AGRESTI: “Perdere punti contro la Cremonese sarebbe gravissimo” – CECCHETTI: “Dybala? Per il quarto anno di fila rischia di non esserci nel momento decisivo…”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è Roma-Cremonese, partita valida per la ventiseiesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. “Il rischio è sottovalutare l’avversario, ma sarebbe gravissimo perdere punti in una partita del genere”, afferma Stefano Agresti. Daniele Cecchetti, invece, parla delle condizioni di Paulo Dybala: “Per il quarto anno consecutivo rischia di non esserci nel momento decisivo della stagione…”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Questo è un fine settimana importante, la Roma giocherà per ultima dopo Juventus-Como e Atalanta-Napoli. Contro la Cremonese Hermoso scenderà in campo, mentre Mancini potrebbe riposare (LORENZO PES, Tele Radio Stereo, 92.7)

Dybala? Inutile fare affidamento su di lui, non è più in grado di affrontare un torneo intero e non regge il ritmo di un club di alto livello (MARIO MATTIOLIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La Roma deve approfittare delle difficoltà della Cremonese (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La Roma deve approfittare di questo turno di campionato favorevole per arrivare a giocare contro la Juventus nella condizione migliore (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

L’unica difficoltà della Roma potrebbe essere la sottovalutazione della Cremonese, ma credo che non accadrà (GIANNI VISNADIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Il rischio è sottovalutare l’avversario, ma la Roma non può permetterselo e sarebbe gravissimo perdere punti in una partita del genere (STEFANO AGRESTIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Vaz non è pronto ma è normale. Non giocava titolare nemmeno al Marsiglia, come può farlo in una squadra che punta ad andare in Champions League? (DAVID ROSSI, Retesport, 104.2)

Dybala? Per il quarto anno consecutivo rischia di non esserci nel momento decisivo della stagione… (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport, 90.9)

Il rinnovo di Celik? L’ultima richiesta alla Roma era di 3.8 milioni di euro a stagione (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport, 90.9)

Soulé è uno che stringe i denti, ma non tutti lo fanno nella Roma. Dybala e Ferguson avrebbero potuto fare qualche sforzo in più… (RICCARDO TREVISANIManà Manà Sport, 90.9)

La carriera di Pellegrini complessivamente è da 7, ma gli ultimi due anni sono stati da 5 (FRANCESCO BALZANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Uno con i mezzi tecnici di Pellegrini avrebbe dovuto fare molto di più. La sua è una carriera da 6 (ANTONIO FELICI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Per Dybala non è esclusa l’operazione, ha una sofferenza meniscale. Soulé difficilmente ci sarà con la Cremonese (UGO TRANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Mattia, un predestinato sulle orme di Totti: “Roma stravede per lui, che assist in azzurro”

La maglia numero 10 della Nazionale Under 15 parla barese. La veste Mattia Pica, talento cristallino cresciuto nella società dilettantistica Levante Azzurro, con sede proprio nel capoluogo, e oggi in forza alla Roma. Trequartista puro, di quelli che danzano sul pallone, Pica sta vivendo mesi in ascesa sul campo: prima da titolare imprescindibile nell’Under 15 giallorossa, squadra prima in classifica nel campionato, poi al centro del progetto con gli azzurrini. Accendere i match con giocate in grado di rompere uno spartito lineare è la sua qualità principale: una dote che a Roma hanno ammirato negli anni nelle giocate di un simbolo come Francesco Totti. (…) Una fa-vola familiare che ha spinto i genitori delle due giovani promesse a cambiare vita. «Quello che Mattia sta facendo a Roma è la prosecuzione di quanto ha fatto con noi —assicura Raffaele Cesario, presidente della Levante Azzurro — già a quattro anni aveva doti e una coordinazione fuori dal comune. Ora sta confermando quelle tracce. Con il pallone tra i piedi è sempre solare, ma mai fuori dalle righe. In ogni gruppo si è sempre imposto per la sua tecnica, pur giocando due anni sotto età. È sempre stato un trascinatore calcistic-co, con i fatti e non con le parole. Chiede sempre il pallone, è innamorato di questo sport».(…) A Roma si è imposto nell’arco di poche settimane e per farlo ha scelto un appuntamento speciale: il derby con i pari categoria della Lazio, deciso con un gol di tac-co e un assist da calcio d’angolo. (…) Aveva tanti estimatori, ma la Roma è quella che ci ha creduto di più e gli ha assegnato il numero 10. Quella destinata ai giovani di talento. Potrebbe realizzare il sogno di suo padre: giocare nel calcio che conta. E c’è un precedente: la Roma aveva già pescato in Puglia per un trequartista, quel Claudio Cassano — 23enne oggi al Lugano — nato a Trani ma cresciuto a Barletta che José Mourinho aveva anche convocato in prima squadra. Traguardo che il giovannissimo Mattia sta inseguendo con fame e determinazione.

