“Un rosso alla violenza”: Svilar e la compagna June si schierano contro la violenza di genere (FOTO)

La Lega Calcio e WeWorld hanno rinnovato, anche quest’anno, il loro impegno promuovendo la 9ª edizione della propria Campagna di Sensibilizzazione Nazionale #UNROSSOALLAVIOLENZA, per opporsi e combattere ogni forma di violenza e sopruso, fisico e psicologico, nei confronti delle donne. Anche Mile Svilar e la compagna June si sono schierati a favore di questa iniziativa, come dimostra l’ultimo post su Instagram dell’account della Serie A a promuovere la campagna.

In occasione della 12ª giornata, inoltre, e in concomitanza con la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre, tutti i campi si coloreranno di rosso: il simbolo della campagna #unrossoallaviolenza, infatti, richiama il cartellino rosso per dare un forte segnale di vicinanza a tutte le donne vittime di abusi.

Conti: “Scudetto? Non escludo che possano esserci sorprese”

RAI 2 – Bruno Conti ha rilasciato un’intervista a Dribbling, programma in onda su Rai 2 questo pomeriggio. Ecco un’anticipazione delle sue dichiarazioni: “Diego Maradona era un fenomeno, tra noi si era instaurato un rapporto speciale di amicizia mi sussurrava sempre nell’orecchio ‘Vieni a Napoli’. Attraverso il calcio parlavamo la stessa lingua”.

Su Tardelli…

“All’inizio non mi era simpatico, ogni tanto tra noi c’era qualche battibecco legato ad un mancato scudetto della Roma che non avevo digerito, erano i tempi in cui cominciavamo a dar fastidio alla Juve e questo non ci predisponeva l’uno nei confronti dell’altro. Poi man mano che l’ho conosciuto ho capito che era un uomo vero, uno schietto, una persona sincera”.

Un pensiero sulla lotta scudetto e su Daniele De Rossi

“Nel campionato attuale le squadre che giocano un calcio che mi diverte sono Como e Bologna. Per lo scudetto è chiaro che Inter e Napoli hanno rose importanti ma non escludo possano esserci delle sorprese… De Rossi? Gli voglio un gran bene, lo reputo un grande professionista. Gli auguro che con il Genoa possa al più presto uscire da una situazione delicata”.

Roma, solo pari in Belgio coi Leuven: playoff in bilico

IL TEMPO (A. DI PASQUALE) – Non basta Viens. La Roma pareggia 1-1 in casa del Leuven e ora le speranze di accedere ai playoff di Women’s Champions League sono appese ad un filo. Decisive saranno le ultime due sfide con il Chelsea, in Inghilterra, e con il St. Polten al Tre Fontane. Le giallorosse si portano in vantaggio grazie al gol della canadese, dopo un’azione avviata proprio da lei e conclusa con l’assist di Corelli ed il destro vincente sul primo palo (18′); nella ripresa poi Conijnenberg trasforma un rigore e decreta il pari finale (71′). Formazione iniziale con qualche cambio per Rossetini: Baldi tra i pali; Thogersen, Valdezate, Oladipo e Veje dietro; in mezzo al campo Pandini, Greggi e Kuhl con Dragoni alle spalle di Corelli e Viens; parte quindi dalla panchina Giugliano, Rieke out all’ultimo per un attacco influenzale. A mezz’ora dalla fine poi il tecnico rivoluziona l’attacco: spazio quindi a capitan Giugliano che rileva Dragoni e a Pilgrim e Pante che prendono i posti di Viens e Corelli. Un pareggio che va stretto per quanto visto nel primo tempo ma resta da migliorare la finalizzazione: diverse le occasioni per il raddoppio e anche due reti, una per tempo, annullate sempre a Viens per fuorigioco. Alla quarta giornata della massima competizione europea le romane sono ferme a quota un punto, i playoff non sono impossibile da raggiungere ma al momento restano decisamente lontane. Ora però testa all’ultimo impegno della Serie A prima della sosta: domenica la Roma capolista sarà impegnata sul campo del Como, secondo della classe a -3. Comunque vada, le capitoline passeranno la pausa in vetta, ma l’obiettivo è chiaramente quello di provare a staccare le inseguitrici. Certe dell’assenza van Diemen, Haavi e Heatley, con Veje da valutare dopo che ieri ha lasciato il campo ad inizio secondo tempo.

