IL TEMPO (F. BIAFORA) – Rispondere colpo su colpo per tenere in piedi la chance di tornare a sentire la tanto agognata musichetta dell’inno della Champions. La Roma si presenta a Parma (ore 18) all’indomani del successo della Juventus in casa del Lecce e non ci sono vie di scampo per Gasperini e i suoi: la vittoria è necessaria per continuare poi a sperare in un passo falso dei bianconeri in una delle ultime due giornate di campionato. Con un occhio ben attento anche al risultato del Milan, avanti di tre punti rispetto ai giallorossi e in difficoltà nell’ultimo periodo. Nella Capitale si parla quasi solo del futuro e della programmazione della prossima stagione, ma l’allenatore piemontese tiene tutti concentrati sul campo, spostando continuamente il focus sulla partita con la squadra di Cuesta nella conferenza stampa della vigilia: «Quello che conta è il campionato, sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, quindi la concentrazione massima è su quello. Sul resto sono situazioni molto legate a quello che la società chiaramente vuole fare, poi dopo le cose si evolvono anche velocemente, magari con la fine del campionato. Io sono sempre dell’idea che bisogna migliorarsi, cercare di mettere, quando si può, degli elementi che possano portare un valore aggiunto. È chiaro che arriverà il momento in cui dovremmo veramente essere una squadra forte. Su questo non possiamo permetterci di avere dubbi e incertezze. Però si può operare bene anche senza i ricavi della Champions». Poi si passa all’avversario di turno: «Cuesta è un ragazzo molto preparato, il suo Parma è una squadra solida, ha fatto dei risultati veramente importanti, si sono salvati con diverse giornate d’anticipo, un bel traguardo al primo anno in Serie A». Ovviamente l’attenzione va anche sulla questione del direttore sportivo, con le quotazioni di Manna per la sostituzione di Massara in discesa, visto che per ora il Napoli non ha intenzione di liberarlo a meno che non gli venga pagato un corrispettivo di 5-6 milioni di euro: «I casting si sprecano un po’ da tutte le parti. Allenatore e ds devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse, devono parlarsi con grande sincerità e avere un unico obiettivo. Li vedo come due ruoli molto legati. Io cerco di portare avanti quelli che sono stati i miei punti di forza». Infine arriva un discorso chiaro sul mercato e sulle sirene riguardanti Koné: «Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte. Lui è un giocatore forte, mi piacerebbe tenerlo, poi un’offerta irrinunciabile ti consente forse di fare altre cose. Ma questo discorso vale per tutti».
Autore: M
Gasp punge i Friedkin: “Per rafforzare la Roma voglio essere ascoltato”
Gasperini ha voglia di essere ascoltato. Lo fa capire in ogni modo: «In questo momento la proprietà è impegnatissima. Quando riterrà opportuno di potersi muovere, accelererà». Tradotto: sul «binario della programmazione futura», che il tecnico della Roma ha già menzionato nei giorni scorsi, non si registrano passi avanti e bisogna sbrigarsi per non restare indietro rispetto alla concorrenza. […]Al Tardini, stasera dalle 18, c’è il Parma di Cuesta. Il quarto posto (che garantisce l’accesso in Champions) è ancora lì, a portata di mano. «Fino a qualche anno fa non sarebbe fregato a nessuno di arrivare quarti», sorride l’allenatore. Alla Roma, invece, frega tantissimo. Perché la programmazione menzionata da Gasperini dipende anche dai quasi 20 milioni di euro che la società incasserebbe dall’eventuale qualificazione. […] In ogni caso, «il mondo è pieno di società che sanno fare bene sul mercato senza risorse importanti», punge il tecnico. Un messaggio a Dan e Ryan Friedkin, che Gasperini vorrebbe incontrare – di persona, non in chiamata – prima della fine della stagione. La sola presenza di Corbin, fratello del vicepresidente, non può bastare. […] Il ds Frederic Massara è ancora in carica e – almeno per ora – resiste alle frecciate di Gasp: «L’allenatore e il direttore sportivo devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse». Mentre le rivali si muovono (l’Atalanta è su Giuntoli, che libererebbe D’Amico molto vicino al Milan), Trigoria riflette: «In questo momento i casting si sprecano», rivela il tecnico. Che manda segnali ai Friedkin, al ds e anche ai giocatori. […] Riecco l’undici titolare che ha travolto la Fiorentina: davanti a Svilar il trio Mancini-Ndicka-Hermoso; sulle fasce Celik e Wesley; in mezzo la coppia Koné-Cristante. Infine il tridente: dietro a Malen pronti Pisilli (in vantaggio su Dybala, «che deve ritrovare la forza nella gamba») e Soulé («non ancora al meglio). Buone notizie per Angelino, che «sta tornando a essere il giocatore visto la scorsa stagione. Un bel segnale per l’anno prossimo».