(La Repubblica)

Baldanzi: «Felice di aver lavorato con Gasperini, mi ha dato tanto. Voglio convincere il Genoa a riscattarmi»

IL SECOLO XIX – Tra le mani c’è lo smart-phone con la cover rosso-blu, l’8 e il nome Baldanzi. Poco più su, sul braccio sinistro, c’è il tatuaggio del cuore, con la scritta You’ll never walk alone, la stessa che spicca nel Ferraris genoano e un disegno. «C’è mio nonno con me da bambino. Era lui che mi portava al parco, quello che in famiglia mi ha spinto verso il calcio. Ma non ha fatto in tempo a veder realizzato il sogno». Tommaso Baldanzi non dimentica il passato. Ma si è calato nel presente chiamato Grifone con la stessa rapidità con cui sguscia in dribbling tra gli avversari. Classe 2003, tosca-no, anche se dall’accento non si direbbe, il trequartista chiesto da

(…)

Sensazioni?

«Belle, pareva di essere in casa visti i tanti tifosi. Non vedevo l’ora, per me è stato un momento difficile, è stata tosta arrivare in una squadra nuova e non poter giocare. Ho lavorato ogni giorno per rientrare prima possibile». (…)

De Rossi l’ha voluta al Genoa: dice che lei ha il dna giusto per questo club.

«Se sono qui il mister ha avuto la sua influenza. Ma nella scelta ha pesato anche l’ambiente Genoa, la tifoseria calda. Sono contento per l’accoglienza, spero di ripagare la fiducia. Non vivo questo trasferimento come un passo indietro. A Roma la concorrenza è più alta, ho fatto tante presenze, magari meno minuti ma in una squadra così forte è normale. Cercavo qualcosa di più stimolante e un minutaggio maggiore. Ma per me conta la squadra: abbiamo un obiettivo importante, vogliamo centrarlo velocemente. Salvarsi non è mai facile ma lo dobbiamo ai nostri tifosi» (…)

Ha trovato lo stesso De Rossi di Roma?

«Sì, è la sua bravura. Ha la stessa fame che aveva a Roma, una piazza per lui importantissima. La piazza Genoa gli ha già mostrato tanto e lui ce l’ha a cuore». (…)

ll Genoa a gennaio ha preso due “piccoletti” come lei e Amorim, scelta controcorrente nel calcio moderno. Vi stimola l’idea di dimostrare che l’altezza non conta poi tanto?

«Il calcio va verso una maggiore fisicità. Ma fisicità non è solo altezza, si può essere comunque forti fisicamente. Alla fine si gioca con la palla, dobbiamo essere bravi a usare i piedi, a tenerla noi. Non mi dà fastidio sentir parlare di altezza, anzi, per quelli come me è uno stimolo in più vista la direzione presa dal calcio».

Cosa le hanno insegnato Ranieri e Gasperini ?

