Si accendono i riflettori sul viaggio di Francesco Totti a Mosca dello scorso 8 aprile. Dopo le aspre polemiche dal mondo politico, è stato presentato un esposto alla procura di Roma da parte del coordinatore nazionale di Europa Radicale Igor Boni. Il ceo di Bookmaker Ratings, sito di sport e scommesse nonché sponsor della spedizione dell’ex capitano in Russia, aveva parlato di «una cifra in euro a sei cifre». Non è chiaro se il Pupone, incassando il maxi assegno, abbia violato o meno le sanzioni che da più di tre anni gravano sulla testa di Mosca. Igor Boni – scrive nel suo esposto – teme che dietro quel versamento presumibilmente milionario ci siano fonti sottoposte a restrizioni. Il che comporterebbe per Totti una violazione dell’embargo imposto alla Russia e della normativa italiana sul trattamento dei fondi provenienti da Stati sanzionati.
Quarto appuntamento con Dreaming Roma, dove a raccontarsi sono i talenti della Primavera. Oggi è la volta di Alessandro Romano, il talento svizzero ha parlato dei suoi primi anni in giallorosso. Le sue parole:
Hai la Roma nel cognome, era destino…
“Sembra di si, anche in Svizzera hanno fatto la stessa battuta. Vediamo dove ci porta il futuro”
Sei nato anche il 17 giugno…
“La Roma ha vinto il terzo scudetto, in realtà non lo sapevo prima. Il marito di mio cugina è romanista vero e mi ha raccontato di questa cosa. Nel 2006 l’Italia ha anche vinto il mondiale e il 17 giugno si sono sposati i miei genitori”
La trattativa che ti ha portato a Roma?
“Ho sempre giocato al Winterthur, poi due anni al Grassopher e sono tornato al Winterthur. La Roma mi ha visto giocare in nazionale contro l’Italia, poi sono venuti a guardare una partita al Winterthur. Due giorni dopo abbiamo fatto una video call, ci siamo conosiuti un po’, mi hanno spiegato la Roma, Trigoria, il progetto. Poi siamo venuti qui e mi sono innamorato subito della Roma, ho firmato ed ho iniziato questa avventura”
Primo anno subito Scudetto, te lo aspettavi?
“Sono venuto qui per crescere e migliorare. Io voglio vincere sempre, vincere lo Scudetto è stato bellissimo”
Vuoi vincere anche in partitella…
“Si, mi innervosisco subito se perdo”
Hai segnato al debutto in Primavera e al derby…
“Ringrazio il mister per quel periodo. Ho iniziato con l’U18 e poi sono salito in Primavera. Bello segnare al debutto, il derby bellissimo”
Meglio un assist o un gol?
“Da centrocampista difficile dirlo, ma forse assist. L’importante è aiutare la squadra”
Perchè quando esulti mostri i muscoli?
“Il bicipite è una cosa tra me e mamma, lei è la persona più importante della mia vita e mi da tanta forza, tanto amore, è per lei”
Che rapporto hai con la famiglia?
“All’inizio è stata dura, ero qui da solo. Ho sempre vissuto con loro e abbiamo sofferto tanto. Ci sentiamo tutti i giorni, ora stiamo bene”
Come è stato l’adattamento a Roma?
“La Svizzera è molto tranquilla. A Roma il mio tempo lo spendo in convitto. Quando vengono i miei genitori visitiamo la città, che è bellissima. A Trigoria i ragazzi mi hanno accolto molto bene”
Hai imparato l’italiano qui a Roma?
“Si, i miei nonni sono italiani ma parlavo poco. Qui ho imparato tanto”
C’è una lingua che ti piacerebbe parlare?
“Lo spagnolo, mi trasmette allegria”
Che rapporto hai con l’Italia?
“Ogni estate vado in vacanza in Puglia”
Hai mai pensato alla nazionale italiana?
