Dybala mental coach a Bergamo: “Roma, puoi farcela, credo in te”

Paulo Dybala è con la squadra a Bergamo da infortunato per stare vicino ai compagni anche in occasione di Atalanta-Roma. Ieri ha seguito l’allenamento di rifinitura da bordocampo, studiando i suoi compagni, suggerendo qualche situazione offensiva e confrontandosi con Ranieri sulla condizione dei giocatori. […] “Giocate senza paura, avete dimostrato a tutti chesiete una squadra forte e potete giocarvela alla pari. Credo in voi, potete farcela”, ha detto un po’ a tutti nel ritiro di Bergamo. Poi i tanti consigli a Soulé, a Shomurodov e a Pisilli.

(corrieredellosport.it)

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ORSI: “Dovbyk potrebbe essere l’uomo partita” – ASSOGNA: “Per stasera ho conferme su Pisilli”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è il delicatissimo big match tra Atalanta e Roma, valido per la trentaseiesima giornata di Serie A e in programma questa sera. Fernando Orsi individua un potenziale protagonista: “Dovbyk? Potrebbe essere l’uomo partita”. Intanto, sul fronte formazione, Paolo Assogna rivela: “Per la formazione di oggi mi arrivano conferme su Pisilli”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Se stasera batte Gasperini altro che incoronazione per Ranieri. Inutile dire che bisogna stare molto attenti contro l’Atalanta, ma la Roma è una squadra che ha dimostrato di saper vincere anche contro le grandi. Per sostituire Pellegrini io scelgo Pisilli, è un buon incursore ed è utile in una partita in cui la Dea avrà qualcosa in meno in mezzo al campo (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La Roma deve puntare sul suo stato emotivo e deve sfruttare il fatto che l’Atalanta in casa quest’anno non è mai riuscita a essere efficace. La squadra di Ranieri ha una sicurezza quando gioca che non capisci neanche come riesce a segnare (MARIO MATTIOLI, Radio Radio, 104. 5, Radio Radio Mattino Sport e News)

L’Atalanta è sempre stata altalenante e quando credi che possa vincere tutto ricade sempre nei suoi stessi problemi. È una squadra che è bella da guardare ma non è mai sicura. La Dea è favorita, ma non è affidabile e la Roma ne può approfittare. La partita sarà aperta, soprattutto perché le due squadre hanno qualcosa da giocarsi. I giallorossi devono dare il tutto per tutto per non avere rimpianti. Dovbyk? Potrebbe essere l’uomo partita (FERNANDO ORSI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Gasperini è bravo ma le perplessità sono legate alle caratteristiche della rosa, viste le poche disponibilità sul mercato (ANTONIO FELICITele Radio Stereo, TeladoioTokyo, 92.7)

La pista Gasperini è ancora valida. Per i giovani alla Fabregas sarebbe ancora presto (UGO TRANITele Radio Stereo, TeladoioTokyo, 92.7)

Io capisco che certe facce stancano e si vogliono giocatori nuovi, ma uno come Cristante lo vogliono tutti. È un uomo di rendimento, di sostanza, abituato a un certo livello, che non ti sbaglia una partita. Per la formazione di oggi mi arrivano conferme su Pisilli, ultimamente l’ho visto abbastanza centrato e mi piacerebbe come scelta (PAOLO ASSOGNARadio Manà Manà Sport, 90.9)

Io sono dell’idea che l’Atalanta abbia buttato un campionato (PIERO TORRIRadio Manà Manà Sport, 90.9)

Il tassametro di Dovbyk segna 17 ed è il secondo giocatore per gol alla prima stagione nella storia della Roma, dietro a Abraham (GIACOMO DI GIULIO, Rete Sport, 104.2)

Il centravanti per me deve fare gol, non mi interessa niente delle sponde. Dovbyk ha fatto il gol decisivo (AUGUSTO CIARDITele Radio Stereo, 92.7)

Lo so che Vitali ha un certo potere amministrativo a Trigoria, ma non mi risulta che sia plenipotenziario. Sicuramente c’è stata una promozione perché è stato fatto direttore amministrativo, ma fa parte di un gruppo di lavoro. Io considero più Morrow come CEO, o comunque come rappresentante della proprietà. Allenatore? Con Pioli ci sono stati contatti, ma è stato depennato; per Allegri non mi risultano contatti. Con Farioli ci sono stati contatti, piace più a Ghisolfi che a Ranieri. Pietralata? Quello che è successo stamattina è pesante, alcune persone hanno bloccato un lavoro approvato dal Comune (FILIPPO BIAFORARadio Manà Manà Sport, 90.9)

