Si deve fare di più

Il Toro ha meritato il passaggio del turno, la Roma meriterebbe più attenzione da parte di chi deve e può renderla realmente competitiva. Più Roma insomma. Perché alla lunga le invenzioni di Gasperini non bastano. Pensate: sotto di un gol, ha cambiato due difensori con altrettanti difensori (in panca non aveva punte di ruolo, Dybala a parte) e trovato subito il pari di Hermoso. E di nuovo sotto, all’80’ ha buttato dentro un sedicenne (ci vuole tanta fantasia per mettere uno che si chiama Arena contro il Toro, ma a lui non fa difetto) che l’ha immediatamente premiato con il punto del 2-2. Una prodezza inutile e una bellissima favola interrottasi sul più bello, visto che nei minuti finali Ilkhan ha fatto tre per Baroni. (…) È fin troppo evidente tuttavia la riluttanza dei presidenti stranieri a spendere per un giocatore di 26, 27 anni (che servirebbe maggiormente all’allenatore). Per un diciannovene con poche presenze tra i pro sono invece disposti al “sacrificio”, evidentemente perché se dovesse andar bene potrebbero rivenderlo guadagnandoci. Ho l’impressione (…) che gli stranieri non “tifino” per le loro squadre e pensino soprattutto al trading. Non faccio mai i conti in tasca a chi paga, ma gente come Gasperini meriterebbe qualcosa in più. (…)

(corsport – I. Zazzaroni)

I VOTI DEGLI ALTRI – Arena “la stoffa del centravanti a 16 anni” – Svilar “serata sbagliata per commettere papere”

Prosegue la maledizione Coppa Italia per la Roma, eliminata agli ottavi dal Torino. La consolazione giallorossa si chiama Antonio Arena: “Che bella storia, degna di un romanzo: alla prima presenza con la Roma, al primo ingresso in area, al primo pallone toccato, una rete che ricorderà per tutta la vita a prescindere dal finale amaro. La stoffa del centravanti, a 16 anni”. (Corriere dello Sport). Tra i peggiori Mile Svilar: “Sceglie la serata sbagliatissima per commettere papere. Responsabilità su tutti e 3 i gol” (Il Romanista). Negativa anche la prova di Jan Ziolkowski: “Le chiusure su Simeone non sono puntuali e concede troppo spazio. Tante incertezze nella prima frazione” (Il Tempo”

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport,  Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 5,07
Ghilardi 5,50
Ziolkowski 5,00
Celik 5,36
Rensch 5,14
Pisilli 5,50
Cristante 5,50
Wesley 5,93
Soulé 5,00
El Shaarawy 5,00
Bailey 5,71

Hermoso 6,28
Ndicka 5,07
Konè 5,43
Dybala 5,50
Arena 7,00

Gasperini 5,28


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 5,5
Ghilardi 6
Ziolkowski 4,5
Celik 5
Rensch 5
Pisilli 5,5
Cristante 5,5
Wesley 5,5
Soulé 5,5
El Shaarawy 5
Bailey 6

Hermoso 6,5
Ndicka 5
Konè 5,5
Dybala 5
Arena 7

Gasperini 5,5


IL CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 5,5
Ghilardi 6
Ziolkowski 5,5
Celik 6
Rensch 5
Pisilli 5,5
Cristante 5
Wesley 6,5
Soulé 5
El Shaarawy 5
Bailey 6

Hermoso 6
Ndicka 4
Konè 6
Dybala 5,5
Arena 7

Gasperini 6


IL MESSAGGERO

Svilar 4,5
Ghilardi 5,5
Ziolkowski 5
Celik 5.5
Rensch 5
Pisilli 5,5
Cristante 5,5
Wesley 6
Soulé 5
El Shaarawy 5
Bailey 6

Hermoso 6
Ndicka 5,5
Konè 5,5
Dybala 5,5
Arena 7,5

Gasperini 6


IL CORRIERE DELLA SERA

Svilar 5,5
Ghilardi 5
Ziolkowski 5,5
Celik 5,5
Rensch 5,5
Pisilli 5,5
Cristante 6
Wesley 6
Soulé 5
El Shaarawy 5
Bailey 5

