Nasce il Roma Club, al Consiglio regionale Valeriani presidente

Nasce in Consiglio regionale il Roma Club: Il nuovo circolo ufficiale della Roma, che riunisce dipendenti, amministratori, consiglieri regionali e rappresentanti istituzionali accomunati dalla passione per la “Magica”. Il Club è stato promosso dal consigliere regionale Massimiliano Valeriani (Pd) e conta già oltre 100 soci.
All’iniziativa hanno aderito anche altri consiglieri, di maggioranza e opposizione, insieme ad assessori della giunta regionale, tutti tifosi romanisti. All’inaugurazione,
svoltasi mercoledì 27 maggio nella sala Mechelli del Consiglio regionale, hanno partecipato anche
“vecchie glorie” della Roma, come il principe Giuseppe Giannini, Ubaldo Righetti, Tonino Tempestilli, Alberto Faccini e Max Tonetto, insieme ai vertici dell’Unione Tifosi Romanisti. Presente anche il cantautore Marco Conidi, che ha emozionato tutti i partecipanti sulle note della mitica “Mai sola mai”. (…) Il Club è presieduto da Valeriani e fra i consiglieri che vi hanno aderito c’è il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma (FdI), poi Mario Ciarla ed Eleonora Mattia (anche loro dem), Luciano Nobili (Iv), poi l’assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera (Fdl). E, ancora, Michela Calitano, Pd, ex calciatrice sia della Roma che della Lazio, e Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista). Insomma, la passione per i colori giallorossi non conosce divisioni politiche.

(Il Messaggero)

Da Dodô a Greenwood: le idee del tecnico per rinforzare le fasce

Nella testa di Gasperini le priorità per rinforzare la rosa sono gli esterni, sia di quelli di centrocampo che d’attacco. Un quinto di livello internazionale la Roma già lo ha ed è Wesley che si sta godendo in Brasile qualche giorno di relax con amici e famiglia prima di concentrarsi sul suo primo Mondiale: “Immaginavo di essere chiamato, ma ho passato tutta la giornata con le farfalle nello stomaco. È stato fantastico sentire il mio nome, una sensazione meravigliosa“, ha detto in un’intervista ai microfoni di Lance nella quale ha anche parlato del suo primo anno in Italia: “Sono molto contento del mio rapido adattamento in giallorosso e in Serie A. Già solo il fatto di competere con tanti giocatori affermati mi rende orgoglioso“. Dall’altra parte c’è Celik, anche lui parteciperà al Mondiale con la Turchia ma il futuro è ancora tutto da scrivere. Nei prossimi giorni ripartiranno le trattative per il rinnovo, la distanza tra domanda e offerta è di 600mila euro, filtra ottimismo. (…) C’è anche Rensch oltre ad Angeliño, mentre Tsimikas tornerà a Liverpool. Non è un mistero che il tecnico aspetti rinforzi e tra i primi nomi sondati c’è quello di Dodô. Il contratto è in scadenza nel 2027 e i dialoghi col club per il prolungamento sono congelati, è nella lista dei partenti e la Fiorentina è pronta ad ascoltare offerte per non rischiare di perderlo a parametro zero. Sempre in Serie A fari puntati su Belghali del Verona (può giocare sia a sinistra che a destra) e Obrador (esterno sinistro) in caso il Torino decidesse di non riscattarlo dal Benfica. In lista per rinforzare la fascia sinistra anche Methalie del Tolosa.
Il lavoro per D’Amico non sarà poco e l’obiettivo è quello di accontentare Gasperini, soprattutto in attacco. Sono almeno due le ali richieste: il sogno rimane Greenwood. La trattativa non è ancora entrata nel vivo ma la Roma ha iniziato a chiedere informazioni, il Marsiglia non ha intenzione di ascoltare offerte inferiori ai 50 milioni anche perché il 40% della vendita finirà nella casse dello
United. I rapporti col club francese sono ottimi. (…) L’altro nome è quello di Summerville (convocato per il Mondiale dall’Olanda) che piace al Tottenham. Sul taccuino anche Tzolis, Nusa, Pepê e Sauer. Gasp attende nella speranza di non rimanere a mani vuote come l’anno scorso.

