Dopo il pareggio contro la Juventus, la Roma tornerà al lavoro già domani a Trigoria, quando i giallorossi inizieranno a preparare la settimana che porterà al derby contro la Lazio. Previsto per martedì, invece, il giorno di riposo.
Autore: FedericoL
Pellegrini di nuovo ko, l’Odissea continua
Fino a venerdì si sentiva benissimo e sperava di giocare titolare. Poi l’incidente, un altro della disgraziata catena di sventure, nella partitella di allenamento: un contrasto duro ancorché involontario, un colpo fortissimo al polpaccio. E il prezzo dell’intensità del lavoro che viene richiesta ai calciatori contemporanei: Lorenzo Pellegrini ieri mattina non è riuscito ad allenarsi a causa del dolore. Ranieri lo ha convocato lo stesso, sperando di portarlo almeno in panchina. Ma è da escludere che possa cominciare la partita contro la Juventus, alla quale teneva tantissimo per tanti motivi. Il capitano della Roma sarà quindi di nuovo Gianluca Mancini. (…) A questo punto dovrà aspettare il derby, altro evento che da capitano sente parecchio, ricordando la sorpresa dell’andata: quando nessuno si sarebbe aspettato di vederlo uscire dalle scalette dell’Olimpico con la fascia sul braccio, ha orientato la sfida a favore della Roma con un gol da fuoriclasse. Certo, la ruota della fortuna dovrà girare prima o poi. In questo campionato, per un motivo o per un altro, Pellegrini ha giocato soltanto 17 volte dal primo minuto. E per 6 volte è rimasto in panchina senza entrare. (…) Pellegrini è molto dispiaciuto per il nuovo inconveniente. Ma conosce abbastanza bene il calcio da capire che gli basterà poco per ribaltare la situazione: a prescindere da Roma-Juve, restano sette partite per recuperare la centralità tecnica perduta. La prima, contro la Lazio, arriva proprio nel momento giusto. Non rimandabile.
Di Bartolomei e Re Cecconi: idoli oscurati dal degrado
Oggi pomeriggio alle 18 la Lazio sfida l’Atalanta a Bergamo, mentre in serata la Roma se la vedrà all’Olimpico contro la Juventus. Partite cruciali per la corsa a un posto Champions. Ma da doma-ni comincerà la “settimana santa” che porta al derby di domenica sera. (…) E allora diventano intollerabili anche “piccoli” guasti. Succede che passeggiando in un’area verde della città, risvegliata dai colori caldi della primavera, alzando gli occhi al cielo lo sguardo si posi su quello che deve essere un tributo a due grandi campioni e che invece diventa simbolo di degrado. A Villa Lais, quartiere Tuscolano, due viali sono dedicati alla memoria di Agostino Di Bartolomei e Luciano Re Cecconi, rispettivamente il capitano dello scudetto della Roma 1983 e il biondo centrocampista della Lazio tricolo-re nel ’74. Ragazzi che il destino tra-vestito da colpo di pistola ha strappato alla vita tropo presto, ma che sono rimasti per sempre nella me-moria della città. Le targhe toponomastiche, però, sono diventate illeg-gibili per intemperie e smog. (…)
(Il Messaggero)
A spallate col cielo
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Fai 4 punti nelle prossime due partite, ma vinci quella con la Juve». Ora, io me li prendo 4 punti (ma va?), però la cosa scandalosa è che accetterei pure la ripartizione. Chiedo scusa a tutti quelli che mi conoscono e che sicuramente deludo (ma infatti, prima vinciamo questa poi vedemo), ma per me che Roma-Juve dopo il cosiddetto derby (a parte gli Anni 80, solo perché gli altri non c’erano) è stata sempre la “seconda” partita da cercare quando escono i calendari, stavolta è la prima. E non solo perché si gioca, adesso, stasera. Ora. Eccola. Forza Roma segna per noi… Cantate. Questa partita è veramente un toc toc alle porte del paradiso e fino a un paio di mesi fa non solo stavamo all’inferno, ma (…) Se vinci superi la Juve che quando tu, cioè noi, stavamo all’inferno, cioè, anzi, eravamo atei, stava giocando una partita per vincere lo Scudetto. Altro che metaverso e stupido mondo al contrario. Vincere, Roma mia, restituirebbe almeno una carezza al cuore dei tuoi romanisti che quest’anno – ma in fondo quando no? – è stato più che messo alla prova, bocciato e rimandato a settembre già mesi fa. Almeno una carezza di tutte quelle che ti sei presa in faccia la sera con l’Athletic Bilbao dallo sventolio di quelle bandiere così intenso, immenso, raro, persino “strano” che a fissarlo sembrava fatto all’intelligenza artificiale. Invece era cuore. (…)
