Saelemaekers: “Ringrazio tantissimo i tifosi della Roma, mai avuto un pensiero negativo nei loro confronti”

DAZN – Alla vigilia dell’attesissimo Derby della Madonnina, Alexis Saelemaekers ha aperto le porte della sua casa e della sua quotidianità, fuori dal centro sportivo di Milanello, ai tifosi. Un racconto autentico tra abitudini, passioni e riflessioni, che mostra il lato più umano del talentuoso esterno offensivo. Le sue parole:

Sulla differenza tra il suo modo di essere in campo e fuori:

“Tanta gente mi dice che la persona che sono sul campo è diversa da quella che sono fuori. Mi dispiace per questo, perché la gente non potrà mai conoscere la persona che sono davvero. Quello che vedono in campo è il me che non sa regolare le emozioni, e quindi che siano buone o cattive escono fuori al cento per cento”.

Sulla sua più grande soddisfazione personale:

“La cosa che più mi ha reso felice nella vita è aver reso felici i miei genitori. Loro vengono a trovarmi ogni due settimane, in macchina dal Belgio ogni volta. Nove ore e mezza di auto, perché a loro piace guidare e fare spese in Italia di cibo e vestiti. Sono stati importantissimi per la mia carriera: nei momenti in cui mi accontentavo, mi spronavano a dare di più e, soprattutto, mi hanno sempre trasmesso il valore di rimanere con i piedi per terra. Oggi un problema di tanti ragazzi è quello della pressione dei genitori che pensano che il proprio figlio debba per forza diventare un campione. La realtà è che i ragazzi devono giocare a calcio perché è la loro passione, non per diventare ricchi e famosi”.

Sull’esperienza a Bologna:

“Il primo giorno a Bologna mi sono sentito escluso dal Milan, non mi sentivo più me stesso. Mi dicevo di essere un giocatore di alto livello e quindi, andando in una squadra più piccola, pensai di riuscire a fare subito la differenza. E invece non fu così, in allenamento non davo il massimo. Mi sono reso conto che se non dai il cento per cento, qualsiasi giocatore […] ti supera. Questa cosa mi faceva innervosire e mi sono corretto. È stato il primo, vero passo importante della mia carriera”.

Sul ritorno all’Olimpico da ex contro la Roma:

“Non hanno accettato il mio atteggiamento, pensando fosse qualcosa contro di loro. Lo capisco, probabilmente anche io al loro posto avrei reagito così. Ai tifosi della Roma, oggi, vorrei dire che li ringrazio tantissimo, non ho mai avuto un pensiero negativo nei loro confronti. Ho sempre fatto il massimo per la maglia che indossavo”.

Sul Derby:

“Con i giocatori dell’Inter ho un bel rapporto con Hakan Çalhanoğlu. Mi ha aiutato all’inizio fuori dal campo, mi ha presentato la sua famiglia. Poi, ci siamo un po’ persi quando ha cambiato squadra, ma semplicemente perché abbiamo orari diversi. La rivalità con l’Inter ci sarà sempre, prima di una partita così c’è tanta concentrazione nello spogliatoio, nessuno parla, c’è silenzio. In una partita normale si parla con i propri vicini di spogliatoio, il giorno del Derby, invece, ognuno pensa a sé stesso. In particolare, la settimana prima il Derby è un pensiero fisso in testa. Quando sei in casa, quando dormi, quando sei a letto, quando mangi, in ogni secondo pensi a quella partita e pensi che ogni cosa che fai inciderà sul tuo stato di salute il giorno del match. Stiamo attenti a ogni piccolo dettaglio”.

Sul Mister Allegri:

“Per me è unico, dal suo modo di vedere il calcio all’atteggiamento con i giocatori. Dal punto di vista umano è uno dei migliori che io abbia mai avuto. La gestione dello spogliatoio è perfetta. Sai come mi chiama? Scheggia”.

Sul giocatore più forte con cui ha giocato:

“Eden Hazard, che è sempre stato il mio idolo. La cosa che stupisce di lui è l’umiltà fuori dal campo. In questo, mi ricorda tanto Modrić, hanno la stessa umiltà. Considerando tutto ciò che questi due campioni hanno vinto, è incredibile il modo di porsi che hanno, con chiunque al centro sportivo. Sono dei campioni e si vede anche da queste cose. Poi, un giocatore che mi ha stupito tanto è Paulo Dybala. Non ho mai visto un giocatore così pulito tecnicamente, le sue giocate o il primo controllo sono sempre perfetti, non sbaglia mai. Mi è piaciuto tantissimo giocare con lui, è proprio un giocatore che capisce l’essenza del calcio. L’immagine del calcio per me è lui”.

