X, gli auguri della Roma a Dzeko per i suoi 40 anni: “Buon compleanno Edin”

Tra gli attaccanti più forti della storia recente della Roma, Edin Dzeko ha lasciato un segno evidente nei ricordi giallorossi. Con la maglia dei capitolini ha raccolto 260 presenze e ben 119 gol, arrivando ad essere il terzo miglior marcatore della storia della Roma alle spalle di Totti e Pruzzo. Oggi il bosniaco, in forza allo Schalke, compie 40 anni. Tramite i propri social, i giallorossi non hanno potuto non augurargli un buon compleanno.

Bologna, il ritorno della speranza: l’andata, i numeri, i nervi di Gasp. Ecco perché Italiano ora ci crede

Il 27 febbraio l’urna di Nyon partorì il fatale incrocio Roma-Bologna e il pensiero dominante sotto i portici fu più o meno questo: peccato, sognare è stato bello, proviamo a giocarcela sapendo che contro avversari più forti non avremo nulla da perdere. Quello era già un Bologna che, per mettersi alle spalle la crisi, aveva sacrificato l’ardore offensivo sull’altare del cinismo e della solidità. E il paradosso, in vista della finale mascherata di giovedì all’Olimpico, è proprio questo: in due settimane Italiano ha consolidato le sue certezze mentre Gasperini le ha perse. Maledetto, è stato il gol di Gatti al 93′ che l’1 marzo all’Olimpico ha inchiodato Roma-Juve al 3-3, bloccando la fuga dei giallorossi e inaugurando, per Gasperini, i giorni dei patimenti. Dopo quella partita-crocevia i giallorossi hanno inanellato le sconfitte di campionato con Genoa e Como, più l’1-1 del Dall’Ara nell’andata degli ottavi di Europa League che, per la prestazione messa in campo giovedì dalla Roma, si è rivelato un frutto insperato e in larga parte immeritato. Spremuta dai 97 minuti di Como, mezzora abbondante dei quali giocati in inferiorità numerica per l’errata espulsione al 64′ di Wesley, frustrata dalla falcidia di infortuni che hanno bersagliato il parco attaccanti e con un Gasp che ha mostrato piglio e cipiglio dei giorni più neri, é una Roma tutt’altro che ‘ingiocabile’ quella che si para sulla strada del Bologna. Anche perché per i rossoblù l’Olimpico resta sempre l’Olimpico, ovvero il teatro dei sogni in cui lo scorso 14 maggio, schiantando il Milan in finale, i ragazzi di italiano alzarono al cielo la Coppa Italia. Basti dire che in Serie A per punti raccolti fuoricasa i rossoblù sono quarti, preceduti solo da Inter, Milan e Como. Ecco perché il Bologna giovedì può e deve crederci, nonostante l’ultimo viaggio a Roma, quello di campionato del 25 agosto non fini in gloria: 1-0 per giallorossi, gol di Wesley. Ma prima c’erano stati la vittoria rossoblù per 3-2 che il 10 novembre 2024 costò la panchina a Ivan Juric e, la stagione precedente, il 3-1 del 22 aprile 2024 che al Bologna di Thiago Motta spianò la strada per la qualificazione alla Champions League. Anche la storia, insomma, aiuta a crederci.

(Il Resto del Carlino)

Roma: da dieci anni o l’Europa o il campionato

Dieci anni di maledetta primavera. Dieci anni in cui la Roma si trova costretta, a marzo, a scegliere tra campionato e coppa. Sono cambiati i presidenti, gli allenatori, i direttori sportivi e decine di giocatori, ma la sostanza è la stessa: intorno alla trentesima giornata o si privilegia la Serie A o il sogno europeo. I numeri lo certificano: nel 2016 la Roma, a questo punto della stagione, era terza con 59 punti e nel 2017 seconda con 65. In panchina c’era Spalletti, eliminato agli ottavi di
Champions ed Europa League. Con Di Francesco e Mourinho le stagioni migliori: Il primo DiFra, a questo punto, era terzo a 59 punti, e stava per sfiorare la finale di Champions League mentre Mou, il secondo anno, era terzo a 53 punti e se non fosse stato per Taylor avrebbe vinto l’Europa League. Gli altri anni? Tutto più o meno in linea con quanto sta facendo Gasperini. Nel 2018-2019 la Roma era quinta ed uscì agli ottavi di Champions col Porto, l’anno successivo, quello del Covid, stessa posizione di classifica mentre nel 2021, ultima stagione di Fonseca, dopo 29 turni la Roma era settima a 51 punti e arrivò in semifinale di Europa League. Il primo anno di Mou, i punti in campionato erano 48, la Roma era sempre settima, ma a fine stagione arrivò la Conference League.

