Testa, rosa e arbitri: i problemi sono tanti ma Gasperini ci crede

Sconfitta identitaria. Perché si può perdere ma non smarrire la propria individualità. E invece a Como, oltre al quarto posto, la Roma ha perso la sua unicità, quella tipica delle squadre di Gasperini che la partita non la subiscono ma l’aggrediscono. Domenica non è stato così. In città è iniziato il toto-spiegazioni. Ognuno ha la sua tesi: stanchezza mentale, contraccolpo psicologico al gol di Gatti, flessione atletica, errori arbitrali, le inedite difficoltà difensive, gli infortuni concentrati in attacco, il gruppo storico che “oltre un certo punto non va” (cit.), il mercato di gennaio insufficiente e/o alcuni casi medici gestiti male. Chiunque pensa di conoscere il motivo di un calo evidente che ha portato nelle ultime 10 gare la Roma a vincerne soltanto due. L’allenatore anche domenica ha provato a fare muro, difendendo il gruppo. Basterebbe analizzare quanto accaduto nelle ultime tre gare di campionato contro Juve, Genoa e Como. Gli allenatori avversari sono riusciti sempre a cambiare la partita in corsa grazie alle sostituzioni. Spalletti inserendo Zhegrova, Boga, De Rossi puntando su Malinovskyi, Colombo e Vitinha; Fabregas facendo entrare Diao, Douvikas, Perrone e Rodriguez. Senza contare che domenica a Reggio Emilia il Bologna, rispetto al match del Dall’Ara di Europa League contro i giallorossi, ha schierato otto undicesimi diversi sostituendo tre attaccanti. E Gasp? Al Sinigaglia ha rispolverato dal 1′ il desaparecido El Shaarawy per poi giocarsi la carta dell’acerbo Vaz, lasciando in panchina Zaragoza e il baby Venturino. La differenza è sotto gli occhi di tutti, soprattutto per un allenatore che in avanti è sempre stato abituato a ruotare il tridente a disposizione. Come se ne esce? Innanzitutto limitando i danni. La Roma deve uscire indenne giovedì dal ritorno di Europa League e poi superare il Lecce domenica. La sosta che ne seguirà sarà benedetta. Perché permetterà di recuperare Soulé e aspettare con meno ansia Dybala. Ma soprattutto consentirà di migliorare la condizione approssimativa di alcuni interpreti che hanno il fiato corto e provare a ripartire. Se novembre e marzo sono i mesi peggiori per Gasperini, i finali di stagione sono sempre in crescendo. Nonostante la brusca frenata ci sono ancora 9 partite di campionato e una coppa da giocare. Non poche, a patto di ritrovare al più presto la vera Roma.

(Il Messaggero)

Frenata Roma: da Koné a Mancini, i fedelissimi non rendono più

Mancano i giocatori, ci sono poche rotazioni e tanti infortunati. Ma ci sono poi anche quelli che hanno le ruote sgonfie, che girano a bassi ritmi rispetto a prima forse anche perché la stanchezza di una stagione giocata sempre mille sta iniziando a presentare il conto. Sono alcuni di quelli che Gian Piero Gasperini ha chiamato spesso “gli highlanders”. Ecco, nella crisi attuale della Roma pesa anche il loro scadimento di forma, il fatto che non rendano più così bene come in precedenza. Uno su tutti, Manu Koné, che sembra un giocatore assai diverso da quello fondamentale di inizio stagione. Ma poi anche Mancini, e Cristante, per alcuni versi anche Svilar. E poi Pellegrini, Celik e Hermoso. Insomma, tanti giocatori fondamentali che hanno tirato a lungo la carretta ma che ora sembrano essere in sofferenza. Ecco, la crisi attuale della Roma si può spiegare anche così. Del resto, se è vero che aver rinunciato nel momento chiave della stagione a gran parte del fronte d’attacco e non aver praticamente aver mai potuto schierare un giocatore come Angelino è stato un fardello pesantissimo. D’altronde, però, per Gasperini c’erano poche altre alternative, tra scelte limitate e giocatori non pronti. Basti pensare che dei quattro attaccanti arrivati a gennaio di fatto ne gioca solo uno, mentre gli altri tre sono stati impiegati finora a singhiozzo. […] È evidente come la situazione più eclatante in questo momento sia quella legata a Manu Koné, che anche a Como ha fatto degli errori che non gli appartengono. Il francese è tra quelli che ha giocato più di tutti, complessivamente 2.581 minuti tra campionato e coppe: “Quando ci sono le partite atleticamente tirate lui fa un po’ di fatica a recuperare”, ha detto Gasperini dopo l’andata con il Bologna degli ottavi di Europa League, riferendosi all’affaticamento del francese successivo alla sfida di Genova di quattro giorni prima. Quel che è certo è che giovedì servirà un Koné diverso, quello ammirato fino a un mesetto fa. Solo che le partite iniziano a farsi sentire, esattamente come i duelli. Mancini giovedì tornerà a fare il braccetto a destra, il ruolo dove Gasp lo considera più efficace. Cristante invece dovrebbe tornare a giocare alto, al fianco di Pellegrini, per cercare di dare fisicità a ridosso di Malen, ma anche qualche rifornimento importante per l’olandese. Del resto la partita dell’andata insegna, la sfida di giovedì sarà una battaglia e allora servirà gente fisica, strutturata, che sappia anche andare al contrasto senza cadere in un amen. Ma poi per continuare a sognare e inseguire ancora la possibilità di sbarcare in Champions, Gasp ha bisogno che risalgano di condizione anche altri giocatori che utilizza praticamente sempre. Le ruote sono sgonfie, la testa a volte gira a vuoto. Ecco, la crisi della Roma nasce anche da questi aspetti qui.

