momenti di forte tensione al termine della sfida di Serie B tra Carrarese e Catanzaro. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è stato aggredito verbalmente all’interno dell’impianto al termine della partita, venendo poi accompagnato fuori dallo stadio sotto scorta della Polizia.

La polemica è scoppiata per un calcio di rigore assegnato ai calabresi a seguito di revisione al VAR da parte dell’arbitro Federico Dionisi. Il direttore di gara ha, infatti, prima assegnato il penalty ma poi lo ha fatto ripetere per l’ingresso in area di alcuni calciatori della Carrarese. In un primo momento il rigore è stato sbagliato, mentre la seconda volta la palla è entrata in rete per il 3-3 definitivo.

Nella giornata odierna è arrivato il comunicato della Carrarese, che ha fatto chiarezza su quanto accaduto: “In relazione alle varie notizie circolanti sul web relative a quanto accaduto verso il designatore AIA Gianluca Rocchi al termine della gara odierna allo Stadio dei Marmi di Carrara, Carrarese Calcio 1908 desidera precisare che la contestazione da parte del pubblico locale è avvenuta senza alcun minimo episodio di violenza o aggressione come invece da più fonti paventato. Al termine della partita, pur nel contesto del malcontento dei tifosi, si è registrato un ordinato deflusso in sicurezza verso l’ esterno dell’ impianto sportivo anche grazie ai tempestivi presidi di sicurezza presenti. Ad ogni modo, la Dirigenza di Carrarese Calcio 1908 ha immediatamente espresso personalmente – e qui intende ribadire pubblicamente – la propria vicinanza e stima al Designatore arbitrale Rocchi, cogliendo l’occasione per ribadire la propria totale contrarietà ad ogni fenomeno che superi i limiti della educata discussione e della civica tolleranza”.

(carraresecalcio1908.it)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE

Gasperini ospite all’Università Cattolica del Sacro Cuore: “Nello sport si fanno errori e si impara. Chiedo sempre di eliminare la cultura degli alibi” (COMUNICATO, FOTO e VIDEO)

Giornata speciale per Gian Piero Gasperini. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, l’allenatore della Roma ricoprirà il ruolo di “professore” e oggi alle ore 17:30 parteciperà a un incontro con gli studenti della facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il tema dell’incontro è “Il Coraggio di Sbagliare” e tale argomento fa parte del ciclo di riunioni intitolato “Oltre la Medicina”.

Ecco la nota: “Gian Piero Gasperini è sempre più immerso nella realtà romana . L’allenatore della Roma, protagonista di una stagione intensa sulla panchina giallorossa, oggi vivrà una giornata particolare lontano dal campo e dagli allenamenti di Trigoria. Nel pomeriggio, alle 17:30, il tecnico sarà infatti ospite dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove prenderà parte a un incontro con gli studenti della Facoltà di Medicina. L’appuntamento rientra nel ciclo di incontri intitolato “Oltre la Medicina”, iniziativa che mette a confronto il mondo accademico con figure di rilievo provenienti da diversi ambiti professionali.

Il tema dell’intervento sarà “Il Coraggio di Sbagliare”, un argomento che Gasperini conosce bene dopo anni di carriera nel calcio ad altissimo livello. L’allenatore giallorosso racconterà la propria esperienza tra successi, difficoltà e momenti decisivi che hanno segnato il suo percorso professionale. Per il tecnico della Roma sarà l’occasione di confrontarsi con i giovani studenti, parlando non solo di sport ma anche di responsabilità, crescita personale e capacità di affrontare gli errori, aspetti fondamentali tanto nello sport quanto nella vita professionale. Un appuntamento diverso dal solito per Gasperini, che per un pomeriggio lascerà la panchina e il campo di allenamento per vestire i panni di “professore”, condividendo con gli studenti la propria esperienza maturata nel mondo del calcio. Un segnale ulteriore di quanto l’allenatore sia ormai entrato nel cuore della città e della realtà romana”.