(corsport)

    Bologna, Lukasz ko: si scalda Ravaglia

    Su Lukasz Skorupski e la sua coscia sinistra grava da domenica una sensazione amara che l’esame di oggi dovrebbe confermare. A novembre l’infortunio all’altra coscia gli costò più di due mesi fuori dal campo, questa volta fatale è stata l’uscita di testa nel finale de Mapei Stadium. Skorupski si era fermato subito, toccandosi ripetutamente la gamba. Poi la soluzione… alla Beckenbauer: continuare la partita fasciato. Missione compiuta, ma con un grosso interrogativo e tanti dubbi sul dopo: con Federico Ravaglia, di conseguenza, messo in preallarme in ottica Olimpico già domenica. Al triplice fischio di Reggio Emilia. Sì, nonostante i tre punti pesantissimi il pomeriggio al Mapei Stadium ha lasciato scorie non indifferenti: è innegabile come il ritorno in pianta stabile di Skorupski, da metà gennaio in poi, sia coinciso col ritorno all’ordine in difesa. Federico Ravaglia si sta scaldando mentalmente già da domenica pomeriggio, quando i cambi Italiano li aveva già finiti, e al posto di Lukasz sarebbe dovuto subentrare un compagno di movimento. Rimanendo poco alla fine il portierone polacco aveva stretto denti resistendo per i compagni, anche se lo staff tecnico e Ravaglia stesso, nonostante il gesto stoico del titolare, avevano già capito l’antifona in ottica Roma. E cioè un nuovo ribaltone tra i pali. E quindi ecco la doppia missione per Fede: non far rimpiangere il titolare, e farsi trovare pronto
    dopo un mese e mezzo di panchina continua.

    (corsport)

    Nella Capitale la spinta degli oltre 3000 bolognesi

    I 3.300 biglietti a disposizione dei tifosi del Bologna sono andati polverizzati già da giorni, l’unico dilemma che riguarderà i supporter da qui a giovedì sarà come
    raggiungere la Capitale. Tanti, tantissimi, pronti a muoversi in pullman (14 quelli riempiti dal Bologna Centro Club, contando anche quelli del tifo organizzato si arriverà a toccare la ventina complessiva), anche se non mancherà l’opzione auto e treno, proprio come nel maggio di un anno fa, quando l’Olimpico fu Invaso per la finale di Coppa ltalia. Altri tempi, altri numeri. Ed altra disponibilità di biglietti. Un esodo simile ci fu nella primavera del 2024, quando all’Olimpico contro la Roma si giocò una sfida per l’accesso in Champions. Rossoblù pronti due anni dopo, a rendere la trasferta a Roma di nuovo memorabile.

    (corsport)

