Dal rituale all’abitudine: comprendere il lato emotivo delle scommesse sportive

Tra riti scaramantici e puntate prevedibili, il pre-partita assomiglia sempre di più a un rito, soprattutto tra i tifosi della Roma. Oggi sappiamo con certezza che la psicologia gioca un ruolo importante all’interno di questi meccanismi, sei curioso di scoprire quali?

Le scommesse sportive non sono fatte solo di quote e di statistiche, anzi! Possiamo considerarle dei veri e propri rituali che poi diventano delle abitudini. In Europa, il trend ha raggiunto i 123,4 miliardi di euro nel 2024, di cui il 39% online e, indovina un po’, il calcio è al primo posto.

Le scommesse in Italia sono sempre più numerose

Il quadro è chiaro, nel 2024 la raccolta sulle scommesse sportive a quota fissa ha toccato 19,8 miliardi di euro, segno di un’abitudine sempre più digitale ma con una componente retail ancora viva. Nel canale fisico, le agenzie hanno raccolto più di 5,4 miliardi.

Nel frattempo, l’azzardo online in Italia continua ad allargarsi, il volume giocato a distanza ha raggiunto i 92,1 miliardi di euro, include i casinò, le scommesse e gli exchange. È il contesto che fa da sfondo anche alle giocate sportive via smartphone.

Oggi, gli italiani scelgono di affidarsi a piattaforme sicure e regolamentate come 1Bet Scommesse Sportive, che sono semplici da usare e garantiscono delle esperienze rapide del tutto in linea con la vita frenetica di oggi. Non serve essere sempre aggiornati su tutto, questi operatori forniscono delle statistiche aggiornate in modo che gli appassionati possano avere tutte le informazioni a portata di mano con un semplice click.

Rituale vs abitudine: cosa succede nella testa mentre scommetti

Le ricerche sul comportamento mostrano che i rituali aumentano la sensazione di controllo e riducono l’ansia. Quando ripeti un gesto prima di un’azione incerta, ti senti più in mano alla situazione. È stato dimostrato in contesti diversi (performance, consumo, sport) e aiuta a capire perché tanti tifosi ripetano gli stessi passi, dal bar alla foto della schedina, prima del fischio d’inizio.

Sul piano neurobiologico, l’incertezza e la risoluzione rapida dell’esito attivano i circuiti dopaminergici legati all’apprendimento per ricompensa e all’errore di previsione. In parole semplici, più l’esito è vicino e imprevedibile, più il cervello ascolta. Questo meccanismo, ben descritto dalla letteratura su reward prediction error e variabilità delle ricompense, spiega il fascino dei mercati che si chiudono in pochi secondi o minuti.

Non a caso, negli ultimi mesi si parla molto di micro-betting: puntate piccole e frequenti su eventi micro (il prossimo corner, la prossima rimessa, il primo tiro in porta). È la grammatica delle giocate in-play che sta ridisegnando i tempi e i rituali della fruizione sportiva.

I numeri: dove si scommette e su cosa

In Italia, come detto, la raccolta sportiva nel 2024 è stata di 19,8 miliardi. Il dato conferma il ruolo centrale del calcio e la progressiva ibridazione tra il canale digitale e quello fisicoLe agenzie continuano a contare, con 5,4 miliardi raccolti e una spesa (GGR) di circa 954 milioni.

Uno sguardo più ampio ai giochi online, dove rientrano anche le scommesse, parla di €92,1 miliardi di volume giocato a distanza. Questo mare digitale si traduce in esperienze mobile-first e in una fruizione più frammentata, fatta di micro-momenti prima e durante le partite.

La dimensione live: perché push e notifiche cambiano il ritmo

Se segui una gara sul divano o allo stadio, le finestre decisionali si moltiplicano. Le quote che oscillano, i mercati che si aprono e si chiudono, le notifiche che arrivano sullo smartphone. Le micro-scommesse trasformano l’evento sportivo in una sequenza di micro-eventi, ciascuno con un piccolo picco emotivo. È un ritmo inedito rispetto alla schedina pre-match di qualche anno fa.

