«De Rossi passionale». È uno dei leader del Genoa «Ora tutto è cambiato»

CORSPORT – Si presenta puntualissimo. Alle 15 esatte, dopo l’allenamento, Victor Vitinha e a Pegli, ha alle spalle i meravigliosi affreschi della sede del club e sembra un uomo d’altri tempi. Ha quasi 26 anni, è nato in una parte del Portogallo che sa di storia e venti di mare, per quanto l’Atlantico non sia così vicino a quel distretto di Braga dove è cresciuto e dove un guerriero sconfisse i timori di Tarek. Il mare lo ha trovato a Genova e non solo perché, con la fidanzata Martina e i loro cani ama respirare a Corso Italia.

Vitinha ha lasciato Marsiglia, anche su suggerimento di Rino Gattuso, due anni fa e non sempre ha navigato in acque serene: tanti infortuni, una costante sensazione di “vorrei mai non posso”, i dubbi sul presente e pure sul futuro. Poi tutto cambia: Diego Lopez, il nuovo manager del Genoa, gli conferma la fiducia; il club gli è accanto in un momento durissimo, quando i suoi due cuginetti di 3 e 5 anni perdono la vita a causa di un’esplosione a Trévoux, una cittadina francese nella regione dell’Ain. Daniele De Rossi lo mette al centro della squadra. Attaccante sì, ma anche tanto altro.

Da quando c’è De Rossi ha saltato una sola partita: I numeri dicono 3 gol e 2 assist. Potrebbe fare di più?

«Certo, non ho intenzione di accontentarmi, fare gol e la cosa che mi rende più felice. Lo vogliamo sia io sia l’allenatore».

De Rossi in una parola.

«Passionale».

Domenica nella Roma non ci sarà Dybala.

«La Roma è talmente forte c’ha tanti giocatori di qualità, anche se onestamente dai piedi di Paulo escono sempre grandi giocate. Mi dispiace che non ci sia, avrei voluto scambiare la maglia con lui»

All’Olimpico, due mesi fa, la vostra peggior partita. Per il resto siete un gruppo in costante crescita, anche se la lotta salvezza è ancora apertissima.

«Stiamo bene, ci sentiamo leggeri, ma sappiamo benissimo che dobbiamo fare ancora tanti punti per stare tranquilli. Siamo un gruppo che vuole fare sempre di più, sono sicuro che anche quando la classifica sarà a posto noi vorremo continuare a vincere per crescere. Vogliamo arrivare al nostro obiettivo il più rapidamente possibile. Con De Rossi e Lopez (Chief of Football, ndr) ci sentiamo più forti, in campo le cose ci sembrano più semplici. E anche i nuovi hanno portato qualità»

Pronti per domenica? La Roma si gioca la Champions, voi la salvezza.

«Stiamo lavorando tanto e forte. Partita durissima, ma in casa nostra. E abbiamo tanta voglia di vincere».

Gasperini al lavoro per ricostruire le fasce. Rensch e Tsimikas alla ricerca della titolarità

IL ROMANISTA (MIRABELLI) – Da una parte la speranza di conquistare unaltra magha da titolare, dall’altra quella di avere a disposizione un’altra chance per provare a convincere Gian Piero Gasperini. Questi sono gli stati d’animo che stanno vivendo nelle ultime ore Devyne Rensch e Kostas Tsimikas in vista della sfida di campionato contro il Genoa (appuntamento fissato domenica alle ore 18).

Al Ferraris la Roma dovrà fare a meno di Wesley (oltre che di altri interpreti) e Gasp deve ricostruire le due fasce. L’ultima assenza del brasiliano in campionato risale alla sfida dell’Unipol Domus contro il Cagliari (gara persa per 1-0 dai giallorossi) e da quel momento e stato uno dei pilastri della Roma, con il tecnico che punta e si affida costantemente a lui. […]

Il vero ballottaggio per la partita contro i rossoblù riguarda la fascia sinistra. Il dubbio di Gasperini è tra Rensch e Tsimikas. L’olandese contro la Juventus ha fornito una prova di altissimo livello che potrebbe spingere il tecnico giallorosso a riproporlo dal primo minuto. L’eventuale decisione di schierare Tsimikas dal primo minuto sarebbe una scelta esclusivamente tattica, con un esterno puro di piede mancino.