(Il Messaggero)

Roma, la fase uno: è caccia al tesoro

Con l’addio di Massara, si apre l’era D’Amico. Che di fatto ha ben chiaro quale sarà il suo lavoro, che comincerà a breve. Ce l’ha chiaro per aver parlato spesso con Gasperini (con cui ha lavorato a Bergamo), e con Dan e Ryan Friedkin, anche nella giornata di ieri. Non può essere ufficialmente operativo, ma poco ormai manca: tempi (brevi) tecnici. Massara rescinde e gli verra pagata la mensilità di giugno. La Roma, in questo mese che sta per cominciare, deve fare un sacco di cose. Una, grossa, l’ha già fatta: acquistando Malen, per 25 milioni. (…) A Trigoria si sta valutando la possibilità di rimandare di un anno la questione FPF. Una strada percorribile ed economicamente conveniente (in questo modo il problema si sposta e non si risolve: la famiglia Friedkin sta valutando varie rimodulazioni interne e piani di ottimizzazione per garantire la sostenibilità richiesta dai regolamenti), visto che nella prossima annata, la Roma potrà contare sui soldi della Champions e degli sponsor appena sottoscritti. Ma vedremo, se ne saprà di più a breve. (…) Ci sono calciatori minori con cui fare cassa, vedi i vari Baldanzi (una decina di milioni, che il Genoa spenderà solo in caso di conferma di De Rossi, che potrebbe finire in questo vortice delle panchine, a Bologna ad esempio), Ziolkowski (quindici), ma siamo alle piccole plusvalenze, che andrebbero a incidere poco sui sessanta totali da racimolare: in lista ci sarebbero gli eventuali quattro milioni per Salah-Eddine e i due per Saud e Kumbulla. Nell’elenco dei possibili partenti ci sono Dovbyk (Gasp vuole un altro tipo di centravanti da affiancare a Malen, e anche Vaz – ammesso che resti – non gli basta: c’è il solito Scamacca, che tornerebbe di corsa), Angeliño, e chissà, El Aynaoui, Rensch, Ghilardi, giocatori su cui è possibile – per alcuni di più per altri meno – fare plusvalenza, stesso discorso vale per Vaz o, se riscattato, per Venturino. Nessuno dei big è incedibile (forse solo Svilar, ma sempre fino a prova contraria). Quindi, tra i non incedibili non si può non parlare di Koné, che (…) è un calciatore molto apprezzato in giro: ha estimatori in Italia, l’Inter, e nel resto dell’Europa, in Inghilterra, Newcastle, in Francia, il Psg o in Spagna, l’Atletico Madrid, che magari potrà contare sui soldi di Alvarez. (…) Nell’elenco ci finiscono di diritto pure, e soprattutto, gente come Ndicka in caso di cessione incasserebbe il 20 per cento della cifra) e Pisilli: uno preso gratis tre anni fa dall’Eintracht Francoforte, l’altro è figlio del settore giovanile. Discorso a parte merita Soulé, su cui la Roma può fare certi ragionamenti, magari non in questa fase, a meno che non arrivi un’offerta monstre. Mati è a bilancio per una ventina di milioni (ha maturato i 4 di bonus, quindi il prezzo d’acquisto è salito rispetto ai 25 pattuiti come base). Quindi, per lasciar partire l’argentino già a giugno, servirà una proposta molto alta, oltre i trenta milioni di cui si parla. (…) D’Amico dovrà gestire anche i rinnovi dei calciatori chiesti da Gasperini, da Paulo a Celik fino a Pellegrini. Come fossero tre nuovi acquisti.

(Il Messaggero)

