Addio tra Frederic Massara e il Rennes: il club francese tramite una nota ufficiale ha comunicato la separazione consensuale con l’ex ds della Roma e del Milan. “Di comune accordo, lo Stade Rennais F.C. e Frederic Massara, nominato Direttore Sportivo il 10 luglio 2024, hanno deciso di porre fine alla loro collaborazione al termine dell’ultima giornata di Ligue 1 – si legge nel comunicato -. Il club rende omaggio al suo impegno negli ultimi undici mesi e augura a Frederic, la cui professionalità e personalità sono state apprezzate da tutti, il meglio per il resto della sua carriera”.
LR24 (MIRKO BUSSI) – Strizzando il calcio dentro i luoghi comuni, spesso, il passaggio corto ha preso un’accezione pericolosa, come un presagio negativo, lasciando a quello lungo la sicurezza, quantomeno, di uno sventato pericolo seppur meno redditizio. A maggior ragione quando questo avviene all’interno della propria metà campo, figurarsi se con la porta ancora nel cono visivo.
In realtà, come accaduto alla Roma lunedì sera, non è la lunghezza dei passaggi a stabilire la tenuta di sicurezza della squadra, almeno non in assoluto. Tant’è che la squadra di Ranieri, contro l’Atalanta, si è prodotta in una partita ancor più diretta del solito, riducendo a 119 il conteggio dei passaggi corti, quelli che non superano i 14 metri. Soltanto contro Lazio e Inter, dove la situazione di vantaggio nel punteggio poteva inasprire la disponibilità a manovre più elaborate, ne aveva totalizzati di meno. Dall’altra parte, però, appena il 39% dei passaggi lunghi, stabiliti in quelli superiori ai 29 metri, è stato completato, dunque ha raggiunto la destinazione di un compagno romanista con successo.
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“I passaggi lunghi non allontanano i pericoli”
Lunedì l’#ASRoma ha tentato di fare una partita diretta: solo 119 passaggi corti, 4° dato più basso dell’anno.
Ma appena il 39% dei passaggi lunghi è stato completato, il valore peggiore in A della Roma. pic.twitter.com/E5SuERyRQf
Proprio un tentativo di giocata lunga, lunedì, ha allestito lo scenario da cui l’Atalanta è uscita col 2-1. Al 76′ Svilar batte un calcio di rinvio che porta Ederson e Cristante al duello aereo. Il colpo di testa è del centrocampista dell’Atalanta cadendo poi nella zona di Lookman, con la Roma costretta a cimentarsi in una situazione difensiva che tenta di evitare costantemente, con 50 metri di profondità alle spalle.
La rapida triangolazione Lookman-Retegui-Lookman porta l’attaccante dell’Atalanta in 1 contro 1 esterno e fa riempire l’area romanista. Qui, sulla successiva respinta debole, scaturirà il pallone con cui Sulemana scriverà il 2-1 definitivo.
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Dalla triangolazione Lookman-Retegui nasce l’1v1 esterno da cui poi si arriverà in area di rigore.
La respinta successiva produrrà il pallone che Sulemana trasformerà nel 2-1. pic.twitter.com/8Ldv6KXqnQ
Un principio simile lo si ritrova facilmente sulle palle inattive, in particolare su punizioni laterali o da distanza. E nel primo tempo se ne è avuta testimonianza quando Soulé ha spedito in area un calcio di punizione da circa 30 metri dalla porta. In queste situazioni i calciatori disposti in barriera sono potenzialmente pericolosi perché, in caso di respinta difensiva, la dinamica dell’azione li porrebbe in una condizione favorevole. È proprio Lookman, inizialmente in barriera, a convertire rapidamente quel pallone calciato e respinto dall’area dell’Atalanta in una transizione ad alto rischio. Scartando la pressione di Soulé, che aveva appena battuto, la squadra di Gasperini si sfoga in campo aperto ritrovandosi in superiorità numerica sulla strada verso Svilar.
Una volta riequilibrata, almeno numericamente, la situazione, è talmente stravolta da avere Shomurodov costretto a tentare di assorbire l’inserimento di Ederson, con tutto ciò che ne consegue. Fino al pallone sprecato da De Ketelaere da una posizione decisamente favorevole. Gli effetti del caos: talmente latente nel calcio da renderne vano ogni tentativo di semplificazione.
