L’autogol di Soulé: «Post sui social con una canzone contro i poliziotti»

Un ritorno in campo che, in poche ore, si è trasformato in polemica. Un vero e proprio autogol per l’attaccante della Roma, Matias Soulé, finito al centro della bufera per un post pubblicato sul suo profilo Instagram. Per festeggiare la ripresa degli allenamenti dopo oltre un mese di assenza, martedì sera ha postato quattro foto con una semplice frase: «Felice di essere tornato in gruppo». Nulla di male se non fosse che, a corredo della sequenza di immagini, ha scelto una canzone che non è passata inosservata al Siulp, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza. Il brano scelto per il post (poi cancellato) ha un titolo inequivocabile: “1312″. Un numero che rappresenta la trasposizione numerica dell’acronimo Acab, All Cops Are Bastards. Un insulto verso le forze dell’ordine, spesso usato nel linguaggio di strada o nelle frange più estreme del tifo. «Siamo allibiti», commenta il segretario generale del Siulp, Felice Romano, sconcertato per la scelta del giocatore «sempre corretto in campo e fuori». «Tutti sanno cosa signi-
fica il numero 1312. È un chiaro attacco alle forze dell’ordine», prosegue il sindacalista. (…) Al momento, l’unico fatto concreto è stato la cancellazione del post dal profilo dell’attaccante argentino. Nessuna nota ufficiale dunque. Ma dal centro sportivo di Trigoria arriva una possibile spiegazione, legata al rapporto del calciatore giallorosso con il rapper Ince, grande tifoso della Roma. Il musicista nel 2025 ha pubblicato un singolo dedicato al giocatore. Una canzone intitolata «Soulé» in cui lo definisce «il talento cristallino di Roma». (…) E forse è proprio in virtù di questo rapporto che martedì il numero 18 della Roma ha scelto un suo brano per accompagnare le foto del suo post. Senza però pensare al testo e alle possibili (e pericolose) conseguenze.

(Il Messaggero)

In attacco si cambia tutto. Sauer il primo obiettivo

Se c’è realmente un motivo per il quale Gasperini ha perso la voce in questi mesi è per chiedere garanzie sul futuro. Le ambizioni da parte sua sono alte, anzi altissime. Vorrebbe la Champions subito, anche la società, sia chiaro, ma almeno pubblicamente quello ad essersi esposto più di tutti è stato proprio lui. E quando a ottobre le cose andavano benissimo (la Roma occupava le prime posizioni in classifica), si è ritrovato faccia a faccia con Dan e ha chiesto investimenti in attacco. Lo ha fatto anche nei mesi seguenti fino al punto di rottura a gennaio nel momento in cui si è accorto che sia Zirkzee che Raspadori si erano dermitivamente allontanati. E il motivo è semplice: voleva anticipare la rivoluzione che a giugno coinvolgerà il pacchetto offensivo. L’arrivo poi di Malen non basta: Rosa alla mano, tra tre mesi la Roma si ritroverà praticamente senza giocatori in avanti. Quelli sicuri di esserci i primi di luglio a Trigoria sono Dovbyk, Soulé, Vaz e Malen. L’ultimo – in realtà- non è ancora al 100% di proprietà, ma la volontà è quella di riscattarlo anche se non dovesse scattare l’obbligo in caso di mancata qualificazione in Champions o Europa League. L’ucraino, invece, verrà immediatamente messo nella lista dei partenti, ma, se è stato complicato cederlo dopo una stagione conclusa con 17 gol, non vogliamo essere nei panni di Massara, che dovrà convincere qualche estimatore alla fine di un’annata terminata in largo anticipo a causa di un’operazione per una lesione miotendinea. (…) Il giro di saluti comprenderà anche Dybala. In questi giorni uno dei suoi agenti (Antun) è nella Capitale. Una visita di cortesia per conoscere la figlia di Paulo nata da un mese, ma anche per parlare del futuro. Il pressing del Boca è costante e sullo sfondo c’è anche la MLS. (…) Andrà via anche El Shaarawy che è tentato dal Genoa e forse non è un caso che la futura moglie abbia acquistato una casa a Milano. (…) Ora chiudete gli occhi e immaginatevi Gasperini a luglio con soli quattro attaccanti a disposizione. Scartando per il momento l’ipotesi che non sia lui l’allenatore il prossimo anno. Per tamponarli servirebbe già mettersi al lavoro per il futuro. E qualcosa di concreto già esiste: su tutti Sauer del Feyenoord. Massara ha già parlato col padre a gennaio con la promessa di risentirsi, visto che il Feyenoord lo cederà a giugno. Fari sempre puntati su Yuri Alberto, centravanti del Co-rinthians già segnalato la scorsa estate e pupillo di Falcao: «Peccato non l’abbiano preso», aveva detto al Messaggero. Il nome nuovo è quello di AlaJbegovic, ala sinistra del Salisburgo ma di proprietà del Bayer Leverkusen.(…)

