Un campo per Mazzone a Bravetta: l’impianto intitolato al Sor Magara

«Se parlasse il pallone mi direbbe: grazie». Non ha il dono della parola, ma quella sfera di cuoio che ipnotizza milioni di italiani trova comunque il modo, quando può, di esprimere la sua gratitudine a Carlo Mazzone. Un’occasione è proprio oggi, 19 marzo, giorno nel quale “er Sor Magara” avrebbe compiuto 88 anni, scelto per l’inaugurazione del campo di calcio di via dei Capasso a Bravetta che da oggi sarà ufficialmente il “Carlo Mazzone”. «Da anni rimpianto è un punto di riferimento per fami¬lie e ragazzi del territorio – spiega Elio Tomassetti, presidente del XII Municipio – Un anno fa c’era il r-schio che chiudesse ma in poco tempo siamo riusciti a fare un bando che ha visto l’assegnazione all’Alba Roma 1907 che l’ha ristrutturato, garantendo la continuità del servizio». Quindi la proposta di intitolarlo a Mazzone, l’indimenticato allenatore scomparso  il 19 agosto del 2023 e simbolo del calcio italiano (suo il record di panchine in serie A: 792), romano di Trastevere (vicolo del Moro) calcisticamente “nato” nella Roma della quale era tifoso e con la quale esordì da giocatore nel 1959. Alle 16,30 la cerimonia. Il Campidoglio sarà presente con il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente del XII Municipio Tomassetti. Ci sarà la famiglia Mazzone (con la moglie Maria Pia, i figli Massimo e Sabrina, i nipoti Alessio, Iole e Vanessa e i pronipoti Cristian e Ales-sandro); per la Roma presenzie-ranno il ceo Maurizio Lombardo e le vecchie glorie Franco Peccelini, Sebino Nela, Massimo Cappioli e Fabio Petruzzi. (…)

(Il Messaggero)

Ultima chiamata

Ci risiamo. Per il terzo anno consecutivo, nel momento topico della stagione Dybala è stato costretto a fermarsi. Ed è un peccato, perché la continuità di prestazioni e rendimento che aveva trovato Paulo aveva contribuito alla folle rincorsa della Roma che ora, a 9 giornate dalla fine, è nel mischione delle sei squadre che si giocheranno l’ultimo posto in Champions. Un copione già visto: era accaduto con Mourinho (23 giorni di stop prima della finale di Budapest dove la Joya fu costretta a saltare 6 gare di campionato, giocando appena 15 minuti nelle semifinali tra andata e ritorno con il Bayer); si è ripetuto con De Rossi (tra marzo e metà maggio quasi un mese ai margini saltando 4 partite di campionato, tra cui lo spareggio Champions con l’Atalanta, e soprattutto il forfait nella semifinale di ritorno contro il Leverkusen quando rimase in panchina). (…) Nella speranza di riaverlo il prima possibile, la domanda su come Ranieri potrà sostituirlo vien da sé. E tutto lascia pensare
che il tecnico possa affidarsi di nuovo a Pellegrini. Lorenzo si è ristabilito dalla febbre che non gli ha permesso di giocare contro il Cagliari. La doppia esclusione con il Bilbao non gli è piaciuta ma ha capito ormai da tempo che rimuginare su quello che è stato non serve: deve pensare ad una partita alla volta, poi a fine stagione tirerà le somme insieme alla società. A Empoli, ad esempio, insieme a Koné, era stato il migliore in campo. Ed entrambi contro l’Athletic sono stati esclusi. Questo però è il suo momento. Perché il ko di Dybala gli riapre le porte per giocare nella posizione che predilige, quella che gli permise nel primo anno di Mourinho di essere premiato come il mi-glior calciatore della Conference League e vincere insieme ai compagni il trofeo a Tirana. (…) Lorenzo sia arrivato ad un bivio. Una sorta di ultima chiamata in giallorosso. Deve riprendersi la Roma nel momento più difficile, quello senza Dybala, e con alle porte un trittico da brividi che dopo Lecce, vedrà Juventus e Lazio. (…) Il contratto scade nel 2026 e a giugno per la prima volta in carriera potrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di andare via, quello che non ha mai fatto nemmeno a gennaio nonostante avesse ricevuto almeno due proposte molto intriganti. Ad oggi, guardando all’estate, è più Inter che Napoli, visto che Inzaghi ha individuato proprio in Lorenzo il sostituto ideale del 36enne Mkhitaiyan. (…)

(Il Messaggero)

