L’attacco non è pericoloso e segna poco. Ferguson e Dovbyk sono ancora a secco: Gasp aspetta Dybala e gli assist di Bailey

[…] Per tanti, ha guadagnato i tre punti (per la terza volta in campionato) non alla Gasperini. Ma se andiamo a vedere, nemmeno contro il Bologna e il Pisa, la Roma è riuscita a vincere come Gasp comanda. […] Di poco atalantino c’è stato il numero delle reti, una sola, firmata Wesley. A Pisa, il successo, lo ha sancito Soulé e contro la Lazio, Pellegrini. I due centravanti, Ferguson e Dovbyk, sono fuori dai tabellini dei marcatori. Di sicuro per demeriti loro, ma anche perché la squadra non produce troppe occasioni da rete pulite e quando arrivano, si sbaglia la mira. […]  Gasp, dunque, è uscito dalla sua comfort zone più per necessità che per scelte filosofiche: l’attaccante sinistro non c’è, Dybala ora è out, così come Bailey che non s’è mai visto in campo, mentre El Shaarawy i gol li fa, ma non è mai stato un bomber e nemmeno è un titolare in questo momento. Poi, Pellegrini è stato appena recuperato e lui sì, quando è in vena, qualche rete (e assist) la mette a segno, vedi derby, gol al primo colpo. E poi c’è mister x, l’attaccante che voleva Gasperini (non a caso), che non è più stato acquistato e forse il problema sta proprio qui. […] Nemmeno quando i gol segnati in quattro giornate erano meno di quelle attuali, un bomber nel tabellino c’era sempre: ad esempio, stagione ’84-85, due gol in quattro partite, Cerezo-Pruzzo, 86-87, sempre due in 4, Ancelotti-Pruzzo, quindi ’88-’89 Desideri-Rizzitelli, e nel ’91-’92 Muzzi. Quindi, se la Roma non segna tanto, Gasp potenzia la difesa ed ecco l’uscita dalla comfort zone. Una specie di coperta di Linus. Ma non pensiamo che questo possa durare in eterno, visto che questo tipo di calcio non piace al tecnico, che ama far segnare tanto le sue squadre. Come si migliora? Intanto lavorando sui due attaccanti, aspettando che si sveglino sotto porta, poi sperando nell’apporto di Bailey. Con Gasperini hanno segnato in tanti, e alcuni anche lontani dalla sua gestione, gente come Zapata, Muriel, Hojlund, Scamacca e Retegui, più Pavoletti, Milito e Borriello, possibile che non ci riescano Dovbyk e Ferguson? […]

(Il Messaggero)

La difesa della Roma è la migliore in A e nel 2025 è quella che ha subito meno nei cinque maggiori campionati europei

[…] Questa Roma, la nuova Roma ha il volto di Gasperini. Si è quindi rivoltato il mondo? No, semplicemente il tecnico è uscito dalla sua zona di comfort. E ha capito, con un mercato che non l’ha soddisfatto pienamente e con una squadra che somiglia sempre di più a quella della passata stagione (nel derby, complice il forfait di Wesley, di volti nuovi dal via c’era il solo Ferguson), che deve modellare i suoi principi sul materiale a disposizione. […] Pochi accorgimenti in un reparto che è rimasto lo stesso per numeri e uomini (unica novità il redivivo Hermoso, in attesa che Ghilardi riesca a ritagliarsi un minimo di spazio) anche se ha cambiato filosofia. Perché l’uomo contro uomo a tutto campo voluto dal tecnico di Grugliasco porta da un lato a prendere più rischi […] Nella prima la Roma ha subito il suo unico gol in campionato con il Torino, nella seconda è stata grazia da Cataldi. Ed è quella nella quale si crea un buco a metà campo. Con i granata, l’errore è di Koné che probabilmente avrebbe dovuto spendere un cartellino giallo fermando la ripartenza di Simeone poi conclusa in rete (Cristante non esce). Nel derby è sempre il francese che soffre la ripartenza centrale, non commette fallo, e Cataldi arriva a calciare il pallone che poi si stampa sul palo in pieno recupero. Quattro errori che potevano costare cari, alla pari dei difetti di mira palesati in queste prime giornate dagli attaccanti. Ed è curioso che a commetterli siano stati i due leader della difesa e del centrocampo (Mancini e Koné), divenuti in poco tempo gli equilibratori della Roma. I numeri della difesa si commentano comunque da soli. E si possono estendere ai primi 9 mesi del 2025 dove la squadra di Ranieri prima e di Gasp adesso, è stata la meno battuta nei tornei Top5 in Europa. I gol presi da Svilar, infatti, per poco non si contano sulla punta delle dita: sono appena 12 in 24 partite di campionato (20 del 2024-25, 4 nel 2025-26). […] In Italia non ci sono rivali, anche Napoli e Inter sono dietro. E in Europa, nessuno tiene il passo: quella che si avvicina di più è l’Atletico Bilbao che ne ha subiti 18. […]

