Gasp cala le carte di riserva

E all’improvviso, Lorenzo Pellegrini e Artem Dovbyk. Così, due carte in più da potersi giocare: non male, considerando l’importanza degli ultimi due impegni, specie il primo, quello di domani contro la Lazio. Gasp sa perfettamente, e non lo ha mai nascosto, quanto siano fondamentali gli uomini della panchina e ha altrettanto fatto sapere a più riprese quanto gli siano mancati per buona parte della stagione. Non solo quei due, ma tanti altri, da Dybala a Koné, poi EI Shaarawy, Soulé. Wesley, con le opzioni alternative spesso ridotte o, in varie fasi, impreparate. Dovbyk in campionato ha giocato tredici volte, solo tre da titolare, Gasp è abituato a non averlo: ha rinunciato a lui dalla trasferta di Lecce (con gol, l’ultimo dei tre realizza-ti in campionato) in gennaio, ripresentandosi a Trigoria, per il lavoro coi compagni, in questa settimana che porta alla stracittadina. Le possibilità che domani l’ucraino conti la quarta nell’undici sono meno di zero, però sta facendo di tutto per accomodarsi almeno in panchina e mettersi a disposizione per dare una mano in caso di necessità. (…) Artem può eventualmente sfidare il giovane Vaz per uno spazio nel finale: il tecnico di solito, a parità di condizioni, si affida più a gente di peso, soprattutto su palcoscenici come quello del derby. Diciamo che né l’ucraino né il francese sono i suoi centravanti preferiti, anche se con Dovbyk (e Ferguson) nella prima parte della stagione è riuscito comunque a fare risultati eccezionali, toccando anche il primato in classifica. (…) Probabilmente, quella di domani, sarà la sua ultima occasione all’Olimpico, chissà se avrà a disposizione uno, dieci o quindici minuti. O zero. É un candidato. Come Pellegrini, altro reduce da un infortunio, non lungo come quello di Dovbyk, finito pure sotto i ferri: Lore-zo è fuori dalla notte di Roma-Pisa, quella dello strappo definitivo tra Ranieri e Gasperini. Da lì la Roma ha rimesso in piedi una rincorsa Champions, quasi inaspettata, senza il suo ex capitano, che si materializza proprio alla vigilia della sua partita, la quattordicesima, con alle spalle quattro gol realizzati, sempre decisivi. (…)

(Il Messaggero)