VOCALELLI: “La Roma a Torino deve vincere” – PRUZZO: “Sarri grande professionista e bell’allenatore”

Si avvicina l’ultimo match di domenica contro il Torino. La Roma andrà a giocare in casa del Torino per cercare di conquistare gli ultimi tre punti a disposizione in campionato. Di questo hanno parlato le voci dell’etere romano. “Sarri? È un grande professionista ed è un bell’allenatore, la Roma però deve concentrarsi sulla partita contro il Torino perché potrebbe essere una trappola“, il pensiero di Roberto Pruzzo. Alessandro Vocalelli: “La Roma deve vincere a Torino non solo per sperare nel Venezia, ma anche per non avere brutte sorprese“.

_____

Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

_____

 

Sarri? È un grande professionista ed è un bell’allenatore, la Roma però deve concentrarsi sulla partita contro il Torino perché potrebbe essere una trappola. Mancini si sta meritando di essere confermato. In questo momento Soulé vale la metà di quello che è stato pagato  (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Mancini è antipatico da morire in campo, però me lo prenderei sempre. Delle volte mi sembra troppo istintivo. La Roma dovrebbe ripartire da lui il prossimo anno, se si troverà un altro centrale da affiancargli potrebbe uscire fuori una grande difesa (FERNANDO ORSI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Thiago Motta? Io lo prenderei (MATTEO CIRULLI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Non prenderei Thiago Motta, dai racconti che si fanno anche quando era Bologna sembra sia un allenatore in grado di creare empatia con dei giocatori che non hanno ancora raggiunto uno status importante (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Champions? La Roma sta bene, ha l’orgoglio che deriva da questa cavalcata infinita e ha la sensazione che il 4° posto sia diventato realtà o poco meno di una realtà. Deve fare il suo dovere per far gridare al prodigio vincendo a Torino e aspettando notizie, che penso potrebbero essere positive, da Venezia (FRANCO MELLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

La Roma deve vincere a Torino non solo per sperare nel Venezia, ma anche per non avere brutte sorprese. È in una strada di mezzo, può andare in Champions ma deve difendere il posto in Europa League (ALESSANDRO VOCALELLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

 

Stadio Roma, riunione Comune-Regione con focus sul bosco di Pietralata: si lavora all’intesa sui prossimi step da compiere

Arrivano ulteriori aggiornamenti sul nuovo Stadio della Roma. Secondo quanto riportato dal giornalista Alessio Di Francesco, si è appena conclusa la riunione tra il Comune di Roma e la Regione Lazio e il tema principale è la presenza del bosco nella zona in cui dovrebbe sorgere l’impianto. Dopo aver fatto il punto della situazione le parti avrebbero cercato un allineamento sulle future procedure e i prossimi passi da intraprendere.

Calciomercato Roma: Sarri mai contattato dal club giallorosso

La Roma continua a cercare un nuovo allenatore in vista della prossima stagione e nelle ultime ore aveva preso quota il nome di Maurizio Sarri. Come rivelato da Angelo Mangiante nel corso del programma dell’emittente televisiva, l’ex tecnico della Lazio, pur piacendo a Claudio Ranieri, non è mai stato contattato dal club giallorosso.

(Sky Sport)

DOVBYK: “Sto facendo una buona stagione, non rimpiango di aver scelto la Roma. Futuro? Dipende dal nuovo allenatore, ma qui sono felice” (VIDEO)

FOOTBALL SCHOOL – Artem Dovbyk ha rilasciato alcune dichiarazioni al canale YouTube e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura alla Roma e sul futuro. Ecco le sue parole.

L’infortunio?
“L’infortunio non è serio, riguarda l’adduttore e con 5/6 giorni il recupero è completo. Lo staff medico mi ha detto che proveranno a recuperarmi in vista di quella partita e credo che avrò l’opportunità di giocare contro il Torino, anche se non dal primo minuto. Penso che sarò in grado di aiutare la squadra. Decideremo comunque nella rifinitura”.