Hermoso 6,5
Ndicka 5,5
Konè 5,5
Dybala 5,5
Arena 7

Gasperini 5,5


LA REPUBBLICA

Svilar 4,5
Ghilardi 5
Ziolkowski 5
Celik 5
Rensch 5
Pisilli 5,5
Cristante 5,
Wesley 6
Soulé 5
El Shaarawy 5
Bailey 5,5

Hermoso 6,5
Ndicka 5
Konè 5
Dybala 5,5
Arena 7

Gasperini 5


IL TEMPO

Svilar 5,5
Ghilardi 5,5
Ziolkowski 5
Celik 5
Rensch 5,5
Pisilli 5,5
Cristante 5,5
Wesley 5,5
Soulé 5
El Shaarawy 5
Bailey 6

Hermoso 6,5
Ndicka 5,5
Konè 5,5
Dybala 6
Arena 7

Gasperini 5


IL ROMANISTA

Svilar 4,5
Ghilardi 5,5
Ziolkowski 4
Celik 5
Rensch 5
Pisilli 5,5
Cristante 5,5
Wesley 6
Soulé 4,5
El Shaarawy 5
Bailey 5,5

Hermoso 6
Ndicka 5,5
Konè 5
Dybala 5,5
Arena 6,5

Gasperini 5

Arena in gol a 16 anni ma il Toro elimina la Roma

Sangue e Arena. Poteva essere una favola, ma non era la serata per raccontare belle storie. Non per la Roma, almeno: peccato per Antonio Arena, italo-australiano del 2009, che ieri in Coppa Italia contro il Torino ha fatto gol appena entrato in campo, di testa, fissando il provvisorio 2-2 che ha solo illuso la squadra di Gasperini. Arena è nato a Sydney, dove ha lasciato la famiglia e torna una volta l’anno, la Roma l’ha scovato nel Pescara, pagato un milione, si è sistemato in convitto e aggregato alla Primavera. Ha fatto gol mentre il pubblico giallorosso ancora si chiedeva “chi è costui?” A marzo del 2005 aveva segnato il primo gol tra i professionisti, in C, con la maglia del Pescara. Silvio Baldini, ct della U21, aveva detto: «Sentirete parlare di lui». (…) Ma è finita con il Torino che meritatamente ha esultato per il 3-2 dell’Olimpico che gli ha regalato l’Inter nei quarti di finale a febbraio a Monza, causa indisponibilità di San Siro. A tradire la Roma, stavolta, anche il suo giocatore migliore, Svilar, non in serata di grazia. (…) E per la favola del giovanesimo Arena attendere la prossima puntata.

(La Repubblica)

La favola non basta

La Coppa Italia, nonostante i 9 successi con l’ultimo nel 2008, non è più competizione per la Roma, senza finale dal 2013. Ancora eliminata, dunque, in casa nell’ottavo contro il Torino (2-3), capace di vincere contro i giallorossi all’Olimpico pure in campionato (o-1) 1114 settembre. Torneo maledetto per la Roma — decima sconfitta stagionale — e per la prima volta subendo 3 gol – anche e per Gasperini. Tre finali perse con l’Atalanta: contro la Lazio (2019) e contro la Juventus (2021 e 2024). Ma dopo le vittorie contro il Lecce e il Sassuolo, non è riuscito ad andare oltre l’emergenza. (…) Bailey è uscito dopo 80 minuti tra i fischi. Schierato da centravanti per il nuovo flop. Solo 12 convocazioni su 27 partite, (8 in campionato, 3 in Europa League e questa in Coppa Italia), 11 presenze —l’ultima il 20 dicembre sul campo della Juve). (…) Gasperini haa prima trovato il centroavanti in difesa: Hermoso, in campo dopo l’intervallo al posto di Rensch, in 27 secondi firma il momentaneo (primo) pari di sinistro. Ma la favola, senza lieto fine, è quella di Arena, il più piccolo dei centravanti giallorossi: l’italo-australiano, classe 2009 e quindi due anni meno del neoacquisto Vaz che lo segue dalla tribuna, sostituisce Bailey e in due minuti realizza di testa il secondo gol sotto la Sud. Arrivato in estate dal Pescara, ha avuto anche la chance di firmare la vittoria. Prima del recupero la rete di Ikhan che oscura la serata di Antonio (…)

