Casella (ex ds Pro Vercelli): “Paratici ha movimenti da giocatore di Serie A, somiglia a Inzaghi”

TELE RADIO STEREO – Alex Casella, ex direttore sportivo della Pro Vercelli, ha rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica e si è soffermato su Lorenzo Paratici. L’attaccante classe 2008 della Roma ha realizzato una tripletta nel test contro il Roma City e fu proprio Casella a portarlo alla Pro Vercelli nel 2022 prima del trasferimento alla Sampdoria. Ecco le sue parole.

Come ha scoperto Lorenzo Paratici?
Lo avevo preso che era nel settore giovanile dilettantistico, amatoriale, dopo essere uscito dal percorso Juve perché non lo reputavano pronto. Mentalmente Lorenzo vedeva un calcio che gli altri non vedevano, è un ragazzo precoce di cervello. Fisicamente magari era un po’ in ritardo, ma cerebralmente era avanti. Aveva movimenti da giocatore di Serie A, che difficilmente vedi in quelle categorie. Lo sta dimostrando negli anni. A Vercelli era un po’ indietro ma con le sue qualità e con la voglia di dimostrare di poter avere un suo percorso, a prescindere dal cognome che porta, è riuscito a fare la differenza e a fare benissimo e questo lo ha portato ad arrivare alla Sampdoria. Dentro la testa è un giocatore velocissimo, riesce a essere sempre nel posto giusto al momento giusto”.

Quali sono le sue qualità principali? E i difetti?
La qualità migliore è che sicuramente dove cade la palla in area lui è già lì. I tre gol che ha fatto con la Roma lasciano il tempo che trovano, ma l’anno scorso in Primavera 1 da sotto età e in una squadra che era retrocessa dopo il girone d’andata ha fatto 7 gol e nessuno banale. Riesce a leggere prima dove la palla arriva e quando va a concludere ha il fiuto del gol da attaccante vero. Con i dovuti rapporti, somiglia a Inzaghi. Ha delle letture che sono da giocatore vero e quando conclude calcia bene e vede la porta. Difetti? Quando lo avuto io, tre anni fa, era ancora nella formazione adolescenziale. Ora non è un giocatore completo e fisicamente non è arrivato, quindi ha grandi margini. E’ comunque difficile trovare in un ragazzo con un cognome così importante quella voglia e quell’aggressività lì. A Vercelli, per esempio, faceva un’ora e mezzo di treno per arrivare, l’allenamento era alle 16 e tornava a casa alle 21. E l’anno prima faceva i regionali. Avere quello spirito di sacrificio e quella voglia di dimostrare è una dote che gli sta consentendo di emergere e magari di ritagliargli un ruolo importante nel futuro prossimo“.

A livello personale che cosa ha provato dopo i tre gol nell’amichevole?
Per noi direttori sportivi vedere un ragazzo che hai accompagnato nel percorso di crescita fare qualcosa di importante è motivo d’orgoglio e soddisfazione. Era un’amichevole e lascia il tempo che trova in quanto tale, il percorso quotidiano è quello importante. L’anno scorso ero alla Spal e, se non fosse fallita, avevo detto al padre Fabio che avrei fatto la scommessa di portarlo in Serie C per fargli fare il titolare. Fisicamente magari paga qualcosa, ma ha quel qualcosa che gli altri non hanno”.

Come si gestisce l’ondata improvvisa di articoli e attenzioni da parte di un ragazzo neanche 17enne?
Lui ha una fortuna rispetto agli altri ragazzi: ha vissuto in una famiglia con i riflettori sempre puntati addosso. L’attenzione verso di lui c’è da bambino, questa cosa rischia di essere penalizzante ma crescendo così ti fortifica e diventa qualcosa con cui convivi e cresci. Essere figlio di Fabio Paratici e vivere a Torino, giocare alla Juve, non era semplice. Quando cresci così è diverso, sicuramente, ma ti permette di gestire meglio situazioni del genere perché ci hai già lavorato negli anni”.