(unicatt.it)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE


Un ingresso da allenatore puro, con la battuta “Questa la vinciamo?”, per caricare una platea di studenti che lo ha accolto con un grande applauso. Gian Piero Gasperini ha vestito i panni del professore all’Università Cattolica, tenendo una lezione sul tema “Il coraggio di sbagliare”, in cui ha tracciato parallelismi tra la vita di un medico e quella di uno sportivo. “Ci sono tante cose in comune: i timori, le paure, i sogni, la voglia e le motivazioni. Le partite, così come gli esami e lo studio, sono esperienze che possono collimare”, ha esordito il tecnico.

La convivenza con l’errore è stata al centro del suo intervento: “Il nostro è uno sport di assoluta tecnica imperfetta. Per noi fare errori è la normalità, si fanno in ogni allenamento, in ogni partita. A volte calci male una palla e fai gol lo stesso. Un errore diventa qualcosa di positivo. Questa convivenza con l’errore ce l’hai quotidianamente. Quindi forse noi sull’errore ci passiamo un po’ sopra, non ci condiziona totalmente. Questo ci allena a sbagliare, ci tempriamo a superare l’errore e ad andare avanti”.

Gasperini ha poi spiegato come affrontare le critiche e le sconfitte, prendendo ad esempio il recente pareggio con la Juventus“L’aspetto mediatico è quello più pesante. Un episodio determinante, come un gol sbagliato, fa cambiare completamente il giudizio. Non possiamo fare la corsa sul giudizio esterno, a volte è crudele, altre esageratamente positivo. Io adotto sempre una frase che non è mia: Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo’. Questa è una condizione fondamentale. Dalle sconfitte si impara molto di più che dalle vittorie. Fosse finita 3-2 contro la Juventus, saremmo stati più felici e non avremmo visto gli errori che abbiamo fatto”.

Infine, una lezione sulla mentalità vincente e sul concetto di fallimento: “Una cosa è fondamentale: io nelle mie squadre chiedo sempre di eliminare la cultura degli alibi. Gli alibi non esistono. Sì, a volte piove, fa caldo o l’arbitro sbaglia. Ma poi cancelli tutto, togli gli alibi e riparti da te stesso. Ci vuole coraggio a fare, a non stare fermi. Il fallimento io lo ritengo quando l’atteggiamento è sbagliato, non quando fai degli errori. Nello sport non c’è fallimento, non c’è sconfitta. Ci sono errori e si riparte. Si perde solo quando si molla”.

Fulop (suocera Dybala): “Oriana ha iniziato ad avere le contrazioni dopo il terzo gol della Roma contro la Juventus”

TELESHOW – Catherine Fulop, madre di Oriana Sabatini e suocera di Paulo Dybala, ha rilasciato un’intervista al programma televisivo e ha svelato dei dettagli riguardante la nascita di Gia, la primogenita della coppia argentina. Ecco le sue parole: “Stavamo guardando Roma-Juventus e al terzo gol dei giallorossi Ori ha iniziato a urlare e a saltare insieme alle due amiche venute da Buenos Aires e alla sorella Titi. Dopo il terzo gol ha iniziato ad avere contrazioni ogni cinque minuti, ma il dolore non era così intenso. Ha detto: ‘Andiamo a casa, mi metto nella vasca da bagno e mi rilasso’. Ma le contrazioni sono diventate sempre più intense e frequenti. Una volta tornati a casa, hanno deciso di andare all’ospedale Gemelli ma era molto lontano, a circa cinquanta minuti di macchina, e Ori era già piuttosto dolorante. Sono andati in ospedale e noi verso le tre del mattino siamo partiti perché aveva una dilatazione molto avanzata. Allora ho detto a mio marito: ‘Non vorrei che partorisse mentre noi siamo qui a casa’. Così siamo partiti tutti per stare con loro. Abbiamo passato tutta la notte seduti sulle sedie, fuori non c’era nessuno e sembrava un ospedale fantasma a quell’ora. Per fortuna Gia è nata alle 8:59 del mattino… Cosa ho provato? Un vulcano di sensazioni. La vedo e mi sciolgo, è una bambolina”.

