Miles Kane, lo scorso 22 febbraio, nella tappa romana del suo tour, ha sorpreso i fan indossando una maglietta della Roma durante l’evento. L’artista, infatti, si è presentato sul palco con la terza divisa di questa stagione, come mostrato lui stesso sul suo profilo Instagram.
Autore: FedericoL
ORSI: “È il momento giusto per affrontare la Juve” – TORRI: “Chi deve vincere sono i bianconeri, ma per la Roma è quasi un match point”
All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è ovviamente l’attesissimo big match tra Roma e Juventus, valido per la ventisettesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45. “Questo è il momento giusto per affrontare la Vecchia Signora”, il pensiero di Fernando Orsi. “Chi deve vincere domenica è la Juventus, ma allo stesso tempo è quasi un match point per la Roma”, afferma Piero Torri.
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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
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Questo è il momento giusto per affrontare la Juventus, ma se la Roma non la prende con il piede giusto rischia… (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
I supplementari tolgono energie, i giocatori della Juventus hanno speso tutto contro il Galatasaray. La Roma può affrontare la partita con tranquillità, aspettando il momento giusto per partire (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
La Roma si è messa in una buona posizione di classifica e ha tutto nelle sue mani per rimanerci (MATTEO CIRULLI, Manà Manà Sport, 90.9)
Juventus-Galatasaray? Ieri si è verificato lo scenario migliore per la Roma: la squadra bianconera ha giocato 60 minuti in inferiorità numerica, ci ha creduto e alla fine è stata congelata ai supplementari… (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)
Juventus-Galatasaray? Meglio di così non poteva andare. Ieri è stata una batosta pesante, la vittoria avrebbe dato un entusiasmo spaventoso alla squadra in vista del big match contro la Roma (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)
Chi deve vincere domenica è la Juventus, ma allo stesso tempo è quasi un match point per la Roma (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)
Le problematiche che hanno alcuni giocatori della Roma sono da gestire e forzare i tempi di recupero sarebbe un rischio enorme considerando il tour di force che ci sarà da marzo in poi (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)
La gestione di Dybala è patetica, quello che sta succedendo è incredibile… (DANIELE CECCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)
Dybala e Soulé in campo? Preferisco un non titolare al 100% della condizione fisica che un titolare al 50% della forma (RICCARDO ANGELINI, Manà Manà Sport, 90.9)
Il rinnovo di Dybala? Come si fa a parlare di contratto quando non gioca da un mese e ha già saltato 12 partite… (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)
La cosa buona, e non avrei mai pensato di dirlo, è che contro la Roma non ci sarà Locatelli. Al suo posto l’unico che mi sembra arruolabile è Koopmeiners, il quale però mi spaventa altrettanto perché sembra che da un momento all’altro possa inventarsi la giocata (GIANLUCA PIACENTINI, Retesport, 104.2)
La Philadelphia Junior Cup fa tappa a Trigoria: l’incontro tra El Aynaoui e una delegazione di giovani atleti
Anche quest’anno la Philadelphia Junior Cup | “Keep Racism Out” – il torneo promosso dalla Lega Serie A e dal CSI contro il razzismo e ogni forma di discriminazione – ha fatto tappa al Centro Sportivo Fulvio Bernardini.
Nella giornata del 25 febbraio, Neil El Aynaoui ha incontrato nella Sala Champions una delegazione di giovani calciatori che nelle settimane precedenti hanno partecipato alle prime fasi della tredicesima edizione del torneo Under 14 di calcio a 7 riservato agli oratori delle città delle squadre di Serie A Enilive 2025/26.
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Introdotto dal Chief Football Operating Officer dell’AS Roma Maurizio Lombardo, El Aynaoui è stato parte attiva del dibattito con i ragazzi presenti insieme alle psicologhe del Club, Rita Bassetto e Alessia Giuliani, che hanno toccato i temi dell’importanza dell’amicizia, del gioco di squadra, del rispetto e della lotta al razzismo e ad ogni forma di discriminazione. Con loro, il rappresentante dell’Ufficio Corporate Social Responsibility di Lega Serie A Oumar Daffe e Fabrizio Papa del CSI Roma.