Prima il campo poi l’allenatore
Roma-Juve è una bella sfida, un classico d’altri tempi, speriamo uno spettacolo all’altezza del pubblico dell’Olimpico, che quest’anno ha contribuito molto alla ripresa dei colori giallorossi. Eravamo sull’orlo di un burrone e Ranieri ci ha riportato in strada, però anche l’Olimpico ha contribuito, con i nostri cuori e le nostre voci. (…) Inaspettato, se si pensa ai dolori dell’autunno, dopo l’esonero di De Rossi, eppure il calcio è legato a episodi e cicli e il ciclo Ranieri resterà, in ogni caso, memorabile. Mancano gli spunti, le occasioni per divertirsi e parteggiare? Direi di no e sono contento che la partita di oggi sia seguita, a stretto giro, dal derby prossimo, così la smetteremo per un po’ con lo stupido e inutile gioco del toto-allenatore. Ne arriverà certamente uno e con tutto quello che abbiamo visto finora, è inutile la valutazione preventiva, buono o cattivo ci penseranno i Friedkin. Invece queste ultime 8 gare saranno molto importanti per valutare la qualità, dei giocatori. (…)
(Il Messaggero)
Daniel Fonseca: “Ranieri, merita di concludere in bellezza. Segna Paredes”
GASPORT – Il doppio ex di Roma-Juventus, Daniel Fonseca, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo a poche ore dal big match dell’Olimpico. Queste le sue parole: “Questa super sfida la vorrei giocare con la Roma. Ranieri è stato un secondo papà per me e sfidare la Signora con L’Olimpico pieno è una sensazione pazzesca, adrenalina pura. Vincerà la Roma perché Claudio merita di concludere in bellezza una rimonta incredibile. Nessuno si sarebbe immaginato una risalita del genere, ma io sì”.
Perché?
“Perché conosco Ranieri dal 1990, quando mi volle a Cagliari e all’inizio mi difese contro tutti. Era il mio primo anno in Italia: non segnai per sei mesi e mi volevano rimandare in Uruguay”.
Eppure…
“Claudio credeva in me e lo diceva pubblicamente. A gennaio ho segnato una doppietta alla Sampdoria, con un gol in rovesciata, e da quel momento non mi sono più fermato e ci siamo salvati contro ogni pronostico. Poi Ranieri mi ha voluto al Napoli e c’era lui in panchina la sera della mia cinquina al Valencia. Claudio e Mazzone sono gli allenatori a cui sono più legato”.
Ha mai visto Ranieri arrabbiato?
“Certo, ma sempre con classe. Io all’inizio lo facevo infuriare con le mie finte sudamericane davanti al portiere. Aveva ragione lui: quando ho imparato a farne una in meno, e a calciare in porta, avete visto i risultati… Ranieri è un maestro, ma non credo che sia sottovalutato: chi capisce di pallone lo considera un grande allenatore. La sua forza è l’equilibrio: non lo perde mai, nel bene e nel male. La bacchetta da mago non l’ha usata solo a Roma”.
(…)
Chi decide Roma-Juventus?
“Punto sul gol dell’ex di Paredes. Nella Juventus ho un debole per Yildiz, è turco ma sembra sudamericano. Ha dei colpi che mi ricordano Francescoli”.
(…)
ROMA-JUVENTUS: le probabili formazioni dei quotidiani. Celik ed El Shaarawy dal 1′, dubbio in mezzo al campo
Prima di otto finali per la Roma, che contro la Juventus prosegue la sua rincorsa Champions. Mister Ranieri recupera Celik, che andrà a completare il reparto difensivo insieme a Mancini e Ndicka davanti a Svilar. Sulla destra in vantaggio El Shaarawy con Angelino dall’altra parte. In mezzo al campo Paredes, Cristante e Kone. In attacco pronta la coppia Dovbyk-Soulè. Qualora Ranieri optasse invece per i due trequartisti alle spalle della punta, in campo Baldanzi al posto di Cristante.
LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Cristante, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Dovbyk.
CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Soulè, Cristante, Paredes, Konè, Angelino; El Shaarawy, Dovbyk.
IL MESSAGGERO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Cristante, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Dovbyk.
CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Pellegrini, Dovbyk.
IL TEMPO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Baldanzi, Dovbyk.
IL ROMANISTA – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Soulè, Cristante, Paredes, Konè, Angelino; Pellegrini, Dovbyk.
Svilar-Di Gregorio: già 12 partite senza subire gol
Appena fuori dalla Champions si trovano Juventus e Roma, rispettivamente quinta e sesta in classifica, figlie di due stagioni diametralmente opposte come andamento. Entrambe, però, vantano un primato condiviso dopo 30 giornate; sono infatti loro i portieri che sono riusciti a mantenere più volte la propria rete inviolata in stagione, a quota 12. Mile Svilar e Michele Di Gregorio. Oggi potranno addirittura staccare il terzo collega in coabitazione sul primo gradino del podio, finterista Yann Sommer che ieri a Parma ha incassato due gol. (…) Per esempio, in campionato soltanto Sergej Milinkovic-Savic del Torino (75,2%) vanta una percentuale di parate più alta di Svilar (74,8%) e Mile ha più volte messo la firma sulla striscia aperta di sette vittorie di fila che ha rilanciato la Roma d’Europa. O, ancora, se si aggiunge Mattia Perin (oggi assente) al conto, i clean sheet bianconeri lievitano fino a 15 in 30 match. E gli hfghlights sono disponibili per tutti su YouTube per godersi le prodezze dei due. Buona visione.
(gasport)
Soulé è rinato, Yildiz cerca il primo bis
Aprile 2023, per soli otto minuti, Matias Soulé e Kenan Yildiz hanno giocato fianco a fianco in bianconero. Quella Juventus era la Next Gen di Massimo Brambilla – con Dean Huijsen al centro della difesa e Nicolò Savona in panchina – e la seconda squadra della Signora, in quel match, aveva finito per arrendersi al Vicenza nel ritorno della finale di Coppa Italia di Serie C. (…) Eccoli qua, ora, entrambi, quota di classe e di estro di Roma e Juventus che si preparano ad affrontarsi nella corsa a ostacoli verso la Champions League, da protagonisti. Matias sta avendo molto più spazio ora che Paulo Dybala ha finito la stagione anzitempo per infortunio e nell’ultimo mese si è esibito in due reti e un assist, mentre Kenan è parso immediatamente rinvigorito dal cambio di allenatore e alla prima stagionale di Igor Tudor ha deciso il match con il Genoa con l’unico gol della partita. A proposito, in carriera non ha mai segnato in due partite di fila in campionato: trequartista nel 3-4-2-1, questa volta affiancato da Nico Gonzalez e non da Teun Koopmeiners, in panchina, cercherà il primo “bis” della sua promettente storia di calcio.
(gasport)
Koné e Thuram. Classe in mediana e ripartenze
No, lasciate perdere le treccine. Manu Koné e Khephren Thuram non condividono – solo – quelle. Figli della stessa epoca d’oro del calcio francese che conquistava il mondo con i classe 1993 e che ancora oggi non ha più smesso di sfornare talenti, i centrocampisti di Roma e Juventus sono coetanei e pertanto si sono conosciuti sin da teenager condividendo le tappe principali della loro sfida chiave per la Champions. (…) Tra i due, l’uomo di Claudio Ranieri -seguito anche dalla Signora ai tempi del Borussia Monchengladbach – pare essere un passo avanti rispetto all’avversario in quanto a esperienza e in parte questo è dovuto alla fiducia che Didier Deschamps ripone in lui. Il selezionatore dei Bleus lo ha convocato per la prima volta lo scorso settembre, ma già per quattro volte lo ha schierato titolare nonostante l’incredibile concorrenza. Thuram ha invece assaggiato la nazionale ai tempi del Nizza per una sola partita, poi la “quota treccine” è passata a Manu. Però fidatevi, i due non si somigliano – solo – per quelle.
(gasport)