(gasport)

Malen adesso va gestito: l’unica alternativa è Vaz

Nella corsa Champions servirebbero “undici” Donyell Malen a Gian Piero Gasperini, il “mister dei 9” specialista nel tirare fuori il meglio dai suoi centravanti: da Milito ai tempi del Genoa fino a Hojlund, Scamacca e Retegui all’Atalanta. Ma l’olandese, puntuale con i gol (7 in 10 gare in giallorosso) e valore aggiunto della Roma per incisività in area, non potrà di certo giocarle tutte fino a maggio e fino al novantesimo. E il tecnico dovrà sempre più gestirlo per evitargli sovraccarichi e potenziali infortuni. A Como, pur con il risultato in bilico, Gasp ha sostituito il suo bomber con Robinio Vaz perché temeva potesse farsi male in una partita così accesa.
Il giovane francese è al momento l’unica alternativa nel ruolo di cui il tecnico dispone, a parte il baby Antonio Arena: per quanto scattante e volenteroso, deve però ancora maturare a certi livelli. Con Dovbyk e Ferguson ormai fuori gioco per i rispettivi infortuni, l’allenatore non avrà così altra scelta. E concluderà la stagione con lo stesso schema annunciato: Malen in campo sempre e comunque, nella speranza che la sua ora e passa di gioco possa risultare sufficiente per indirizzare il match e ipotecare il risultato.

(gasport)

Crisi Roma: Gasp, battere il Bologna per scacciare le difficoltà

LEGGO (F. BALZANI) – Un punto in tre partite e il posto in Champions che ora diventa un miraggio. Le idi di marzo tornano a scuotere la capitale, un’abitudine fastidiosa nelle ultime stagioni in cui la rosa corta ha influito spesso sui sogni di gloria dei tanti allenatori che si sono alternati in panchina. Al di là di qualche torto arbitrale, la crisi della Roma di Gasp è ormai conclamata e può essere attutita solo con un successo giovedì contro il Bologna in Europa League. In campionato, invece, i dati sono allarmanti. Nell’anno solare 2026 la Roma sarebbe addirittura ottava con 18 punti (in testa l’Inter con 32, davanti anche il Genoa di De Rossi con 19) e questo nonostante l’arrivo di Malen che ha segnato 7 gol in 10 partite. Un crollo totale dopo che i giallorossi avevano “vinto” il primato nella classifica solare del 2025. Per studiarne le cause a Roma è tornato anche Ryan Friedkin. Il clima a Trigoria, infatti, si è scaldato di nuovo. E ai tifosi non è piaciuto nemmeno il silenzio di Ranieri dopo il rosso ingiusto a Wesley contro il Como. Ma quali sono le cause? In primis gli infortuni e le scarse rotazioni in attacco. La Roma ha il record assoluto di avere 4 giocatori con la stagione praticamente finita (Dovbyk e Ferguson di sicuro, Dybala e Angelino quasi) a cui aggiungere la pubalgia infinita di Soulé. Gasp è costretto a far giocare sempre gli stessi e spesso ha dovuto snaturare il modulo. Poi ci sono alcuni big che sembrano aver mollato la presa: su tutti Koné e Mancini. Infine la difesa che ha perso solidità: la Roma nel 2026 ha subito il triplo dei gol del girone d’andata: 9 gol nelle ultime 5 partite, alla media di 1,8 a gara, mentre nelle precedenti 24 ne aveva presi in tutto 14, alla media di 0,58.

Brasile: Ancelotti convoca Wesley per le amichevoli contro Croazia e Francia (FOTO)

Tempo di convocazioni per il Brasile di Carlo Ancelotti. Il tecnico italiano ha infatti diramato la lista dei giocatori per le amichevoli contro Croazia e Francia in preparazione al Mondiale che si terrà quest’estate. Nell’elenco figura anche il terzino della Roma Wesley e l’ex giallorosso Ibanez. Ecco la lista completa.

Como-Roma, Marelli sull’espulsione di Wesley: “Non c’è contatto con Diao, il fallo lo fa Rensch. Il VAR in caso di scambio di persona poteva intervenire”

La Roma perde contro il Como, ma, fanno da padrone le polemiche arbitrali legate all’arbitraggio di Davide Massa. In particolare sull’episodio dell’espulsione di Wesley al minuto 64. Il brasiliano, già ammonito, secondo il direttore di gara commette fallo su Diao. Dai replay, però, si vede chiaramente come è il senegalese a buttarsi a terra appena si avvicina la pressione dell’ex Flamengo. Della situazione ne ha parlato anche Luca Marelli su DAZN. Ecco le sue parole.

“In caso di fallo l’ammonizione è automatica, il problema rimane il fallo in sé. Non c’è un contatto basso nemmeno con Rensch. Diao va verso Rensch, forse c’è un contatto con la mano sulla schiena. Difficile vedere un fallo in questa circostanza. II VAR può intervenire in caso di uno scambio di persona, ci poteva essere un’eventuale on-field review per valutare chi dei due dovesse essere ammonito. In sala VAR hanno deciso di non intervenire probabilmente perché Wesley tocca Diao con la mano sulla schiena”.

Juventus, Conceicao: “Abbiamo la qualità per stare in alto. Champions? Siamo più forti di Como e Roma”

L’esterno della Juventus, Francisco Conceicao, è intervenuto in conferenza stampa al posto di Luciano Spalletti alla vigilia del match tra i piemontesi e l’Udinese. Il portoghese è tornato anche sulla lotta Champions, in cui i bianconeri sono coinvolti con Roma e Como. Ecco le sue parole.

Sapete che questo è il bivio della stagione per raggiungere l’obiettivo Champions?
“Non mi importa chi non si qualifica, la cosa importante è che ci qualifichiamo noi. Sappiamo che abbiamo le qualità per essere lì. Domani dobbiamo vincere la partita, dobbiamo stare in alto perché ripeto che abbiamo le qualità per stare lì”.

Cos’ha la Juve in più rispetto a Como e Roma?
“Per me siamo più forti e dobbiamo farlo vedere in queste ultime partite. Ultimamente abbiamo fatto vedere che siamo una squadra forte, dobbiamo trovare continuità e vincere le ultime partite per far vedere che vogliamo stare lì e che lo meritiamo”.

FOTO – Bologna-Roma 1-1

La Roma pareggia 1-1 l’andata degli ottavi di Europa League contro il Bologna e rimanda il discorso qualificazione tra 7 giorni all’Olimpico. La migliore occasione del primo tempo giallorosso capita sui piedi di Bryan Zaragoza al 21′. Lo spagnolo, però, da solo davanti a Skorupski non riesce a centrare lo specchio della porta. Al 44′, invece, miracolo di Svilar che nega un gran gol a Bernardeschi. Nella ripresa doccia fredda per la formazione di Gasperini che al 51′ subisce la rete dell’1-0 con lo stesso ex Juventus. La reazione della Roma arriva al 72esimo quando il neoentrato Pellegrini fa 1-1 a porta vuota. Ecco i migliori scatti del match.

embedgallery_1066609