Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dello scontro diretto con l’Atalanta, valido per la trentatreesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sui tanti anni passati a Bergamo e Genova. Le sue parole: “Sicuramente con l’Atalanta è stata una storia lunga, nove anni. Io mediamente sono stato otto anni a Genova e nove anni all’Atalanta, vuol dire che forse non sono proprio una persona così brutta. Che forse lavorare con me tanti anni, certo che in nove anni a volte succedono dei punti di vista diversi, però sempre nei limiti delle cose. Probabilmente succede anche tra marito e moglie”
#Gasperini: "Ho passato 8 anni a Genova e 9 all'Atalanta, forse non sono una persona così brutta…"
Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dello scontro diretto con l’Atalanta, valido per la trentatreesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sul passato all’Atalanta, in particolare sui motivi che lo hanno portato all’addio e il rapporto con Antonio Percassi per tanti anni presidente dei nerazzurri : qui il tecnico si è lasciato andare ad un momento di grande commozione prima di abbandonare la sala sbattendo la porta.
#Gasperini e il rapporto con Antonio #Percassi: il tecnico si commuove e lascia la conferenza 🥹
Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dello scontro diretto con l’Atalanta, valido per la trentatreesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso ha parlato delle dichiarazioni di Ranieri. Le sue parole: “Allora, c’è stata questa intervista di venerdì scorso che ha creato tutta questa situazione in settimana. Per me è stata veramente una sorpresa incredibile, perché non c’è stato mai, dico mai, un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che facevamo magari con altra gente, oppure nei rapporti tra noi due. Quindi è stata una cosa veramente inaspettata. E dico che in tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua. Da quel momento in poi mi sono solamente preoccupato, primo di non rispondere, secondo di cercare di, anche se involontariamente sono coinvolto, non creare nessun tipo di danno, nessun tipo di difficoltà alla squadra, principalmente, e anche nel rispetto del pubblico. C’erano 60.000 persone, ce ne saranno magari 30.000, forse anche di più domani, che vengono allo stadio per vedere la partita, una partita importante, di livello, dove noi abbiamo ancora delle chance per poterci giocare. E credo che la cosa importante sia questa“
#Gasperini: "Veramente inaspettate le parole di Ranieri. Non voglio creare danni alla squadra e ai tifosi"
Nella giornata di ieri è andato in scena al Salaria Sport Village il match tra Boreale e Bisceglie, valido per il ritorno della semifinale di Coppa Italia Eccellenza, e si è concluso con la vittoria degli ospiti per 7-8 dopo i calci di rigore. A sorpresa, in tribuna era presente il centrocampista della Roma Manu Koné, il quale era lì per fare il tifo per il suo amico Axel Traoré in forza al Bisceglie. Al termine della partita il club pugliese ha scherzato su Instagram e ha invitato il calciatore giallorosso ad assistere alla finale a Teramo: “In tanti hanno visto Manu Koné sugli spalti per Boreale-Bisceglie e subito sono partite le fantasie… La verità? Molto più semplice: era al Salaria per seguire il suo amico Axel Traoré, protagonista in nerazzurro. E visto che ha pure portato fortuna… lo invitiamo ufficialmente a Teramo per la finale?”.
Domani alle ore 20:45 andrà in scena allo Stadio Olimpico l’attesissima sfida tra Roma e Atalanta, scontro diretto valido per la trentatreesima giornata di Serie A. Come annunciato dalla società giallorossa tramite un comunicato, sono attesi oltre 60.000 spettatori e i cancelli dell’impianto apriranno alle 18:45.
Ecco la nota: “Meno 5 alla fine del campionato. Sabato alle 20:45 all’Olimpico è in calendario Roma-Atalanta, 33a giornata di Serie A. Sarà una delle sfide più importanti della nostra stagione.
Un risultato positivo ci permetterebbe di allungare contro una diretta concorrente per un posto in Europa.
L’Olimpico, che ha sempre fatto la differenza in questa stagione – con la propria voce e vestendosi completamente di giallorosso – scenderà in campo assieme alla nostra squadra.