(Il Messaggero)

La Uefa frena i Friedkin: una sola in Europa tra Roma e Everton

No way. Roma e Everton non possono giocare nella stessa competizione europea. Il motivo è uno: i due club hanno lo stesso proprietario, Dan Friedkin. E la Uefa è inflessibile. La multiproprietà è contro i regolamenti. Il rischio per la prossima stagione è concreto, basta guardare le classifiche. La Roma attualmente è sesta in classifica, in zona Europa League, ma con l’ambizione di recuperare i tre punti di distacco dal Como e qualificarsi per la Champions. L’Everton invece è ottavo a 46 punti, in zona Conference, a pari merito con il Brentford, settimo. Ma l’Europa League dista due gol (quelli di differenza con il Brentford) e la coppa più importante è lontana soli tre punti, con il Liverpool quinto a quota 49. Se entrambi i club a fine stagione dovessero qualificarsi alla stessa competizione, una delle due sarebbe fuori. Per questo il faldone Friedkin è molto attenzionato negli uffici di Nyon. La Uefa non vieta in assoluto che due club con la stessa proprietà giochino in Europa nella stessa stagione, solo non devono incontrarsi. Questa è, semplificando, la ratio. Il Regolamento parla chiaro. Articolo 5, comma 1: «Nessuno può essere contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione, nell’amministrazione e/o nel rendimento sportivo di più di un club che partecipi al club». A meno di comunicazioni entro il 1 marzo di ogni anno. (…)Contattata da Repubblica, la Roma non commenta. Di sicuro a Nyon nessuno ha avuto notizie in tal senso. Per questo, osservando il margine in classifica di Roma e Everton, il cortocircuito regolamentare sembra ad un passo. Qual è la soluzione? La Uefa spiega chiaramente «se due o più club non rispettano i criteri pensati per garantire l’integrità della competizione, solo uno di loro può essere ammesso». Che tradotto, vuol dire esclusione. I criteri di scelta sono chiari: in prima istanza verrà preferito «il club che si è classificato più in alto nel proprio campionato nazionale». Poi «il club la cui federazione è più in alto nella lista di accesso Uefa». (…)

(La Repubblica)

EI Karouani e Martin per la fascia sinistra

Riscatti in vista e svincolati interessanti. Nonostante diatribe e polemiche interne, i Friedkin sono già al lavoro per il mercato della prossima estate con l’obiettivo di far crescere ulteriormente il valore della rosa. Confermato l’interesse per Julian Brandt in uscita dal Borussia Dortmund e voglioso di tornare a far coppia con Donyell Malen nella squadra di Gasperini, adesso a Trigoria si guarda anche alle fasce. In particolare all’Olanda, dove gioca (ancora per poco) Souffian EI Karouani, in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno con l’Utrecht. Terzino sinistro classe 2000, è dotato di doppio passaporto: olandese e marocchino. L’esterno, autore di ben 10 assist in questa stagione di EredIvisle, è in uscita e piace anche ad altre squadre europee, in particolare a Leeds e Marsiglia. Stesso ruolo per Aaron Martin del Genoa, anche lui messo nel mirino dal d.s. Massara. (…)

(gasport)

