Ciro Immobile, ex attaccante della Lazio e attualmente in forza al Besiktas, ha inaugurato la ‘Immobile Academy’ a Torre Annunziata (la sua città natale) e sul proprio account Instagram ha pubblicato un video in collaborazione con la pagina ‘Che fatica la vita da bomber’. Il centravanti del club turco ha stilato la sua classifica dei top 5 attaccanti italiani di sempre: Gigi Riva primo, Paolo Rossi secondo, Roberto Baggio terzo, Alessandro Del Piero quarto e Francesco Totti quinto.
Oggi pomeriggio Francesco Totti ha partecipato al meet & greet organizzato da Iliad Store di via Cola di Rienzo e ha risposto ad alcune domande sulla sua carriera e anche sul futuro. “Un erede? Adesso è dura, non ci sono adesso. Chi manca? Totti. Sperando che un giorno qualche giovane promettente possa intraprendere non dico la mia carriera, ma una carriera in generale, visto che è un sogno che tutti i bambini hanno nel cassetto – ha detto -. Glielo auguro con tutto il cuore perché quando fai una cosa con passione, con voglia e con gli stimoli giusti penso sia la cosa più bella”.
Nel corso dell’evento ad Iliad Store di via Cola di Rienzo Francesco Totti ha parlato della sua carriera, ricordando il suo passato da ex capitano della Roma, e anche del suo futuro. “Vivo alla giornata. Quello che succederà, se dovessi fare qualsiasi cosa, lo farò con la massima voglia e aspirazione come ho sempre fatto”, ha detto.
Ospite dell’evento da Iliad Store di via Cola di Rienzo, Francesco Totti si è raccontato durante il meet & greet. L’ex capitano della Roma ha ricordato anche un episodio che ha coinvolto un tifoso. “La cosa più assurda che hanno fatto per me? Ne sono successe tante. I tatuaggi sì. La cosa più strana, che è carina da dire, è stata un tifoso che si è fermato per baciarmi le scarpe e i piedi. Pensavo non lo facesse, la prendi a ridere perché non pensi che una persona possa fare una cosa del genere”, ha detto.
“Riprendere chi commette il crimine di seguire la propria squadra allo stadio è illegale poiché in Italia vige una moratoria che vieta l’uso delle tecnologie di riconoscimento facciale nei luoghi pubblici e lo stadio decisamente lo è, dunque questo sistema di sorveglianza è fuorilegge, una violazione dei diritti dei cittadini, sulla base di chissà quali protocolli e a quale fine”. Lo ha detto il senatore del Pd Filippo Sensi al Question time al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
“Questa illegale pesca a strascico di dati assomiglia alla vostra idea d’Italia, un Paese meno libero e più opaco, più livido e feroce, quindi meno sicuro, perché la libertà è il primo formidabile strumento di sicurezza, come ci hanno insegnato Spinelli, Rossi e Colorni da Ventotene. Fate valere la legge e diteci su quale base invece la violate ai tornelli degli stadi, tra l’altro con la stessa tecnologia che usa Orban in Ungheria per schedare chi va al Gay Pride. Perché se porto mia figlia allo stadio deve venire schedata?”, ha proseguito Sensi.
A Piantedosi ha replicato, invece, il senatore dem Antonio Nicita: ‘‘Siamo preoccupati dal fatto che il Governo ritenga che solo tramite la criminalizzazione si possa fare deterrenza. Ma esiste anche un altro aspetto controverso e riguarda non solo la tutela della privacy dei cittadini ma anche la gestione dei dati. Il Garante ancora non si è espresso in merito alla sorveglianza biometrica. Credo che sia necessario garantire la libertà di circolazione senza il rischio schedatura”.
