Calciomercato Roma: l’Inter non molla Koné. Chivu stravede per il francese

L’Inter non molla Manu Koné. Secondo quanto riferito da Pasquale Guarro, infatti, la questione si è complicata rispetto a questa estate visto che giallorossi e nerazzurri lottano per lo stesso obiettivo, ma in viale della Liberazione non hanno abbandonato l’idea di arrivare al francese. Chivu stravede per il centrocampista e crede sia l’unico che valga un sacrificio. I vertici dell’Inter stanno cercando di capire se ci sono i margini per arrivare a Koné.

L’aria che tira

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Non esiste al mondo un direttore sportivo che manifesti ottimismo in vista di una sessione di mercato. È una regola. Piangere miseria, bagnare le polveri, non alzare l’asta delle aspettative. Fanno il loro mestiere. È giusto che sia così. C’era un dirigente quasi cinque anni fa che trattava con Sarri e col suo procuratore arrivando quasi alla firma, mentre il presidente a Londra definiva i dettagli dell’ingaggio di un altro allenatore. E quel dirigente, inizialmente tenuto fuori dalla vera trattativa, convinceva chi in buona fede gli metteva la pulce nell’orecchio, invitando gli astanti a non creare illusioni fra i tifosi della Roma. Perché accade anche questo. Che quando nessuno se lo aspetta intervengono i presidenti e aprono il portafogli. Anche in contesti in cui bisogna fare calcoli precisi per via di accordi finanziari con l’Uefa.

La Roma può fare mercato a gennaio. Può spendere. Anche perché non deve acquistare Valverde o Haaland. Molti organi di informazione da qualche giorno stanno tirando il freno a mano. Ribadendo l’ovvio, ossia che esistono i paletti Uefa, e evidenziando quanto sia complicato il mercato di gennaio, quanto siano capricciosi i proprietari dei cartellini dei calciatori ambiti, quanto siano ingordi procuratori e mediatori. Roba vecchia. Nota, arcinota. Ciò che si legge è ciò che spesso raccontano i dirigenti a intermediari e giornalisti, perché oltre a non volere generare illusorie aspettative, creano attorno a se stessi una specie di protezione verbale, che poi possa portare a dire “eh povero Direttore, come poteva rafforzare la squadra con tutti i problemi che ci sono?“. Vale per tutti. Galliani era maestro nel gettare acqua sul fuoco. Per Marotta l’hobby preferito è piangere miseria nonostante i fatti parlino di Inter che ogni anno spende per cartellini e commissioni. Leggere il mercato, significa anche andare oltre le frasi ripetute a pappagallo e diffuse tramite mass media.

In the box – @augustociardi75

“Amami e basta”: AS Roma e HDI Assicurazioni uniscono le forze contro la violenza di genere

La Roma e HDI Assicurazioni si uniscono nella battaglia contro la violenza di genere. Il club giallorosso ha pubblicato una nota sul proprio sito ufficiale con la quale viene spiegata l’iniziativa.

“Iniziativa di sensibilizzazione con l’Insurance Partner HDI Assicurazioni per inviare un messaggio condiviso sull’importanza della lotta alla violenza di genere attraverso la campagna “Amami e Basta”, avviata dal Club nel 2020.Per celebrare insieme la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre, l’AS Roma e HDI Assicurazioni hanno scelto di inviare un messaggio forte e chiaro sull’impegno condiviso per l’azione di contrasto a questo drammatico fenomeno.

In occasione della partita di Serie A Women Como-Roma del 23 novembre, la squadra femminile scenderà in campo mostrando sul pantaloncino il logo della campagna “Amami e Basta” in aggiunta a quello di HDI Assicurazioni, presente dal 2023 e stampato anche sugli shorts da gara della squadra maschile in occasione di alcune amichevoli disputate nella pre-season 2025/26. Nella stessa giornata, anche la squadra guidata da Gian Piero Gasperini indosserà i pantaloncini con il claim della campagna durante il warm-up di Cremonese-Roma.L’iniziativa, ideata per ribadire l’impegno che l’AS Roma e HDI Assicurazioni condividono da tempo per promuovere la cultura del rispetto del genere femminile e dei valori di pari opportunità, permetterà di dare un contributo concreto a supporto dei Centri Antiviolenza di Roma Capitale. I pantaloncini con il logo “Amami e Basta” indossati dalle calciatrici e dai calciatori giallorossi andranno infatti all’asta sul sito di MatchWornShirt nei prossimi giorni, consentendo di destinare parte del ricavato alle strutture del territorio che offrono aiuto alle donne vittime di violenza”.