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Anche quando la situazione numerica viene riequilibrata, l’emergenza porta ad avere Shomurodov a dover assorbire l’inserimento di Ederson. Da qui, la pesante occasione capitata a De Ketelaere.
L’Atalanta è la squadra che sa arredare meglio il caos. pic.twitter.com/M7ozwulZac
Il ct dell’Argentina, Lionel Scaloni, ha diramato la lista dei giocatori pre-convocati che militano in squadre estere per la doppia sfida di qualificazione al prossimo Mondiale: la Seleccion giocherà contro Cile e Colombia rispettivamente il 6 giugno e l’11 giugno. Nell’elenco è presente anche il centrocampista della Roma Leandro Paredes.
Prima del match con il Milan, in programma domenica alle 20.45 allo Stadio Olimpico, la Roma fa sapere che in collaborazione con il Campus Bio-Medico è previsto un evento di prevenzione per i tifosi giallorossi:
Nuovo evento di prevenzione in favore dei tifosi previsto allo Stadio Olimpico prima del fischio d’inizio di Roma-Milan in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Official Medical Partner del Club.
L’AS Roma rilancia il proprio impegno in favore della community promuovendo anche in questa stagione un’iniziativa di prevenzione medica in concomitanza con l’ultimo match contro il Milan in programma domenica 18 maggio allo Stadio Olimpico.
Grazie alla collaborazione degli specialisti del Policlinico Campus Bio-Medico, i tifosi che si prenoterannoa questo link fino alle 18:00 del 17 maggio, potranno effettuare una valutazione medico-sportiva con misurazione della pressione arteriosa ed elettrocardiogramma nell’apposita tensostruttura che sarà attiva allo Stadio Olimpico, nei pressi della Fan Zone, dalle 18:30 alle 20.30.
Chi non riuscisse a effettuare la prenotazione, potrà comunque recarsi sul posto per ritirare un gadget in omaggio e avere indicazioni per poter prenotare una visita di idoneità sportiva al Policlinico Campus Bio-Medico a condizioni agevolate.
L’iniziativa rientra nella policy Health & Well Being della UEFA Sustainability Strategy 2030 a cui il Club giallorosso si ispira.
Svolgere attività fisica regolare contribuisce a migliorare non solo la salute cardiovascolare e muscolare, ma anche il benessere mentale. Inoltre, l’esercizio fisico aiuta a prevenire molte patologie croniche, come il diabete di tipo 2 e l’osteoporosi. Occorre, però, praticarlo in sicurezza, sottoponendosi agli esami e alle visite specialistiche del caso.
Claudio Ranieri ha ricevuto il premio Giuseppe Colalucci che quest’anno arriverà all’undicesima edizione. Questa mattina una delegazione della giuria composta da Guido D’Ubaldo, Andrea Garibaldi e Alessio Di Francesco, ha incontrato l’allenatore della Roma presso il Centro Sportivo Fulvio Bernardini, quartier generale della squadra giallorossa a Trigoria e gli ha consegnato la targa con la motivazione di premio speciale alla carriera. Ranieri, visibilmente soddisfatto, ha gradito il premio che avrebbe dovuto già ritirare negli anni passati. “E’ il momento giusto per questo prestigioso riconoscimento perché sono giunto alla fine della mia carriera”.
Il premio Giuseppe Colalucci nasce dall’idea del presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, per ricordare la figura dell’avvocato/giornalista storico direttore del Tifone, che dagli anni ’50 agli anni ’80 animò fortemente il panorama dell’informazione della Capitale. Un riconoscimento volto a riscoprire lo spirito vivace dell’informazione sportiva e che, negli anni, ha premiato tante firme del giornalismo e personaggi affermati dello sport, della cultura, dello spettacolo e della politica italiana. Tra i tanti premiati, nelle varie edizioni, il sindaco Gualtieri, Antonello Venditti, Nicola Piovani, Massimo D’Alema, Lorella Cuccarini e Rocco Papaleo.
FUTBOL EMOTION – Tommaso Baldanzi si racconta a tutto tondo e tra i vari temi trattati si sofferma sulla sua esperienza alla Roma e sul rapporto con l’allenatore Claudio Ranieri. Ecco le sue parole.