Milan, Abraham rimane se taglia l’ingaggio

Si preannunciano settimane di grande lavoro per il nuovo direttore sportivo, che verrà presto scelto dal Milan. (…)  Se per Kyle Walker e Joao Felix il destino sembra già scritto, per altri due elementi le ultime 9 giornate di campionato e il doppio derby di Coppa Italia possono fungere da ago della bilancia sul futuro. Sono tra color che sono sospesi Tammy Abraham e Riccardo Sottil. (…) Abraham, che spesso ha lasciato il segno in questa stagione, ma il cui ingaggio (5 milioni annui) appare fuori target. L’attaccante ha altri due anni di contratto con la Roma, ma non rientra nei piani giallorossi. Tradotto: per restare a Milano dovrebbe ridursi gli emolumenti spalmandoli su un possibile quadriennale. Al momento però il Milan è poco propenso a fare uno scambio con Saelemaekers come proposto dalla Roma. Occhio quindi a un possibile ritorno in Premier.

(tuttosport)

Santon: «Io, bambino per sempre nel nome di Mou. Alla fine odiavo il calcio ma ora sono libero»

Il “bambino” dell’Inter, il prodigio 17enne che in una notte di Champions 2009 fermò Cristiano in maglia United, ha avuto un’infanzia troppo breve. Davide Santon è l’esempio di ciò che poteva essere e non è stato. Azzoppato da infortuni e rimpianti, ha smesso a 31 anni nel 2022: poteva diventare tempesta, è stato soltanto un lampo.

“Il bambino è bravo”: le tornano mai in mente le parole di Mou dopo aver fermato CR7?

«E una frase speciale, come chi l’ha pronunciata. Il soprannome mi è rimasto appeso per la vita: ero davvero un bambino felice in mezzo a tanti giganti. Mou non voleva essere teatrale, come faceva a volte, ma sincero: pensava solo a trasmettere fiducia per il futuro che avevo davanti».

ll futuro, però, non è stato all’altezza: non è che quella benedizione sia arrivata presto?

«No, non era presto, ma forse io ero ingenuo e non pronto a livello mentale. Quando sei li a 17 anni, non sai quanto sia difficile gestire le aspettative della gente: se stai sotto l’asticella, vieni preso di mira. Dopo il primo anno avevo rac-colto tutto, dallo scudetto alla Nazionale, poi mi ruppi il ginocchio: le conseguenze dell’infortunio mi hanno accompagnato fino all’ultimo giorno. Non è stato gestito bene dal punto di vista medico: io, sbagliando, ho seguito le pressioni per tornare il prima possibile. Ma il mio fisico non sarebbe mai stato più come prima…».

(…)

Ha ancora un supporto psicologico?

«È stato decisivo nei primi 6-7 mesi dopo aver smes-soal Roma: ero depresso, senza meta. Pensavo solo alla mia fine triste, diversa da quella che avrei voluto, eppure ero così stanco… Il calcio era diventato solo sofferenza più che gioia, però nello stesso tempo ero pieno di “se”: se avessi fatto quello, se non mi fossi fatto male, se, se… Ma se il rimpianto ti assale, serve aiuto».

Il calcio le piace ancora?

«Per i primi mesi dopo il ritiro non ho visto mezza partita: lo odiavo, ma oggi sono in pace con me stesso. Potevo essere ancora lì, è vero, ma le partite sono belle anche in tv. Ad esempio, che meraviglia vedere il mio Newcastle vincere un titolo dopo 56 anni. Lì, in Inghilterra, ho avuto le 3 stagioni più continue e felici, a parte gli ultimi mesi in cui ero fuori per il terzo intervento nello stesso ginocchio. Non me ne sarei andato mai, ma come facevo a dire di no alla chiamata di Mancini nel 2015? Significava tornare a casa, non da bambino ma da uomo. Volevo  la possibilità di una rivincita, ma il fisico non me l’ha concesso»

(…)

A fine carriera a Roma ha ritrovato lo stesso Mou di prima?

«All’Inter girava tutto attorno a lui, alla Roma era un po’ meno dittatore. Si era quasi addolcito. Ma Mou è unico in ogni epoca: ha sempre detto in faccia tutto, pochi lo fanno e ti illudono. Ho apprezzato la franchezza anche quando sono finito fuori rosa a Roma e l’unica strada era smettere: avevo iniziato con lui, dovevo finire con lui»

(…)

Senza la Joya i giallorossi hanno fatto più punti

Finora in campionato la Roma è andata meglio senza Dybala che con la Joya. L’argentino, infatti, ha saltato finora 5 delle 29 partite di A ed in queste la Roma ha portato a casa tre vittorie, un pareggio e una sconfitta (10 punti, media di 2 a gara). Con Dybala in campo, invece, 11 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte (media 1,62 in 24 partite).

