Verso il Parma: ok Malen. Lista d’attesa per gli abbonati

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – La corsa Champions è più viva che mai e la Roma non può che affidarsi a
Malen. Dopo un giorno di gestione, con un lavoro personalizzato che era stato precedentemente programmato, l’attaccante olandese è tornato ad allenarsi in gruppo. E il numero quattordici giallorosso guiderà l’attacco domenica al Tardini con due obiettivi. Portare a casa i tre punti e realizzare il dodicesimo gol in campionato che gli permetterebbe di diventare, insieme a Balotelli, il giocatore acquistato a gennaio ad aver segnato più reti nei primi mesi in Serie A. Continuano ad allenarsi individualmente, invece, Zaragoza e Pellegrini. L’esterno spagnolo è stato fermato da un’infiammazione al ginocchio a ridosso del match con la Fiorentina, mentre il numero sette giallorosso sta recuperando dalla lesione alla coscia destra rimediata con il Pisa. Per Pellegrini appare sempre più complicato strappare una convocazione per domenica. Sarà presente, invece, al derby, sfida che gli ha regalato spesso delle soddisfazioni. Anche Dovbyk non è ancora tornato in gruppo, mentre Gollini si è fermato per un problema alla coscia. Da ieri, intanto, i tifosi hanno la possibilità iscriversi alla «waiting list» per la campagna abbonamenti della prossima stagione. Gli iscritti, che potranno esprimere una preferenza sul settore dell’Olimpico, accederanno alla fase a loro dedicata, che sarà collocata tra quella dei rinnovi e l’eventuale vendita libera.

Gasp a Parma per la Champions Malen c’è, Dybala chiede spazio

Malen sì, Pellegrini e Zaragoza no. A tre giorni dalla trasferta di Parma, domenica alle 18, la Roma ritrova l’unica vera certezza del suo attacco. Nella seduta pomeridiana di ieri a Trigoria l’olandese è tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo: il lavoro personalizzato svolto mercoledì era previsto dal programma di gestione e non ha creato allarmi. (…) Accanto a lui ci sarà Soulé, mentre per la terza maglia in attacco resta vivo il ballottaggio tra Pisilli e Dybala. L’argentino continua ad allenarsi con il gruppo e, dopo i minuti collezionati contro Bologna e Fiorentina, adesso scalpita per una maglia da titolare. Restano invece più indietro Pellegrini e Zaragoza, che anche ieri hanno proseguito con un lavoro individuale. (…) Per il numero 7 giallorosso l’obiettivo realistico è il rientro nel derby con la Lazio – che ancora non ha una data e un orario – oppure nell’ultima giornata contro il Verona. Una gestione prudente, soprattutto in una fase in cui, ogni dettaglio è cruciale. Anche in vista di un possibile rinnovo di contratto.

(La Repubblica)

Gasp e il vertice che ancora non c’è. Ma adesso ha scelta in ogni reparto

Due binari” per la Roma. Li ha indicati Gasperini, alla vigilia della partita con la Fiorentina. Uno è quello che porta al traguardo in campionato, ancora tre stazioni prima dell’arrivo. L’altro va direttamente alla prossima stagione per stabilizzare il club e potenziare la rosa. Fin qui, anche guardando alla classifica, solo il primo prevede l’alta velocità, con i giallorossi protagonisti della volata Champions. (…) Sul secondo, il semaforo rimane rosso, nonostante Gian Piero sia pronto per spingere sull’acceleratore. Vorrebbe mettersi in contatto, già in queste ore, con i Friedkin. (…) Dall’inizio della settimana, con El Aynaoui che ha scontato la giornata di squalifica, ha invece gran parte del gruppo a disposizione. Out solo Pellegrini e Dovbyk, adesso ha per ogni ruolo almeno un alternativa. Da utilizzare i partenza o in corsa. E probabile che Gian Piero, pero, confermi — domenica al Tardini — la formazione schierata contro la Fiorentina. (…) Il Parma e la Roma si specchieranno nel 3-4-2-1. Giusto qualche accorgimento, dunque, senza stravolgere il copione. Pisilli in mediana sembra la certezza delle ultime due partite. (…) Sempre lì, in coppia con il rientrante Koné, ha giocato contro i viola. E questa la coppia preferita del momento, con Cristante più avanti. In teoria c’è da capire se conviene rischiare il diffidato Mancini o risparmiarlo per il derby, giocherebbe Ghilardi, calcoli che di solito non appartengono al metodo Gasp. La partita che conta, del resto, è quella di Parma perché “non abbiamo più margine di errore“.

