II tempo e la voglia

Il regolamento non lo vieta. Onestamente, però è complicato aspettarsi da un centravanti un gol a partita. A patto che il soggetto in questione non sia un “Mister 100 milioni” a forse più. E che giochi in questo campionato caratterizzati da difese ballerine. A Torino, Donny Malen aveva incantato all’esordio con la maglia della Roma firmando due splendide reti (una annullata per una questione di millimetri) e si era parlato di lui come di un fenomeno. Ealtra sera contro il Milan l’olandese ci ha provato in tutte le maniere a superare Maignan ma, anche per colpe sue, non è riuscito a bissare il gal di Torino. (…) Quanta confezione dal gruppo di Gian Piero Gasperini nel primo tempo della sfida dell’Olimpico, domenica sera, non puoi non tirare in ballo anche rolandese. Che è rimasto a secco, è vero, ma ha contribuito a rendere la gioca crattacca della Roma sistematicamente più pericolosa. Probabilmente ci si era allargati, net post Torino, a riempirlo di elogi ma certamente dopo il Milan non meriti le numerose critiche che circolano nella Capitale. (…) Gasp oltre a un attaccante esterno titolare, vorrebbe pure un secondo centravanti dopo Malen (Vaz viene considerato uno di prospettiva). Non è ancora chiaro se la società gli regalerà una doppietta, di certo uno dei due dovrà portarlo a Trigoria perché sarebbe davvero singolare non tentare di migliorare una squadra di terza, tra mille difficoltà e con una rosa incompleta, e salita fina al terzo posto. (…)

(corsport)

Wolfe risolve problemi

Si chiama Wolfe e ha una “e” di troppo rispetto al personaggio cult che in Pulp Fiction si vantava di risolvere problemi. Di mestiere lui fa il terzino ed è il ragazzo, 23 anni, sul quale la Roma ha deciso di puntare con convinzione per la fascia sinistra, mentre Massara non molla neppure per gli altri due reparti che il suo allenatore gli ha chiesto di rinforzare: l’attacco e la difesa. Per David Møller Wolfe, norvegese del Wolverhampton che effettivamente qualche problema lo risolverebbe, la Roma ha presentato un’offerta da 10 milioni per l’acquisto a titolo definitivo. Gli inglesi ne chiedono almeno 15 e non sembrano così convinti di lasciarlo partire a gennaio. (…) Dicevamo dell’anomalia del mercato invernale: beh, ieri ad esempio la Roma ha scoperto di avere 13 milioni in più in cassa. Una cifra non prevista, generata dalla decisione del Besiktas di riscattare subito Abraham per girarlo all’Aston Villa, la squadra che ha venduto alla Roma il centravanti Malen. Con quei soldi, i giallorossi vorrebbero chiudere subito per il terzino, così da dare il via libera a Tsimikas, atteso a Liverpool da un rientro anticipato dal prestito. (…)

(corsport)

Panathinaikos: Swiderski out, dubbio Sanches

IL ROMANISTA (I. MIRABELLA) – Con il pari nella precedente giornata contro il Ferencvaros – gara terminata 1-1 – il Panathinaikos si è assicurato l’accesso alle fasi finali di Europa League molto probabilmente con i playoff da affrontare. I greci sono a quota 11 punti in classifica e l’ottavo posto dista solo 3 lunghezze ma servirebbe un miracolo per vedere la squadra di Rafa Benitez agli ottavi. (…) Il tecnico del Panathinaikos, dopo il pari in campionato contro l’Atromitos, ha immediatamente iniziato a lavorare per la gara contro la Roma. Benitez non potrà contare su Swiderski (nel 2024 al Verona) a causa della squalifica che dovrà scontare in Europa, al suo posto si prepara Pantovic per partire dal primo. Nella formazione greca sono tanti i giocatori che nella loro carriera hanno militato in Serie A: da Lafont a Calabria passando per Renato Sanches e Kyriakopoulos. Benitez sembrerenne proiettato a proporre il 3-4-2-1 con Lafont in porta, Ingason, Touba e Palmer-Brown a comporre il terzetto difensivo. Calabria e Kyriakopoulos sulle corsie esterne mentre Renato Sanches e Chirivella in mediana. Bakasetas e Pellistri sulla trequarti alle spalle di Pantovic.