Ora Paulo e Oriana sono genitori…
“Sono fantastici. Dybala mi sembra così bravo come papà. Non sapete quanto sia attento a tutto. Io cerco di mordermi la lingua per non fare commenti, dobbiamo lasciare che siano loro a crescere la bambina (ride, ndr). La prendono in braccio, la coccolano, le cambiano il pannolino, fanno tutto loro… Noi siamo spettatori e ci godiamo lo spettacolo”.

Classifica spettatori 2025/26: Roma sesta al mondo con oltre un milione di tifosi all’Olimpico tra campionato e coppe (FOTO)

Quando la Roma gioca allo Stadio Olimpico i tifosi giallorossi rispondono sempre presenti e anche contro la Juventus si è registrato il tutto esaurito (78esimo sold out dell’era Friedkin). Come rivelato dal portale di statistiche Transfermarkt, la società capitolina è sesta in classifica mondiale per numero totale di spettatori nella stagione 2025/26: considerando le gare casalinghe di campionato e coppe, sono stati ben 1.119.339 i tifosi presenti all’Olimpico. Il podio è formato da Borussia Dortmund, Inter e Real Madrid, seguite da Bayern Monaco, Benfica e proprio Roma.

Prendendo in analisi la media spettatori, il club giallorosso si piazza in nona posizione (Milan quinto e Inter sesta) con 62.186 tifosi a partita. Soltanto 54esima, invece, la Lazio con una media di appena 34.466 spettatori a match.

Il tifoso finlandese Juha: “L’amore per la Roma mi ha cambiato la vita. Ho visto oltre 500 partite allo stadio”

ASROMA.COM – Juha Ahtinen è uno dei tifosi della Roma “stranieri” più noti e ha seguito dal vivo oltre 500 partite della squadra giallorossa pur vivendo in Finlandia. Il 63enne ha raccontato in un’intervista ai canali ufficiali del club il suo amore per questa squadra e ha svelato di essersi trasferito da alcuni mesi nella Capitale. Ecco le sue parole.

Come nasce il tuo amore per la Roma, dalla Finlandia?
“Si dice che romanisti si nasca, non si diventi. Ma si dice anche che l’eccezione conferma la regola. Ecco, io sono l’eccezione. Sono diventato romanista attraverso tre fasi. La prima: sebbene l’hockey su ghiaccio sia sempre stato lo sport nazionale finlandese, sono nato e cresciuto in una famiglia in cui il calcio aveva un ruolo importante. Guardavo sempre i Mondiali in tv con mio padre e i miei amici. Nel 1974 si giocavano in Germania Ovest. Avevo 11 anni. Mio padre disse che, quando la Finlandia non era in campo, ognuno di noi doveva scegliere un’altra nazionale. Io scelsi l’Italia. Non so spiegare il motivo, ma da più di 50 anni sono tifoso del calcio italiano. La seconda fase: ho visitato Roma per la prima volta nel 1984 durante un viaggio in Interrail. Mi sono innamorato della città in un batter d’occhio. Dopo il primo giorno dissi al mio compagno di viaggio, Petri, che avevo avuto una strana sensazione: mi sembrava di essere tornato a casa. Di Roma mi è piaciuto tutto: la storia, l’atmosfera, la lingua, la gente, il cibo. Era amore a prima vista. Dopo due giorni dovevamo ripartire. Sul treno diretto verso sud gli dissi che un giorno mi sarei trasferito a Roma. La terza fase: negli anni ’90 seguivo da vicino la carriera di Jari Litmanen, il miglior calciatore finlandese di tutti i tempi. Giocava nell’Ajax e molti grandi club erano interessati a lui. Anche la Roma. Una dichiarazione di Franco Sensi durante il Trofeo Città di Roma – “Totti è più bravo di Litmanen” – mi incuriosì. Iniziai a seguire quel giovane talento e, insieme a lui, l’AS Roma. Posso dire che devo ringraziare anche il Capitano per essere diventato romanista”.