Soulè punta l’Inter: con lui il rendimento è da Champions

Si dice che tre indizi facciano una prova. Beh, allora bisognerà aspettare l’allenamento di oggi per capire se quella prova lì ci sarà davvero o meno. Intanto, però, Gian Piero Gasperini guarda con rinnovata fiducia a Matías Soulé, che dopo essersi allenato in gruppo martedì, ieri ha ripetuto la cosa, facendo tutta la seduta insieme ai compagni. Ecco, dovesse arrivare il terzo allenamento consecutivo con la squadra, allora si potrà davvero pensare con un po’ più di fiducia al domani. Ed alla rincorsa a quel quarto posto che poi vuole dire qualificazione alla prossima Champions League. Già, perché anche i numeri parlano chiaro: con Soulé c’è un certo tipo di Roma, senza un’altra.(…) Insomma, probabilmente ci vorrà un po’, anche perché i carichi di lavoro bisogna rimetterli dentro pian piano, in modo graduale. Ma se poi le cose dovessero andare nel verso giusto, allora sì, Mati potrebbe anche essere d’aiuto già nel prossimo impegno. Che poi è quello per cui Ga-sp spera di recuperarlo, considerando l’importanza della partita e della posta in palio, oltre il valore dell’avversario. Già, anche perché fino a che l’ha avuto a disposizione Gasp all’argentino non ci ha mai rinunciato, né in campionato né in coppa. Questo è a dimostrazione di quanto lo abbia finora ritenuto vitale per il suo progetto e per la forza della sua squadra. In campionato, ad esempio, in 25 partite con Soulé la Roma ha viaggiato a una media di 1,88 punti a partita. Da quando invece l’argentino ha alzato bandiera bianca, la media è scesa a 1,40, perdendo di fatto quasi il 25% del suo rendimento. Di fatto, senza Soulé la Roma rende molto di meno, nonostante nello stesso periodo Gasp abbia avuto una bocca da fuoco importante come Donyell Malen, che invece non aveva nella parte iniziale della stagione. (…)

(gasport)

Soulé insegue l’Inter. Polemiche sui social

IL TEMPO – Soulé continua ad allenarsi con l’Inter nel mirino, ma il suo ritorno in campo fa discutere per la scelta di una canzone sui social. «Siamo allibiti perché tutti sanno cosa significa il numero 1312, che è appunto il titolo della canzone, se così possiamo definirla, del post. È un chiaro attacco alle forze dell’ordine, oltre a frasi che definire oscene e vergognose è il minimo». Così in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp riferendosi alla pubblicazione su Instagram di una canzone per festeggiare il suo ritorno in gruppo. Il riferimento è al brano di Ince, che aveva dedicato una canzone al talento sudamericano, considerata un oltraggio alle forze dell’ordine.

Mezza squadra in partenza

IL TEMPO (L. PES) – Sarà un’estate di cambiamenti a Trigoria. Tra contratti in scadenza e prestiti che non verranno confermati, i giallorossi lasceranno andare diversi calciatori, con qualche nome in bilico. Tra le preoccupazioni maggiori di Gasperini, già a partire dalla fine del mercato invernale, c’è soprattutto quella di sostituire i partenti ai quali si aggiungeranno almeno una o due cessioni importanti per chiudere il discorso del settlement agreement. Nessun timore per il direttore sportivo, ma la consapevolezza di dover lavorare duramente, riducendo al minimo gli errori che già in questa stagione sono stati da insegnamento, soprattutto sulle operazioni in prestito. Tra i calciatori che saluteranno Roma, infatti, ci sono in testa i nomi di Tsimikas e Ferguson, prestiti dalla Premier non riusciti per diverse motivazioni, tecniche e fisiche, che insieme a Bailey, andato via a gennaio, rappresentano le operazioni non riuscite quasi un anno fa. Poche chance anche per Venturino, ma, soprattutto, per Zaragoza. Lo spagnolo non ha convinto Gasperini, mentre il destino dell’ex Genoa potrebbe dipendere molto da Baldanzi, finito in prestito in rossoblù. Viaggia verso il riscatto, ovviamente, Donyell Malen. La qualificazione almeno in Europa League e il 50% di presenze da almeno 35 minuti (numeri praticamente già raggiunti o quasi) garantirebbero l’obbligo, ma l’olandese sarà in ogni caso l’attaccante della Roma del futuro, a meno di clamorose
sorprese. Capitolo rinnovi. Dopo la lunga militanza in giallorosso saluterà El Shaarawy, giunto alla scadenza del contratto rinnovato nell’estate del 2023. Anche Dybala, che spera di tornare in campo per aiutare la squadra nel finale di stagione, si avvia ormai ai saluti nonostante il forte legame con la piazza. I costi d’ingaggio attuali sono elevatissimi e sembra complesso trovare un punto d’incontro economico, oltre al fattore infortuni e alla possibile scelta di vita familiare per il futuro dopo la nascita della figlia Gia. Qualche chance in più di permanenza, invece, per Pellegrini. Nessun contatto (così come per l’argentino) per prolungare, ma allo stesso tempo nessuna proposta concreta per firmare a zero. Come la Joya, anche Lorenzo dovrebbe ridurre parecchio lo stipendio, ma Gasperini gli ha dimostrato stima tecnica e nessuna decisione definitiva, in un senso o nell’altro, è stata presa. Mancato accordo e frenata, invece, per il rinnovo di Celik che ora cerca l’intesa con altri club. La proposta giallorossa da 2.8 milioni l’anno si è scontrata con la richiesta di circa 4 del turco. Impossibile procedere con questa distanza. Viaggia verso la conferma, infine, Hermoso. Il contratto dello spagnolo scade a giugno, ma Roma ha un’opzione a suo favore da esercitare entro la fine del campionato per un ulteriore anno di contratto. L’idea a Trigoria è quella di mantenerlo in organico e l’attivazione della clausola dovrebbe arrivare a ridosso della scadenza.