“Si, ci ho pensato, ci ho anche parlato, ma per il momento non è la mia priorità. In futuro non si sa mai”
Ti definisci un regista tecnicamente?
“Si, mi piace avere la palla e decidere il ritmo della partita”
Vertice basso nel 4-3-3 o uno dei due mediani nel 4-2-3-1?
“Cambia. Nel 4-3-3 non ho tanta libertà, devo essere più difensivo. Con due mediani ho più libertà e posso sfruttare altre caratteristiche”
Ti piace tirare da fuori area?
“Tantissimo, so che ce l’ho e ci provo. Tutti e 4 i gol che ho fatto sono stati da fuori”
Se c’è una punizione dal centro-destra?
“Se posso me la prendo, ma ci sono anche altri giocatori”
Dove devi migliorare?
“Devo migliorare in tutti gli aspetti, forse la fase difensiva è fondamentale per un mediano”
In prima squadra ci sono grandi centrocampisti. Un tuo punto di riferimento?
“Rubo a destra e sinistra, sono tutti forti. Il giocatore a cui mi ispiro è Paredes, imparo molto allenandomi con lui o guardandolo da casa”
Un tuo idolo svizzero?
“Inler mi piaceva molto. Ora c’è Xhaka. Giociamo nello stesso ruolo, siamo entrambi mancini. Mi ispiro alla sua personalità, è un leader.”
Hai avuto modo di conoscerli?
“Purtroppo ancora no, magari tra qualche anno giochiamo insieme in nazionale”
Sei molto ambizioso?
“Si, voglio sempre migliorare. Finchè non arrivo al mio destino lavoro sempre”
In futuro ti vedi più come un leader a livello di comportamenti?
“Si, ma anche con le parole. In campo cerco di parlare di più”
Cosa ti piace fare nel tempo libero?
“Mi piace stare in famiglia, ascoltare musica, ogni tanto leggo un po”
Musica italiana?
“SferaEbbasta, Tony Effe. Poi anche canzoni della Roma per imparare gli inni”
Che rapporto hai con i social?
“Se metto qualcosa è sempre sul calcio”
A gennaio la prima convocazione in prima squadra. Te lo aspettavi?
“No, è stata un’emozione indescrivibile, difficile dirlo a parole, un sogno”
Senti vicino il debutto?
“Lo spero, ma già essere convocato è stato tanto. Ora sta a me”
Il rinnovo un punto di partenza…
“Si, un bel traguardo ma ora devo continuare a lavorare. Arriverà il debutto”
Che aspettative hai?
“Vincere titoli e diventare un grande giocatore. Essere un esempio per i prossimi giovani”
Nella conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Monza, il tecnico del Napoli Antonio Conte ha fatto un primo bilancio di questo suo primo anno in azzurro, non facendo mancare una nota di polemica: “Sono state dette tante cose ad inizio d’anno da parte mia, alcune posso confermarle, altre non posso confermarle. Non rinnego niente, ma ti rendi conto di alcune situazioni e non mi sento di confermare tutto quello che ho detto. È stato chiaro anche il discorso di Kvara, dissi che Napoli non doveva essere un club di passaggio, non vorrei passare per bugiardo su cose disattese. In questi 8 mesi qui a Napoli ho capito che tante cose qui a Napoli non si possono fare”.
Non arrivano buone notizie per Simone Inzaghi. Dopo il pareggio contro il Bayern, valso l’accesso in semifinale di Champions League, si è infatti fermato Marcus Thuram. L’attaccante francese ha riportato un’affaticamento agli adduttori della coscia sinistra. Di sicuro salterà la sfida contro il Bologna, da valutare per il match di Coppa Italia contro il Milan e per quello con la Roma di sabato 26 aprile.