La letteratura su dopamina e incertezza spiega il perché, la rapida risoluzione dell’esito rinforza l’apprendimento e alimenta il loop osserva-decidi-attendi esito, che tende a ripetersi. È un punto fondamentale per chi costruisce il prodotto (tempi di mercato, UX, notifiche) e per chi comunica attorno allo sport.

Roma: rituali di tifo e dinamiche di puntata

Parliamo della Roma. Negli ultimi campionati l’Olimpico ha viaggiato stabilmente sopra i 62 mila spettatori di media62925 nel 2023/24 e più di 62,4k nel 2024/25. Numeri da podio in Serie A. È un contesto caldo, dove il rito del match-day si intreccia con la fruizione digitale.

Questa energia di comunità si riflette in come si scommette intorno alla partita: giocate pre-match condivise nelle chat, picchi di in-play quando la gara gira”(un gol, un cambio tattico, un’espulsione), spunti micro sui corner e sui tiri. Anche il canale retail resta visibile in città, il Lazio è tra le regioni con maggiore raccolta, ma il mobile accompagna sempre più spesso la giornata tipo del tifoso.

Senza generalizzare, il tifoso giallorosso tipico mixa il rituale e l’abitudine, si incontra con gli amici, ripete delle piccole scaramanzie, poi sposta le giocate dentro la partita. Le micro-scommesse si inseriscono bene nella narrazione live del gruppo: qualcuno guarda il campo, qualcuno l’app e le decisioni scorrono in pochi secondi.

Instagram, Coletta saluta la Roma: “Grazie. Sono cresciuto come uomo e calciatore, è stato un onore” (FOTO)

Federico Coletta ha salutato la Roma. Il giovane talento del vivaio giallorosso è partito in direzione Benfica negli ultimi momenti del calciomercato estivo. Il centrocampista ha salutato i colori giallorossi con un bel post su Instagram:

GRAZIE ROMA. Dopo 10 anni con questa maglia, è arrivato il momento di salutare quella che per me è stata molto più di una squadra. La Roma è stata casa, famiglia, scuola di vita.
Mi ha cresciuto come calciatore e come uomo. Mi ha insegnato cosa significa lottare, cadere, rialzarsi… sempre con il cuore in campo. Ringrazio ogni compagno, allenatore, dirigente, magazziniere, siete stati parte di un percorso che non dimenticherò mai. È un onore per me aver vissuto ogni battaglia al vostro fianco. Porterò con me ogni singolo momento vissuto in giallorosso. A questa città, a questa società, a ogni persona che ha fatto parte del mio percorso: GRAZIE

 

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Nainggolan: “Oggi la mia Roma vincerebbe cinque scudetti. Totti e De Rossi i primi ad accogliermi. Koné è forte ma non segna e non fa assist…” (VIDEO)

FANTALAB – Radja Nainggolan, ex giocatore della Roma e dell’Inter tra le altre squadre, è stato ospite del podcast di Luca Toni. Ecco le parole del centrocampista belga, da Koné a Totti e De Rossi:

Sul suo centrocampo ideale: “Io scelgo il centrocampo in cui ho giocato, io, De Rossi e Pjanic. Mire come mezz’ala era devastante, eravamo un mix perfetto. De Rossi era tattico e chiudeva i buchi, io facevo box to box e Pjanic aveva l’ultima giocata. C’erano pochi reparti di centrocampo dei quali non ci sentivamo superiori“.

Sull’accoglienza: “Quando arrivi pensi a Totti e De Rossi, due icone della città, questi se la tirano, faccio fatica a inserirmi…invece tutto il contrarioTotti e De Rossi erano i primi ad accoglierti, mi accolsero subito bene a Roma mettendomi a mio agio, idem Florenzi che era molto giovane. Sarei rimasto a vita in giallorosso, amavo la mentalità dei tifosi. Roma è una bella città, lì mi sono anche calmato fuori dal campo (ride, ndr). Avevamo una squadra fortissima, davanti c’erano Destro e Totti. Però eravamo più forti dietro, con Castan e Benatia non li potevi mai saltare. Poi sono arrivati altri giocatori incredibili come Salah, Rüdiger e Pjanic, che hanno avuto una carriera pazzesca. Tanti giocatori forti. Come fai a non vincere con questa squadra? Me lo chiedevo, ma davanti avevamo una Juventus imbattibile, finché hanno tenuto il perno centrale dietro. Purtroppo ogni anno eravamo costretti a cedere un big, Salah, Rudiger, a me dovevi vendere, era impossibile rimanere così tanti anni alla Roma, c’era sempre questo giochino da fare. Se avessimo giocato oggi, avremmo vinto cinque scudetti. Avevamo Szczesny e Alisson in porta, erano uno più forte dell’altro, il primo era bravissimo con i piedi, mentre il brasiliano faceva cose incredibili anche in allenamento“.