La Roma deve assolutamente vincere…
“Sì, possiamo solo vincere, così come il Venezia ha bisogno di una vittoria per rimanere in Serie A. Per questo spero che non sarà facile per la Juventus. Non dipenderà solo da noi, proveremo a fare il possibile per ottenere i 3 punti”.

È stata una stagione difficile, in cui la Roma ha cambiato 3 allenatori…
“All’inizio è stato molto difficile, ho deciso di trasferirmi alla Roma grazie a De Rossi. Avevo parlato con lui, del modo in cui lui avrebbe voluto vedermi giocare, e mi aveva dato delle sensazioni positive. Condividiamo la stessa idea di calcio offensivo. Ma dopo 4 giornate c’erano rumors negativi intorno al club, c’era chi sosteneva che la squadra giocasse contro De Rossi ma non era vero. La squadra è stata costruita per lui, così come gli acquisti, poi però è venuto Juric con uno stile di gioco completamente differente, molto simile a quello di Gasperini. L’Atalanta però ha costruito un progetto lungo anni, fatto su misura per quel tipo di calcio. Juric è venuto con una proposta di calcio che noi, non potevamo semplicemente mettere in atto a livello fisico. Contro la Fiorentina si è visto, la squadra era a 50/60 metri dall’attaccante. Non avevamo chance dal punto di vista fisico e abbiamo perso 5-1. Lì ho capito quanto bisogna essere pronti per fare un certo tipo di calcio. Poi è arrivato Ranieri, che ha fatto un lavoro più psicologico perché avevamo perso tante partite ed eravamo quasi in fondo alla classifica. È stato bravo a fare alcuni cambiamenti e a dirci tante piccole cose che hanno poi portato la squadra a giocare diversamente. Abbiamo vinto tanti match importanti, ma quando cambi 3 allenatore in una stagione è difficile. Per un attaccante la cosa più importante è capire che tipo di gioco si vuole. Penso che la Serie A sia uno dei campionati più difensivi, molto tattico e difficile da affrontare. Tutti sono molto forti fisicamente. In Spagna, per esempio, lasciano molto più spazio. Quando sono arrivato non pensavo di trovare tutta questa differenza, in Spagna ho giocato contro Barcellona, Atletico Madrid e Athletic Bilbao ma qui i difensori ti seguono ovunque. Sono molto preparati e aggressivi dal punto di vista tattico. Per fortuna c’è il VAR, ma ogni volta finisco la partita con dei graffi sul corpo. In Italia i difensori non sono più forti, bensì più attenti”.

Quali difensori ti hanno impressionato?
“La Juventus ha due ottimi difensori come Bremer e Gatti, quando ci abbiamo giocato al ritorno Bremer era infortunato. Lui è molto forte, credo uno dei calciatori più tosti da affrontare. I difensori sono molto preparati. Loro due mi seguivano in ogni zona del campo. Contro la Juventus mi sono sentito molto in difficoltà”.

Tutti gli allenatori che hai avuto alla Roma hanno chiesto alla squadra di servirti meglio…
“Al Dnipro ho giocato un calcio differente, ero più libero dal punto di vista tattico. In Ucraina il calcio era più lento, ci ho messo un po’ per capire come muovermi in campo. Con il Girona la squadra era differente, avevamo un gioco bellissimo e molto più offensivo con esterni d’attacco come Savinho e Tsygankov, che cercavano costantemente di servirmi. Avevo tantissimi tiri a disposizione per ogni gara, qui invece molti di meno. Il problema è questo, devo utilizzare nel migliore dei modi un buon assist perché se non lo faccio, probabilmente non ricapiterà. Abbiamo guardato le statistiche, prima della sfida con l’Atalanta, Ranieri ci ha mostrato come loro siano primi in Italia per chance create sui cross in area di rigore. E i risultati si vedono con Retegui, che sta facendo una stagione fantastica. L’Atalanta gioca un calcio molto offensivo, ma anche noi ultimamente attacchiamo di più”.