Qual è stata la prima partita che ti ha fatto dire: “Mi sono innamorato di questi colori”?
“La fine degli anni ’90 è stata intensa: mio figlio Juuso è nato nel 1995 e mia figlia Maria nel 1997, e stavo costruendo la mia carriera. Non avevo molte possibilità di viaggiare. La mia prima partita all’Olimpico è arrivata nei primi anni 2000: Roma-Reggina. Finì 3-0 e segnò anche Totti con un grande gol. L’atmosfera era incredibile, assordante. Mi diede i brividi. Mi lasciò un’impressione fortissima e creò in me il desiderio di tornare. Da allora non mi sono più fermato. Anzi, ho accelerato anno dopo anno”.

Hai calcolato quanti viaggi hai fatto per seguire la Roma?
“Finora ho visto più di 500 partite della Roma allo stadio. Seguo anche la Roma Femminile e la Primavera maschile. Fino alla fine del 2022, per me tutte le partite erano trasferte, tranne HJK-Roma giocata a Helsinki. Ho visto la Roma in 26 Paesi diversi, anche in Australia, Giappone, Stati Uniti e Arabia Saudita. All’inizio degli anni 2000 riuscivo a vedere 5-6 partite a stagione. Poi sono diventate circa 10. Negli anni prima del Covid arrivavo a 20-25 partite. Dopo il Covid ho iniziato a lavorare da remoto. Questo mi ha cambiato la vita. Ho potuto seguire tutte le partite allo stadio: casa, trasferte in Italia e in Europa, amichevoli, ritiri estivi. Da agosto 2021 a dicembre 2025 ho totalizzato 310 presenze. Ogni anno viaggiavo per 150-170 giorni. Solo dopo il Covid ho percorso 900.000 chilometri in aereo: 22 volte il giro del mondo. Il mio slogan è: Quando chiama la Roma, si risponde presente. Mi chiedono spesso quanti soldi abbia sprecato. Rispondo sempre: la passione non ha prezzo. Punto”.

Hai fatto una scelta forte: trasferirti a vivere a Roma. Quando hai capito che non sarebbe più stata solo una “seconda casa”?
“Dopo quel primo giorno del 1984 mi sono sentito a casa. Sono sicuro che nella mia vita precedente ero romano. Roma è la città più bella del mondo. Dopo 42 anni il mio sogno si è avverato. Ora le partite in casa sono davvero partite in casa anche per me. È meraviglioso andare all’Olimpico senza dover prendere un volo”. […]

Non ti perdi un match della Roma Femminile. Quando è nato questo legame?
“Ho iniziato a seguire seriamente la Roma Femminile nel 2018, dopo l’acquisizione del titolo sportivo da parte dell’AS Roma. Sono sempre presente, tranne quando gioca in contemporanea la squadra maschile. Faccio anche le trasferte in Italia e in Europa. È stato bello vedere la crescita del calcio femminile. L’Italia è ancora dietro rispetto a Inghilterra, Spagna e Germania, ma lo sviluppo è stato rapido. Il calcio è per tutti. Sono felice che la Roma Femminile stia attirando sempre più pubblico”.

Ci hai subito detto: “La Roma è una. Una sola”. Cosa significa per te?
“Che la Roma ci unisce. Tutte le partite sono importanti. L’importante è esserci e sostenere i nostri colori. Per me non c’è una Roma Maschile e una Roma Femminile: esiste una sola Roma”. […]

Se dovessi spiegare cos’è la Roma a chi non la conosce?
“La Roma nun se po’ spiega’. Ma ci provo. La Roma è una grande famiglia. Tutti i romanisti nel mondo sono miei fratelli e sorelle. Si tifa per la maglia, per la storia, per i colori, per la città. È un patto d’amore incondizionato. Un legame romantico. Bisogna saper soffrire. E Totti è la Roma. La sua lealtà vale più di qualsiasi trofeo.  L’amore per la Roma ha cambiato la mia vita. Mi ha dato una nuova famiglia, amici leali, mi ha portato a vivere qui. Sono sempre orgoglioso di dire che sono romanista. Oggi più di ieri: sempre forza Roma”.

