Kluivert: “Ho sbagliato a lasciare l’Olanda a 19 anni, ma pensavo fosse la scelta giusta per arrivare al Barcellona”

TELEGRAAF – Justin Kluivert, ex giocatore della Roma e oggi protagonista con la maglia del Bournemouth, ha rilasciato un’intervista al quotidiano olandese. Ecco le parole dell’ex giallorosso: “Con la squadra giovanile dell’Ajax vincevamo quasi sempre e io ero appena entrato in prima squadra quando abbiamo raggiunto la finale di Europa League“. Sul passaggio alla Roma a 19 anni: “Pensavo che sarebbe stato il modo più veloce per arrivare a Barcellona, ma ovviamente non è così semplice“. Sui diversi prestiti quando era sotto contratto con i giallorossi: “Sempre un nuovo club, una nuova concorrenza e un nuovo allenatore. Non lo consiglio a nessuno. Il Bournemouth alla fine è stata una buona scelta. Il mio allenatore Andoni Iraola pensava che non avrei dovuto giocare sulle fasce, ma dietro la punta. E ho continuato a giocare lì. La cosa divertente è che il direttore tecnico Marc Overmars dell’Ajax ha anche detto che avrei giocato come ‘dieci‘”.

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Abodi: “I soldi per gli stadi? In tutto il mondo ce li mettono i privati. In Italia abbiamo una cultura che si deve sviluppare”

Oggi, a Novara, si è tenuta la cerimonia inaugurale di “Novara città europea dello sport”. All’evento, ha preso parte anche Andrea Abodi. Il Ministro dello Sport ha risposto alle domande dell’AGI sulla questione stadi e sulla scadenza del mandato del Presidente del CONI, Giovanni Malagò. Ecco le sue parole.

“I soldi per gli stadi? In tutto il mondo li mettono soprattutto i privati. Noi, su questo fronte abbiamo una cultura che si deve ancora un po’ sviluppare. E’ chiaro che quando si è in Serie A è un po’ più facile di quando si è nelle altre categorie che io conosco molto bene e apprezzo, c’è bisogno di un concorso di collaborazione. Quello che manca è la volontà che è la risorsa più preziosa e che a volte scarseggia. Se ci si mette insieme si trovano le soluzioni: c’è il governo Nazionale, c’è la Regione, c’è il Comune e c’è il privato. Dove si trova questa qualità dei rapporti e dove anche i privati sono di qualità le infrastrutture migliorano a partire dagli stadi”.

“L’elezione? Io sono talmente affascinato dalle cose che dobbiamo fare, che quello che succederà, che fa parte di una routine di carattere amministrativo, lo lascio a chi dovrà poi valutare chi dovrà essere votato il 26 di giugno”.

L’ex ct dell’Ucraina Szabó su Dovbyk: “Spesso non tocca palla, dovrebbe liberarsi dai difensori ma non lo fa”

Non si placano le critiche nei confronti di Artem Dovbyk, attaccante della Roma arrivato in estate dal Girona. Dall’ucraino tutti si aspettavano di più, anche se contro il Cagliari ha portato il suo bottino stagionale a 15 gol. Anche Jozsef Szabó, ex ct dell’Ucraina dal 1994 al 1999, ha espresso un suo commento sul ventisettenne. Ecco le sue parole.

“Dovbyk, nelle partite che ho visto, non cerca spesso la palla. Deve muoversi di più, perché non si può segnare sulla sensazione del gol. Devi cercarla, tornare indietro, a sinistra, a destra. Gli avversari gli passeranno dietro, ci saranno zone libere per gli altri giocatori. Deve liberarsi dai difensori, ma non lo fa. E questo è molto negativo”.