Sugli spalti saremo più di 60 mila per spingere la Roma in questo big match.
Chi non avesse ancora acquistato un biglietto può farlo adesso: ci sono ancora dei tagliandi disponibili!
Tutte le info
I cancelli dell’Olimpico apriranno alle 18:45. Come sempre, il consiglio è quello di arrivare almeno 90 minuti prima del fischio di inizio, per godersi ogni momento di questo match.
Dalle 17:45, e fino al fischio d’inizio, ci si potrà recare per ogni necessità al box 4 di via Nigra. In alternativa, sempre a partire dalle 17:45, ci si potrà rivolgere al Contact Center AS Roma o via telefono (06.89386000), o per mail oppure compilando il form.
Biglietto digitale: cosa sapere
Ecco cosa è possibile fare con il proprio biglietto/abbonamento, da quando nel corso di questa stagione il Club ha introdotto il digitale come unica modalità di accesso allo stadio.
Caricare il titolo sul proprio Wallet su smartphone Android o iOS
Solo per gli abbonamenti Plus/Classic extra, rivendere il proprio posto sulla piattaforma ufficiale del club disponibile sull’app “Il Mio Posto”
Non è invece consentito:
Effettuare screenshot del biglietto/abbonamento per cederlo a terzi
Rivendere il biglietto/abbonamento su piattaforme alternative, nemmeno a un prezzo inferiore a quello di acquisto
Ricordiamo che è sempre attivo il form per segnalare direttamente alla società gli abusi sul fenomeno del Secondary Ticketing, che riguarda biglietti e abbonamenti della Roma.
Qualsiasi anomalia o gestione poco chiara nella vendita, sarà immediatamente interrotta. Come già è stato fatto dal Club in qualche caso portato all’attenzione dai tifosi attraverso questo form.
Diventa protagonista sui maxi-schermi dell’Olimpico
Mostra a tutti come sostieni la tua squadra del cuore in questo match così importante! Scatta un selfie con un capo d’abbigliamento giallorosso e invialo visitando la pagina fanselfie.me/asroma oppure inquadrando il QR code che sarà mostrato sabato sui maxi-schermi.
Noi lo trasmetteremo allo stadio durante il prematch enell’intervallo della partita!
La maglia matchday
Lo Store su viale delle Olimpiadi per questa partita sarà chiuso a causa dei lavori relativi agli Internazionali d’Italia, mentre dal momento dell’apertura dei cancelli sarà a disposizione il Trailer Store nel piazzale d’accesso della Tribuna Monte Mario.
In questa area sarà possibile acquistare materiale ufficiale giallorosso, compresa la maglia matchday dedicata a Roma-Atalanta. Durante il prepartita e l’intervallo, Romolo ne lancerà alcuni esemplari in tribuna: provate a conquistarne una al volo!
Nuova partita, nuova playlist
In questa stagione la playlist musicale allo Stadio Olimpico è sempre diversa e ispirata ai più popolari successi di questo primo quarto di secolo per compiere un viaggio a ritroso nel tempo partita dopo partita.
In attesa del fischio d’inizio di Roma-Atalanta ascolteremo i brani “best of 2004” oltre a tutti i nostri inni!
L’inno in Lingua dei Segni
Grazie al contributo offerto da Toyota Motor Italia e KINTO,e al supporto di un pool di interpreti di tutte le età facenti parte della community giallorossa e del “Gruppo Sordi Romanisti”, anche in questa stagione l’inno del Club (oltre alle conferenze stampa pre-match di campionato) sarà trasmesso allo Stadio Olimpico tradotto nella Lingua dei Segni per favorire l’inclusione di tutti i tifosi giallorossi.
“Food for the Community”
Prosegue anche per questa partita “Food for the Community”, l’iniziativa dell’AS Roma con la Caritas diocesana di Roma per raccogliere le eccedenze alimentari delle aree hospitality dello Stadio Olimpico da destinare alle comunità più fragili della Capitale.