Ti svegli molto presto?
“Sì, mi sveglio presto perché come sapete Roma abbastanza caotica. Mi sveglio, faccio una breve colazione e poi vado direttamente al campo”.
Molte volte vai direttamente al campo a digiuno?
“Sì, perché la colazione ce l’abbiamo anche lì. Quindi magari se mi sveglio un po’ più tardi vado direttamente al campo e faccio colazione lì”.
Vivi in una zona molto tranquilla, ti hanno aiutato a cercare questa casa?
“In realtà no, mi piaceva una zona molto vicino alla gente così che potessi fare due passi magari nel pomeriggio quando non mi alleno. Quindi ho trovato casa qua, mi è piaciuta subita e sto benissimo”.
Fai sempre la stessa colazione o alterni?
“Più o meno sì, mangio yogurt e il caffè non manca mai”.
Quando sei al campo, vi seguono dei nutrizionisti o scegliete sempre voi?
“Diciamo che possiamo scegliere noi. I nutrizionisti ci danno delle opportunità come delle uova, dei pancake e te le mettono a disposizione. Sei tu poi che scegli quello che preferisci”.
Vi arrivano già delle informazioni sull’allenamento del giorno o lo scoprite direttamente in campo?
“No, lo scopriamo lì. Magari sappiamo che più è lontano dalla partita è più sarà impegnativo, mentre è più tranquillo quando si è vicini alla partita. L’allenamento specifico lo sappiamo appena arriviamo”.
Vedo che hai un pallone in una teca. Che pallone è?
“Il pallone è della la mia prima tripletta tra i professionisti che ho fatto in Nazionale U21 a ottobre ed è stata una settimana molto bella per me. Sono stato molto con i compagni, ci siamo divertiti e quindi a fine del raduno ho deciso di farmelo firmare da tutti i ragazzi, dato che comunque era anche merito loro se è arrivato quel traguardo mio. Quindi l’ho messo lì come ricordo. Una tripletta non non si scorda mai”.
Per andare al campo come ti organizzi?
“Di solito vado io con la mia macchina. Ci metto 25/30 minuti, dipende dal traffico”.
Il traffico di Roma?
“Roma come città è veramente tanto trafficata, però è una cosa magari dipende anche dagli orari, la mattina un po’ di più. Se esci nel pomeriggio a volte trovi traffico e altre volte non ci sono problemi”.
E com’è la piazza? Come si sente per un calciatore?
“Bellissima, bellissima. Molto calorosa. Io personalmente mi sono trovato benissimo, ci sto benissimo e c’è qualsiasi cosa che ti serve. C’è un’atmosfera che ti accompagna alle partite ed è stupendo. C’è tanta differenza tra giocare nello stadio dell’Empoli e giocare all’Olimpico”.
Com’è la tua vita qui a Roma?
“C’è qualcuno che ti può chiedere delle foto, ma fa parte del gioco ed è normalissimo. Mi piace comunque a volte fare due passi in centro, mi trovo bene”.
Quando non hai l’allenamento, quando non hai partite, cosa fai solitamente qui a Roma?
“A volte mi piace tornare tornare a casa dai miei, da mia sorella, dai miei amici. Se rimango a Roma non lo so, mi piace a volte andare in centro a fare un giro magari la sera, mi piace e vivo un po’ la città, dai. È bella”.
L’hai visitata tutta o ti manca qualcosa?
“Tutta no, sicuramente, però una buona parte”.
Com’è andata l’allenamento?
“Tutto bene, tutto bene. È stato abbastanza intenso, però è andata bene”.
Sei entrato per le 9:30 e sei uscito circa mezz’oretta fa, quindi è stato tosto.
“Sì, è stato lungo, però comunque mi piace a volte fermarmi, fare un po’ di recupero anche con i ragazzi a ridere e scherzare un po’ con loro. Sono uscito un po’ dopo anche per quello. Non è stato tutto allenamento, però è stato intenso”.
Cosa fai di solito quando finisci di allenarti?
“Di solito finito l’allenamento pranzo molte volte al ristorante della Roma che è veramente buono e comunque una cucina più sana. Però, comunque, anche questo è un bel ristorante, è più proprio tipico di cucina romana”.