Hai comunque segnato 17 gol alla prima stagione in Italia…
“Guardo i migliori attaccanti del campionato come Lautaro, Thuram, Lukaku. Hanno segnato più o meno i miei stessi gol e questo significa che stanno avendo una brutta stagione? Non sono i gol a determinare una stagione, ovviamente la gente si aspetta tanti gol dopo la stagione al Girona. Ma le aspettative restano aspettative, io cerco di dare tutto quello che posso e cerco di sfruttare ogni singola occasione che mi capita. Mi sono adattato e ho fatto esperienza in questo campionato, mi sono abituato anche a giocare in uno stadio differente da quello a cui ero abituato. Giocare davanti 70mila persone ogni weekend è differente, la pressione è diversa. I tifosi sono completamente diversi. La stagione è buona, ho comunque fatto 12 gol in Serie A nella mia prima stagione a Roma. Spero di farne di più in futuro”.

Rimpiangi di aver scelto la Roma?
“No, nessun rimpianto, è stata una mia scelta. Al Girona avrei giocato la Champions, ma ci sono state anche delle cessioni importanti di giocatori che mi avevano fornito 11 assist. Quindi mi sono venuti dei dubbi sulla permanenza. Dopo una stagione del genere hai bisogno di fare un salto di qualità, dato che non ho più 20 anni. Ci sono state trattative con l’Atletico, che poi non sono andate a buon fine, per delle questioni tra i direttori sportivi. Credo che qualcuno del club non mi volesse davvero. C’era anche il West Ham e parlai anche con l’allenatore. Inoltre anche alcuni club dell’Arabia Saudita erano interessati. Ma ho voluto continuare in Europa nonostante in Arabia Saudita l’ingaggio sarebbe stato molto elevato. C’era quindi tre opzioni: Atletico, West Ham e Roma.

Perché non hai scelto la Premier?
“De Rossi è stato un fattore determinante per me e inoltre ho seguito il mio istinto. Anche il West Ham era un’opzione interessante, ma non ho rimpianti. Ora con la Roma stiamo lottando per la qualificazione in Champions League. Le statistiche dimostrano che sto facendo una buona stagione”.

Considererai le offerte da altri club in vista della prossima stagione? Si è anche parlato dell’interesse dell’Inter…
“Non amo guardare troppo avanti. Adesso arriverà un nuovo allenatore. Se lui dirà chiaramente che avrà bisogno di me e che sarò un giocatore importante per la Roma, allora resterò. Qui ho un contratto di 5 anni e sono felice. Mi piacciono lo stadio, i tifosi e il loro sostegno. Se l’allenatore dirà che avrà bisogno di un altro attaccante allora dovrò cercarmi una nuova squadra. Tutto dipenderà dall’allenatore. Ci sono tanti candidati, vediamo chi sarà e poi prenderemo eventualmente tutte le decisioni del caso”.

Come ti stai trovando con Ranieri?
“Un tecnico con grande esperienza, grande intelligenza e molto attento ai piccoli dettagli. Prima del Milan ci ha mostrato un video riguardo all’arbitro e ci ha detto: ‘Vi faccio vedere un video di Castellanos in Lazio-Juventus, in cui lui ha provocato il difensore e poi è stato colpito da Kalulu, il quale è stato espulso’. Nella sfida col Milan Mancini ha avuto la stessa situazione con Gimenez e l’attaccante del Milan è stato espulso. Queste piccole cose fanno la differenza in queste partite. Abbiamo giocato 19 partite senza perdere, ha stravolto la stagione”.

Gasperini potrebbe essere il nuovo allenatore della Roma…
“Onestamente non ho idea di chi sarà il nuovo allenatore. Ho letto alcune news, ma non posso affermare con precisione. Credo sia qualcosa di segreto”.

Italia Under 21: Baldanzi e Pisilli convocati per il raduno di preparazione all’Europeo (COMUNICATO)

L’Europeo Under 21 si avvicina e il commissario tecnico dell’Italia, Carmine Nunziata, ha diramata la lista dei 28 calciatori convocati per il raduno di preparazione a Cesenatico (da martedì 27 a sabato 31 maggio), a cui da lunedì 2 giugno seguirà un secondo raduno al CPO di Tirrenia. Nell’elenco figurano due giocatori della Roma e si tratta di Tommaso Baldanzi e Niccolò Pisilli. Inoltre entro la mezzanotte di mercoledì 4 giugno verrà comunicata alla UEFA la lista dei 23 convocati per l’Europeo (in programma dall’11 al 28 giugno).