Una grande chance per entrambi con Rensch che vuole confermare la grande prestazione contro la Juventus della scorsa giornata e che vuole convincere Gasp a puntare su di lui per il finale di stagione. Tsimikas a giugno molto probabilmente tornerà al Liverpool ma ha sempre dimostrato grande professionalità nonostante non abbia mai convinto l’intero popolo giallorosso.

Per rivedere Angeliño in campo servirà ancora del tempo, sperando di ritrovare una risorsa importante per le corsie esterne. […]

Arena al top. La cura Gasp funziona

Lacura Gasp funziona. Arena è un attaccante ancora più incisivo, cresciuto sotto l’aspetto mentale e fisico. Il classe 2009, infatti, è rientrato mercoledì con la Primavera impressionando per l’Intensità scaricata sul campo del Frosinone. Non ha segnato, ma questo è un dettaglio. […]

La stellina del vivaio, va ricordato, gioca sotto età di tre anni in Primavera e ha già esordito sia in Coppa Italia (con gol da predestinato) che in campionato con i grandi. Nelle ultime settimane è stato promosso in prima squadra per sopperire alle assenze di Ferguson e Dovbyk. A intermittenza scende tra i baby per mettere minuti nelle gambe.

(corsport)

Malgrado tutto, oltre 50 mila per Roma-Bologna. Ostacoli in trasferta

IL ROMANISTA (G. FASAN) – La prossima partita casalinga della Roma sarà in Europa. Tredici giorni ancora prima di poter rivedere la squadra dal vivo per i tifosi giallorossi residenti nella Capitale e provincia, dopo il divieto di viaggiare loro imposto dal Ministero dell’Interno fino a fine stagione. Europa o Italia non conta, la legge sul territorio nazionale non conosce competizione.

Sarà anche per questo che e tanta l’attesa per la sfida di ritorno degli ottavi di finale di Europa League che mette di fronte la squadra di Gasperini e il Bologna di Italiano, nel derby tricolore: ad oggi sono stati superati abbondantemente i 50 mila spettatori e si andrà ovviamente a riempimento e, con tutta probabilità, a un sold out da qui al 19.

Certo non manca lo scoramento per non poter seguire la squadra anche al Dall’Ara nella gara di andata di giovedì prossimo. Li, almeno, ci saranno i romanisti “fuori sede” […].

La speranza di tornare “liberi cittadini” per i romani arriva dall’Appello al Consiglio di Stato, fissato, come Roma-Bologna, per il 19 marzo. Si punta alla revoca di un provvedimento che anche il Tar in prima istanza ha giudicato non del tutto corretto, riaprendo ai residenti in regione purché non nella Capitale. Se arriverà un semaforo verde, la Roma recupererà i suoi tifosi fuori casa contro Inter, Bologna (campionato), Parma e Verona.

Roma questione di ritmo

Più che un ruolino di marcia, si tratta di un ritmo intenso, potente e puntuale. Per tenere il passo non c’è altra strada che mettersi a contare. La Roma da inizio campionato macina punti contro le medio-piccole, almeno quelle che la classifica considera tali non tenendo conto di blasone, storia e forza delle rose. Non avere pietà delle potenziali “vittime” è stata fin qui la forza del branco famelico di Gasp. Imporsi sulle squadre che avevano un disperato bisogno di punti è diventato necessario alla luce delle difficoltà – parzialmente risolte nel girone di ritorno – contro le grandi.

L’andamento forte della Roma fa davvero impressione se approfondito tramite la lente dei numeri: su 39 punti a disposizione contro le formazioni che si trovano nella parte destra della graduatoria, quindi dall’11° posto in giù, i giallorossi ne hanno portati a casa 33, frutto di 11 vittorie. […]

Contro il Genoa di De Rossi, attuale 15ª forza del torneo, c’è la prospettiva di mantenere questo trend per presentarsi al prossimo scontro diretto, Como-Roma di domenica 15 marzo, nella peggiore delle ipotesi con lo stesso distacco dalle inseguitrici, quindi tre lunghezze in più della formazione di Fabregas e quattro di vantaggio sulla Juve di Spalletti.

