Kumbulla: “Futuro alla Roma? Ora non ci penso. Sono legato a Juric, è un grande allenatore”

Torna a parlare Marash Kumbulla. Il difensore albanese in prestito all’Espanyol ha parlato anche della sua esperienza alla Roma e del futuro. Le sue parole:

Nell’estate scorsa sei passato dalla Roma all’Espanyol, seppur in prestito. Come si è realizzata quest’operazione?

Mi hanno cercato sia il direttore sportivo sia il mister qui all’Espanyol. Avevo tanta voglia di giocare e di trovare continuità e costanza. Dalla telefonata che ho ricevuto ho sentito tanta fiducia. E l’avventura spagnola sta andando bene, sono molto contento della scelta che ho fatto. Sono in un campionato bello che è visto da tutto il mondo, con squadre molto forti.

Che differenze trovi con la Serie A?

Che anche nelle squadre meno blasonate ci sono giocatori importanti. Si vede anche dalla zona retrocessione, dai punti che hanno adesso le squadre che lottano per non retrocedere. È un campionato complicato.

Essendo un campionato meno tattico, ne hai tratto beneficio venendo dalla Serie A?

Sicuramente è un torneo meno tattico, ma ci sono giocatori più tecnici e più veloci. Ho tratto beneficio dal background italiano, soprattutto a livello di posizionamento e posture del corpo. Qui poi si gioca molto partendo dal basso.

(…)

Quel trionfo è stata la partita più importante della tua carriera?

Sicuramente è nella top cinque perché aver vinto contro quei giocatori, contro il Real Madrid, non penso capiti sempre.

E la finale di Conference League vinta con la Roma nella ‘tua’ Tirana?

Anche quella ovviamente. Lì poi c’era tutto un paese che tifava per noi anche perché c’ero io. Vincere un trofeo con la Roma a Tirana, penso non ci sarebbe potuto essere nulla di meglio per me. E anche il giorno dopo è stato spettacolare con quei festeggiamenti a Roma.

Alla Roma non è andata benissimo anche per via del grave infortunio al ginocchio. Come ne sei uscito?

La mia famiglia mi ha aiutato molto, standomi vicino. Poi  mi sono fatto aiutare da uno specialista, un mental coach, che mi ha permesso di andare oltre il primo ostacolo, ossia il primo mese, nel quale dovevo metabolizzare l’infortunio e tutto il resto. Poi anche alcuni miei compagni, come Spinazzola o Karsdorp, che hanno anche loro subito questo infortunio, mi hanno sostenuto dicendomi di prepararmi mentalmente a quello che poteva succedere o ai fastidi che avrei avuto.

La Roma è una squadra che hai lasciato temporaneamente e nella quale potresti tornare.

Ora non ci penso più di tanto perché l’obiettivo che ho adesso è troppo più importante. Penso che dovremmo lottare fino all’ultimo per salvarci con l’Espanyol e non voglio perdere qualsiasi tipo di energia mentale. Poi a fine stagione penserò al mio futuro.

Un futuro nel quale c’è anche il sogno del Mondiale con l’Albania?

Certo, anzi è più di un sogno. Già fare l’Europeo è stato importante, ma il mondiale è qualcosa di ancora più grande. Il gruppo di qualificazione è abbastanza difficile (Inghilterra, Serbia, Lettonia e Andorra le rivali ndr), ma ognuno di noi vuole fare di tutto per riuscire a ottenere questo grande premio.

Ha fatto da ponte nella trattativa per il tuo trasferimento a Barcellona?

No, perché forse non ha avuto neanche il tempo. Ci ho messo solamente un giorno, da quando è arrivata la chiamata, a decidere. Poi, quando ci siamo rivisti per la prima volta dopo che ero arrivato all’Espanyol, mi ha detto che era contento della scelta fatta.

Sei cresciuto in Italia ma hai sempre giocato per l’Albania. Mi spieghi questa scelta?

L’Albania mi ha chiamato da subito, da quando avevo 14-15 anni, e poi ho fatto tutta la trafila, e dopo aver militato anche nell’under 21 sono passato in nazionale maggiore. Il legame con la nostra terra è fortissimo per tutti gli albanesi sparsi per l’Europa, e l’ho visto chiaramente all’ultimo Europeo l’anno scorso in Germania.

(…)

Il tecnico di quel Verona era Ivan Juric, balcanico come te. Un tipo energico che va dritto al dunque.

