Zirkzee, adesso lo sprint

Un occhio era rimasto sull’Olimpico, l’altro aveva viaggiato fino all’Old Trafford. Lunedì sera la Roma aveva fatto il suo contro il Como, portando a casa una vittoria di peso e confermando l’identità costruita da Gasperini, mentre in Inghilterra andava in scena un 4-4 pirotecnico tra Manchester United e Bournemouth. Una partita folle, chiusa nel finale e segnata dall’ingresso, quasi simbolico, nel recupero di Joshua Zirkzee, l’uomo dei desideri giallorossi, entrato quando ormai c’era poco da giocare e ancor meno palloni da toccare. (…) E allora Massara lavora. Senza proclami, ma con un’idea chiara: regalare a Gasperini un centravanti vero, uno che sappia trasformare la mole di gioco in gol pesanti. Zirkzee è il primo nome sulla lista. Venerdì e sabato scorso, a Londra, il direttore sportivo ha incontrato l’entourage del giocatore e i rappresentanti dello United. La strategia è definita: trovare l’accordo totale con l’olandese, rinviando le commissioni degli agenti a fine stagione, per poi tentare di forzare la mano ai Red Devils. Niente esborso secco da 35 milioni, cifra fuori portata in questa fase. La Roma pensa a un prestito oneroso – anche sopra i 5-6 milioni – con obbligo di riscatto a luglio (…)

(corsport)

Stadio a Pietralata. Il progetto definitivo prima di Natale

Ci siamo. L’inizio della prossima settimana dovrebbe proprio essere quello della presentazione del progetto aggiornato e definitivo del nuovo stadio della Roma. I problemi sono stati diversi, alcuni prevedibili, altri molto meno, ma sembra che adesso tutto sia risolto. Il club giallorosso, solidamente affiancato dal Comune di Roma, ci è riuscito senza nemmeno approfittare dell’aiuto di un commissario straordinario, che adesso c’è, ma che probabilmente sarebbe stato infinitamente più utile un paio di anni fa, a tenersi stretti. Le micromisure previste nella Manovra includono infatti anche un commissario per la riqualificazione dell’area di Pietralata, quella dello stadio appunto, con decreto di nomina atteso per il 29 dicembre. Il prescelto è Massimo Sessa, lo stesso che da qualche tempo è al lavoro sugli impianti di Euro2032. (…) Tornando all’atteso progetto definitivo, si parla di un annuncio il 22 o 23 dicembre, in modo da passare un sereno Natale anche in casa giallorossa. (…)

(gasport)

Calciomercato Roma: trattativa avanzata tra Betis e Borussia Dortmund per Fabio Silva

Ai titoli di coda l’avventura di Fabio Silva con il Borussia Dortmund. Il Betis, infatti, è in trattative avanzate con il club tedesco per un prestito con un’opzione di acquisto. Il giocatore ha dato il suo ok al trasferimento. Il portoghese è molto attratto dal progetto sportivo del club andaluso e dalla prospettiva di giocare in Liga. L’ex Wolves era seguito anche dalla Roma, che negli ultimi giorni ha però mollato definitivamente la presa.

(sky-sport.ch/fr)

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Parla l’ottico di Papa Leone XIV: “Ha la Roma nel cuore”

IL MESSAGGERO – Alessandro Spiezia, ottico dei pontefici di via del Babuino che sabato ha incontrato Papa Leone XIV in Vaticano, ha rilasciato un’intervista al quotidiano romano confermando la “fede” giallorossa del pontefice. “Gli ho chiesto per chi tifava, lui ha fatto capire di avere un debole per la Roma. Ci ha svelato che Leone XIV essendo il Papa incoraggia e parteggia per tutte le squadre senza distinzione. Come Robert Prevost, però…”.

Orgoglio Capitale

La Roma tra le grandi, chi lo avrebbe mai pensato? Così, al primo anno di Gasp, dopo un’annata sull’altalena, tra bassi (tantissimi) e alti ranieriani (quasi a sfiorare la Champions). Doveva essere il periodo della ricostruzione, ma qui si sta molto avanti. La Roma è tra le grandi, da subito, e ha due partite per portare questo trend a fine anno. La squadra vive in un sogno continuo, cominciato in estate, con Gasp al comando, rabbioso per un mercato che non decollava e ora alle prese con il faidate ma voglioso di dimostrare che anche da queste latitudini si pensa in grande. La Roma è a tre punti dall’Inter, prima in classifica, a due dal Milan e uno solo dal Napoli, partita come la schiacciasassi del campionato. Che altro chiedere? Ma se vogliamo stare sull’obiettivo minimo, ovvero il quarto posto, la Roma dista quattro lunghezze dalla Juve, prossima avversaria dei giallorossi. (…) La Roma ha una caratteristica scudetto: la difesa. È la migliore in Europa, con soli otto gol subiti, 0,53 a partita. La splendida Arsenal ne ha incassati dieci, e sta dominando in Premier League, oltreché in Champions. Otto reti in quindici partite, subendo sempre pochi tiri in porta, in area di rigore della Roma, ma gli avversari entrano per il 20,1 per cento, il sesto dato europeo. La mentalità offensiva che Gasp ha portato espone la squadra a rischio ripartenze: sono due le grandi occasioni che vengono concesse di media a partita, in Europa per questo dato è ventisettesima su ventasei. Il problema è che quando subisce un gol, fatica a recuperare per le note questioni legate alla sterilità dell’attacco. (…) È una squadra che, per quel che riguarda l’efficacia offensiva, ha poco di gasperiniano, sembra più un seguito della truppa di anni della passata stagione. La Roma, non avendo attaccanti da doppia cifra, si adatta a un altro tipo di calcio fatto di pressing, di lotta, di agonismo. E contando su un portiere straordinario come Svilar, capace di sventare circa sei gol in questo campionato (il 5,7 per cento di gol prevenuti, secondo in serie A dopo Provedel e prima di Maignan), mantenendo la porta inviolata in sette occasioni, si permette di vincere in quindici gare, nessun pareggio fino a ora – segnando poco più di una rete a partita. (…)