(corsera)

Gasp al veleno: «Puntare sui giovani? Basta essere chiari»

Gian Piero Gasperini non spezza la maledizione della Coppa Italia, ma applaude la squadra per la prestazione: «I ragazzi sono stati strepitosi, magari potevamo andare ai rigori e poteva essere una serata da osannare. È difficile giocare tutte e quante le competizioni, queste sono gare secche e bisogna accettare il risultato. Vado a casa ringraziando i calciatori. Gli errori di Svilar? Non voglio gettare la croce addosso a nessuno, peccato per i gol presi». Ieri all’Olimpico si è visto in tribuna il nuovo acquisto Vaz (classe 2007). Mentre in campo Arena (2009) ha trovato la prima rete in carriera. Gasp – in attesa di Malen – si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Arena non ha paura di niente, magari è un predestinato. Se l’obiettivo è quello di valorizzare dei ragazzi, va benissimo, basta che sia tutto chiaro, facciamo giocare anche i sedicenni e anche la primavera, non è un problema». (…)

(Il Messaggero)

Dalla banlieu all’Olimpico. Pane, pallone e un futuro nel “nome” di Robinho

Dalle banlieues parigine alla Capitale. Robinio Vaz ad appena 18 anni è già pronto al grande salto. Il nome è chiaramente d’arte e glielo ha dato il padre – operaio e grande amante del calcio – in onore di Robinho, ex grande attaccante di Real Madrid, Manchester City, Milan e della nazionale brasiliana: il francese però con la “i” e senza l’acca. Anche perché Brasilia non ha nulla: è nato a Mantes-la-Jolie, nella grande regione dell’Île-de-France che comprende Parigi, ed è di origini senegalesi. Si è fatto le ossa nei tornei amatoriali. (…) Poi la chiamata del Sochaux e successivamente la grande occasione a Marsiglia dove in questa stagione ha già realizzato quattro gol: solamente Yamal ha segnato di più tra il classe 2007 nei cinque principali campionati europei, ma il francese è quello con meno minuti giocati (373) e con la più alta percentuale realizzativa. (…) Un talento pronto a sbocciare, ma nelle ultime settimane i rapporti con il club si erano incrinati e proposte per il rinnovo non se ne sono viste. A proposito: l’ultimo prolungamento (fino al 2027) lo aveva festeggiato con gli amici del quartiere registrando un video con tanto di fumogeni, petardi e ragazzi col passamontagna. Quasi un filmato di una canzone trap come se fosse Booba o Gazo. De Zerbi lo aveva prima elogiato («Voglio tutti come lui. Ha bru-ciato l’erba quando è entrato»), poi lo ha lasciato fuori anche a causa di alcuni comportamenti non eccezionali. E quel lato andrà sicuramente migliorato con Gasperini. (..) L’amicizia con Benatia e Balzaretti ha aiutato e il giocatore ha detto sì accettando un contratto fino al 2030 a 1,5 milioni di euro a stagione (1,2 di parte fissa più eventuali bonus). Una bella differenza con 120mila euro che guadagnava a Marsiglia: un salto di qualità anche nello stipendio. I soldi messi sul piatto della Roma sono tanti: per strapparlo al Marsiglia i Friedkin hanno speso complessivamente 25 milioni di euro (22+3 di bonus). (…) Corsa, esplosività e una tecnica ancora da sgrezzare. In carriera ha sempre giocato come punta, ma in futuro potrebbe anche essere dirottato sulla fascia, come accadde a Leao nel passaggio dal Lille al Milan. (…)

(Il Messaggero)