“Unstoppable – Superiamo gli Ostacoli”
Anche per questa stagione è attivo “Unstoppable – Superiamo gli Ostacoli”, il servizio dedicato ad agevolare il trasferimento allo Stadio dei tifosi giallorossi con disabilità motoria che necessitino di carrozzina.
KINTO, Brand Globale di Mobilità del Gruppo Toyota e Mobility Service Provider dell’AS Roma, fornirà per tutte le gare casalinghe una flotta di veicoli Toyota adatti al trasporto di persone con disabilità motoria.
Grazie alla collaborazione con la Protezione Civile Arvalia, che sostiene l’iniziativa fin dal 2022, alcuni volontari si occuperanno del trasferimento dei tifosi allo stadio e del loro rientro alle abitazioni, assistendoli anche nel corso della partita.
Le prenotazioni potranno essere effettuate dalle ore 9:00 alle ore 18:00 (ed esclusivamente entro le ore 14:00 il giorno prima della gara) da tutti i tifosi in possesso di un biglietto o di un abbonamento.
La “Quiet Room” per tifosi con disturbi sensoriali
Anche in questa stagione l’AS Roma ha previsto uno spazio in Tribuna Monte Mario dedicato ai tifosi con disturbi sensoriali grazie al supporto di Sport e Salute.
Nella “Quiet Room” è possibile vivere l’emozione della partita lontano dalla folla, dai rumori forti, dalle luci intense e da altri stimoli che potrebbero risultare difficili da gestire, vivendo così un’esperienza unica e rilassante.
Tribuna Tevere (persone con disabilità non deambulanti): gli spettatori muniti di regolare permesso e in possesso di abbonamento/biglietto Tribuna Tevere Disabili (tariffa Persona con disabilità non deambulante + accompagnatore) possono parcheggiare presso lo Stadio dei Marmi. I posti sono limitati e disponibili fino a esaurimento.
Tribuna Monte Mario (persone con disabilità non deambulanti): gli spettatori muniti di regolare permesso e in possesso di abbonamento/biglietto Tribuna Monte Mario Disabili (tariffa Persona con disabilità non deambulante + accompagnatore) possono parcheggiare presso viale dei Gladiatori. I posti sono limitati e disponibili fino a esaurimento.
Altre tipologie di disabilità: per gli spettatori con differenti disabilità è disponibile un parcheggio in viale Alberto Blanc. Inoltre, un quantitativo aggiuntivo di posti riservati sarà gestito presso lo Stadio dei Marmi e su Viale dei Gladiatori. I posti sono limitati e disponibili fino a esaurimento”.
Domani alle ore 20:45 andrà in scena allo Stadio Olimpico l’attesissimo scontro diretto tra Roma e Atalanta, valido per la trentatreesima giornata di Serie A. I giallorossi sono sesti in classifica con 57 punti e la Juventus quarta dista tre lunghezze, mentre la Dea è settima a quota 53. Oggi, giornata di vigilia della partita, Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza direttamente dalla sala stampa del “Fulvio Bernardini” di Trigoria. Le sue parole:
Gasperini prende la parola: “Allora, c’è stata questa intervista di venerdì scorso che ha creato tutta questa situazione in settimana. Per me è stata veramente una sorpresa incredibile, perché non c’è stato mai, dico mai, un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che facevamo magari con altra gente, oppure nei rapporti tra noi due. Quindi è stata una cosa veramente inaspettata. E dico che in tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua. Da quel momento in poi mi sono solamente preoccupato, primo di non rispondere, secondo di cercare di, anche se involontariamente sono coinvolto, non creare nessun tipo di danno, nessun tipo di difficoltà alla squadra, principalmente, e anche nel rispetto del pubblico. C’erano 60.000 persone, ce ne saranno magari 30.000, forse anche di più domani, che vengono allo stadio per vedere la partita, una partita importante, di livello, dove noi abbiamo ancora delle chance per poterci giocare. E credo che la cosa importante sia questa. E quindi gradirei veramente che parlassimo di questo, anche perché non sono intervenuto durante tutta la settimana, avrei voluto cercare di impedire tutto questo, ma è stato impossibile da parte mia. E quindi da oggi vorrei veramente che parlassimo di calcio, del rispetto per una partita che alla 33esima giornata, una partita dopo tante giornate, dopo un campionato, un percorso che abbiamo giocato insieme. Mi auguro che sia una bellissima partita”
In settimana si è parlato solo dei rapporti interni. Quanto è difficile preparare questa partita?