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE

Totti, il futuro è cominciato:il tecnico lo vuole al suo fianco

Gasperini e Totti, alla fine, a cena insieme ci sono andati davvero. (…) Una serata tra amici con un menù a base di pesce – con loro anche Candela – per parlare di calcio, di Roma e del futuro. (…) La stima trai due è infinita e
Totti prima si è complimentato per il lavoro svolto e poi ha espresso la volontà di voler tornare. Ma in quale veste? A Gasp piacerebbe averlo vicino. Non certo per farsi dare una mano sulla tattica (di quello non ne ha bisogno) ma per avere un uomo che conosce bene la città e che possa anche dare consigli sui giocatori da acquistare e magari convincerli. Insomma, un ruolo operativo. Settimane fa ha avuto un incontro con un braccio destro dei Friedkin che lo vorrebbero come una sorta di testimonial per il centenario (già assicurato un incremento degli sponsor)e poi in futuro farlo diventare una figura sempre più interna. (…) Probabilmente se ne riparlerà dopo il 21 marzo, data dell’udienza per il divorzio con Ilary Blasi, ultimo ostacolo prima del ritorno.

(Il Messaggero)

Boniek: “Totti? Non so cosa gli sta proponendo la società ma se fossi stato in lui avrei accettato qualsiasi ruolo”

Zbigniew Boniek, intervenuto ai microfoni di Radio Radio non ha espresso dubbi sulla Roma del futuro e, soprattutto, sul ruolo che dovrebbe avere Totti in vista del centenario. Secondo l’ex attaccante giallorosso, infatti, immaginare le celebrazioni per i cento anni senza la presenza dell’ex capitano sarebbe qualcosa di incomprensibile per tifosi e per l’ambiente: “Totti è il simbolo della Roma, il centenario senza di lui non esiste“. L’ex presidente della Federcalcio polacca ha poi aggiunto: “Non so cosa gli sta proponendo la società ma se fossi stato in lui avrei accettato qualsiasi ruolo“. Un’apertura totale, dunque, indipendentemente dal ruolo, perché ciò che conta è ricucire il legame tra il club e il suo capitano più rappresentativo.

Piccareta (ex all. giovanili Roma): “Pisilli ha grande progressione palla al piede, si adatta bene a Gasperini. Ha sempre avuto capacità realizzativa”

Fabrizio Piccareta, che è stato un allenatore delle giovanili della Roma dal 2017 al 2020 e attuale vice di Di Biagio nell’Under 23 dell’Arabia Saudita, è stato intervistato dall’emittente radiofonica. Il tecnico, durante la sua esperienza in giallorosso, ha avuto modo di incrociare un giovane Niccolò Pisilli, di cui ha commentato lo stato di forma e le potenzialità. Queste le sue parole.

Com’era la situazione a Riad?
Peccato dover iniziare da qui… Fino a sabato non c’era nulla che facesse presagire degli sviluppi di questo tipo. Quando è scoppiato il primo focolaio inizialmente eravamo tranquilli poi abbiamo capito quali sarebbero stati gli sviluppi e c’è stato consigliato di rientrare in Italia. Teoricamente tra 7-10 giorni dovremmo rientrare a Riad perché dovremmo fare il ritiro con la squadra ma si si guarda quotidianamente lo svolgimento di ciò che sta succedendo. Noi lavoriamo sotto data Fifa e il 23 marzo c’è il raduno con l’Under 23 che avremmo dovuta fare in Qatar ma sicuramente dovremo andare altrove.