    Pisilli spera, dubbio Celik: c’è Ndicka

    L’Europa League come approdo dopo una lunga traversata, il palcoscenico internazionale come possibilità per rimettersi sotto i riflettori di una stagione in cui c’è il rischio che si spenga definitivamente la luce. Dopo la sconfitta di Como, la Roma è già proiettata alla sfida di giovedì contro il Bologna, da giocare in casa, ripartendo dall1-1 del Dall’Ara. Non ci sarà tempo per fare calcoli legati al doppio impegno, né per immaginare un turnover ragionato sugli uomini. Al massimo Gasperini potrà scegliere sulla base della condizione atletica precaria di alcuni.
    La coppa, adesso, è importante forse anche più del campionato, dove il -3 dal Como e il -2 dalla Juve hanno complicato e non poco la corsa alla prossima Champions. Al centro della difesa tornerà sicuramente N’Dicka, spettatore domenica sul lago poiché squalificato. Hermoso è rientrato a pieno regime e dovrebbe occupare il posto sul centro sinistra, mentre dall’altra parte Mancini è uno di quelli che avrebbe bisogno di rifiatare ma probabilmente non potrà farlo. Ghilardi sta crescendo ma ancora non garantisce lo stesso livello prestazionale dei primi tre, che torneranno a comporre la difesa tipo nel match più delicato e a distanza di un mese e mezzo dall’ultima volta, il 2 febbraio a Udine. Sulle corsie cambierà qualcosa: Wesley, squalificato per la sfida contro il Lecce di domenica, potrebbe traslocare a destra e lasciare la corsia mancina a Tsimikas, che nel perenne borsino dei terzini di riserva ora sembra avanti rispetto a Rensch, uscito malissimo dal Sinigaglia. Celik è uscito dal campo con un problema muscolare e potrebbe non recuperare in tempo per una sfida che richiederà polmoni e corse. Le condizioni del turco terranno banco oggi e domani, le uniche due giornate in cui Gasp potrà allenare la squadra e testare lo stato di forma dei suoi. L’incastro andrà trovato anche a centrocampo, dove Koné e Cristante sembrano in riserva. Uno dei due dovrebbe riposare per fare largo a Pisilli. Il francese è l’indiziato numero uno. Anche El Aynaoui scalpita. Andranno trovati, infine, i partner di Malen, il centravanti che predica nel deserto offensivo.
    Pellegrini avrà molto probabilmente una maglia, al suo fianco El Shaarawy e Zaragoza si contendono l’ultimo posto con Vaz alternativa. L’ingresso del francese potrebbe anche consentire a Gasp di passare a un più classico 3-5-2. A quel punto Pisilli e Koné potrebbero essere le mezzali e Cristante il centrale con licenza di avanzare sulla trequarti per passare al 3-4-1-2.

    (corsport)

    Arbitri, voti shock: Massa prende 9!

    Il sistema di valutazione degli arbitri deve essere modificato. È già nella bozza del programma della nuova PGMOL all’italiana, ma se pure la rivoluzione voluta da Gravina non dovesse arrivare in porto per la prossima stagione, è un meccanismo perverso che deve essere cambiato. E se vi siete sorpresi per l’8.50 che uno dei vice di Rocchi Gervasoni, ha dato all’arbitro Manganiello, dopo la disfatta di Inter-Atalanta, allora chissà cosa proverete nel sapere che l’Osservatore arbitrale della nefasta CON ha assegnato a Massa, il direttore di gara diComo-Roma, niente popo dimeno che 8.70!. Ovvero, secondo le tabelle a disposizione di chi deve giudicare un arbitro, il massimo possibile. Con tanto di motivazione. Leggendola, provate a rivedere la partita dell’arbitro ligure, soprattutto dal secondo giallo a Wesley in poi. Ebbene, si mette 8.70 perché: “Ha arbitrato in maniera eccellente! Prestazione di alto livello. Ha diretto bene una gara difficile per conteso e/o episodi valutati nel modo giusto e risolti brillantemente. Ha mostrato grande personalità – Conduzione tecnico disciplinare ECCELLENTE… sbavature insignificanti in una direzione di gara di qualità”. Le CON (Commissione Osservatori Nazionale per arbitri) erano nate con la gestione Trentalange/Bagloni, il loro scopo era controllare l’operato dei designatori. Insomma, uno strumento politico che sin da subito mostrò la sua inutilità. Oggi rappresentano uno dei mali di un modo che sta crollando sotto i loro stessi colpi. Il voto a Massa è scandaloso, soprattutto se paragonato a quello che è stato messo a Guida, che domenica sera ha diretto Lazio-Milan. Gia, perché entrambi hanno preso 8.70, peccato che uno abbia completamente cannato un secondo giallo, inciso pesantemente sulla partita, perdendo serenità e lucidità. […]