“Mio malgrado ho subito tutto questo impatto mediatico. Per me e la squadra l’alibi è zero. Domani abbiamo nella testa l’idea di giocare una partita, quindi siamo in un percorso, vicino al rush finale. Partita più importante per noi, ho voluto spostare la concentrzione solo sulla gara. Fondamentale non creare alibi o creare danni alla squadra o ai tifosi. Questo è stato l’unico mio obiettivo”
C’è tensione interna sulla gestione degli infortuni?
“A volte è motivo di confronto e discussione interna, che è normale. Wesley si sente di poter giocare, ha grande generosità, effettua sprint, scatti e tiri. La parte medica considera giustamente che ci sono dei rischi, su questo si è innescato discussione e problematiche. Ma da qui a fare tutto un altro tipo di discorsi ce ne passa. Wesley vuole esserci, magari dall’altra parte si frena. Vedremo entro domani. Se il medico dice no non posso fare nulla, mi sono sempre attenuto alle indicazioni mediche. Non posso forzare delle situazioni. Tutti gli alenatori dipendono dall’ok medico prima di usare un giocatore”
Tutta questa situazione può incidere sulla mente dei giocatori?
“Zero, dobbiamo giocare una partita importante. Nessun alibi. Anzi, semmai un po’ di benzina in più. Credo che la gente lo capisca e sono convinto sosterrà ancora più forte la squadra”
Si sente più vicino o può lontano dalla Roma per la prossima stagione?
“Lei continua a parlare di altre cose, io parlo di partita. Ho già detto non voglio creare problemi e con queste domande lei crea problemi. Faccia una domanda sulla partita”
Chi in attacco?
“Soulè, Malen. La formazione è quella, a parte i giocatori fuori. Non è cambiato niente rispetto alla settimana scorsa se non che abbiamo perso Pellegrini che è un peccato. La rosa è definita. Ci sono El Shaarawy, Zaragoza. Pisilli ha avuto una distorsione alla caviglia ma sembra aver recuperato. Le alternative sono quelle”
Lei aveva detto che la società non gli ha cheiesto la Champions. Secondo lei questo obiettivo può orientare le scelte che verranno prese a fine anno?
“Questo deve chiederlo chiaramente alla società, ma la società in questo è stata sempre molto chiara e devo dire lo è stato anche Ranieri. Io invece ho sempre pensato che noi con molto poco eravamo possibili (da Champions, ndr), e lo siamo ancora. Lo consideravo un obiettivo da subito, da quando sono arrivato, lo consideravo a maggior ragione a gennaio, ma ho sempre spinto in questa direzione per cercare di migliorare la squadra, non per motivi personali, ma perché ho sempre creduto che fosse possibile. E ancora oggi, nonostante tutte le defezioni insomma che abbiamo avuto in questi mesi, perché da fine dicembre in poi abbiamo avuto tutta una serie di defezioni importanti. Fino a quel periodo c’è stato uno standard continuo di squadra, di prestazioni di squadra e di componenti di squadra, non abbiamo mai avuto fino all’andata delle defezioni così continue e così lunghe. Ci sono stati infortuni di Ferguson, ci sono stati infortuni di Dovbyk, però riuscivamo a compensare. A un certo punto, insomma, da gennaio in poi, si è aggiunto Soulé, si è aggiunto Dybala soprattuto, è arrivato Malen. Però ho sempre pensato nella mia testa che noi, anche così, ma con un po’ di idee in più, avremmo avuto ancora più chance. Ma questo rientra nella dialettica dei confronti che si fa in qualunque azienda. E ripeto, non sono mai stati dei toni con Ranieri. Mai stati dei toni così aggressivi come con Ranieri. Adesso siamo qui e giochiamo, giochiamo ancora, nonostante tutto siamo convinti. Domani affrontiamo una squadra molto forte, non solo perché è una diretta concorrente con noi, ma anche per prendere punti alla Juventus e al Como. Anche per loro forse è l’ultima chance, forse non basta neanche. Ma è una squadra che poi ha un passato dietro, cioè, è una squadra che l’anno scorso è arrivata terza, una squadra forte, con una grande rosa, una squadra che ha fatto la Champions. È un ostacolo duro, se lo superiamo io quando ero all’Atalanta consideravo sempre la Roma, un limite, no? Cioè, se noi battiamo la Roma, sicuramente siamo in