Ha avuto modo di parlare con Lorenzo?
No, dopo l’amichevole no. Ricordo che mi scrisse l’anno scorso dopo la convocazione in Nazionale per ringraziarmi del percorso che aveva fatto, è un ragazzo fantastico e umilissimo. Si merita il meglio e quello che sta avendo. Se è tifoso della Juventus? Purtroppo nel calcio oggi, tolti De Rossi e Totti, alla fine si è nel mondo del lavoro e si deve dare sempre il 100%. Si perde il fatto di tifare per una squadra o un’altra”.

 

E’ inverosimile pensare che Paratici da qui a fine stagione possa esordire in Serie A?
Nel calcio mai dire mai, i percorsi sono da costruire. Gasperini è un allenatore coraggioso e magari a volte usa queste cose per tirare un po’ per le orecchie ai giocatori più esperti, ma serve un giocatore integro e forte. Se riesce a reggere i ritmi di lavoro di Gasp avrà grande possibilità di esordire, secondo me. All’Atalanta lo ha fatto con tantissimi e sicuramente con la Roma proverà a seguire lo stesso tipo di discorso. Chi regge quel tipo di lavoro, alla fine, viene premiato. Lorenzo è stato sempre abituato ad avere i fari puntati, avere avuto a che fare con campioni fin da bambino lo ha magari abituato a vederli come persone normali e non come marziani. Sicuramente sa che chi arriva a quei livelli là ci arriva solo per doti tecniche o qualità, ma soprattutto grazie al tantissimo lavoro e alla professionalità”.

Serie A Woman’s Cup, ROMA-MILAN 1-0: decide il mancino di Galli. Giallorosse in vetta al Gruppo C a punteggio pieno (FOTO e VIDEO)

DALLO STADIO TRE FONTANE MDR – Dopo la vittoria per 4-2 contro la Ternana nel match d’esordio, la Roma Femminile di Luca Rossettini si ripete e batte anche il Milan nella seconda giornata della Serie A Women’s Cup. Le giallorosse vincono 1-0 una partita molto equilibrata e a deciderla è il mancino di Galli (entrata al 55′) al minuto 79. In attesa di Sassuolo-Ternana, la Roma blinda la vetta del Gruppo C con 6 punti, seguita da Sassuolo a 3 e Ternana e Milan a 0.

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IL TABELLINO

ROMA: Baldi; Van Diemen, Heatly, Veje (88′ Di Guglielmo); Thogersen, Giugliano, Rieke, Bergamaschi (58′ Galli); Kuhl (58′ Greggi), Haavi (78′ Pandini); Pilgrim (78′ Babajide).
A disp.: 
Lukasova, Soggiu, Valdezate, Corelli, Oladipo, Pante, Cherubini.
All.: Rossettini.

MILAN: Giuliani; Koivisto, De Sanders, Soffia, Keijzer; Van Dooren (88′ Appiah), Cesarini, Arrigoni; Renzotti, Ijeh, Kyvag (68′ Dompig).
A disp.: Donolato, Estevez, Tornaghi.
All. Bakker.

Arbitro: Striamo. Assistenti: Lombardi – Di Berardino. IV Uomo: Zito.

Ammonite: Koivisto (M).

Marcatori: 79′ Galli.


LA CRONACA DELLA PARTITA

Secondo tempo

95′ – FINISCE QUI! Roma 1-0 Milan.

90′ – Cinque minuti di recupero.

88′ – Cambio Milan: dentro Appiah al posto di van Dooren. Sostituzione anche per la Roma: fuori Veje e dentro Di Guglielmo.

87′ – Rischio per la Roma: Ijeh si invola da sola verso la porta giallorossa ma viene fermata da Baldi, che spedisce il pallone in angolo.

82′ – Reazione del Milan con Dompig, Baldi blocca facilmente il tiro.