Finali di stagione a tutta: sono i due mesi di Gasp

LEGGO (F. BALZANI) – «I conti si fanno alla fine». Lo ha ribadito tante volte Gasperini nelle ultime settimane. E al netto di polemiche e diatribe interne alla Roma, il focus del tecnico resta sulla corsa al piazzamento Champions che vivrà ad aprile il suo periodo più caldo. Lo sa bene Gasp che proprio nel mese del dolce dormire ha fatto sognare l’Atalanta nell’ultimo decennio. Nei 9 anni con la Dea, nelle ultime otto partite di campionato, il tecnico ha sbagliato una sola stagione, nel 2021/22 con 7 punti in 8 gare, con l’Atalanta ottava e fuori dalle coppe. Poi solo grandi risultati. Il top nel 2023/24 con 19 punti e un quarto posto che valse la Champions proprio nel rush finale. Ma anche nelle altre annate sono arrivati risultati più che positivi con una media di 17 punti a stagione, esclusa appunto quella del 2022. Un obiettivo alla portata della Roma e che potrebbe bastare per agganciare e magari superare il Como al quarto posto. Gasperini si affida alla preparazione atletica che vivrà in questi giorni di sosta un lavoro supplementare. Il tecnico potrà contare anche sul rientro di Soulé e su un Vaz in più che può rappresentare un’alternativa in coppia con Malen rispetto al solito assetto. Speranze di Champions, quindi, ce ne sono ancora al netto di un calendario complicato che vedrà la Roma impegnata tra le altre con Inter, Atalanta, Fiorentina e Lazio. Ovviamente passi falsi non sono più ammessi. Intanto è già iniziata la caccia agli svincolati per la prossima stagione. Oltre a Brandt in uscita dal Dortmund e che ha già avuto più di un contatto col ds Massara occhi anche su Martin del Genoa e su El Karouani del Twente per rinforzare quelle fasce spesso a basso rendimento (Wesley escluso). Un segnale della società anche a Gasperini che ha ribadito di volere garanzie per una Roma in grado di lottare per lo scudetto nella prossima stagione. Quella del centenario, in cui non è possibile sbagliare.

Instagram, il saluto di Tsimikas a Salah: “Una leggenda che posso chiamare amico”

Momo Salah ha annunciato che lascerà il Liverpool a fine stagione. E tra i suoi ex compagni, anche il giallorosso Tsimikas ha voluto mandargli un messaggio: Ecco le parole del greco dedicate a Salah tramite un post su Instagram: «Mo Salah, ricordo che ti guardavo in tv e dicevo che eri uno dei giocatori più grandi della nostra generazione. La vita fa il suo corso e io ho avuto la fortuna di potertelo dire poi di persona così tante volte. Una vera leggenda che ho la fortuna di poter chiamare mio amico. Una delle amicizie più importanti e strette che ho creato finora nella mia carriera calcistica. Un ottimo ascoltatore, bravissimo a dare consigli e molto paziente con tutte le mie crisi. Mo, grazie per la tua compagnia ogni giorno negli ultimi cinque anni, le risate, le conversazioni, i traguardi; grazie per avermi spinto ad essere una persona migliore e anche per essere stato la mia ispirazione, dentro e fuori dal campo. Auguri per tutto quello che arriverà, fratello mio, lo auguro a te e alla tua famiglia. Il nostro “Egyptian King”, Y.N.W.A”. P.s: Sappiamo tutti che nel calcio sono io il tuo migliore amico».