“Sognando… Ballando con le Stelle”: Totti ospite della seconda puntata

In occasione del ventesimo compleanno di “Ballando con le Stelle” Milly Carlucci apre il salone delle feste dello show di Rai1 per un vero e proprio evento: per la prima volta verrà data la possibilità a un professionista del mondo del ballo di diventare un maestro di Ballando con le Stelle. Ma il colpaccio vero della signora della tv pubblica è aver convinto Francesco Totti a partecipare come ospite della seconda puntata: “Farà un viaggio tra i calciatori che hanno partecipato a Ballando”, spiega la conduttrice. Ma è così timido che non balla?, chiede Selvaggia Lucarelli che che le siede accanto. “Convincilo tu, allora siamo a posto”, è la spiritosa controreplica.

“Sognando… Ballando con le Stelle” è il titolo del talent in quattro puntate, al via dal 9 maggio, che sarà anche l’occasione per celebrare Ballando con ospiti delle passate edizioni. Non un semplice amarcord, ma una vera e propria gara pensata per selezionare il futuro: la sfida tra dieci aspiranti maestri, affiancati ad altrettanti professionisti storici del programma, per conquistare un posto nell’edizione autunnale.

All’Auditorium Rai del Foro Italico si è svolta la conferenza stampa di presentazione del programma con la padrona di casa, Milly Carlucci, Paolo Belli, il regista del talent Luca Alcini e Williams Di Liberatore e Claudio Fasulo, rispettivamente direttore e vicedirettore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, Selvaggia Lucarelli in rappresentanza dei giudici e Federica Pellegrini dei vip ex concorrenti che in ogni puntata si alterneranno.
Non un semplice spin-off ma un nuovo show, con in pista i professionisti tra i quali si nasconde il prossimo nuovo maestro o maestra di Ballando. “Per la prima volta – ha spiegato Milly Carlucci – facciamo un casting pubblico. Saranno il pubblico da casa e la giuria a scegliere chi entrerà nella nostra squadra”. Dopo una prima fase in cui i nuovi talenti danzeranno in coppia con i maestri del cast, la finale vedrà un cambio inedito: gli aspiranti balleranno insieme a vip delle edizioni passate, per dimostrare di saperli guidare e coinvolgere, proprio come sulla pista.

A giudicare ci sarà la storica giuria del programma, composta da Ivan Zazzaroni, Fabio Canino, Carolyn Smith (presidente), Selvaggia Lucarelli e Guillermo Mariotto. Sarà affiancata – importante novità – dal giudizio popolare espresso attraverso i social. E proprio la partecipazione attiva del pubblico più giovane che oggi guarda lo show è uno degli elementi che rendono ancora viva la trasmissione. Tanti gli ospiti, da Hoara Borselli, prima vincitrice, a Emanuele Filiberto di Savoia. E poi ci saranno Gabriel Garko, Natalia Titova e Massimiliano Rosolino che a Ballando si sono innamorati e ihanno formato una famiglia, e in una puntata anche Samanta Togni. “Ho invitato – annuncia divertita Carlucci – anche Milly 2, la mia simpatica e divertente imitatrice dalla Gialappa’s Band, Giulia Vecchio”.

Ranieri nuovo Papa? Spunta l’ironico murale a Testaccio (FOTO)

Oggi a Roma è previsto l’inizio del conclave che porterà ad eleggere il nuovo Papa dopo Jorge Bergoglio, recentemente scomparso. Nella Capitale c’è attesa per scoprire il nome di chi prenderà il posto dell’argentino, mentre, altri hanno deciso di trattare la questione con ironia. Nel quartiere Testaccio, infatti, è apparso un nuovo murale dedicato a Claudio Ranieri, che quest’anno è ad un passo da un vero e proprio miracolo. Il Sir ha preso la Roma in piena lotta retrocessione e la sta trascinando, con 19 risultati utili consecutivi, al quarto posto che vale la qualificazione in Champions League. Per questo il murale del tecnico giallorosso richiama al fatto che non c’è bisogno di un nuovo Papa poiché c’è già Ranieri. Il ritratto, pubblicato su Instagram sull’account di Chris Sezze, raffigura l’allenatore di San Saba con una papalina in testa e l’abito da santo padre con la canonica scritta: “Habemus Papam”.

 

 

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Tra carte virtuali e cori da stadio: quando il solitario online incontra l’AS Roma

Può sembrare curioso accostare due mondi così diversi come quello del gioco del solitario online e l’universo travolgente dell’AS Roma, ma talvolta le connessioni inaspettate rivelano aspetti interessanti della nostra quotidianità. Da un lato abbiamo un gioco introspettivo, silenzioso, individuale, nato nei secoli passati e oggi digitalizzato con eleganza.