79′ – ROMA IN VANTAGGIO! Galli riceve dal limite, calcia con il sinistro e buca Giuliani.

78′ – Doppio cambio Roma: escono Pilgrim e Haavi ed entrano Babajide e Pandini.

75′ – Cooling break.

68′ – Cambio Milan: fuori Kyvag e dentro Dompig.

66′ – Giugliano trova van Diemen sugli sviluppi di corner, ma la sua conclusione viene respinta da Giuliani.

58′ – Primi cambi per la Roma: fuori Bergamaschi e Kuhl, dentro Galli e Greggi.

55′ – Cross di Pilgrim per il colpo di tacco di Kuhl, respinge la difesa.

53′ – Ancora Pilgrim pericolosa, ma la sua conclusione si spegne sullo sfondo alla destra di Giuliani.

47′ – Buona occasione per Pilgrim dal limite dell’area, ma la palla termina alta sopra la traversa.

46′ – Al via la ripresa.

Primo tempo

48′ – Fine primo tempo: Roma 0-0 Milan.

45′ – Tre minuti di recupero.

44′ – Conclusione mancina di Haavi, buona parata di Giuliani.

40′ – Giuliani blocca facilmente un cross di Bergamaschi.

38′ – Ammonita Koivisto per un fallo su Haavi.

34′ – Si riparte.

31′ – Cooling break.

29′ – Conclusione dalla distanza di Ijeh, il tiro è centrale e Baldi blocca facilmente.

22′ – Tiro-cross pericoloso di Thogersen, Giuliani è attenta e accomoda il pallone in calcio d’angolo.

20′ – Punizione di Giugliano, il tiro è centrale e Giuliani para senza problemi.

12′ – Colpo di testa di Rieke in area piccola sugli sviluppi di calcio d’angolo, palla fuori.

6′ – Milan vicino al vantaggio: prima Baldi evita la rete con una buona parata e successivamente la difesa giallorossa salva sulla linea per ben due volte.

4′ – Buona ripartenza della Roma, ma l’arbitro ferma tutto per un fuorigioco di Pilgrim.

1′ – Al via il match.


PREPARTITA

14:21 – Squadra in campo per il riscaldamento.

14:00 – Ecco la formazione ufficiale scelta da Rossettini.

Totti, Candela e le legends giallorosse in viaggio per Reggio Calabria: saranno in campo con Operazione Nostalgia (VIDEO)

Domani pomeriggio i grandi campioni torneranno a calcare il prato del “Granillo” di Reggio Calabria per il terzo raduno annuale di “Serie A – Operazione Nostalgia”. Tra queste anche le legends giallorosse, capitanate da Francesco Totti insieme a Candela, Aldair, Zago, Tonetto, Perrotta e Pizarro. Il gruppo, come si evince dal post pubblicato su Instagram da Candela, è in viaggio verso il capoluogo calabro.

Ricordati che devi morire

LAROMA24.IT (AUGUSTO CIARDI) – Storicamente periferiche rispetto al calcio d’élite, Roma, Lazio e Napoli hanno messo la testa fuori dall’anonimato in diverse epoche per vincere e poi ubriacarsi di festeggiamenti, minando le basi per una continuità mai raggiunta. Ci sta provando da un paio di anni il Napoli a cambiare il corso di storie spesso già scritte. Perché il Napoli sembra avere gettato basi solide, acquisendo consapevolezza. Rendendosi conto che vincere è bello, ma vincere di nuovo lo è ancora di più. E per vincere di nuovo bisogna correre il rischio di impresa, rompere gli schemi e stracciare il copione assegnato alle comparse.

Roma invece vive una fase di assuefazione. Una parte di Roma ha, in parte, sempre rigettato chi le ha indicato la via della premiazione, perché si è forse sentita scuotere da un intorpidimento pigro e comodo, causato da un’indolenza spesso presuntuosa. Il massimo a cui si aspira da quasi dieci anni è il quarto posto. Ma per assurdo, per cavalcare l’ambizione, parte della piazza dà la caccia alle streghe, identificate in chi ha doti superiori alla media. Gente da sacrificare sull’altare di Nyon. L’ultimo esempio è Kone. Centrocampista coi fiocchi. Arrivato nell’estate 2024. Erano mesi di tumulti e di guerre intestine, e l’acquisto passò sottotraccia, perché altrove si godono i rinforzi di qualità, a Roma si litiga per assegnare la paternità dell’operazione. È stato Ghisolfi, no De Rossi lo ha imposto, ma che dici c’è la mano della Souloukou. Non c’è più nessuno dei tre nella Roma, ma alcuni avrebbero voluto che non ci fosse più manco il nazionale francese. Che ieri sera è salito sul podio dei migliori, battuto per rendimento soltanto da Tchouameni. Meno di un mese fa, a ferragosto non c’era manco il solleone, perché il tempo faceva schifo. Quindi non fu un colpo di calore a fare sperare che la Roma lo vendesse all’Inter. Attenzione, non mettiamo in mezzo Gasperini. Lui extrema ratio se ne sarebbe privato qualora poi si fosse completata la rosa con un suo sostituto e con due esterni offensivi di qualità elevata. Non certo coi ragazzini del Chelsea e del Manchester City.

Metà agosto e Roma spaccata a metà. Da una parte chi già si era listato a lutto, dall’altra i tana libera tutti, quelli del “via Kone, perché nel calcio moderno certe offerte vanno accettate”. Alt, quali offerte? Visto che l’Inter fece sapere, senza mai presentare proposte ufficiali, che forse sarebbe arrivata a trentacinque milioni? Ossia stava pensando di formulare un’offerta irricevibile. Irrispettosa. E poi, chi ha stabilito che nel calcio moderno devono essere venduti i migliori? Di norma, i migliori servono per avvicinarsi ai risultati che, nell’era del calcio pensato negli studi dei commercialisti, creano il miglior indotto economico. Invece no, la Roma paesone della provincia molisana guarda con fare sospetto il forestiero benestante che va in giro per i vicoli del centro storico e del borgo medievale arroccato fra le montagne. E spera che se ne vada il prima possibile, perché la sua presenza scombussola le abitudini locali. Spesso cattive. Non a caso i media francesi nel commentare la trasferta della loro nazionale, esaltando Kone si sono chiesti per quale motivo sia rimasto alla Roma e non abbia spiccato il volo verso top club. Roma considerata periferia provinciale del calcio che conta. In barba anche alla dignità mostrata dalla Roma nelle coppe europee. E questo dovrebbe fare riflettere. Perché degli ultimi quindici anni, targati Stati Uniti, se ne salvano forse cinque. Quindici anni con la Roma uscita dall’anonimato soltanto nell’anno della semifinale di Champions League, nel biennio in cui ha ha vinto la Conference League e si è vista scippare l’Europa League, e forse il primo anno di Garcia in panchina e quello del record di punti con Spalletti.

Stagioni a metà, perché quando andava bene nelle coppe collezionava figuracce in campionato, e viceversa. Una miseria che ha indotto al ridimensionamento delle ambizioni, forse inconscio, al punto che se parte un calciatore forte ci si bea della cifra incassata. Kone parte bene con la Roma e detta legge in nazionale? Ottimo, a giugno speriamo che ci arrivi un’offerta da cinquanta milioni. Pensieri strani indotti da campagne mediatiche ansiogene, stile “ricordati che devi morire” perché ogni volta che arriva giugno sembra che la Roma debba svendere i migliori per non fallire.

In the box – @augustociardi75

Roma bunker d’Europa

Se alzi un muro pensa a cosa lasci fuori, suggeriva Italo Calvino. Nel caso della Roma, aumentare le difese non ha fatto altro che portare benefici. Grazie a quella barriera di protezione i giallorossi hanno ritrovato solidità, maturità e punti, quindi la fiducia nei propri mezzi diventata, un risultato dopo l’altro, ambizione di sfiorare l’impossibile, come stava per accadere a maggio con una rincorsa Champions senza precedenti. […] “Fort Roma” è ormai un brand internazionale. Nei primi 9 mesi del 2025, infatti, la squadra di Ranieri prima e di Gasperini poi è stata la meno battuta nei tornei top 5. La regina difensiva d’Europa è quella governata da Svilar, protetta da Mancini e N’Dicka e che ha appena trovato in Hermoso – e all’occorrenza in Celik – un prezioso alleato. Da Roma-Lazio in poi, la partita della svolta alla vigilia dell’Epifania, in 22 partite di campionato (20 del 2024-25, 2 nel 2025-26) la squadra ha subito appena 11 reti, vedendo esultare due volte il Bologna e l’Atalanta (2-2 e 1-2) e una volta Genoa (3-1), Udinese (2-1), Napoli (1-1), Como (2-1), Juve
(1-1), Lazio (1-1) e Milan (3-1), mentre ha chiuso la porta con Venezia, Parma, Monza, Empoli, Cagliari, Lecce, Verona, Inter, Fiorentina, Torino e nelle ultime settimane pure con Bologna e Pisa. Non c’è squadra in giro che abbia fatto meglio. […] Gasperini è ripartito da quelle certezze, in un primo momento aggiungendo la sfrontatezza tipica del suo modo di intendere la fase difensiva, fatta di costante ricerca dell’anticipo, di inserimenti dei centrali in attacco, di pressione a tutto campo e di marcature uomo su uomo. Poi, registrata qualche qualche crepa nelle amichevoli contro Aston Villa (4-0) e Neom (2-2), Gasp ha trovato un compromesso; ok la difesa alta e pure le marcature strette, ma da Bologna in poi non si sono quasi più visti centrali in progressione come fossero mezzali navigate e neppure l’ossessione di mettere il corpo davanti all’avversario prima che questo riceva il pallone. Il risultato? Sono sparite le praterie e i difensori raramente si sono trovati a dover rincorrere gli attaccanti con la faccia rivolta verso la propria porta. […]

(Corsport)

Wesley alla Maicon: ora un piano atletico

In Brasile, da ieri, non si parla d’altro: c’era una volta un ragazzo che aveva smesso col calcio per fare il parcheggiatore e oggi quel tipo salta e scatta senza sentire la fatica come se avesse i superpoteri. […] In una notte, chissà se esagerando o interpretando già la realtà. i tifosi della Seleçao sono convinti di aver trovato l’erede di Maicon. Una speranza condivisa pure da quelli della Roma, che non vedono un terzino destro così forte proprio dai giorni in cui l’ex Inter sfrecciava sulla corsia giallorossa dell’Olimpico. Sui social gli danno del «craque», il termine che i brasiliani amano utilizzare quando si trovano al cospetto di un potenziale campione. Insomma, si sono già innamorati del loro nuovo laterale destro. […] Al Maracanã, lo sta dio che Wesley aveva imparato a chiamare “casa” con il Flamengo, il nuovo acquisto giallorosso è risultato tra i migliori in campo. […] Il calciatore che Massara ha acquistato per 25 milioni più 5 di bonus, inseguito a lungo pure dalla Juve, continua così a dare segnali incoraggianti dopo un avvio difficile, reso ancor più complicato dalle tempistiche del trasferimento: alla Roma è arrivato con una trentina di gare sulle spalle, giocando da gennaio e per tutta l’estate, incluso il Mondiale per Club. Nei primi test, non a caso, sembrava spaesato in difesa e inoffensivo. Con l’inizio del campionato, ha cominciato invece a fare la differenza. […] C’è solo un’incognita ed è la tenuta fisica da qui a fine maggio per evitare che a inizio 2026, quando la sua stagione sarà giunta al 12° mese, sia già cotto. Ecco perché lo staff della Roma sta già studiando un piano atletico per gestire l’energia di un ragazzo che non è abituato a risparmiarsi.

