“Dreaming Roma”, Di Nunzio: “Indossare la maglia giallorossa è tutto ciò che puoi desiderare. Totti il mio idolo, parlo spesso con lui” (VIDEO)

Nuovo appuntamento con Dreaming Roma, dove a raccontarsi sono i talenti della Primavera. Oggi è la volta di Alessandro Di Nunzio. Queste le sue parole:

Ciao Ale.
«Buonasera».

Come va?
«Tutto bene».

Sei emozionato?
«No, tranquillo».

Abbiamo parlato di fantacalcio.
«Esatto. È solo una chiacchierata».

Non mi hai ancora dato dei consigli però.
«Eh, dobbiamo tornarci sopra. Anche io in questo momento sto facendo fatica».

Parli di fantacalcio nello spogliatoio o solo con gli amici fuori dal campo?
«Con gli amici».

Quindi non lo fate tra compagni di squadra?
«No, non quest’anno».

Non quest’anno, quindi a volte sì.
«Sì».

Sei nato a Roma.
«Sì».

Non sembri il tipo romano spavaldo o chiassoso. Sembri piuttosto introverso. È così? Sei riservato o solo timido? O magari mi sbaglio e nella vita reale sei estroverso?
«Sono un po’ introverso. Quando sono con le persone giuste, perché credo che ci si debba aprire solo con chi si ritiene adatto, non con tutti, visto che molti sono pronti a giudicare».

Quanti amici stretti hai?
«Li conto sulle dita di una mano, quelli davvero sempre pronti ad aiutarmi. Quando ho un problema e li chiamo, ci sono sempre per sostenermi, ma sono pochi».

Essere arrivato fino alla Primavera della Roma ti fa percepire intorno a te un’attenzione diversa?
«Sì, ci sono persone che si avvicinano solo perché giochi a calcio. Accade fin da quando sei piccolo. Tutti hanno grandi aspettative su di te, anche chi non ti conosce bene. Ma penso che succeda a tutti».

Torniamo a Roma come città. In che quartiere sei nato e che rapporto hai con Roma?
«Sono nato a Monteverde, ora vivo a Casetta Mattei. Roma per me significa tantissimo. Siamo molto fortunati a vivere qui, spesso non lo apprezziamo abbastanza. È la città più bella del mondo e sono felicissimo di esserci nato».

Immagino ti faccia piacere condividere il compleanno con Roma, visto che sei nato il 21 aprile.
«Sì, certo».

Roma è un po’ più vecchia di te, però.
«Solo di qualche anno».

Un segno del destino.
«Già. Un altro motivo d’orgoglio».

Hai iniziato a giocare a calcio da bambino, all’Olimpia se non sbaglio. Eri di quei bimbi che dormivano col pallone?
«Sì. Mia madre dice sempre che andavo a dormire con un pallone, perché era parte della mia vita. Già a quattro anni giocavo per strada e nei cortili. Poi sono entrato in una scuola calcio e ho iniziato a farmi notare».

Sei arrivato alla Roma a nove anni. Com’è stato per un bambino scoprire questa cosa?
«Era il mio sogno fin da quando ho iniziato. La mia famiglia tifa tutta Roma, sono cresciuto così e sono romanista. Per tutti è un sogno arrivare nelle giovanili della Roma e provare a raggiungere la prima squadra».

Ti ricordi il primo giorno, dieci anni fa?
«Sì, ricordo ancora il giorno del provino. Un’emozione incredibile. Quando hanno chiamato mio padre, non ci credevo: ero piccolo e pensavo fosse uno scherzo, invece era tutto vero».

Quindi ti hanno chiamato per un provino a Trigoria, insieme a tanti altri ragazzi. Eri già centrocampista?
«No. Da piccolo giocavo difensore centrale. Poi, passando dal campo a 7 a quello a 9, ho iniziato a giocare a centrocampo».

Un po’ più avanti, quindi.
«Sì».

Dopo il provino, chi ti ha comunicato che eri stato preso?
«Ancora mio padre. Ha ricevuto la chiamata dalla Roma e mi ha detto: “Mi ha chiamato la Roma per firmare”. Ero il bambino più felice del mondo».