Sì, è il classico balcanico che magari parla poco, però quando parla è diretto, senza giri di parole. Ovviamente sono molto legato a lui perché è il mister che mi ha fatto debuttare, mi ha fatto giocare la mia prima stagione in Serie A e io lo considero un grande allenatore.

Alla Roma è stato sfortunato o è arrivato in un momento sbagliato? 

Entrambe le cose, visto che è arrivato dopo l’esonero di De Rossi,  qualcosa di difficile da accettare per i tifosi. E anche per il fatto che De Rossi è andato via senza un vero motivo. Poi, per me è stato anche sfortunato.

(flashscore.it)

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MAIDA: “Non dobbiamo prendere alla lettera tutto ciò che dice Ranieri” – DI CARO: “Gasperini? Ranieri perderebbe credibilità”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è il nuovo allenatore della Roma in vista della prossima stagione: “Non escludo possa essere un profilo straniero”, afferma Roberto Pruzzo. Giampiero Maini, invece, si sofferma su Manu Koné: “C’è qualcosa su di lui che non aggrada Ranieri. Spero che il rapporto tra i due possa ricucirsi il prima possibile”.

Il dibattito prosegue intenso nel pomeriggio, con le parole di Ranieri che continuano a far discutere. C’è chi, come Roberto Maida, invita a “non prendere alla lettera tutto ciò che dice Ranieri“, mentre Franco Melli rilancia il nome di Pioli, che “è salito molto nelle gerarchie della Roma“. Andrea Di Caro si concentra sulla credibilità del tecnico: “Dopo aver detto che l’allenatore non sarà Gasperini uno se la può sempre cavare, però non sarebbe una bella figura per Ranieri, che perderebbe credibilità“.


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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Possiamo escludere un paio di situazioni. Bisogna cercare di capire tra le righe delle dichiarazioni di Ranieri, a questo punto non ho certezze. Sarri? Potrebbe starci. Non escludo possa essere un profilo straniero (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Le parole di Ranieri mi fanno pensare a Sarri. Si tratta di un allenatore con un sistema di gioco non semplice e un carattere abbastanza tosto, come Gasperini. Comunque, a mio avviso, il nuovo allenatore l’hanno già individuato (MARIO MATTIOLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

C’è qualcosa su Koné che non piace a Ranieri, si capisce anche dalla risposta di ieri in conferenza stampa. Spero che il rapporto tra i due possa ricucirsi il prima possibile. Potrebbe essere Maresca un nome tra quelli non fatti con cui ha parlato Ranieri? (GIAMPIERO MAINI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Tra i nomi che non possono piacerci all’inizio metto Pioli, potrei mettere Thiago Motta che ha giocato anche per Ranieri all’Inter, Mancini in questa lista secondo me va tenuto… (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Se il nuovo allenatore avesse detto sì, la Roma in qualche modo l’avrebbe fatto trapelare. Ma questo non è successo. Per come ci ha parlato Ranieri, il presidente Dan non ha ancora la lista degli allenatori (PIERO TORRI, Manà Manà Sport 90.7)


Non dobbiamo prendere alla lettera tutto ciò che dice Ranieri, lui mischia il mazzo per confondere… Ma credo alle sue parole su Gasperini (ROBERTO MAIDARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Pioli è salito molto nelle gerarchie della Roma… (FRANCO MELLIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Per me la Roma non ha ancora scelto il prossimo allenatore (VALERIA BIOTTIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Gasperini? Per me non andrà alla Roma (EMILIANO VIVIANORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Pioli? Si tratta di un buon allenatore (LUIGI FERRAJOLORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Questa esternazione pubblica di Claudio Ranieri mette fine ai nostri sforzi su Gian Piero Gasperini. Io continuo a mettere la mano sul fuoco rispetto a un contatto avvenuto tra la Roma e Gasperini (PAOLO ASSOGNAManà Manà Sport Roma, 90.9)

Secondo me a Trigoria hanno ben chiaro lo scenario e la lista che devono presentare ai Friedkin, magari non hanno il via libera finale o vogliono aspettare qualche opportunità che si può aprire (FILIPPO BIAFORAManà Manà Sport Roma, 90.9)

Gasperini? Dopo aver detto che l’allenatore non sarà lui uno se la può sempre cavare, però non sarebbe una bella figura per Ranieri, che perderebbe credibilità (ANDREA DI CAROManà Manà Sport Roma, 90.9)

HUMMELS: “La Roma è quello che volevo. Ranieri? Ha un’autorità naturale”

DAZN – Torna a parlare Mats Hummels. Il difensore, infatti, ha rilasciato una lunga intervista all’emittente tedesca di Dazn. Queste le sue parole:

Il trasferimento a Roma?