La Roma per vincere a Bergamo dovrà andare oltre i propri limiti: solo pensarci, riassume il capolavoro fatto da Ranieri (NICK TERRIACA, Retesport, 104.2)

Non firmerei per il pareggio contro l’Atalanta: con i 3 punti la Roma metterebbe un’ipoteca sulla Champions (CLAUDIO CAPUANORetesport, 104.2)

Un grazie infinito al nostro gigante in panchina: un cammino sbalorditivo che, a prescindere dall’epilogo, ci ha portato a essere padroni del nostro destino (MAX LEGGERIRetesport, 104.2)

Ufficiale: Ancelotti sarà il nuovo ct del Brasile

A confermare le indiscrezioni giornalistiche è arrivata l’ufficialità da parte della Federazione calcistica brasiliana (CBF). Con un comunicato ufficiale, la CBF ha confermato l’ingaggio di Carlo Ancelotti.

Si legge nella nota: “La più grande squadra nazionale nella storia del calcio sarà ora guidata dall’allenatore più vittorioso del mondo. Carlo Ancelotti, sinonimo di risultati storici, è stato annunciato lunedì (12) dal presidente del CBF, Ednaldo Rodrigues, come nuovo allenatore della squadra nazionale brasiliana. Condurrà il Brasile fino ai Mondiali del 2026 e allenerà l’Amarelinha nelle prossime due partite per le qualificazioni contro l’Ecuador e il Paraguay il mese prossimo. (…) Con l’arrivo di Carlo Ancelotti, il Brasile continua il percorso di eccellenza nel calcio. Sotto la sua guida, la squadra nazionale ribadisce il suo impegno per la grandezza e il desiderio incrollabile di vincere il sesto campionato.”

L’allenatore prenderà ufficialmente incarico dopo la conclusione della stagione 2024/25 de La Liga, in vista della campagna di qualificazione ai Mondiali del Brasile a giugno, con data di inizio ufficiale fissata per il 26 maggio 2025. Il presidente della CBF, Ednaldo Rodrigues, ha aggiunto: “Portare Carlo Ancelotti a guidare il Brasile è più di una mossa strategica. È una dichiarazione al mondo che siamo determinati a recuperare il gradino più alto del podio. Lui è il più grande allenatore della storia e ora è alla guida della più grande nazionale del pianeta. Insieme, scriveremo nuovi capitoli gloriosi del calcio brasiliano”. Ancelotti guiderà il Brasile fino ai Mondiali del 2026 e sarà già in panchina per le prossime sfide di qualificazione contro Ecuador e Paraguay a giugno.

(cbf.com.br)

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Arrivano conferme sull’operazione anche da altre fonti, come l’esperto di mercato Fabrizio Romano, che aggiunge ulteriori dettagli: lo staff di Ancelotti in Brasile è stato deciso e i documenti sono firmati. Il processo di uscita dal Real Madrid è in corso e includerà un addio speciale al Santiago Bernabéu per salutare il tecnico italiano. Subito dopo l’ufficializzazione dell’addio di Ancelotti, il Real Madrid confermerà l’arrivo di Xabi Alonso come nuovo allenatore. Ancelotti sembra pronto quindi a iniziare la sua avventura alla guida della Seleção.

 


È arrivata la svolta definitiva nel futuro di Carlo Ancelotti: l’allenatore italiano sarà il prossimo commissario tecnico del Brasile, secondo quanto riportato dal giornalista David Ornstein di The Athletic FC.

Il tecnico 65enne lascerà il Real Madrid dopo l’ultima partita di campionato contro la Real Sociedad e inizierà il suo nuovo incarico con la nazionale verdeoro il 26 maggio. I contratti sono stati firmati al termine di negoziazioni definite “cordiali”, guidate da Diego Fernandes per conto della Federazione calcistica brasiliana (CBF). Si chiude così una lunga telenovela di mercato, con Ancelotti pronto a iniziare la sua avventura alla guida della Seleção.