(Il Messaggero)

 

A Nizza col turnover: Tsimikas scalpita

[…] Archiviata già l’euforia del derby, la Roma si è subito tuffata a capofitto sull’Europa League: il cammino verso Istanbul comincerà ufficialmente domani con la prima trasferta contro il Nizza, reduce dalla disastrosa sconfitta per 4-1 contro il modesto Brest. Gasp non ha certo intenzione di sottovalutare l’avversario e schiererà la miglior formazione possibile facendo naturalmente i conti con la condizione dei vari giocatori che ha a disposizione. […] Tre o quattro elementi potrebbero però cambiare rispetto all’undici visto contro la Lazio. A cominciare dalle fasce. Gasp sta valutando l’idea di dare un turno di riposo ad Angeliño per testare la condizione del neo arrivato Tsimikas, entrato negli ultimi minuti del derby e ora ansioso di mettersi in mostra. L’ex Liverpool quindi agirebbe sulla sinistra, mentre a destra è ballottaggio tra Rensch, autore di un’ottima prestazione domenica scorsa, e Wesley che ha superato la gastroenterite e si sente pronto per scendere di nuovo in campo dal primo minuto. […] Difficile cambiare in questo momento la coppia dei centrocampisti. Koné ha dimostrato di essere una pedina fondamentale per il reparto, Cristante è la spalla giusta per garantire geometrie e sostegno alla difesa. El Aynaoui dovrebbe così restare in panchina e aspettare di entrare a gara in corso, così come Pisilli che nel derby ha dato segnali molto positivi. Sulla trequarti potrebbe tornare El Shaarawy, rimasto novanta minuti in panchina contro la Lazio, affiancato da Soulé. Gasp riflette sulla gestione di Pellegrini e intanto conferma nuovamente Ferguson in avanti […]

(Corsport)

Gasp oltre il derby: la Roma mostra già la sua mentalità

II primo derby, e non solo il primo amore, non si scorda mai. Lo può gridare forte Gasperini, che non poteva augurarsi una festa migliore, più bella, per il suo battesimo nella stracittadina romana. Da nove anni, infatti, i giallorossi non riuscivano a vincere in casa della Lazio; ma soprattutto – al di là del carico emotivo – dopo appena quattro giornate, la partita già rappresentava un primo bivio. E se i biancocelesti hanno imboccato sicuramente la strada sbagliata – fatta di rimpianti e polemiche – la Roma in un colpo solo si è scrollata di dosso l’amarezza per la sconfitta interna col Torino e si è rimessa in una
posizione di classifica molto, ma molto, comoda. […] Logico, dunque, che i tifosi abbiano dato sfogo alla loro gioia; logico che i giocatori abbiano fatto altrettanto; logico che Gasperini, ostentando all’apparenza una maggiore serenità, abbia in realtà festeggiato e brindato con se stesso. […] Fatto sta che, oltre al risultato, importantissimo, è arrivata una conferma con un respiro ancora più profondo. Perché Gasperini non ha soltanto vinto, ma lo ha fatto a modo suo, con quel marchio di fabbrica che comincia già a vedersi. La strada, certo, è lunga, sarebbe assurdo chiedere o pretendere di più, ma intanto la squadra è già gasperiniana. […] La Roma è già gasperiniana nella sua filosofia di fondo. Che vuol dire, anche, dare una chance a chi dimostra di meritarsela, senza pregiudizi o preconcetti. Come ha fatto con Lorenzo Pellegrini, dopo un’estate turbolenta. Perché recuperare i giocatori, senatori o giovani, reduci da momenti delicati, è sempre stata la sua specialità. Ma la Roma è già gasperiniana anche nella testa, perché – si sa – il derby spesso suggerisce di guardarsi intorno, cautelarsi, adattarsi al clima e ai momenti. […] La Roma, invece, è andato a prenderselo, questo derby, proprio così. E anche se il viaggio è appena cominciato – ci sarà bisogno di verifiche e di fare sempre meglio, tappa dopo tappa – è fondamentale che nessuno abbia avuto dubbi. […]