(asroma.com)

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Mondiale U17, Italia-Burkina Faso 1-0: Campaniello spedisce gli azzurri in semifinale. Arena in campo 70′, panchina per Maccaroni (FOTO)

Altra vittoria e semifinale raggiunta per l’Italia Under 17. Gli “Azzurrini” hanno battuto 1-0 il Burkina Faso grazie alla rete segnata da Campaniello al minuto 83. Antonio Arena è rimasto in campo fino al 70′, mentre Valerio Maccaroni è rimasto in panchina per tutta la durata del match.

Calciomercato Roma: Eguinaldo rimane nel mirino. C’è anche l’Atletico Madrid

La Roma non molla Eguinaldo. L’esterno brasiliano dello Shakhtar Donetsk era stato accostato ai giallorossi già durante il mercato estivo, ma secondo quanto riferito dal giornalista di TeamTALK Rudy Galetti l’interesse non si sarebbe spento, anzi. Su di lui c’è anche l’Atletico Madrid di Simeone.

La falconiera scartata da Lotito si sfoga: “Essere laziale mi ha penalizzata”

Radio Laziale – Manuela Piergentili, falconiera, si è sfogata ai microfoni dell’emittente bianconceleste e ha detto di non essere stata scelta per il ruolo di falconiere del club per via della sua fede laziale. Le sue parole:

Il caso Bernabé è uscito intorno a metà gennaio. Io il 18 gennaio mando un’email alla dottoressa Mezzaroma, perché sapevo che volevano una falconiera donna. Io laziale, con una passione per i rapaci ho deciso di provarci. Dopo circa un’ora ricevo una telefonata dal presidente Lotito e mi ha chiesto se potevamo incontrarci il giorno stesso alle 15.00 per il primo colloquio. Abbiamo parlato dell’addestramento, delle tempistiche, del fattore economico. Io ho suggerito di prendere un’aquila da intestare alla Lazio, in modo che se dovesse andar via il falconiere l’aquila resta e si adatta a quello successivo. Dopo un’ora l’avevo trovata io in Germania, sarebbe stato un maschio. Tra gennaio e febbraio non ho sentito nessuno. Ho chiamato il presidente che mi ha chiesto di pazientare perché Bernabé era ancora dentro Formello. Nel frattempo, al mio fianco c’era una persona che ritenevo mia amica, perché l’amicizia ce l’avevo solo io. C’erano degli eventi in corso extra-lazio in quel periodo e io sinceramente non volevo farli, perché mi interessava solamente far volare l’aquila allo stadio. Più e più volte a questa persona ho detto che non volevo farli. Successivamente è subentrato un terzo individuo e da quel momento ho visto il deserto intorno a me”.

Ancora: “Il 6 maggio mi richiama la dottoressa Mezzaroma per un colloquio conoscitivo in cui c’era lei, io, Floridi ed Enrico Lotito. Abbiamo parlato di nuovo dell’addestramento, del nome dell’aquila. Ho presentato un progetto che è piaciuto alla società e che oggi stanno mettendo in atto con il nuovo falconiere, Giacomo, che è una persona esterna a questa storia. Avevo perfino proposto di presentarla nel ritiro a Formello e poi farla abituare allo stadio, facendogli fare il giro del campo sul pugno. Io penso che il fatto di essere laziale mi abbia penalizzato, è un mio sentore. Noi in quel momento parlavamo di tutto, ero convinta fossi io. Poi sono spariti tutti. Penso che quei due individui di cui parlavo, si sono messi nel mezzo di questa cosa e hanno fatto una collisione tra me e la Lazio. Perché farlo? Per quegli eventi che non ho voluto fare. Io ho suggerito un’altra persona che è stata portata a fare degli eventi al posto mio. Credo sia stato questo il punto di rottura. Io sono delusa del fatto di non esser stata proprio avvisata. Per me la società può fare quel che vuole, i soldi sono suoi, ma sono delusa dal fatto che sono spariti. Non mi hanno fatto neanche una chiamata“.