 

ATALANTA-ROMA: dove vederla in tv, le probabili formazioni e le quote

A tre giornate dal termine del campionato la Roma è chiamata a un colpaccio in casa dell’Atalanta in occasione di uno scontro fondamentale in chiave Champions League. I giallorossi si trovano al sesto posto in classifica con 63 punti (-1 dalla quarta posizione), mentre la Dea è terza a quota 68.

In vista di questo big match Ranieri è intenzionato a confermare praticamente tutta la squadra vista contro la Fiorentina e l’unico cambio riguarda il sostituto dell’infortunato Pellegrini: al momento Pisilli è in netto vantaggio su Paredes e Gourna-Douath.

DOVE VEDERE ATALANTA-ROMA IN TV E IN STREAMING

Atalanta-Roma sarà trasmessa in esclusiva sulla piattaforma DAZN. Per vedere la partita in diretta è necessario connettersi all’app Dazn tramite Smart tv collegata alla connessione internet, console di gioco (Play Station e Xbox) oppure Google Chromecast, Amazon Fire Stick Tv e TIMVISION BOX. Inoltre coloro che sono abbonati anche a Sky potranno seguire il match sul canale 214 attivando ‘Zona DAZN’.

LE PROBABILI FORMAZIONI

ATALANTA: Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Ruggeri; Bellanova, De Roon, Ederson, Zappacosta; De Ketelaere, Retegui, Lookman.

ROMA: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Soulé, Cristante, Koné, Pisilli, Angelino; Dovbyk, Shomurodov.

LE QUOTE

ATALANTA-ROMA 1 X 2
EUROBET 2.20 3.30 3.30
SISAL 2.10 3.40 3.50
PLANETWIN365 2.10 3.35 3.38
SNAI 2.10 3.45 3.45

LR24

Stadio Roma: sospesi i lavori. I comitati contrari: “Presidio permanente sull’area”. Dal Campidoglio: “Determinazione a far proseguire le attività di indagine” (FOTO e VIDEO)

Grande novità per il nuovo Stadio della Roma. In seguito al rallentamento dei piani e alle numerose polemiche legate alla presenza del bosco, nella giornata odierna a Pietralata riprenderanno gli scavi archeologici nell’area in cui dovrebbe sorgere la casa dei giallorossi. Ecco tutti gli aggiornamenti in diretta sulla vicenda.

LIVE

19:00 – “In merito alla questione dei sondaggi archeologici per la realizzazione dello Stadio a Pietralata, propedeutici alla definizione del progetto definitivo che la Roma sta ultimando, si conferma la piena disponibilità al confronto con i comitati – peraltro già avvenuto in occasione del Dibattito pubblico – ma si ribadisce la piena e ferma determinazione a far proseguire le attività di indagine, secondo l’iter già definito e autorizzato”. Lo si apprende da fonti del Campidoglio.

18:00 – Arriva il comunicato della Questura di Roma:

“Nella mattina odierna, in via degli Aromi, si è tenuta la manifestazione preavvisata dal Comitato SI al Parco NO allo Stadio, per protestare contro la realizzazione del nuovo stadio dell’A.S. Roma, cui hanno preso parte circa 100 persone.

All’arrivo degli operai dipendenti dalla società aggiudicatrice dell’appalto per i lavori che interesseranno l’area dedicata alla realizzazione dell’opera, i manifestanti hanno occupato la sede stradale, di fatto, impedendo l’accesso ai tecnici.

Le Forze di polizia presenti hanno a questo punto formato un cordone senza utilizzare scudi e altre dotazioni, semplicemente tentando di arginare il gruppo di manifestanti mediante la frapposizione fisica, atteso che la manifestazione preavvisata aveva assunto i contorni di un’azione ostativa all’esercizio del diritto al lavoro e dell’impresa privata.

I dipendenti della società incaricata, pur avvisati dai Dirigenti preposti alla gestione dell’ordine pubblico della possibilità di accedere all’area di lavoro, hanno spontaneamente deciso di rinviare ad altra data l’accesso.

In merito ai fatti richiamati sono in corso approfondimenti al fine di valutare la sussistenza di eventuali responsabilità penali”.