Su Totti e Spalletti e sull’addio del numero 10 – “L’ultima settimana di Totti? Era un periodo in cui non andavano bene le cose per lui, si parlava solo di Totti e Spalletti. Non è che hanno litigato, non c’era una lite. A dir la verità, oggi capisco il punto di vista di entrambi. Totti doveva giocare meno e lui non voleva accettarlo, poi ovviamente il modo in cui lo utilizzava era poco rispettoso per la sua storia, però quell’anno lì entrava 10′ e faceva gol, faceva gol, tu pensi che è da 10 minuti. In quel momento era ideale per noi, ma per la sua carriera era irrispettoso, lo posso capire. Fuori dal campo Francesco era sempre sorridente, ha sempre una battuta, giocava a calcio perché si divertiva, il piede rimane quello. Noi quell’anno dovevamo pensare solo al bene della Roma, non ci schieravamo con nessuno, soprattutto De Rossi lo ha insegnato a tutti. A Roma ci sono tanti rumori fuori, tante radio che rompono sulla Roma, devi essere più forte di tutto, infatti facemmo il record di punti nella storia del club. Non si sentiva tanto la disputa, non ci dava fastidio. Vedevi la sofferenza di Francesco, ma Spalletti aveva ragione con i risultati. Ricordo ancora quando, alla vigilia di Atalanta-Roma, io e Pjanic giocammo a carte al computer in camera di Totti. Spalletti non voleva e ci aspettò sdraiato sul corridoio, davanti alla porta. Ci avvisò De Rossi. Il giorno dopo, partimmo tutti e tre dalla panchina“.

Sull’addio – “Non avrei mai voluto lasciare la Roma, come detto. Monchi però voleva mandare via tutti i giocatori portati da Sabatini. Quando ero in vacanza, scoprii che aveva dato il mandato a un procuratore turco per vendermi a una big della Turchia. Così chiamai Monchi e gli dissi che sarei andato all’Inter, dove c’era Spalletti“.

Sui momenti più belli – “La rimonta contro il Barcellona rimane incredibile, fu la partita più bella. Al contrario invece mi fa ancora male l’eliminazione in Coppa Italia contro lo Spezia e l’uscita dall’Europa League contro la Fiorentina. E ovviamente cito tutte le partite con la Juventus, sempre molto tirate“.

Sul Derby: “È imparagonabile a quello di Milano. Stadio bellissimo, coreografie bellissime, ma il caldo che senti dai tifosi romanisti e laziali…a Roma tutti ne parlano, anche i tassisti. Non li vedrai mai insieme allo stadio, percepisci il calore della città in ogni momento. C’era sempre sfottò in città, se vai a Roma nord becchi più laziali“.

Su alcuni singoli: “Dovbyk? Sopravvalutato. Koné? Giusto, né sopravvalutato né sottovalutato. Per me è forte ma non segna e non fa assist, è buono nel gioco, non perde palla. ma ce ne sono tanti così, che non arrivano a un livello alto. Come singolo lo metto tra i cinque più forti del campionato ma non è completo, ma lo toglierei perché non fa né gol né assist“.

Cremonese, Vardy si presenta: “Ranieri? Ha sempre speso belle parole per me, non voglio deluderlo”

Nuova avventura in Serie A per Jamie Vardy, che nella sua conferenza stampa di presentazione come nuovo giocatore della Cremonese ha riservato un pensiero speciale per una leggenda legata a doppio filo con i colori giallorossi: Claudio Ranieri.
Inevitabile una domanda sul tecnico che lo ha guidato alla storica vittoria della Premier League con il Leicester. Pur non avendolo ancora sentito direttamente, Vardy ha dimostrato grande affetto per il suo ex allenatore: “Se ho parlato con Ranieri? Non ancora, ma ha sempre speso belle parole per me e non voglio deluderlo”.

