Musica Maestri. Gasp contro Spalletti. Perchè c’è in palio qualcosa in più del quarto posto

Aggressività, pressione, recupero palla. Il tutto finalizzato ad andare subito di là, nella metà campo avversaria. O anche solo per restarci. Quella di domani sarà una Roma intelligente ma anche arrembante, nel pieno rispetto del credo di Gian Piero Gasperini. Che è uno che non specula mai, ma preferisce rischiare piuttosto che “conservare“. Ed allora contro la Juventus la Roma cercherà di assestare il colpo di grazia ai bianconeri, perché poi Gasp sa che portarsi a +7 su Spalletti (ma teoricamente potrebbe essere un potenziale +8, nel caso in cui la Roma riesca a ribaltare anche l’inerzia dello scontro diretto) sarebbe un passo decisivo per la qualificazione alla prossima Champions League. Insomma, Gasperini la partita se la giocherà per vincerla, non per pareggiarla. Perché questo fa parte del suo dna, del suo modo di vivere e intendere il calcio. […]

Difesa che domani dovrà cercare di tenere la squadra il più corta possibile, di aiutare nella costruzione con l’appoggio dei braccetti (soprattutto Mancini, che questo lavoro lo fa assai bene) in fase di possesso palla. E di limitare delle bocche da fuoco come Yildiz a sinistra e Conceiçao a destra. Ecco perché questa volta più che mai sarà importante anche l’apporto dei laterali di centrocampo (Celik a destra e Wesley a sinistra), che dovranno raddoppiare sugli attaccanti esterni della Juve e creare densità a ridosso dell’area di rigore per togliere spazi alle giocate dei due fantasisti di Spalletti.

La mossa a sorpresa, però, potrebbe essere quella di andare ad infoltire il centrocampo, inserendo magari uno come Pisilli, capace di ballare tra i due ruoli di trequartista e centrocampista. Gasp ci sta pensando su, anche perché l’azzurrino vive un momento di forma strepitoso e lasciarlo fuori sarebbe davvero un peccato. […]

E allora Gasperini proverà a portarla a casa proprio cusi: difesa allenta, centrocampo intenso e palla a Malen. Già, perché da quando è arrivato in Italia l’olandese non solo ha segnato 5 reti in 6 partite, ma ha anche tirato più di tutti (30 volte) e calpestato l’area di rigore come nessun altro, con 63 tocchi complessivi. Il che dà il termometro di quanto sia pericoloso e di come sia cambiata la Roma offensivamente con il suo arrivo. Prima si faticava ad entrare in area, adesso l’olandese praticamente ci vive dentro. Il che fa tutta la differenza del mondo. E Gasp gli chiederà proprio questo anche domani, quando nell’area bianconera ci sarà da far male agli avversari per una vittoria che varrebbe mezza Champions…

(gasport)

Gasp all’attacco della Juve match point Champions. Dybala scalda i motori

L’urna di Nyon ha deciso che agli ottavi di Europa League ci sarà il derby italiano con il Bologna. Andata al Dall’Ara il 12 marzo – ancora in forse la presenza dei tifosi della Roma – e ritorno all’Olimpico la settimana successiva. Ma per ora l’Europa può aspettare. Perché domani è primo marzo e tutte le attenzioni di Gasperini sono rivolte alla sfida con la Juventus. Un piccolo match point per la qualificazione alla prossima Champions League. Vincere contro i bianconeri vorrebbe dire confermare il terzo posto in classifica e allontanare sensibilmente gli uomini di Spalletti dai primi quattro posti. Più sette. Una distanza che Gasperini vorrebbe mettere tra sé e gli altri – in attcsa anchc di Atalanta e Como mo – per dettare il ritmo Champions e non rincorrere gli avversari come capitato negli ultimi anni alla Roma.

