IL TEMPO (L. PES) – Crederci fino alla fine. È sempre stato questo il motto di Gasperini, anche nei momenti più difficili. E la sua Roma l’ha seguito con fiducia e determinazione fino a guadagnarsi la possibilità di tornare in Champions senza dipendere dai risultati di nessuno. «Sua» perché in una stagione è riuscito con merito a portare tutti dalla sua parte: squadra, tifosi e proprietà. Una dimostrazione di fiducia arrivata dopo l’addio di Ranieri che ha certificato la centralità dell’allenatore di Grugliasco nel presente e nel futuro del club. Da quel momento la Roma ha vinto tutte la partite tornando, dopo i risultati del weekend, al quarto posto e con la possibilità vincendo a Verona di tornare nell’Europa dei grandi. Un bivio che sicuramente ha influito per la serenità all’interno di Trigoria, ma che sicuramente non può essere l’unico motivo della rincorsa Champions a tinte giallorosse. Oltre a recuperare calciatori importanti come Soulé, Wesley, Koné e Dybala, Gasperini si è dimostrato uomo da rush finale del campionato. Spesso gli era riuscito anche a Bergamo dove aveva strappato un posto tra le prime quattro sempre negli ultimi turni, e ora potrebbe accadere la stessa cosa. Dopo la sosta di marzo, infatti, il rendimento giallorosso è stato ai limiti della perfezione: una sconfitta (alla prima contro l’Inter), un pareggio e cinque vittorie di cui quattro consecutive da Bologna in poi con quindici gol fatti e tre subiti. Ruolino di marcia che ha permesso di recuperare, dalla 32ª giornata in poi, nove punti al Milan, sei al Como e cinque alla Juve. Proprio dopo gli scontri diretti contro Spalletti e Fabregas in molti avevano ormai quasi escluso la Roma dalla rincorsa alla Champions, ma Gasperini non ha mai smesso di crederci. Anzi. Per qualche settimana, probabilmente, è stato l’unico. Il merito più grande resta quello di essere riuscito a portarsi dietro anche la squadra che gara dopo gara ha cominciato a credere davvero nel sogno recuperando anche pezzi importanti sul campo. Non solo a Trigoria, però, perché Gasp ha sempre tenuto alta la tensione anche a livello comunicativo. “I posti Champions si assegnano all’ultima giornata” spesso ha ripetuto nelle varie conferenze stampa, probabilmente con l’esperienza di chi dal 2019 in poi l’ha centrata ben cinque volte con l’Atalanta. Voleva accelerare sin dal primo anno, anche se la società non gli aveva chiesto esplicitamente il piazzamento nelle prime quattro. E così potrà essere se domenica sera a Verona arriveranno tre punti (ne potrebbero bastare meno ma in questi casi pensare alle combinazioni non conviene mai), in una stagione che sarebbe speciale e dove il tecnico, al primo anno nella Capitale, riuscirebbe ad andare oltre le aspettative per cercare di attaccare le prime già dal prossimo anno.
Per questo accanto al futuro immediato che dice Verona, c’è un futuro più ampio da programmare e in questi giorni con la presenza di Ryan Friedkin a Trigoria il tutto sta prendendo una forma. Dai rinnovi di contratto al mercato fino al direttore sportivo. Con la testa a Verona ma cercando di gettare le prime basi per il domani. Per quanto riguarda il ds, al momento, restano caldi i nomi di D’Amico, Sogliano, Tognozzi e Giaretta. Con i prossimi giorni che potrebbero dare risposte importanti.