(Il Messaggero)

Mati e Paulo: il futuro ha due facce

Restano amici, inseparabili. Il mate, la PlayStation, la confidenza, la condivisione dell’amore per la maglia della Seleccion. Tutto li ha uniti ultimamente. Anche Roma, sì. Perché Dybala è stato il primo ad avallare l’arrivo nella Capitale del fratello Soulé, stellina bianco-nera affermatasi nella vicina Frosione. Poi, come si faceva a pensare che in poco tempo, l’uno avrebbe preso il posto dell’altro? Non “colpa” di Mati, ma di Paulo e delle sue condizioni fisiche, degli infortuni che gli hanno fatto saltare qualche partita di troppo ultimamente. Dybala viene da quattro panchine di fila, con Napoli, Cagliari, Celtic e Como. E nell’ultima partita contro la formazione di Fabregas non è proprio entrato, cosa che non gli capita mai, ammirando solo da fuori le giocate di Soulé, che pian piano lo sta sostituendo, rilevandone il testimone. (…) Dybala ha un contratto in scadenza, guadagna troppo per la Roma attuale e molto probabilmente, a certe cifre (nove milioni netti a stagione) non verrà rinnovato: gennaio è alle porte, l’amico Paredes lo vorrebbe al Boca, per ora Paulo tentenna. Soulé è un patrimonio per la società, sia tecnico sia economico: è arrivato due anni fa, si è fatto notare solo nella seconda metà della scorsa stagione, grazie a Ranieri, che gli ha insegnato il sacrificio e il dribbling concreto e non fine a se stesso, ma era Dybala il preferito di tutti, senza se e senza ma, da De Rossi fino a Sir Claudio. Quest’anno, il ribaltone: Soulé è l’intoccabile, mentre Paulo non più. Si sono trovati a giocare insieme spesso a volentieri, dall’inizio o a match in corso, con risultati altalenanti. (…) Soulé sta scalando posizioni a suon di prestazioni e numeri. Contro il Como ha preso in mano la squadra, facendo un altro passo in avanti pure nell’aspetto caratteriale. (…) Paulo oggi può solo affidarsi alle parole di Gasperini per rivedere un po’ di luce. «È un giocatore straordinario, soprattutto quando sta bene: quando scatta, corre, tira, dribbla. Non c’è nessuno che ha la sua qualità, in Italia pochi di sicuro. Magari può essere pronto per domenica, che può essere una partita anche da ex». Chissà, magari è solo l’ultimo bluff di Gasp.

(Il Messaggero)

Calciomercato Roma: proposto Amenda dell’Eintracht per la difesa

Vista la partenza di Ndicka per la Coppa d’Africa, non è escluso un rinforzo della Roma anche in difesa. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano sportivo, il nome nuovo in tal senso è quello di Aurèle Amenda, difensore centrale di 22 anni dell’Eintracht Francoforte. Il suo agente, Gabriele Giuffrida, ha offerto il giocatore al club giallorosso in vista del mercato di gennaio.

(gasport)

Intrigo Zirkzee. Ma Massara ha il piano B: spunta il croato Pasalic dell’Orlando City

