Pietralata, il Tar boccia ancora i No Stadio. Ok all’iter seguito sugli alberi abbattuti

Respinto. Il Tar respinge l’ennesimo ricorso presentato dai No Stadio dichiarando «infondati» i motivi dell’opposizione. Parliamo del ricorso sulla questione taglio degli alberi, il quinto in sequenza, che i No Stadio hanno presentato per chiedere lo stop al lavori, gll scavi archeologici. (…) Vediamo, allora, come i giudici amministrativi – a presiedere il collegio era lo stesso presidente del Tar Lazio di. Roma, Roberto Politi, che aveva accordato la sospensiva d’urgenza alcuni giorni fa – hanno affrontato la questione e risposto alle “preoccupazioni” dei No Stadio. Fondamentalmente i No Stadio – sono 20 i firmatari del ricorso – hanno chiesto di annullare l’autorizzazione degli uffici comunali che consente ai tecnici della Roma di tagliare gli alberi, 26 in totale, nelle aree dove sono appena terminati i sondaggi archeologici. I 12 alberi, in realtà, sono già stati tagliati. Manca ancora alla Roma l’autorizzazione al taglio di altri 14 alberi che, però, ricadono in aree di competenza della Regione Lazio. (…) Ovviamente, dall’altro lato Campidoglio e As Roma hanno sostenuto la piena legittimità di quanto fatto fin ora e dell’iter seguito sostenendo, inoltre, la mancanza di legittimità a presentare il ricorso da parte dei No Stadio. Su quest’ultimo aspetto, i giudici amministrativi di primo grado, hanno deciso che i No Stadio hanno il diritto di presentare ricorso. Ma, per il resto, “il ricorso e i motivi aggiunti sono comunque infondati nel merito e, pertanto,
vanno respinti
“. I giudici – dopo aver ripercorso tutto il lungo iter seguito e le garanzie di rispetto delle norme ambientali e paesaggistiche incluse le previsioni di compensazione per gli alberi tagliati – hanno evidenziato come “L’attività di abbattimento è stata parzialmente eseguita, nel senso che sono stati abbattuti 12 esemplari (sui 26 pre-ventivati), mentre per quanto riguarda i “restanti 14 esemplari arborei” per i quali è stato autorizzato l’abbattimento “la stessa
Amministrazione ha deciso di non effettuare alcun taglio “sino al completamento delle attività di ricognizione di potenziale “area boscata” allo stato in corso
“.
Scrivono ancora i giudici; “È provato che l’abbattimento delle alberature è stato sinora eseguito, nel numero di 12 esemplari, esclusivamente” in una particella catastale, la 95, mentre il taglio previsto sulle particelle “89 e 287 non risulta ad oggi effettuato“. Per i Tar, quindi, “Ne deriva che le particelle 93, 95, 292, 295 e 965, oggetto dell’atto impugnato, sono prive di interesse a fini di tutela boschiva; e che le restanti particelle indicate nell’atto di assenso (nn. 89 e 287) sono rimaste inviolate“. Da quanto filtra, l’intenzione dei No Stadio è quella di ricorrere al Consiglio di Stato. (…) Ricorsi che hanno avuto un costo stimabile in 4.800 euro di soli contributi ai tribunali (600 euro per ogni Tare 900 per il Consiglio di stato), più le parcelle (il patrocinio gratuito è ammesso solo per il penale).

(Il Messaggero)