Raspadori alla Dea, Malen è in arrivo

Trai due litiganti, il terzo pagha. Tutto e subito. Così la telenovela Raspadori si conclude nel modo più inatteso. Roma e Napoli se lo contendono, Jack preferisce l’Atalanta. Che accontenta l’Atletico Madrid con il cash (25 milioni) e soprattutto il ragazzo con uno stipendio non indifferente (4 milioni) e con una formula nel trasferimento (senza prestito ma trasferimento diretto) che sembrava ormai diventata una questione di vita o di morte. A Trigoria sono rimasti sorpresi, ma non più di tanto: «Non ha mai voluto parlare con noi – ha spiegato Ranieri – alla fine abbiamo desistito». Virando decisamente da un paio di giorni su altri obiettivi. Il primo è sbarcato a Ciampino: si tratta di Robinio Vaz. Operazione da 22 milioni più 3 di bonus (una parte praticamente garantiti e un’altra legata alle prestazioni dell’attaccante) nei quali è inclusa una percentuale del 10% sulla futura rivendita a favore del Marsiglia. L’altro è Malen. La Roma ha l’accordo con l’Aston Villa da lunedì. Ma siccome se qualcosa in questa sessione di mercato può andare storto, ci va (il caso Zirkzee è clamoroso), con i soldi presi da Raspadori, l’Atlético Madrid ha provato ad inserirsi tra Roma, calciatore e Villans. A Trigoria non hanno timore di perderlo. (…) Con l’Atalanta che ha preso Raspadori, torna in ballo Giovane. Ok, non è di piede destro ma comunque un attaccante esterno che a Gasperini non dispiacerebbe avere. Rimane in lizza anche Gudmundsson anche se la leggera ripresa dell’islandese e la precaria posizione in classifica della Fiorentina, fa sì che l’operazione non sia semplice. Soprattutto poi se Baldanzi dovesse scegliere il Genoa rispetto ai viola. A Firenze c’è anche Fortini, per il quale la Roma sta provando l’affondo. nulla non perde di vista nemmeno Godts: l’esterno dell’Ajax sarebbe il profilo perfetto per età, ruolo e capacità realizzative (8 gol in 16 gare). Costa però 25 milioni. Proposto anche Carrasco che spaventa però per l’ingaggio
monstre. (…) Tornando al reparto offensivo, non è escluso che possa riaprirsi a fine mercato la pista Zirkzee. Il fatto, però, è che con l’arrivo di due centra-vanti, e con la permanenza di uno tra Dovbyk o Ferguson, attualmente la Roma ne ha già tre. (…)

(Il Messaggero)

Vaz in città, oggi la firma. Malen: la svolta è più vicina

La Roma si è lasciata alle spalle l’affare Raspadori (passato all’Atalanta) e ha subito voltato pagina con l’acquisto del talento 18enne Robinio Vaz dall’Olympique Marsiglia. Una nuova mossa decisa del club, cui potrebbe seguire oggi una replica importante con l’eventuale buon esito dell’operazione Donyell Malen dall’Aston nell’ottica di consegnare a Gasperini anche l’attaccante olandesese in tempo per la sfida di campionato di domenica col Torino. (…) Vaz rappresenta un investimento significativo della società per il presente e il futuro. Vaz si sottoporrà oggi alle visite mediche, firmerà il contratto (quadriennale a 1,5 milioni a stagione) e poi si unirà ai compagni a Trigoria. Nelle stesse ore la Roma spera pure di poter annun-ciare il passaggio in giallorosso di Malen, un giocatore di movimento (seconda punta e all’oc-correnza centravanti) pronto per incidere in Serie A. Ieri il ds Ricky Massara ha impresso un’accelerazione alla trattativa, migliorando l’offerta per l’Aston Villa e trovando prima di pranzo l’accordo con la punta, anche per scongiurare sorpassi dell’ultimora. (…) La Roma non ha perso le speranze di arrivare a Joshua Zirkzee, il centravanti ex Bologna con cui il club ha raggiunto un’intesa da settimane. L’esonero di Ruben Amorin ha portato ad una revisione totale della strategia a breve termine del club, ma il nuovo manager Michael Carrick (che traghetterà la squadra fino al termine della stagione) ha fatto capire ieri che non vuole in organico giocatori scontenti e, quindi, da qui a una settimana la trattativa “congelata” dallo United potrebbe riaprirsi. (…)