La Philadelphia Junior Cup è l’occasione per tanti ragazzi e ragazze tra i 12 e i 14 anni di entrare in contatto con il calcio dei grandi campioni, quello del massimo campionato, attraverso numerosi incontri ed attività. L’obiettivo della sinergia è infatti quello di diffondere, anche grazie al rapporto con i Club di Serie A, i valori dell’inclusione, della collaborazione, dell’amicizia e del gioco di squadra. Passando per l’organizzazione di appuntamenti negli stadi, nei centri di allenamento, nelle sedi dei Club e degli oratori, i giovani calciatori hanno l’occasione di vivere momenti di sport e riflessione, diventando protagonisti di un percorso di sensibilizzazione sulle tematiche del razzismo e della discriminazione. Gli incontri e le attività in collaborazione con i Club della Serie A Enilive 2025/2026 si svolgono parallelamente al torneo della Philadelphia Junior Cup, tra i mesi di gennaio e maggio.
(asroma.com)
Roma-Juve è anche Celik e Senesi
n campo ci si gioca il posto per la Champions 2026-2027, fuori Roma-Juve è una sfida con contenuti di mercato per cuori forti. In questo momento la partita sulle stategie future è doppia: da una parte c’è Zeki Celik, l’esterno turco in uscita da Trigoria a scadenza, dall’altra Marcos Senesi, il difensore centrale argentino agli ultimi quattro mesi di contratto con il Bournemouth e pronto per una nuova esperienza con cartellino gratis. (…) I circa 3,8 milioni che ora il suo entourage chiede per firmare un rinnovo, per la Roma non sono sostenibili. Significherebbe mettere Celik tra i più importanti stipendi della rosa con inevitabili ricadute: alla porta del ds Massara busserebbero in parecchi e la bilancia va tenuta in equilibrio. Diverso è prendere Celik a zero e garantirgli quell’ingaggio: la Juve ci sta fortemente pensando (a fronte anche di un monte ingaggi più alto che in casa romanista) e il giocatore ha caratteristiche che rientrebbero bene nel calcio di Spalletti. Gli accordi si possono fare verbalmente e scriverli dopo: i dialoghi sono intercorsi da un po’. Certo che l’attuale incertezza sul posto Champions in casa Juve potrebbe rendere meno celere il tutto. E allora occhio all’Inter che in quella zona del campo cerca e le operazioni a costo zero. (…) Senesi è a scadenza: argentino, passaporto italiano, esperienza internazionale collaudata in Europa. Occhio a bollare operazioni come fattibili o non fattibili quando i parametri sono questi. La Juventus e la Roma si sono mosse: entrambe, senza ombra di dubbio e senza scomodare altre presunte verità (ah, i detentori della verità). Non significa che Senesi arriverà a Torino o nella Capitale cento per cento a luglio: troppo facile. Ma il mercato vive di fasi e in questa fase l’interesse per il centrale che lascerà il Bournemouth è vivo e verificabile. Non lo negano i due club, non lo negano nemmeno fonti inglesi e persone vicine al giocatore. (…)
(corsport)
Prelazione per gli ottavi di Europa League, proteste fra gli abbonati