L’ELENCO DEI CONVOCATI

Portieri: Sebastiano Desplanches (Palermo), Jacopo Sassi (Crotone), Gioele Zacchi (Latina);

Difensori: Diego Coppola (Hellas Verona), Daniele Ghilardi (Hellas Verona), Gabriele Guarino (Carrarese), Michael Kayode (Brentford), Giovanni Leoni (Parma), Marco Palestra (Atalanta), Lorenzo Pirola (Olympiacos), Matteo Ruggeri (Atalanta), Riccardo Turicchia (Juventus), Mattia Zanotti (Lugano);

Centrocampisti: Tommaso Baldanzi (Roma), Alessandro Bianco (Monza), Issa Doumbia (Venezia), Giovanni Fabbian (Bologna), Jacopo Fazzini (Empoli), Cher Ndour (Fiorentina), Simone Pafundi (Udinese), Niccolò Pisilli (Roma), Matteo Prati (Cagliari), Cristian Volpato (Sassuolo);

Attaccanti: Giuseppe Ambrosino (Frosinone), *Francesco Pio Esposito (Spezia), Sebastiano Esposito (Empoli), Wilfried Gnonto (Leeds United), Luca Koleosho (Burnley).

(figc.it)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE

World Sevens Femminile, Roma-PSG 1-2: la rete di Corelli non basta. Seconda sconfitta consecutiva per le giallorosse ed eliminazione ai gironi

Cade ancora la Roma Femminile al Torneo World Sevens, competizione di calcio a sette in corso a Estoril (Portogallo). Dopo la sconfitta di ieri per 2-3 contro il Manchester United, le giallorosse sono state battute per 1-2 dal PSG ai tempi supplementari: Corelli sigla la rete del vantaggio al 10′, ma Echegini e Leuchter ribaltano il risultato e regalano la vittoria alle parigine. Ko doloroso per le ragazze di Spugna, le quali dicono addio alla competizione a causa delle due sconfitte consecutive. A una giornata dal termine (che si giocherà stasera) la classifica del Gruppo B recita: Manchester United 6, PSG 6, Roma 0 e Benfica 0.

Instagram, Misitano saluta il club giallorosso: “Ciao Roma. Grazie” (FOTO)

Giulio Misitano, attaccante della Roma Primavera, saluta il club giallorosso. Il centravanti lascerà la società capitolina a parametro zero in seguito alla scadenza del contratto e si unirà all’Atalanta Under 23. Il classe 2005 ha già firmato con la Dea e in questa stagione ha messo a referto 14 reti e 6 passaggi vincenti in 23 partite tra campionato e coppa con la maglia giallorossa. “Ciao Roma. Grazie”, il messaggio con cui Misitano saluta la Roma in un post pubblicato su Instagram.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Giulio Misitano (@giuliomisitanoo)

Totti: “I Friedkin hanno già scelto il nuovo allenatore, per vincere serve un top. Allegri o Conte alla Roma? Per me hanno firmato con altri club…”

Nel corso di un evento di padel a Roma Francesco Totti è intervenuto ai microfoni dell’emittente televisiva. Le sue dichiarazioni:

Che finale di Champions ti aspetti tra Inter e Psg?
“Sicuramente una grande finale. Disputare una finale di Champions League è da brividi, paurosa e commovente. Si affrontano due grandi squadre. Siamo contenti ci sia una squadra italiana e, senza nulla da togliere a Luis Enrique, noi italiani tifiamo una squadra italiana, come è giusto e doveroso che sia”.

Ti aspettavi che Luis Enrique facesse questa carriera?
“Oltre ad essere una grande persona, è un grande allenatore. È normale che quando cambi città e cultura non è semplice a primo impatto. Ha avuto un po’ di problemi a Roma, poi ovunque è andato ha fatto abbastanza bene. A Parigi ha trovato la sua stabilità e la sua serenità e con la grande squadra a disposizione ha dimostrato di poter vincere la Champions”.