I conti in rosso del Marsiglia spingono Greenwood alla Roma

La Roma cerca ali. È questa la prima vera richiesta tecnica di Gasperini per alzare il livello dell’attacco. Ed è anche il primo regalo che pretenderà l’allenatore dal nuovo direttore sportivo Tony D’Amico. Nelle prossime ore è prevista la risoluzione consensuale con Frederic Massara, poi potrà partire ufficialmente l’avventura a Trigoria del dirigente ex Atalanta. (…) Il nome più pesante resta Mason Greenwood, oggi al Marsiglia. È il profilo che intriga di più: qualità, gol, uno contro uno, piede mancino e possibilità di giocare sia largo sia più vicino alla porta. I francesi valutano il giocatore 50 milioni di euro, anche se la Roma conta di abbassare le richieste approfittando delle necessità di bilancio del club francese, costretto anche lui a rispettare i paletti del settlement agreement. Non un’operazione facile, ma l’urgenza di incasso dei marsigliesi potrebbe aiutare la Roma nella trattativa. Alle sue spalle, ma non troppo, restano vive le piste Summerville e Nusa. Il primo, al West Ham, ha una valutazione che si aggira intorno ai 30 milioni, nonostante la retrocessione degli Hammers in
Championship. L’ala del Lipsia è ancora più giovane (classe 2005), tecnico, verticale, già abituata a giocare ad altissimi livelli. (…) Poi si passerà al centravanti. E lì resta sullo sfondo il nome di Gianluca Scamacca, vecchio pallino della Roma e soprattutto attaccante già conosciuto benissimo da Gasperini.

(La Repubblica)

Massucci (questore di Roma): “Rapporti con il tifo, convocherò presto la Roma e la Lazio”

IL MESSAGGERO (G. BOFFO) – Questore Massucci, l’anno scorso nelle manifestazioni sportive di Roma non ci sono stati incidenti. Un risultato storico. Dipende dal fatto che Roma è abituata a gestire situazioni estremamente complesse?
Il nostro e un sistema molto allenato, non c’è dubbio. A Roma l’appuntamento con il grande evento, sia esso sportivo, politico, sindacale, religioso. istituzionale è praticamente quotidiano. Il nostro compito è comprendere, attraverso l’analisi del rischio, quali sono i servizi richiesti, dove andare a parare per un’attività di pre-venzione. Qui lo facciamo a un livello di collaborazione istituzionale molto rodato. In nessun’altra città ci sono due Stati, ambasciate presso la Repubblica, presso la Santa Sede e presso la Fao, disseminate su un territorio dove arrivano tutti i capi di Stato e di governo. dove si fanno 1.500 manifestazioni all’anno“.


Ma “zero inci-denti” è il frutto del pugno duro, non di un cambio di mentalità e cultura.
Nonostante un risultato che ci rende orgogliosi. avvertiamo i sintomi di un rischio. Il rapporto tra i club e le tifoserie è assolutamente deficitario. Non ci siamo“.


Cosa manca?
All’estero i grandi club hanno dei veri e propri dipartimenti del tifo, delle unità organizzative che si rivolgono ai tifosi per capire i loro bisogni, per semplificargli la vita quando si acquista un biglietto. O spiegare banalmente come si accede allo stadio, mettendo in campo le tecnologie che funzionano come telepass. Negli anni trascorsi all’Osservatorio nazionale, siamo andati a verificare i modelli di altri Paesi, soprattutto di federazioni molto strutturate come quella tedesca, inglese, olandese, in generale dei Paesi del Nord Europa. Rispetto a loro, le società italiane sono in ritardo. Hanno inserito obtorto collo negli organigrammi la figura del “support liaison officer” perché lo prescrivono le licenze Uefa, e non potevano farne a meno. E infatti non funzionano“.

Quindi il problema non è solo la tolleranza, o addirittura la connivenza con le frange violente, ma la mancanza di attenzione per la maggioranza dei tifosi?
Studiando i comportamenti dei supporter, ci siamo resi conto che avere un punto di riferimento dentro il club abbassa il livello delle tensioni e toglie ruolo agli ultrà. Noi invece assistiamo a società fanno da cassa di risonanza ai loro proclami. E successo il giorno del derby. La Roma, a un certo punto, dirama un comunicato per sostenere le ragioni degli ultra. Ora, ultrà non significa delinquenti, questo l’ho sempre sostenuto. Ai gruppi organizzati, quelli più appassionati, non va tolto il protagonismo, anzi va valorizzato. Ma gli ultrà non sono tutti i tifosi. E a loro non va dato il potere di decidere quando si gioca una partita. Ci siamo trovati davanti a una situazione di ordine pubblico che non era più sostenibile e che ci ha costretto a valutare una soluzione differente, che è poi quella che abbiamo adotta-to. Il derby a mezzogiorno“.

Perché in Inghilterra il modello funziona e in Italia no?
Perché in Inghilterra ci hanno investito e lo hanno fatto per un legittimo tornaconto economico. Migliorare il rapporto con i propri tifosi significa fidelizzarli, e quindi spingerli ad acquistare la maglietta del campione o il gadget. Lo stadio dell’Arsenal ha un’area merchandising di 5.000 metri quadrati. E la squadra dell’arsenale di Sua Maestà britannica, la fonderia reale dove si costruivano i cannoni che venivano montati sulle navi. Il simbolo dell’Arsenal è il cannoncino, i giocatori si chiamano i Gunners. Ma dentro lo stadio non trovi una mattonella rotta o un seggiolino divelto“.

Convocherà i dirigenti di Roma e Lazio per affrontare la questione dei rapporti con le tifoserie?
Sì, in avvicinamento al prossimo campionato, cercherò di invogliare le due società a seguire questa strada, cioè a creare una struttura articolata, vera, che gestisca i rapporti con il proprio pubblico. Prendiamola Roma: sta costruendo il nuovo stadio. Ma fatto lo stadio, vanno fatti i tifosi. Sarebbe un peccato se questa operazione destinata a rafforzare l’immagine del club venisse rovinata dai comportamenti sbagliati di alcune frange, trasformandosi in un vulnus. I ruoli devono essere ben chiari. La società non può delegare funzioni proprie a una parte della tifoseria“.

A cosa si riferisce?
All’organizzazione delle trasferte, alla vendita di gadget, a tutti quei meccanismi di autofinanziamento che portano all’appropriazione di un territorio. E quando ci si appropria di un territorio, il cui controllo è affidato agli steward e non alle forze di polizia, si alimentano condotte criminali come lo spaccio di droga. Per questo motivo, dopo un’indagine della Digos e della Procura di Roma, alla fine dello scorso campionato siamo dovuti entrare dentro lo stadio, arrestando una decina di persone“.

Malen: “Il rigore di Parma decisivo In Champions grazie a Gasperini”

Gasperini mi ha fatto sentire subito importante, il progetto è ambizioso. E poi Roma è Roma…“. Donyell Malen ha sposato la causa giallorossa fino al 2050 e, in un’intervista ad Idealista, non nasconde la soddisfazione per l’impatto in Serie A. “Speravo di fare cosi bene – ha detto l’olandese -. Ma se ho raggiunto questi numeri lo devo soprattutto all’aiuto dei miei compagni e del mister che mi ha schierato finalmente al centro dell’attacco“. Sul gol più importante non ha dubbi: “ll rigore al Parma è stato fondamentale per la Champions“. Poi sorride al paragone con Ronaldo il
Fenomeno
: “Lui era di un altro livello, a me basta fare più gol possibili. Qui a Roma sto benissimo. Mi piace uscire e andare in centro. Del resto, Roma è Caput Mundi, la città più bella del mondo“. Ora Malen si concentrerà sui Mondiali dove ci sarà anche Wesley. “Sono felice di come mi sono adattato a Roma, è tutto fantastico. Sento una grande emozione e responsabilità per il Mondiale“, ha detto l’esterno, immortalato a casa sua – in Brasile – in un video in cui palleggia a piedi scalzi con alcuni amici.

(gasport)

Scamacca vuole tornare. Incontro con Gasp, il bomber pronto a ridursi l’ingaggio

I tempi sono maturi. Un forte richiamo alle origini potrebbe sbloccare presto una trattativa non facile. Perché il sogno di Gianluca Scamacca di tornare nella sua amata Roma sembra essere la chiave migliore per aprire, o sarebbe meglio riaprire, le porte di Trigoria. Dove il centravanti dell’Atalanta è cresciuto e dove riabbraccerebbe il suo maestro Gian Piero Gasperini, con cui avrebbe avuto perfino un incontro nei giorni scorsi in un centro sportivo dell’Eur durante il quale l’attaccante avrebbe ribadito all’allenatore il suo desiderio di indossare di nuovo la maglia giallorossa a costo di abbassarsi lo stipendio (dagli attuali 3,2 a circa 2,5 milioni di euro a stagione). (…) L’unico ostacolo all’operazione è costituito al momento dal costo del cartellino di Gianluca, valutato dall’Atalanta attorno ai 25 più bonus. E dovrà essere quindi lo stesso Scamacca, per forza di cose, a “lavorare” in prima persona e con i suoi agenti nei prossimi giorni per convincere la Dea e colmare le distanze con la Roma. (…) Il momento, in ogni caso, gioca a favore dell’attaccante. Dal momento che Scamacca è in scadenza di contratto al giugno 2027 e non sembra esserci l’intenzione da parte dell’Atalanta di rinnovare. Anzi, il club bergamasco vorrebbe ridurre il monte ingaggi e proprio lo stipendio del centravanti è il più ricco della rosa. Di conseguenza, di fronte ad un’offerta adeguata, non ci sarebbero forti resistenze alla cessione. (…) Una cifra di partenza, quei 25 milioni più bonus, che la Roma potrebbe pure attutire inserendo magari una contropartita. Com’è evidente il legame tra Gasp e Scamacca potrebbe giocare un ruolo chiave in una trattativa. (…) A Roma il gigante romano ritroverebbe il mentore con cui vissuto la miglior stagione della carriera (19 gole un’Europa League da protagonista) e peraltro anche il nuovo ds in pectore Tony D’Amico, colui che lo riportò in Italia proprio nell’agosto 2023 proprio a Bergamo dopo la parentesi non esaltante al West Ham. Lex giallorosso, figlio calcistico di Roma, sente ora a 27 anni di dover tornare da dove tutto è iniziato, dove vive la sua famiglia e dove vorrebbe tornare ad abitare anche la moglie Flaminia. E, dopo aver confidato le sue intenzioni ai compagni di Nazionale Mancini, Cristante e Pisilli, lo ha voluto confermare direttamente a Gasp (presente al matrimonio del giocatore la scorsa estate) nei loro non sporadici contatti. E Scamacca, del resto, accetterebbe di buon grado quel ruolo di vice-Malen cui sarebbe comunque destinato. Ma con tre competizioni davanti e con le continue rotazioni di Gasp in attacco ci sarebbe comunque spazio per lui. (…) Ecco perché la Roma, con la sua Champions in dote, è un richiamo irresistibile per chi vorrebbe riprendersi le origini, tornare grande e indossare la maglia del centenario del club per cui ha sempre fatto il tifo e in cui ha giocato per tre anni di giovanili (prima della partenza per Eindhoven e delle esperienze con Sassuolo, Ascoli, Genoa e West Ham). Tutte le strade di Gianluca portavano e riportano in città. E lui è già qui, scalpitante, in attesa che quella porta di Trigoria si riapra all’improvviso.

(gasport)

Dalla Regione via libera alla convenzione su Pietralata

Dopo il Campidoglio, anche la Giunta Rocca approva la convenzione che regolerà i rapporti e i compiti con il commissario per gli stadi di Uefa Euro 2032, l’ingegner Massimo Sessa, e il Campidoglio. Questo era l’ultimo passaggio necessario per poter procedere con le convocazioni per la conferenza dei servizi, attesa già per i prossimi giorni. Per il governatore del Lazio, Francesco Rocca: “è un passo fondamentale per la realizzazione di un’infrastruttura importantissima per la città e il territorio. La Regione è impegnata con i propri uffici a fare tutto il necessario per coadiuvare il commissario di governo Sessa nel portare a compimento l’iter amministrativo di autorizzazione in tempi utili per far sì che lo stadio di Pietralata, insieme con l’Olimpico, possa rientrare nel dossier Uefa 2032. La Regione, come avvenuto per Ryder Cup, Internazionali di Tennis o il Giubileo non farà mancare la propria collaborazione istituzionale“.

(Il Messaggero)