Corsa a ostacoli

IL TEMPO (L. PES) – Non c’è primavera senza casting. Nelle ultime tre stagioni la Roma ha sempre vissuto i mesi finali con un occhio costante sul futuro. Che siano direttori sportivi o allenatori a Trigoria manca sempre una figura per pianificare anzitempo le mosse dell’avvenire. Questi sono i giorni della ricerca del nuovo ds, seppur Massara sia, di fatto, ancora operativo. Dopo un confronto con Gasperini e una lista di papabili dirigenti a cui affidarsi, la scelta dei Friedkin di approfondire i contatti è ricaduta su due profili attualmente sotto contratto: Manna e D’Amico. Il primo ha due anni a Napoli e con un contratto fino al 2029 e il secondo è a Bergamo (dove ha lavorato con Gasp) dal 2022 e con un’altra stagione garantita. Manna è senza dubbio il nome in pole. I dialoghi con la proprietà di questi giorni sono stati positivi per entrambe le parti. Il dirigente è lusingato dalla proposta giallorossa, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico. Attualmente il suo ingaggio è di 350 mila euro a stagione e i Friedkin sarebbero pronti a garantirgliene circa il triplo. Anche gli americani sono rimasti colpiti in positivo dal giovane ds cresciuto nella Juve, e lo stesso Gasperini, che lo ha conosciuto trattando col Napoli due anni fa, è parte attiva del corteggiamento. Ma c’è un però. E quel però si chiama proprio Aurelio De Laurentiis, presidente notoriamente poco avvezzo a lasciarsi sfilare allenatori e dirigenti da squadre concorrenti. La proprietà infatti, una volta incassato il sì di Manna, dovrebbe poi convincere DeLa a lasciarlo andare. A Napoli il futuro è ancora tutto da decifrare con in ballo anche la posizione di Conte, e non è da escludere che il patron possa chiedere un indennizzo economico per dare il suo ok. C’è anche l’ipotesi, tutt’altro che suggestiva, che da parte della società partenopea possa arrivare un rilancio economico che potrebbe convincere Manna a restare in un club dove si trova bene. A conferma della trattativa in corso con la
Roma anche le parole di Angelo Renzetti, ex presidente del Lugano (dove Manna ha lavorato) ai microfoni di Stile TV. “Credo sia lusingato dalle parole di Gasperini che gli telefona un giorno sì e un giorno no. Mi ha detto che con un adeguamento a Napoli resterebbe perché ha un contratto lì“. Resta sul tavolo anche il nome di D’Amico, che ha avuto anche lui contatti con i Friedkin senza però che la scintilla sia scattata. Nei desideri del dirigente abruzzese sembra esserci infatti ancora il Milan, che lo scorso anno sembrava averlo scelto salvo poi prendere Tare. Anche in questo caso, comunque, ci sarebbe da convincere Percassi a liberare il suo ds. In ogni caso la situazione per i Friedkin resta delicata. La scelta di due profili già sotto contratto rischia di essere un ostacolo non da poco nella selezione dell’erede di Massara. Il rischio è che pur avendo feedback positivi, soprattutto da Manna, non si riesca a trovare la quadra per arrivare alla stretta di mano definitiva. A quel punto il club potrebbe essere costretto a percorrere altre strade. Sullo sfondo restano infatti i nomi di Giuntoli, Paratici, Sogliano e Pradè che per ora però a Houston non avevano convinto. Intanto il tempo passa e Gasperini attende non senza pressioni. Al contrario di quanto dicesse la Goggi a proposito della primavera, la fretta c’è. Eccome.