Tutta la tua famiglia tifa Roma, giusto?
«Sì, tutti. Soprattutto mio nonno. È stato lui a tramandare la passione: nonno, padre e figlio».

Hai fratelli o sorelle?
«Sì, una sorella».

Segue il calcio anche lei?
«Tifa Roma, ma non lo segue molto».

Meglio così, altrimenti sarebbe troppo.
«Esatto».

In questi dieci anni nel settore giovanile hai vissuto tante vittorie, tra cui lo Scudetto Under 17 e le convocazioni in Nazionale. C’è un momento o una persona speciale?
«Ci sono tante persone importanti, ma voglio ricordarne una che non c’è più: il mister Marco Scisciola. Mi ha insegnato tantissimo: veniva una o due volte a settimana per lavorare sulla tecnica, sui duelli uno contro uno, sul controllo di palla».

Hai toccato un tema che mi sta a cuore. Hai detto che giocavi per strada, cosa che oggi non si fa più, e hai parlato di tecnica. A Roma la tecnica è centrale. Hai visto cambiare tanto gli allenamenti?
«Sì. Ogni allenatore ha il suo metodo, quindi ogni anno bisogna adattarsi. Ma la base resta la stessa: tecnica e lavoro con la palla. Dai passaggi ai controlli, sono aspetti fondamentali nel calcio moderno».

In Italia ci si concentra troppo sulla tattica?
«Sì, un po’. Quando affrontiamo squadre come Francia o Germania, più fisiche e veloci, noi italiani puntiamo molto sulla tattica e sul possesso, quindi dobbiamo saperci adattare».

Tornando alle vittorie: due titoli, ma anche qualche finale persa. La prima vittoria resta la più speciale?
«Sì. La prima è indimenticabile perché venivamo dall’Under 15 dove avevamo perso la semifinale Scudetto con il Milan. Ci eravamo promessi di vincere l’anno dopo, e ce l’abbiamo fatta».

Credi che le delusioni aiutino a crescere? L’anno scorso hai avuto due “ferite”: non stavi bene nelle finali U20 e la sconfitta nella finale U18. Ti hanno fatto migliorare?
«Sì. Molti di noi U18 sono passati in U20, sapevamo di poter vincere e ora abbiamo ancora più fame».

Come l’Europeo vinto con la Nazionale. Sei campione d’Europa Under 17. Che esperienza è stata?
«Un onore. Un’esperienza indimenticabile. Vincere un Europeo non è mai facile, ci si allena poco insieme, ma abbiamo lavorato tanto e ce l’abbiamo fatta».

Due tuoi compagni, Arena e Maccaroni, sono al Mondiale U17. Li hai consigliati?
«No, non ne hanno bisogno. Quando vieni convocato, sei pronto. È il sogno di tutti».

Com’è Di Nunzio nello spogliatoio?
«Sono tranquillo, ma se c’è un problema aiuto sempre gli altri. Siamo una squadra, anzi una famiglia».

Quali sono le tue qualità e cosa devi migliorare?
«Ho giocato spesso da mediano, quindi sono bravo nel recuperare palla e impostare. Ora che gioco più avanti, devo essere più incisivo in zona gol».

Ti piace questa nuova posizione più offensiva?
«Sì. Nel calcio moderno serve sapersi adattare. Giocare più avanti mi aiuta a crescere e mi permette di cercare gol e assist».

Cos’è più importante in questo ruolo?
«Trovare spazio. Se ci riesci, hai tempo per servire o tirare».

Un regista tecnico come te può anche essere un recupera-palloni?
«Sì. Nel calcio moderno serve fare entrambe le fasi».

Il tuo idolo?
«Totti, ovviamente».

Risposta immediata! Ti dà anche consigli, vero?
«Sì, parlo spesso con lui. È una persona splendida. Non sarò mai come lui, ma è un esempio».

Fuori dal campo cosa ti piace fare?
«Stare con gli amici. È importante staccare dal calcio, rilassarsi e non pensare sempre alle partite».

Un atteggiamento utile per il professionismo.
«Sì, perché c’è tanta pressione. Bisogna dimostrare sempre tanto. Sapere quando staccare aiuta molto».

E i social?
«Li uso con moderazione. Non ho molti follower, mi servono più per distrarmi».