    (corsport)

    Roma in riserva

    IL TEMPO (L. PES) – Con la spia della riserva accesa nel momento clou. La Roma esce con le ossa rotte dalla trasferta di Como, che però è solo la punta dell’iceberg di un mese di marzo da incubo. Tolto il pareggio di Bologna in Europa che tiene aperta la qualificazione ai quarti, i giallorossi dal primo marzo, nefasta serata dalla
    rimonta juventina all’Olimpico, hanno raccolto un solo punto in campionato, subendo sette gol e perdendo due gare consecutive tra Genova e Como. Un calo di rendimento che per la prima volta vede la squadra di Gasperini allontanarsi
    sensibilmente dalla zona Champions che ora dista tre punti e, dopo il quinto posto in seguito al ko di Udine, ecco quel maledetto sesto posto che torna come una mannaia mentre si riaffaccia il viaggio di coppa da portare avanti. Una costante terribilmente ricorrente negli ultimi anni che sembrava definitivamente scacciata via fino al 78′ di Roma-Juve, ma che adesso torna più attuale che mai. Un contraccolpo, quello del pari agguantato da Spalletti nel recupero, probabilmente sottovalutato a Trigoria ma che è stato visibile nelle tre trasferte successive. Rialzarsi è difficile, soprattutto quando oltre all’aspetto psicologico c’è un calo evidente della squadra sul piano fisico e dell’intensità. Una costante di questa stagione per i giallorossi è stata la difficoltà nei match con squadre che alzavano la disputa dal punto di vista del ritmo e dei duelli, ma gli ultimi centottanta minuti del campionato non danno certo segnali di fiducia per il futuro. Tra Ferraris e Sinigaglia, infatti, la Roma non ha mai calciato in porta su azione e, comprendendo la gara del Dall’Ara in Europa sono quattro totali le conclusioni. Dato che si incrocia
    nelle stesse partite con i 46 tiri concessi di cui ben 16 nello specchio. E sì che Svilar può sbagliare qualcosa, ma, la difesa concede molto di più. Nel match contro la creatura di Fabregas per il portiere belga è stato un vero e proprio tiro al bersaglio.
    Quindici punti nelle prime dieci giornate del girone di ritorno sono la testimonianza di un crollo invernale per Cristante e compagni che sembrano nel momento più complicato dell’anno. La mancanza di alternative e di uomini con cambio di passo in attacco rende il percorso decisamente più complicato. Tra le tante assenze, quasi tutte nel reparto offensivo, e la brillantezza fisica che sembra mancare completamente in alcuni protagonisti ora Gasperini cerca la svolta per la fase finale di una stagione dove l’obiettivo Champions non era stato richiesto, ma il tecnico in primis vorrebbe raggiungere. Solitamente le sue squadre nei due mesi finali della stagione volano, basta vedere i percorsi dell’Atalanta degli ultimi anni. E in questo ora la Roma deve sperare, anche se la garanzia di un cambio passo non c’è. Di certo l’allenatore di Grugliasco è l’ultimo a mollare: finché c’è vita c’è speranza.