Dybala allo stadio dei Marmi: «Non bisogna mollare mai»

La luce come vita e lo sport come energia. È la base dell’accordo triennale tra Sport e Salute e Adidas, una partnership che ha come cuore pulsante il progetto Sport nelle Scuole e la voglia di combattere il drop-out giovanile, l’abbandono precoce dello sport (gli ultimi dati Istat parlano del 18,3% di ragazzi tra i 10 e i 24 anni smettono per motivi vari). Partnership che è stata annunciata ieri nello splendido scenario dello stadio dei Marmi (presenti l’a.d. di Sport e Salute Diego Nepi Molineris e Pietro Allievi, vice presidente di Adidas Italia), alla presenza di un testimonial d’eccezione come Paulo Dybala. (…) «Lo sport ha guidato tutta la mia vita, è la mia luce – ha detto la Joya -. Quando ero giovane ne ho fatto tanto: non solo calcio, ma anche tennis, basket, scacchi, pallavolo, nuoto, tutto. (…) Oggi si passa tanto tempo davanti a uno schermo, cellulare o tv, perdendo dei momenti di condivisione importante. E invece non bisogna mollare mai, neanche davanti alle difficoltà». Come fa anche lui, del resto…

(gasport)

Nicola: «Forte e testarda. La Cremonese è pronta a tutto»

GASPORT – il Torrazzo, la torre campanaria alta 112 metri simbolo di Cremona, è già salito due volte: per conoscere una nuova realtà può essere utile averne una visione dall’alto. Un po’ come affacciarsi dai 14 punti conquistati dalla Cremonese fin qui… «Cosa mi ha dato più vertigini? Il Torrazzo non c’è dubbio!». Lo sguardo curioso e divertito sotto cui dalla scorsa estate scorrono le cose grigiorosse è quello di Davide Nicola, protagonista di una partenza sprint con la Cremonese neopromossa. «Salire sul Torrazzo, immaginarne la storia, godere il bellissimo panorama significa cominciare a capire Cremona, una città che mi ha stupito per bellezza, ma anche per il calore e l’affetto del suo pubblico, che ha ribaltato lo stereotipo del tifo freddo da città del Nord intrisa di storia e cultura. Qui, al contrario, ho da subito avvertito grande passione e coinvolgimento». (…)

A proposito: 11 gare e 14 punti da neopromossa. Qual è il suo primo bilancio?

«Io non guardo al risultato della singola partita, quella è meteo-rologia, ma ragiono per step. Siamo circa a un terzo del campionato: il primo step è quasi concluso e siamo soddisfatti per quanto raccolto dai ragazzi, frutto di un grande lavoro, nella consapevolezza del percorso che ancora ci attende. Perché con l’inizio del secondo step tutto si ricalibra, sulla scorta di quanto già acquisito ma dopo un’analisi di quel che si può migliorare, di quel che manca o di quel che va modificato, tipo ruota di Deming».

Come definirebbe il tipo di calcio che propone attraverso le sue squadre?

«Acceso, almeno così mi piacerebbe che il mio calcio venisse visto e definito dagli altri. Per me il risultato conta, ma anche la strada per raggiungerlo è fondamentale: una squadra gioca bene non solo quando si esprime ad alti livelli sul piano tecnico-tattico, ma quando riesce anche a comunicare emozioni. Allora sì che il pubblico si diverte e si riconosce nella propria squadra».

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Parliamo di Vardy: in cosa l’ha più colpita e quali margini di miglioramento può avere?

«Io preferirei partire dai giocatori in ordine alfabetico ma capisco altre esigenze… Vardy e Vazquez sono i giocatori più rappresentativi per status e carriera, ma sono anche quelli che più impressionano per professionalità. Sanno rendere facile il difficile, una dote che appartiene solo ai grandi. E come loro sono dei magnifici facilitatori, semplificano la vita agli altri per la loro capacità di capire al volo quel che serve e quando farlo, trascinando anche i compagni meno esperti. E tutto questo senza perdere curiosità, fame e capacità di divertirsi. Quanto ai margini di miglioramento, tutti ne abbiamo, sempre: alle volte non serve rivoluzionare, ma può bastare fare le ‘solite’ cose con metodo diverso o con attenzione maniacale»

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Qual è la situazione dopo la sosta, in vista del match con la Roma capolista?