Assist e gol, il centrocampo alza il tiro. Reparto al gran completo per la volata

Meglio tardi che mai. Gasperini per il finale di stagione si gode tutti i centrocampisti, che sono in gran spolvero. Nelle ultime due vittorie con Bologna e Fiorentina ci hanno messo lo zampino El Aynaoui (gol e assist), Pisilli (gol) e Koné (assist). E rimasto a secco Cristante che però – nonostante finisca ciclicamente nell’occhio del ciclone – è sempre al suo posto. In campionato ha saltato una sola gara per squalifica e se giocherà le ultime tre raggiungerà Masetti al decimo posto dei giocatori con più presenze nella storia della Roma (364). L’exploit più grande lo ha avuto Pisilli che da gennaio ha cambiato marcia. Quattro le reti stagionali (più di Dovbyk e Dybala) e nel giro di pochi mesi e passato da possibile partente a titolare fisso. (…) Anche lui come altri è nella lista dei giocatori che possono dare una mano ai conti della Roma. Cederlo entro il 30 giugno significherebbe plusvalenza piena poiché è un prodotto del settore giovanile, ma a Trigoria nessuno vorrebbe privarsene. Domenica tornerà El Aynaoui dopo un turno di squalifica, ma si siederà in panchina. A Bologna una delle migliori prestazioni stagionali dopo un periodo di black out. (…) Dopo quaranta giorni di stop è tornato anche Koné e con la Fiorentina ha fatto subito capire quanto sia pesata la sua assenza. (…) In generale i centrocampisti tra reti (7) e passaggi vincenti (9) hanno contribuito al 30% delle marcature in campionato (16 su 52). Manu è tra i giocatori in vetrina e non è un mistero che può essere un altro sacrificato eccellente per rispettare i paletti del FFP.
L’Inter è pronta ad un nuovo assalto e su di lui ci sono anche Newcastle e PSG. Gasp, però, prima vorrebbe parlare con la società e soprattutto capire chi sarà il nuovo ds. D’Amico piace e i due hanno avuto un lungo colloquio all’Olimpico prima di Roma-Atalanta, una chiacchierata per ricordare i vecchi tempi e non solo. Più distanti Giuntoli e Paratici. Capitolo Manna: anche lui avrebbe l’ok di Gasperini ma il contratto fino al 2029 è un ostacolo. Inoltre, il rapporto con De Laurentiis è solido e in caso di adeguamento potrebbe rimanere. Guadagna attualmente 300.000 euro più bonus, la Roma ne potrebbe mettere sul piatto almeno il doppio ma la fumata bianca è tutt’altro che vicina.

(Il Messaggero)

Un finale mai visto

Il “mai visto” si chiama Champions; si chiama anche fare ciò che sarebbe necessario ora, vincere le ultime tre. Dan Friedkin, dal giorno in cui è diventato proprietario della Roma (17 agosto 2020), ha vinto una Conference League nel 2022, ha disputato una finale di Europa League, ma non ha mai avuto il piacere di arrivare nelle prima quattro posizioni in campionato. La sua Roma è arrivata una volta settima (con Fonseca), tre sesta (MourinhoDe
Rossi
) e una quinta (De Rossi, Juric e Ranieri). Ora con Gasp ha la possibilità di scrivere un finale, appunto, “mai visto”. Gasperini (…) è il primo a crederci: Parma, il derby e Verona, sono gli ultimi ostacoli. Per toccare il quarto posto, non si può prescindere da nove punti, dalle tre vittorie. E potrebbero non bastare. La Roma friedkiniana non è mai arrivata, tranne lo scorso anno grazie a un finale vissuto col fiatone, a giocarsi qualcosa di serio nelle ultime tre giornate. Ultime tre giornate e tre vittorie, anche qui, con i Friedkin, un qualcosa di mai visto. La Roma che arriva settima, l’ultima di Fonseca, ottiene la qualificazione alla neonata Conference League all’ultima giornata, (…) insomma, quella squadra, quarta, proprio non pote va arrivare, come (in parte) quelle successive. (…) L’anno dopo, arriva Mourinho e si spera nell’upgrade. Ma le avversarie erano troppo più avanti, il portoghese tiene finché può poi si dedica alla Conference, infatti arrivano la sconfitta a Firenze, il pari in casa col Venezia e il successo in casa del Toro. Mou chiude sesto a 63 punti, uno in meno della Lazio. (…) Stessi punti e stessa posizione l’anno dopo, con in rosa Dybala e Belotti, più Matic, che avrebbero dovuto alzare il livello. Niente. Ultime tre partite, niente strike: pareggio con la Salernitana, sconfitta a Firenze e vittoria in casa con lo Spezia, prima della finale con il Siviglia in Europa League. La posizione è sempre la stessa, sesta, i punti idem, 63 (uno in più della penalizzata Juventus): le prime quattro sono tanto avanti, il Napoli chiude primo a 90 punti, l’Atalanta è fuori dalle prime quattro, posizioni occupate dai campioni d’Italia, dalla Lazio, dall’Inter e dal Milan. Sessantatrè punti si materializzano pure nell’annata successiva, quella divisa tra Mourinho e De Rossi. Anche qui, la Roma, che non può competere con le prima della classe (Inter, Napoli, Milan e Atalanta), arriva sesta e prova il colpo della seconda finale europea di fila. Obiettivo fallito. Male le ultime tre di campionato con Daniele in panchina: sconfitta a Bergamo, successo all’Olimpico con il Genoa e caduta inaspettata a Empoli. E di nuovo sesto posto, di nuovo 63 punti. (…) Lo scorso anno è stato un miracolo già pensare a un aggancio al quarto posto, visto come era partito il campionato della Roma, con il doppio esonero di De Rossi e poi di Juric. Ranieri ha portato la squadra a giocarsi le sue chance fino alla fine, ma la Roma nelle prime posizioni non c’era mai stata. Il miracolo non e arrivato per un solo punto: il filotto nelle ultime tre viene mancato per un niente.
La Roma perde a Bergamo (e in pratica proprio contro Gasp cade la possibilita di andare in Champions) poi vince con Millan e Torino. La Juve è quarta a 70, la Roma finisce a 69. Quella attuale è una stagione diversa da tutte le altre. La Roma è stata spesso nei piani alti, salvo dal primo marzo in poi, quando la Juve rimontò all’Olimpico. Ora ha ripreso a lottare, per arrivare a un qualcosa di mai visto dal 2020 ad oggi. Tre vittorie nelle ultime tre e un quarto posto che sarebbe oro. Santo Gasp in questo caso. E la squadra, che ha capito che i mostri sono altrove. Non qui, non direttamente sopra a lei.

(Il Messaggero)

Piace Rivero. Alajbegovic ha detto sì

C’è chi rincorre un pallone nei campetti di periferia immaginando l’Olimpico pieno, chi sogna la Champions guardandola in televisione e chi, prima ancora di arrivare nel calcio dei grandi, ha dovuto lottare per qualcosa di molto più concreto: la vita quotidiana. (…) Dai sogni. Dalla fame. Dalle storie che sembrano sceneggiature già scritte dal destino. Perché il calcio continua a regalare favole incredibili. Favole vere. Come quella di Wesley, oggi già in giallorosso, scoperto dal Flamengo grazie ai video caricati su Youtube quando lavorava come parcheggiatore in un ristorante in Brasile. Oppure quella di Lautaro Rivero, il gigante argentino che fino a due anni fa vendeva alfajores (biscotti) ai semafori di Moreno per aiutare economicamente la famiglia, e che nel 2025 si è ritrovato convocato da Scaloni nella Selección. Dalla strada alla nazionale argentina: il pallone sa ancora cambiare la vita. E adesso quei due percorsi così diversi potrebbero intrecciarsi a Trigoria. Perché la Roma si è mossa con decisione anche su Rivero. Gli scout giallorossi, nelle ultime settimane, hanno seguito con grande attenzione il difensore centrale del River Plate, uno dei profili emergenti più chiacchierati del mercato sudamericano. Un centrale moderno, fisico, feroce nei duelli, ma anche elegante nell’impostazione. Rivero guarda all’Europa. Vuole il grande salto. Il River Plate è pronto a trattare: la clausola rescissoria racconta cento milioni di euro, ma la sensazione è che con una cifra tra i 10 ei 15 milioni l’operazione possa davvero prendere corpo. KERIM DICE SÌ. Ma il progetto giallorosso non si ferma qui. Perché a Trigoria la linea è chiara: investire sui giovani, sui talenti veri, quelli che prescindono dai bilanci, dai ricavi Champions e dai ragionamenti strettamente economici. Ecco allora che Kerim Alajbegovic si avvicina. Intermediari al lavoro, contatti continui, e soprattutto una volontà già espressa dal ragazzo: la Roma gli piace. Tanto. Perché vede in Trigoria il posto ideale per crescere e migliorare con Gasp. La Roma – a differenza di altri club – gli garantirebbe un posto tra i titolari, e non è poco a 18 anni. Il sì del giocatore è arrivato: contratto accettato, con uno stipendio destinato a crescere stagione dopo stagione. Ora però servirà trattare con il Bayer Leverkusen. (…) E attenzione al Bayer: gli scout giallorossi hanno osservato anche il baby Culbreath e Schlager, in scadenza di contratto. Tutti visionati dal vivo nella sfida contro i Lipsia, dove sotto osservazione è finito pure Nusa, altro talento che piace e non poco alla Roma. Insomma, dietro le quinte i giallorossi si muovono, e lo fanno tra sogni e occasioni.

(corsport)

Dribbling e sprint: Wesley, la chiave per la volatona parte dalle fasce

Fantasia da Champions. Sistemi diversi per arrivare al gol, aggirando le difese, saltando le muraglie. La volata per l’Europa che sposta 100 milioni, da calcolo e citazione di Massimiliano Allegri. (…) Una volta li chiamavano ali e terzini, adesso sono esterni. Ma sprint, cross, scambi di posizione e altri movimenti rendono più elastica qualsiasi definizione. Il loro compito comunque non è cambiato: creare la superiorità con i dribbling, servire le punte, qualche volta anche andare alla conclusione e al gol. Anche dal loro estro può dipendere la corsa per la Champions: con tre giornate da disputare, ci sono praticamente due posti da assegnare dietro a Inter e Napoli. Milan, Juve, Roma eComo si affidano anche ai loro creativi di fascia per mettersi davanti. Tutta l’estate scorsa a cercare un esterno destro e poi Allegri si accorse di averlo in casa, anche perché non ha cambiato il suo sistema prediletto (3-5-2). Alexis Saelemaekers nella prima parte dell’annata è stato fra i protagonisti di un Milan che lottava anche per il primo posto. (…) Il belga però, sempre presente fino a gennaio, ha pagato lo sforzo e un’usura visibile lo ha penalizzato, partendo da uno stop per noie muscolari in febbraio. In primavera Saelemaekers ha ridotto il ritmo e le invenzioni. (…) Chico per gli altri La generosità non manca, la tecnica pure: Francisco Conceiçao ha il dribbling che secca l’avversario, è quinto con una cifra tonda (50) nella lista dei migliori dribblatori del nostro campionato. Gli manca l’istinto del killer sotto porta. (…) Però è molto più concreto nelle giocate di Zhegrova e può anche sostenere l’offensiva quando sull’altro lato Kenan Yildiz non è in giornata o ha un calo di condizione come negli ultimi tempi. (…) Per gli esterni il gioco di Gasperini è una goduria, vengono valorizzati, salgono come quota gol e anche come sti-pendio. L’importante per il tecnico romanista è avere la qualità adatta per il suo sistema. Wesley possiede le doti che possono esaltare alcune combinazioni, la Roma ha avuto una flessione in concomitanza con lo stop per infortunio del brasiliano, preceduto anche da una squalifica: adesso è tornata in corsa per la Champions grazie anche alle due prestazioni rilevanti con Bologna e Fiorentina, in quest’ultima ha anche segnato il suo quinto gol in campionato. Wesley ha nell’inserimento in area una dote irrinunciabile per la Roma, la quota di occasioni sale nettamente con le sue 31 messe al servizio della squadra. E un punto fermo anche della Roma del futuro. Se Nico
Paz è troppo controllato o dirottato in zone da finto nove, spetta agli esterni di Fabregas sbrecciare le protezioni avversarie per poi servire al centro i compagni che entrano. Assane Diao, 20 anni, senegalese del Como, unisce la velocità alla tecnica, tratta la palla con due piedi e non ha preferenza di fascia. (…) In questa stagione è stato tartassato dagli infortuni, soltanto 14 presenze, ma è tornato giusto in tempo per lo sprint finale. Pure lui non è un killer in area, ma estro e fantasia in fascia si pagano. Per questo gli esterni si mettono al servizio della squadra, al servizio della Champions.