Attaccare, non difendere. Nonostante i giallorossi possano giocare la partita su due risultati. Ma è questo il momento di tentare il primo strappo, come nella più classica delle corse a tappe. […]

Per questo Gasperini ha accolto con soddisfazione la bella notizia arrivata da Paulo Dybala. Giovedì l’argentino ha aumentato i carichi di lavoro sul ginocchio dolorante e ieri ha effettuato tutto l’allenamento con il gruppo. La Joya contro i bianconeri vuole esserci e sta facendo di tutto per strappare una convocazione domani sera. Oggi nell’ultimo allenamento il test decisivo per vedere la risposta del ginocchio agli sforzi di ieri e misurare il livello di dolore percepito. Perché con Dybala è così. Le sue sensazioni sono la miglior diagnosi. […]

(La Repubblica)

Domani Roma-Juve per sfatare il tabù «big». In Europa c’è il Bologna

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Innestare un’altra marcia per dare un colpo di grazia alla Juventus e forse a tutta la corsa per la Champions League. Domani sera davanti alla Roma si presenta la chance di andare a più sette dai bianconeri, tenendo comunque un occhio attento al Napoli e al Como, che ha l’occasione di inserirsi in pieno nella mischia sfruttando il morbido impegno con il Lecce. Per scavare il solco con la squadra di Spalletti c’è però bisogno di una svolta nel big match e imboccare la giusta strada nel bivio per diventare grandi.

Quello degli scontri diretti è un tema che Gasperini si trascina dall’inizio della stagione, anche se nel girone di ritorno sono arrivati degli evidenti segnali di miglioramento. Nei confronti con Inter, Milan, Napoli e Juventus, le altre prime della classe, fin qui non è stata infatti realizzata neanche una vittoria. «Più che di mentalità dobbiamo fare un salto tecnico, c’è ancora una differenza», aveva detto alla vigilia dell’impegno al Maradona nel cercare di spiegare dei numeri che non possono essere casuali.

Anche contro Conte e i suoi è poi arrivato un pareggio, con la conquista del secondo punto nelle sei sfide giocate con le altre big. In generale le prestazioni della Roma in questo tipo di match non sono state così deludenti, ma poi spesso è mancato il guizzo soprattutto sotto porta. A spiccare è stato in particolare il fatto di aver siglato un unico gol in tutto il girone d’andata, arrivato proprio contro la Juventus a Torino. Il cambiamento nel nuovo anno c’è stato specialmente nella produzione offensiva, con i giallorossi che avrebbero potuto fare anche sei punti con Napoli e Milan per quanto visto.

Ora Gasp deve dare continuità nel rendimento e trovare il primo guizzo stagionale, puntando in particolare su Malen e su una ditesa che per numeri non ha eguali. Il piemontese può sorridere anche per il recupero di Dybala, una carta in più per battere Spalletti. Ieri l’attaccante argentino ha svolto il primo allenamento in gruppo dopo l’infiammazione al ginocchio che lo aveva tenuto fuori dalla trasferta di Atene. Le sensazioni sono state positive e la Joya non ha avvertito problemi. Prima di cantare vittoria per una sua convocazione bisognerà aspettare la rifinitura di oggi e l’ultima sgambata di domani mattina, dove Gasperini scioglierà gli ultimi dubbi di formazione. Compreso quello sullo stesso Dybala: l’allenatore ha già dimostrato in passato di poterlo mandare in campo anche in condizioni precarie. E ora la condizione atletica, per forza di cose, non può essere perfetta.

Ma la sicura assenza di Soulé induce a delle riflessioni: è meglio rischiare un Dybala non al 100% o puntare subito un altro esterno? L’altro argentino ed ex juventino è infatti ancora alle prese con lo stop per la pubalgia, anche se l’impressione è che il recupero non sia così lontano dopo un periodo di pausa di due settimane. Non ci sarà neanche Hermoso, che convive con il problema all leopsoas e non dà segnali di migliora-mento. Al suo posto Ghilardi, entrato in quel nucleo delle certezze di cui parla sempre il tecnico. Sperano in una maglia pure Venturino e Pisilli. Al di là delle scelte di formazione la Roma ora deve davvero dimostrare il suo valore.

