Senti Cervone: «Dopo Totti e De Rossi, tocca a Mile»

«Che posso mai aggiungere io su Svilar?». Faccia lei, Giovanni Cervone. «Semplice: è il portiere più forte del campionato. Ma senza discussione. Alla Roma sta portando punti in continuazione, è un fuoriclasse. (…) Qual è il suo punto forte? «La serenità. Lo vedi in campo che non si agita mai, è sempre misurato, sia nei momenti difficili sia dopo gli interventi decisivi. E questa cosa fa bene ai difensori davanti a lui: con un portiere così, si gioca più tranquilli. E poi non è uno che si limita al compitino. Esistono i portieri che si nascondono, che per paura di sbagliare non fanno la cosa in più. Lui, invece, la prova sempre». (…) Ecco: lui è più di mezza Roma. E aggiungo: finalmente dopo tanti anni, dopo Totti e De Rossi, i tifosi hanno un altro campione con cui identificarsi».

(corsera)

S come scudetto. O Svilar

«Ne voglio altre 100 con la Roma». E la Roma ne vuole altre 100 con lui. Nel pianeta di Mile Svilar brilla tutto. E chi è intorno a lui brilla di luce riflessa. Si può discutere se la squadra di Gasperini valga davvero la vetta della classifica, se lo scudetto è giusto una parolona o una parolaccia che viene pronunciata a sproposito. Ma su una cosa, tutti d’accordo: Svilar vale lo scudetto. È un giocatore da primato, aggiunge punti. Tra i tanti numeri significativi che accompagnano il portiere, uno più degli altri vale la pena di essere sottolineato: delle prime 100 gare con la Roma, in 37 (di cui 6 in questo campionato) è riuscito a mantenere la porta inviolata. Vale a dire: praticamente in 4 gare su 10, con lui i giallorossi non subiscono neppure un gol. (…) C’è un numero che evidenzia il rendimento di Svilar, aiuta a capirlo. La Roma ha un indice xGA (ovvero gli expected gol subiti) di 12,83. In teoria, secondo lo sviluppo delle 11 partite fin qui disputate, la squadra di Gasperini avrebbe dovuto incassare poco più di una rete ogni 90′. Ecco: la Roma al contrario ha la miglior difesa d’Italia (e d’Europa) con appena 5 gol subiti. La differenza è certamente merito di tutto il pacchetto difensivo. (…) Dai giorni di Alisson la Roma è tornata ad avere tra i pali un giocatore che segna la differenza tra una vittoria e un risultato negativo. Il brasiliano — si ricorderà — fu uno dei grandi protagonisti di una squadra che arrivò fino alla semifinale di Champions League. Svilar non è ancora a quell’altezza. Ma intanto sta trascinando i suoi in testa al campionato. Senza paura di cadere, lui che è abituato a fare il salvagente.

(corsera)

Gasp in ansia per Ferguson: l’Irlanda può convocare l’attaccante infortunato

La Roma ieri pomeriggio è tornata ad allenarsi a Trigoria. Pausa campionato. Ma c’è un osservato speciale. Dopo l’infortunio di Artem Dovbyk, fuori per almeno quattro settimane dopo l’infortunio contro l’Udinese, Gasperini spera infatti di recuperare Evan Ferguson per la ripresa della serie A. Soprattutto vuole evitare la convocazione in nazionale dell’attaccante irlandese, che ieri ha proseguito il suo lavoro di recupero dall’infortunio alla caviglia subito contro il Parma. Per ora Ferguson è a Roma, sotto il controllo dello staff medico giallorosso. Non ha ancora smaltito del tutto la distorsione e, nonostante i dubbi che continuano a filtrare da Trigoria, resta in dubbio per la seconda partita della nazionale: i prossimi movimenti della punta sono legati a un incastro che si risolverà solo questa sera. L‘Irlanda affronterà infatti il Portogallo in una sfida decisiva per la qualificazione ai Mondiali. In caso di mancata vittoria, e di successo dell’Ungheria nell’altra gara del girone, gli irlandesi perderebbero ogni possibilità di qualificazione e Ferguson rimarrebbe a Trigoria, senza dover forzare sul recupero. Se invece l’Irlanda dovesse pareggiare o vincere — e quindi restare in corsa per la qualificazione — la federazione chiederebbe a Ferguson di esserci, seppur in extremis, per lo scontro diretto di domenica contro l’Ungheria. Un incrocio di risultati minaccia quindi di condizionare i piani della Roma. Perché a Trigoria sperano di trattenere il centravanti a Roma, per poi poterlo riavere a pieno ritmo già dalla sfida di domenica 23 novembre contro la Cremonese. (…) Saranno settimane decisive per l’attaccante: la Roma ha avviato i contatti con il Manchester United per Zirkzee e una nuova pausa o un altro stop fisico potrebbero spingere la dirigenza a chiudere in anticipo il prestito di Ferguson dal Brighton. (…)