«Ranieri ha tanta esperienza, con lui abbiamo invertito il trend. Con Gasperini sono stato benissimo, lavora a 360°, mi ha dato tanto a livello atletico e tecnico, sono stato felice di aver lavorato con lui, l’ho ringraziato»

(…)

Roma su Ludergnani per il ruolo di Responsabile del Settore Giovanile

Sirene dalla Capitale per Ruggero Ludergnani. Il Responsabile del Settore Giovanile granata ha attirato le attenzioni della Roma, che è alla ricerca di una figura per la prossima stagione alla quale dare in mano il proprio florido vivaio per provare a ottenere risultati ancor più brillanti e, magari, anche avviare il progetto della squadra Under 23. Tra i candidati alla poltrona ci sono tre dirigenti che negli ultimi anni hanno lavorato in maniera convincente a partire da Vincenzo Vergine, attualmente al Milan ma al timone del vivaio romanista dal 2021 al 2023. Per la serie: a volte ritornano, un po’ come accaduto l’estate scorsa a uno storico pupillo del dirigente brindisino, ovvero Federico Guidi. In casa Roma però ci sono altri due nomi che stanno seguendo con interesse: Massimo Tarantino (al timone delle giovanili dell’Inter) e appunto Ludergnani. Quest’ultimo rappresenta il nuovo che avanza nell’ambito dei vivai nostrani. Il dirigente granata, infatti, ad aprile compirà 40 anni, un terzo dei quali spesi sui campi e dietro la scrivania di club che grazie al suo lavoro hanno tirato fuori numerosi talenti e valorizzato decine di ragazzi. (…) Al tempo stesso, però, Ludergnani è legato alla società granata fino al 2027 e soprattutto gode di enorme stima e credito presso il presidente Urbano Cairo, che intende
tenersi stretto quello che ormai è diventato un collaboratore storico. (…)

(tuttosport)

Per Dybala ancora terapie: punta a tornare con la Juve

Terapie, gestione del carico, pazienza e una sola, grande missione: tornare al meglio per la notte contro la sua ex squadra. Paulo Dybala vive giorni sospesi tra prudenza e determinazione, con lo sguardo fisso sulla prossima settimana, quando spera con tutto il cuore di poter tornare in gruppo. (…) Dopo una settimana di tregua, il fastidio si è ripresentato, mettendo alla prova la pazienza e i nervi della Joya. Non un allarme rosso, ma un campanello che impone attenzione e gestione millimetrica. Nessuna operazione sembra però essere all’orizzonte. Il club e l’entourage del giocatore infatti sono sulla stessa linea, convinti che il problema possa essere risolto con il lavoro mirato e il controllo dei carichi. (…) La sfida è doppia: contro il tempo e contro il dolore. Ma la sensazione è che la Joya abbia già fatto la sua scelta. Stringere i denti, lavorare in silenzio, e presentarsi pronta all’appuntamento. Perché quando la posta si alza, Dybala vuole esserci.

(corsport)

Totti, mantenimento al ribasso: «Chanel ora è autosufficiente»

La “guerra giudiziaria” tra Francesco Totti e Ilary Blasi non conosce tregua, anche se ad alimentarla è sempre la conduttrice tv. In totale, da quando la copia ha annunciato la separazione, Ilary ha azionato la macchina della giustizia 15 volte, tra ricorsi e contro ricorsi, civili e penali. Nell’ultimo caso ne è uscita sconfitta: il 17 febbraio il gip del Tribunale di Roma ha respinto l’opposizione della Blasi alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma, nell’ambito del fascicolo che vedeva indagati Totti e la compagna Noemi Bocchi per abbandono di minore, dopo che il 26 maggio 2023 avevano lasciato soli in casa per circa tre ore i rispettivi figli. Il prossimo appuntamento è fissato per il 31 marzo, quando i due ex coniugi dovranno firmare il divorzio davanti al giudice della prima sezione civile del Tribunale capitolino Simona Rossi. La soubrette, infatti, ha già annunciato le imminenti nozze con Bastian. Ma andrà avanti la causa di separazione e nella prossima udienza, tra fine maggio e inizio giugno, la difesa dell’ex capitano della Roma chiederà di rivedere ulteriormente al ribasso l’assegno di mantenimento da 12.500 euro che versa mensilmente ai tre figli. Questo perché non solo Cristiano Totti, il primogenito, è diventato autosufficiente dal punto di vista economico, essendo entrato nel direttivo della scuola calcio Longarina; ma anche la secondogenita Chanel (già maggio-ren-ne) lo sarebbe, visto che lavora per una società di influencer, con 500mila followers, e ha guadagnato anche dalla partecipazione al programma “Pechino express”. Resterebbe a carico del pa-dre solo la terza figlia, Isabel, che il mese prossimo compirà 10 anni. (…)