C’è un nome – il solito – che a Trigoria metterebbe tutti d’accordo. Zirkzee è da tempo il profilo individuato da Gasperini che se lo sarebbe preso volentieri già un paio di anni fa a Bergamo. Il blitz a Londra di Massara di qualche giorno fa non ha ancora cambiato le carte in tavola, ma ha dimostrato che il club fa sul serio. L’idea del Manchester United per il momento è ancora quella di cederlo a metà gennaio quando la Coppa d’Africa sarà agli sgoccioli e torneranno Diano e Mbeumo. Da non sottovalutare anche l’aspetto economico. La prima richiesta è di 50 milioni di euro, troppi per le casse giallorosse. I Friedkin hanno dato l’ok all’operazione, ma serve uno sconto. (…) Il pacchetto offensivo è affollato e già dal prossimo mese partirà una mini rivoluzione, anche perché sono ben quattro i giocatori che il prossimo giugno saluteranno: Dybala (occhio al Boca per gennaio), Bailey, Pellegrini, El Shaarawy e Ferguson. E non è da escludere la partenza di Baldanzi che è cercato da Verona e Pisa. L’ultima idea per rinforzare l’attacco arriva dagli Stati Uniti d’America. Si tratta di Marco Pasalic, esterno destro dell’Orlando City. Nessun legame di parentela con il Pasalic che ha fatto innamorare Gasp all’Atalanta: è un 2000, un anno fa era finito nel mirino dell’Hellas, poi la scelta di andare a giocare in MLS, segnando 12 gol in 33 partite. E’ stato proposto e il profilo è in fase di valutazione.

(Il Messaggero)

Dovbyk in uscita, tutto su Zirkzee. Ekhator e Beto le alternative

A metà dicembre cominciano le manovre vere per gennaio. Quelle che non si vedono ancora nei comunicati, ma che si sentono nei corridoi: chiamate, intermediari, nomi che tornano con insistenza. E alla Roma, più che altrove, tutto ruota attorno a una domanda semplice e scomoda: come si cambia l’attacco senza avere spazio per cambiarlo? La risposta potrebbe passare da Artem Dovbyk. O meglio: dalla possibilità di cederlo. Un noto intermediario lo sta proponendo a più club, come già accaduto in estate. Nei giorni scorsi si è parlato del Fenerbahce, ma nelle ultime ore è salita un’idea più articolata e più “familiare”: la Roma segue Beto, centravanti dell’Everton in scadenza nel 2027, e ragiona su un’operazione incrociata con Dovbyk. La regia è credibile: Dan Friedkin controlla entrambi i mondi, e quando i club condividono la stessa proprietà, le operazioni possono essere studiate con maggiore flessibilità. Resta da capire la volontà dell’ucraino, e soprattutto la fattibilità economica di un’uscita a titolo definitivo, che è ciò che davvero farebbe la differenza. Perché il punto è questo: Gasperini vuole intervenire davanti e la Roma sa che, per farlo, deve prima liberare peso. In quella direzione si muove anche la pista principale, che non cambia: Joshua Zirkzee resta il primo nome sulla lista. (…) Dentro questo incastro si infilano altri nomi che sembrano legati da un filo comune. Jeff Ekhator, attaccante 19enne del Genoa, è un profilo monitorato e appartiene alla stessa “famiglia” che sta cercando acquirenti per Dovbyk: se si sblocca l’uscita dell’ucraino, non è impossibile che cresca anche la candidatura del ragazzo. (…)

(La Repubblica)

Da Como al Como. Un anno dopo è cambiato tutto

Da Como al Como. In uno di quei percorsi calcistici che neppure il miglior sceneggiatore di Hollywood sarebbe stato capace di partorire. Perché in dodici mesi è cambiato tutto. E se si tornasse indietro non ci sarebbe nessuno che scommetterebbe un euro sulla Roma prima in classifica nell’anno solare che stiamo per salutare. Quindici dicembre dello scorso anno. La Roma si presenta su quel ramo del lago manzoniano. Claudio Ranieri è arrivato da poche settimane a Trigoria. Constatando la devastazione lasciata da dirigenti incompetenti (eufemismo) e da un allenatore che il sor Claudio si chiedeva come mai facesse il suo stesso mestiere. Al novantesimo il risultato era quello iniziale, in quel momento, simile a una boccata d’ossigeno. Poi il patatrac. Gabrielloni, sì Gabrielloni, e Nico Paz confezionano la vittoria per la squadra di Fabregas con la Roma che sprofonda ai confini della zona retrocessione. Da lì, però, poi è cominciata tutta un’altra storia. (…) Ranieri l’ha riportata in Europa sfiorando pure la qualificazione alla cassaforte della Champions League, scegliendo poi il suo erede in quel Gasperini a cui sono stati sufficienti pochi mesi per dissipare l’antipatia e lo scetticismo con cui era stato accolto. Il risultato, dopo quindici partite di campionato, è una Roma da Champions: quarta in classifica a un punto dalla terza, due dalla seconda, tre dalla prima, playoff (minimo) garantiti in Europa League, quattordici vittorie in ventuno partite, nonostante gol con il contagocce in un senso e nell’altro (miglior difesa del campionato). Numeri che possono e devono legittimare quel sogno che proprio il Gasp ha ufficializzato. (…) Sabato prossimo, a Torino, contro la Juventus che pare stia rispondendo alle cure dell’ex Spalletti. La Roma la affronterà da quarta sapendo che qualsiasi risultato verrà fuori, rimarrà tale. Gasp e i suoi discepoli si convincono che non poteva confezionarsi situazione migliore. Perché si può.

(La Repubblica)