(la Repubblica)
Qui Trigoria, chi è Pietro Scala? Wesley, Bailey ma anche riferimento per Ryan Friedkin
Il nome di Pietro Scala è diventato di dominio pubblico durante la conferenza stampa di ieri a Trigoria […] Ma chi è Scala? E un procuratore, che secondo Report avrebbe la licenza Fifa solo da novembre 2025. In realtà, sui registri Figc risulta regolarmente iscritto (almeno) da gennaio 2025, tanto da risultare come riferimento conclusivo di una trattativa Italia-estero. Scala è amico personale di Ryan Friedkin e uomo molto ascoltato dalla proprietà negli ultimi mesi, tanto da esser stato più volte riferimento nelle vicende di Trigoria.
(Corsera)
Roma a Parma per la Champions. Gasp non cambia. Derby: si va verso lunedì alle 18
[…] Gasperini, in piena volata Champions, non vuole distrazioni per la squadra. E nemmeno per sé. Quindi la scelta del nuovo ds passa momentaneamente in secondo piano come l’atteso vertice con i Friedkin. Gian Piero insiste per parlare di calcio e lo accontentano a fatica. Quando ci riesce, fa capire le sue intenzioni per la partita di oggi al Tardini. Squadra che vince, non si tocca. «La Roma sta facendo bene, siamo in un momento di fiducia». Gasperini, insomma, pensa di confermare gli undici che hanno superato lunedì la Fiorentina. L’unica differenza può essere la posizione di Pisilli, allineato a Soulé, cioè da trequartista a sinistra nel 3-4-2-1, alle spalle di Malen. Cristante torna in mediana, abbassandosi accanto a Koné. Nella lista dei 23 convocati per il viaggio in Emilia sono entrati in extremis Gollini ed El Shaarawy. A proposito di ds, Giuntoli va all’Atalanta. Che però non ha ancora deciso se liberare
D’Amico, tra i candidati principali per la sostituzione di Massara. […] E prima della fine ci sarà il derby: vicino lo slittamento di data per evitare la sovrapposizione con gli Internazionali, si va verso lunedì 18 alle 18 come data e orario.