Europa, probabilmente siamo in Champions. La vedevo sempre in questo modo. Ora che sono da questa parte dico, se noi battiamo l’Atalanta siamo autorizzati a giocare in Champions, meritiamo di giocare la Champions. Paradossalmente adesso sono da questo lato. Ci sono delle squadre che sono, poi è chiaro, c’è l’Inter, la Juve, il Milan, Napoli, che sono sempre state un passo un po’ più avanti. Però questo è il parametro che io mi sono sempre creato. Con l’Atalanta domani così. È una squadra che fa la Champions da anni, una squadra che è costruita con una rosa importante, senza ritornare poi al passato, e quindi la vedo, la vedo in questo modo per la Roma”
Le chiedo secondo lei quanto manca alla Roma e cosa la preoccupa di più eventualmente come programmazione futura.
“Ho detto che esiste questa differenza, ho detto che ho sempre lavorato per cercare di migliorare la mia squadra, ho sempre spinto, ho sempre motivato nel tentativo di migliorare la mia squadra per quelli che sono i miei ideali di calcio. Sono stato chiamato qua per sviluppare una squadra per quelle che chiaramente sono le mie idee di calcio, quindi ho sempre spinto in una direzione di certi tipi di giocatori e questo è sempre stato il mio intendimento, senza altri scopi. La mia intenzione è sempre stata quella di cercare di migliorare la squadra per raggiungere subito, se possibile, non aspettare niente, se possibile subito. Se non ci fossero stati tutti questi infortuni sarebbe stata sicuramente, probabilmente più agevole, però ci proviamo lo stesso. Per me l’obiettivo rimane quello”.
Cosa pensa di questa Atalanta e di Palladino?
“Raffaele l’ho conosciuto quando aveva 17 anni. Poi sono andato a vederlo in una partita di Serie C e poi dopo l’ho allenato prima in Primavera, con la quale abbiamo vinto Viareggio, poi dopo l’ho allenato negli anni a Genova e poi, quando ho iniziato a fare l’allenatore a Primavera. Credo di essere stato a lungo un riferimento anche per lui, ma le tensioni della gara sono normali, anche tra… cioè le tensioni della gara, ognuno tira per la sua squadra, questo mi sembra evidente, poi quando finisce la partita è diverso. Il calcio è calcio, ma è anche giusto che sia così. Io avevo degli amici quando giocavo che ci davano di quelle legnate durante la partita, poi andavamo a cena insieme. Magari ti dai i peggiori insulti, purtroppo l’agonismo è fatto anche di queste situazioni, ma poi deve rientrare tutto nelle leggi dello sport. Le leggi dello sport sono quelle che io non solo affronto con una squadra costruita, io lo sento, la Champions. Sono venuto via da Bergamo che avevo ancora un anno di contratto, con una società che voleva assolutamente allungare il contratto, dove io consideravo che il ciclo si era chiuso perché ritenevo che non fosse più possibile fare da parte mia di più di quello che avevamo fatto. Era giusto che ci fosse qualcun altro. Avrei mantenuto e rispettato il mio contratto, ma avevo già detto da mesi che non avrei più rinnovato. Sono venuto a Roma perché ho visto una possibilità per me straordinaria e, ripeto, sono contento di questa scelta che ho fatto. Sicuramente è stata una storia lunga, nove anni. Io mediamente sono stato otto anni a Genova e nove anni all’Atalanta, vuol dire che forse non sono proprio una persona così brutta. Che forse lavorare con me tanti anni, certo che in nove anni a volte succedono dei punti di vista diversi, però sempre nei limiti delle cose. Probabilmente succede anche tra marito e moglie, non è solo tra chi. Quando si sta insieme tanti anni, si possono tirare fuori 3, 4 episodi, 5 episodi, magari così di scontro. E quanti ne tiriamo fuori di quelli positivi? 50? 150? Si potrebbero tirarne fuori a centinaia. Poi ho fatto questa scelta e sono contento di averla fatta perché secondo me la proprietà non era più in pieno per caso. La considerazione sull’allenatore non era più la stessa, ma questo senza nessun tipo di problema. Constato questo, ho cambiato e ho cambiato dopo la fine del campionato. Quando la società m’ha dato la possibilità di trattare con altre squadre, sennò io andavo avanti ancora un anno.”
