Arrivederci alla prossima sosta. Da oggi la Roma torna a fare sul serio, questo pomeriggio la ripresa degli allenamenti in vista della delicata trasferta di Cremona. Dallo Zini – dove ci sarà una vera e propria invasione da parte dei tifosi giallorossi – alla gara col Lecce del 22 marzo passeranno quattro mesi senza nessuna interruzione. In mezzo ben ventiquattro partite tra cui diversi scontri diretti: due volte contro il Napoli, il Milan in casa, le trasferte di Torino e Bergamo oltre al doppio impegno col Como che ormai non si può non considerare tra le squadre più forti della Serie A. I match, inoltre, posso aumentare in base al percorso nelle coppe degli uomini di Gasperini. (…) La Roma è solida in difesa e nei principali cinque campionati europei solo l’Arsenal ha subito così pochi gol (5). Un pacchetto arretrato composto da Svilar, Mancini, Ndicka e Hermoso costruito negli anni praticamente a costo zero (è stato pagato solamente il cartellino di Gianluca) che con Gasp sta migliorando di gara in gara. Oltre ai difensori ci sono una serie di titolarissimi come Cristante, Wesley, Koné e Celik che sono diventati intoccabili. Ma ora anche chi ha giocato di meno dovrà dare qualcosa in più. La Coppa d’Africa per circa un mese porterà via Ndicka e El Aynaoui e di conseguenza i giovani avranno più spazio. In difesa Ziolkowski e Ghilardi potranno giocare di più. (…) Tra i giovani c’è anche Rensch che scalpita. Non gioca dal primo minuto da quasi due mesi e le ottime prestazioni di Celik lo hanno fatto finire quasi nel dimenticatoio. Ma l’obiettivo di Gasp è quello di utilizzare tutti per far respirare i titolari in questi quattro mesi nei quali si giocherà senza sosta ogni tre giorni. (…) A Cremona, a meno di sorprese, torneranno Ferguson e Bailey, ma non ci saranno ancora una volta Dybala e Dovbyk. L’ucraino rischia di tornare solamente a fine dicembre mentre Paulo spera di anticipare il tempo ed esserci tra Napoli e Cagliari. Non c’è ancora una data per il rientro di Angelino.
Autore: FedericoL
Soulè unica certezza
Inutile girarci intorno: anche se era quasi scontato, quando non ha letto il suo nome nelle convocazioni dell’Argentina per l’amichevole giocata contro l’Angola, Soulé c’è rimasto male. Non è stata una sorpresa perché era consapevole che la provocazione del suo agente, poi spiegata da Matias proprio al Messaggero, il ct Scaloni gliela avrebbe fatta scontare. Ma giustamente pensava che per quello che ha fatto e sta facendo, fosse finalmente arrivato il momento di debuttare con la maglia della Selección. E poco importa se poi alla fine giocano sempre i soliti. Matias si sarebbe accontentato anche dei 4 minuti concessi a Panichelli e Prestianni l’altra sera. (…) Ora i giallorosso si sono primi in campionato e lui è il miglior marcatore della squadra. Dati, verità, evidenze non confutabili che non sembrano però scalfire Scaloni che preferisce convocare Prestianni, ragazzo del Benfica che Mourinho impiega con il contagocce. Crescita che invece non è passata inosservata a Gasperini. Che in cuor suo, anche se non lo ammetterà mai, visto il momento del reparto offensivo (Dybala e Dovbyk out, Bailey e Ferguson da valutare già oggi, alla ripresa degli allenamenti), è stato ben felice di aver avuto Matias in questa sosta a Trigoria. (…) L’allenatore di Grugliasco, in questa maturazione tecnico-tattica