Il sorteggio «pesca» un derby col Bologna

IL TEMPO (G. TUCHETTI) – Sarà derby italiano agli ottavi di finale di Europa League. La Roma poteva pescare una tra Bologna e Genk e le urne di Nyon hanno sancito la doppia sfida con gli uomini di Vincenzo Italiano. La gara d’andata è in programma giovedì 12 marzo al Dall’Ara (ore 18:45) tra gli impegni di campionato con il Genoa a Marassi (domenica 8 marzo, ore 18) e con il Como al Sinigaglia (domenica 15 marzo, ore 18). Il ritorno si giocherà all’Olimpico giovedì 19 marzo (ore 21), tra la sfida con la squadra di Cesc Fabregas e il match casalingo con il Lecce (domenica 22 marzo, ore 18). In caso di passaggio del turno, la Roma affronterà una tra Aston Villa e Lille ai quarti di finale.

«Con il derby italiano si rischia di perdere il fascino della competizione europea – ha commentato il ds Massara ai microfoni di Sky Sport dopo il sorteggio -. Saranno comunque due bellissime partite, con una posta in palio elevata. Il Bologna è una squadra forte e in salute, che sta tornando sui livelli delle ultime stagioni. Il rammarico è per il ranking». L’Italia, infatti, è certa di perdere una squadra agli ottavi, vedendo cosi ridotte le possibilità di avere un quinto club in Champions il prossimo anno.

La squadra giallorossa, comunque, esce con un piccolo vantaggio dal sorteggio. Per tutto il mese di marzo, infatti, eviterà viaggi all’estero che tolgono energie preziose.

Roma e Bologna si sono già affrontante in questa stagione – all’Olimpico – nella prima giornata di campionato. Era l’esordio sulla panchina giallorossa di Gian Piero Gasperini, che si portò a casa i tre punti grazie al gol di Wesley.

Da sciogliere il nodo legato alla possibilità dei tifosi romanisti di seguire la squadra al Dall’Ara per la gara d’andata. Lo scorso 20 gennaio, il Ministero dell’Interno ha imposto il divieto di trasferta ai tifosi giallorossi (ristretto ai residenti nella Capitale dal TAR) fino al termine della stagione in corso. Un provvedimento adottato in seguito agli scontri – avvenuti il 18 gennaio con alcuni sostenitori della Fiorentina sull’autostrada Al, nei pressi di Bologna, tenendo conto anche dei gravi precedenti in Italia e all’esterno. Spetterà al Viminale decidere se concedere una deroga per l’impegno europeo (come vuole l’Uefa) oppure se mantenere il pugno duro.

Per la quarta volta nella sua storia, la Roma sarà impegnata in un derby italiano in Euroderby. Il ricordo più recente, nonché l’unico favorevole, è il doppio confronto con il Milan nel 2021. La squadra allenata all’epoca da Daniele De Rossi conquistò la semifinale di Europa League, vincendo sia all’andata che al ritorno. Nel 2015, invece, la Roma di Rudi Garcia fu eliminata agli ottavi di Europa League dalla Fiorentina. E, poi, la finale di Coppa UEFA – andata e ritorno – persa con l’Inter nel 1991.

Ritorna Dybala. Ma Gasp prepara la sorpresa


Tutta la settimana a chiedersi chi sarà il partner di Malen e poi, quando si rivede in campo Dybala e la risposta sembra scontata, ecco che Gasp mischia nuovamente le carte. Non Paulo – che ancora è alle prese con le proprie sensazioni (a Trigoria non dimenticano la settimana pre-Napoli quando l’argentino si era allenato regolarmente cinque giorni per poi alzare la bandiera bianca il sabato) e punta a strappare la convocazione – non Zaragoza, forse nemmeno Venturino (che rispetto ai primi due è quello che lo ha convinto di più), ma una mossa a sorpresa. Per carità, premettiamolo a scanso d’equivoci: la settimana senza impegni serve proprio per sperimentare situazioni di gioco volte poi a esser riproposte in partita. […]