Hai detto che bisogna crescere in fretta nel calcio. Hai mai sentito il peso di questa pressione?
«Non troppo. Quando giochi in un club come la Roma, sai che è un percorso serio, ma non devi pensarci troppo. Bisogna essere responsabili e sapere cosa puoi e non puoi fare».

Ti capita di pensare ai tuoi coetanei che vivono una vita diversa?
«Sì, ma poi capisci che sei fortunato. Fai sacrifici per un obiettivo e lo fai con piacere».

A che punto sei in questo percorso di crescita?
«Mi sto avvicinando al professionismo. Spero arrivi presto».

Pensi che questo possa essere l’anno giusto?
«Vedremo. È un anno importante e vogliamo crescere come squadra, perché così cresciamo tutti».

Il 15 settembre 2025 hai rinnovato il contratto con la Roma. Che sensazione è stata?
«È sempre una grande emozione. Ogni volta che firmo con la Roma sento l’appartenenza al club e la voglia di continuare a migliorare».

Ora che sei vicino al calcio dei grandi, hai mai pensato che altrove potresti esprimerti meglio, senza la pressione di giocare per la squadra che ami?
«No. Anzi, è uno stimolo in più. Sono romano e romanista. Sarebbe un sogno giocare all’Olimpico davanti a 60.000 persone. Vedremo cosa dirà il tempo».

Come farai questo ultimo passo?
«Lavorare, lavorare, lavorare. Il tempo serve, ma solo se lavori duro».

La tua ambizione, non il sogno?
«Far sì che la mia famiglia non debba più lavorare. Hanno fatto tanti sacrifici e voglio ripagarli così, anche se non basterebbe mai».

E nel calcio? Uno Scudetto con la Roma? Un Mondiale?
«Uno Scudetto con la Roma sarebbe incredibile».

Come tifoso e come giocatore! Per ora il tuo sogno è l’esordio. Lo immagini?
«Sì, lo immagino, ma so che c’è ancora tanta strada».

Cosa provi quando indossi la maglia della Roma?
«È difficile da spiegare. Da tifoso e giocatore, è tutto quello che puoi desiderare».

In bocca al lupo.
«Grazie».

Udinese, Zaniolo: “Dispiaciuto per l’accoglienza dell’Olimpico, ma lo capisco. La Roma è molto forte”

SKY SPORT – Torna a parlare Nicolò Zaniolo, lo ha fatto in un’intervista rilasciata all’emittente satellitare, tornando anche sulla sfida persa contro la Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sull’accoglienza allo Stadio Olimpico.
“Mi è dispiaciuto, ma lo capisco. L’avevo già detto, mi pento dell’esultanza fatta qui quando giocavo con l’Atalanta. Fa parte del gioco, io ho pensato solo alla partita anche perché giocavamo contro una grade squadra. Sono molto forti e mi piace come giocano, possono sicuramente giocarsela fino alla fine se continuano così“.

Sull’Udinese.
“Sono felice qui. Giro spesso in centro e i tifosi mi fanno arrivare il loro affetto, devo ringraziarli. Non potevo fare scelta migliore. Ho un ottimo rapporto con Runjaic, quasi di amicizia, ma come con tutti. Ci sentiamo come una famiglia e dobbiamo restare uniti per fare risultato. In che lingua comunichiamo? Un misto, ultimamente più inglese. Per fortuna riesco a capirlo“.

“Legge Bove”: lunedì la presentazione in Senato. Sarà presente anche il calciatore giallorosso

Lunedi 17 Novembre alle ore 17:30, presso la Sala Caduti di Nassyria in Piazza Madama 11 a Roma, si terrà una conferenza stampa dedicata alla presentazione della Legge Bove sul Primo Soccorso. Questo disegno di legge, voluto dai senatori Marco Lombardo e Carlo Calenda, punta a migliorare la formazione al primo soccorso nel nostro paese. La conferenza vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del dottor Mirko Damasco di Salvagente Italia, e di rappresentanti di importanti istituzioni del settore, come Andrea Scapigliati dell’IRC. Sarà inoltre presente, in qualità di testimonial della legge e promotore, Edoardo Bove, calciatore professionista, che porterà la sua voce a sostegno di questa causa fondamentale.