Col vento in faccia

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Per me è stata la Roma più bella della stagione. Il gioco del primo tempo intenso, brillante, la capacità di recuperare lo svantaggio contro la squadra che per definizione sa vincere di “cortomuso”, superando la botta psicologica dell’ingiustizia dello 0-1. L’età. Ma più di quella media con cui hai finito di giocare in campo, quella che sembra proprio della Roma. Una bambina adulta. Una ragazzina che sa già quello che fare, una squadra che sta finendo di sbocciare. (…) Sì, tu sì: Vaz 18 anni, Venturino 19, Ghilardi 23 appena fatti, Wesley 22 compiuti a settembre, Pisilli 21, Soulé che è uscito ne deve compiere ancora 23, El Aynaoui che deve ancora rientrare ne ha 24, così come Koné che è uscito e che speriamo tornerà presto. Poi c’è Svilar che è primo portiere a 25 anni, che nel suo ruolo vuol dire che è appena maggiorenne. La cosa quasi da favola è che questa squadra appena fiorita, questo pinocchio fragile (doppia cit.) sia guidato dall’allenatore più esperto della serie A: Geppetto Gian Piero Gasperini. (…) Domenica sera all’Olimpico c’era un giovane in più sugli spalti che non invecchierà mai. I capelli al vento, la maglia, le mani su uno striscione che è stato di una generazione, aperte sulle parole “Curva Sud” come a tenerla, come a proteggerla da lassù. È bello che questa Roma fresca, ragazzina abbia il volto di Antonio. (…)

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Gasperini festeggia i suoi 68 anni: serata in una nota trattoria romana per il tecnico (FOTO)

Nella giornata di ieri Gian Piero Gasperini ha compiuto 68 anni. E il tecnico ha deciso di festeggiare il suo primo compleanno da tecnico giallorosso in una nota trattoria romana, “La Villetta dal 1940″. Tra gli invitati alla cena anche il suo storico vice Tullio Gritti.

Lascio i soldi e vengo: Carrasco dice sì alla Roma

Più che dire qualcosa di sinistra, come l’esortazione di Nanni Moretti a Massimo D’Alema, la Roma ora deve fare qualcosa di sinistra. Una di sicuro, anche se il tempo comincia a stringere, a una settimana dalla chiusura del mercato. E l’una è l’esterno offensivo di piede destro. (…) . Il direttore sportivo Massara ha dialogato a distanza con l’Al Shabab, il club saudita proprietario del cartellino di Ferreira Carrasco. Il belga ha voglia di tornare a misurarsi in un campionato europeo con l’idea di arrivare al meglio al Mondiale. Talmente alta è la sua volontà, talmente è determinato il giocatore, che alla Roma ha fatto arrivare un messaggio del tipo: lascio sul tavolo tutti i soldi che dovrei guadagnare da qui all’estate, pur di venire. Qui si parla di un calciatore che guadagna 14 milioni di euro netti a stagione. Come a dire: l’esatto opposto di Raspadori, che invece ha tenuto il club in stand by per settimane. Insomma: il sì di Carrasco c’è ed è totale. Manca però la chiusura del cerchio con l’Al Shabab, che neppure ieri ha aperto alla cessione. Va detto che per La Roma l’operazione è fattibile solo in prestito. Non rientra nei piani del club spendere per il cartellino di un calciatore di oltre 32 anni. Carrasco non è l’unico nome per l’esterno offensivo. Ma ad oggi è quello più concreto: il Feyenoord ha chiesto 35 milioni per liberare Sauer, l’Ajax 40 per Godts. Chieste informazioni anche su Hudson-Odoi, ma il Nottingham Forest non vuole privarsene. (…)

(corsera)