(La Repubblica)

Piace El Mala. Altri contatti per Zirkzee

Said El Mala, talento del Colonia classe 2006, ha conquistato la Roma e le big europee. Gli osservatori giallorossi lo seguono da inizio stagione, confermando un interesse già datato. Sul giovane attaccante, però, ci sono anche Inter, PSG e Borussia Dortmund. (…) La recente convocazione in Nazionale da parte di Nagelsmann ha fatto lievitare il prezzo: dai 20 milioni richiesti a settembre si è passati ad almeno 30. Il Colonia vorrebbe trattenerlo fino a giugno, ma molto dipenderà dalle offerte. (…) La Roma, intanto, continua a monitorare anche il mercato delle punte: restano vivi i contatti per Zirkzee, nel mirino pure del West Ham, e l’interesse per Kalimuendo del Nottingham Forest.

(corsport)

Max e Gasp da titolo senza centravanti

Al campetto, quando i ragazzini eletti capitani scelgono a turno un giocatore per comporre le squadre, sono due i ruoli che vengono individuati subito e che indirizzano la selezione: portiere e centravanti. Si parte da lì e poi si va avanti: i ragazzini conoscono bene le leggi del pallone. Il calcio cambia e ricambia, ma il fascino di chi para e di chi segna resta intramontabile. Si può vincere giocando meglio o peggio rispetto a certi canoni soggettivi, con qualunque modulo o interpretazione tattica, esasperando la fase offensiva o quella difensiva. Ma è quasi impossibile vincere senza un portiere bravo e senza un centravanti forte. (…) In Serie A le prime punte non stanno vivendo una grande stagione: nessuna ha segnato più di quattro reti in undici turni. Le cose cambieranno e le statistiche probabilmente si allineeranno con l’andamento storico e con i campionati esteri, dove i cannonieri tradizionali hanno già esultato parecchie volte. Intanto, però, due squadre sono sedute al tavolo dello scudetto nonostante il loro centravanti segni pochissimo o non giochi proprio. La Roma è prima senza un apporto significativo di Dovbyk (2 gol) e di Ferguson (0), adesso entrambi infortunati. Il Milan è terzo e non certo per gli exploit di Gimenez (ancora a secco), unico attaccante centrale classico della rosa. Gian Piero Gasperini e Max Allegri stanno facendo un ottimo lavoro nel nascondere questa lacuna che a volte, proprio per la delicatezza e l’incidenza del ruolo sui risultati, si trasforma in rimpianto o in argomento di discussione con i dirigenti: i giallorossi hanno perso con il Torino schierando Dybala falso nove e non ricavando nulla dall’ingresso nella ripresa di Ferguson; i rossoneri hanno lasciato per strada sette punti con Cremonese, Pisa e Parma, partite nelle quali un centravanti “caldo” è la migliore polizza. (…) Adesso il tecnico giallorosso sta giustamente sfruttando la situazione per accelerare il processo di apprendimento delle sue nozioni offensive. Abituato da sempre a portare tanti uomini in avanti e a segnare con difensori e centrocampisti, Gasperini sta chiedendo alla Roma di fidarsi di lui e di accettare un’eventuale ripartenza avversaria in parità numerica pur di riempire la trequarti e di avere tante opzioni negli ultimi venti metri. Emblematico il gol di Celik all’Udinese, dopo uno scambio con Mancini dentro l’area bianconera. (…) La Roma ha mandato sette giocatori (oltre a Dovbyk) sul tabellino dei marcatori, il Milan è arrivato a nove. È successo raramente che il centravanti della squadra scudettata fosse un attore non protagonista e può darsi che questa riflessione condizioni il mercato invernale dei due club: la classifica potrebbe ingolosire e suggerire un investimento. Per adesso, comunque, questo problema ha cementato il gruppo e spinto tutti a dare qualcosa in più. Nelle difficoltà si nascondono le opportunità, diceva Einstein.