Se è vero che la qualificazione in Champions si costruisce soprattutto contro le squadre più deboli, la Roma può certamente inseguire il proprio obiettivo ottimisticamente visto lo score di 2,36 punti a gara con queste avversarie. La media scende in picchiata a 1,28 considerando invece le 14 partite disputate contro le compagini che attualmente si trovano in top 10. […]

In attesa di migliorare questa statistica, è importante non perdere le certezze fin qui accumulate.

(corsport)

Ferraris pieno. Martin spinge sulla sinistra

Cercasi un’impresa per continuare una serie positiva: infatti il Genoa ha guadagnato quattro punti nelle ultime due sfide al Ferraris contro la Roma in campionato: vittoria per 4-1 il 28 settembre 2023 e pareggio per 1-1 il 15 settembre 2024, nell’ultima partita di De Rossi da allenatore della Roma. […]

Si punterà ancora una volta sull’effetto Ferraris che si dovrebbe presentare col tutto esaurito: attesi oltre 32mila spettatori. Si ragiona sul modulo vista l’assenza di Baldanzi: cresce la candidatura di Martin come esterno di centrocampo sulla fascia sinistra. A quel punto l’ipotesi più concreta sarebbe quella di adottare il 3-5-2 con Ellertsson spostato sulla linea mediana al fianco di Frendrup e Malinovskyi.

(corsport)

Gestione Soulé: fa terapie e punta il Como

Terapie, riposo, massaggi ed esercizi in palestra. Da circa tre settimane Matias Soulé si è messo al lavoro per cercare di combattere una volta per tutte – senza la distrazione del pallone, da sempre il suo migliore amico – la maledetta pubalgia. […]

Dopo lo spezzone di Napoli, il 15 febbraio, i medici gli hanno però consigliato di allontanarsi dal gruppo, che ovviamente procede con sedute fatte di tattica, tecnica e intensità. Mati si è dovuto affidare alle cure del fisioterapisti del club e del suo osteopata personale. […]

D’ora in avanti, con il ritorno del triplo impegno settimanale, il bisogno di Soulé tornerà a farsi sentire. Il plano di recupero prevede il ritorno in gruppo lunedi per puntare con decisione verso Como, dove il 15 marzo la Roma giocherà l’ennesimo scontro ad alta quota.

(corsport)

DDR, l’avversario che non ti aspetti

L’ultima volta, che a pensarci bene è stata la prima in assoluto da avversario, De Rossi l’ha vissuta male. Nascosto fino al fischio d’inizio dentro gli spogliatoi, emozionatissimo, pochi sorrisi, sguardo vitreo, giusto un abbraccio con tanto di bacio allo storico fotografo di vicende romaniste Gino Mancini a bordo campo e un altro paio a Gasperini e Dybala poco prima del via. Poi, dopo 14 minuti con il gol di Soulé la partita si è messa subito in salita. Dopo 19 e il raddoppio di Koné è apparsa indirizzata. Dopo 31, quando in rete è andato anche Ferguson, archiviata. Tre gol subiti in mezz’ora, un altro annullato: una Caporetto.

Per Daniele, il tempo di bere nervosamente dalla bottiglietta, masticare amaro e riconsolarsi a fine partita con l’abbraccio della sua gente. Che conoscendolo – e come ha confermato in seguito pubblicamente – avrebbe voluto godersi in modo diverso. Perché c’è un Daniele tifoso, quello che avrebbe voluto due vite per dedicarle entrambe alla Roma, e poi c’è il professionista: maniacale, attento ai dettagli, uno che se sposa una causa la porta fino in fondo. E il Genoa, dopo l’esperienza vissuta al Boca Juniors, in quel filo sottile che lega la città di Genova al quartiere di Buenos Aires La Boca, non poteva che essere il posto ideale per ripartire. […]

Anche se Daniele, in questi giorni, ha giustamente altri pensieri. Il Genoa deve salvarsi e nella sua ottica la Roma in Champions può attendere. Almeno una partita, quella di domenica, per poi tornare a tifarla da lontano. Eventualmente, però non chiamatelo sgarbo: quello l’ha ricevuto Daniele un paio di anni fa, anche se ora lo splendido percorso intrapreso da Gasperini lo ha reso per molti, ma non per lui, meno amaro.