    Ora l’Europa League non è più il Piano B: giovedì è già una finale

    Quella coppa che Gasp ha già vinto, può diventare lo scoglio a cui la Roma puó aggrapparsi per salvare la stagione, per renderla addirittura virtuosa. La vittoria dell’Europa League apre, come noto, la porta alla Champions, che il campionato sta pian piano chiudendole in faccia. Non è ancora il momento delle scelte, ci sono ancora nove partite da giocare in Serie A ma le controindicazioni sono maggiori degli elementi a favore: la Roma, dopo il pari con la Juve e le sconfitte con Genoa e Como, deve rincorrere, e le avversarie, in questo momento hanno qualcosa in più: freschezza, un calendario migliore e rose più ampie. Ma il peso dell’ottimismo, diciamo così, pende dalla parte di Fabregas e Spalletti. Detto questo: non si sa mai, ma qui siamo già oltre la razionalità. Ben diversa è la strada Champions che passa dall’Europa League. Non che la Roma abbia già in tasca la finale di Istanbul, ma forse il percorso per arrivarci presenta, sì delle curve, ma non ci sono grosse buche insormontabili. La Roma si trova nella parte più complicata del tabellone, questo è un fatto incontestabile: superato il Bologna, e non è per niente scontato, la squadra di Gasperini troverebbe l’Aston Villa di Emery, che di questa Coppa è il padrone assoluto avendone vinte quattro e poi eventualmente il Porto di Farioli, che al momento è in vantaggio sullo Stoccarda. Dall’altra parte del tabellone, sorprese escluse, la candidata per arrivare in fondo è il Lione di Fonseca. La Roma è destinata a giocare delle finali anticipate, la prima é proprio giovedì, nel derby contro il Bologna. Una partita che all’andata al Dall’Ara ha detto 1-1, e quindi all’Olimpico, che si annuncia strapieno di gente e colori, la squadra di Gasp deve vincere anche di misura. Non ci sono rimontoni da fare, serve solo spingere il pallone in rete almeno una volta, possibilmente senza subire. E il trend di questo periodo ci racconta che la Roma abbia imparato a fare gol, grazie a Malen, ma na cominciato a incassare troppe reti, molto di più di quanto non accadesse a inizio stagione, fino a diventare la migliore difesa d’Europa. Dalla sua, i giallorossi hanno un Gasperini che questo trofeo lo ha vinto appena due anni fa con l’Atalanta, demolendo in finale l’invincibile Leverkusen di Xabi Alonso. Gasp, insomma, sa come si fa, ma poi farlo non è di certo scontato. Scegliere non si può, la Roma ha ancora l’obbligo di portare avanti le due competizioni con lo stesso impegno. Una scelta che fece Mourinho e la sua Roma arrivò a giocarsi la finale, fino a un passo dal vincerla. Servirà una prestazione di alto livello e in questo momento, la Roma non può garantirla. Sono troppi gli assenti e il calcio di Gasp ha subito una brusca frenata. Soulé non è ancora arruolabile, Zaragoza non ha ancora mostrato il suo lato migliore, El Sha ha appena recuperato e Malen si ritrova improvvisamente da solo. L’olandese ha segnato sette reti in nove partite di campionato, è rimasto a secco nell’unica di Europa League, al Dall’Ara, dove è risultato decisivo comunque per l’assist a Pellegrini. Donyell quella Champions la vuole. E per la Roma, con la qualificazione in mano, sarebbe pure più facile riscattarlo.

    (Il Messaggero)

    Celik col Bologna ci sarà: Olimpico pieno di bandiere

    Sospiro di sollievo per Celik. Solamente un affaticamento muscolare al polpaccio destro e nessun problema grave emerso dagli esami strumentali. A Como era stato costretto ad uscire a venti minuti dal termine della partita, giovedì sarà a disposizione per il Bologna in Europa League. L’Olimpico viaggia verso il sold out, la Sud ha preparato una bellissima scenografia e ha invitato tutti i presenti negli altri settori a portare una bandiera per ricreare l’atmosfera del match con l’Athletic
    Bilbao
    dell’anno scorso. Tutto ok per Pisilli partito dalla panchina a causa di una condizione fisica non ottimale dopo le fatiche di Coppa. Chi rischia di vederla nuovamente dalla tribuna è Matias Soulé che continua a lavorare sul campo ma il rientro in gruppo è rimandato alla prossima settimana. Arrivederci, quindi, al week end di Pasqua nel quale la Roma affronterà l’Inter a San Siro. Ieri solito lavoro di scarico a Trigoria, mentre oggi primo vero allenamento sotto gli occhi di Gasperini che domenica non è tornato nella Capitale per passare qualche ora in compagnia della famiglia a Grugliasco. Novità nell’organigramma giallorosso: Chiara Gentile è la nuova legal e compliance director, prende il posto di Lorenzo Vitali dopo l’addio a giugno.