Per intenderci: di nuovo 4-2-3-1 con Niccolò a sinistra, Cristante in mezzo e Pellegrini a destra. Ad oggi, è una possibilità. Se dal via o in corsa lo capiremo soltanto domani, perché è difficile che Gasp all’ora di pranzo in conferenza stampa si lasci sfuggire qualcosa. Di sicuro, l’idea di giocare con un centrocampista in più lo stuzzica. […]

Si tratta quindi una partita a scacchi, dove l’ultima mossa potrebbe arrivare paradossalmente quando Gasp avrà la certezza sull’undici iniziale della Juventus. Anche perché poi in panchina, eventualmente, ci sarebbe la possibilità di cambiare l’inerzia della partita o la squadra in corsa inserendo Venturino, Zaragoza, Dybala e/o forse il redivivo El Shaarawy. Una gara che si preannuncia ricca di duelli anche se per la Roma sono due gli uomini dai quali guardarsi: Yildiz e McKennie.

Per loro sono pronti Mancini e Cristante. Ma anche in questo caso, dipende dall’assetto dei giallorossi. Unica certezza? Domani non ci si annoierà.

(Il Messaggero)

Eddie Brock: “Porto la mia Roma a Sanremo”

Eddie Brock sta a Venom come Peter Parker a Spider-Man. Tradotto: uno è il nome “umano”, l’altro quello da supereroe. In questo caso cattivo perché Venom è gigantesco, ha identi da t-rex e una lingua lunga da far rabbrividire. E se vi capiterà di vederlo sul palco del Festival di Sanremo… tranquilli, non starete dando di matto. Il merito – o colpa, fate voi – è di Eddie Brock il cantante: «Il nome è una cagata pazzesca. Ma ormai me lo tengo, fa parte di me».

All’anagrafe sarebbe Edoardo laschi, ma ormai non si torna più indietro. Romano de Roma, 28 anni, nella vita scrive canzoni, gioca a pallone e tifa la Maggica da quando era un pischello. Fino all’altro ieri faceva anche l’operatore turistico, poi una sua canzone è andata virale su TikTok e boom: Festival di Sanremo. Per la serie: come cambiare vita, Eddie Brock edition. All’Ariston canterà Avvoltoi […].

A proposito di pallone, che giocatore sei?

«Faccio il trequartista tipo Cassano o Miccoli, gioco in Seconda Categoria».

La squadra di calcetto dei sogni?

«A destra Candela, a sinistra Holebas, davanti Totti e Cassano. Pur di far giocare loro lo mi metto in porta. Allena Mourinho».

La prima allo stadio?

«E chi se la ricorda, però ho intestala festa al Circo Massimo per lo scudetto. Facemmo anche il bagno nella fontana. So che ora non si può, ma ai tempi giuro che era diverso. Ho una foto con mio papà che mi tiene sulle spalle, io sventolavo una bandiera più grande di me».

All’Olimpico hanno anche messo il tuo successo Non è mica per te…

«Durante Roma-Milan, stupendo. Chiaramente pensi: “Magari prima o poi la canterò veramente in questo stadio ».

E su TikTok…

«Girano migliaia di video con la mia canzone, ne ho visti veramente una marea. Alcuni mi fanno ammazzare dal ridere, tipo gli edit su Stepinski ai tempi del Chievo o altri giocatori improbabili. I miei preferiti sono quelli su Mourinho alla Roma, lui mi gasava proprio».

Giochino. Una tua vittoria a Sanremo o la tua Roma che conquista la Coppa Italia?

«La Coppa Italia no, dai… Dico Sanremo».

E la Roma che vince lo scudetto?

«lo secondo a Sanremo e Roma campione d’italia: posso?».

E se fosse la Champions?

«Posso fare anche ultimo a Sanremo. Qui m’hai fregato perché una Champions a Roma blocca la città per sei mesi».

Vinci Sanremo ma la Roma va in B.