Ranieri? Lo hai chiamato già nel 2019 in panchina. 
“Bisogna solo ringraziarlo. È un grande tifoso della Roma, ha fatto un percorso straordinario e commovente, nessuno si sarebbe mai aspettato una Roma diversa da inizio stagione. È riuscito a rimetterla in corsa, arrivando fino all’ultima giornata e sperando nella Champions. Quando facevo il dirigente parlavano di 2-3 nomi e con Fienga abbiamo parlato e scelto Ranieri, era l’unico che poteva dire di sì. Lo abbiamo chiamato, prima del Porto c’erano problemi con Di Francesco e lo abbiamo chiamato dopo la partita, ha detto sì senza ma e senza se. Va solo ringraziato”.

Quanto ha inciso Conte nello scudetto?
“Stiamo parlando di uno dei più grandi allenatori italiani e mondiali in circolazione. Quando hai un personaggio di questa voglia, questo carisma e questa determinazione, hai molta più possibilità di vincere un campionato. Vincendo quest’anno penso che lo abbia meritato, domani ci sarà l’atto finale e sarà quello definitivo, come tutti sapevamo”.

Da dirigente avevi chiamato Ranieri, se fossi oggi dirigente della Roma chi chiameresti?
“Un nome importante per una piazza importante. Non sappiamo le dinamiche interne, loro sanno quale allenatore potranno chiamare se non lo hanno già fatto. Speriamo che sia un grande personaggio con carisma e con grande voglia di riportare la Roma il più alto possibile. Quella è la speranza di noi romanisti. Da dirigente non posso parlare perché non lo sono. Sicuramente non è un nome normale”.

Alla Roma potrebbero prenderti in considerazione come dirigente…
“Nel calcio serve anche fortuna, no? Sicuramente ci sarà gente più competente di me giustamente”.

Ma se fossi dirigente prenderesti Conte o Allegri?
“Per me sono due allenatori che hanno firmato per altre squadre, quindi nessuno dei due. È un mio pensiero. Non so se sarà straniero o italiano, anche perché sono finiti gli allenatori… Dipende dall’organizzazione, dove vogliono arrivare e cosa vogliono fare il prossimo anno. Ho sempre detto quando facevo il dirigente: non bisogna prendere in giro i tifosi, bisogna essere realisti e dire la verità. La gente vuole questo, se la gente sa la verità è tutto più semplice”. 

(Sky Sport)


Successivamente Francesco Totti ha rilasciato ulteriori dichiarazioni.

Che idea ti sei fatto sul nuovo allenatore?
“Saranno più di 3 mesi che sento gli stessi nomi. Non lo so, aspettiamo la società e valuteremo se ne sarà valsa la pena o meno”.

Riprenderesti Mourinho? L’allenatore è stato avvistato a Roma…
“Non dipende da me, sempre detto che è un grande allenatore e che ha vinto tutto. José è uno dei migliori al mondo. Stare a Roma però non significa per forza andare a Trigoria”.

Qualcuno non sarebbe felice dell’eventuale arrivo di Gasperini alla Roma…
“Non posso giudicare, non so quali siano le prospettive della Società. Sono però sicuro che abbiano già fatto il nuovo allenatore, non ho dubbi”.

La corsa Champions?
“La possibilità c’è ma dipende purtroppo dalla Juventus. Sarà molto difficile conquistare un posto in Champions League”.

Cosa ha fatto Ranieri quest’anno?
“Ha fatto grande la Roma, con una rincorsa stratosferica e un cammino da scudetto. Gli va detto grazie per sempre perché ha messo la faccia davanti a tutto e tutti”.

Hai mai sperato in un tuo ritorno alla Roma con lui?
“No. Ranieri ha il suo lavoro e io il mio. Sono due strade diverse, se un giorno dovesse capitare qualcosa ne parleremo insieme”.