(A. Vocalelli – La Gazzetta dello Sport)

Gasperini ha recuperato Wesley Tsimikas ed El Aynaoui si scaldano

[…] leri mattina la Roma si è ritrovata a Trigoria per preparare la trasferta di domani contro il Nizza valida per il primo turno di Europa League. La buona notizia per Gasperini arriva da Wesley. II brasiliano ha smaltito il virus gastrointestinale che gli ha impedito di giocare il derby e ieri si è allenato regolarmente in gruppo. Recuperato pienamente anche Hermoso, dopo il risentimento al polpaccio della scorsa settimana. Ancora lavoro differenziato, invece, per Bailey e Dybala che puntano alla gara col Lille del 2 ottobre. […] Probabile esordio dal primo minuto per Tsimikas e Ghilardi mentre a centrocampo El Aynaoui dovrebbe affiancare Koné. Si scalda anche Dovbyk al posto di Ferguson, alle sue spalle il solito Soule e uno tra El Shaarawy e Pellegrini. […]

(Gasport)

Il derby non basta

[…] Al di là dell’amore, del fatto di essere romano e romanista, del suo attaccamento alla maglia. Tutte cose che possono essere messe anche da parte, perché poi c’è il campo che parla. E lì, da quando Lorenzo Pellegrini è tornato alla Roma, il suo contributo lo ha dato eccome. Tanto che da quel momento – era il 2017/18 – solo due centrocampisti hanno partecipato di più ai gol della propria squadra: Hakan Calhanoglu (tra Milan e Inter) e Luis Alberto (Lazio). Già, perché in queste nove stagioni Pellegrini alla Roma ha regalato 56 gol e 59 assist, quasi una partecipazione ad un gol ogni tre partite. Tanta roba, dati importanti, che lo trasformano quasi in un attaccante aggiunto. […] Questi dati sono la certificazione di quanto sia stato importante in questi anni Lorenzo (che da capitano ha alzato al cielo anche la Conference League, nel 2022), tanto che lo vedono davanti a gente come Milinkovic-Savic, Gomez, Mkhitaryan, Zielinski o Pasalic […] Adesso toccherà anche a Gasperini decidere cosa fare e come andare avanti. Prima del derby il tecnico giallorosso era stato chiaro: «Pellegrini lo voglio recuperare, perché ci serve. Ma poi se è inviso al club ed ai tifosi che si fa? Mi tocca andare su un altro giocatore… ». Progetto già abortito alla nascita, perché rimettere da parte Pellegrini adesso sarebbe dura. Ma poi non è neanche lontanamente nelle idee di Gasperini, che se è vero che lo vorrebbe più strutturato dal punto di vista fisico («Deve diventare anche un atleta»), è anche vero che ne apprezza – e molto – le doti balistiche. Adesso, però, Gasp proverà un’altra carta a sorpresa e cioè quella di poter trasformare Lorenzo nel cervello della sua squadra. Arretrandolo, facendolo giocare tra i due, dove con la sua qualità tecnica può fargirare la squadra come un orologio svizzero (soprattutto ora che con l’operazione dovrebbe avere risolto anche tanti dei suoi problemi fisici pregressi). Poi quello che succederà da gennaio in poi ancora non si sa. Di certo c’è che il gol di domenica per Pellegrini rappresenta un’autentica rinascita, lui che era stato ad un passo dall’addio prima a gennaio scorso e poi nell’estate che si è da poco conclusa. […]  Anche perché – e qui tornano i sentimenti – Pellegrini non ha alcuna intenzione di lasciarsi male con la piazza, di strappare con quei tifosi che anche domenica gli hanno tributato al centro della curva un dolce striscione: «Bentornato capitano». Ed allora se – come è probabile – la Roma non gli rinnoverà il contratto, è altrettanto probabile che Pellegrini possa andar via a gennaio, per non farlo a parametro zero a giugno. Ma, in caso, sarà da giocatore vero. Da quello che domenica è rinato, a tutti gli effetti.

(Gasport)

Scossone in casa Aston Villa: Monchi dice addio

Monchi è a un passo dal lasciare dall’Aston Villa. Come riferito dall’importante testata statunitense, infatti, diverse fonti interne al club confermano la possibilità che le parti si salutino. Lo spagnolo è arrivato all’Aston Villa nel 2023 ed è finito sotto accusa per l’ultima campagna acquisti e per il pessimo inizio di stagione del club: nove titolari su undici sono giocatori dei Villans da addirittura prima dell’arrivo di Emery nel 2022, è mancato quindi un turnover legato al mercato. Per il club inglese si tratta di un vero e proprio scossone vista la centralità nel club di Monchi, Emery e Vidagany.

(www.nytimes.com/)

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Conferme anche da Fabrizio Romano. Come riferito dall’esperto di calciomercato sul proprio account X, infatti, il dirigente spagnolo lascia il club inglese con effetto immediato.

Pallone d’Oro 2025: vince Dembélé. A Luis Enrique il premio di miglior allenatore dell’anno

A Parigi, al Theatre du Chatelet, si è tenuta stasera la cerimonia che ha assegnato il Pallone d’Oro 2025. Tra i 30 candidati non è ovviamente presente nessun giocatore della Roma, mentre per la Serie A ci sono solamente Denzel Dumfries, Lautaro Martinez e Scott McTominay. I due calciatori dell’Inter si sono classificati rispettivamente venticinquesimo e ventesimo, mentre, il centrocampista del Napoli diciottesimo. La top 10, invece, è così composta:

  1. Ousmane Dembélé
  2. Lamine Yamal
  3. Vitinha
  4. Mohamed Salah
  5. Raphinha
  6. Kylian Mbappé
  7. Cole Palmer
  8. Gianluigi Donnarumma
  9. Nuno Mendes
  10. Achraf Hakimi

Vince quindi la stella del PSG, Ousmane Dembélé che succede a Rodri, vincitore nella passata edizione. Assegnati poi il Johan Cruyff Trophy per il miglior allenatore dell’anno a Luis Enrique, mentre, a Lamine Yamal il Kopa Trophy come miglior under 21 al mondo. A Gianluigi Donnarumma, nuovo giocatore del Manchester City, il Yashin Trophy come miglior portiere e a Viktor Gyokeres il Gerd Muller Trophy come miglior attaccante. Il PSG vince, poi, il premio come miglior club dell’anno.

 

Serie A, Napoli-Pisa 3-2: Spinazzola, Gilmour e Lucca regalano i 3 punti e la vetta in solitario a Conte

Il Napoli soffre ma batte anche il Pisa e vola in vetta alla Serie A a punteggio pieno. Al vantaggio iniziale di Gilmour aveva risposto il rigore trasformato da Nzola. Nel finale, decisivi i sigilli dell’ex Roma Spinazzola e di Lorenzo Lucca. In extremis arriva, poi, la rete del talento brasiliano Lorran. La formazione allenata da Antonio Conte si riprende il primo posto con 12 punti, Quella di Gilardino, invece, rimane al penultimo posto con un solo punto in 4 gare.

Panathinaikos: vicino l’accordo per Baldini come nuovo direttore sportivo

Franco Baldini è pronto a tornare nel mondo del calcio. Dopo aver terminato l’ultima esperienza da dirigente nella Roma nel 2018 (club con cui ha avuto tre esperienze: 1999-2005, 2011-2013 e 2016-2018) l’ex Real Madrid è ora vicinissimo a diventare il nuovo direttore sportivo del Panathinaikos. Come riportato in esclusiva dalla testata giornalistica, Baldini si trova ad Atene per chiudere l’accordo con il club greco. Inoltre, avrà modo di rincontrare anche la stessa Roma, poiché, una delle 8 avversarie del suo Panathinaikos in Europa League. Appuntamento dunque al 29 gennaio, giorno in cui è previsto il match tra il suo passato ed il suo futuro.

(tuttomercatoweb.com)

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