Dall’altro, una delle squadre di calcio più appassionanti d’Italia, con una tifoseria calda, una storia intensa e uno stadio che vibra ad ogni partita. Eppure, entrambi rappresentano una forma di evasione, una via per esprimere emozioni profonde, e un modo per vivere il tempo in maniera personale, tra riflessione e passione.

Due mondi solo apparentemente distanti

Il gioco del solitario online è un’attività che molti praticano per rilassarsi, riflettere e staccare la mente dal rumore quotidiano. È un passatempo che richiede concentrazione, logica e una buona dose di calma interiore. Al contrario, il mondo del calcio, e in particolare quello dell’AS Roma, è dominato dall’energia collettiva, dall’immediatezza dell’azione e dall’intensità emotiva. Tuttavia, questi due universi condividono più di quanto si possa pensare.

Entrambi offrono un’esperienza immersiva, un momento di sospensione dal mondo esterno in cui il tempo si ferma e conta solo ciò che si ha di fronte. Il tifoso romanista che si siede a guardare una partita e il giocatore di solitario online che affronta una nuova sfida digitale cercano la stessa cosa: coinvolgimento, significato, soddisfazione personale.

Concentrazione e ritualità nel solitario e nel calcio

Chiunque abbia provato a giocare a solitario, soprattutto in una delle sue forme più complesse come il Freecell o il Spider, sa quanto sia necessario allenare la mente per vincere. Ogni mossa va studiata, ogni carta giocata al momento giusto, ogni scelta pesa sull’esito finale. È un gioco che educa alla pazienza, alla strategia e all’attenzione.

Anche i tifosi della Roma conoscono bene la ritualità, l’attesa e l’intensità di ogni partita. Dalla preparazione pre-gara, ai cori allo stadio, alle reazioni istintive davanti alla televisione, tutto è parte di un rito che si ripete ogni settimana. La concentrazione del giocatore di solitario e la partecipazione del tifoso romanista si fondano su dinamiche emotive simili, anche se espresse in modi opposti. Entrambi vivono l’esperienza con un coinvolgimento totale, entrambi si immergono in qualcosa di più grande del semplice gioco o evento sportivo.

Il solitario online come pausa dallo stadio

Esiste anche un altro aspetto interessante: il solitario online può essere il perfetto complemento alla passione per il calcio. Mentre la partita rappresenta l’apice dell’adrenalina, una tempesta di emozioni e reazioni, il solitario offre la quiete dopo la tempesta. È il gioco ideale per ritrovare equilibrio, per riflettere a mente fredda, per riprendersi dopo un gol all’ultimo minuto o una sconfitta immeritata.

Non è raro che i tifosi, tra una partita e l’altra, si dedichino a giochi online come il solitario per passare il tempo, scaricare lo stress o semplicemente divertirsi in modo più intimo. In un certo senso, il solitario diventa uno spazio privato dove rielaborare ciò che è stato vissuto nello stadio o davanti allo schermo. Un luogo mentale dove si passa dal coro collettivo alla voce interiore, dalla tensione del novantesimo alla calma del ragionamento.

La passione che unisce digitali e sportivi

Nel cuore di ogni passione c’è una ricerca di senso, identità e appartenenza. Che si tratti di un gioco antico portato nel mondo digitale come il solitario, o di una squadra di calcio come l’AS Roma, amata visceralmente da generazioni, il nucleo resta lo stesso. Entrambe le attività sono forme di espressione e di evasione, modi per sentirsi vivi e connessi, anche se in modi diversi. Il solitario si gioca da soli, ma in realtà permette di dialogare con sé stessi.

Il calcio si vive in gruppo, ma spesso parla delle emozioni più personali. È anche per questo che un tifoso romanista può trovare nel solitario una valvola di sfogo perfetta. Dopo aver vissuto i colori giallorossi, i cori, le delusioni e le vittorie, un momento di gioco individuale come il solitario riporta equilibrio, ristabilisce la calma e aiuta a ricominciare con energia.

Tradizione e modernità, ieri come oggi

In un’epoca in cui tutto si evolve rapidamente, sia il solitario che l’AS Roma mantengono una forte connessione con la tradizione. Il primo, nato con le carte fisiche, si è adattato al mondo digitale senza perdere la sua essenza. La seconda, radicata nella storia della capitale, continua a emozionare milioni di persone pur con un occhio sempre rivolto al futuro.