vuole che Matias giochi più la palla, che triangoli con il centravanti, che sia sempre dentro al gioco e mai di schiena rispetto alla porta. Senza poi lasciare nulla al caso: inizialmente, anche se può sembrare strano, il tecnico si è concentrato sulla postura, sulla posizione del corpo di Matthias, costringendolo a guardare sempre in avanti, a pestare il più possibile l’area di rigore, senza però togliergli la libertà di fare quello che gli riesce meglio. Un lavoro che sta dando i suoi frutti. Ora, serve però lo step finale. Quello di diventare l’uomo di riferimento. Soulé ci prova. (…)
(Il Messaggero)
Presentata la legge Bove. Edo: «E io tornerò presto»
I numeri, prima di tutto: 65mila persone che in Italia perdono la vita ogni anno per mancanza di un primo soccorso, una persona ogni 7 minuti che subisce un arresto cardiaco e una speranza di vita del 75% nel caso in cui nel primo minuto successivo venga praticata una manovra corretta, con il defibrillatore automatico. Sono i numeri illustrati ieri al Senato per la presentazione della legge-Bove. (…) Già, Bove, lui che il primo dicembre scorso rischiò la vita a Firenze per un’aritmia. «Sono onorato che la legge porti il mio nome – ha detto -. Prima non sapevo tante cose riguardo agli arresti cardiaci, una disinformazione che porta le persone ad avere paura. Vogliamo promuovere l’informazione, il rettangolo di gioco sono le scuole, i centri sportivi, i condomini». E sul suo futuro? «L’obiettivo è tornare a giocare il prima possibile. Non so dove e quando ma credo che accadrà presto». (…)
(gasport)
Gasp ha già vinto: la squadra ora vale 60 milioni in più
Il primo step è già oltre. Superato, archiviato, messo agli annali come primo traguardo raggiunto e oltrepassato. E non parliamo di classifica, vittorie, voglia di sognare più o meno velata. No, parliamo di valorizzazione dei giocatori, di patrimonio, che poi è una delle cose che i Friedkin hanno chiesto a Gian Piero Gasperini quando hanno deciso di puntare sull’allenatore ex Atalanta. E dopo questi primi cinque mesi di lavoro sono tanti i giocatori della Roma che hanno visto lievitare il loro valore. A partire dai gioielli di casa, che poi corrispondono ai nomi di Svilar, Koné e Soulé. (…) Soulé, ad esempio, è quello che nel reparto offensivo sta rendendo più di tutti, al di là dei 4 gol e dei due assist messi finora a referto tra campionato ed Europa League. La sua valutazione è già passata dai 30 milioni (26 più i 4 di bonus poi maturati stra-da facendo) che la Roma ha speso per portarlo nella Capitale nell’estate del 2024 a 40, con una rialutazione del 33%. Ma se Soulé doveva confermarsi, Svilar e Koné erano già due pilastri nella scorsa stagione, ma adesso sono diventati ancora più vitali di prima. E anche il loro valore è cresciuto, con la quotazione di Sviar che è passata da 40 a 50 milioni e quella del centrocampista francese da 35 a 45. Cifre importanti, che rendono anche l’idea di quanto siano importanti anche a livello internazionale giocatori come questi. (…) Ma ad essersi rivalutati sono anche i due pilastri azzurri, Bryan Cristante e Gianluca Mancini. Che, infatti, proprio grazie al lavoro fatto con Gasperini in questi mesi hanno riconqui-stato pure la maglia della nazionale. Mancini ha visto passare la sua valutazione da 25 a 35 milioni, Cristante da 15 a 25. (…) Poi ci sono due di quelli che dovevano salutare tutti nella scorsa estate e che invece oggi sono due punti fermi della squadra, titolari a tutti gli effetti: Zeki Celik e Mario Hermoso, due “resuscitati” di Gasp, quelli che sembravano non poter dare più nulla e che invece ora sono indispensabili. Il turco adesso vale tanto, circa 18 milioni, e considerando che nel 2022 è stato pagato 7 milioni si capisce quanto pesi la sua crescita. Ed Hermoso arrivato nel 2024 a parametro zero – ora vale una decina di milioni. (…)