IL ROMANISTA (I. MIRABELLA) – L’Olimpico continua ad essere uno dei principali punti di forza della Roma di Gasperini. (…) Tra meno di un mese sarà il momento di tornare a vivere le notti magiche europee. La Roma è in attesa di conoscere l’avversario che affronterà agli ottavi di finale di Europa League e dal 24 è partita la vendita dei biglietti per la sfida di ritorno del 19 marzo. Solo gli abbonati al campionato hanno potuto esercitare il diritto di prelazione valida fino alle ore 12 di domani. Fino a questo momento sono stati staccati oltre 11mila tagliandi ma sono state tante le proteste tra gli abbonati per l’apertura anticipata della fase di vendita. Al momento sono ancora sconosciuti sia l’avversario ma soprattutto l’orario della partita (18.45 o 21) ed essendo di giovedì, la mancata conoscenza dell’orario può essere un ostacolo per tanti tifosi. Da Trigoria fanno sapere che anche in altre occasioni la vendita era stata aperta senza sapere l’orario preciso della sfida in oggetto. (…)
Gasp va ai ballottaggi
Il focus principale di Gasperini, aspettando la Juve, è sull’attacco. Lo è spesso nella preparazione di ogni partita e anche durante gran parte dei match, quando preferisce sostituire anche tutti e tre i suoi giocatori offensivi. Lo è ancora di più in questo momento della stagione, in cui sta lavorando dalla settimana scorsa senza le cinque punte con cui ha chiuso il 2025. Soulé – ultimo a essersi aggiunto al gruppo che staziona da tempo in infermeria -, El Shaarawy, Dybala, Dovbyk e Ferguson (è quello che sta peggio, ha un tutore alla caviglia, usa le stampelle: presto nuovo consulto). I due centravanti non sono utilizzabili, gli altri tre non si sa se (e quando) saranno a disposizione. È riapparso in campo – senza forzare –El Shaarawy (ultima gara il 1º gennaio contro il Sassuolo): la panchina è il suo obiettivo. Lo stesso di Dybala che però non ha ancora ricominciato a calciare. Soulé è indietro. Nessuna certezza, quindi, sul possibile recupero degli argentini per lo scontro diretto con i bianconeri. Chance al momento solo per Paulo. Ecco perché Gian Piero sta pensando in queste ore come intervenire accanto a Malen. Davanti, dunque, due dei tre ballottaggi in vista della Juve: a destra Venturino-Zaragoza e a sinistra Pisilli-Pellegrini. Sta prendendo quota proprio Pisilli: in forma, è difficile lasciarlo fuori. (…) Conferma, insomma, per Ghilardi, titolare nelle ultime tre partite. Gasperini pensa che la Juve domenica sera si specchi con la Roma. Come all’andata, con il 3-4-2-1 e quindi con la difesa a 3. Spalletti ha sempre schierato tre giocatori dietro nelle 12 gare del 2025 (8 di campionato, 1 di Coppa Italia e 3 di Champions). (…) La previsione di Gian Piero, con la Juve che ripropone la difesa a tre, dovrebbe essere giusta. Se poi Luciano si dovesse pre-sentare con la linea a quattro, non è da escludere la formula con il trequartista, alzando Cristante come nella ripresa contro la Cremonese.