L’attaccante inglese ha poi spiegato le motivazioni della sua scelta, paragonando la lotta per la salvezza della Cremonese a quella del suo Leicester, si è detto pronto per la nuova sfida e per dimostrare il suo valore nel campionato italiano.

Instagram, Wesley in volo verso Roma: ora le valutazioni sulle sue condizioni (FOTO)

Finita la parentesi con la nazionale, Wesley è in viaggio per fare ritorno nella Capitale. A testimoniarlo è lo stesso giocatore, che ha condiviso una storia sul proprio profilo social per documentare il suo rientro in Italia, il tutto accompagnato dalle emoji che tracciano la rotta del suo volo. Il suo rientro a Trigoria è particolarmente atteso. Il terzino, infatti, ha saltato per precauzione l’ultima sfida del suo Brasile contro la Bolivia a causa di un’infiammazione al ginocchio sinistro. Una volta sbarcato, verrà valutato dallo staff medico giallorosso per capire l’entità del problema e la sua disponibilità per la prossima partita di campionato contro il Torino.

 

L’ex giallorosso Under si presenta al Besiktas: “Alla Roma ho superato la mia paura”

Nuova avventura per Cengiz Ünder, ma il passato alla Roma non si dimentica. L’ex attaccante giallorosso, appena passato in prestito al Beşiktaş, ha rilasciato la sua prima intervista ai canali ufficiali del nuovo club, e nel racconto della sua carriera non ha dimenticato il suo periodo nella Capitale, definendolo un momento chiave per la sua crescita. “Giocare in Europa era il mio sogno più grande, ma non è stato facile”, ha dichiarato il turco. “Prima di andare lì, avevo paura di non riuscire a esprimere il mio potenziale. Ma alla Roma ho superato quella paura”.

Ünder è reduce da un’esperienza poco fortunata in MLS con il Los Angeles FC. Tornato al Fenerbahçe, club proprietario del suo cartellino, è ora passato in prestito con diritto di riscatto ai rivali cittadini del Beşiktaş fino al termine della stagione. Nel corso dell’intervista, l’esterno ha anche descritto le differenze tra i campionati in cui ha giocato, definendo la Serie A italiana come un torneo “molto diverso, perché le squadre si concentrano pesantemente sulla tattica”.

(bjk.com.tr)

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Calciomercato Roma, Jurgec lascia la Primavera e torna in patria: ha firmato con l’NK Olimpia Lubiana

Termina dopo poco più di due anni l’avventura di Jan Jurgec con la maglia della Roma. Il difensore centrale sloveno classe 2007, come riportato da Gazzetta Regionale, ha infatti lasciato il club giallorosso per fare ritorno in patria.
Jurgec ha firmato un contratto con l’NK Olimpia Lubiana, chiudendo così la sua parentesi in Italia. Arrivato nella Capitale nell’estate del 2023 dal settore giovanile del Maribor, il giovane difensore saluta definitivamente Trigoria per proseguire la sua carriera nel campionato sloveno.

(gazzettaregionale.it)

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INFASCELLI: “Dovbyk non è un Petagna qualsiasi” – NISII: “Dovbyk in queste condizioni è un problema”

Con il mercato chiuso, e senza tutti gli attaccanti desiderati da Gian Piero Gasperini, il rendimento del reparto offensivo dipenderà inevitabilmente anche dal recupero di Artem Dovbyk. Una situazione che crea dibattito nell’etere romano: Roberto Infascelli sottolinea il peso dell’investimento fatto: “Dovbyk non può essere trattato come un Petagna qualsiasi. Per quello che lo hai pagato, andrà utilizzato in qualche modo”. Federico Nisii invece evidenzia la criticità della sua forma attuale: “Ferguson non le può fare tutte, ma Dovbyk in queste condizioni è un problema”.
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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Contro il Torino è una partita trappola in cui la Roma non può cascare, una vittoria permetterebbe ai giallorossi di essere in testa alla classifica alla vigilia del derby e sarebbe davvero importante (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Il mercato? Non ho mai pensato che alla Roma potessero arrivare subito sei giocatori voluti da Gasperini, l’allenatore deve capire che non può avere tutto e subito ma c’è un percorso da fare (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