«No, no, no. Non potrei mai. Anche per mio papà e mio fratello, due cuori giallorossi».

(Sportweek)

Intervista a Paulo Sergio: «Wesley mi ricorda Cafù Adesso Totti è pronto»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Due stagioni tra gol e corse sulla fascia nella Roma zemaniana di fine anni no-vanta. Paulo Sergio ricorda con affetto l’esperienza in giallorosso a Il Tempo e promuove il connazionale Wesley. Oltre a un parere sull’ex compagno Totti.

Cosa ne pensa della Roma di Gasperini? Vede già l’identità del nuovo allena-tore?

«Non mi sorprende, Gasperini ha sempre fatto bene ovunque è stato e se il club lo lascia lavorare si possono fare grandi cose con questa base di squadra. Mi piace come gioca, poi ovviamente se vince va tutto bene altrimenti è un casino. Conosco bene la Roma e i suoi tifosi che comunque fanno di tutto per stare dietro alla loro squadra».

Le sarebbe piaciuto lavorare con lui?

«Assolutamente sì. Ho lavorato con grandi allenatori, ho vinto sia in Europa che in Brasile e anche con Zeman all’inizio abbiamo sorpreso tutti. Ma anche Gasperini lo considero tra i migliori e sono sicuro che la squadra con lui continuerà a migliorare».

Cosa ha rappresentato per lei la Roma?

«Sognavo di giocare in Italia. Vedevo dei grandi campioni come Socrates, Junior, Falcao e Zico che giocavano in Serie A ed era il desiderio di tutti i calciatori. Quando si è presentata l’opportunità di venire alla Roma ho accettato subito. Anche perché c’erano già tanti brasiliani come Aldair che mi ha aiutato tantissimo e abbiamo fatto un bel percorso insieme».

Dopo qualche anno è tornato un brasiliano. Pensa che Wesley possa diventare un punto fermo?

«Ha giocato in una grande squadra come il Flamengo, dove c’è tanta pressione come a Roma. Questo sicuramente lo ha aiutato ad ambientarsi. Si è guadagnato anche la nazionale. Quando attacca mi ricorda Cafù, se ha campo libero davanti ha delle giocate importanti. Può crescere ancora tanto con un allenatore che lo stima come Gasperini».

Lei ha giocato con tanti leader. Come vede il momento di Pellegrini?

«È difficile capire cosa gli passi per la testa. Credo che tutti conoscano le sue potenzialità e forse serve un po’ di pazienza. Anche io ho avuto dei momenti complicati».

Nel suo ruolo oggi c’è Soulè, le piace l’argentino?

«Ha ancora tutto il tempo per esplodere definitivamente. Il passaggio alla Roma non è mai facile, ma lui mi sembra un attaccante che ha i mezzi giusti per essere ancora più decisivo».

Roma, Napoli e Juve. Chi va in Champions?

«Come ha detto Gasperini si decide sempre tutto alla fine. Tutte queste squadre hanno attraversato momenti di difficoltà ma credo che la Roma abbia diverse chance di qualificarsi. Saranno decisive le prossime partite. Ricordo un bellissimo Roma-Juve dove ho segnato e abbiamo vinto. Credo che se i giallorossi dovessero vincere si darebbero la spinta quasi decisiva per il quarto posto».

Impossibile non chiederle di Totti. È il momento giusto per tornare?

«Quando ha smesso di giocare ho subito pensato che dovesse studiare prima di avere un ruolo importante nella società, anche perché poi le critiche arrivano sempre, anche per uno come lui. Credo che ora sia pronto, soprattutto se si dedica con tutto se stesso a una vita diversa da quella del calciatore. Nella sua prima esperienza da dirigente credo fosse ancora troppo presto per capire il suo reale valore. È un passaggio non semplice, c’è tanta pressione, molto diversa da quella in campo. Ma ora può fare davvero un grande lavoro».