Oggi pomeriggio Francesco Totti ha partecipato al meet & greet organizzato da Iliad Store di via Cola di Rienzo. L’iniziativa con Iliad, Innovation & Technology Partner di Lega Serie A, si inserisce all’interno di una collaborazione che si distingue per il suo impegno nella trasparenza e nell’utilizzo della tecnologia al servizio dello sport e dei tifosi nei momenti più salienti delle partite. Le sue parole:
C’è stata un’intervista che hai odiato? “Tutte le domeniche. Scherzi a parte, soprattutto quando perdevi alcune volte cercavi di sviare. Sono una persona abbastanza impulsiva, dico quello che penso. In alcuni momenti era meglio non presentarsi, non sei razionale ma istintivo”.
Quando si diventa leggenda? “Penso che si diventi una leggenda dove aver costruito la tua parte durante il tragitto calcistico. Quando ti chiamano leggenda hai fatto qualcosa di importante o di significativo. Mi reputo fortunato, ho voluto coronare il mio sogno di indossare un’unica maglia. Mi rivedo in quella leggenda. Poi è normale che la gente vede e dice tutto quello che succede, tutto quello che hai fatto. A fine carriera, per quello che ho fatto, sono contento che la gente mi reputi in questo modo. È significativo, vuol dire che c’è stato un amore reciproco. Quando ti identificano in un modo vuol dire che qualcosa di importante hai fatto”.
La fascia? “Non voglio fare il romanticone. Per me ogni domenica era diversa, avevo una responsabilità diversa dagli altri compagni. Cercavo di portare il più in alto possibile i colori della Roma per la gente, per i tifosi, per la società. Quando sei così tifoso e passionale verso questi colori è totalmente diverso”.
Quante difficoltà hai incontrato durante la carriera? “In 25 anni ci sono state parecchie buche da evitare. L’infortunio, per esempio, è una delle cose più gravi. Ma mi sono rialzato e ho corso di più”.
Cosa avresti fatto se non avessi fatto il calciatore? Avevi un mito da bambino? “Avrei fatto il benzinaio, mi piace l’odore della benzina (ride, ndr). Anche perché quando aprivano il portafogli erano pieni di soldi. I miei genitori mi dicevano ‘quando crescerai, capirai’. Se non avessi fatto il calciatore, avrei fatto il tennista. Un idolo? Federer è il tennis. Come Maradona è il calcio”.
Che effetto ti fa sapere che tu hai messo il nome di Maradona e tanti mettono il tuo? “Non voglio essere paragonato a Maradona. Nessuno può essere paragonato a lui: la palla rotonda è Maradona, il resto è secondario”.
Tre giocatori per una partita a calcetto? “Buffon in porta, Maradona e Ronaldo. Poi dici: chi corre? Però, nel calcio sono gli altri che devono correre, quando tu hai il pallone”.
Chi vince lo scudetto? “Inter o Napoli. Ne devo dire una? L’Inter, dopo quello la vittoria contro l’Atalanta mi sembrano abbastanza pronti per rivincere”.
Ogni tanto ricevi telefonate da calciatori che ti chiedono consigli per una partita? “Giocatori attuali? No, non mi chiama nessuno (ride, ndr)”.
Chi è il tuo erede? “Adesso è dura, non ci sono adesso. Chi manca? Totti. Sperando che un giorno qualche giovane promettente possa intraprendere non dico la mia carriera, ma una carriera in generale, visto che è un sogno che tutti i bambini hanno nel cassetto – ha detto -. Glielo auguro con tutto il cuore perché quando fai una cosa con passione, con voglia e con gli stimoli giusti penso sia la cosa più bella”.
Qual è il tuo stadio preferito oltre all’Olimpico? “San Siro. Ultimamente sono arrivate più vittorie, prima perdevamo solamente. Alla fine siamo usciti vittoriosi parecchie volte, quello è lo stadio che mi esaltava, mi piaceva troppo giocarci. Quando andavamo a Milano mi insultavano comunque, ma era un insulto diverso, più piacevole. C’era tanta stima, soprattutto in Milan-Roma. Più mi attaccavano e più mi divertivo”.
Ti manca il calcio? “Tantissimo, ogni tanto gioco a calciotto con gli amici. O quando vado all’estero per degli eventi”.