Alle comunali del 2027, per la prima volta nella storia, ci potrebbe essere una candidata non umana. L’influencer AI giallorossa Francesca Giubelli, “ha lanciato” la sua candidatura a Sindaca di Roma in vista delle elezioni del 2027. Lo ha annunciato in un video su Instagram: “Roma merita visione, concretezza e risposte rapide. Oggi grazie all’AI possiamo immaginare soluzioni nuove ai problemi di sempre: trasporto, decoro, sicurezza e stadio”. Poi parla del nuovo Stadio della Roma: “Caro Sindaco Gualtieri, lo stadio a che punto è? Perchè Roma è eterna, ma i tempi biblici possiamo anche evitarli.”
Verso Roma-Verona, in programma sabato sera, lungo le frequenze radiofoniche si discute dei singoli e non solo. “Dovbyk è un buon giocatore, ma qualcuno ha sbagliato a pagarlo 40 milioni”, dice Fernando Orsi. “Avevamo immaginato Ranieri plenipotenziario tecnico, invece il punto fermo è Ghisolfi”, è il punto di Antonio Felici.
“Voglio capire se tra queste due linee di Ranieri e Ghisolfi, Farioli – che è stato bocciato da Ranieri – è un’opzione. Lui, a livello di curriculum, deve ancora irrobustirsi. A me sembra acerbo per un ambiente come quello della Roma, ma lo chiederò a Ghisolfi”, conclude Angelo Mangiante parlando del futuro allenatore.
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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
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Dovbyk? Non può valere quello che la Roma lo ha pagato. I numeri sono a suo favore, ma è costato veramente troppo. La cosa più logica è tenerlo e cercare di metterlo nelle condizioni migliori, ma anche lui deve metterci del suo (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
Dovbyk è un buon giocatore, ma qualcuno ha sbagliato a pagarlo 40 milioni (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
Sia in ambito che dirigenziale che tecnico, mi pare ci sia voglia di vedere come vanno le persone in altri ruoli. Anche Ranieri non ha mai fatto il consulente. Mi sembra che ci sia voglia di sperimentare. Gli stessi Tiago Pinto e Ghisolfi non erano i direttori sportivi delle squadre da dove venivano (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)
I Friedkin mettono Vitali perché non gliene frega niente di avere un uomo di calcio (UGO TRANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)
Avevamo immaginato Ranieri plenipotenziario tecnico, invece il punto fermo è Ghisolfi (ANTONIO FELICI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)
Voglio capire se tra queste due linee di Ranieri e Ghisolfi, Farioli – che è stato bocciato da Ranieri – è un’opzione. Lui, a livello di curriculum, deve ancora irrobustirsi. A me sembra acerbo per un ambiente come quello della Roma, ma lo chiederò a Ghisolfi (ANGELO MANGIANTE, Manà Manà Sport, 90.9)
A me non sembra che abbiano tutta questa voglia di lottare per la Champions, altrimenti ci sarebbe stata una verve diversa in campo in queste partite. Poi matematicamente è ancora possibile e allora te la nominano nelle interviste (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)
Per me bisogna essere coerenti nelle scelte. I giocatori sono nettamente più importanti dell’allenatore. Se ad Ancelotti prendi giocatori scarsi finiamo sempre sesti, a 63 punti fissi perché quello valiamo (PINO VACCARO, Tele Radio Stereo, 92.7)
L’area di Pietralata più o meno è stata trovata insieme al Comune. Questo progetto è semi-definitivo perché mancano gli scavi archeologici, poi andrà integrato, ma una volta che lo consegni intanto inizia un iter. La parte degli scavi non rientra tra le prescrizioni del pubblico interesse, ma della Soprintendenza (FILIPPO BIAFORA, Manà Manà Sport, 90.9)