(corsera)
La crisi bianconera inizia dal numero 1. E il portierone adesso ce l’ha la Roma
Più che la solitudine dei numeri primi nel calcio contano le parate dei numeri primi. A dir la verità, Svilar dietro la schiena ha il 99, ma poco importa. Senza nulla togliere ai vari Ndicka, Koné, Dybala, il vero top player della Roma è Mile. Nessuno in Europa subisce meno gol (16) addirittura, in casa solo sei. E nei principali campionati europei solamente Barcellona (5) e Paris Saint-Germain (4) hanno fatto meglio. Alzi la mano chi si sarebbe aspettato questi dati il giorno dell’annuncio di Gasperini, probabilmente nessuno. Neanche lo stesso tecnico che negli anni ha costruito i successi con squadre che segnavano valanghe di reti. E buona parte del merito se la prende il supereroe belga che ha registrato 12 clean sheet (secondo dietro a Butez e Sommer) ed ha evitato quasi dieci gol grazie alle sue parate. Sedici quelli incassati a fronte di un xGA (expected goal subiti) di 26.31. L’ultima, bellissima, in uscita su Vardy. Un muro che a giugno ha rischiato di salutare a causa del colpevole ritardo sul rinnovo del contratto. Decisivo l’intervento di Ranieri e Gasp non può far altro che ringraziare. (…) Per la Capitale ne sono passati di ottimi portieri (Alisson, Konsel, Tancredi), ma nella storia della Serie A l’estremo difensore più forte del campionato ha quasi sempre indossato la maglia bianconera (Zoff, Tacconi, Buffon, poi Szczesny). Da un paio di stagioni Mile ha invertito il trend. Di Gregorio nelle ultime settimane è stato protagonista in negativo con errori clamorosi con Inter e Como. E i numeri sono da brividi: ha subito gol per ben tredici volte al primo tiro in porta. (…) E domenica potrebbe toccare a Perin. L’eterno secondo della Juventus ora scalpita per partire titolare. (…)
(Il Messaggero)
Mancio l’anti-Juve
Ricordate Nainggolan? Ecco, più o meno, con Mancini, siamo a quei livelli lì. La Juve non è una semplice avversaria, di più. Non per tutti, ma per tanti. In passato, di casi come questi, ce ne sono. Parliamo di quei calciatori, che nel tempo, si riempiono di romanismo, pur non essendo romani, né tanto meno romanisti. Mancio ormai è un tifoso della Roma acquisito, per militanza, per scelta, per trasporto spontaneo. E sì, anche per un po’ di storia vissuta da queste parti, su questi campi. Per lui pronto il rinnovo fino al 2030. I tifosi, tanti, si identificano in Mancio e viceversa. E la Juve da queste parti, è sempre stata avversaria particolare, si sa. Batterla dà una certa gioia, anche se di queste soddisfazioni, almeno Mancio, se ne è tolte poche ultimamente: nelle ultime nove partite di campionato, sono quattro le sconfitte coi bianconeri, quattro i pareggi e una sola vittoria. (…) Stavolta per Gianluca non esiste solo l’entità Juve, ma c’è anche Spalletti a dargli uno stimolo particolare: con cui ha vissuto l’esperienza negativa all’Europeo e dopo ha pagato, con Cristante, il
cambio di rotta della Nazionale. Escluso a tempo indeterminato: Lucio, ammettendo poi di aver commesso un errore, non lo ha chiamato nemmeno nel giugno scorso quando la sua Nazionale stava per andare in Norvegia a giocarsi mezza qualificazione al Mondiale. Mancavano tutti i difensori: era l’estate del no di Acerbi, dell’infortunio di Buongiorno e di quello di Calafiori, degli interi a pezzi per la finale persa contro il Psg. Niente, davanti a lui sa no finiti prima Gabbia (che ha lasciato sul più bello, pure lui, per infortunio), poi Ranieri: per Mancini non c’è stato spazio. E quando si poteva chiamare, Lucio ha evitato, magari per pudore. (…) Adesso lo ritrova davanti per la seconda volta. Nella sfida di andata, per la Roma, Mancini ha guidato una difesa in piena emergenza: a Torino, la Roma si era presentata con lui al centro, con a destra Rensch e a sinistra Ziolkowski. Non vanno benissimo, la Juve si porta a casa un successo e si riac-cende improvvisamente, e fino alla ventitreesima giornata è stata capace di recuperare otto punti alla Roma. Ora la situazione si è
