Atalanta, Palladino: “Roma e Como? Risultati positivi per noi, ma non dobbiamo guardare in casa degli altri”

Raffaele Palladino, allenatore dell’Atalanta, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della piattaforma streaming in seguito alla vittoria per 0-3 in casa del Lecce. Successo importantissimo per la Dea, che si porta a un solo punto di distanza da Roma e Juventus e la Champions League è lontana cinque lunghezze. Ecco le parole del tecnico dei bergamaschi.

PALLADINO A DAZN

Vi siete caricati dopo lo 0-0 del Como contro l’Udinese?
“I risultati di ieri sono stati positivi per noi, anche squadre che si trovano dietro di noi hanno perso punti e anche quelle davanti lo hanno fatto. Il Como ha perso qualche punto, ma non l’ho comunicato alla squadra. Ormai i ragazzi con i telefoni vedono tutte le notizie, ma io ho cercato di farli rimanere concentrati. Dobbiamo pensare a noi stessi senza guardare in casa degli altri. Ho chiesto alla squadra di finire questo percorso dando tutto e mi piacerebbe guardare i calciatori negli occhi all’ultima giornata dopo aver dato tutto. Vedremo quale sarà la nostra posizione in classifica”.

Serie A, dominio Atalanta in casa del Lecce: la Dea vince 0-3 e si porta a -1 da Roma e Juventus

Alle ore 15 è andata in scena la partita tra Lecce e Atalanta, valida per la trentunesima giornata di Serie A, e si è conclusa con un secco 0-3 per gli ospiti. Dominio totale degli uomini di Palladino, che sbloccano la gara al minuto 29 con lo slalom di Scalvini e chiudono la pratica nella ripresa con le reti di Krstovic e Raspadori. Vittoria fondamentale per la Dea, che sale a 53 punti e si porta a -1 dalla Roma sesta e dalla Juventus quinta (che però ha una partita in meno): il Como quarto, invece, è lontano cinque lunghezze. Il Lecce, invece, è diciottesimo a quota 27 e ha gli stessi punti della Cremonese attualmente salva.

Mancini: lesione all’adduttore della coscia destra. Out 2/3 settimane

Brutte notizie per Gian Piero Gasperini, il quale dovrà fare a meno di Gianluca Mancini in vista delle prossime partite. Il difensore centrale, uscito all’intervallo durante il match contro l’Inter per un problema muscolare, si è sottoposto questa mattina agli esami strumentali ed è emersa una lesione all’adduttore della coscia destra: il giocatore dovrà rimanere ai box per 2/3 settimane, motivo per cui salterà le partite contro Pisa e Atalanta ed è in forte dubbio per la gara contro il Bologna.

11 sconfitte in 31 giornate di Serie A alla prima stagione con la Roma: solo Luis Enrique peggio di Gasperini

Ripartenza horror della Roma dopo la sosta per le nazionali. I giallorossi perdono 5-2 a San Siro contro l’Inter e restano al sesto posto in classifica con 54 punti: la corsa Champions diventa sempre più complicata, dato che il Como quarto è a +3 e ha anche una partita in meno. Come riportato dal portale di statistiche, prima di Gian Piero Gasperini l’unico altro allenatore della squadra capitolina con almeno 11 sconfitte nelle prime 31 giornate di Serie A (a partire dall’era dei tre punti a vittoria), era stato Luis Enrique nella stagione 2011/12 (il tecnico spagnolo ne mise a referto 12).

VIDEO – Gasperini: “Difficoltà? L’importante è guardare sempre avanti e rialzarsi quando perdi”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro l’Inter, valido per la trentunesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sul modo in cui si possono superare le difficoltà: “Il calcio è sempre così: in tutte le squadre ci sono momenti diversi. È una bella scuola di vita il calcio, perché ti insegna a perdere e a non esaltarti troppo quando vinci. Non c’è nulla di diverso rispetto a questo. Quello che conta davvero è la capacità di guardare sempre avanti, migliorarsi nelle difficoltà e di rialzarsi quando perdi. È ciò che vale nello sport, ma anche nella vita”.

VIDEO – Gasperini sulla Champions: “Vorremmo raggiungerla soprattutto per il beneficio economico che porterebbe al club”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro l’Inter, valido per la trentunesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sull’importanza di entrare in Champions League soprattutto dal punto di vista economico: “Sono argomenti dei quali si parla e che sicuramente condizionano moltissimo la prossima stagione, indipendentemente da come finirà questo campionato. È chiaro che tutti ci auguriamo di raggiungere la Champions, soprattutto per il beneficio economico che porterebbe alla società. Allo stesso tempo, il club sta già ragionando su ciò che dovrà fare in futuro: è evidente che alcune situazioni ereditate dalle precedenti gestioni stanno arrivando a un momento che pesa e che porterà la Società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro”.