14:50 – A seguito della sospensione degli scavi archeologici a Pietralata, il Comitato Stadio Pietralata No Grazie ha diffuso un comunicato rivendicando l’azione di protesta: “Oggi cittadine e cittadini hanno difeso il Parco dall’ennesimo tentativo di aggressione alla vegetazione ed al verde pubblico da parte di un soggetto privato”. Il comitato sottolinea come, dopo anni di battaglie, anche l’agronomo incaricato dal Dipartimento Ambiente abbia confermato l’esistenza di “almeno 2 ettari di bosco” nell’area. L’interruzione delle attività odierne viene vista come “un primo passo verso la costituzione di un tavolo politico di confronto, che analizzi la validità delle scelte sino ad oggi perorate dalla giunta Gualtieri”. Pur apprezzando il richiamo al rispetto delle regole dell’Assessore Veloccia, il comitato ribadisce che queste valgono “anche e soprattutto per il rispetto di una importante area verde che verrebbe distrutta dagli ‘improcrastinabili’ sondaggi per lo stadio”. Viene quindi richiesta formalmente la creazione del tavolo politico e annunciato un “presidio permanente sull’area”, con l’auspicio che il dialogo prevalga sulle “forzature politiche” e mettendo in guardia da eventuali “repressioni”. Il comunicato si conclude rilanciando le prossime date di mobilitazione (14, 15 e 17 maggio) presso le sedi istituzionali.

14:25 – Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma Capitale, è intervenuto sulla questione del nuovo Stadio della Roma a margine della conferenza stampa di presentazione del 92° CSIO di Piazza di Siena: “Del dossier stadio se ne occupano il sindaco e il mio collega Veloccia. Ho visto le immagini e dispiace perché Roma ha bisogno di due stadi per Roma e Lazio nel rispetto delle regole e delle leggi. Con i ‘no’ questa città è già morta in passato, serve il dialogo e il confronto. La democrazia è preziosa anche per questo: facciamo lavorare il Comune e vediamo dove arriveremo. Auguro alla Roma di fare quanto prima il suo stadio.”

13:34 – “È necessario che i sondaggi archeologici previsti per la realizzazione dello stadio a Pietralata si svolgano, come previsto, nel pieno rispetto della normativa vigente: l’idea che un’attività autorizzata possa essere impedita da iniziative estemporanee è inaccettabile. Allo stesso tempo, è fondamentale evitare ogni forma di tensione e scongiurare l’uso della forza. Per questo motivo, oggi abbiamo deciso di invitare alla pazienza e di rinviare temporaneamente le lavorazioni propedeutiche. Ci auguriamo che, nei prossimi giorni, prevalgano il rispetto delle regole e il senso di responsabilità da parte di tutti: è legittimo esprimere dissenso rispetto a un’opera, ma non è accettabile ostacolare attività lecite e autorizzate. Questo principio deve essere chiaro e condiviso”. Lo dichiara l’assessore all’Urbanistica e alla Città dei 15 minuti, Maurizio Veloccia, in merito agli episodi verificatisi questa mattina nell’area di Pietralata.

13:30 – “Apprezziamo la scelta del sindaco Gualtieri e dell’assessore Veloccia di sospendere i lavori per il previsto stadio della Roma nell’area di Pietralata dove oggi si attendevano le ruspe. Tuttavia stamattina nel corso del presidio pacifico delle associazioni e dei comitati che si oppongono all’inutile opera abbiamo assistito a deliberati atti di violenza da parte delle forze dell’ordine contro cittadini e parlamentari. Questo è gravissimo, siamo arrivati a un punto di intolleranza e di minacciosi comportamenti da parte di agenti che non avevano di fronte scalmanati manifestanti ma persone che esercitavano il loro diritto di manifestante. Piantedosi ne deve rispondere, presenterò oggi stesso una interrogazione perché ormai è aperta una questione democratica importantissima, il governo non può lavarsene le mani”. Lo afferma il deputato di Avs Filiberto Zaratti intervenuto al presidio dei Comitati.