(Il Messaggero)

Paradosso Roma: meglio se gioca tanto. Dopo le coppe sei vittorie e due soli ko

Gli allenatori non si divodono solamente in giochisti e risultatisti, termini che probabilmente hanno anche stancato gli addetti ai lavori. Sono tantissime le sfumature che distinguono un tecnico da un altro ed una che caratterizza Gasperini è la voglia di giocare più partite possibili. Non provate e parlargli di riposo in mezzo alla settimana: «Siamo migliorati giocando, non vedendo gli altri», questo il concetto che ha ribadito più volte senza mai cambiare idea. Neanche quando nell’ultimo periodo è stato costretto a fare la conta per i giocatori a disposizione.(…) Ognuno ha la sua linea di pensiero ma i risultati stagionali danno ragione a Gasp. Sono nove le partite giocate nelle coppe (otto in Europa più una in Coppa Italia) e la Roma non ha quasi mai sofferto il doppio impegno. Sei le vittorie, un pari di prestigio col Milan e due sconfitte con Napoli e Udinese. Gli altri sei ko sono arrivati con la settimana lunga, addirittura due dopo la pausa per le nazionali (Torino e Inter). Per diventare una macchina perfetta c’è bisogno di più gare possibili, questa in sintesi la sua idea. Un dato che trova conferma anche nell’incredibile annata alla guida dell’Atalanta terminata con la vittoria dell’Europa League e con la finale di Coppa Italia persa con la Juventus. Nella stagione 23/24 la Dea giocò 18 partite extra campionato e solamente in tre occasioni arrivarono delle sconfitte (su undici totali). Dieci le vittorie, quattro i pareggi. (…)

(Il Messaggero)

Malen, il bomber senza una spalla

Chi si ricorda chi era il centravanti in Cremonese-Roma? Agevoliamo per i più smemorati: Baldanzi. Chi sarà invece in Roma-Cremonese? Malen. Se non bastassero le 5 reti in altrettante partite dell’olandese, l’upgrade è servito. Si è passati da un centrocampista offensivo/trequartista adattato in un ruolo non suo (anche se a Cremona fu uno dei migliori in campo, tanto da ricevere i complimenti dell’allenatore a fine partita) ad uno che i gol li ha sempre fatti e a Roma sta confermando che è meglio farlo giocare centravanti piuttosto che seconda punta o esterno. Ma le differenze non finiscono qui. Perché a novembre il terzetto offen-sivo era completato da Soulé e Pellegrini (con Ferguson e El Shaarawy subentrati a partita in corso), domenica invece è ancora tutto in alto mare. Dietro a Malen infatti – uno che oltre ai gol tira più di 5 volte a partita (in poco tempo è diventato il primo in Serie A) – la lista dei calciatori non al meglio non accenna a diminuire. E, come spesso è capitato in stagione, sono concentrati tutti in un settore. Stavolta tocca all’attacco: Dybala continua ad avvertire problemi al ginocchio sinistro, con questa infiammazione che non vuol saperne di andar via anche se l’argentino ha voluto allontanare alcune indiscrezioni riguardanti un possibile intervento in artroscopia, Soulé ieri si è sottoposto a nuovi controlli per capire l’entità di questa pubalgia e come cercare di attenuare il dolore; El Shaarawy convive con un’infiamma-zione al tendine d’Achille; Ferguson non si vede in gruppo ormai da un mesetto con la caviglia che continua ad essere instabile e Dovbyk ieri ha postato una foto su Instagram che lo vede in piscina con tanto di maschera e informa che «un mese è andato». (…) Messa così, per Gasp si fa difficile. Perché va bene la Cremonese, che comunque da queste parti, sempre all’Olimpico (vittoria per 2-1, eliminando la Roma dalla Coppa Italia), uno scherzetto ai tempi di Mourinho lo ha già fatto. Ma già l’impegno successivo -quello del primo marzo contro la Juventus – necessita di un roster più numeroso e variegato. (…) Non resta quindi che stilare la road map degli infortunati: Paolo è tornato in dubbio addirittura per domenica, al massimo potrebbe strappare una convocazione per poi provare ad racimolare qualche minuto da mettere nelle gambe in vista della Juve. Soulé dovrebbe ricalcare il ruolo già avuto contro il Napoli: inizialmente in panchina per poi, in caso di bisogno, subentrare in corsa. Ferguson, Dovbyk e El Shaarawy sono invece out. (…)