(gasport)

Il dato che è invisibile

Nella migliore delle ipotesi la Roma resterà un mese senza Dybala, cioè il suo calciatore migliore. I numeri stagionali della Joya non sono poi strepitosi, ma ci sono dati che – come fossero sommergibili – navigano sotto il pelo dell’acqua e non vengono avvistati. Dybala, per esempio, è il quinto calciatore che ha subito più falli (60) in Serie A, dietro a Zaccagni (Lazio) e Ndoye (Bologna) con 76, Oristanio (Venezia) con 64 e il compagno di squadra Manu Koné con 6i. (…) La differenza è il timore che Dybala incute negli avversari e nel numero di ammonizioni ed espulsioni che procura. Per posizione in campo e fisico servirebbe il miglior Pellegrini. Ma ci sarà da qui alla fine?

(corsera)

Roma senza Dybala: è il momento di Soulé, esame di maturità contro Juventus e Lazio

Adesso tocca a Matias Soulé. Dopo l’infortunio di Dybala che sarà costretto a stare fermo almeno un mese, la Roma si aggrappa al talento ex Frosinone. Da un argentino all’altro. Una casualità (sfortunata) che consegnerà a Soulé lo scettro del giocatore più talentuoso a disposizione di Ranieri. E anche una maglia da titolare nelle prossime tre partite: Lecce, Lazio e Juventus. È lui il designato per la sostituzione della Joya. Lui dovrà caricarsi sulle spalle l’attacco giallorosso. Un passaggio di testimone quasi naturale per un ragazzo che vede in Dybala “un fratello maggiore e una guida non solo nel calcio ma anche nella vita”. (…)  Perchè nel corso dei mesi il 21enne è cresciuto. Un processo avvenuto grazie agli insegnamenti di Ranieri, padre calcistico del nuovo Matias. “Tocca troppe volte la palla, quando ce l’ha tra i piedi mi aspetto che succeda sempre qualcosa”, lo aveva bacchettato Sir Claudio. Soulé si è messo sotto. Mesi di lavoro (e di panchine) che lo hanno fatto maturare e poi sbocciare in una notte di febbraio. La punizione gioiello di Parma ha stappato il talento dell’argentino. Un assist con il Monza, il gol vittoria contro l’Empoli e adesso la grande occasione. Il prossimo mese sarà un vero e proprio esame di maturità. Prendersi la Roma e dimostrare al suo idolo di essere un degno erede. (…)

(La Repubblica)

Premio Maestrelli, vince Ranieri: «Champions? Ora viene il bello»

IL TEMPO (M. CIRULLI) –  Presso «Le Panteraie» di Montecatini Terme, ieri si è svolta la quarantesima edizione del Premio Maestrelli, che ha visto protagonista Claudio Ranieri, che ha ricevuto per la terza volta il prestigioso riconoscimento. «Ricevere questo premio fa sempre piacere – ha affermato il tecnico della Roma a margine dell’evento – perché Maestrelli era un allenatore capace di amalgamare i suoi campioni. Riceverlo in un momento positivo per la squadra, poi, e ancora più bello. Ora, però, arriva il difficile, perché il campionato è apertissimo». L’allenatore della Roma ha poi sottolineato il percorso di crescita della squadra: «Ho pensato solo a far bene e a restituire ai ragazzi autostima e positività. C’è stato un grande sacrificio da parte di tutti, e ora i risultati si vedono». Per il rush finale, tuttavia, la Roma rischia di dover fare a meno di Dybala: «Speriamo che la squadra si compatti ulteriormente, perché senza un campione del genere dobbiamo tutti dare qualcosa in più». Si è parlato anche di Dovbyk, autore del gol vittoria domenica scorsa: «Mi ha fatto piacere vedere il pubblico sostenerlo e i suoi compagni di squadra correre ad abbracciarlo dopo il gol. Artem è un ragazzo molto timido, ha bisogno di com-prensione e affetto da parte di tutti noi». Infine, Ranieri ha ribadito con fermezza la sua decisione di concludere la carriera da allenatore al termine della stagione: «La pensione è la cosa giusta»