“Volevo davvero partire per un’avventura, qualcosa che non avevo ancora fatto, e uscire dalla mia zona di comfort. Ed è successo esattamente quello che volevo. Ci sono stati momenti difficili, ci sono stati momenti molto belli. Anche nei momenti difficili, devi solo stare con te stesso. Penso che ora noi, come squadra, e io personalmente, saremo ricompensati in un certo senso. È davvero bello qui a Roma”.

Conoscenze pregresse di Roma?

“Ero già stato a Roma un paio di volte, sia privatamente che con la nazionale, quindi conoscevo la città e sapevo quanto fosse bella, una città che mi piace. Naturalmente, ho dovuto anche sperimentare alcune cose culturali in un modo nuovo, il che penso sia anche bello. Amo scoprire culture diverse. Mi sono adattato bene. L’unico problema è stato il traffico. Era pazzo, ma mi sono abituato anche a quello. Mi sento molto, molto a mio agio

Il suo legame con i fumetti di Asterix…

“Roma e l’Italia sono apparse molto spesso nei fumetti. Non mi aspettavo che avrei giocato qui all’improvviso”

L’esordio con l’AS Roma…

“Il periodo è stato brutto personalmente, certo, ma anche come squadra perché non abbiamo vinto molte partite e non abbiamo giocato un buon calcio. Prendo sempre queste cose con umorismo. La vedevo quasi ironicamente, perché ero sicuro che se avessi continuato ad allenarmi e a lavorare, il mio momento sarebbe inevitabilmente arrivato a un certo punto. In quel momento ero contento che almeno l’autogol non avesse avuto alcuna influenza reale sul risultato, perché la partita era già persa. Ma ovviamente l’inizio è stato il peggio che si possa immaginare. È un cliché, ma dopo la pioggia arriva il sole e mi era chiaro che sarebbe tornato a migliorare”.

Il caos degli allenatori…

“È stato molto difficile. Sono venuto qui e ho parlato con Daniele De Rossi, dello stile di gioco e del mio ruolo. Poi è rimasto per meno di due settimane dopo il mio arrivo. Era uno stile di gioco completamente diverso, molto contro la palla e che distruggeva il gioco dell’avversario. Ora ci stiamo concentrando di più sui nostri punti di forza e sui buoni calciatori che abbiamo. Il tutto unito ad un’idea difensiva che mi si addice molto bene. Alcuni dei miei punti di forza sono chiaramente nel gioco con la palla. Mi piace esser in grado di avere un’influenza sul gioco della squadra, è più nella mia natura”

Claudio Ranieri?

“Porta con sé un’autorità naturale. È accomodante, simpatico, ma agisce quando conta. È coerente negli aspetti che vuole vedere dai suoi giocatori e nelle sue decisioni su chi gioca. È rispettato perché so che fa tutto il possibile per garantire che la squadra abbia successo. Si aspetta molto dalla squadra, è molto professionale e lavora molto bene. La combinazione di allenatore e squadra si adatta molto bene”.

Lo stile difensivo?

“Come calciatore, impari sempre qualcosa di nuovo se vuoi. Non importa per quanto tempo giochi. Ci sono alcune peculiarità in Italia. Il calcio è diverso dalla Bundesliga. C’è molta difesa uomo a uomo in tutto il campo, non lo sapevo prima. Ecco perché è stato qualcosa di nuovo per me. Ci si abitua anche a questo. Tuttavia, ci sono volute alcune settimane per conoscere questo stile di gioco. Inoltre, ci sono alcuni passaggi e fraseggi, il che mi ha sorpreso un po’ all’inizio”

I tifosi?

“Vedo i tifosi tutti i giorni, al campo di allenamento e allo stadio. La gente è molto emozionata per l’AS Roma e questo è davvero spettacolare e speciale. Posso paragonarlo a Dortmund, dove anche le persone sono così emotive ed entusiaste del calcio. Adoro questo legame dei tifosi con il club”.