Sente che la Roma può alzare l’asticella?
“Sono venuto con quello spirito, poi dopo si vedrà Intanto siamo lì a giocarci queste ultime 6 partite. Quando ho avuto modo di conoscere questa proprietà, ho fatto una scelta anche rispetto ad altre cose. Se riesci a fare bene a Roma, hai una gratificazione importantissima. Sono venuto con questo spirito”
Domani sarà più fattibile rubare palla dall’alto o una costruzione dal basso?
“Queste sono sicuramente due squadre molto simili in questo. Certo, ci sono dei dettagli all’andata, ci sono delle cose all’inizio che per noi erano state molto buone. Dopo abbiamo sofferto molto la loro pressione, soprattutto la loro voglia in quel momento di vincere. Quindi sono due squadre molto equilibrate, lo dice anche la classifica, anche se noi siamo davanti. Sono due squadre che si conoscono, sicuramente. So benissimo che quei ragazzi hanno un nucleo straordinario che garantisce sempre grande competitività, però io sono anche con i miei ragazzi, che hanno avuto uno spirito tutto l’anno strepitoso. Io credo che domani sia veramente una bella partita, una partita molto difficile per entrambe, molto equilibrata. Ecco, questo, mi piace parlare di questo, parlare di questo tipo di scontro. Quindi mi auguro, anzi sono convinto che avremo anche la gente che darà una mano ai nostri giocatori ancora di più per cercare di, perché è una partita non decisiva, cioè decisiva se la perdi, ma se la vinci ti permette di alzare veramente il caso. Abbiamo questo obiettivo che non è quello dichiarato, ma è quello che abbiamo sempre voluto io e tutta quanta la squadra, e ce lo giochiamo. Insieme, insieme ai tifosi che devono pensare alla partita. Mi dispiace di questo perché la gente dovrebbe pensare a sostenere la propria squadra per questa partita”
C’è un qualcosa che ruberebbe dall’Atalanta?
