All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è la condizione fisica di Paulo Dybala: “Vorrei vederlo prendere in mano la squadra”, dice Fabio Maccheroni. Fabrizio Aspri, invece, si sofferma sulle voci riguardanti il possibile arrivo di Morten Frendrup: “La Roma si rinforzerebbe ma non farebbe il salto di qualità per lottare per lo scudetto”.
____
Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
____
La Roma non dà risposte rispetto al discorso degli accordi con la Uefa e di un eventuale prolungamento. Magari arriverà anche uno sponsor, però deve andare in Champions (PIERO TORRI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)
Può essere che ti serva uno più alla Frendrup che Pisilli, però è meglio aspettare il rientro di El Aynaoui per un discorso di meccanismi di squadra. Dragusin? Verrebbe come scommessa, poi a giugno puoi valutare se si è dimostrato affidabile (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport Roma, 90.9)
Dybala alla Juventus metteva le punizioni sotto all’incrocio, qui non le calcia perché altrimenti può farsi male. Vorrei vederlo prendere in mano la squadra (FABIO MACCHERONI, Rete Sport, 104.2)
Angelino può far parte della rosa ma non di più (GIACOMO DI GIULIO, Rete Sport, 104.2)
Con Frendrup la Roma si rinforzerebbe ma non farebbe il salto di qualità per lottare per lo scudetto (FABRIZIO ASPRI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)
Ferguson? Le parole di Gasperini sono state tanto dure… (PAOLO MARCACCI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)
La Roma accelera sul mercato e punta a chiudere la doppia operazione in attacco per regalare a Gian Piero Gasperini i rinforzi richiesti. Il direttore sportivo Frederic Massara è al lavoro per portare a Trigoria Joshua Zirkzee e Giacomo Raspadori e sta spingendo per trovare l’accordo con Manchester United e Atletico Madrid. Ecco tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulle trattative.
LIVE
16:00 – Come rivelato dal giornalista spagnolo Ruben Uria, si registrano ulteriori contratti tra la Roma e l’Atletico Madrid per Giacomo Raspadori. L’operazione però è complicata: in questo momento la società giallorossa è disposta ad acquistare l’attaccante soltanto in prestito senza obbligo di riscatto e i Colchoneros non vorrebbero “regalare” il calciatore in prestito fino al 30 giugno. Attesi sviluppi per capire se la trattativa potrà procedere o terminare a causa di questa distanza.
GIACOMO RASPADORI. Contactos Atleti-AS Roma. La operación es complicada. Ahora mismo, la Roma solo se plantea la fórmula de cesión hasta 30 de junio, pero sin obligación de compra posterior. El Atleti no está dispuesto a 'regalar' a Raspadori. Veremos si el tema avanza o colapsa.
12:30 – Arrivano aggiornamenti sul fronte Zirkzee. Come scrive il giornalista inglese Ben Jacobs, il giocatore è in attesa di sapere se il Manchester United lo lascerà partire in prestito. I Red Devils, infatti, non hanno ancora dato una risposta né al giocatore né alla Roma.
Joshua Zirkzee is waiting to see whether Manchester United will sanction a loan to Roma.
Talks between Zirkzee and Roma are advanced, but Manchester United haven’t yet told the player or Italian side if they will allow an exit in January.🇳🇱 pic.twitter.com/db2gwUqUBm
12:21 – Secondo quanto riportato da Angelo Mangiante di Sky Sport, la dirigenza giallorossa sta spingendo con forza sui due fronti noti: Joshua Zirkzee del Manchester United e Giacomo Raspadori dell’Atletico Madrid. Il club avrebbe già incassato l’assenso di entrambi i giocatori, che si sarebbero detti disponibili a trasferirsi nella Capitale. Forti di questo doppio “sì”, i giallorossi stanno conducendo le trattative con i rispettivi club per definire formule e tempistiche. L’obiettivo è portare a Trigoria entrambi gli attaccanti, considerate le due grandi priorità per l’attacco di Gasperini, il prima possibile. L’intesa definitiva con Manchester United e Atletico Madrid è ancora da trovare, ma la Roma sembra aver avviato l’assalto per completare il reparto offensivo.