12:50 – In seguito a quanto avvenuto nella giornata odierna arriva la reazione del Comitato Pro Stadio Roma: “I prepotenti non possono fermare una città, Stadio subito! Il Comitato Pro Stadio Roma esprime profonda preoccupazione per gli ostacoli che si stanno presentando a Pietralata. Un piccolo gruppo di persone, sotto le bandiere di Potere al Popolo, sta cercando di bloccare gli scavi archeologici propedeutici alla costruzione dello Stadio della A.S. Roma, lavori regolarmente autorizzati e programmati – si legge nel comunicato -. ‘Siamo la voce della stragrande maggioranza dei cittadini che vogliono la realizzazione di questa importante opera pubblica’, dichiara il Comitato. ‘Lo Stadio, insieme alle altre infrastrutture previste, valorizzerebbe il Quarto Municipio e l’intero quadrante Est di Roma, trasformandolo in un’area moderna, ricca di servizi e di architetture di livello mondiale’. Non possiamo permettere che un’esigua minoranza, espressione di posizioni ideologiche distanti dalle reali esigenze della cittadinanza, rallenti un progetto atteso da anni e destinato a migliorare la vita di centinaia di migliaia di persone. Chiediamo alle autorità competenti e al Comune di Roma di intervenire affinché i lavori autorizzati possano procedere senza ulteriori ostacoli. Ogni ritardo inflitto a questo progetto danneggia chi desidera lo Stadio e ne riconosce i benefici. La stragrande maggioranza dei cittadini chiede rispetto per un’opera fondamentale per Roma. Il tempo delle incertezze è finito: avanti con lo Stadio”.

12:28 – Un video ripreso sul luogo ritrae le tensioni in corso tra i manifestanti che osteggiano l’inizio dei lavori e le Forze dell’Ordine:

11:00 – I mezzi che trasportavano i materiali per la recinzione dell’area hanno lasciato la zona degli scavi.

10:37 – Clamorosa svolta: i rappresentanti della Roma presenti a Pietralata hanno comunicato alle Forze dell’Ordine la sospensione dei lavori per la giornata odierna. Sono comunque in corso delle consultazioni.

10:23 – Attimi di tensione a Pietralata tra i manifestanti e la Polizia. Le forze dell’ordine hanno infatti tentato di fare spazio e liberare il passaggio ai camion.

9:48 – I manifestanti bloccano il passaggio dei camion che trasportano ulteriori recinzioni per il cantiere degli scavi.

8:39 – Successivamente è arrivato a Pietralata anche l’onorevole Devis Dori, membro della Camera dei deputati e dell’Alleanza Verdi e Sinistra: “Sosteniamo i manifestanti, il Comune non faccia iniziare alcun lavoro in attesa delle verifiche ambientali“.

7:29 – Come riportato dal giornalista Alessio Di Francesco su X sul luogo degli scavi archeologici è arrivato un furgone con i materiali per la recinzione dell’area del cantiere. Presenti sul posto anche due daily della Polizia e una cinquantina di dimostranti del comitato “Si al parco, Si all’ospedale, No allo stadio”.

Atalanta-Roma, i convocati di Gasperini: c’è Lookman, presente anche Kossounou. Out Posch, Cuadrado e Toloi (FOTO)

Oggi alle ore 20:45 la Roma affronterà l’Atalanta al Gewiss Stadium nel big match valido per la trentaseiesima giornata di Serie A e Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati in vista della partita contro i giallorossi. La notizia principale è la presenza di Ademola Lookman, il quale nei giorni precedenti si era fermato a causa di un’infiammazione al tendine d’Achille della gamba destra. Recuperato anche Odilon Kossounou, mentre sono assenti Rafael Toloi per un risentimento muscolare, Stefan Posch, Juan Cuadrado, Marco Palestra, e i lungodegenti Giorgio Scalvini, Gianluca Scamacca e Sead Kolasinac. Out per squalifica Isak Hien.

La lista completa dei convocati

– Bellanova Raoul (16)

– Bernasconi Lorenzo (47)

– Brescianini Marco (44)

– Carnesecchi Marco (29)

– Comi Pietro (40)

– De Ketelaere Charles (17)

– de Roon Marten (15)

– Djimsiti Berat (19)

– Éderson (13)

– Idele Javison (53)

– Kossounou Odilon (3)

– Lookman Ademola (11)

– Maldini Daniel (70)

– Obrić Relja (52)

– Pašalić Mario (8)

– Retegui Mateo (32)

– Riccio Lorenzo (43)

– Rossi Francesco (31)

– Ruggeri Matteo (22)

– Rui Patrício (28)

– Samardžić Lazar (24)

– Sulemana Ibrahim (6)

– Zappacosta Davide (77)

(atalanta.it)

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Calciomercato Roma, rinnovo Svilar: rifiutati 1.8 milioni più bonus a stagione. Il club pronto al rilancio, ma l’agente spinge per la clausola rescissoria valida dall’estate 2026