Il calcio è diabolico ma ora la Roma è sulla strada giusta

Una fotocopia. Con un risultato finale diverso. Questa è stata la sfida tra la Roma e il Milan. Dominio romanista nel primo tempo, vantaggio della squadra di Allegri alla prima occasione al quarto d’ora della ripresa, poi il rigore che a San Siro Dybala si era fatto parare da Maignan che, invece, all’Olimpico, nulla ha potuto sul destro di Pellegrini entrato da una manciata di minuti al posto proprio dell’argentino. Il risultato è che nella doppia sfida i rossoneri hanno incassato quattro punti, i discepoli del Gasp appena uno. E francamente, anche Allegri lo sa, è una divisione dei punti che non ci sta per quello che hanno fatto vedere le due squadre nei 180 minuti più recuperi di due sfide che sono state vere dal primo all’ultimo istante di gioco. (…) Che i primi 45 minuti si siano conclusi con il risultato iniziale, è stata l’ennesima dimostrazione di come il calcio sia stato inventato dal diavolo (e qui il Milan non c’entra niente). La Roma è stata dominante come piace al suo allenatore e ai suoi tifosi, mettendo in campo un’intensità di gioco spaventosa nonostante avesse giocato tre giorni prima in Europa, avendo un’idea verticale del pallone che hanno poche squadre al mondo, dimostrando una capacità di produrre azioni offensive che soltanto le turbe degli dei del calcio non hanno portato a violare la porta avversaria. Tanta roba che, però, non ha portato ai tre punti che sarebbero stati i primi in una sfida contro una grande ma che, soprattutto, avrebbero dato un senso diverso a classifica, prospettive, entusiasmo. (…) Sono queste le ragioni che, nonostante il pareggio, devono dare maggiore forza a una squadra che ci ha messo pochissimo a trasformarsi, da Ranieri al Gasp. Da qui i giallorossi devono ripartire per sognare sempre più in grande.

(La Repubblica)

Da Celik a Ghilardi il tocco di Gian Piero

Domanda: gasperiniani si nasce? Certo, sarebbe la situazione migliore. Ma, con il lavoro, lo studio, l’applicazione, qualche strigliata, ci si diventa pure. E il discorso non riguarda solo il calciatore acerbo, quello che va estradato, è una magia che può cogliere chiunque. L’essere gasperiniano, quando l’allenatore è Gasperini, diventa uno stato dell’anima. Prendiamo ad esempio Celik: un discreto terzino, che aveva fallito con Mourino e che Claudio Ranieri aveva “salvato” inventandoselo difensore centrale/esterno. La scorsa stagione, Zeki aveva acquisito sicurezza lì, quasi dimenticando il suo trascorso da terzino. Oggi Celik non solo è tornato ad agire nel suo vecchio ruolo, diventando uno dei migliori del campionato: cross (qui forse qualcosa in più si può fare), si propone, lotta, marca, lo trovi dentro l’area avversaria. Una macchina da guerra, un Hateboer o Zappacosta, cioè quegli esterni lì, appunto gasperiniani. (…) Rensch ha la tattica nelle vene, essendo olandese; ha lo sguardo verso l’orizzonte e mai indietro, appunto, essendo olandese. Nel suo soggiorno romano è spesso andato a intermittenza, Gasp ci lavora ma per quanto lo impiega, si capisce che non sia molto soddisfatto. Sono pochi i calciatori della Roma che Gasp non sia riuscito a portare a sé, a dipingerli a sua immagine. Dovbyk, uno di questi: gli smarcamenti di Malen, a lui non sono entrati in testa. Qualche dubbio invece lo teniamo su Ferguson, che sale e poi si ferma, non si capisce dove possa arrivare. Pisilli ci ha messo un po’ ma sta arrivando, così come El Aynaoui. Chi sembra diventato il suo nuovo Toloi è Ghilardi. Un giovane cresciuto «in maniera esponenziale», per dirla alla Gasp, che ha invertito il modo di fare e pensare il calcio, ovvero che i giocatori si migliorano facendoli allenare e non (solo) dando loro spazio per le partite. Queste per vincerle o per non perdere – si affrontano con calciatori affidabili, gli altri possono aspettare, anche facendo le ragnatele in panca. Ghilardi è uno che, aspettando, ha imparato; ora marca in avanti, corre, aggredisce, tallona l’attaccante o sale per mordere il centrocampista. (…)

(Il Messaggero)