(Il Messaggero)

I tifosi di Roma e Lazio protestano «Ingiusto punire chi non c’entra»

Iniqua, ingiusta, sproporzionata: gli aggettivi si sprecano e vanno tutti nella stessa direzione. I tifosi di Roma e Lazio non ci stanno, di fronte alla decisione del Tar del Lazio di rigettare i ricorsi che chiedevano la sospensione del divieto di trasferte fino alla fine della stagione. Non è stata una giornata qualunque, quella di ieri. «E infatti stasera (ieri, ndr) ci riuniremo per capire cosa fare adesso», ha raccontato Francesco Lotito, presidente dell’Aire, associazione italiana Roma club, ovvero chi — insieme all’Utr (Unione tifosi romanisti) — ha presentato il ricorso. «Non riusciamo a capire come una responsabilità individuale venga di fatto estesa a responsabilità collettiva. Non è giusto così. Una singola persona non può pagare per fatti commessi da altri. Che vengano puniti i colpevoli, ma che sia data la possibilità agli altri di fare il tifo: questo chiediamo». Il tema diventa poi quello della distinzione tra misura punitiva e preventiva. «Fermo restando che il Tar entrerà nel merito solo a ottobre — ancora Lotito —, quando ormai il campionato sarà terminato, non ritengo giusto che si parli di misura preventiva. Mi aspetto che lo stato faccia prevenzione in un altro modo. Faccio un esempio: se sulla via Pontina si susseguono incidenti stradali, la soluzione non può essere quella di chiudere la strada. E certo che in quel caso otterrò che non ci siano più incidenti.». (…)

(corsera)

Dybala, rebus senza fine. Ferguson vola in Inghilterra: consulto medico con il Brighton

L’attualità è disarmante: Dybala non rientrerà in gruppo nemmeno oggi. E chissà quando lo farà. Stop a tempo indeterminato. Salterà la Cremonese ed è possibile che mancherà anche domenica 1 marzo contro la Juventus. Inutile, quando c’è di mezzo lui, fare previsioni. Basta pensare che Gasperini, prima dell’allenamento della vigilia di Napoli-Roma, lo considerava convocabile. Adesso sarà valutato di giorno in giorno. Il ginocchio sinistro lo tormenta: Paulo sente ancora dolore. Quando calcia e nei cambi di direzione. Ha, dunque, bisogno di cure specifiche e mirate per superare il fastidio che si porta dietro dal 25 gennaio, quando fu costretto a lasciare il campo per la contusione durante Roma-Milan. La problematica è stata approfondita mercoledì a Trigoria, con la presenza (è nella Capitale una volta al mese) del dottor Ahlbaumer (Chief Physician della Klinik Gut di St. Moritz), chirurgo ortopedico di fiducia della famiglia Friedkin. È lui il principale interlocutore per gli infortuni dei
giocatori giallorossi. Lo staff medico deve sempre passare da lui. Che si è pronunciato in modo perentorio su Dybala: va operato per risolvere la sofferenza meniscale, evidenziata dagli accertamenti fatti a fine gennaio (post gara contro il Milan) e confermata dalla risonanza di lunedì. L’intervento in artroscopia è stato però messo in stand by già il mese scorso. E lo stesso è suc-cesso mercoledì, nonostante il suggerimento dello specialista. (…) Aggiornamento tra 10-15 giorni per capire che cosa fare. Se le cure avranno debellato il dolore, Paulo avrà il via libera. In caso contrario, si dovrà operare, restando fuori almeno un mese. (…) Consulto in vista anche per Ferguson, con viaggio in Inghilterra: il Brighton, proprietario del cartellino, vuole monitorare da vicino la situazione della sua caviglia. Ok Hermoso e Wesley.

(corsera)