(gasport)

Arena, una favola. In gol a 16 anni: «Un momento bellissimo, indimenticabile»

Un predestinato, non fosse altro perché quello che ha fatto ieri lo aveva già fatto a Pescara. Esattamente lo scorso 7 marzo, quando l’attuale ct dell’Italia Under 21 Silvio Baldini lo spedì in campo contro la Lucchese e lui lo ripagò con un gol di tacco. Quel giorno Antonio Arena divenne il più giovane professionista del calcio italiano a far gol al debutto, a 16 anni e 25 giorni. (…) Arena è cresciuto lontano, in Australia, a Sydney, dove la sua famiglia si è trasferita anni prima direttamente da Reggio Calabria, la terra dei nonni. Lì papà Antonino e mamma Melissa gli hanno messo subito un pallone tra i piedi, prima all’Ucchino Football e poi al Sydney Wanderers. «Mi sono sempre divertito a giocare a calcio – ha detto tempo fa – e quando le cose sono diventate più serie, io e la mia famiglia abbiamo deciso che sarei venuto in Europa per provare una nuova esperienza». E così è stato, nel 2023, quando è arrivata la chiamata del Pescara fino al passaggio nella Roma, lo scorso 25 luglio, con i giallorossi che hanno versato un milione di euro nelle casse del club abruzzese. (…) E allora peccato per la sconfitta, ma di certo la partita di ieri sera Arena non se la dimenticherà mai. «All’inizio mi sentivo nervoso, ma ho pensato solo a giocare – ha detto a fine gara -. È arrivato un bel cross di Wesley e ho fatto gol sul secondo palo. È stata un’azione bellissima e un gol che non dimenticherò mai. Gasperini? È un allenatore molto bravo, con lui sono cresciuti tanti giocatori forti e spero di poter giocare ancora». (…)

(gasport)

La maledizione del porta ombrello continua

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – La maledizione della Coppa Italia continua e per la Roma rischia di diventare, ammesso che già non lo sia, una sorta di incubo. L’ultima volta nel 2008, e poi subito dopo la battaglia legale per l’assegnazione della Stella d’Argento alla squadra che ne conquistava dieci. Da lì in avanti niente, il buio assoluta, una disgrazia dopo l’altra e adesso, diciotto anni dopo, l’inseguimento continua. La «maledizione del porta ombrello» fa venire alla mente vecchie storie rimbalzate dall’altra parte dell’oceano tipo «la maledizione del bambino» (deriva-ta dalla vendita del leggendario giocatore Babe Ruth ai rivali newyorkesi, i New York Yankees, nel 1920) che lasciò i Boston Red Sox a secco per 86 anni prima di vince-re le World Series. Maledizioni poi interrotta nel 2004 con il successo tanto agognato. Ma questi non sono gli States e il calcio non è il baseball: anche se la superstizione non conosce bandiera e le lezioni che lo sport impartisce sono universali. Ma a Gasperini la storia non interessa, lui va per la sua strada e dopo un tempo di riposo nella ripresa mette dentro quelli veri: è un’altra partita, ma non basterà. Quaranta secondi e Hermoso si maschera da bomber e rimette la Roma in gioco. Finita? Macché, è solo l’inizio e il Toro torna avanti con l’incredibile doppietta di Adams. Ma in una serata così non è mai finita finché non è finita. Gasp lo sa e piazza il colpo della disperazione: dentro il sedicenne Arena che segna un gol da impazzire al primo pallone toccato con l’Olimpico in delirio. Un gol che manderebbe i giallorossi ai rigori, tutto ancora aperto e da giocare. Ma al novantesimo arriva la doccia fredda che taglia le gambe alla Roma e conferma come, baseball o no, la Coppa Italia per i giallorossi sia ormai una maledizione