(gasport)
Gasp spera in Ferguson per la formula derby
La priorità di oggi è diventata la stessa di domani. La Roma cerca subito il centravanti e non solo nel prossimo mercato di gennaio. Ne ha bisogno per domenica, quando riprenderà il campionato. Gasperini, senza Dovbyk che non si sa se farà in tempo a rientrare entro la fine del 2025, non ha attaccanti di ruolo da schierare contro l’Udinese. La scelta è carente. A parte Soulé, titolare con meritato — è il miglior marcatore del gruppo — e anche per assenza di rivali, Gian Piero ha a disposizione solo chi di solito va in panchina: Baldanzi, centravanti mascherato contro l’Udinese quando è entrato al posto di Dovbyk, ed El Shaarawy, ultimamente utilizzato quasi niente. Gli altri ci sono, ma per ora non si vedono. Se Dybala dovrà aspettare l’inizio di dicembre (punta a esserci con il Napoli il 30 novembre (ipotesi però al momento ottimistica), l’obiettivo è recuperare Ferguson e Bailey. (…) Se ce la facesse Ferguson, la formula tornerebbe a essere, due mesi dopo, la stessa vista nel derby. Il 24 settembre contro la Lazio, il centravanti giocò in linea con Soulé, lui a sinistra e l’altro a destra, nel 3-4-1-2 in cui Pellegrini da trequartista schermò il regista Rovella. Tridente rovesciato, dunque, senza la punta centrale. Il sistema di gioco resterebbe lo stesso pure se dovesse giocare Bailey, pronto ad allinearsi a Soulé. Se, invece, nessuno dei due partirà dall’inizio, allora Gian Piero sarà costretto a riproporre la soluzione usata dalla fine del primo tempo nella sfida contro l’Udinese: Baldanzi in attacco e in mezzo a Pellegrini e Soulé. (…)
(corsera)
Oggi la ripresa. Ok N’Dicka, attesa Bailey
IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Trigoria comincia a ripopolarsi. Dopo i due giorni di riposo concessi da Gian Piero Gasperini, la Roma riprenderà oggi gli allenamenti al centro sportivo Fulvio Bernardini per preparare la gara di Gremona. Il tecnico di Grugliasco riacbraccia i primi giocatori che hanno terminato gli impegni con le rispettive nazionalità come Cristante, Mancini e Koné. Anche l’infermeria giallorossa inizia a svuotarsi. Ferguson e Bailey, infatti, sono nella fase finale del recupero dai rispettivi infortuni e puntano la Cremonese. Il numero undici della Roma ha saltato gli appuntamenti con l’Irlanda per continuare le terapie e mettersi alle spalle il problema alla caviglia rimediato contro i! Parma. Da qualche giorno, comunque, l’attaccante sta svolgendo lavoro personalizzato sul campo. Attesa anche per il ritorno di N’Dicka, che ha rinunciato alla chiamata della Costa d’Avorio per recuperare dalla distorsione alla cavagliola riportata nella sfida con l’Udinese. Più lunghi, invece, i tempi di recupero di Dybala e Dovbyk, con il numero ventuno giallorosso che potrebbe strappare una convocazione per la partita contro il Napoli.