Pisilli? 
Mi aspettavo la sua crescita, lo dissi anche qualche anno fa. Lui è il classico centrocampista che sia adatta al calcio attuale: grande corsa, spirito di sacrificio e intelligenza cose che ha sempre dimostrato di avere e che sta confermando anche ai livelli attuali. Può migliorare sul piano fisico, si sta evolvendo. Se non sei pronto contro avversari come la Juventus rischi di sparire, Niccolò invece è stato uno dei trascinatori. La sua capacità sotto il punto di vista difensivo non è sulla forza fisica ma nell’anticipare e toccare per primo la palla rispetto agli altri. Pisilli ha grande progressione palla al piede, le qualità in fase realizzativa se le porta dietro da quando era nelle giovanili.

La sua duttilità paradossalmente può diventare un limite?
Non lo so, spesso dovrebbe essere un plus mentre per alcuni diventa un limite perché quando si viene schierati in tanti ruoli non si riesce a trovare il proprio percorso. Immagino che Pisilli possa fare l’interno di centrocampo o il sotto punta per efficace in fase realizzativa. Gasperini lo sta impiegando nella maniera migliore e lui si adatta bene al gioco del mister perché è adeguato alle tante transizioni che lo contraddistinguono.

Koné-Pisilli possono essere una coppia?
 Il francese a livello di struttura può dare più equilibrio mentre Niccolò potrebbe essere colui che va all’assalto dell’area avversaria. In un centrocampo a 3 sarebbe ideale con Cristante vertice basso e loro due mezzali. Gasperini ha una grande qualità cioè creare squadre che sono efficaci in difesa e in attacco con un potenziale offensivo importante. Il tecnico se ha deciso di tenere Pisilli è perché aveva capito di aver trovato un calciatore ideale per il suo gioco.

Piccareta conclude su Pisilli.
De Rossi lo voleva al Genoa, non per caso. Tutti si stanno rendendo conto che non è più un ragazzino che si approccia alla prima squadra, si sta imponendo come un calciatore importante. La mia speranza è che anche a lui non succeda quello che accade ai ragazzi romani i quali, inizialmente, vengono celebrati però poi sono i primi a essere criticati. L’esempio sono Zalewski, Bove… È una caratteristica che ha un po’ limitato alcuni ragazzi di di Roma ma è proprio da qui che deve ripartire il calcio, ossia, da chi esce dal settore giovanile.

Gattuso può convocare Pisilli in Nazionale? 
Credo di sì. Ha entusiasmo, è un trascinatore e porta gol. In un torneo importante e breve come un Mondiale, avere un giocatore che a gara in corso entra e può essere pericoloso e importante. Spero continui così e che l’Italia di Gattuso vada ai Mondiali.

Al-Arabi, il racconto di Veretout sull’attacco dell’Iran: “Impressionante vedere i missili intercettati. Noi ci sentiamo al sicuro”

L’attacco dell’Iran di pochi giorni fa, che ha avuto ripercussioni anche in Qatar, ha avuto effetti anche sullo sport e in particolare sul campionato di calcio. A raccontare i momenti spaventosi è Jordan Veretout, calciatore che ha vestito la maglia della Roma dal 2019 al 2022, e che da poco si è trasferito all’Al-Arabi, club qatariota di massima serie. Ecco le sue parole.

“Vedere i missili che vengono intercettati è impressionante, fa molto rumore, tremano le finestre.  La situazione è stressante. Mia figlia maggiore ci fa domande, ma noi ci sentiamo al sicuro e da qualche giorno anche lei è più tranquilla”, ha raccontato Veretout. “Abbiamo avuto una videoconferenza con la Lega che ci ha comunicato la sospensione del campionato. Mi sembra di essere tornati al periodo del Covid con gli allenamenti in chiamata, ma presto dovremmo tornare a quelli normali”.

(lequipe.fr)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE