La storia finita in un angolo

La Roma davanti a tutto, bene, anzi benissimo, perché è il nostro Vangelo da sempre. Piena fiducia a Gasperini, si va avanti così: bellissimo, anche se Ranieri viene nominato di sfuggita. Tutto è successo e si è risolto completamente fuori dal campo, anzi è iniziato all’Olimpico, sotto gli occhi di tutti ma è precipitato lontano dagli occhi e dalle orecchie, lontano da Roma, da Trigoria, perfino dall’Italia. Un comunicato chiude e riapre un altro ciclo: allo stesso modo è successo altre volte con questa proprietà, manca uno sguardo, una parola umana. Pezzi di Storia giallorossa sono finiti in un angolo, come figurine vecchie: Mourinho, il neoromanista, De Rossi, adesso Ranieri a cui dobbiamo tanto e che per me sta nell’album con Bruno Conti o Carlo Mazzone. […]

Adesso buona fortuna a Gasperini, per il finale e l’anno prossimo, perché la Roma è prima di tutti, ma non per tutti, perché Roma nei secoli ne ha viste di tutti i colori e, negli ultimi anni, abbiamo visto allenatori romanisti da Direttori stranieri. Oggi è andata diversamente, ma Claudio sarà sempre nel nostro cuore e Gian Piero deve temere il prossimo ribaltone, visto che ha detto che le due figure dell’allenatore e del Direttore dovrebbero essere simbiotiche, ma non è mai andata così con i Eriedkin.

Non siamo neppure certi che padre e figlio siano sempre d’accordo tra loro. Oggi si torna in campo a Bologna, per vincere e convincere, la vera medicina del calcio e a Gian Piero con affetto consigliamo di trattenere in futuro gli ultimi due romani in squadra, Pellegrini e Pisilli: loro hanno capito e lo aiuteranno, naturalmente coni veterani Mancini e Cristante. Forza nonostante tutto, il Texas è tra il Colosseo e il Cupolone, come canta Venditti.

(Il Messaggero)