Entrambi si muovono su un filo sottile tra ciò che è stato e ciò che sarà, tra memoria e innovazione. Anche per questo possono coesistere nella stessa giornata di un appassionato, che alterna momenti di riflessione davanti a una partita di solitario online a esplosioni di entusiasmo per un gol segnato dalla sua squadra del cuore. È la dimostrazione che le passioni non sono mai rigide o separate, ma flessibili e complementari, capaci di arricchirsi a vicenda.

VIDEO – Siparietto Alcaraz-Cobolli su Inter-Barcellona: “Lui tifa Roma…”. L’italiano: “Te credo!”

Siparietto al Foro Italico tra i tennisti Flavio Cobolli e Carlos Alcaraz, ripresi dal profilo ufficiale degli Internazionali BNL d’Italia“L’Inter vince col Barcellona questa sera?”, chiede un collaboratore dello spagnolo riferendosi alla semifinale di Champions League in programma a San Siro e Cobolli fa cenno di no con la testa e, quindi,  Alcaraz aggiunge: “Come no? È una squadra italiana. È della Roma”. E Cobolli chiude il siparietto, tra le risate di Alcaraz e del suo team, confermando la sua fede calcistica: “Te credo!”.

Sabatini: “Il lavoro di Ranieri rasenta la perfezione. Totti in società? Dovrebbe ricoprire un ruolo determinante in cui è a capo di una struttura”

PASSIONE DEL CALCIO – Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato un’intervista al sito e si è soffermato sul lavoro di Claudio Ranieri, sulla lotta per la Champions League e sul ruolo che Francesco Totti potrebbe ricoprire all’interno di una società. Ecco le sue parole.

Nella volata per gli ultimi due posti Champions sono coinvolte più squadre. Chi meriterebbe di più?
“L’Atalanta sta messa meglio in classifica, dico poi il Bologna. I rossoblù hanno disputato un campionato pazzesco, però sono attesi da un dispendio di energie notevole considerando la finale di coppa Italia contro il Milan”.

Quale aspetto reputa più rilevante nella gestione del gruppo da parte di Ranieri il quale ha risollevato la Roma?
“Il lavoro di mister Claudio Ranieri rasenta la perfezione. Ha rilevato una squadra allo sbando, in piena zona retrocessione, e ora sta lì a lottare per un posto in Champions grazie ad un percorso superlativo. Sono pieno di ammirazione nei suoi confronti”.

Francesco Totti che ruolo potrebbe ricoprire all’interno di un club?
“Un ruolo determinante in cui è a capo di una struttura. Potrebbe fare molto bene perché la sua passione è enorme”.

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Friedkin: il jet personale di Dan atterrato in Svizzera. Il presidente della Roma atteso nella Capitale nelle prossime settimane

Dan Friedkin potrebbe presto tornare nella Capitale. Il jet personale del presidente della Roma è partito nelle scorse ore dagli Stati Uniti e da questa mattina si trova in Svizzera. Il numero uno del club giallorosso è atteso a Roma nelle prossime settimane, dato che dovrebbe essere presente allo Stadio Olimpico per la sfida contro il Milan (ultima partita casalinga della stagione). L’arrivo di Dan potrebbe risolvere definitivamente alcune questioni come l’annuncio del nuovo allenatore e del progetto dello stadio a Pietralata.

UEFA, Ceferin: “Gli stadi italiani sono una vergogna. È tempo di agire, il governo deve aiutare i club”

SPORT MEDIASET –  Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha rilasciato un’intervista all’emittente televisiva e tra i vari temi trattati ha criticato duramente la condizione degli stadi italiani. Ecco le sue parole.

La candidatura di San Siro per ospitare la finale di Champions League è stata recentemente respinta. C’è un dibattito aperto sul nuovo stadio a Milano. Cosa ne pensa?
“Penso che le infrastrutture calcistiche italiane siano una vergogna. Siete uno dei Paesi calcistici più grandi, avete vinto molti Mondiali, Europei, Champions League. E allo stesso tempo, tra i grandi Paesi, avete di gran lunga le peggiori infrastrutture. A essere onesto, sono un po’ stanco di queste discussioni italiane sulle infrastrutture, perché tutto ciò che vediamo sono solo parole. Spero che l’Italia faccia qualcosa. I club hanno bisogno di aiuto da parte del governo, dei comuni, e anche da investitori privati. È tempo di agire, perché la situazione è pessima”.