Ferguson a Brighton per visite specialistiche: c’è l’ipotesi operazione

Tanto tuonò che piovve. Evan Ferguson, dopo tanto penare per una caviglia sinistra messa piuttosto male, ieri è volato a Brighton per sottoporsi ad alcune visite specialistiche, insieme al club inglese proprietario del suo cartellino, sta valutando l’ipotesi dell’operazione chirurgica: una fattispecie che oltre al calciatore deve trovare d’accordo proprio la società di Premier; dopotutto, il riscatto a 35 milioni di euro non verrà esercitato e sul futuro di Ferguson i giallorossi hanno ovviamente meno voce in capitolo tra i vari attori in gioco. (…) La quarta distorsione alla caviglia (tre a quella sinistra, una a quella destra) sembrava inizialmente di poco conto. Così la Roma ha scelto l’ennesima terapia conservativa, anche alla luce del desiderio espresso dal calciatore: poter rientrare gradualmente a febbraio per essere pronto a marzo, il mese che conduce al playoff Mondiale della sua Irlanda, insomma l’appuntamento cerchiato in rosso sul calendario che mette in palio l’opportunità storica di giocare una rassegna iridata. Ma Ferguson, 5 volte a segno in 22 partite con 13 match saltati, da quel giorno non ha più messo piede in campo e neppure si è allenato con il resto del gruppo, alternando la fisioterapia al riposo forzato. (…) Il consulto al quale Ferguson si è sottoposto ieri in Inghilterra potrebbe davvero indicare la via dell’intervento chirurgico. Quest’ultimo periodo trascorso ai box è già tempo perso e da qui alla fine della stagione potrebbe non esserci più l’opportunità di rivederlo con la maglia giallorossa.

(corsport)

Bijlow: “Conosco bene Malen. Davanti ai nostri tifosi potremo fare una grande gara”

IL SECOLO XIX – Justin Bijlow, portiere del Genoa, ha rilasciato un’intervista al quotidiano genovese prima della sfida contro la Roma. Le sue parole:

(…)

Domenica si troverà di fronte il suo connazionale Malen. Vi siete già sentiti?

«Non gli ho scritto, ma lo conosco molto bene. Sta facendo un grande lavoro a Roma e non è mai facile fermare un attaccante come lui»

Come si ferma la Roma?

«È un’ottima squadra, ma penso che noi in casa grazie ai nostri tifosi potremo fare una grande fara»

I giallorossi li hai già affrontati nella finale di Conference League 2022 decisa da un gol di Zaniolo. Cosa ricorda di quel match?

«È accaduto molti anni fa, è stato un momento difficile da affrontare, ma il passato è passato».

(…)

Messias per Baldanzi: DDR ci pensa

Poteva essere la sua sfida ma Tommaso Baldanzi sarà costretto a rinunciare al match contro la Roma per un risentimento muscolare alla coscia sinistra: per II Genoa un altro tifoso in più in tribuna per cercare l’Impresa contro I giallorossi. L’assenza dell’ex centrocampista della Roma obbligherà forse il tecnico De Rossi, altro ex illustre della partita, a rivedere alcuni progetti tattici. L’Ipotesi, infatti, potrebbe essere quella di tornare al 3-5-2 utilizzato fino a qualche settimana fa prima del recupero al 100% di Baidanzi e del cambio al 3-4-2-1 scelto per esaltare le
qualità dell’ex romanista. Adesso DDR deve scegliere la strada da imboccare domenica. È possibile che si vada verso la conferma del modulo inserendo Messias come uno dei trequartisti oppure preferire un centrocampo più rinforzato con il dinamismo dI Masini al fianco di Frendrup e Malinovsky. (…)

(corsport)

Bologna, intanto sale la febbre per l’andata. Sono già 18.000 i biglietti venduti

Se l’obiettivo con la Roma è riempire il Dall’Ara, i 18 mila biglietti fin qui venduti non possono che rappresentare un traguardo parziale (esaurita la Curva Bulgarelli e il settore dei Distinti Centrali). Ma tant’è, questo è il dato comunicato nella serata di ieri dal club, dopo due giorni di vendita dei tagliandi riservata agli abbonati della fase di campionato dell’Europa League (ogni titolare di tessera poteva acquistare un tagliando) e le prime ore della vendita aperta, scattata ieri all’ora di pranzo. Da qui al 12 marzo c’è tempo e, chiusa la fase della prelazione, c’è la possibilità, aperta a tutti, di acquistare biglietti nei posti rimasti liberi: a oggi, va detto, una marea. (…)