(gasport)

Gasperini sogna ma aspetta altri gol

IL TEMPO (L. PES) – Sognare si può, parola di Gasperini. Il tecnico giallorosso si gode il primato in classifica dopo l’ottimo inizio di stagione ma tiene i piedi ben piantati a terra e aspetta i gol dei suoi attaccanti, tra infortuni e mercato. La sosta di novembre consente alla Roma di guardare dall’alto in basso tutti, Inter a parte, in attesa della ripresa del campionato nell’insidioso match di Cremona dove il tecnico spera di recuperare uomini per il reparto offensivo. Il piemontese, però, nell’intervista concessa al Tg1, alimenta il sogno della piazza ma con l’attenzione sempre rivolta al lavoro quotidiano sul campo. «Abbiamo fatto un ottimo lavoro quest’estate e ora raccogliamo i frutti ma siamo consapevoli delle difficoltà del campionato. Scudetto? Sognare sono liberi tutti quanti, si può fare tranquillamente. Speriamo che il risveglio sia positivo, però intanto godiamoci questo momento». L’importanza di crederci è essenziale per Gasperini, l’attenzione deve restare alta e finora la squadra è stata allineata totalmente ai principi dell’ex allenatore dell’Atalanta. «Crederci è importante. Quello sicuramente, perché la squadra, con il loro atteggiamento e il loro comportamento, ogni partita ci crede. Però siamo solamente all’inizio: già quando fai un bel sogno è già qualcosa di buono». Il calcio intenso e di grande rendimento espresso dalla Roma in queste prime undici giornate, però, non può nascondere i limiti della rosa giallorossa che a una difesa di ferro però non fa seguire un attacco altrettanto performante tra problemi fisici e l’assenza di uomini gol. Gasp ha chiesto due rinforzi per gennaio e Massara è già al lavoro ma l’allenatore di Grugliasco vuole recuperare anche chi già veste la maglia giallorossa e sul mercato temporeggia: «Come sempre si deciderà al momento». Dovbyk starà fuori fino alla fine dell’anno mentre Dybala punta il Napoli a fine mese. L’obiettivo è quella di recuperare Bailey e Ferguson. Ieri la squadra è tornata ad allenarsi a Trigoria senza i dieci nazionali e con l’irlandese ancora alle prese con le terapie così come Ndicka, ancora in dubbio sulla possibilità di partire con la Costa d’Avorio, ipotesi sempre meno probabile. Anche l’Irlanda attende di capire se Ferguson possa raggiungere i compagni in vista della seconda gara contro l’Ungheria di domenica, e nelle prossime ore arriverà una risposta definitiva. Non solo campo, però, per Gasperini che ormai entra sempre di più nel cuore di Roma e dei tifosi, tra una vittoria e qualche tour della Capitale. «I tifosi? Con il tempo ci si conquista l’uno con l’altro, ci si conosce e ci si apprezza sempre di più. Tutto questo non si ottiene baciando la maglia o andando sotto la curva. La cosa che mi piace molto è al mattino: esco presto per andare a Trigoria e quando giro in via dei Serpenti mi trovo davanti il Colosseo ed è un bel modo di iniziare la giornata». E poi una battuta anche sul nuovo stadio: «Sarebbe un grande regalo da parte della proprietà, ho visto il progetto ed è meraviglioso. La Società ha voglia di investire nello stadio e migliorare la squadra».