Anche perché l’Italia e la Turchia hanno perso l’Europeo 2032. Pensa che l’Italia potrà recuperare sul fronte delle infrastrutture o è preoccupato?
“Non sono ancora preoccupato. Penso che ora anche il governo abbia capito che deve fare qualcosa. Ho molta fiducia in Gabriele Gravina, che è il mio primo vicepresidente. Farà tutto il possibile per colmare il gap. Sono sicuro che l’Italia ospiterà l’Europeo del 2032”.

Molti allenatori e giocatori si lamentano di un calendario troppo fitto. Cosa ne pensa?
“Il calendario è pieno. Talmente pieno che non possiamo aggiungere più partite. Sono d’accordo. Ma la situazione è paradossale. Da un lato, i club vogliono essere sostenibili e hanno bisogno di più partite per avere ricavi. Dall’altro, i giocatori giocano troppo e si infortunano. Ma se i club fossero abbastanza forti finanziariamente per pagare tutto, non avrebbero bisogno di così tante partite. È un circolo vizioso”.

Molti tifosi lamentano la mancanza di chiarezza sull’uso del VAR. È prevista una comunicazione più trasparente come in altri sport?
“Anch’io mi lamento spesso delle decisioni del VAR. Ho detto tante volte che il VAR è utile. Ma sul fallo di mano, nessuno sa davvero cosa sia e cosa non sia. Sul fuorigioco è giusto annullare un gol per tre centimetri di fuorigioco – come successo all’Inter. Le regole sono quelle e dobbiamo rispettarle. Ma penso che si possa lavorare di più sul VAR. Per quanto riguarda una comunicazione pubblica, per ora non se ne parla”.

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DYBALA: “Futuro? Non chiudo la porta ad un ritorno in Argentina, Paredes mi fa pressione per andare al Boca” (VIDEO)

Torna a parlare Paulo Dybala. Lo ha fatto attraverso un’intervista al giornalista argentino Gaston Edul. Queste le sue parole:

Come va dopo l’infortunio?

“Ora sono un po’ più tranquillo All’inizio quando ho saputo quanto sarei stato fuori è stata dura perché ho saltato la nazionale e avevamo delle partite importanti qui a Roma. Era tutto molto bello, mi sentivo bene fisicamente e stavo vivendo uno dei migliori periodi dell’anno. L’infortunio è stato una doccia fredda ma ora l’ho assimilato e sto lavorando per tornare il più presto possibile. Sapere che sarei tornato in nazionale era bellissimo. Essere lì mi aiuta e doverci rinunciare mi uccide. Mi preparo tutto l’anno per giocare quelle poche partite che abbiamo”

Il mondiale con l’Argentina…

Sono arrivato ai Mondiali in Qatar per un pelo, a causa di un infortunio. Sono riuscito ad arrivarci. Sapevo il ruolo che avrei svolto e, se l’allenatore ti chiama, essere pronto al 100%. Tutti vogliono giocare una Coppa del Mondo. È la competizione più bella. Non è facile perché la Nazionale ha tanti giocatori. Ecco perché devi sempre farti trovare pronto. Farò tutto il possibile per essere in nazionale. Poi sarà l’allenatore a decidere. Sentirlo così vicino è una motivazione per fare bene nella prossima pre-season”

Sugli allenatori…

“Scaloni parla molto con i giocatori e questo dà fiducia, il giocatore si sente a suo agio. Ho parlato molto con Darío Franco quando ho iniziato. Poi ci sono altri che parlano meno. Ranieri ad esempio è più uno psicologo che un allenatore”.

I tifosi della Roma ti hanno accolto benissimo…

“Non è facile lasciare la Juventus e trovare della gente che ti ami fin dal primo giorno in un’altra squadra. Sono due club rivali ma sono rimasto sorpreso. Sono a Roma da tre anni e i tifosi sono incredibili. La passione per il calcio è simile a quella che c’è in Argentina. La gente è molto affezionata a me e cerco di ricambiare questo amore. Anche Oriana vede l’affetto dei tifosi nei miei confronti e può dire che è come in Argentina”.

Le prime esperienze in Argentina e l’arrivo a Palermo…

“All’Instituto avevo 17 anni quando ho debuttato, era tutto nuovo per me, l’affetto dei tifosi era incredibile. Sono in Italia da 13 anni, l’affetto di Palermo è sempre stato uno spettacolo. Questo riconoscimento è una delle cose più belle che un atleta possa avere”

Sull’offerta dall’Arabia…

“L’ingaggio era noto, ma quando lo vedi scritto sul foglio e, se firmi, è tuo, ti commuove. Lo analizzi, ma poi quando ti siedi e ne parli con tua moglie, cambia molto…”

Sul futuro….