La #Roma spinge forte su tutti e due. Ha l'ok dei due giocatori, tratta con i due club per averli il prima possibile. Formule e tempistiche con una sintesi finale ancora da trovare, ma rimangono le due grandi priorità per il nuovo attacco di Gasperini . @SkySport#MUFC#Atletipic.twitter.com/QdlG20AeZL
Una partita che non potrà mai essere come le altre. Daniele De Rossi si prepara a tornare all’Olimpico da avversario per la prima volta, alla guida del suo Genoa. Alla vigilia della sfida, il tecnico rossoblù ha parlato in conferenza stampa.
Come ha ritrovato i suoi giocatori? «Li ho trovati bene i ragazzi. E ho passato un buon Natale in famiglia. Avevamo fatto un patto, se avessimo fatto dei punti li avrei dato dei giorni liberi. Nonostante delle buone prestazioni non abbiamo raccolto punti».
Chi non ci sarà a Roma? «Gli indisponibili sono sempre gli stessi. Gronbaek oggi ha iniziato a correre, è rientrato Cuenca mentre a Thorsby non è uscita la spalla e non avrà problemi ad essere a disposizione».
Su Thorsby. «Un giocatore come lui è sempre positivo averlo. Ha sempre fatto partite importanti, è molto importante quando fai una prestazione nella fase offensiva, ha i tempi giusti. E’ un giocatore prezioso in qualsiasi partita».
Rientra Ostigard ma Otoa sta facendo bene. Può giocare da centrale o da braccetto? «Torniamo al discorso del poco tempo. Leo ha ricoperto quel ruolo contro il PSG ai tempi del Rennes. Otoa nasce come terzino ma anche come braccetto e potrebbe ricoprire quel ruolo. Marcandalli sta crescendo, ci prendiamo 24 ore per decidere».
Su Ellertsson. «Ne abbiamo sentito parlar bene di lui ma mi sta sorprendendo. Sta mettendo sempre qualità tecnica insieme a qualità fisiche. E’ un giocatore veramente importante non solo per quello che fa in campo ma per le posizioni che può ricoprire».
Come hai visto Ekuban? «Per me è una sorpresa continua. Un giocatore molto forte. E’ partito un po’ dietro nelle gerarchie, ha avuto qualche acciacco e invece sta trovando continuità. Ha sempre fatto delle buone partite e l’ultima forse è stata la migliore. Detto ciò Colombo ha fatto due gol e due assist, Vitinha altrettanto bene, Ekhator mi sembra sempre ogni giorno sempre più dentro alla nostra richiesta. Non che prima non lo fosse ma ora la sta vivendo non più da giovane ma da calciatore fatto. Sono contento degli attaccanti che ho».
Ha detto dopo l’Atalanta avevate il cuore spezzato. «Non è facile ma è la parte importantissima del nostro lavoro. Contro Inter e Atalanta sono state buone prestazioni ma due prestazioni diverse. Contro la Dea per esempio è stata una grande partita, non meritavamo di perdere e la gara va analizzata, non solo il risultato. Da lì ad essere euforici per due sconfitte ce ne passa. Non ci abbattiamo neanche. C’è tempo per andare benissimo e tempo per andare malissimo. Come andazzo siamo partiti bene ma abbiamo ancora tempo per rovinare tutto e per fare un finale di stagione da sogno».
La delusione contro l’Atalanta incide secondo te? «Incide sempre. Il calcio è così, si equilibra. Per quello che io sono contento delle prestazioni che abbiamo fatte perché attraverso quelle prestazioni alla lunga tireremo fuori i punti che ci servono».
Come si affrontano le squadre di Gasperini? «Si affrontano con grande cautela e rispetto. Consapevoli che lui cambia la formazione all’ultimo. Dovremo essere attenti a non concedere spazio alla Roma. Andiamo con grande rispetto, senza paura e con principi non differenti da quelli espressi con l’Atalanta».
Lei per le vacanze è tornato a Roma. E’ già stato fermato dai tifosi? «Lasciamo il calcio al di fuori dei momenti di vita normale. Se n’è parlato tantissimo della partita, forse un po’ troppo. E’ una partita contro una squadra che ho già spiegato cosa significa per me. Negarlo o farlo tabù sarebbe ridicolo. Ho vissuto questa settimana tranquillo come la mia vita. La mia fede calcistica ce l’ho scritta in faccia ma l’ho vissuta con dignità nella mia carriera di calciatore, l’ho vissuta anche quando ero fuori senza chiedere un posto. Io non ho mai creduto agli ex che vanno lì e fanno gol e si disperano. Io voglio fare bella figura ma non c’è quella voglia di vendetta. Io e il mio staff ci svegliamo con il solo unico obiettivo di salvare il Genoa».