VIDEO – Gasperini: “Io come ct della Nazionale? In questo momento vengono fatti i nomi di tutti…”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro l’Inter, valido per la trentunesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sulle voci che lo hanno accostato alla panchina della Nazionale in seguito all’addio del commissario tecnico Gennaro Gattuso: “È un momento in cui vengono fatti i nomi un po’ di tutti, ma il discorso è quello che dicevo prima: non riguarda semplicemente una posizione. Il problema è più ampio e riguarda un riassetto complessivo, una nuova visione per riportare il nostro calcio, i nostri giovani e i nostri ragazzi a un certo livello. Questo è molto più importante che decidere il nome del commissario tecnico”.

Primavera, ATALANTA-ROMA 2-1: i giallorossi mancano il sorpasso al Parma capolista

Brutta sconfitta per la Roma Primavera di mister Guidi. I giallorossi, infatti, si fanno rimontare dall’Atalanta dopo l’iniziale vantaggio di Seck al 19′. Poco prima dell’intervallo la pareggiano gli orobici con la rete di Baldi. Nell ripresa il gol di Camara che decide la sfida, con i giallorossi che falliscono anche un calcio di rigore con Almaviva. Un ko che brucia e che non consente alla Roma di superare il Parma capolista, ora a +2 dai giallorossi. Ora la squadra di Guidi dovrà guardarsi anche dal ritorno di Fiorentina e Cesena.

IL TABELLINO

ATALANTA: Anelli; Arrigoni, Ramaj, Rinaldi, Isoa, Leandri; Artesani, Pedretti, Belli; Baldo, Camara.
A disp.: Leto, Galafassi, Cakolli, Cojocariu, Valdivia, Mungari, Gasparello, Bono, Aliprandi, Mouisse, Frascolla.
All.: Bosi.

ROMA: De Marzi; Mirra, Seck, Nardin; Lulli, Di Nunzio, Bah, Cama; Almaviva, Maccaroni; Arena.
A disp.: Kilvinger, Marchetti, Litti, Della Rocca, Arduini, Belmonte, Morucci, Scacchi, Terlizzi, Panico, Carlaccini.
All.: Guidi.

Arbitro: Guitaldi. Assistenti: Marchese – Cavalli.

Marcatori: 19′ Seck, 45′ Baldi, 6’ì Camara


LA CRONACA DELLA PARTITA

Secondo tempo

78′ – Ci prova da fuori Di Nunzio su assist di Belmonte, para Anelli.

60′ – Vantaggio Atalanta. Baldo lancia Camara, il quale riesce a infilarsi tra Seck e Mirra, dribbla De Marzi e realizza il 2-1 poco dopo il rigore sbagliato da Almaviva.

56′ – Almaviva s’incarica della battuta, incrocia il tiro ma Anelli respinge.

55′ – Rigore per la Roma! Combinazione nello stretto tra Maccaroni e Arena, tiro di quest’ultimo diretto in porta e deviato con il braccio largo da Isoa.

45′ – Al via la ripresa

Primo tempo

45’+1′ – Fine primo tempo.

45′ – Pareggio dell’Atalanta: Camara tira, De Marzi respinge e sulla ribattuta si avventa Baldo che sigla la rete dell’1-1 da pochi passi.

43′ – L’Atalanta si riaffaccia in avanti con Pedretti, ma la sua conclusione viene mandata in angolo da un’ottima chiusura di Nardin.

30′ – Poche emozioni in questa fase del match.

19′ – ROMA IN VANTAGGIO! Calcio d’angolo battuto da Almaviva e grande colpo di testa di Seck, il quale buca il portiere avversario e segna lo 0-1.

18′ – Ancora Atalanta pericolosa: questa volta è Artesani a sfiorare l’1-0, ma il colpo di testa sfiora il palo della porta difesa da De Marzi.

13′ – Atalanta vicino al vantaggio: cross di Arrigoni per il colpo di testa di Ramaj, ma la sua girata termina di poco al lato.

1′ – Al via il match.

Genoa, De Rossi: “Con Spalletti gli anni più belli. Io come Mazzone? Se faccio gol vado sotto la curva della Juve…”. La risposta del tecnico: “È uno dei miei figli calcistici”

Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dal match contro la Juventus, in programma lunedì alle ore 18 all’Allianz Stadium. Tra i vari temi trattati DDR si è soffermato sull’amicizia con Luciano Spalletti, suo tecnico ai tempi della Roma. Ecco le sue parole: “Spalletti è stato importante per me come allenatore, sono stati gli anni più belli della mia carriera, ma anche come persona e faccio ancora fatica a vederlo come un mio ex tecnico, piuttosto lo inquadro nella sfera quasi familiare della mia vita. Come una persona amica che mi ha lasciato tanto”.