(dynamomania.com)

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I club europei con i monte ingaggi più alti del 2024: domina il PSG. La Roma diciottesima, l’Everton diciannovesimo

In casa Roma continua la missione del decurtamento degli stipendi intrapresa in estate. A partire dalla scorsa finiestra di mercato, infatti, la politica giallorossa è cambiata. L’obiettivo è abbassare il pesante monte ingaggi puntando su giocatori giovani, futuribili e funzionali alla rosa, magari spendendo di più sul cartellino che sullo stipendio. Sulla pagina Instagram di Transfermarkt Italia è stata pubblicata la classifica dei 20 club europei con i monte ingaggi più alti del 2024. Al primo posto c’è il PSG con 658 milioni di euro, mentre, completano il podio Manchester City (554 milioni) e Real Madrid (505 milioni). Presenti anche ben 4 squadre della Serie A: la Juventus tredicesima con 264 milioni, l’Inter quindicesima con 232 milioni, la Roma diciottesima con 202 milioni e il Milan ventesimo con 189 milioni. In classifica c’è anche l’altro club di proprietà della famiglia Friedkin: l’Everton. I Toffees sono sotto ai giallorossi, ovvero al diciannovesimo posto con 195 milioni di euro.

 

 

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Lotito: “I tifosi della Roma mi amano perchè vorrebbero un presidente più presente”

RAI 3 – Claudio Lotito sarà ospite di questa sera del programma “Fin che la barca va” di Pietro Chiambretti. Il presidente della Lazio ha parlato anche della Roma e dei tifosi giallorossi. Le sue parole: “Io non vendo sogni ma solide realtà. I romanisti mi amano perché vorrebbero un presidente più presente, col quale sfogare le insoddisfazioni. Faccio un po’ da punching ball: mi prendo le responsabilità delle scelte, quest’estate mi hanno manifestato contro in 15mila e poi si sono dovuti ricredere. Fatti, non parole”.

Qualcuno dice che lei tifa anche Roma.
“No, no… Non fate confusione, sfatiamo il mito. Sono tifoso della Lazio da quando avevo 5 anni e mezzo. Poi mi sono trovato in più occasioni a vedere anche la Roma allo stadio perché mio suocero era nella Roma insieme a Sensi. E lui da tifosissimo della Roma è diventato laziale”.

Polemiche per Totti in Russia…
“In Russia non credo ci siano certe criticità. Io vado dove credo e la mia presenza a Mosca non credo serva”.

E se scoprisse che Dio è romanista?
“Dio sarà di tutte le squadre. Anche della Juve? Anche della Juve… Contano i comportamenti sulla terra”.

Con il falconiere Bernabè com’è finita?
“Sta ancora a Formello, l’aquila invece purtroppo non c’è e non so dove l’abbia portata. Sta occupando abusivamente e senza titolo una stanza e abbiamo fatto le procedure per poterci riappropriare della proprietà in termini giudiziari. Dopo quello che ha fatto… Su questo direi che sono stato apprezzato, non c’è giustificazione. Io credo nel calcio didascalico e moralizzatore e mandavo lui nelle scuole con l’aquila e poi mi fa quegli atti osceni in luogo pubblico. Ma poi cosa ha detto…”.

Nakata: “Ogni volta che torno a Roma i tifosi mi ringraziano ancora per lo scudetto”

THE ATHLETIC – Attraverso una lunga intervista, Hidetoshi Nakata ha ripercorso la sua carriera, dal suo impatto con l’Italia fino alla Scudetto vinto in giallorosso. Questo uno stralcio delle sue parole: «Il Giappone è diverso dall’Italia. I giapponesi sono puntuali, gli italiani sono più del tipo comunque… È stato un grande cambiamento, ma il calcio era lo stesso. Il calcio è lo stesso in tutto il mondo. Non ero un grande fan del calcio, non guardavo le partite e non leggevo i giornali, non sono quel tipo di persona. Mi piaceva solo giocare a calcio e volevo solo diventare un giocatore migliore ogni giorno. Quando sono arrivato in Italia, il campionato italiano era il migliore al mondo, c’erano giocatori come Zinedine Zidane e Alessandro Del Piero, ma non ne conoscevo molti. Non conoscevo nemmeno metà delle squadre del campionato. Ma questo significava che potevo davvero concentrarmi sul mio gioco. Quella era la mia forza perché non avevo paura».