«Siamo pronti a tutto, sappiamo che il nostro sarà un percorso a zig zag. La sosta ci è servita a ritrovare energia dopo aver giocato cinque volte consecutive alle 20.45 e per progredire nel processo di crescita che abbiamo in mente. La Roma è un’ottima squadra, con un allenatore fortissimo. Però a me piace pensare che, anche se siamo piccoli, siamo testardi, vogliamo in qualche modo provare a dire sempre la nostra. Non per presunzione ma per desiderio di dimostrare le nostre capacità»

Gasp insegue il primato solitario che manca dal 2015

Domenica 23 novembre 2025, può diventare una data da incorniciare per la Roma. La premessa però ci sta tutta: i tifosi giallorossi sono autorizzati ad affidarsi a qualsiasi amuleto che abbiano a disposizione. Perché Gasperini si può ritrovare da solo in testa alla classifica. Sì, da solo, imitando Garcia, l’ultimo ad esserci riuscito, poco più di 10 anni fa. La chance stuzzica Gian Piero, la società e ovviamente la tifoseria. Occhio ai risultati di domenica, dunque, perché possono determinare l’allungo, staccando le rivali: la Roma deve vincere a Cremona nel pomeriggio e augurarsi che, in serata al Meazza, l’Inter di Chivu non prenda i tre punti contro il Milan di Allegri. C’è anche l’altra ipotesi: il pari giallorosso e il ko dei nerazzurri. Detto questo, via con gli scongiuri. Anche perché è dal 28 ottobre del 2015 che la Roma non sale da sola in vetta. Decisivo fu il successo all’Olimpico netto e meritato – contro l’Udinese: uno-due di Pjanic e Maicon (doppio vantaggio al nono minuto), tris di Gervinho nella ripresa e rete inutile di Thereau. Roma restò al comando sfruttando il turno infrasettimanale in casa e in notturna (20,45), non l’unica differenza con la tappa di Cremona, quando i giallorossi giocheranno in trasferta e di giorno (ore 15). (…) E il turno intriga perché favorevole: oltre al derby del Meazza, il Napoli ospita l’Atalanta e la Juventus va al Franchi a sfidare la Fiorentina. C’è solo da certificare il trend che accompagna i giallorossi dall’inizio del 2025, anno in cui hanno raccolto più punti in Italia (73) e soprattutto per il raccolto al top nei viaggi lontani dall’Olimpico. Fuori casa, in campionato, sono caduti solo a Bergamo, alla fine dello scorso torneo, contro l’Atalanta di Gasperini (2-1), e al Meazza contro il Milan di Allegri (1-0) il 26 ottobre. Sempre di misura. (…)

(corsera)

Bailey lavora ancora a parte, Dybala prova ad accelerare

Meno due a Cremonese-Roma. Gasperini ieri ha ritrovato in gruppo Ndicka che ha smaltito il problema alla caviglia e sarà a disposizione per la trasferta di domenica. Guiderà la difesa insieme a Mancini e Hermoso. Slitta ancora il rientro di Bailey che ha lavorato a parte. Oggi effettua un provino decisivo per capire se potrà partire con il resto della squadra. Migliorano le condizioni di Dybala che punta alla sfida col Napoli. Ha iniziato a correre sul campo e spera di poter essere inserito almeno nella lista dei convocati. Per rivederlo dall’inizio, però, bisognerà aspettare perlomeno la gara col Cagliari in programma il 7 dicembre. (…)

(Il Messaggero)

Un attacco di alti e bassi: Gasp sceglie

Uno, Ferguson, sembra la matrioska dell’altro, Baldanzi. Eppure entrambi sono in lizza per lo stesso ruolo a Cremona. Sì, perché Bailey ancora ieri non si è allenato in gruppo, Dybala e Dovbyk ne avranno ancora per un po’ e il ballottaggio così è ristretto a loro due. (…) Attacco leggero o pesante? Un dubbio che dipendesse dal tecnico nemmeno si porrebbe. Gasp ama infatti il centroavanti di ruolo, poi che sia di peso o meno, poco importa. In tal senso Muriel insegna. Il problema semmai è un altro: Baldanzi non è un 9. Né di peso, né leggero. Al massimo per necessità. E le riflessioni sono necessarie: perché Evan si sta allenando ma torna comunque da tre
settimane di stop; perché se la partita non si sbloccasse, come contro il Parma (quando entrò Bailey e Dovbyk rimase in panchina) Gasp ama sempre tenerse un calciatore che può cambiare tatticamente la gara; perché Ferguson sta bene ma non benissimo (…) Con Baldanzi insieme a Soulé e Pellegrini, la Roma presenterebbe un tridente atipico, come già accaduto contro l’Udinese (quando però la squadra era già passata in vantaggio), improntato sulla qualità e velocità, costretto magari a giocare palla a terra per provare a sorprendere la difesa di Nicola che appare abbastanza statica con il trio Terracciano-Baschirotto-Bianchetti. Viene da sé, che come già accaduto contro i friulani, servirebbe un inserimento continuo dei difensori, Celik e Mancini in primis. Una scelta, quella di Baldanzi, che strizzerebbe l’occhio anche al prossimo impegno in Europa League, visto che Tommaso non figura nella lista: giovedì la Roma ha una partita chiave nel girone, lo scontro contro la prima in classifica, il Midtjylland. (…) Ferguson titolare riporterebbe invece la partita sul canovaccio tattico più abituale. Quello dello duello tra il centravanti e il difensore centrale ex Lecce che da un lato dovrebbe aprire dei varchi per i due esterni e dall’altro regalare profondi-tà e concretezza sotto porta. (…)