(Corsport)

Olimpico. Derby, cominciata la vendita libera dei biglietti per i tifosi laziali

Da ieri è cominciata, nei settori riservati a tifosi della Lazio, la vendita libera dei biglietti per il derby con la Roma in programma il 21 settembre alle 12.30. […] Gli abbonati romanisti di Curva Sud Centrale e Distinti potranno invece acquistare in prevendita esclusiva a loro dedicata i biglietti nei suddetti settori, sino ad esaurimento posti disponibili, dalle ore 16 di lunedì 8 fino alle ore 18 di giovedì 11 settembre. L’eventuale vendita libera si svolgerà dalle 12 di venerdì 12 settembre.

(Corsera)

Maicon: “Wesley è veramente bravo. Sono convinto che Gasperini riporterà la Roma in Champions”

TUTTOSPORT – Maicon, ex esterno della Roma, del Brasile e dell’Inter, tra gli altri club, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo e fra i tanti temi si è soffermato anche su quello relativo all’impatto del suo connazionale Wesley in giallorosso. Le sue parole: “Hanno fatto un bel colpo. Wesley è veramente bravo: ha tanta corsa e qualità. Può far molto bene in giallorosso con Gasperini, il cui arrivo sono convinto riporterà la Roma in Champions”..

Social, la Roma augura buon compleanno a Wesley (FOTO)

È uno dei grandi protagonisti del momento in casa Roma e oggi è anche il festeggiato: Wesley si è preso la piazza giallorossa in pochissimo tempo. I social della Roma hanno dedicato un post di auguri al laterale brasiliano, attualmente impegnato con il Brasile.

Il caso di Svilar, l’eroe senza ancora una patria

[…] Mile Svilar, il numero uno della Roma, ha sempre avuto il Belgio nel proprio cuore, nonostante la nazionalità serba dei propri genitori. Il ragazzo nato ad Anversa ha giocato con i Diavoli Rossi dall’U15 all’U21, scalando le gerarchie delle nazionali giovanili, ora però risulta incastrato nei meandri del regolamento della Fifa. […] Su spinta di papà Rakto, ex numero uno della Jugoslavia, nel 2021 Svilar rispose a una convocazione della Serbia debuttando nel secondo tempo di un’amichevole vinta 4-0 contro il Qatar Ora si trova al centro di un vero contenzioso: le regole gli impedirebbero di passare da una nazionale all’altra, dal suo entourage però sostengono che sarebbe possibile in quanto l’esordio non si è materializzato in una gara ufficiale. Una recente modifica delle norme prevede il cambio entro le 3 presenze, a patto che il calciatore abbia meno di 21 anni e Svilar è sceso in campo quattro giorni dopo averne compiuti 22. Siamo dunque al limite e sulla questione, prima o poi, dovrà pronunciarsi in punta di diritto il giudice unico dello status dei calciatori del FIFA Football Tribunal, come avvenne nel 2023 nel caso di NDicka che scelse la Costa D’Avorio anziché la Francia. […] La vera certezza nella vita di Mile resta la Roma, con la quale da poco ha rinnovato fino al 2030. […] Nelle prime due partite ufficiali della nuova stagione Svilar ha fatto un paio di parate decisive (quella su Meister a Pisa, al primo pallone toccato, è stata miracolosa), ha mostrato la solita disarmante sicurezza nel governare la difesa e soprattutto ha mantenuto la porta imbattuta. Nella passata stagione di A furono 15 i clean sheet su 35 gare e 111 gli interventi, di cui 61 su tiri arrivati dall’interno dell’area. […]

(Corsport)