La Roma vuole blindare Mile Svilar, ma le parti non hanno ancora raggiunto l’accordo per il rinnovo. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano, l’entourage del portiere ha rifiutato a ottobre una prima offerta da 1.8 milioni di euro più bonus a stagione fino al 2029 e ora il club è pronto al rilancio da 3 da milioni più bonus con un contratto fino al 30 giugno 2030. Inoltre l’agente dell’estremo difensore, Vlado Lemic, spinge per l’inserimento di una clausola rescissoria a partire dall’estate del 2026. Da segnalare l’interesse di Chelsea, Bayern Monaco e Milan nei confronti di Svilar, ma al momento la Roma è intenzionata a fare muro.

(Tuttosport)

Castan: “Il tumore? Ho fatto di tutto per tornare al mio livello, ma non ci sono riuscito. L’addio alla Roma fu il giorno più triste”

GIANLUCADIMARZIO.COM – Leandro Castan, ex difensore della Roma, si racconta e lo fai in un’intervista sito. Il centrale ripercorre la sua carriera e si sofferma soprattutto sul cavernoma cerebrale che lo ha fortemente condizionato nel momento migliore. Ecco le sue parole.

“Maicon mi chiese ‘Tutto bene?’. Durante il riscaldamento sentii un fastidio al flessore e Rudi Garcia mi cambiò all’intervallo. Torno a casa e inizio a non stare bene. Passa la notte, mi sveglio. La mia testa gira, gira forte. Cosa mi sta succedendo? Sto morendo? Andai in ospedale. Mi fecero una risonanza magnetica. Guardai il dottore della Roma. Era preoccupato. ‘Cosa mi avete trovato?’. ‘Niente, vai a casa. Ti chiamo dopo’. ‘Dimmi cos’ho. Ero nervoso. ‘C’è qualcosa al cervello’. Mentre stavo tornando, chiamarono per dirmi di tornare in ospedale. Non capivo più nulla. Mai avrei pensato di poter vivere qualcosa di simile. I primi 15 giorni furono terribili. Non mi reggevo in piedi, vomitavo molto, persi 20 kg. Ero senza forze. All’inizio la Roma scelse di nascondere tutto. Decisi di isolarmi. Tolsi i social. Ma un giorno guardai il telefono. Su Twitter mi uscì un articolo: ‘Leandro Castan ha un tumore, potrebbe morire’. La paura mi invase. Io non sapevo ancora cosa avessi. Nessuno mi aveva detto niente. Né il club, né i dottori. Nessuno. ‘Stai calmo’, mi ripetevano. Poi quel pensiero: mio nonno era morto per un cancro al cervello. ‘Sarà così anche per me’. Passano settimane. ‘Hai un cavernoma cerebrale. Non potrai più giocare a calcio’. Buio. ‘È la fine’. La testa va, non si ferma. Mi chiamarono in clinica e mi dissero tutto. ‘Al terzo mese della gravidanza il tuo cervello si è sviluppato in modo non corretto. Se prendi una botta durante una partita ti potrebbe partire un’emorragia cerebrale e potresti morire. O smetti o ti operi’. Mi avrebbero dovuto aprire la testa. Un intervento molto pericoloso. ‘No, non lo faccio’. Dentro di me c’era la convinzione di non operarmi e di dire addio al calcio. Poi un giorno, guardando una partita, cambiò tutto. ‘Non posso smettere’. Chiamai mia moglie per dirglielo. Poi sentii il dottore. ‘Va bene Leo, passa il Natale con la famiglia e poi ti operiamo’. ‘No dottore, devo farlo subito’. Dopo una settimana feci l’intervento. Ero uno dei difensori più forti della Serie A. Volevo vincere il campionato con la Roma e conquistare la Nazionale. In poco tempo mi ritrovai su un letto d’ospedale con un tumore in testa. Dovevo imparare a vivere di nuovo. Vivere una vita diversa e combattere con un malessere che piano piano nasceva in me. Ho fatto di tutto per tornare al mio livello. Tutto. Non è stato possibile. Ma sono ancora qui”.