Come sarà il suo comportamento in panchina? «Non mi piacciono quei giocatori che cambiano venti squadre e non esultano mai. Per rispetto un po’ di contegno lo dovrò tenere ma se facciamo gol sarò felice. Il rispetto con i tifosi della Roma nasce perché non ho mai detto bugie. Se devo chiamare i giocatori in campo non sto zitto, se devo protestare con l’arbitro protesto. Ecco, se segniamo al 90’ non farò come quando segnò Cristante a Udine. Avrò un po’ di contegno per rispetto».
In panchina ci sarà Gasperini. «Gasperini sarà un riferimento in qualsiasi squadra andrò ad allenare. E’ stato uno dei primi a riportare un tipo di calcio che era un po’ finito nel dimenticatoio. Lui l’ha reso offensivo e moderno. E’ un grande punto di riferimento. Ci siamo sentiti in passato, non in questa settimana. C’è stima da parte mia, abbiamo amici in comune. Ci siamo sentiti quando è arrivato a Roma, ho stima di lui umana e professionale. Lui è un punto di riferimento».
In porta ci sarà Sommariva. Come ha vissuto la settimana il ragazzo? «L’abbraccio a lui all’Atalanta è stato un ringraziamento. Fare il terzo portiere non è facile, lui era dentro tutte le nostre giocate con un punto di riferimento in meno. Sul gol, gli hanno saltato davanti due o tre giocatori e ha subito la rete. Succederà nella sua carriera, succederà nella carriera di Svilar o dei migliori portieri. Noi ripartiamo con grandissima fiducia in lui per questa gara. Il fatto che sia genoano è una motivazione in più e giocare contro la Roma lo renderà più attento nel suo obiettiva».
Il Genoa non ha mai vinto all’Olimpico contro la Roma (lo fece solo al Flaminio) e non ci saranno i tifosi? «Sono cose che passano al di sopra delle nostre teste ma è sempre una sconfitta quando i tifosi non possono seguire la propria squadra in trasferta. Specialmente i nostri che si muovono in massa anche al mercoledì pomeriggio. Sarà una grande mancanza, in campo non cambia nulla. Non abbiamo mai vinto all’Olimpico contro la Roma e sarebbe stato un bene farlo davanti a nostri tifosi».
Un ultimo appello per riempire ancora l’Olimpico. In vista del posticipo di campionato in programma lunedì sera, la Roma ha chiamato a raccolta i propri tifosi per riempire gli ultimi posti rimasti allo stadio. Attraverso i propri canali social, il club ha invitato i sostenitori ad acquistare i biglietti ancora disponibili per “dipingere completamente lo stadio di giallorosso”. I biglietti sono acquistabili tramite i canali ufficiale del club.
🏟️ Ci sono ancora posti per dipingere completamente lo stadio di giallorosso lunedì sera 🟡🔴
Neil El Aynaoui si è preso il Marocco e lo sta trascinando in questa Coppa d’Africa, dimostrando perché il CT Regragui avesse insistito tanto con la Roma per averlo a disposizione fin da subito. Il centrocampista giallorosso è stato tra i migliori nelle prime due uscite, implacabile in mezzo al campo contro Comore prima e poi Mali, dove è stato eletto migliore in campo.
Nonostante il premio individuale, El Aynaoui non ha nascosto la delusione per il pareggio contro il Mali, che ha impedito al Marocco di chiudere in anticipo il discorso qualificazione. Ai microfoni di BeIn Sports, si è preso la responsabilità a nome della squadra: “Siamo delusi perché i tifosi hanno creato un’atmosfera incredibile. Siamo delusi di non essere riusciti a essere all’altezza”.
Il centrocampista ha poi analizzato la prestazione con parole da leader: “Nel secondo tempo non siamo entrati in partita, abbiamo smesso di giocare. Questa è una partita che ci servirà per il resto della competizione; una partita dura 90 minuti, non solo il primo tempo”. Un monito chiaro per i compagni, che sottolinea l’obiettivo di riportare in Marocco un trofeo che manca da 50 anni.
La consegna del progetto dello stadio è un passo fondamentale, ma non l’ultimo. L’iter per vedere le ruspe a Pietralata richiederà ancora circa un anno, con l’inizio dei lavori previsto per i primi mesi del 2027. La prima partita nel nuovo impianto si giocherà probabilmente nella stagione 2029/30, circa due anni dopo il centenario del club.