(ansa)

Atalanta, ufficiale: Palladino è il nuovo tecnico dei bergamaschi

Dopo l’esonero di Ivan Juric, l’Atalanta ha ufficializzato il suo sostituto. Raffaele Palladino, infatti, sarà il nuovo tecnico dei bargamaschi. Ecco la nota del club:

“Atalanta BC è lieta di comunicare che il ruolo di responsabile tecnico della Prima Squadra è stato affidato a Raffaele Palladino, 41enne allenatore che ha al suo attivo – dopo gli inizi nelle squadre Under 15 e Primavera del Monza – 126 panchine fra i professionisti, di cui 73 con il Monza e 53 con la Fiorentina, alla guida della quale è arrivato al sesto posto con 65 punti nello scorso campionato di Serie A, raggiungendo anche la semifinale della UEFA Conference League 2024/2025. Raffaele Palladino si è legato al Club nerazzurro con un contratto fino al 30 giugno 2027. Lo seguiranno in nerazzurro Stefano Citterio (allenatore in seconda), Federico Peluso (collaboratore tecnico), Fabio Corabi (preparatore atletico), Nicola Riva (collaboratore preparatore atletico), Andrea Ramponi (match analyst) e Mattia Casella (match analyst). Raffaele Palladino si avvarrà anche dei seguenti collaboratori già presenti sin da inizio stagione: Cristian Raimondi (collaboratore tecnico), Marco Savorani (preparatore dei portieri), Sabino Oliva (collaboratore preparatore dei portieri), Marcello Iaia (specialist analyst of performance), Stefano Brambilla (match analyst) e Andrea Vigni (collaboratore preparatore atletico). La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club rivolgono un caloroso benvenuto nella famiglia nerazzurra a mister Raffaele Palladino e ai suoi collaboratori.”

(atalanta.it)

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Calciomercato Roma, dall’Argentina: Dybala non pensa ad un trasferimento al Boca (VIDEO)

Avevano fatto discutere le parole di Daniel Paredes, papà di Leandro, secondo il quale l’intenzione di Dybala sarebbe quella di trasferirsi al Boca Juniors. Come riporta il giornalista argentino Cesar Merlo, però, la Joya non sta pensando ad un trasferimento al Boca, neanche a giugno, dato che il prossimo marzo diventerà padre per la prima volta e vorrebbe che il primo genito nascesse in Europa. Il suo contratto con la Roma scadrà a giugno e i dialoghi di rinnovo si sono fermati dopo l’infortunio. Non mancano estimatori europei.

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Premio Giuseppe Prisco: Ranieri riceve il “premio speciale della giuria” per la lealtà, la correttezza e la simpatia sportiva (FOTO)

Ennesimo riconoscimento per Claudio Ranieri. L’advisor senior della Roma, infatti, ha ricevuto il premio speciale della giuria, in occasione della ventesima edizione del Premio nazionale “Giuseppe Prisco” alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva

Gran Galà del Calcio: premio alla carriera per Ranieri. Premiati anche Svilar, Baldanzi e Bove

Si è svolta presso l’Auditorium Aia dello Stadio Città di Arezzo la conferenza stampa di presentazione della XIV edizione del Gran Galà del Calcio-Rever, in programma lunedì 10 novembre ad Arezzo. Durante l’incontro sono stati svelati i nomi dei protagonisti e delle società premiate per la stagione calcistica 2024/2025. L’evento, ideato e prodotto dal giornalista e project manager Donato Alfani, si conferma come un raffinato momento di incontro tra sport, cultura e solidarietà. Tanti i premiati dai calciatori di Serie A come Carnesecchi, Mandragora, Bastoni, McTominay e Nico Paz, all’ex Retegui, dai tecnici come Conte, Fabregas e Palladino, al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e Premi alla carriera a Claudio Ranieri e Alessandro Florenzi. Premio speciale anche per Edoardo Bove.