(Corsera)
Re Gasp indica la strada, quarto posto e nuovo ds: “Nessuno è incedibile”
Non basterebbe un report sulla Roma. Ma no, mica quelli con la R maiuscola, mica la trasmissione tv che ieri ha agitato la parte finale della conferenza stampa di Gian Piero Gasperini, con una domanda relativa alle commissioni pagate per i trasferimenti di Bailey e Wesley. Ne servirebbero tanti, pure la r minuscola, per capire il fermento che c’è dentro Trigoria per salire al potere del club. Lì dove oggi c’è un solo uomo al comando, l’allenatore, intorno al quale ruoteranno tutte le scelte future, pure quelle meno tecniche. […] Ma la Roma, più che il campo, avrebbe necessità di ristrutturare un’area dirigenziale di fatto svuotata, quella nella quale oggi continua a lavorare il direttore sportivo Ricky Massara (con un contratto fino al 2028), sfiduciato privatamente e pubblicamente da Re Gasp. Paradossale, ma il paradosso è di casa con i Friedkin. Che si affidano ai consiglieri, un ex pilota d’aerei come Ed Shipley che spesso si affaccia in città oppure il Pietro Scala citato da Report, appunto, un procuratore che da tempo ha accesso facile a Trigoria, riferimento stretto della proprietà Usa pure sulla dinamiche interne del club. Dentro questo universo particolare che è la Roma, può capitare che valga più o meno tutto. Ma soprattutto, può capitare che figure esterne provino a sponsorizzarsi, a trovare la via giusta per aprire un canale di comunicazione o di mercato, insomma pure che procuratori si leghino a questo o a quel direttore sportivo per un prossimo futuro. […] Chi prenderà il posto di Massara? Non Giuntoli, bocciato dai Friedkin per la vicinanza a figure poco gradite alla proprietà, peraltro oggi pure destinato all’Atalanta. Gasp, che nei fatti avrà voce in capitolo, vuole e spinge fortemente per uno tra D’Amico e Manna: il primo è tentato anche dal Milan, il secondo è sotto contratto col Napoli e De Laurentiis di solito non apre i portoni a chi si presenta senza bussare. Ergo: regna il caos. […] La calma pare eccessiva, in verità. Entro 51 giorni, ovvero il 30 giugno, la Roma deve tirar fuori circa 60 milioni di euro di plusvalenze non rimandabili, per rispettare il settlement agreement con la Uefa e non incorrere in sanzioni. Significa che almeno due big, due titolari, saranno ceduti: Koné, Ndicka e Svilar sono i tre indiziati principali. […] Per sperare, non c’è altra via che cercare la terza vittoria consecutiva oggi a Parma. Gasperini è orientato a confermare la formazione che ha travolto la Fiorentina, in attacco palla a Malen: con lui, in 14 giornate, segnate le stesse reti (26) che la Roma aveva messo insieme nelle prime 21 partite. In fondo, sono questi report più dolci.
(Corsera)
Champions e futuro, Gasperini in missione
Gian Piero Gasperini da Grugliasco lo sa bene: servono nove punti, e non è detto che bastino. Si concentra sulla squadra e sul risultato di oggi al Tardini contro un Parma ormai salvo e pericolosamente tranquillo. Ma sa pure che, davanti a lui, si sta disegnando il futuro della Roma. Con la Champions o senza, ma l’obiettivo comune è unico: rendere forte la squadra, ribadendo con forza il concetto «con le mie idee». Chiaro. Cosa scegli a fare un allenatore come lui se poi non lo ascolti? Su qualche idea, è stato assecondato: sono andati via Ranieri e sta per farlo Massara, i Friedkin gli hanno messo in mano le chiavi di Trigoria. La strada è spianata e i concetti chiari. […] L’impressione è che in questo momento di incertezza in società, con la mancanza di un nuovo ds, la Roma sia in ritardo per la programmazione del futuro. Gasp comunque ha sempre sostenuto che l’attuale rosa non vada smantellata ma ritoccata. «Che questo sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest’anno, le reazioni