(Il Messaggero)

No a Psg e Marsiglia: Kone sceglie la Roma e insegue un sogno

In Francia ne sono praticamente certi, il Psg presto andrà all’assalto di Manu Koné, indicato da Luis Enrique come il rinforzo ideale per il suo centrocampo. Solo che da ieri sembra che si sia aggiunta una pretendente in più, il Marsiglia di Roberto De Zerbi, che voleva Kanté (oggi all’Al-Ittihad, in Arabia Saudita) e sogna il romanista. Per il Marsiglia però l’eventuale operazione è economicamente inavvicinabile, mentre per il Psg ovviamente no… Ma in tutto questo va considerato anche qualcos’altro che poi è la volontà attuale di Koné. Che, almeno fino a giugno, ha deciso di restare dov’è. E, cioè, a Roma. Perché qui si trova bene, si sente valorizzato, ha un debito di riconoscimento con la società («È l’unica che ha davvero creduto in me due estati fa e le sono grato», le sue parole di qualche mesi fa) e un sogno da inseguire. Che si chiama scudetto, quello per cui sta lottando da inizio stagione.
La scelta insomma, nonostante le lusinghe gli facciano piacere e – probabilmente – non lo lascino neanche del tutto indifferente, per un eventuale trasferimento o salto di qualità il centrocampista francese ha posticipato tutto alla prossima estate. Prima di quella data non se ne farà nulla. A meno che non succeda qualcosa di inverosimile. E, cioè, che sia la Roma a metterlo sul mercato già a gennaio, ipotesi francamente poco praticabile allo stato attuale. (…) In Francia è diventato oramai un pilastro della nazionale di Didier Deschamps e che al Mondiale del prossimo anno potrebbe essere uno dei protagonisti principali della squadra transalpina. Che parte per vincere il torneo, questo è bene ricordarlo. E allora quello che succederà la prossima estate è ancora presto per capirlo, lì potrà anche esserci la possibilità che Koné saluti tutti e vada a giocare altrove. Molto, ovviamente, dipenderà anche dal piazzamento forale della Roma e dall’eventuale qualificazione alla prossima Champions League. Perché se i giallorossi dovessero tornare nella coppa che conta, allora tanti problemi sarebbero meno invasivi e la Roma potrebbe anche decidere di andare avanti con Koné. Che, a sua volta, potrebbe scegliere di restare ancora, soprattutto se poi dovesse arrivare lo scudetto. (…)

(gasport)

Adidas-Sport e Salute, Dybala testimonial: «Qui per trasmettere i valori ai giovani»

IL TEMPO (R. MANGANARO) – «Lo sport ha guidato tutta la mia vita, è la mia luce». Le parole di Paulo Dybala diventano il filo rosso della nuova partnership triennale tra Sport e Salute e Adidas, presentata in uno Stadio dei Marmi illuminato da giochi di luce e storia. «Ogni volta che mi alleno sento l’energia che mi muove. Il movimento è libertà», ha dichiarato l’ambassador Adidas, invitando i ragazzi a riscoprire il piacere di muoversi. Una visione condivisa da Sport e Salute. «Sport, movimento, benessere: in queste tre parole c’è il senso della partnership», ha affermato l’Ad Diego Nepi Molineris, sottolineando l’obiettivo comune di riportare lo sport al centro della vita delle persone e ridisegnare luoghi simbolo come il Foro Italico. Il cuore del progetto è il programma «Scuola Attiva», sostenuto da Adidas per contrastare il drop-out giovanile e portare nelle scuole una nuova cultura del movimento. «Crediamo nel potere dello sport come forza capace di unire e trasformare», ha aggiunto Pietro Allievi, VP e Country Lead Adidas Italia. Tra luci, musica e il silenzioso dinamismo delle statue, l’alleanza lancia un messaggio semplice e potente: muoversi è vivere, e la luce del futuro si accende attraverso lo sport.