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La caccia al tesoro

Sei squadre in sei punti e un solo posto nell’Europa che conta: dai 53 del Bologna sino ai 47 del Milan nessuno ha rinunciato al passaporto per la Champions League. Prestigio e milioni. L’anno scorso, grazie al ranking stagionale, di squadre ammesse alla Coppa con le grandi orecchie ne avevamo cinque. Adesso la battaglia è quasi persa. La Spagna, seconda alle spalle delFlnghilterra, è imprendibile. (…) Il Bologna è la squadra più in forma ma quella con il calendario sulla carta più difficile, Lazio e Fiorentina hanno potenzialmente cinque partite in più ciascuna, sperando di arrivare alle finali di Europa League e Conference, il Milan dovrà fare i conti con due derby di Coppa Italia che porteranno via moltissime energie nervose. Si comincia domani e non ci si ferma più. Due mesi di partite con il cuore in gola. Servono volontà e sangue freddo. Decisivi saranno gli scontri diretti tra le sei in questione, nove partite che potrebbero stravolgere lo scenario. La Roma, in rimonta disperata, ne ha più di tutti. I giallorossi, riaggiustati da Ranieri. in campionato sono una sentenza: 6 vittorie di fila, io nelle ultime 13 giornate. E nessuna sconfitta nel 2025. L’ultimo passo falso, a Como, oltre cento giorni fa. Inoltre, potrà giocare le gare cruciali all’Olimpico, spinta dal calore della sua gente: con la Juve, nel derby con la Lazio (anche se formalmente in casa sono i biancocelesti), ma anche con Fiorentina e Milan. Contro le provinciali non ha sbagliato un colpo. Ora deve alzare il livello e farlo senza l’infortunato Dybala. (…)

(corsera)

Corvino: “Ranieri un fuoriclasse. Friedkin? Mettere solo soldi non basta”

IL MESSAGGERO – Pantaleo Corvino ha rilasciato un’intervista al quotidiano romano. Il dirigente del Lecce, avversario domani sera (20:45) della Roma, ha parlato della sfida contro la squadra di Ranieri. Ecco le sue parole:

(…)

Il Lecce ha circa 17 milioni lordi di monte ingaggi, la Roma cento. Se pensa che i Friedkin hanno iniettato quasi un miliardo nel club per risultati assai lontani dagli obiettivi, dov’è l’errore?

“Parlo in generale: il calcio dovrebbe essere trattato come un’azienda e quindi tutto parte dalla scelta di un ottimo management. Invece non avviene. Eppure mettere solo soldi non basta”.

(…)

L’ha cercata anche la Roma?

“Andiamo avanti”.

(…)

Che rapporto ha con Ranieri?

“Bellissimo. Di tanto in tanto ci scriviamo. Pensi che abbiamo cominciato insieme la nostra avventura in Serie C. Si capiva già che era un fuoriclasse”.

Più facile che il Lecce si salvi o la Roma vada in Champions?

“Siamo tutti in piena bagarre. Vorrei che Ranieri raggiungesse i traguardi che merita”.

(…)

Castellanos sarà pronto per il derby

Buone notizie per Castellanos. Ieri il Taty si è sottoposto a un esame di controllo del polpaccio destro, che ha dato un esito incoraggiante: l’edema si sta riassorbendo più velocemente del temuto, il giocatore dovrebbe quindi restare lontano dai campi di gioco al massimo per un’altra decina d giorni. Salterà sicuramente il match di lunedì con il Torino e quello di Bergamo con l’Atalanta della domenica successiva. Potrebbe invece farcela per la sfida di andata con il Bodo Glimt del 10 aprile o, al più tardi, per il derby in programma il 13 aprile. (…)

(gasport)

Ranieri boccia Gasperini e aspetta i Friedkin

Gasperini non sarà l’allenatore della Roma». Diffìcile essere più chiari di così. Claudio Ranieri è tornato a parlare dopo la sosta per le nazionali e prima della trasferta di Lecce di domani sera, commentando il futuro della panchina giallorossa (…) «Lo sceglieremo io e Ghisolfi – prosegue Ranieri – daremo una lista di papabili al presidente e poi lui sceglierà l’allenatore». Un profilo che deve conoscere la piazza romanista: «È un fattore importante, però sappiamo che la piazza ama chi fa bene alla Roma, per cui può darsi che all’inizio non venga apprezzato il nome, ma credo di sì, e poi dopo sono i fatti quelli che contano. Chi viene sa che deve fare bene, sa che la Roma vuole arrivare in alto, saprà che per i primi due mercati non possiamo fare spese pazze. Per cui chi viene deve accettare queste cose, le deve sapere». Una descrizione puntuale che la¬scia pensare come la short list di Ranieri sia già pronta. E non includa sicuramente i nomi di Gasperini e Farioli («non sarà lui»). Per tutti gli al¬tri non resta che aspettare la comunicazione di Dan Friedkin (…)