“A Roma c’è tutto, soprattutto nella squadra e anche nell’ambiente esterno c’è veramente tutto per poter far bene, magari con altre caratteristiche. A Bergamo io ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, chiaramente, e una tifoseria, essendo una sola squadra in una città piccola, compatta, unita a quella che è la squadra e a quella che è la società, questo ha creato un clima ideale. Soprattutto la capacità di aver costruito una squadra forte nel tempo, per tanti anni, una prima squadra dove non c’erano solo dei giovani e dei ragazzi che sono stati valorizzati e hanno venduti per merito della società a delle cifre importantissime che hanno reso questa società ricchissima. Pensate solo quest’anno, vendite di Lookman, i Retegui, i Ruggeri, cosa hanno portato oltre le rendite della Champions. È diventata una società ricchissima, ma la capacità anche di questa società di operare, di costruire insieme a me una squadra, dove c’era però dei giovani, c’era Gomez, c’era Zapata, c’era Ilicic, c’era De Roon, è arrivato a un certo punto Kolasinac, cioè c’è un nucleo molto forte che è andato avanti per anni. E poi è stato sostituito poi da Ederson, integrato da Lookman, Scamacca, cioè è cambiata molto, ma c’è stato sempre un nucleo di muscoli, fortissimo non solo di ragazzini e di giovani, ma una squadra forte, che poteva anche poi cambiare con degli introiti per la società straordinaria nel vendere, pensate a Romero, pensate, ma veramente tanti, e reinvestire, facendo utili. L’anomalia dell’Atalanta è stata che per nove anni ha giocato in Europa con le migliori squadre italiane e europee, facendo utili. Questa era la vera anomalia. Facendo utili tutti gli anni, e questa è stata la cosa straordinaria, ma non solo per Gasperini, chiaramente molto per merito di una società capacissima a operare in sintonia con l’allenatore. Poi la proprietà è cambiata, forse anche perché non c’era più il papà con il quale ero più legato”
La Roma sta iniziando a pianificare il mercato in vista della prossima stagione e nelle ultime ore è spuntato un nuovo nome per rinforzare la rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini. Come riportato dal sito dell’emittente televisiva tedesca, il club giallorosso è interessato a Noel Aseko, centrocampista classe 2005 di proprietà del Bayern Monaco e attualmente in prestito all’Hannover. Il ventenne è un pilastro della squadra sassone e ha messo a referto 3 reti e 6 passaggi vincenti in 28 presenze in Zweite Bundesliga (la Serie B tedesca), ma la società bavarese è pronta a riaccoglierlo in estate dopo aver esercitato l’opzione per il controriscatto. Aseko svolgerà la preparazione estiva alla corte di Vincent Kompany, ma sulle sue tracce ci sono diversi club tra cui la Roma: i capitolini hanno chiesto concretamente il giocatore al Bayern Monaco e anche Brighton e Aston Villa lo osservano da vicino. In Germania, invece, piace soprattutto all’Eintracht Francoforte e la valutazione del centrocampista si aggira intorno ai 10/12 milioni di euro.
Sono giorni molto delicati per il calcio italiano e, in attesa delle elezioni del nuovo presidente della FIGC, la Lega Serie A ha deciso di convocare una riunione in via d’urgenza. L’incontro – come si legge dalla nota – si terrà lunedì 20 aprile alle ore 11 presso la sede della Lega a Milano. Ecco il comunicato ufficiale: “L’Assemblea della Lega Calcio Serie A è convocata, in via d’urgenza, per lunedì 20 aprile 2026 in presenza – presso la sede della Lega Calcio Serie A in via Ippolito Rosellini, 4, Milano – alle ore 11.00 in seconda convocazione”.
L’Inter è pronta a rivoluzionare gran parte della rosa in vista della nuova stagione e anche il reparto difensivo subirà dei cambiamenti. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano, il club nerazzurro valuta Oumar Soulet dell’Udinese (che piace a Cristian Chivu) e Tarik Muharemovic del Sassuolo. Il sogno dei tifosi resta però Gianluca Mancini, il quale viene considerato un Marco Materazzi 2.0 per caratteristiche e carattere: il centrale sta trattando il rinnovo con la Roma ma, in caso di mancata qualificazione in Champions League da parte dei giallorossi, potrebbe cambiare aria e l’Inter osserva interessata.
TUTTOSPORT – Giulia Dragoni, calciatrice della Roma Femminile, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermata anche sulla sua avventura con la maglia giallorossa. Ecco le sue parole.
Si aspettava una squadra già pronta per puntare allo scudetto dopo un’estate di profondi cambiamenti? «Siamo riuscite a gestire bene le aspettative e le situazioni nonostante fosse tutto nuovo. E ora speriamo di continuare a farlo fino alla fine…».
Il ritorno a Barcellona è nei suoi piani o sogni? «Il sogno di qualunque bambina cresciuta guardando Messi, Neymar, Alexia o Aitana è quello di giocare nel Barcellona, come potrei dire di no? Ma adesso penso solo alla Roma perché abbiamo obiettivi importanti da raggiungere».