che ha avuto in tutto il campionato. Nei momenti di difficoltà ha sempre reagito e fatto buoni risultati, si è tenuta in posizione alta di classifica. Per il resto si vedrà quest’estate, io sono dell’idea che bisogna sempre migliorarsi e mettere elementi che possono portare valore aggiunto. Se mi guardo intorno non ci sono società che stanno marciando così velocemente». Gasperini non sorprende né si sorprende all’idea di vedersi privare di alcuni big, ad esempio Koné. «Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più, forse solo nelle squadre top mondiali. La differenza la fa sempre l’aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili tutti, tranne pochissimi esempi, sono rinunciabili. Ma questo tipo di offerte sono rarissime. Koné è un giocatore forte, mi piacerebbe averlo anche la prossima stagione, dunque spero continui a giocare per la Roma. Poi di fronte a un’offerta di quel tipo, una cessione ti può consentire di fare altre cose. Mi sembra un discorso che fila, e che vale per tutti». Tutti, dunque, anche per uno come Soulé, che definisce «un giocatore importante». Oggi in campo al Tardini ci sarà proprio Matias dietro a Malen, con Cristante (o Pisilli) nel ruolo di secondo incursore. La formazione è quasi scontata, compresa la presenza di Mancini diffidato e pericolante in vista del derby. Gasp non conosce la parola «riposo», quindi dentro chi ha giocato con la Fiorentina, gli altri saranno ingressi secondari. […]
(Il Messaggero)
Giuntoli all’Atalanta libera D’Amico. C’è Manna, ma De Laurentiis non molla
[…] Gasperini attende Ryan (dovrebbe arrivare prima del derby) per iniziare a parlare della Roma che verrà partendo dal nodo legato al direttore sportivo. «Evidentemente non è ancora il momento giusto», ha detto il tecnico che però ha senza dubbio fretta. Per sostituire Massara la corsa è a due ma è piena di ostacoli. Andiamo con ordine. Il preferito a Trigoria è Manna, qualche contatto nei giorni scorsi c’è stato, ma la volontà di De Laurentiis è quella di non lasciarlo partire. […] Il motivo è semplice: ha apprezzato il lavoro svolto a gennaio nonostante il blocco del mercato, l’affare Alisson Santos ne è la conferma. La pista si è raffreddata ma non è ancora chiusa anche perché i giallorossi possono mettere sul piatto un ingaggio tre volte superiore a quello che percepisce a Napoli (300mila euro più bonus). […] Chi, invece, ha anticipato i tempi è l’Atalanta che a giugno saluterà D’Amico e accoglierà Giuntoli (profilo scartato dai Friedkin). È lui l’alternativa a Manna, tra qualche settimana sarà senza contratto ma anche qui la situazione è tutt’altro che semplice. Sullo sfondo c’è il Milan e nonostante il buon rapporto con Gasp (i due hanno parlato a lungo all’Olimpico) la preferenza del dirigente è per i rossoneri che già l’anno scorso avevano provato a portarlo a Milano prima di virare su Tare che ora è in bilico. In lista c’è Paratici ma difficilmente si muoverà da Firenze, più defilato Sogliano. […] Gasp spinge anche per rivoluzionare il settore degli scout. Tra i nomi in lizza c’è Michele Fratini (premiato per due anni consecutivi come miglior talent scout italiano). Ad agitare la vigilia di Parma-Roma ci ha pensato un’inchiesta di Report sul coinvolgimento di Pietro Scala sulle operazioni Wesley e Bailey che gli hanno permesso di incassare oltre 2 milioni di euro di cui 140mila per il giamaicano e 2.2 milioni (divisi in 5 anni) per il brasiliano. Il fatto non preoccupa il club giallorosso che fa trapelare di aver agito rispettando tutte le norme. L’agente (amico di Ryan) – attraverso la società Apex Sports Agency – ha operato nell’ambito delle proprie abilitazioni Figc e Coni (risulta iscritto al registro federale degli agenti sportivi della Figc dall’ll giugno 2025), svolgendo attività di assistenza nella formalizzazione dei contratti. Inoltre, non ha svolto attività che richiedessero abilitazione o licenza Fifa. […]
(Il Messaggero)
Roma in missione: “Prima la Champions, poi parlerò col club”
Crederci lo stesso, fino in fondo, non è una speranza, è qualcosa di più, di fatto un ordine. Perché nonostante la vittoria della Juventus di ieri a Lecce, Gian Piero Gasperini non vuole sentire ragioni, ne vedere abbassamenti del livello di concentrazione. Oggi a Parma c’è da vincere una partita chiave, per restare agganciati al treno della Champions League e continuare a tenere il fiato sul collo dei