Com’è il tuo rapporto coi romani e come era da calciatore? “Adesso è peggio di prima. Pensavo che dopo 7/8 anni dal termine della mia carriera, diminuissero le foto e l’amore invece è ancora più di prima. Faccio fatica ad andare in giro. Da una parte è bellissimo, è un onore che ti fa pensare a quel che hai fatto. Allo stesso tempo non hai vita privata, se volessi stare due minuti con mia figlia piccola al parco non potrei”.
Qual è la cosa più assurda che un tifoso ha fatto per te? “Ne sono successe tante. I tatuaggi sì. La cosa più strana, che è carina da dire, è stata un tifoso che si è fermato per baciarmi le scarpe e i piedi. Pensavo non lo facesse, la prendi a ridere perché non pensi che una persona possa fare una cosa del genere”.
L’allenatore che hai amato di più? “Zeman o Mazzone. Uno solo? Mazzone”.
Il compagno preferito? “Cassano”.
Sarai legend anche del Padel? Magari tra 15 anni… “Speriamo prima! Può darsi. Mi piace e mi diverte. Lo spogliatoio nel padel? Le cose che succedono nello spogliatoio, rimangono nello spogliatoio”.
Se dovessi scegliere tra non giocare mai più a calcio oppure tornare a giocare con una maglia che non è la maglia della Roma?
“Non gioco più… Per una volta a settimana… (ride, ndr)”.
Il futuro? “Non ci penso, vivo alla giornata. Quello che succederà, se dovessi fare qualsiasi cosa, lo farò con la massima aspirazione come ho sempre fatto”.
I Boston Celtics sono stati venduti per 6,1 miliardi di dollari, un record nello sport statunitense. La famiglia Grousbeck ha annunciato la cessione della franchigia, la più vincente nella storia del basket statunitense, a un consorzio guidato da William ‘Bill’ Chisholm, cofondatore e managing partner di Symphony Technology Group. I Grousbeck avevano acquistato i Celtics nel 2002 per 360 milioni di dollari.
Niente da fare per il Friedkin Group che si era interessato all’acquisizione delle quote dei Boston Celtics.
Lavori in corso in Curva Sud. In questi giorni di pausa del campionato per le nazionali, infatti, allo Stadio Olimpico verranno installati alcuni preselettori alti 1,10 metri e con 60 centrimetri di spazio di passaggio ai varchi d’accesso della Curva Sud, con l’obiettivo di veicolare il pubblico verso il varco d’accesso in modo più ordinato. La prima partita in cui questi saranno utilizzati è la sfida del 6 aprile contro la Juventus.
La Procura FIGC ha deciso di aprire un fascicolo sulla Roma. Al centro delle indagini il caso plusvalenze che ha già visto il rinvio a giudizio per l’ex presidente giallorosso James Pallotta e di cinque ex dirigenti (Fienga, Baldissoni, Gandini, Francia e Malknecht). Le indagini sono ancora in una fase embrionale con il procuratore Chinè che non ha ancora ascoltato nessuno tesserato, o ex, giallorosso.
Giuseppe Rossi, ex talento della Nazionale e della Fiorentina, ma anche del Manchester United e Villarreal, saluta il calcio con una partita d’addio trasmessa in diretta e gratuitamente su Dazn, broadcaster esclusivo in Italia dell’evento: il ”Pepito Day”. Lo scrive la piattaforma digitale. La partita amichevole di addio al calcio di Giuseppe Rossi, prevista per sabato 22 marzo alle 18, si svolgerà in uno degli stadi che ha ospitato il talento azzurro, l’Artemio Franchi di Firenze.
Insieme a lui i campioni che lo hanno accompagnato durante la sua straordinaria carriera. Tra i partecipanti, Antonio Cassano, gli ex viola Gabriel Omar Batistuta, Francesco Toldo, Luca Toni, Borja Valero, Sebastian Frey, ma anche campioni del mondo come Fabio Grosso e Daniele De Rossi. Ospiti d’eccezione, Sir Alex Ferguson e Claudio Ranieri.