Come la vivi la dieta a Roma?
“Non ho una dieta particolare perché spesso decido di mangiare al campo e gli chef ci preparano cibi ovviamente salutari. Non ho una dieta particolare, però cerco di mangiare sempre meglio possibile. Magari se devo fare uno sgarro lo faccio a cena che posso uscire, però cerco di starci molto attento”.
Quando vuoi fare uno sgarro, cosa ti piace mangiare?
“Mi piace molto la cucina romana. Mi piace il sushi, ogni tanto vado con la mia ragazza. Però principalmente la cucina romana è veramente buona. La dieta è una scelta personale, se vuoi c’è un ragazzo che ti segue, mentre altrimenti se riesci a fare da solo e ti controlli va bene. Puoi tranquillamente mangiare quello che vuoi, ovviamente stando attento e cercando di mangiare il meglio possibile”.
Com’è per te avere un mister con esperienza come Ranieri? Qual è stato il cambio che avete avuto?
“Sicuramente anche lo vedete dai risultati, ma anche come persona è stato un allenatore veramente molto importante per noi perché abbiamo vissuto un periodo un po’ difficile e ci serviva quel cambio che forse in una piazza così poteva darci solo lui conoscendo tutto. È stato bravissimo. Poi siamo stati bravi anche noi perché comunque abbiamo fatto diverse vittorie consecutive, non è mai facile. Siamo felici, era quello che ci serviva. Siamo lì, c’è un finale di stagione da affrontare e dobbiamo farlo al massimo”.
Mangi romano….
“Sì, la carbonara è la mia preferita. Durante la settimana preferisco il salto in bocca. Sono un po’ più salutari…”.
Com’è per te giocare in una squadra con tanta storia, però soprattutto con dei giocatori così importanti che possono essere un riferimento sia fuori che dentro il campo?
“Per me è un grandissimo onore giocare con con determinati giocatori in squadra come Dybala, Paredes, Hummels… mi ha colpito conoscere le persone che sono, perché in campo li avevo già visti giocandoci contro. Sono delle persone umilissime, bravissime e ti aiutano ogni giorno, ti danno modo comunque di migliorarti. E poi comunque ci sono anche figure come Totti e De Rossi, che ho avuto la fortuna di averlo come allenatore… Sono importanti per questa città e soprattutto per il calcio italiano. Questo è un onore doppio”.
Fai altri sport?
“No. Però a volte mi piace magari curarmi con un un po’ di lavoro per la prevenzione, un po’ di parte alta del mio corpo. Oppure mi piace semplicemente magari fare due passi. Non ho molti hobby, mi piace molto il tennis ma non è che lo pratico molto”.
Sei scaramantico con le scarpe? Utilizzi le stesse se fai gol o una buona prestazione?
“Non sono scaramantico. Ma una volta che indosso uno scarpino e mi ci trovo bene tendo a utilizzarlo per un bel periodo. Fino a quando magari non inizia a diventare abbastanza vecchio”.
Il trequartista è un ruolo che è cambiato molto ultimamente. Ti senti cambiato?
“Il calcio è un po’ cambiato e andato in altre direzioni, però penso ci siano comunque tantissimi giocatori trequartisti o comunque di statura un po’ più bassa. Mi sento molto migliorato perché penso di aver lavorato tanto su me stesso. Giocare in una squadra come la Roma non è facile. Chiaramente è bellissimo, è un onore, ma ovviamente ci sono giocatori molto più forti. Mi sento migliorato perché ho giocato anche mezzala e trequartista e penso di ricoprire più ruoli. Ho lavorato su questo, mi sono provato ad adattare e a curare di più la fase difensiva. Mi è piaciuto anche coesistere con giocatori simili a me come Dybala e Soulé. Mi sto trovando molto bene”.
Com’è vestire la maglia della nazionale azzurra e quali sono i tuoi obiettivi?