Poi continua: “Da quando mi è stato diagnosticato il tumore il primo pensiero è sempre stato uno: rimanere vivo. Per i miei figli e mia moglie. Non mi sono mai sfogato a casa. Volevo farmi vedere forte e tranquillo. Ma ero esausto e distrutto. In me c’era solo disperazione. Nella mia testa i pensieri continuavano a scorrere. Incessanti. L’incertezza e la paura erano le mie compagne di stanza. ‘Cosa ne sarà di me?’. Ero nel momento migliore della mia carriera. Perché io?. Il Signore però mi ha aiutato. Nello stesso giorno in cui in clinica mi dissero che non avrei più potuto giocare a calcio, mia moglie mi disse che era incinta. Mi ha dato la forza per andare avanti. È arrivata Raffaella. Sapete cosa significa il suo nome? Dio cura. Mi ha curato. Ci ha curato. Mi sono affidato ancor di più a Dio. Sapevo che era al mio fianco. Senza la fede non so se ce l’avrei fatta”.

Ricordi l’intervento?
“Sì. Il giorno prima mi presentai a sorpresa a Trigoria. ‘Oggi mi alleno’. ‘Ma sei pazzo? Domani ti devono aprire la testa’. ‘Può essere l’ultimo allenamento della mia vita. Voglio stare con la squadra. Ne ho bisogno’. Lasciarono che lo facessi con loro. Poi è arrivato quel giorno. Ero su un letto d’ospedale. Vedevo la preoccupazione sulla faccia dei miei familiari. Entro in sala operatoria. Passano delle ore, gli occhi si aprono. Sono vivo. ‘Hanno tolto il tumore?’, chiesi subito a mia moglie. ‘L’operazione è andata bene’. Scoppiò a piangere. Respiravo ancora”.

Il ritorno in campo?
“La mia vita era cambiata. Anche nella quotidianità. All’inizio faticavo a prendere un bicchiere su un tavolo. O se mi guardavo i piedi non riuscivo a muoverli. Il tumore intaccava una parte del cervello che riguardava l’equilibrio e il senso della posizione. Ma il vero problema non fu la quotidianità, ma il calcio. Ricordo il primo allenamento che feci dopo l’operazione. Tornai a casa piangendo. I preparatori mi passarono la palla. Io guardai il mio piede e il pallone. Volevo stopparlo con la suola, come piaceva a me. Mi passò tra le gambe, il piede rimase fermo. ‘Non riuscirò mai a tornare a giocare a calcio’. Non avevo il controllo del mio corpo. Terribile. Volevo tornare a essere quello di prima, non accettavo di non poterlo fare. Questo mi ammazzava. Io volevo essere il Leandro Castan che aveva lavorato per vincere lo scudetto e giocare in Nazionale. Non riuscirci mi uccideva, stavo male. Ero arrabbiato. Arrabbiato con me stesso, con chi mi era vicino, con il mondo. Quando sei immerso in quel malessere non sei lucido. Tutto sembra contro di te. Ero nervoso. Per esempio con Rudi che non mi faceva giocare. Non capivo la sua scelta, ora comprendo che mi stava proteggendo. Un giorno litigai con Dzeko e con Keita. Non ero tranquillo. Loro erano persone d’oro e mi capirono. Non era semplice per loro gestire un ragazzo nella mia situazione. Ma non lo comprendevo, ero sommerso nel mio malessere. Era tutto buio. Perché proprio io?. E poi c’erano gli sguardi di chi mi stava vicino. Li percepivo, li vedevo, li sentivo. Mi percepivano come qualcuno di diverso da loro. Mi trattavano come un malato. C’era un senso di compassione e protezione nei loro occhi. Ma io stavo bene. Un giorno Paredes calciò e mi colpì in testa. Tutti corsero da me preoccupati. ‘Ma che pensate? Pensate che sono ancora malato?’. Piangevo. Piangevo spesso mentre tornavo a casa. Per quegli sguardi, per non accettare la mia situazione, per l’idea che non sarei più tornato a essere… me stesso. Mi fece male anche quella volta a Verona. In panchina c’era Spalletti. Mi chiamò nel suo ufficio. ‘Voglio che torni a essere il vecchio Leandro Castan. Come facciamo?’. ‘Ho bisogno di giocare’. ‘Te la senti di farlo la prossima contro l’Hellas?’. ‘Sì, ma ho bisogno di qualche partita’. ‘Tranquillo’. Giocai male. Subito dopo la partita mi fece vedere il suo computer. C’era un’immagine del Frosinone: ‘Il tuo livello è questo, non puoi giocare qui’. ‘Ok, ma io da Roma non vado via’. ‘Fai come vuoi. Tu con me non giochi più’. Mi crollò tutto addosso. Feci solo panchine. Dopo qualche mese andai in prestito al Torino. […] Poi sono tornato a Roma, fino alla risoluzione. Quello fu un punto definitivo. ‘Non sarai mai più quel Leandro’. Il giorno più triste nella mia storia con la Roma. Dovevo dirle addio. Dovevo ammettere a me stesso che era davvero finita. Era stato tutto un’illusione. Fino a quando ho avuto un contratto con la Roma, in me c’era la speranza di tornare a giocare con quella maglia. ‘Non puoi più giocare qua’. Tornai a casa e mi misi sulla scala di casa a fissare il vuoto. Leandro, addio”. […]