Calciomercato Roma, ag. Celik: “Pensa solo ai giallorossi”

Uno dei casi più spinosi dei prossimi mesi in casa Roma sarà certamente quello legato al rinnovo di Zeki Celik. Il difensore turco è diventato un imprescindibile per Gian Piero Gasperini, che ha dimostrato fin dal primo momento di contare su di lui, apprezzando soprattutto la sua estrema duttilità.

Il suo contratto scade il 30 giugno e al momento non sembrano esserci margini per il rinnovo, con la Juventus che è in pressing per portarlo a Torino a parametro zero. A spegnere questi rumors è stato l’agente di Celik che, come riportato da Gianluca Di Marzio, con una nota ha chiarito la situazione.

Le voci secondo cui Zeki avrebbe raggiunto un accordo con un club non sono accurate. Attualmente gioca per un club importante, ed è naturale che squadre importanti in Italia e Inghilterra mostrino interesse per un giocatore che compete a questo livello e che il suo nome sia associato a tali club.

Il suo contratto con la Roma scade a fine stagione; tuttavia, nutre grande rispetto per il club. In questa fase non si concentra su questioni contrattuali o di mercato. La sua piena attenzione e il suo impegno sono rivolti a supportare la Roma nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Riteniamo che tutte le altre questioni saranno affrontate e risolte a tempo debito, in modo professionale e rispettoso“.

La Juventus può aspettare. Gasp non risparmia i diffidati

Nessun calcolo sui giocatori diffidati e su quelli appena recuperati. Gasperini va avanti con il suo credo, sempre lo stesso da quando allena: chi è a disposizione, va in campo. Anche perché, in piena volata Champions, la Roma non si può permettere di steccare domani sera contro la Cremonese all’Olimpico, risparmiando qualche titolare in attesa dello scontro diretto contro la Juve, sempre in casa, domenica 1 marzo. […]

Spazio ai fedelissimi. Anche a chi, se prendesse domani il «giallo», salterebbe la stida contro Spalletti. A cominciare quindi da Mancini e Ndicka, punti di riferimento dalla linea arretrata. È vero che, rispetto alle ultime partite, Gasperini ritroverà Hermoso e quindi potrebbe spostare sul centro destra Ghilardi diventato ormai il primo cambio in difesa, ma l’intenzione è di cominciare il match con il trio più collaudato. […]

Il terzo diffidato è Wesley, costretto tra l’altro alla resa a Napoli (si è fatto male per il fallo di Rrahmani nell’azione del rigore). La caviglia, però, è già a posto. Rientrato in gruppo, ma ancora non sa se può partire dall’inizio. Le valutazioni definitive tra oggi e domani. […]

(Corriere della Sera)

Roma, Wesley c’è Celik verso la Juve Gasp vuole Fortini

Rischiare o non rischiare? Il dilemma Gasperini se lo porterà fino a domani. Ma non sull’emergenza attacco, quella c’è e tale rimarrà. Dybala è out, così come Dovbyk, Ferguson, El Shaarawy e molto probabilmente Soulé che continua a non allenarsi per la pu-balgia. Contro la Cremonese l’attacco è allora obbligato: Zaragoza e Pellegrini dietro Malen. Con Vaz. e Ven turino pronti a far rifiatare l’olandese. […]

Discorso diverso per il brasiliano, tornato ieri ad allenarsi con il gruppo. Il fedelissimo di Gasp potrebbe partire dall’inizio, con il mandato di non rischiare nulla in termini di proteste e durezza degli interventi. Ma la spinta sulla sinistra e la pericolosità offensiva di Wesley sono frecce troppo importanti per Gasp. Rischio calcolato: Tsimikas è pronto a subentrare.

Dalla parte opposta agirà Celik, ormai promesso sposo della Juventus. I 3,8 milioni di euro offerti dai bianconeri non verranno pareggiati dal club giallorosso che ha già scelto il sostituto, con il ritorno di Wesley a destra: Niccolò Fortini della Fiorentina. A Trigoria vogliono chiudere l’operazione in primavera dopo il mancato affondo nel mercato di gennaio.

(Repubblica)