Se per qualcuno a Trigoria Mauro Baldissoni somigliava a Max Pezzali, l’avvocato Lorenzo Vitali, 38 anni, almeno ufficiosamente, non autorizza alcuna somiglianza fisica. Per la verticalità e la rapidità della scalata all’interno del club, si potrebbe tuttavia definire un novello Messner. Da avvocato a Ceo: non è ancora ufficiale, ma tutto va in questa direzione. (…) È entrato nello staff societario nel 2020, prima all’Eur nel team legal, e poi a Trigoria. Dentro, tanto dentro, alle “cose che contano”. È stata Lina Souloukou a volerlo come braccio destro: è lei che l’ha portato in Lega, gli ha affidato compiti sempre più importanti e l’ha voluto accanto nel progetto stadio. (…) Da quando lavora nella Roma ha seguito anche il cambio di proprietà tra Pallotta e Friedkin. Nel 2023 è stato votato come “Counsel of the year”, nella categoria Entertainment & Sport da InHouseCommunity. Oggi ricopre il ruolo di Chief Administrative Officer & General Counsel, ha potere di firma, rappresenta la Roma con le istituzioni del calcio (italiane ed europee) e, insieme alla dottoressa Lucia Bernabé, è frontman del nuovo stadio. (…) Tifoso della Roma, ha un ottimo rapporto con Ranieri, segue sempre la squadra all’Olimpico, in trasferta non si vede spesso. Preferisce lavorare a Trigoria, sembra amare poco le luci della ribalta e non interferisce in questioni di campo. Anche in questo è molto diverso da chi l’ha preceduto. E, per ora, è in perfetta sintonia con i Friedkin. Le malelingue sostengono che abbia tramato con insospettabile abilità per evitare che il posto di Ceo finisse ad altri: s’era parlato a lungo di Alessandro Antonello ex Inter e Marzio Perrelli di Sky. Ma siamo nel campo dei pettegolezzi, ai quali non vogliamo dare credito. Il fatto che da gennaio i Friedkin abbiano trascurato il tema Ceo sembra essere la conferma che al 99% sia stato trovato in casa (…)
Dopo l’eliminazione dalla Champions per mano dell’Arsenal, Carlo Ancelotti, tecnico del Real Madrid, ha parlato del proprio futuro al termine della partita. Queste le sue parole: “Non so cosa ne sarà del mio futuro e non voglio saperlo”, ha glissato il tecnico in conferenza stampa.
Spegne oggi 29 candeline Gianluca Mancini. E la Roma su Instagram ha fatto gli auguri al difensore giallorosso. “Happy Birthday, Mancio”, ha scritto il club capitolino per celebrare il numero 23, che oggi potrà festeggiare anche con i tifosi nell’allenamento aperto che si svolgerà al Tre Fontane alle ore 16.
Arrivano anche gli auguri della leggenda giallorossa Aldair: “Buon compleanno Gianluca! Giocare dietro vuol dire prendersi responsabilità, stare lucidi quando tutto va veloce e mettere sempre la squadra davanti a tutto. Ti ammiro per come lo fai!”.
“Grazie di cuore leggenda”: è stato il commento del difensore giallorosso a questo bel messaggio dello storico difensore brasiliano.
Il club giallorosso ha inoltre dedicato un altro post al suo difensore, con una carrellata di immagini per celebrarlo e la didascalia “Un combattente”:
Tutti convalidati i fermi dei sei teppisti arrestati in flagranza differita dopo gli scontri nel pre-derby di domenica sera tra Lazio e Roma. Due di loro vanno in carcere, altri tre ai domiciliari, dove si trova già anche il sesto coinvolto. Per tutti l’accusa è di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e la loro formale fede calcistica è equamente divisa, se non fosse che anche stavolta il calcio è apparso solo come un pretesto per creare un po’ di caos. (…) Non è calcolabile poi il danno fatto alle intere tifoserie laziali e romaniste, alle quali è stata vietata in blocco la trasferta per le prossime tre partite di campionato. Una misura decisa ormai in automatico dal Viminale, quasi annunciata alla vigilia proprio nel timore degli scontri, che però punisce tutti indiscriminatamente, anziché i singoli responsabili delle azioni violente. (…)