Lo Scudetto?
«Ogni volta che torno a Roma, tutti i tifosi vengono ancora da me e mi dicono: “Grazie Nakata”».

Calafiori: “Ci sono rimasto male quando la Roma mi ha ceduto. Ma non ho mai portato rancore”

RIVISTA UNDICI – Riccardo Calafiori ha raccontato la sua ascesa che l’ha portato all’Arsenal nella passata estate, senza nascondere momenti di difficoltà e delusioni come quando fu ceduto dalla Roma. In un passaggio dell’intervista, infatti, racconta proprio il momento dell’addio alla capitale: “Al momento ci sono rimasto male. Però non ho mai avuto rancore verso la Roma. Credo che non sia facile prevedere il futuro di un ragazzo così giovane. E poi una società deve fare delle scelte, soprattutto se ha tanti ragazzi in quel ruolo. La Roma ovviamente è stata una parte grande e importante della mia vita e carriera, e penso solo cose positive ancora adesso”.

Nainggolan: “La Roma non può non credere alla Champions. Gasperini? Ci sarebbe troppo lavoro da fare”

Ospite del canale Twitch “ControCalcio“, l’ex centrocampista della Roma Radja Nainggolan (ora impegnato nella Kings League) ha parlato dell’attuale situazione della squadra giallorossa tra campionato e nuovo allenatore. Queste le sue parole: “Quando si sta in una striscia di vittorie così non puoi non crederci. Sicuramente è una cosa che Ranieri ha messo nella testa dei giocatori. All’inizio diceva “pensiamo partita per partita”. Le prime due sono andate male, poi è entrato nella testa dei calciatori e ora hanno altri obiettivi per cui giocare. Secondo me vuole tenere tutto tranquillo nel mondo esterno alla squadra e alla Roma, ma dentro di loro penso che stiano credendo in qualcosa di veramente straordinario. Se la Roma dovesse arrivare tra le prime quattro diremmo tutti: “Ma chi se lo poteva aspettare?””.

Sul nuovo allenatore.

“Dipende. Dipende da che calcio vogliono proporre. La Roma oggi non è sempre bella da vedere, però è una Roma che funziona: giocando male vince, giocando bene vince, non c’è da cambiare tanto secondo me. Ritorno di Mourinho? Dico la verità: non lo so, per me è difficile”.

Su Gasperini.

“Per me è un allenatore forte, basta vedere cosa ha fatto con l’Atalanta. Ma se metti un allenatore come lui alla Roma, poi c’è bisogno di troppo lavoro per farla diventare una squadra “sua”.

Su Saelemaekers.

“La cosa assurda è che il Milan ha speso tanto per diversi esterni, quando uno forte che ora sta facendo bene in un’altra squadra ce l’aveva in casa”.

Kings League: primo gol per Nainggolan con i Caesar

Non è iniziata bene l’avventura dell’ex Roma Nainggolan nel torneo della Kings League, ideato da Gerard Pique e che vede coinvolti tanti ex giocatori e personaggi famosi. La sua squadra, i Caesar, ha perso 3-8 contro gli Zebras, nonostante un gran gol da fuori del belga dopo soli tre minuti dal suo ingresso in campo.

Lazio, Lotito: “Il Flaminio è casa nostra, se dipenderà dalla Lazio verrà realizzato”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti durante l’evento celebrativo per i 125 anni della fondazione della società biancoceleste. Ecco le parole del presidente della Lazio: “Oggi abbiamo la possibilità di diventare punti di riferimento con una serie di iniziative che rappresentano l’orgoglio di essere laziali, come lo stadio Flaminio perché vogliamo avere la nostra casa storica, quella che ci appartiene per quanto dimostrato. Sono convinto che lo stadio, se dipenderà dalla Lazio, verrà realizzato. E permetterà di avere un museo stabile oltre all’orgoglio di avere una casa tutta nostra“.

(Ansa)