invertita di nuovo, la Juve si è fermata e i giallorossi hanno ricominciato a marciare, (…) Stavolta al fianco avrà compagni più rassicuranti, ci saranno Ndicka e molto probabilmente un cresciutissimo Ghilardi. Mancio è la guida, il leader in campo e nello spogliatoio, un figlioccio di Gasperini, che ha saputo prenderlo, come era accaduto a Mourinho. (…)
(Il Messaggero)
Cristante-Konè coppia super: in mezzo Roma da Champions
E il rodaggio è andato oramai in archivio, con la vittoria di domenica scorsa contro la Cremonese. Adesso, però, Gasp si aspetta che si torni all’antico. E, cioè, a quella coppia di “giganti” del centrocampo – Bryan Cristante e Manu Koné – a cui si era abituato in precedenza ed a cui in campionato non ha mai rinunciato. Se non in 4 partite, ma sempre per forza di causa maggiore: il Sassuolo in casa dove Cristante era squalificato e il trittico di gare (Udinese, Cagliari e Napoli) che Koné è stato invece costretto a saltare a causa dell’infortunio al bicipite femorale della gamba destra. Per il resto, la cerniera di centrocampo è sempre stata la stessa, formata dal francese e dal capitano giallorosso. E lo sarà anche domenica prossima contro la Juventus, quando toccherà a loro due cercare di arginare la coppia formata da Koopmeiners e Thuram. (…) Cristante sta vivendo forse il momento di massima gloria da quando è sbarcato nella Capitale (2018). Perché da inizio stagione è diventato a tutti gli effetti il capitano della Roma (dopo un piccolo interregno di El Shaarawy) e perché anche Gasperini ha scelto di non rinunciarci mai. Esattamente come in passato hanno fatto i vari Di Francesco, Ranieri, Fonseca, Mourinho, De Rossi e Juric. Chiunque sia passato sulla panchina giallorossa in questi ultimi otto anni non lo ha mai messo in discussione. Nonostante la piazza, invece, lo abbia spesso e volentieri sopportato a fatica. Cristante ha risposto sul campo, garantendo prestazioni e affidabilità. E anche domenica scorsa contro la Cremonese la partita l’ha decisa lui: prima sbloccandola con una fantastica torsione di testa (dal 2017 nessun centrocampista ha segnato con questo gesto tecnico così tanto come lui: 15 gol), poi con l’assist che ha portato al momentaneo 2-0 di Ndicka. In quella circostanza Gasperini per cambiare volto alla partita, ha deciso di spostarlo più avanti, in posizione di tre-quartista centrale, alle spalle di Malen. E chissà che non possa riproporre la mossa anche contro la Juventus. (…) Chi invece deve risalire di rendimento è proprio Manu Koné, che contro la Cremonese domenica è sembrato ancora con le pile scariche, di rientro dall’infortunio. Il francese ha perso dei palloni ingenui, commettendo errori che non gli appartengono, soprattutto negli appoggi facili, quelli laterali. E poi nei tiri, con quei tre tentativi calciati malissimo, di cui due addirittura alle stelle. (…)
(gasport)
Roma, talismano Malen per battere la Juventus. Venturino cerca spazio
Di poche parole. E, almeno fin qui, di molti gol. Gasperini non può che apprezzare: Malen, tanto voluto e alla fine acquistato, è già a quota cinque gol in sei presenze. Tre passaggi a vuoto, contro il Milan quello più pesante, dimenticato grazie alla doppietta a Napoli. Una ripresa accompagnata da comportamenti da leader: serietà, esultanze composte (il massimo della concessione è stato il gesto dello scavetto — un po’ cestistico — dopo il pallonetto vincente contro il Cagliari) e la sensazione di essere davanti a un giocatore in grado di determinare. Con una sterzata, con un tiro, con la sola presenza. Contro la Cremonese all’olandese è bastato puntare i difensori avversari palla al piede. Un rimpallo e nessuno — tutti gli occhi erano incollati su Malen — si è accorto di Pisilli. Tiro e gol.(…) L’ex Aston Villa ritroverà l’ormai ex capitano Lorenzo Pellegrini al suo fianco e uno tra Zaragoza e Venturino. Il baby talento potrebbe infatti partire dal primo minuto contro i bianconeri, sfruttando la contemporanea assenza — ormai probabilissima — della coppia argentina Dybala-Soulé. Un’occasione per affinare l’intesa proprio con Malen, fino a questo momento costretto ad affidarsi soprattutto a sé stesso.(…)
(La Repubblica)