Missione conferme
IL TEMPO (L. PES) – Missione difficile, ma non impossibile. Quattro calciatori per quattro storie diverse. Celik, Pellegrini, Dybala ed El Shaarawy sono i giocatori, al di là di quelli arrivati in prestito la scorsa estate, con il contratto in scadenza per i quali ora la Roma dovrà decidere quale futuro riservare. Percorsi ed evoluzioni molto differenti tra di loro tra cadute, rilanci e lenti addii, ma per tutti restano speranze più o meno credibili di restare ancora in giallorosso. Partiamo dalla situazione più semplice, quella legata a Celik. Il turco guadagna due milioni l’anno e usufruisce ancora del Decreto Crescita poiché arrivato in Italia nell’estate del 2022. I primi approcci con l’entourage sono già iniziati per un rinnovo che, visto l’ottimo rendimento del difensore nel 2025 e, soprattutto, con l’arrivo di Gasperini, il ds Massara ha messo in agenda. C’è una distanza iniziale inevitabile per una trattativa di prolungamento ma a Trigoria c’è fiducia sulla possibilità di vedere ancora a lungo l’ex Lille in giallorosso. Discorso diverso per Dybala e Pellegrini, accomunati da stipendi alti e momenti complicati negli ultimi mesi, soprattutto legati agli infortuni. Entrambi hanno chiuso anzitempo la stagione 2024-25 per due operazioni chirurgiche e hanno iniziato la stagione attuale a rilento. L’argentino ancor di più rispetto all’ex capitano che dopo il gol al derby sembrava nuovamente finito fuori dai radar ma che invece nelle ultime settimane Gasperini sembra aver riportato a una condizione fisica ottimale. La Roma era stata chiara sul centrocampista durante il mercato: nessuna possibilità di rinnovo, anzi, un invito a trovare una soluzione. Il mercato però non ha portato nuove possibilità per Pellegrini che si è messo a disposizione della squadra conia promessa di un addio a gennaio per evitare di lasciare la «sua» Roma a parametro zero. Per ora nulla è cambiato rispetto a tre mesi fa, e dal ds giallorosso nessun segnale di possibili cambi di strategia sul futuro del numero sette che ora cerca di tornare protagonista in campo magari, chissà, inseguendo una minima speranza di non chiudere l’esperienza con la squadra del cuore. Anche se ad oggi un cambio di rotta appare comunque complesso. Dipenderà molto dalle risposte sul campo, invece, la scelta su Dybala. L’argentino ha strappato lo scorso anno il prolungamento automatico per un’altra stagione e ora spera in una chiamata dalle stanze dirigenziali di Trigoria per discutere di un futuro ancora insieme. A 32 anni compiuti pochi giorni fa, però, la Joya deve trovare continuità in campo e, soprattutto, numeri da attaccante vero come gli ha chiesto il tecnico. I rapporti con il suo entourage sono buoni ma la Roma si prende del tempo per decidere cosa fare con il calciatore più pagato della rosa. Molto difficile, invece, pensare a una permanenza di El Shaarawy che aveva rinnovato l’ultima volta nei 2023. Avviati, infine, i discorsi per i prolungamenti di Mancini e Cristante che hanno il contratto in scadenza a giugno 2027 ma entrambi motivati a restare e con l’agente, che condividono, già attivo col club.
Da Zirkzee a Frendrup: la Roma sogna in grande ma i conti non quadrano
Con i procuratori potete rimetterci l’orologio. Puntuali come un treno giapponese, nell’ombra diventano i protagonisti durante le soste per le nazionali. Telefonano, suggeriscono, garantiscono, informano, propongono i loro assistiti che sono i più bravi, belli e intelligenti che ci siano. (…) Prendiamo la Roma. In attesa della ripresa del campionato da imprevista capolista, negli ultimi giorni sono proliferate le notizie a proposito degli attaccanti che dovranno arrivare a gennaio per dare nuova linfa a un reparto offensivo che fin qui tutto è stato meno che una garanzia dei giocatori in scadenza di contratto, dei possibili partenti da Trigoria. Così Zirkzee sta già cercando casa vicino al Colosseo, Franculino sta chiudendo le valigie, Frendrup ha già detto sì, Dybala e Pellegrini stanno esaminando le proposte di rinnovo che al momento non ci sono ma chissenefrega, Mancini e Cristante sono pronti a dire sì a vita al giallorosso, Celik sta scegliendo la penna con cui firmare il suo nuovo contratto, Pisilli e Baldanzi sono pronti a trasferirsi pur di avere una maggiore continuità di utilizzo. Il tutto dimenticando un paio di fattori: quanti soldi servono e, di conseguenza, quei paletti del fair play finanziario che limitano il raggio operativo di una Roma che con i conti non è un inno all’opulenza, anzi è il contrario. Sarà il caso che un po’ tutti, se non altro per one-stà, si rendano conto della situazio-ne economica della Roma. (…) Tutto il resto è prendere in giro i tifosi. E questa sarebbe una colpa imperdonabile.