Massara cerca l’esterno, summit per Yuri Alberto

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Il 2 gennaio si avvicina, con la Roma che si muove a fari spenti e cerca di accontentare Gasperini. Ancor di più visto il primato in classifica e l’occasione di ritrovare la Champions League. Il tecnico ad agosto aveva chiesto al club di rinforzare il reparto offensivo, mettendo in cima alla sua lista un attaccante esterno di piede destro e subito dopo un altro centravanti da affiancare a Ferguson. Alla fine la società non è riuscita a completare neanche una delle due operazioni, per il veto posto sull’acquisto di George, per il quale c’era un accordo da 20 milioni con il Chelsea. La situazione è rimasta quindi la stessa, con Gasp che spinge per avere due nuovi giocatori in attacco, con una leggera preferenza volta a colmare la lacuna dell’esterno. Massara è alla finestra alla ricerca di occasioni, guardando specialmente a quei giocatori che trovano poco spazio nelle big e in inverno potrebbero muoversi. Uno di questi – certamente non l’unico obiettivo – è Mathys Tel, nome anticipato dal Corriere della Sera. Il francese ha disputato appena 359 minuti con il Totthenam ed è stato lasciato fuori dalla lista Champions. Se mai i tedeschi dovessero decidere di privarsene, la Roma ci farebbe un pensiero, con la consapevolezza che i bavaresi hanno sborsato in totale 45 milioni tra prestito e riscatto per assicurarselo. Per la punta, con la speranza che arrivi un’offerta per Dovbyk, l’obiettivo primario è Zirkzee, fermo a 90 minuti giocati con il Manchester United (lo pagò 42,5 milioni dal Bologna). L’olandese, che guadagna 5 milioni netti, non ha ancora preso una decisione definitiva sul proprio futuro e non c’è nulla di chiuso con alcun club, ma se lo spazio continuasse ad essere così ridotto l’addio sarebbe inevitabile. Per rilanciarsi e avendo un occhio anche sui Mondiali, visto che è stato escluso dalle ultime convocazioni del ct Koeman. Altro profilo che interessa, e neanche poco, a Trigoria è Yuri Alberto. E martedì c’è stato un incontro nella Capitale con il suo agente. Il centravanti del Corinthians già in estate è stato trattato in gran segreto dalla Roma: sul piatto erano stati messi 25 milioni bonus compresi. I brasiliani, che hanno necessità di venderlo e il ragazzo vorrebbe anche andare via, lo valutano però 30 milioni. Operazione complicata visti i costi. Stesso prezzo di Franculino, offerto con insistenza ai giallorossi. La Roma studia tutte le alternative per non farsi trovare impreparata a gennaio.

Effetto Gasp, Hermoso e Celik top. Pellegrini super: come cresce la Roma

Possiamo anche chiamarlo “effetto Gasp“. Perché poi, alla fine, è proprio la mano dell’attuale allenatore giallorosso a fare davvero la differenza. Così tanto che quasi tutti i giocatori della Roma hanno visto migliorare le loro prestazioni rispetto a quelle della scorsa stagione. Per capirlo si possono prendere in considerazione tanti parametri, ad iniziare da dati “sensibili” come gol, assist, contrasti e recuperi difensivi. Ma anche sponde, palle perse e recuperate, verticalizzazioni, duelli o passaggi chiave. Insomma, tutti quei dati – appunto – che portano alla valutazione generale di un giocatore. Che poi si traduce anche in un voto ed in una pagella. (..) Rispetto alla scorsa stagione quasi tutti i giocatori della Roma sono migliorati. E anche assai. Il caso più eclatante – anche in considerazione del valore dei singoli giocatori – è quello di Lorenzo Pellegrini, l’ex capitano giallorosso, che è passato da 5,70 a 6,50, una crescita legata anche ad una ritrovata condizione fisica che ha riportato Pelle a un ruolo da protagonista. In realtà, però, il giocatore ad avere avuto la crescita maggiore è un altro, Mario Hermoso, passato da 5,12 a 6,22, ma lo spagnolo nella scorsa stagione ha salutato tutti a gennaio (andando in prestito al Bayer Leverkusen) e in precedenza aveva giocato solo 8 partite di campionato, di cui appena 4 “valutabili”. Ecco perché la crescita di Pellegrini è più netta di quella di Hermoso. Meglio di Pellegrini, in realtà, ci sarebbe anche Celik, che oggi gira a 6,44 e lo scorso anno era a 5,61. Il turco con Gasp sembra un altro giocatore, anche nel ruolo di quinto, dove prima aveva sempre fatto fatica. (…)