(Il Messaggero)

La romanizzazione di un torinese. Gioco, gol e zero alibi, Gasp s’è preso la città. «Mi piace rischiare»

Gasperini “caput mundi” o “Gasperini-Capitale”, come Roma: fate voi. Nel confronto sempre aperto tra un allenatore e la città dove allena, molto dei rapporti con piazza e tifosi si gioca sull’immedesimazione, quel saper incarnare il sentimento di un popolo che per Gian Piero è stato il primo successo personale. Gli sono bastati sei mesi (rivoluzionari) per diventare “romano“. E c’è riuscito, tirando su fin dall’inizio l’asticella ora arrivata ad altezza Champions, perché la realtà giallorossa l’ha “sprovincializzata” senza più certi retaggi e abitudini del passato. Come? Col suo modo di parlare chiaro, il gioco velocissimo e la filosofia vincente che lo accompagna da sempre e che ieri ha riproposto davanti ad una platea di studenti dell’Università La Cattolica.

Il primo passo che ha reso simpatico ai “bar” giallorossi quel condottiero sleale chiamato Gasp (dopo anni di diffidenza della piazza nei suoi confronti) è stata la scelta di preferire la Roma alla Juve. Come dire: non conta il numero degli scudetti, conta la squadra giallorossa, la squadra della Capitale, e «io vado lì». […]

«Perché ho scelto di venire alla Roma – ha detto ieri, professore per un giorno durante l’evento “Il Coraggio di Sbagliare” –? Perché mi dicevano che Roma era una piazza difficile e io voglio le cose difficili. Se fai bene qui hai una gratificazione più alta. Il livello di rischio è il più alto, per questo ho deciso di venire qui anziché accettare altre squadre. Questo mi ha mosso a scegliere la Roma. Si vive di sfide e quando uscirà da questa sfida saprò di aver dato il massimo. Questo vale più di tutto».

Già, e i tifosi l’hanno capito. E se c’è una vittoria di cui Gasp va fiero oltre il quarto posto attuale, quella è la certezza di aver creato una squadra che vuole giocarsela sempre e di avere il sostegno a prescindere dei tifosi in curva. Che in lui stanno rivedendo il gioco propositivo e mai passivo di Zeman o del primo Spalletti. […]

E, infine, Gasp il rivoluzionario romanizzato ha concluso rispondendo alle domande sull’alto rendimento dei suoi giocatori, cui chiede sempre il massimo: «Perchè i calciatori con me fanno bene? Forse prima di andare al Genoa, all’Atalanta o alla Roma non avevano trovato delle squadre che li aiutassero o li facessero sentire importanti. Essere nella Roma oggi deve essere qualcosa che ti dà grande coraggio, non possiamo permetterci di avere timore. Una cosa è fondamentale: io nelle mie squadre chiedo sempre di eliminare la cultura degli alibi. Sì, a volte piove, fa caldo o l’arbitro sbaglia. Ma poi cancelli tutto, togli gli alibi e riparti da te stesso». Così parlò “Gasp-Capitale“, l’uomo che in sei mesi si è preso Roma. Ovazione in aula.

(gasport)

«Stravedo per Gasperini e Svilar»

Gigi Buffon entra a “II Messaggero” da via del Tritone e trova l’atrio pieno delle nostre prime pagine storiche. […]

«Se ci fai caso, nelle foto post vittoria, non ci sono mai». Come non c e, giustamente, in quella che racconta lo scudetto della Roma. Ma un legame c’è. «Ricordo il giorno di Roma-Parma, ero in campo. Che delirio», Per poi ricordare quanto fosse stato vicino ai colori giallorossi proprio in quel periodo. «Si, potevo venire. Mi chiamavano tutte le radio, parlavo con chiunque. Mi sarei trovato bene».

Oggi la Roma la guarda da osservatore distaccato. «Stravedo per Gasperini. Non pensavo potesse portare la squadra a quel livello e in cosi poco tempo. Contro la Juve, al di là del risultato finale, ha fatto una partita da squadra ambiziosa, da Champions. Svilar? Per continuità è trai migliori, livello alto come Maignan». E conclude: «Un portiere può far diventare una squadra vincente o la può far diventare perdente».

(Il Messaggero)