(gasport)

Massimo Mauro: “Ci vuole personalità e Vlahovic titolare. La Roma farà 9 punti”

Tic, tac. Il tempo scorre più veloce alla Continassa e Massimo Mauro, che dall’altro delle sue 150 presenze in bianconero ben conosce il significato della parola
“Juventus”, vede minaccioso il pericolo giallorosso alle spalle della Signora. “La Juventus ha bisogno di vincere tutte e tre le partite per andare in Champions – spiega -, perché la Roma può fare nove punti, derby compreso“.

A tre giornate dalla fine della Serie A, per la Juventus sono davvero finiti i jolly?
Per come va la Roma, mi sembra proprio di sì“.

Domani giocano i bianconeri, la Roma domenica. Per chi pesano le pressioni?
Il vantaggio lo ha la Roma, perché giocherà conoscendo in anticipo il risultato dei bianconeri. È chiaro che se la Juve vince, allora un po’ di pressione sulla Roma arriva“.
(….)

(gasport)

La Roma ai senatori: Mancini, Cristante e Pellegrini blindati

Chi li ha criticati, bollandoli come “la banda del sesto posto”, adesso dovrà arrendersi all’evidenza. Gli highlander della Roma entreranno nel futuro con Gian Piero Gasperini. Ed è un’altra vittoria del tecnico. Da Gianluca Mancini a Bryan Cristante e Lorenzo Pellegrini, passando per Zeki Celik, i rinnovi pluriennali del nucleo storico giallorosso si avvicinano sempre più in coincidenza con la volata Champions. Perché in questa stagione piena di colpi di scena la vecchia guardia ha dimostrato di avere una mente da Gasp. (…) Il tecnico si sta spendendo in prima persona per loro, come del resto pure per Stephan El Shaarawy e lo stesso Paulo Dybala, entrambi in scadenza al 30 giugno come Pellegrini e Celik.
Gasp li ha descritti tutti come elementi di alti valori, da cui non si può prescindere se si vuole alzare il livello in concomitanza con l’arrivo di 3-4 elementi top alla Wesley o alla Malen. “Questo è un gruppo molto forte con una base solida – ha detto Gasp nei giorni scorsi -. Sono sempre presenti e, quando perdono, ci stanno male: non è da tutti. Ci mettono sempre la faccia e giocano sempre, non si danno mai per malati. Questi sono valori da rinforzare, non da smantellare per prendere chissà chi. Io rispetto anche altre idee, però se devo lavorare lavoro con le mie“. E allora la naturale conseguenza è che elementi come Mancini e Cristante, fedelissimi dell’allenatore dai tempi di Bergamo, firmeranno a fine stagione il rinnovo fino al 2030 e Pellegrini con ogni probabilità fino al 2029 (con un sensibile abbassamento dell’ingaggio). Non solo. C’è di nuovo anche che il 29enne Celik vorrebbe restare. (…) Mentre per ElSha, di cui il tecnico ha stima, se ne riparlerà solo a fine campionato (attorno al giocatore si è comunque creata una buona atmosfera) e per Dybala ci sarà di sicuro un summit con gli agenti per discutere un eventuale prolungamento a cifre comunque molto più contenute rispetto a quelle attuali. (…) Il rettilineo finale della stagione è diventato un regno delle possibilità per i senatori, nessuno dei quali è in discussione: fino a quando non arriveranno elementi preponderanti nei loro ruoli non dovranno temere. Quest’anima forte della Roma non regala niente a nessuno.

(gasport)