Roma Primavera, Guidi: “Contro la Juventus è un grande test. Stiamo seguendo Arena e Maccaroni, siamo contenti” (VIDEO)

Federico Guidi, allenatore della Roma Primavera, ha parlato ai microfoni dei canali ufficiali del club in vista del match contro la Juventus in programma domani alle ore 13:00. Ecco le sue parole:

È chiaro che quando hai un trend estremamente positivo, perdere un po’ la continuità ti dispiace. Però non dimentichiamoci che abbiamo a che fare con ragazzi in formazione e avere più tempo da dedicare a ogni singolo calciatore, piuttosto che perdere tempo sulla preparazione della partita, è estremamente importante. Quindi abbiamo sfruttato questo periodo, queste due settimane, come avevamo fatto in precedenza, e devo dire che sono altrettanto soddisfatto di ciò che ho visto“.

Con l’Inter è stata una partita spettacolare. Si aspetta una partita del genere anche a Torino questa volta?
Sì, assolutamente sì, perché la Juventus, come l’Inter, è una squadra molto propositiva, una squadra che fa un calcio estremamente tecnico, all’interno della rosa giocatori di grande qualità. E quindi mi aspetto che sia una bellissima partita, sia da giocare che da vedere. Perché sono due squadre che sanno giocare, che hanno un’identità chiara e che vogliono sempre cercare di essere protagonisti sul campo, cercando di dominare il gioco. Quindi è veramente un bel test match“.

Prosegue l’esperienza di Maccaroni e Arena con l’U17. Che esperienza è?
Sì, li stiamo seguendo. Sono due ragazzi che, insieme a tutto il gruppo, stanno facendo molto bene. Tra l’altro stanno giocando anche con grande intensità, in entrambe le fasi. Maccaroni sta interpretando più spazi e lo sta facendo molto bene. Antonio Arena, chiaramente, davanti sta facendo giocare bene la squadra, sta dando intensità nella pressione, pressing; oltre ai gol ha fatto anche assist. Quindi siamo contenti che anche a livello internazionale i ragazzi stiano mettendo in campo quelle cose che cerchiamo di inculcargli quotidianamente e soprattutto siamo contenti che lo stiano facendo bene in un Mondiale che è una vetrina prestigiosa con la maglia azzurra“.

PISILLI: “Il campetto di Casal Palocco è quello a cui sono più legato in assoluto” (VIDEO)

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Il centrocampista della Roma e della Nazionale Italiana Under 21 Niccolò Pisilli è stato intervistato dal canale e ha parlato del campetto sul quale ha mosso i primi passi. Ecco le sue risposte:

Quando giocavi su questo campetto non c’erano delle persone a filmarti?
“No, mai, perché stiamo proprio, come hai detto te, letteralmente a casa mia, cioè a casa di mia mamma. Questo è il posto dove sono cresciuto, giocando con mio fratello, con tutti i miei amici, e diciamo che questo forse è il campo a cui sono più legato in assoluto”.

Che tra l’altro tu hai dipinto poi, no? Mi facevi vedere prima, che ci sono un po’ di ricordi.
“Mi ricordo un giorno, c’eravamo messi proprio a fare l’area, il centrocampo, e avevamo pitturato la porta centrale per definire appunto la porta. E poi giocavamo tutti i giorni su questo campo, che nasce come una pista da pattinaggio, ma alla fine l’abbiamo trasformata in una sorta di gabbia per giocare a calcio”.

E disturbavate un po’ i vecchietti, diciamo, in zona.
“Abbiamo sempre dato un po’ fastidio, soprattutto con questa casa qui davanti, avevamo qualche problema. Per noi quella era come stare all’Olimpico o chissà dove. In quel momento eravamo felicissimi”.

Poi mi raccontavi del tuo vicino di casa con cui hai condiviso un po’ di storia giovanile.
“Siamo entrati alla Roma insieme e poi abbiamo giocato per nove anni insieme. L’anno prima della primavera è andato via ma andavamo tutti i giorni a calcio insieme. I miei genitori si organizzavano con i suoi genitori per l’accompagno, per il ritorno. E quindi era bello, perché anche durante il viaggio per andare a Trigoria stavamo fissi insieme.

Quindi non vi hanno scoperto qua però quelli della Roma.
“Non è mai venuto un conservatore qui, però è stata bene perché c’erano tanti ragazzetti bravi e ci divertivamo proprio (ride ndr)”.