“Sicuramente è un grandissimo onore vestire qualsiasi maglia azzurra. Ora il mio obiettivo principale è l’Europeo a giugno perché è la fine di un ciclo. Per noi sarebbe bellissimo e importantissimo fare bene. Con i ragazzi del 2003 siamo arrivati in fondo al Mondiale e ci teniamo tantissimo a fare un grande europeo. Poi in futuro il mio obiettivo sarà la nazionale maggiore. Ci sto lavorando e cerco sempre di migliorarmi anche per quello. Sarebbe un onore arrivarci”.
Quali sono i tuoi obiettivi a corto e lungo termine? Vuoi dare qualche consiglio ai ragazzi che ci stanno guardando?
“I miei obiettivi non sono molto strani. Cerco sempre di migliorarmi. Spero di continuare a giocare come ho fatto nell’ultimo periodo, perché sicuramente ho giocato di più rispetto all’inizio. Penso che quando uno si impegna in campo e dà il massimo non ha niente da rimpiangere. Il mio consiglio è di metterci sempre il massimo impegno e soprattutto, in un calcio che magari non è più tanto per giovani, dico che il divertimento è una parte fondamentale del gioco”.
Domenica alle ore 20:45 la Roma affronterà il Milan allo Stadio Olimpico nel match valido per la trentasettesima giornata di Serie A. A due giorni dalla delicatissima sfida Claudio Ranieri interverrà in conferenza nella sala stampa del centro sportivo ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria: l’appuntamento è fissato a domani alle ore 12:30.
Giulia Dragoni, centrocampista di proprietà del Barcellona e attualmente in forza alla Roma Femminile, si è operata al legamento deltoideo della caviglia destra nella giornata odierna. “Nel giro di un secondo è finita la mia stagione, improvvisamente e senza preavviso… – scrive la giovane calciatrice in un lungo post su Instagram -. L’operazione è andata bene fortunatamente, grazie mille a tutti per i messaggi. Mi ritengo privilegiata ad avere degli staff medici così competenti alle mie spalle e delle persone che si preoccupano e si prendono cura di me. Non vedo l’ora di tornare a fare ciò che più mi piace, ma per ora posso solo fare un grande in bocca al lupo alle mie compagne per la finale di sabato”.
Gianluca Falsini, allenatore della Roma Primavera, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai canali ufficiali del club alla vigilia del match contro l’Atalanta, valido per la trentottesima giornata di campionato e in programma domani alle ore 14. Ecco le sue parole: “La cosa più importante è il fatto che i ragazzi che hanno giocato meno hanno dimostrato di esserci mentalmente e fisicamente. Inoltre hanno qualità tecniche importanti, perché altrimenti non sarebbero qui alla Roma. Il lavoro è stato fatto bene, il merito è loro e stanno facendo un percorso importante. Sono contento, non era facile giocare a Empoli in quel modo”.
Contro l’Atalanta ci sarà un po’ di turnover?
“Dobbiamo decidere. Alcuni giocatori fondamentali non ci saranno perché non stanno benissimo e tra 10 giorni ci sarà la partita più importante dell’anno, quindi dobbiamo cercare di recuperarli il più velocemente possibile. Vediamo se sarà una formazione simile a Empoli o una via di mezzo e probabilmente sarà così. Cerchiamo di finire bene la regular season, che per noi è stata fantastica. Vogliamo abbracciare per l’ultima volta i nostri tifosi, che ci sono stati sempre vicini e li dobbiamo ringraziare. Speriamo di finire nel migliore dei modi”.
Poi la testa sarà alla semifinale…
“Sì, da sabato mattina penseremo alla semifinale. Dobbiamo chiudere bene questa regular season e devo valutare la condizione di alcuni giocatori per vedere se stanno bene e ci possono dare una mano nelle rotazioni”.
🐺 Ultima partita di regular season per la nostra Primavera
⚽ Domani alle ore 14 contro l’Atalanta al Tre Fontane
Il futuro di Gian Piero Gasperini è ancora da decifrare, ma l’Atalanta è intenzionata a blindarlo. Come riportato dal sito che si occupa di calciomercato, la parte americana della dirigenza della Dea è pronta a far di tutto pur di trattenerlo e nei prossimi giorni ci sarà un incontro con il tecnico di Grugliasco. L’allenatore però tentenna e vorrebbe tenere fede alle dichiarazioni fatte in precedenza. Intanto Roma, Milan e Napoli osservano la situazione in attesa di sviluppi.