(La Repubblica)
La Roma di Gasp prende quota: la rosa vale già 60 milioni in più
LEGGO (F. BALZANI) – La Roma prende quota. Non solo in classifica dove dovrà difendere il primo posto in classifica approfittando del derby di Milano. Ma anche nel valore di una rosa che, dall’avvento di Gasperini, ha visto un incremento di 60 milioni. Sono tanti, infatti, i giocatori che hanno usufruito della cura Gasp. Per ora i maggiori incrementi si registrano tra difesa a centrocampo. Svilar ha visto aumentare ancora di più la sua quotazione arrivando oggi a valere 50 milioni. Discorso simile per Mancini che dai 25 dello scorso anno è passato ai 35 attuali con allegato rinnovo pronto sul tavolo. Salto in avanti pure per Celik ed Hermoso oggi valutati rispettivamente 15 e 10 milioni mentre a centrocampo comanda Koné con un valore stimato di 45-50 milioni. Subito dietro c’è Cristante passato da 15 a 25 milioni. In attacco si attende ancora il salto di qualità. Nel reparto, infatti, l’unico a veder crescere il suo cartellino è Soulé: da 30 a 40 milioni circa. Ora Gasperini vuole proseguire il lavoro soprattutto sui nuovi arrivati con particolare attenzione ai giovani Ziolkowski e Ghilardi mentre Wesley ed El Aynaoui sono sulla buona strada per rispettare l’esborso fatto in estate dai Friedkin. L’obiettivo primario del tecnico, però, è mantenere salda la prima posizione. Con due vittorie con Cremonese e Napoli, inoltre, Gasperini (che oggi riabbraccerà quasi tutti i nazionali) raggiungerebbe Garcia, Capello e Di Francesco come allenatore con più vittorie (10) nelle prime 13 di campionato.
Abodi: “Si troverà un’intesa per fare uno stage a febbraio prima degli spareggi. Euro 2032? Stadi pronti a settembre 2026”
RADIO RAI – Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, è intervenuto a Radio Anch’io Sport. Tra i temi toccati, il possibile stage della Nazionale prima dei play-off di marzo, l’organizzazione di Euro 2032. Le sue parole:
Sulla possibilità di organizzare uno stage prima degli spareggi di marzo…
“Penso proprio di sì, a febbraio ci sarà questo stage. Alla fine è interesse comune che gli azzurri vadano ai mondiali, anche per i club. Al di là delle polemiche sono convinto che si troverà un’intesa. Anche se gli altri lo fanno con un approccio diverso, noi abbiamo questa capacità di metterci i bastoni tra le ruote da soli”
Su Euro 2032…
“Perdere gli Europei del 2032 è un rischio che non si corre, non capisco perché c’è questa capacità di far partire allarmi che non rappresentano la realtà. Saremo pronti per settembre 2026 per fare in modo che la Federazione indichi alla Uefa cinque stadi. Tre ci sono, due si aggiungeranno sulla base di una competizione tra tutti i candidati. È stata chiusa la stagione del prendere atto che gli stadi italiani non siano all’altezza di quelli internazionali, c’è un commissario straordinario che abbiamo nominato, c’è un portafoglio finanziario configurato con il ministro Giorgetti per il fondo equity. Stiamo mettendo in campo un’operazione di sistema, ognuno sarà messo nella condizione di superare le pastoie della burocrazia e di avere supporti finanziati non a fondo perduto ma con investimenti che lo Stato farà in tutti progetti stadio”.