(La Repubblica)

Quel Mister X che non convince tutti deve accettare un mercato al ribasso

Mister mistero si cela dietro il sorriso sornione di Claudio. Tanti indizi, nessun indizio verrebbe da dire. Ma in fondo non è così. Tre le frasi chiavi in un giro di parole volutamente ambiguo, volto a prendere tempo con la platea che lo ascolta a Trigoria ma soprattutto con la piazza. La prima: “Il nome giusto non è ancora uscito”. La seconda: “Deciderà il presidente quando lo vorrà annunciare“. La terza, quella più enigmatica: “Può darsi che all’inizio non venga apprezzato il nome, ma credo di sì, e poi contano i fatti”. Tre pennellate che lasciano intendere come la scelta sia stata già presa. In questo caso la logica vuole che l’identikit sia da ricercare in un nome che ad oggi è libero di firmare: Sarri, Mancini o Allegri sono i primi che vengono in mente. Perché però l’allenatore dovrebbe essere inviso? Per il suo passato laziale, magari. In questo caso il cerchio si restringerebbe a Sarri, Mancini o Pioli, che gode di una clausola per liberarsi dall’Al Nassr. Oppure perché magari non è un tecnico al quale associare un progetto vincente a breve termine. Un giovane per intenderci, alla Italiano, Palladino o Montella che proprio giovane non è avendo varcato la soglia dei 50 ma che avrebbe probabilmente quell’appeal necessario, grazie al suo passato giallorosso, per alleviare la possibile titubanza iniziale della tifoseria. (…)

(Il Messaggero)

Celik non rientra: pronto Hummels. Cristante dal 1’

Zeki Celik ieri è tornato ad allenarsi in gruppo, ma solo per una parte di seduta. Il turco, quindi, difficilmente partirà titolare domani sera a Lecce, mentre i due terzini Rensch e Saud resteranno ai box ancora per una decina di giorni. (…) A Lecce partirà titolare Cristante. Al suo fianco uno tra Pisilli e Koné. In attacco, Dovbyk è favorito su Shomurodov, mentre al posto di Dybala dovrebbe giocare Soulé insieme a Pellegrini.

(gasport)

Tra nomi bruciati e indizi. L’identikit diventa un mistero

IL TEMPO (L. PES) – Tra esclusi e possibili carte a sorpresa il nome dell’allenatore della Roma 2025-26 diventa un vero e proprio mistero. «Non sarà nessuno di quelli che avete nominato» ha tuonato Ranieri in conferenza stampa. Anche se escludere a priori tutti sarebbe un errore a questo punto della stagione. Quel che è certo è che due nomi su tutti sono stati smentiti proprio da Sir Claudio: Gasperini e Farioli. Il tecnico dell’Atalanta dopo giorni di grande attenzione mediatica è stato seccamente escluso così come Farioli, sia a gennaio che ieri evidentemente non tra i preferiti dell’attuale allenatore giallorosso. A questi va aggiunto anche il nome di De Rossi che qualche settimana fa Ranieri aveva allontanato dalla Capitale: «Deve fare il suo percorso e prima o poi tornerà alla Roma», lasciando intendere come dopo l’esonero di settembre DDR deve crescere altrove per poi tornare a Trigoria per incidere. Diversi i profili che rispecchiano l’asciutta identikit di  Ranieri. Vincenzo Italiano, che ha il contratto in scadenza l’anno prossimo col Bologna, sembrerebbe tra i più vicini alla descrizione del tecnico scelto. Anche Stefano Pioli, attualmente in Arabia, avrebbe le carte in regola e già a settembre era stato cercato dalla dirigenza romanista. Tra i tecnici liberi occhio anche a Sarri e Mancini mentre non vanno scartate le piste estere come quella di Valverde che a giugno vedrà scadere il suo accordo con il Bilbao.