(Il Resto del Carlino)

Desideri: “La sconfitta contro il Lecce farà male per sempre”

GASPORT – Stefano Desideri, alla Roma dal 1985 al 1991, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo, parlando del suo passato in maglia giallorossa. Le sue parole:

Stefano Desideri, per tutti Ciccio, partiamo da qui. A Roma ha passato anni speciali. Soprattutto per un ragazzo romano e romanista come lei.
«Esordire all’Olimpico è un’emozione difficile da spiegare per uno tifoso come me. Ho sempre dato tutto per Roma e per la Roma, infatti qualcuno mi chiamava “il legionario”. Devo un grazie particolare a Eriksson che ha avuto fiducia e mi ha fatto esordire. E pensare che la notte prima del debutto stavo per rovinare tutto…».

(…)

È vero che lei a Milano non voleva nemmeno andarci? 
«Non è così, vorrei spiegarmi bene. Io non volevo andare via da Roma, è molto diverso. Mi dissero che la società aveva bisogno di soldi e che io ero uno di quelli con più mercato. Non mi fu data scelta».

Certo, se ne fosse andato con uno scudetto in bacheca magari lo avrebbe fatto più a cuor leggero. 
«Sta toccando un tasto dolente, quel Roma-Lecce è una ferita ancora aperta. Ma non solo per me eh, per tutti miei compagni di allora. Quando ci vediamo a cena ancora ne parliamo e sono passati quarant’anni. Ognuno ha qualcosa che cambierebbe. Io avrei vinto uno scudetto con la squadra che amo. Posso dirle che è uno dei due rimpianti più grandi della vita».

A Roma eravate un grande gruppo. Chi era il suo modello?
«Direi Agostino Di Bartolomei. Era il mio idolo, ne studiavo i movimenti e ne ammiravo la grande professionalità. Però era uno spettacolo anche vedere i dribbling di Bruno Conti e i colpi di testa di Pruzzo. In ogni allenamento c’erano almeno due o tre prodezze da ammirare».

Chi di loro le ha insegnato di più?
«Qui è facile: Carlo Ancelotti senza dubbio. È stato un maestro per me. In campo era un vero duro, ti insegnava come entrare e come posizionarti correttamente. Poi, invece, fuori dal campo era uno spasso. Quante cene e quante risate ci siamo fatti».

(…)

Il ritorno a Roma è un caso politico. Trasferta «sospesa» in Europa League: i tifosi rossoblù temono la grande beffa

«Giudizio sospeso»: verosimilmente in attesa della gara d’andata del 12 marzo al Dall’Ara. Con quell’aggettivo, sospeso, che prefigura già l’ombra di un’ingiustizia e che nel dubbio fa correre un brivido lungo la schiena al popolo rossoblù, già intento a prenotare pullman, viaggi in treno e soggiorni in hotel per l’agognato viaggio all’Olimpico. I biglietti per i tifosi rossoblù per il Roma-Bologna del 19 marzo rischiano di diventare, se non un caso politico, di sicuro qualcosa che assomiglia molto a un caso diplomatico. E al lavoro ci sono già le diplomazie di Figc, Uefa, Viminale e dei due club, Bologna e Roma. Tutto nasce dall’ultima determinazione dell’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive, che dopo aver aperto solo parzialmente la trasferta ai tifosi giallorossi per la sfida d’andata del 12 marzo al Dall’Ara (negando la vendita dei biglietti in curva ospiti ai residenti di Roma e provincia ma consentendola a tutti gli altri ‘extra provincia’ ma in possesso di tessera del tifoso) formalmente si è preso una pausa di riflessione sul Roma-Bologna del 19 marzo all’Olimpico, ovvero sull’opportunità vendere biglietti senza limitazioni ai tifosi rossoblù nel settore ospiti dell’impianto romano. (…) Nessun provvedimento restrittivo, invece, oggi è in atto contro i tifosi rossoblù, il cui divieto di trasferta (a seguito degli incidenti del 10 gennaio a Como) è formalmente ‘scaduto’ il 2 marzo a Pisa. (…) La sensazione è che l’ago della bilancia sarà la gara d’andata del 12 marzo al Dall’Ara. Per far viaggiare 4 mila bolognesi tutto quel giorno in tema di ordine pubblico dovrà filare liscio. Sperando che basti.