Il trasferimento alla Roma?
“‘La Roma vuole Leandro Castan’. Iniziai a piangere. ‘Ma com’è possibile?’. Chiamai mio padre. Lui non mi diceva nulla, voleva lasciarmi tranquillo. ‘Sì, è vero’. Parlai anche con Sabatini al telefono. A lui dirò sempre grazie, mi ha trattato come un figlio. Il periodo più bello fu con Rudi Garcia. Arrivò dopo la delusione della Coppa Italia persa. Per me ha fatto tantissimo. Come giocatore e come persona. E pensare che durante il primo allenamento litigammo pesantemente. ‘Quel giorno ho capito che eri un uomo su cui avrei potuto contare’, mi rivelò poi. Vincemmo le prime 10 giornate di Serie A. Mi fa male ancora oggi non aver vinto quel campionato. ‘Leandro, complimenti per questa stagione. Sei uno dei giocatori più forti con cui ho giocato. L’anno prossimo c’è un campionato da vincere’. Mi arrivò questo messaggio di De Rossi. Un orgoglio. Ero sicuro: volevo vincere la Serie A e conquistare la Nazionale. Il destino ha voluto altro”.

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Finale thriller su ogni fronte: titolo, Europa e retrocessione

La questione non è ancora chiusa. Né per il titolo, né per la Champions e nemmeno per la retrocessione. Finale da film thriller su tutti i fronti. […] Stasera a Bergamo, in novanta minuti, alta tensione, si conoscerà il futuro dell’Atalanta, della Roma e della Juventus, perché questo dice la classifica a due giornate dalla fine. Per gli atalantini la vittoria significherebbe sicura partecipazione alla coppa, lo stesso vale per la Roma che invece manderebbe in analisi la squadra bianconera che, al contrario, organizza la macumba per la sconfitta giallorossa. È un momento decisivo per progetti e bilanci, a Roma hanno le idee chiare, Claudio Ranieri è il docente di riferimento per i Friedkin ed il futuro della squadra, a Torino la confusione regna sovrana in campo e in sede. […]

Per tutti, scudetto, coppe europee e retrocessione, saranno importanti gli arbitraggi, viste le recenti esibizioni possiamo aspettarci la qualunque.

(Il Giornale – D. Damascelli)

Certezza Zalewski, il nuovo ruolo lo esalta e segna alla Yamal: “Scudetto, l’Inter c’è”

Si è girato che per un attimo è sembrato di vedere uno Yamal dal piede destro, controllo col tacco e tiro a giro che dici “oh, mamma”. E certo che no, Nicola Zalewski non è Yamal. Ma è un giocatore che si e già guadagnato l’Inter di domani ed è il suo trofeo. Il riscatto non è in discussione, sei milioni e mezzo di motivi per prenderselo definitivamente dalla Roma. […]

«Non é difficile trovarsi bene in questo gruppo e in questa squadra. L’ho già detto e lo ripeto: mi trovo benissimo all’Inter, con i compagni e i tifosi, voglio restare qui, poi deve decidere la società». E ha già deciso, infatti. […]

Sta per approcciarsi alla terza finale europea in quattro anni, dopo quelle di Conference e di Europa League con la Roma: «Nello sport chi lavora duramente viene ripagato, poi per entrare nella storia queste finali bisogna vincerle – ha raccontato -. Io ne ho vinta una e un’altra l’ho persa ingiustamente. Ora ho di fronte quella più importante della mia vita. Almeno per ora».

(gasport)