Report accusa su Wesley. Ma Scala era già un agente

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Una grande amicizia con Ryan Friedkin. Ecco come
l’agente FIFA Pietro Scala si è ritrovato a lavorare a stretto contatto con la Roma, pur non avendo un ruolo ufficiale. Il suo nome, emerso ieri in conferenza stampa, è al centro di un’inchiesta condotta da Report sulle operazioni legate a Wesley e Bailey della scorsa estate. Scala ha lavorato come domiciliatario per il tesseramento dei due extracomunitari in virtù delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Una pratica adottata dagli agenti stranieri viste le attuali norme: affidarsi ad un rappresentante in Italia che possa occuparsi dell’aspetto economico e burocratico di un’operazione. I Friedkin, anziché inserire un’ulteriore figura, hanno scelto un uomo di fiducia come domiciliatario per queste operazioni. Scala, spesso a Trigoria e all’Olimpico, risulta iscritto al registro federale degli agenti sportivi della FIGC dall’11 giugno 2025. Secondo quanto filtra, Scala avrebbe operato esclusivamente in funzione delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Non avrebbe svolto, invece, alcuna attività da intermediario per la quale è necessaria la licenza FIFA, conseguita a novembre 2025 e, dunque, dopo la chiusura delle trattative per Wesley e Bailey.