Ora il progetto passerà al vaglio degli uffici comunali per la “verifica di ottemperanza”, un passaggio politico inedito per controllare il rispetto delle prescrizioni. Successivamente, dopo il voto in Assemblea Capitolina che confermerà il pubblico interesse, si aprirà la Conferenza dei servizi decisoria, che durerà circa quattro mesi.
(…) Sebbene i comitati “No Stadio” siano già pronti a contestare la procedura, i tecnici della Roma assicurano che il progetto è completo. “Quello fatto è stato un lavoro approfondito e rigoroso che ci consentirà di dotare la città di un impianto moderno e sostenibile”, ha dichiarato l’assessore Veloccia.
(…) L’ultimo step sarà la firma della convenzione urbanistica tra il club e il Comune. Ai tifosi non resta che attendere, con la speranza che la recente nomina di un commissario di Governo per gli stadi possa contribuire ad accelerare i tempi.
CORSERA – “Finalmente ce l’abbiamo fatta. Anche noi romanisti avremo il nostro stadio”. Con queste parole, Riccardo Viola, figlio dell’indimenticato presidente Dino, accoglie la notizia della consegna del progetto per l’impianto di Pietralata. Un sogno che suo padre inseguì per anni e che oggi, finalmente, si avvicina a diventare realtà.
«È il più bel regalo per i tifosi e per chi si chiama Viola. Svolta storica, a ridosso del centenario», esordisce Riccardo Viola. Papà Dino ci ha provato fino all’ultimo. Quale era il suo obiettivo dell’epoca? «Lo stesso che hanno i Friedkin oggi. Lo stadio di proprietà farà la Roma più forte. Mio padre ne aveva ancora di più la necessità».
Torniamo a 40 anni fa. Racconti. «La Roma di papà riuscì nell’impresa di sfidare le big del nostro calcio e di quello Europeo. Da grande manager. Ad un certo punto però Dino Viola non bastava più. All’epoca il club viveva di diritti tv e biglietteria. Nel 1986, con la novità di Berlusconi al Milan, ha dovuto vedersela con tre potenze. C’erano anche Agnelli con la Fiat e Moratti con l’attività petrolifera. La nostra era un’azienda familiare».
La Roma non poteva più competere, dunque, con la Juve, l’Inter e il Milan. Con lo stadio di proprietà ce l’avrebbe fatta? «Papà ne era convinto. Avrebbe costruito una cittadella dello sport da vivere quotidianamente. Voleva che ci fosse anche una chiesa. Ma quando fu scelta la Magliana, diventò presto impossibile andare avanti».
Che cosa è successo? «La politica non lo aiutò. Ogni partito voleva dire la sua. (…) Poi cominciarono a dire che papà puntava alla speculazione edilizia, lui che era ingegnere industriale meccanico. (…) In più si diede la priorità alla ristrutturazione dell’Olimpico per Italia 90». (…)
Il progetto dello stadio è stato consegnato, ma l’iter che porterà all’inizio dei lavori a Pietralata è ancora lungo e complesso. Il primo passaggio chiave sarà in Consiglio Comunale, dove l’Aula dovrà confermare il pubblico interesse al progetto.
Si tratta di una verifica di ottemperanza, un controllo per assicurarsi che la Roma abbia recepito nel progetto tutte le prescrizioni richieste due anni fa. Una volta ottenuta la relazione tecnica positiva, si passerà al dibattito politico nelle commissioni e infine al voto in Aula.
(…) Concluso questo passaggio politico, e dopo che la Roma avrà depositato il progetto definitivo completo, si aprirà la Conferenza di servizi decisoria. Questo sarà un passaggio puramente tecnico, gestito dalla Regione o da un eventuale Commissario per gli Stadi di Euro 2032. Se l’esito sarà positivo, il club potrà richiedere il permesso a costruire. Infine, essendo un’opera su aree pubbliche, sarà necessario un bando di gara europeo, su cui la Roma avrà comunque diritto di prelazione.
Le incognite sui tempi restano molte. La Roma stima due anni di lavori dalla posa della prima pietra, ma nel mezzo ci sono diversi fattori da considerare: gli annunciati ricorsi, il completamento degli scavi archeologici e le tempistiche burocratiche. Una nomina rapida del Commissario agli Stadi potrebbe accelerare il tutto, ma al momento non ci sono certezze.