(gasport)

«Ho fatto piangere Totti e i tifosi». Cassano fa infuriare i giallorossi

LEGGO (F. BALZANI) – L’ultima cassanata arriva davanti ai microfoni. E stavolta fa infuriare davvero la capitale. «Ho fatto piangere Totti e i tifosi. Ho goduto come un pazzo». Frasi, quelle di Antonio, rilasciate durante la trasmissione Viva El Futbol che riguardano una partita che da queste parti ricordano bene. Si tratta di Roma-Sampdoria finita 1-2 (25 aprile 2010, con doppietta di Pazzini). Una sconfitta che costò il quarto scudetto alla squadra di Ranieri dopo l’incredibile rimonta sull’Inter di Mourinho che vinse lo scudetto. Cassano ha voluto girare il dito nella piaga a 15 anni di distanza. «Prima di quella gara Vito Scala mi dice che Totti vuole parlarmi racconta Cassano . Vado dal Pupone che comincia a dirmi che stavamo facendo una grande stagione, mi chiede della famiglia e cose così. Gli dico: arriva al dunque, che vuoi dirmi?». Poi Cassano entra nel dettaglio: «E lui mi fa: Anche se non vincete oggi andate in Champions comunque». Una battuta come tante che Antonio non prese bene. «Gli risposi. Ho capito Oggi io ti dico che vincerò le ultime quattro e ti faccio perdere lo scudetto. Ti faccio piangere, soprattutto faccio piangere la gente che quando io sono andato via di qua mi ha insultato come un cane. La partita è andata come volevo». Adani e Ventola, presenti in studio, ribadiscono come «chiaramente Francesco scherzasse». Cassano però continua. «Sì, quella di Totti era una battuta, ma io gli dissi: no, non hai capito, anche se non dovesse servirmi vinco lo stesso perché oggi vi farò piangere e così è successo. Sono andato via dallo stadio in mutande, godevo come un matto». Inevitabili i commenti duri su social e radio nei confronti dell’ex talento di Bari Vecchia che in giallorosso ha giocato per 5 stagioni proprio al fianco di Totti. E Francesco? Ha preferito non replicare, d’altronde conosce bene le cassanate.

Paredes: “Dybala al Boca? La speranza c’è, ma ci sono molte cose da mettere sulla bilancia” (VIDEO)

Leandro Paredes ha rilasciato un’intervista e tra i tanti temi toccati anche quello relativo a Paulo Dybala e ad un suo possibile passaggio al Boca Juniors. Queste le parole dell’ex centrocampista giallorosso: «Riguardo a Paulo, dico sempre che c’è sempre la speranza. Avere un giocatore come Paulo in squadra, con la qualità e la personalità che possiede, sarebbe sicuramente qualcosa di spettacolare, ma lascio che la decisione la prenda lui. Non posso intromettermi, non sono io a doverlo fare. Ci sono moltissime cose da mettere sulla bilancia, anche il fatto di essere padre, quindi spero che prenda la decisione migliore per sé e per la sua famiglia. Noi restiamo con la speranza intatta». Nella giornata di ieri, proprio dall’Argentina, erano arrivate smentite su un possibile trasferimento di Dybala al Boca.