(Il Resto del Carlino)

Già oltre 50mila tifosi con il Bologna

Mentre l’Olimpico si riempie per Roma-Bologna, il ritorno degli ottavi di Europa League, per il match d’andata cresce l’allerta relativa all’ordine pubblico: la trasferta del 12 è infatti vietata ai tifosi giallorossi dopo lo stop del Viminale, anche se il timore che gli ultras raggiungano comunque la città emiliana esiste ed è oggetto di diverse valutazioni. Per il match dell’Olimpico, intanto, continua a crescere il numero di biglietti venduti: il conteggio è già oltre quota 50 mila. (…) La Roma è sesta al mondo per numero totale di spettatori nella stagione 2025/26. Sommando campionato e coppe, sono stati 1.119.339 i tifosi presenti sugli spalti dell’Olimpico. Un muro umano. Davanti ci sono soltanto big europee: il Borussia Dortmund, l’Inter e il Real Madrid sul podio, poi Bayern e Benfica. Subito dopo, la Roma. (…)

(corsport)

Genoa, Norton-Cuffy tenta il recupero ma lavora a parte. De Rossi pensa alle alternative

IL ROMANISTA (L. FENQUELLI) – Il ko col Napoli condizionato dall’arbitro, il pari senza gol contro la Cremonese, poi tre punti col Torino e la sconfitta con l’Inter e ora la sfida alla Roma. Nella terza gara contro una big delle ultime cinque il Genoa di De Rossi ha bisogno di fare punti per allontanare una zona retrocessione ancora vicina. Ieri i rossoblù si sono allenati in mattinata lavorando sia sulla parte tecnica, sia su quella tattica, con l’ottica di preparare le contromosse per affrontare gli uomini di Gasperini. Solo terapie per Baldanzi che, come è noto già da un paio di giorni, non potrà prendere parte alla gara contro la squadra che ne detiene il cartellino. DDR sta studiando le alternative sia a livello di modulo sia sul piano di chi possa sostituire l’ex Empoli: il primo candidato, sia in caso di 3-4-2-1 sia di 3-4-1-2, è Messias, ma non è da escludere l’opzione 3-5-2 con Vitinha o Ekuban da seconda punta vicino a Colombo e un centrocampista in più. Dalle sedute di allenamento di questi giorni De Rossi dovrà sciogliere un altro dubbio, quello del giocatore da schierare titolare sulla fascia destra. La prima maglia in quella posizione è di Norton-Cuffy, ma l’inglese ha lavorato a parte anche ieri e sta provando a recuperare dopo che un risentimento muscolare accusato contro il Torino che gli è costato l’assenza a San Siro con l’Inter.(…)

La Roma saluta Ferguson: caviglia ko e visita a Brighton. Dybala di nuovo dolorante

Non è facile essere Evan Ferguson. Immaginate di essere un ragazzone irlandese di 188 centimetri, con le spalle larghe e quel carico di muscoli che serve a prendere posizione quando i difensori allargano i gomiti. Immaginate di avere la struttura fisica di un predestinato, di quello che la romanità più verace definirebbe un «Marcantonio». Ma allo stesso tempo di poggiare tanta prestanza su fondamenta fragili. Fragilissime come le caviglie dello sfortunato centravanti giallorosso. Ieri l’attaccante è tornato dai medici del Brighton, il club proprietario del suo cartellino, per un consulto. Affermare che la stagione della punta a questo punto potrebbe essere già finita rischia di non essere più un azzardo. (…) Detto dei dolori di Ferguson e delle reazioni gasperiniane, a tenere banco a Trigoria sono sempre le condizioni di Paulo Dybala. Un vecchio film. Tornata a disposizione per il match contro la Juventus, 90 minuti più recupero passati comodamente in panchina, la Joya ieri non si è allenato in grup-po. Lavoro personalizzato. Un passo indietro nel percorso che dovrebbe portare l’argentino — nel frattempo diventato padre — a riprendersi lo scettro di leader tecnico della Roma. (…) Intanto, sempre sul fronte infermeria, si sono allenati a parte anche Soulé e Hermoso. Mentre non sembra esserci nulla da fare nemmeno per Artem Dovbyk, l’altro «Marcantonio» giallorosso. Anche lui alle prese con i suoi guai. (…)

(La Repubblica)