bianconeri. […] Già, ma la Roma non ha alternative. Anche perché l’obiettivo resta proprio quel quarto posto li, che porta dritti dritti in Champions, laddove la Roma manca oramai da sette lunghe stagioni. […] Gasp sperava di avere da giorni un colloquio con Dan Friedkin, cosa che però non è successa. «In questo momento la proprietà è impegnatissima, quando riterrà opportuno di poterlo fare accelererà su tutto. E se sarò coinvolto, discuterò con lei di ogni questione». Che poi vuol dire la scelta del nuovo ds («vedo che i casting si sprecano», ci scherza su Gasp), il mercato, i rinnovi e l’organizzazione interna di Trigoria. Un mondo, quello giallorosso, che oramai è nelle sue mani e che lui dovrà essere bravo a maneggiare con cura. «Ripeto, secondo me allenatore e direttore sportivo devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse. Devono parlarsi con sincerità e vedere quello che si può fare per il bene della società e della squadra, con un unico obiettivo: migliorare tecnicamente la squadra, andando a cercare giocatori con le caratteristiche necessarie all’allenatore, compatibilmente con le esigenze economiche del ds». […] Tra l’altro, oggi si affronteranno anche il tecnico più anziano della Serie A (Gasperini, 68 anni) e quello più giovane (Cuesta, 30). «E un ragazzo molto preparato – chiude Gasp -. Ha saltato molti ostacoli ed è arrivato direttamente in alto, mentre altri devono fare una strada tortuosa. Lui ha preso la direttissima, ma ha dimostrato di saper far bene».
(Gasport)
Primavera Femminile, il 9 maggio le semifinali della final four: la Roma affronta il Sassuolo
Sono in programma sabato 9 maggio le semifinali della final four scudetto Primavera. Le giallorosse, dopo aver sorpassato in vetta la Juventus nell’ultima giornata della stagione regolare, saranno impegnate al “Mapei Football Center” contro il Sassuolo nella semifinale unica (calcio d’inizio alle 17:30). L’altra semifinale in programma è Juventus-Milan (ore 11:30), rispettivamente seconda e terza classificata in campionato. La finale scudetto si disputerà lunedì 11 maggio alle 18:00 allo stadio “Enzo Ricci”.
Tutte le gare saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube della Serie A Women.
Come detto, le giallorosse hanno chiuso al primo posto in classifica la regular season con 15 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, vantando inoltre l’imbattibilità nelle partite in casa.Non solo, la squadra ha il miglior attacco del torneo con 75 gol segnati. E 20 di questi li ha realizzati Rosanna Ventriglia (miglior marcatrice del campionato).
(asroma.com)
Andrea Morricone: “Papà gridava solo quando la Roma vinceva”
LA STAMPA – Andrea Morricone, figlio del maestro Ennio, ha raccontato suo padre ai microfoni del quotidiano. Tanti spunti e aneddoti, in particolare quelli legati all’amore di Ennio Morricone per la Roma. Ecco alcuni passaggi.
Cosa era il silenzio per Ennio Morricone?
«Papà era l’uomo dei silenzi, nella sua musica sono le pause a fare la differenza. Lo ha dimostrato con Voci dal silenzio, sulla tragedia delle Torri Gemelle. Tutta la forza tellurica della composizione si sprigiona quando la musica si ferma. Lui diceva: “Se vuoi capire la mia musica, devi cercare tra i vuoti”. Nel silenzio c’è l’odio, la gelosia, la violenza, l’ira, l’amore, la passione».
Però gridava, almeno quando tifava Roma.
«Per lui essere romano e non tifare Roma era inconcepibile. Quando Spalletti, che abitava nel nostro stesso palazzo, annunciò che voleva lasciare la Roma, mio padre suonò al suo campanello e lo pregò di non dimettersi. “Lei non deve andarsene, la Roma è più importante e lei è l’unico bravo”».
Lei gli dava i risultati mentre lui dirigeva. Come faceva?
«Stavo dietro l’orchestra, ci lanciavamo occhiate e avevamo i nostri codici. Mi ricordo il derby del 2010: la Roma stava perdendo 1 a 0 e Ranieri sostituì Totti e De Rossi. Vinse 2 a 1, feci una V con le dita per due volte. Significava doppietta di Vucinic».