Per Dybala lo stop si annuncia lungo

Non bisogna aspettarsi miracoli dalla medicina: l’infortunio di Paulo Dybala è serio e come tale va trattato. Metabolizzata la notizia, tra il dolore al tendine lacerato e il dispiacere di aver perso ancora una volta l’aereo per l’Argentina, Dybala sta chiedendo pareri sulla terapia giusta da seguire. E’ sbarcato a Roma per l’unità di crisi anche il procuratore, Carlos Novel. Purtroppo, un giorno in più o un giorno in meno non cambiano la sostanza del recupero, che sarebbe comunque più rapido se venisse definitivamente abbandonata l’ipotesi dell’intervento chirurgico. La cosiddetta terapia conservativa, che dovrebbe includere l’innesto dei fattori di crescita che attraverso sangue endogeno centrifugato facilitano la rigenerazione dei tessuti, impone comunque almeno 25 giorni senza avvicinarsi a un pallone. Poi viene la parte del lavoro sul campo che, se non sopraggiungono intoppi, gli dovrebbe consentire di rientrare prima della fine della stagione. Le prime indiscrezioni circolate aprivano alla possibilità che Dybala dovesse saltare solo due partite, quella di Lecce e quella successiva contro la “sua” Juventus. Ma anche il derby, che è in programma appena 28 giorni dopo l’incidente. (…)  Deve prima di tutto ritrovare la forza mentale per guarire più in fretta possibile. La Roma ovviamente dovrà riorganizzarsi, nel frattempo. Ciò che Ranieri aveva apprezzato del nuovo Dybala, oltre alla continuità di rendimento, era la partecipazione alle vicende della squadra. Ne aveva parlato, l’allenatore, proprio alla vigilia della partita di Bilbao, quando già sapeva che il suo giocatore più importante non era al top. (…)

(corsport)

Nelle mani di Svilar

IL TEMPO (L. PES) – Nelle mani di Mile Svilar ormai da mesi ha conquistato i cuori dei tifosi giallorossi a suon di parate decisive che hanno portato diversi punti ai giallorossi. Ma ora è il momento di continuare a scrive-re insieme una storia cominciata quasi tre anni fa, ma che soltanto da un anno vede davvero il belga protagonista. Arrivato da svincolato dopo l’esperienza al Benfica, Svilar è alla terza stagione nella Capitale e il suo contratto scade nel 2027, ma il rinnovo non può più attendere. Nel 2022 il portiere ha firmato un quin-quennale sotto il milione di ingaggio e da qualche settimana è iniziata la trattativa con Ghisolfi per prolungare l’accordo. La distanza tra domanda e offerta resta, visto che l’estremo difensore continua a chiedere tra i 4 e i 5 milioni a stagione oltre alle commissioni per l’entourage. Una cifra ovviamente molto lontana dall’ingaggio attuale ma in linea con gli stipendi dei top nel suo ruolo. Svilar è stato, almeno fino a qui, il miglior giallorosso per rendimento in questa stagione e dopo una lunga attesa ora la negoziazione si fa più problematica. L’ottimismo a Trigoria resta alto e questi giorni di sosta per le nazionali potrebbero essere buoni per portare avanti i dialoghi con l’agente del portiere belga che intanto si allena anche nei giorni liberi. Nelle ultime sette gare di campionato i giallorossi hanno subito soltanto due gol e addirittura solo uno negli ultimi sei impegni durante i quali gli ultimi due sono stati clean sheet. Le prestazioni del numero novantanove giallorosso non passa-no certo inosservate tra i tac-cuini delle big europee, proprio per questo il rinnovo è un passo decisivo per scrivere ancora pagine importanti della sua storia alla Roma. Proprio poche ore dopo la vittoria sul Cagliari ha postato un commento col simbolo in-finito accanto ai colori giallo-rossi, chissà se non sia un messaggio di speranza. Non solo l’ex Benfica nei piani di Ghisolfi, che dopo aver chiu-so gli accordi con Pisilli e Paredes sta lavorando anche sul rinnovo di El Shaarawy dato che il contratto del Faraone è in scadenza a giugno. Intanto sul fronte nazionali ha lasciato Trigoria anche Nelsson, convocato dalla Danimarca per i prossimi impe-gni, mentre Manu Koné ha parlato dal ritiro della Francia a «L’Equipe»: «Ho la capa-cità di fare sia il 6, sia 1’8, ma sono un giocatore a cui piace chiamare, avere la palla e re-cuperarla. Francamente, se potessimo creare una posizione “6-8”, sarebbe l’ideale. Mi piace essere in entrambe le zone ed è quello che mi chiede mister Ranieri. Dopo il pa-lo di Empoli non ho dormito. Con Guendouzi ho chiarito subito dopo il debry. Capitolo prestiti: Hermoso si è operato alla spalla dopo l’infortunio contro il Bayern Monaco e resterà a Leverkusen per la riabilitazione che lo terrà fuori fino alla fine della stagione.