CORSPORT – Julio Sergio, ex portiere della Roma, affronta il suo primo Natale senza il figlio Enzo, scomparso a 15 anni lo scorso luglio. In una toccante intervista, parla del suo dolore, del rapporto indissolubile con la Roma e del ritorno di Daniele De Rossi all’Olimpico, questa volta da avversario.
(…) Il primo Natale senza di lui. “Andrò al lago, cercherò di gestire tutto questo”.
Come si fa? «Non lo so. Tutto nuovo, tutto strano, restiamo tranquilli e aspettiamo. Mi consola sapere che ho fatto tutto quello che potevo, che Enzo è partito dopo la nostra ultima chiacchierata. Ho un audio con me di quel giorno, mi basta. La mancanza invece… Ecco, quella non è facile da gestire». (…)
Parliamo un po’ di calcio: sa che partita c’è a Roma lunedì? «Seguo abbastanza la Serie A, Daniele torna a Roma».
Che compagno era Daniele De Rossi? «Un ragazzo eccezionale. Dopo il derby vinto con Ranieri, quello in cui parai il rigore di Floccari, venne a dirmi una cosa tanto semplice quanto forte: per i bravi ragazzi, quelli che fanno le cose per bene, prima o poi arrivano le soddisfazioni. Mi piace pensare che sia ancora così». (…)
Anche la Roma lotta per il titolo? «Per la Champions sicuro, per lo scudetto vedo Inter, Napoli o Milan».
Roma e la Roma: la voce trema un po’. «Enzo e mia figlia sono nati a Roma, lui di fronte Castel Sant’Angelo. Ho vissuto momenti indimenticabili e ancora adesso il club è stato fantastico con me. La maglia spedita, la vicinanza… Mio figlio quando ha visto la maglietta che mi era stata inviata era molto felice, sono cose importanti queste». (…)
A proposito di portieri: un giudizio su Svilar? «Tra i primi d’Europa. Ha ancora un margine di crescita importante, può diventare il primo». (…)
Chi è Julio Sergio oggi? «Un uomo, un padre, che prova a resistere. Quando sei in mezzo alla tempesta, tutti i giorni ti svegli con l’ansia, con l’angoscia delle mille cose da fare. Sei in un tempo in cui non esiste la tranquillità o la testa libera. (…) Dopo che Enzo è partito ho pensato di dover essere forte per trasformare questa energia e magari poter aiutare chi è nella stessa situazione. Posso dire un’ultima cosa?»
Prego. «Tifosi della Roma: grazie. Il mio Instagram è fatto soprattutto dal popolo di Roma (testuale, ndr) e io il vostro affetto l’ho sentito tutto. Sempre. E lo ha sentito anche Enzo che ha potuto, almeno un po’, capire come siete fatti. Grazie». (…)
Joshua Zirkzee ha deciso: il suo futuro è a tinte giallorosse. L’attaccante olandese ha scelto la Roma come unica destinazione, pronto ad aspettare i tempi lunghi imposti dal Manchester United pur di essere allenato da Gian Piero Gasperini. La fiducia trasmessa dal ds Massara è stata decisiva: il club farà di tutto per portarlo nella Capitale.
Zirkzee vede in Gasperini il tecnico ideale per rilanciarsi dopo un’esperienza deludente a Manchester, fatta di tanta panchina e un solo gol in stagione. L’allenatore, dal canto suo, lo immagina al centro del suo progetto, un centravanti atipico ma con un grande istinto del gol da risvegliare. Un’occasione reciproca che entrambe le parti non vogliono lasciarsi sfuggire.
(…) La trattativa procede. Massara ha messo sul piatto un prestito oneroso (superiore ai 5 milioni) con obbligo di riscatto fissato intorno ai 30. Lo United prende tempo, ma la volontà ferrea del giocatore, che ha chiuso la porta ad altri club, sarà determinante.
Il mercato giallorosso, però, non si ferma qui. Gasperini ha chiesto altri rinforzi. Per l’attacco, i contatti con Raspadori sono avviati, ma al momento la trattativa non è calda. A centrocampo, si approfondirà il discorso con il Genoa per lo scambio di prestiti tra Pisilli e Frendrup, un profilo che a Gasp non dispiace. Infine, un occhio al futuro: si monitora la situazione di Zappacosta, fedelissimo del tecnico, in scadenza con l’Atalanta.