La priorità di Gasperini in vista del mercato di gennaio è un attaccante, ma dipenderà da Dovbyk: se darà segnali di risveglio, la Roma si concentrerà sull’ala sinistra. L’ucraino deve cambiare qualcosa dal punto di vista mentale, non ha la cattiveria dei grandi bomber (FRANCESCO BALZANITe la do io Tokyo, Tele Radio Stereo, 92.7)
L’ultimo mercato ha dimostrato che si punterà sugli under 24, che è un modo per investire ma allo stesso tempo patrimonializzare. È quello che è mancato negli ultimi anni, quando la Roma non ha avuto giocatori appetibili per fare plusvalenze e player trading (PIERO TORRIRadio Manà Manà Sport, 90.3)
Dovbyk non può essere trattato come un Petagna qualsiasi. Per quello che lo hai pagato, andrà utilizzato in qualche modo durante la stagione (ROBERTO INFASCELLI, Tele Radio Stereo, 92.7)
La situazione Dovbyk mi comincia a preoccupare: sta continuando ad avere lo stesso rendimento piatto. Qualsiasi scelta faccia Gasperini, rischia di sbagliare: se non lo mette domenica può essere una bella mazzata, ma non sarebbe nemmeno giusto ‘panchinare’ uno come Ferguson (FLAVIO M. TASSOTTI, Tele Radio Stereo, 92.7)
Penso sia possibile che prima del 2027 partano i lavori per il nuovo stadio a Pietralata. Vedo impossibile che la Roma ci giochi nell’anno del centenario (FILIPPO BIAFORARadio Manà Manà Sport, 90.3)
Ferguson non le può fare tutte, ma Dovbyk in queste condizioni è un problema (FEDERICO NISIIRadio Manà Manà Sport, 90.3)

Il consiglio di Wesley: “De Arrascaeta perfetto per la Roma” (VIDEO)

Incalzato da TNT Sports Brasil durante il ritiro con la nazionale verdeoro, Wesley ha dato anche alcuni consigli di mercato alla Roma. Alla domande su quale ex compagno al Flamengo porterebbe in giallorosso, il brasiliano ha risposto: “Non si può tutta la squadra? De Arrascaeta, sarebbe perfetto per noi“.

Appare comunque difficile che il trequartista uruguaiano possa rientrare nei piani della Roma dato che la sua carta d’identità recita 1994 alla voce anno di nascita, e i giallorossi hanno ormai intrapreso un percorso di svecchiamento della rosa.

 

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Wesley: le ultime sull’infortunio al ginocchio sinistro

L’infortunio patito da Wesley con la nazionale brasiliana non sembra preoccupare la Roma. Lo riporta l’edizione online de Il Romanista, che specifica come il terzino verdeoro è alle prese con un’infiammazione al ginocchio sinistro che lo ha tenuto fuori nell’ultima gara della Selecao contro la Bolivia. Wesley rientrerà nella Capitale nella mattinata di giovedì, e sarà valutato in vista dell’impegno dell’ora di pranzo di domenica contro il Torino. In caso di forfait sarebbe pronto Devyne Rensch, che ha smaltito a sua volta il fastidio al ginocchio che lo ha tenuto a riposo dagli impegni con la nazionale olandese.

Nel frattempo a Trigoria prosegue la riabilitazione di Leon Bailey, che deve recuperare dalla lesione muscolare al retto femorale destro rimediata nel suo primo allenamento in giallorosso. Non c’è ancora una data per il suo rientro, ma potrebbe aggregarsi alla squadra tra la gara con l’Hellas Verona e quella sul campo della Fiorentina.

Anche Angelo Mangiante a Sky Sport ha confermato che per Wesley si tratta di un’infiammazione al ginocchio sinistro, e non di un problema alla coscia come sembrava inizialmente.

(Il Romanista)

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