Tra i calciatori giallorossi, premio per Tommaso Baldanzi come “Miglior calciatore Rivelazione”. Mile Svilar, invece, è stato inserito nella top 11 della passata stagione. La Roma verrà inoltre premiata per la “Migliore gestione social”

(adkronos)

Primavera, Guidi: “Contro l’Inter una gara stimolante, sarà una prova molto significativa” (VIDEO)

Alla vigilia del match contro l’Inter, il tecnico della Roma Primavera, Federico Guidi ha parlato ai canali ufficiali del club. Le sue parole:

La vittoria nell’ultima partita?
“Pur non riuscendo a fare una delle migliori prestazioni, siamo riusciti a portare a casa una vittoria sudando e soffrendo tutti insieme. Come ho detto immediatamente nel post partita, anche questo tipo di partite rappresenta un motivo di grande crescita: riuscire a ottenere il risultato nonostante una prestazione tecnica non eccezionale è un passo importante nel percorso della squadra”.

Ora arriva l’Inter. C’è tanta curiosità per capire che tipo di squadra affronterete, anche perché ha stentato un po’ all’inizio ma ora sta volando tra Youth League e campionato. Che Inter si aspetta e come spiega la loro partenza più difficile?
“Ci sono passato la stagione scorsa, quando ero al Milan. È chiaro che quando si tratta della prima esperienza con la seconda squadra ci sono dei travasi di calciatori e serve sempre un periodo di assestamento che, prima o poi, rischi di pagare. Penso che sia questo il motivo dei loro inciampi iniziali. Detto questo, quando hai a che fare con la seconda squadra per la prima stagione è normale ringiovanire molto la rosa”.

Quindi pensa che sia stato solo un problema di risultati, non di prestazioni?
“Sì, penso di sì. Anche quando non sono riusciti a vincere, hanno sempre giocato molto bene e, soprattutto, schieravano in campo una squadra molto più giovane rispetto agli avversari. Ora la squadra è partita, stanno facendo molto bene e giocano un gran calcio”.

Che tipo di partita si aspetta?
“Sarà una gara completamente diversa rispetto a quella di Bologna. Affrontiamo la squadra che ha lo scudetto sul petto, ricca di talento e di giocatori che fanno parte delle rispettive nazionali giovanili. Sarà una partita molto bella da giocare, stimolante e con un alto coefficiente tecnico. C’è tanta curiosità nel vedere come riusciremo a continuare a migliorarci, e farlo contro una squadra di questo livello sarà una prova molto significativa”.

Udinese, Zaniolo: “Non avrei mai preso la 10 di Totti. Con Mourinho siamo rimasti in contatto” (VIDEO)

DAZN – Nicolò Zaniolo, alla vigilia della sfida contro la Roma, si è raccontato nel nuovo episodio di “Rivincita”, il format di Lega Serie A e Dazn. Questo uno stralcio delle sue parole:

Sulla Conference vinta…

Mi fa un effetto particolare pensarci, quell’anno abbiamo lavorato tantissimo per vincerla. Quel mio gol in finale ce l’ho nel gol, è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Poi festeggiare con tutta Roma sul pullman scoperto, è stato tutto emozionante

Sulla 10 di Totti…

Non me l’hanno mai proposto e non l’avrei mai preso, Totti è intoccabile. Mai pensato minimamente di prendere quel numero, avrei detto di no se me l’avessero proposto

Sul rapporto con Mourinho…

Ci sentiamo ogni tanto, siamo rimasti in contatto. Lui ha conosciuto la mia famiglia, chiede come sta mio papà e mio figlio, lui è una persona e un allenatore fantastico. Ho imparato tanto da quello che lui dà. Il giorno della finale penso sia rimasto nel cuore anche a lui, è stata una giornata di pura felicità, ne parlo con gli occhi lucidi“.

Rangers-Roma, tensione dopo la partita. Arrestati due tifosi giallorossi, poi rilasciati

Tensione a Glasgow dopo la partita tra Rangers e Roma. Al termine della gara i 1500 tifosi in trasferta sono stati scortati dalla polizia fino al centro della città e intorno a mezzanotte un gruppetto si è staccato nella zona della stazione centrale. A pochi metri si trova il pub frequentato dagli ultras scozzesi (Oswald’s Bar) e le due tifoserie sono arrivate a contatto. Qualche minuto di tensione fino all’intervento della polizia locale che ha arrestato due romanisti. I tifosi sono stati trattenuti circa 24 ore a Glasgow e rilasciati ieri sera. Oggi il ritorno nella Capitale per loro.

(ilmessagero.it)

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