Il paragone con Mazzone?
“Se faccio gol vado sotto la curva della Juve (ride, ndr). Io ho esordito come raccattapalle proprio quando Mazzone allenava la Roma e la sua squadra trascinava lo stadio e per me è un onore essere accostato a lui”.

E nella conferenza stampa di vigilia di Juventus-Genoa, Luciano Spalletti ha risposto alle parole al miele di De Rossi: “È sicuramente uno dei miei figli del calcio, gli voglio bene come credo lui me ne voglia. Penso di essergli rimasto qualche volta sulle scatole come potrebbe essere un padre. Penso che sia uno di quei allenatori che caratterizza la squadra, non è solo un tecnica. Questo è il Genoa di De Rossi: l’ha creato a sua misura perché si vedono sue caratteristiche di quando giocava”

Conferenza stampa, Chivu: “Alla Roma Gasperini ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mai visto una gogna mediatica come dopo Inter-Juve”

Cristian Chivu, ex giocatore della Roma e attuale allenatore dell’Inter, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro la sua ex squadra. La partita andrà in scena domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro e il tecnico ha risposto alle domande dei cronisti riguardanti la sfida.

Come arriva la squadra?
“Arriva dopo la sosta, chi è rimasto qua si è goduto anche di un po’ di riposo e poi in allenamento ha fatto dei bei carichi. Poi ci sono i nazionali che hanno staccato un po’ dopo gli ultimi mesi di gruppo squadra. Purtroppo alcuni non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo e il loro desiderio: ma sono tornati sapendo che ci aspetta un finale impegnativo, dobbiamo essere pronti ed essere competitivi”.

Preoccupato dalla condizione mentale degli azzurri? 
“Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano: l’hanno fatto vedere, hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo l’amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cascare: ma quello che conta è la reazione e il carattere per il rispetto di una società che rappresentano e per l’amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l’hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo”.

Il ritorno di Lautaro?
“Per me i risultati fanno parte di una maratona. I drammi con un pareggio si fanno solo all’Inter, non con le altre: fa parte dell’andamento di un campionato in una domenica normale. Volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato: siamo primi e siamo riusciti a mantenere le nostre aspettative soprattutto. A livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l’apporto da dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente”.

Che Roma troverete?
“Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l’ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata”.

Cosa ti senti di dire a questa squadra?
“Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. Parlo anche di Bastoni: io l’ho lasciato in stampelle e poi l’ho trovato in campo con la Nazionale tre giorni dopo. La faccia l’hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n’è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L’ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione”.

Come sta Bastoni?
“Quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Lui in questo momento è dispiaciuto per l’accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l’ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l’amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l’hai messa”.

C’è la sensazione che si aspetti che l’Inter debba perdere il campionato?
“Questo dovete spiegarmelo voi. Io vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che io ho. Per dare un esempio l’episodio post Juve in cui si è creata una gogna mediatica io non l’ho più vista. Finché si tratta dell’Inter e se si dice che ci sono favori allora diventa una gogna mediatica e si mettono squadra, società e giocatori in piazza per tirare i sassi. Ma negli episodi contro nessuno dice nulla. E’ una domanda che devo fare io a voi: noi accettiamo i pensieri esterni sapendo che storicamente in Italia chi è primo è il più odiato da sempre. Ma non vuol dire che noi non manteniamo un livello alto: rappresentiamo una società grandiosa e tifosi meravigliosi. La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell’Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere”.

Si è stupito da Esposito che ha calciato il primo rigore?
“Io gli ho domandato se ha chiesto lui: mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità ad un’età molto giovane con l’importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l’importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E’ un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l’è presa”.

Ti sembra normale che arbitri che non vogliono arbitrare il Napoli possano essere designati per l’Inter?
“Io le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita. Spesso mi chiedete chi gioca e io non rispondo per i tanti dubbi: pensate se comincio a pensare agli arbitri e i varisti, è una cosa che non mi compete e non mi interessa. Mi interessa mettere la miglior formazione e la nostra preoccupazione in campo per essere dominanti e dare sempre il massimo. Questo deve essere il mio lavoro: se analizziamo altri vuol dire che analizziamo i fantasmi e abbiamo paura. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare la squadra ogni domenica al massimo”.

Come ha trovato Thuram? 
“Si parla sempre di lui nelle ultime conferenze: sono contento che abbia segnato in nazionale, è un momento importante anche per la Francia e Deschamps farà fatica a scegliere 7-8 attaccanti. Lui è una costante importante e l’ha dimostrato: si può fare affidamento ad un attaccante di quello spessore. Noi sappiamo il suo valore e la sua qualità: lo è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutarci ed essere decisivo in determinati momenti con gol, assist e il lavoro da fare. Lo vedo molto preoccupato nell’essere focalizzato per farsi trovare pronto”.

Che consiglio ha dato a Bastoni?
“Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: io non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos’è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l’ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità”.