Come sarebbe finita questa annata senza Ranieri?
“Difficile dirlo. Ranieri ha fatto un grande percorso e ora c’è l’ultima possibilità per tornare in Champions. Speriamo”.

Che tipo di allenatore serve alla Roma? Modello Ranieri o un allenatore giovane rischierebbe di essere massacrato dalla piazza?
“Dipende dalle prospettive che ha la società. Se vuoi vincere devi pensare a un grande allenatore, se vuoi semplicemente tornare in Champions si può prendere un buon tecnico…”.

Quale sarebbe per te il buon allenatore?
“Io ho le mie idee però non le dico”.

Perché?
“Perché non faccio parte della Roma”.

Diccene uno…
“Può darsi che a me piaccia e a te no…”.

Allegri piace a tutti…
“Allegri è un top, stiamo parlando di un’altra categoria. Per vincere serve sempre il top sia in campo sia in panchina”.

Che segnale è il fatto che la società non lo stia indicando?
“Penso che loro abbiano già deciso e fatto tutto. Il campionato è finito, motivo per cui entro una settimana diranno il verdetto”.

HUMMELS: “Se Juric non fosse stato esonerato, sarei andato via la settimana successiva. Voglio chiudere con la Roma in Champions”

Nel corso del documentario “Hummels – La Finale” in cui Mats Hummels ripercorre la sua carriera e il suo ultimo anno da giocatore professionista alla Roma, il difensore ha raccontato anche dei retroscena. Ecco le sue dichiarazioni.

La città è stata uno dei motivi per cui hai scelto di venire alla Roma?
«Sì, anche. Volevo vivere in una città dove si stesse bene. E inoltre volevo conoscere un’altra cultura, dato che non avevo mai vissuto fuori dalla Germania. Volevo provare qualcosa di diverso». […]

Davvero avevi pensato di lasciare la Roma?
«Se Juric non fosse stato esonerato, probabilmente sarei andato via la settimana successiva. Preferisco giocare male che non giocare affatto. Essere ridotto all’insignificanza è stato davvero brutto, questo mi ha buttato giù. Me ne sarei dovuto andare, altrimenti a un certo punto sarei esploso».

Hai avuto paura che la tua carriera stesse andando in un’altra direzione?
«Sì. Se non fosse arrivato un altro allenatore sarei dovuto andare via, altrimenti sarei esploso. Ho cercato di gestire quella situazione in modo professionale, non dicendo nulla pubblicamente. Ma dentro di me stavo scoppiando, tanto che feci brutte partite anche quando giocai qualche minuto. Dovevo accettarlo, ma allo stesso tempo pensavo: ‘Non me lo meritavo’. Mi ha infastidito quando in conferenza stampa disse: ‘Non guardo il curriculum o ciò che un calciatore ha vinto’. Io pensavo: ‘Non stiamo ottenendo risultati, come ti viene in mente di non provare almeno a farmi giocare?’. Avrei capito la sua decisione in caso di risultati positivi, ma non era così. Io continuavo a pensare dentro me stesso: ‘Sai che so difendere e so come funziona il calcio. Dammi almeno una possibilità…’. Alla fine me l’ha data, una volta sola».

E contro la Fiorentina sei stato protagonista di un autogol…
«Dal punto di vista mentale non ero pronto per giocare. Quando sono entrato in campo ho avuto una sensazione davvero strana. Al secondo colpo di testa mi feci autogol e lì mi sono detto: ‘Forse non è destino’».

E il giorno dopo sei volato a Parigi per la cerimonia del Pallone d’Oro…
«È stato davvero strano. Mi sentivo un po’ fuori luogo, era surreale considerando la situazione che stavo vivendo alla Roma».