Ryan e Tony un’agenda in comune

Con una chiamata, rispettando quella sua proverbiale reputazione di manager interventista, Ryan Friedkin ha sbloccato l’annosa questione del diesse, trovando la chiave per il cambio della guardia da Massara a D’Amico. (…) Massara aveva un ultimo compito: intavolare al meglio i dialoghi per i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik, oltre che di Mancini e Cristante, partiti tardivamente a causa dell’impasse generato dall’assenza della proprietà e dall’esito incerto della stagione. (…) Nelle ultime 48 ore Ryan ha fatto chiarezza in questo senso: a Massara le cose rimaste in sospeso, al suo successore l’incarico di iniziare a sondare il mercato degli acquisti partendo dalle situazioni già perlustrate (Alajbegovic su tutte). I primi contatti con Gasp, che ritroverebbe dopo il ciclo vincente di Bergamo, poi un lungo colloquio con il vicepresidente: l’accordo non è ancora nero su bianco, però tutto sta andando nella direzione della risoluzione con buonuscita per Massara e della fumata bianca con l’ex uomo mercato dell’Atalanta. I due fatti saranno consequenziali. L’agenda di D’Amico è già fitta. Non ci sono solo gli acquisti da completare, una missione già di per sé impegnativa visto che alla Roma servirebbero almeno tre titolari (un esterno di lascia come Dodo, un centrocampista per sostituire Koné se dovesse partire e un attaccante alla Scamacca) più altri rinforzi, anche low cost, per puntellare la rosa. L’allenatore, e con lui la proprietà, s’aspetta dal futuro ds un intervento deciso sullo staff, da ristrutturare con professionalità affini alle idee del tecnico. (…) Nel comparto medico, è in arrivo il dott. Del Vescovo. Il profilo individuato per guidare il settore giovanile è invece Alessandro Frara. Entro il 30 giugno la Roma dovrà anche completare le necessarie plusvalenze per rientrare nei paletti del fair play finanziario: almeno un top è destinato a partire e quelli di N’Dicka e Koné restano i cartellini con maggior margine di guadagno. Sta nascendo la nuova Roma, dentro e fuori dal campo.

(corsport)

Alajbegovic e Scamacca: asse Gasp

Il futuro passa da Sarajevo e da una risposta che a Trigoria aspettano ormai da settimane. Sono i giorni di Kerim Alajbegovic, talento bosniaco che sta preparando il Mondiale con la sua nazionale mentre la Roma resta in attesa di capire se sarà lui il primo tassello offensivo della nuova era targata Gasperini. Il padre-agente era stato nella Capitale un mese fa insieme all’intermediario Pjanic, aveva ascoltato il progetto giallorosso, ringraziato e rimandato tutto alla fine di maggio. (…) Alajbegovic lavora in campo, mastica amaro per una figurina mancante nell’album ufficiale del torneo, ma intanto vede il suo nome girare sempre più forte attorno ai grandi club europei. E la Roma vuole capire subito se affondare il colpo oppure cambiare obiettivo. Perché il sì del diciottenne aprirebbe immediatamente la trattativa con il Bayer Leverkusen. Il nuovo direttore sportivo giallorosso è pronto a muoversi prima dell’inizio del Mondiale per evitare aste e soprattutto per impedire che una grande vetrina internazionale faccia impernare ulteriormente il prezzo. Oggi la valutazione è attorno ai 25 milioni. (…)
Fa piacere l’interesse che gira intorno a me, adesso però voglio concentrarmi solo sul campo“, ha raccontato dal ritiro. (…) L’attacco sarà il grande cantiere dell’estate romanista. El Shaarawy, Zaragoza e Ferguson hanno già salutato, mentre Dovbyk resta in bilico davanti a un’eventuale offerta convincente. Il tecnico vuole profondità, qualità, strappi, fantasia e soprattutto giocatori adatti a un calcio feroce e verticale. E allora i nomi continuano a moltiplicarsi. Antonio Nusa piace tantissimo: talento, accelerazione e imprevedibilità, con il Mondiale alle porte anche per lui con la Norvegia. Intriga Mason Greenwood, che sarebbe in procinto di lasciare Marsiglia per le difficoltà economiche del club francese. E poi c’è Joshua Zirkzee, vecchio pallino di Gasperini e rimpianto del mercato invernale romanista: a Manchester ha trovato solo manciate di minuti finali e la Roma è pronta a tornare alla carica durante l’estate. Sul taccuino resta cerchiato anche Crysencio Summerville, reduce dalla retrocessione con il West Ham e atteso al Mondiale insieme a Malen con l’Olanda. Per il ruolo di centravanti poi il nome che continua ad accendere la fantasia di Gasp è sempre uno: Scamacca. I contatti – telefonici e dal vivo – vanno avanti da tempo, il tecnico spinge e il centravanti sogna il ritorno a casa. La Roma prepara l’assalto con una proposta da circa venti milioni più bonus. (…) E Alajbegovic potrebbe essere soltanto il primo detonatore della rivoluzione giallorossa.

(corsport)