“Tengo una porta aperta per il ritorno in Argentina, ma ancora non lo so. Paredes mi fa pressione per andare al Boca. Forse andrò a vedere le prime partite del Mondiale per Club, ma non ho ancora deciso cosa fare durante le vacanze. La verità è che ancora non so cosa farò in futuro. Dipende anche dal lavoro e della famiglia. Con Oriana vogliamo avere dei figli e spero che possano crescere in Argentina. Mio padre era un tifoso del Boca. Ebbe tre figli. I due più grandi erano del River e dell’Independiente. Ero il più giovane e lui mi portò a vedere il Boca. All’età di 10 anni sono andato all’Instituto. La Liga spagnola? È un campionato che si lega con le mie caratteristiche”.

Su Soulé….

“Sta facendo bene. Non è facile adattarsi a un club come questo, ma ha tanta qualità. Il derby di Roma è stato incredibile. Nel riscaldamento gli avevo detto di aprire un po’ il piede quando calciava. Il merito del gol è il suo ma io gli avevo dato questo consiglio. Stava per farne anche un altro ma l’ha sbagliato”.

Atalanta, D’Amico: “Partita contro la Roma difficilissima. I giallorossi sono in grande salute”

TUTTOMERCATOWEB.COM – Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Atalanta, ha rilasciato un’intervista al sito a margine dell’evento Gran Galà del Calcio ADICOSP riguardante la stagione 2023/24. Tra i vari temi trattati si è soffermato sul big match contro la Roma, in programma lunedì alle ore 20:45. Ecco le sue parole: “La scorsa è stata una stagione meravigliosa e indimenticabile, perché culminata in un risultato tanto insperato quanto eccezionale e storico come l’Europa League. Ma anche questa stagione è di assoluto livello, e il raggiungimento della quinta qualificazione in Champions League nelle ultime sette stagioni, rappresenterebbe un altro grandissimo obiettivo, perché nel segno di una non scontata continuità. È per questo motivo, visto che il traguardo non è stato ancora raggiunto, che siamo tutti concentrati sulle ultime tre partite, a iniziare dalla prossima, difficilissima, contro una Roma in grandissima salute”.

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Serie A, McTominay nominato ‘Giocatore del mese di aprile’: battuto anche Soulé (COMUNICATO)

Scott McTominay è stato ufficialmente nominato ‘Giocatore del mese di aprile della Serie A‘ e ha conquistato il premio grazie alle cinque reti (doppiette contro Empoli e Torino e gol decisivo contro il Monza) realizzate in quattro partite. Il centrocampista del Napoli ha battuto la concorrenza composta da Assane Diao del Como, Matias Soulé della Roma, Dan Ndoye del Bologna, Jacob Ondrejka del Parma e Nicolò Rovella della Lazio. Ecco il comunicato: “Da quando l’AIC ha istituito il premio di calciatore del mese di Serie A e di Serie B in collaborazione con Ultimo Uomo, raramente è stato così facile assegnarlo. Il calcio è uno sport in cui ci si può mettere in mostra in molti modi: segnando gol, impedendo agli altri di farlo, partecipando in maniera eccellente alla fase creativa, anche facendo poche cose ma importantissime e per questo non è mai facile scegliere cosa e chi premiare. Questo mese di aprile, però, Scott McTominay si è stagliato indubbiamente sopra tutti gli altri calciatori della Serie A. 

Cinque gol segnati sui sette totali del Napoli, da centrocampista, cinque gol che hanno portato tre vittorie consecutive. Nove punti che hanno permesso alla squadra di Conte di scavalcare l’Inter in testa alla classifica, e arrivare alla volata finale con un vantaggio piccolo ma importantissimo. A Napoli ormai è McTominay-mania, e come dargli torto? È quasi superficiale aggiungere altro, ma c’è altro: lo scozzese ha fatto tutto questo nel momento più difficile della stagione, quando le gambe diventano più pesanti, gli avversari più chiusi, le partite più scivolose, in una squadra che stava mostrando qualche difficoltà nel fare gol. 

McTominay ha segnato con un gran tiro da fuori area, di testa, al volo, inserendosi da dietro. Sapevamo fosse un centrocampista con il vizio del gol, ma che potesse diventare praticamente il miglior centravanti della Serie A per il mese d’aprile non era facile aspettarselo. Anche perché non ha fatto mancare tutto il resto: corsa, fase difensiva, intelligenza tattica nel dare equilibrio alla squadra. Un centrocampista di Conte in purezza”. 

(assocalciatori.it)

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