L’arrivo di Ranieri?
«C’era tanta pressione e mi dicevo: ‘Se non rendo nemmeno con il terzo tecnico allora ho fallito’. La gente avrebbe potuto pensare che fossi io il problema». […]

Quanto sono importanti gli allenatori? 
«Sono la cosa più importante in assoluto nel calcio. Non conta quanto sia forte una squadra, dato che se l’allenatore non è quello giusto i calciatori renderanno al di sotto del loro potenziale. […] Immagina se avessi avuto uno come Juric a vent’anni, ovvero un allenatore che non si adatta affatto al mio stile di gioco e che non punta su di me. La mia carriera avrebbe potuto prendere una piega completamente diversa». […]

L’errore contro l’Athletic Club?
«Mi ha fatto davvero male. Il fatto di aver tolto a me, alla squadra e ai tifosi la possibilità di vincere un altro titolo internazionale mi ha ferito particolarmente. Il pensiero che potesse essere l’ultima partita della mia carriera in una competizione europea mi ha accompagnato per tutto il giorno prima della gara e già prima dell’inizio della sfida mi sentivo bloccato. Credo di non essermi mai sentito così male in campo in tutta la mia vita, sentivo le gambe pesantissime e non avevo lucidità. E proprio da lì è nato l’errore. Inizialmente volevo fare un lancio lungo, ma poi ho pensato: ‘In questo momento non ho assolutamente la lucidità per farlo. Meglio mantenere il possesso’. Volevo passarla a Mancini, ma poi ho pensato che fosse troppo rischioso perché c’era l’attaccante avversario. E all’improvviso il pallone è andato via, non me ne sono nemmeno accorto. Mi ha dato fastidio il fatto di non essere riuscito a concentrarmi mentalmente, tutta la mia giornata era stata condizionata da quel pensiero: ‘Forse oggi è l’ultima partita internazionale della mia carriera’».

La tua carriera sta giungendo al termine…
«Sì, questa è la mia ultima stagione. Potremmo ancora puntare alla qualificazione in Champions League ed è proprio quello che voglio. Voglio che la squadra ci arrivi e non importa se io sarò in campo oppure no. È semplicemente il mio desiderio: voglio che i ragazzi con cui ho vissuto quest’anno giochino in Champions l’anno prossimo. So di aver dato anch’io il mio contributo. Sarebbe bello avere la sensazione che il tempo passato insieme sia servito a qualcosa di importante».

Hai già deciso che lascerai il calcio?
«Al 100% non si può mai escludere nulla, ma è estremamente improbabile. Se volessi continuare a giocare dovrei ricominciare a farlo a luglio e non ho assolutamente voglia. In più dovrei sacrificare nuovamente la vita privata e soprattutto vedere poco mio figlio. Lui mi aveva detto di giocare per un altro anno e se mi avesse detto di smettere, l’avrei fatto. Avrei bisogno di qualcosa che mi appassioni così tanto da essere disposto a fare di nuovo questi sacrifici. L’unico club per cui lo farei, nella mia sfera emotiva, è il Borussia Dortmund. Non credo che succederà, ma se il Borussia dovesse chiamarmi inizierei a pensarci. Concludere la mia carriera da giocatore del BVB sarebbe un altro pensiero che mi frulla per la testa».

Contro il Milan è stata l’ultima partita in casa della tua carriera.
«Sì».

Che sensazione ti ha dato?
«Alla fine è stato strano, soprattutto perché non ho giocato neanche un minuto. Era una partita in cui un’occasione ci sarebbe anche potuta essere. Devo ammetterlo, fosse successo in una delle altre cinque gare precedenti non avrei detto nulla. Ma non aver giocato contro il Milan fa male considerando ciò che poteva significare per me questo momento. C’è stato un mix di emozioni tra il saluto con la famiglia e il fatto che abbiamo l’opportunità concreta di qualificarci alla prossima Champions League. Sto provando belle emozioni, ma anche un po’ di tristezza perché è finita. Sono deluso di non aver giocato nemmeno un minuto».

Qual è la tua sensazione riguardo all’esperienza a Roma?
«L’esperienza è stata molto interessante dal punto di vista personale. In campo avrei voluto fare il meglio possibile e vincere qualcosa. All’inizio è stata complicata, ma sono molto soddisfatto delle partite giocate in Serie A e in Europa League prima di Bilbao. La gara contro l’Athletic rovina un po’ la valutazione generale, non è stato un finale da sogno».